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Trasporti e rifiuti, Raggi attacca Zingaretti: «Non è amico di Roma». E lui replica: «E’ uno scaricabarile»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Trasporti e rifiuti: la sindaca Raggi attacca Zingaretti. «Porteremo a breve i dossier sui tavoli del Governo perché purtroppo in questi giorni stiamo assistendo a una brutta prova della Regione sui trasporti». L'affondo della sindaca durante l'inaugurazione della prima porzione del nuovo Parco di Tormarancia. «Se il presidente Zingaretti non vuole fare gli interessi di Roma che è la Capitale d'Italia ma soprattutto la città più importante del Lazio lo dica chiaramente: Roma sta soffrendo e Ama fa il massimo trattando più rifiuti possibile. Ma se non abbiamo sbocchi ulteriori non sappiamo dove portarli, e questo è competenza della Regione. Il presidente lo deve dire e lo deve fare: non possiamo più attendere, non abbiamo più tempo». «Abbiamo tra l'altro – ha detto ancora Raggi – già chiesto più di due mesi fa di autorizzare due impianti per il compostaggio dei rifiuti ma il presidente continua a dire: cosa vuole fare il Comune di Roma?. Abbiamo presentato delle richieste formali, se volesse iniziare a dare l'autorizzazione e la via a quegli impianti noi potremmo già partire con i lavori e renderci un pezzetto più autonomi». «Sul tema dei rifiuti – ha continuato – c'è questo piano del 2012 che deve essere attuato. Alla Regione è stato detto con una prima sentenza del Tar nel 2016, con una seconda sentenza nel 2018. Sappiamo che il presidente Zingaretti avrebbe avviato dei contatti con una delle aziende laziali per sbloccare questo piano del 2012 ma a oggi Roma non ha avuto alcun tipo di risposte. Sappiamo anche che ci sono stati contatti tra la Regione Lazio e la Regione Puglia, ma oggi a più di un mese di distanza c'è ancora questo rimpallo tra le due amministrazioni, e sapete bene che Roma ha avuto un aumento di rifiuti di più del 10% rispetto all'anno scorso, un aumento considerevole per cui abbiamo bisogno di altri sbocchi che sono competenza della Regione». Per quanto riguarda i trasporti, ha continuato la Raggi, «quando Zingaretti era venuto in Campidoglio per iniziare a trovare delle tematiche comuni sulle quali inaugurare questo nuovo corso della sua nuova legislatura regionale avevamo convenuto che le ferrovie ex concesse sarebbero dovute andare a Roma Capitale, e invece abbiamo scoperto, con nostro grande sconcerto, che il presidente ha deciso di metterle a gara. Questo quando siamo ancora in attesa dei 180 milioni di euro che la Regione dovrebbe investire sulla Roma-Lido e che non è stato fatto. Tutto questo quando in Consiglio regionale Zingaretti dice che la gestione per i fondi del tpl è meglio che passi per la Regione perché così diventa una camera di compensazione, ma noi vediamo che il Cotral, che fa molti chilometri in meno rispetto ad Atac, prende cifre considerevolmente superiori. Quindi questa perequazione che il presidente dice di fare di fatto non avviene. Non mi sembra questo un atteggiamento onesto nei confronti della Capitale». La replica di Zingaretti: «Quello della sindaca Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Dopo il cemento magico messo sempre nei municipi al voto, ecco la ricerca del nemico. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono. «Con questo continuo scaricabarile – aggiunge – Roma rischia di spegnersi», la difenderemo anche «per sopperire al disastro di questi anni».

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FLAT TAX. DIVAMPA LA POLEMICA TRA SALVINI ED IL PD

(Fonte: La Voce, di Antonio Marino) – La giornata politica di ieri, oltre che dal voto di fiducia al governo Conte espresso dalla Camera, è stata segnata anche da una vivace polemica che ha visto come contendenti, il Ministro degli Interni, Matteo Salvini ed il Partito Democratico. Oggetto della contesa, uno dei punti cardine del contratto di governo giallo-verde: la Flat Tax.

Salvini, partecipando a ‘Radio Anch’io’, ha spiegato gli effetti della Flat Tax, dicendo: “Se uno fattura di più, è chiaro che risparmia di più” ed aggiungendo: “L’importante è che ci guadagnino tutti”. Nell’enfasi dell’intervento, il Ministro ha detto: “E’ giusto che i ricchi paghino meno tasse; Non siamo in grado di moltiplicare pani e pesci, il nostro obiettivo è che tutti riescano ad avere qualche lira in più nelle tasche da spendere”. Le parole di Salvini hanno riportato con la memoria ad una teoria molto contestata, ovvero quella che una minor pressione fiscale sui più abbienti, comporta il fatto che questi abbiano maggiori risorse economiche a disposizione e quindi, da far circolare.

La reazione del Partito Democratico è stata pressoché immediata. Anna Rossomando, vice-presidente del Senato ha commentato: “Il governo del cambiamento ha cambiato la trama di Robin Hood, togliendo ai poveri per dare ai ricchi”. Non è stato meno duro Matteo Orfini: “Per Salvini è giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse. Finalmente hanno detto la verità. A questo serve l’annunciata rivoluzione fiscale, a far guadagnare chi è più ricco. A danno di tutti gli altri”.

Il vice-premier ha voluto far chiarezza sul suo pensiero. Ai cronisti che lo attendevano a Montecitorio ha detto: “Non posso smentire quello che non ho detto e non ho mai detto quella frase. Tutti quelli che mi hanno ascoltato in radio hanno capito, l’obiettivo è che tutti paghino di meno. Poi anche un bimbo di cinque anni arriva a capire che chi fattura di più risparmia di più e reinveste di più”. Salvini ha poi precisato: “L’obiettivo non è aiutare chi fattura di più, ma tutti”. Facendo riferimento alla progressività, il Ministro ha chiarito: “Ci sono le deduzioni che garantiranno a chi non paga oggi di continuare a non pagare, ma in Italia il denaro deve tornare a circolare”.

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Campidoglio: taglio al trasporto pubblico locale scelta della Regione Lazio

Il taglio di 51 milioni di euro al trasporto pubblico locale di Roma è stata una scelta politica della Regione Lazio. A fronte della decurtazione delle risorse del Fondo nazionale dei trasporti, la Regione ha deciso deliberatamente di attribuire il taglio interamente ad Atac. Per l’Assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo, addossare le responsabilità ad Atac e al Campidoglio nasconde in realtà una scelta di campo ben precisa: privilegiare i privati a scapito di Roma. Per la precisione Trenitalia. Sarebbe utile, quindi, vedere e conoscere le performance di tutte le aziende che operano nel Lazio.

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Da Villa Ada a San Lorenzo verde al collasso: “Solo 18 giardinieri e due tagliaerba”

(Fonte: RomaToday, di Ginevra Nozzoli) – Due tagliaerba, un furgoncino, una motosega. E' la dotazione in capo ai diciotto – diciotto – giardinieri che attualmente si occupano dei 3 milioni e 200mila metri quadrati di verde del II municipio della Capitale. Di questi in realtà circa 100mila sono di competenza del parlamentino che ha appaltato a una ditta esterna le poche risorse disponibili a bilancio. Tutto il resto, ville storiche comprese, è in capo al Servizio Giardini del Comune, ma stando alle continue denunce dei residenti il servizio non è in grado di rispondere alle necessità. Dal Salario a San Lorenzo, passando per Nomentano, Parioli e Flaminio, il verde si presenta in condizioni disastrose

Non che il resto della città sia messo meglio sul fronte della manutenzione di parchi, giardinetti di quartiere, rotatorie, marciapiedi, spartitraffico. Lo sfalcio dell'erba, si sa, è tra i talloni d'achille dei servizi al cittadino. E quella proveniente dal cuore della Capitale è l'ennesima denuncia. A Corso Trieste i residenti girano dei video lampo con il telefonino: l'erba è alta più di un metro e dalla "giungla" improvvisata spuntano pezzi di rami caduti e mai raccolti. Stessa scena in viale Eritrea e viale Libia nel quartiere Africano, nella zona del Villaggio olimpico (da tempo un cimitero di alberature), su via Tiburtina lato Verano. Poi c'è il capitolo ville storiche: villa Ada, villa Torlonia, villa Glori, villa Mercedes. 

Villa Chigi è al limite del praticabile. "Andrebbe chiusa" denuncia l'assessore dem all'Ambiente del II municipio Rino Fabiano. "E' un pericolo sia per famiglie con bambini che per gli anziani". Un percorso quasi a ostacoli. "Nessuno infatti ci va più". Il titolare del verde di via Dire Daua lamenta quella che è a suo dire è un'inefficienza tutta del Comune a Cinque Stelle. Con i fondi a bilancio del parlamentino, 134mila euro per 66 aree verdi più 21mila per 40 giardini scoalstici, messi a bando e affidati a una ditta esterna, si riesce a fare il minimo indipensabile sulle aree sotto i 5mila metri quadrati, come stabilito dalle normative sul decentramento del verde volute dall'ex giunta Marino. "Senza un affiancamento da parte del Campidoglio è impossibile garantire una copertura adeguata" tuona Fabiano, alle prese con le decine di segnalazioni quotidiane di romani infuriati che intasano le mail del municipio. Ci sono addirittura tronchi e rami che risalgono alla nevicata di febbraio. E che ancora nessuno ha raccolto. 

"L’assessora Montanari rilascia una dichiarazione al mese senza però tramutare le parole in fatti concreti – commenta la presidente del II municipio Francesca Del Bello – secondo la visione capitolina le rondini dovrebbero combattere le zanzare, le pecore sfalciare l’erba, le api monitorare la qualità dell’aria e i migranti pulire le ville e togliere gli alberi a rischio incendi. Siamo stanchi di ascoltare promesse grottesche".

D'altronde che il Servizio Giardini sia a corto di operatori non è una novità: se ne contano 200 su tutto il territorio di Roma Capitale, per 44 milioni di metri quadrati di verde. Che diviso 15 municipi fa 12 operatori a municipio. Un tempo, parliamo degli anni '90, l'ufficio vantava 1800 giardinieri. Poi, tra pensionamenti e blocco del turnover, la squadra si è ridotta man mano all'osso. Ultima iniezione di forza lavoro a luglio 2017, con l'assunzione di 30 nuovi giardinieri. Troppo poco. Ne dovrebbero arrivare altri 100 secondo quanto previsto dal piano assunzionale del triennio 2017-2019. 

Nel frattempo l'estate è appena cominciata, e i cespugli incolti che circondano strade e aree giochi diventano pericolosi anche per il rischio incendi. Daranno una mano a ripulire le caprette tosa erba, in arrivo grazie all'accordo con Coldiretti. Ma non possono bastare per, lo ripetiamo, 44 milioni di metri quadrati di aree verdi. La beffa? L'ordinanza di rito emanata dal Comune, come ogni anno, per fissare le misure di prevenzioni anti roghi. Tra queste "la ripulitura dalla vegetazione erbacea e/o arbustiva delle aree boscate confinanti con strade" insieme alla "potatura delle piante arboree". Tradotto: per evitare incendi bisogna curare il verde. Pena multe salate, da 169 a 679 euro. Ma il primo grande inadempiente, a onor del vero, è proprio il comune di Roma.

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Parco Talenti, scritte contro la sindaca: “Raggi non sei benvenuta”

(Fonte: Romatoday) – "Raggi non sei benvenuta", "Raggi vattene". Sono alcune delle scritte apparse nella notte sulla pavimentazione e sui nuovi giochi per bambini installati nell'area verde appena riqualificata al Parco Talenti, nel III Municipio. In mattinata, alle 10.30, è prevista la visita della sindaca di Roma, Virginia Raggi. 

Il consigliere pentastellato in Campidoglio, Pietro Calabrese, nel condividere le foto scrive: "Non ci sono parole adatte per esprimere la piu' totale condanna, e quanto queste azioni aumentano la nostra determinazione nell'andare avanti". Sulla stessa linea la collega in consiglio comunale Donatella Iorio: "Esprimiamo ferma condanna per gesti di inciviltà come quelli compiuti nella notte a Parco Talenti. Non si può tollerare che un’area verde attrezzata con giochi per bambini, in procinto di essere consegnata alla cittadinanza dopo ben 17 anni, venga così vergognosamente vandalizzata. Continueremo a lavorare con determinazione per il bene della comunità".

L'ex assessore all'ambiente in Municipio, Mimmo D'Orazio usa il turpiloquio per definire i vandali criminali e aggiunge: "Giochi appena installati al parco Talenti che dopo 17 anni di bugie sta per essere consegnato alla cittadinanza".

Oggi è prevista la consegna del parco. La candidata pentastellata in municipio, Roberta Capoccioni: "E' la data che tutti aspettavamo per Parco Talenti. Dopo 17 anni di attesa il Centro anziani ed il primo stralcio funzionale del Parco pubblico Talenti verranno consegnati al Comune per la messa in esercizio. Dall'insediamento della Giunta ad oggi, abbiamo lavorato incessantemente affinché si arrivasse alla conclusione dell'iter e alla consegna della prima parte delle opere a scomputo previste dalla Convenzione. Finalmente i cittadini potranno godere a pieno di uno dei luoghi più belli del nostro territorio" – ha fatto sapere l'ex minisindaca del Municipio III, Roberta Capoccioni ringraziando per il lavoro congiunto gli assessori capitolini Pinuccia Montanari e Luca Montuori, oltre al Coordinamento Rete Ecologica Roma Montesacro, il Comitato Salviamo Talenti e "tutti i cittadini che hanno combattuto quella battaglia".

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Regione Lazio, convocato tavolo per questione Opel

«Abbiamo convocato per il 18 giugno un tavolo sulla questione Opel per sentire azienda e sindacati in merito all’annuncio di trasferimento da Roma a Milano di 140 lavoratori. Oltre ad approfondire le ragioni delle parti, come Regione intendiamo lavorare per favorire la permanenza dell’azienda a Roma. Con questo incontro si apre il tema della prevenzione delle crisi aziendali: vogliamo evitare il depauperamento del tessuto aziendale del nostro territorio e intervenire prima che si aprano vertenze o si chiudano siti aziendali». Così in una nota congiunta gli assessori al Lavoro e Nuovi Diritti e Sviluppo Economico, Claudio Di Berardino e Gian Paolo Manzella.

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Roma, daspo a centurioni e lucciole: “Li allontaneremo dalla città”

(Fonte: La Repubblica, di Lorenzo D'Albergo ) – La stretta è alle porte. Prima della pausa estiva il nuovo regolamento di pubblica sicurezza – l'ultimo, ancora in vigore, è datato 1946 – approderà in aula Giulio Cesare. Il provvedimento di marca grillina lascia pochi dubbi sulle intenzioni della giunta Raggi. I centurioni, le prostitute e i loro clienti, romani e turisti pizzicati a fare il bagno nelle fontane artistiche, parcheggiatori e commercianti abusivi: il Daspo urbano, nei progetti del M5S romano, dovrebbe portarli tutti via dalla capitale.

Ma procediamo con ordine: mutuata dal provvedimento ideato per contrastare il tifo violento dentro e fuori gli stadi, la nuova disposizione introdotta dal decreto Minniti prevede un allontamento dal quartiere (o dalla città) per 48 ore. In caso di recidività, il Campidoglio segnalerà il multato in questura e sarà la polizia a decidere se tenerlo a distanza da Roma per 60 giorni.

La rosa dei comportamenti sanzionabili, rivista in ultima analisi dalla sindaca Virginia Raggi, è davvero ampia. Si parte dai Fori Imperiali e dai centurioni. Assieme ai saltafila, ai venditori di souvenir paccottiglia e a quelli di bottigliette d'acqua ( di dubbia provenienza) dovrebbero sparire dalla circolazione. Stop alle ordinanze " urgenti e contingibili", facilmente impugnabili davanti al Tar del Lazio, e via libera al nuovo regolamento. Ai vigili urbani il compito di farlo rispettare e applicare il Daspo.

Per non far girare gli agenti della municipale in tondo, la delibera prevede anche una perimetrazione della città: andranno controllate le zone sensibili a ridosso di ospedali, scuole, siti culturali e parchi. Nel mirino finiranno anche le zone della movida e l'Eur. Un riferimento, l'ultimo, non casuale. Da anni, infatti, i residenti del municipio IX chiedono un intervento deciso per limitare gli effetti della prostituzione: sporcizia, schiamazzi e degrado. Saranno accontentati. Nel provvedimento un intero paragrafo è infatti dedicato al fenomeno e prevede una doppia sanzione. Da una parte per le ragazze che, in déshabillé, si esibicono a bordo strada " in comportamenti provocatori " . Dall'altra per i loro clienti: chi verrà fermato durante la contrattazione della prestazione o dopo essersi appartato rischia il Daspo e una multa fino a 400 euro.

Focus anche sul fenomeno dell'abusivismo commerciale e sui parcheggiatori. Rischiano l'allontanamento al pari degli ubriachi. Tolleranza zero per chi verrà trovato a infastidire il prossimo – musica ad alto volume, urla, spintoni, minacce – in preda ai fumi dell'alcol. La stretta è valida sia in strada (i romani non saranno allontanati per 48 ore dalla città per evidenti motivi, ma non potranno mettere piede nella piazza in cui sono stati fermati per lo stesso lasso di tempo) che a bordo degli autobus. Tra gli obiettivi dell'atto al vaglio della giunta pentastellata c'è anche la tutela degli autisti e dei passeggeri dei mezzi Atac.

Infine, come anticipato dall'agenzia Dire, il Daspo sarà applicato anche a chi verrà trovato a emulare Anita Ekberg a bagno nella Fontana di Trevi. Gli specchi d'acqua della capitale sono un tesoro da tutelare. Al pari dei siti archeologici: chi scavalcherà le recinzioni dei monumenti o proverà a portare a casa un ricordo "speciale" di Roma non sarà perdonato. Sarà Daspo.

È allo studio anche una stretta sull'evasione della tassa di soggiorno da parte degli albergatori e dei proprietari di b& b, agriturismi e case vacanza della capitale. Sul caso si muove anche la Corte dei Conti. La procura ha acceso il suo faro sul fenomeno (nel 2017 è costato 18 milioni di euro al Comune) e ha affidato un fascicolo al pm Bruno Tridico.

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Atac, 108mila multe in più l’anno: dal 2019 stangata salva conti

(Fonte: Corriere della Sera,di Fulvio Fiano e Ilaria Sacchettoni) – Oltre quaranta mila multe in più quest’anno, il picco di 108.826 sanzioni aggiuntive nel 2019, una crescita a regime fino al 2021 del 50 per cento su base annua. Il salvataggio di Atac così come è stato prospettato nella procedura di concordato al tribunale Fallimentare punta a ricavare oltre un milione di euro in più dalla lotta all’evasione tariffaria. Che nel 2017 ha portato in cassa poco più di due milioni di euro (su 147mila verbali) e che già dal 2019 dovrà salire a 3,2 milioni di euro (256.564 verbali), il 33 per cento in più, quando il piano della municipalizzata produrrà il suo massimo sforzo di recupero sui biglietti non pagati.

Come il management conti di riuscire in un’impresa dichiarata (e fallita) da tuti quelli che l’hanno preceduto è in gran parte già noto. Tornelli sui bus, più controllori di ruolo (187 oggi, 252 a partire dal 2019), impiego di forze “speciali” a supporto, tra cui gli amministrativi tolti dagli uffici e messi sui mezzi pubblici (anche in questo tanti hanno già fallito). Per ora ci sono i dati che parlano di un +0,4% delle multe nei primi quattro mesi del 2018. Il piano punta anche a un incasso più puntuale delle multe (entro i primi 5 giorni) grazie alla possibilità di pagarle tramite i nuovi parcometri. L’altra faccia della medaglia è la riduzione della cosiddetta «evasione di necessità», ossia chi vorrebbe comprare il biglietto ma non lo trova. Verranno così aumentati i punti vendita, introdotta la possibilità di acquisto con la app di Atac e soprattutto «invogliati» i viaggiatori a pagare con un’offerta di mezzi pubblici migliore sia dal punto di vista della quantità (nuove linee e autobus) che della qualità (ad esempio con la dotazione di aria condizionata su tutti i mezzi Tpl in estate). Nel 2021 sono stimati 15 milioni di i9ncssi in più.

Infine i commissari lo ribadiscono: Atac punta sull’aumento della velocità commerciale dei mezzi. Dunque più manutenzione e soprattutto più programmazione. Come? Nel piano l’azienda s’impegna ad aumentare la sua efficienza ad esempio facendo lavorare le officine i pomeriggi e il sabato (oggi chiudono all’ora di pranzo) e intervenendo anche sui turni dei magazzinieri addetti ai pezzi di ricambio che, nella nuova Atac, lavoreranno anche il pomeriggio. Il piano parla esplicitamente di «polivalenza delle risorse». Archiviato il vecchio mansionario l’azienda punta, come dice chiaramente, a superare «alcune rigidità della precedente organizzazione del lavoro». Il controllo sull’orario sarà informatizzato, il cartellino vecchio stampo sarà superato ovunque.

Invertendo una tendenza tanto consolidata quanto inquietante si darà (finalmente) ascolto alle «prescrizioni delle case costruttrici» circa i tempi della manutenzione, arrivando a prevedere specifici contatori per i diversi componenti della vettura.

Entro il 15 giugno è atteso il parere della procura sul nuovo piano. La sua riuscita resta un’incognita alla quale sono appesi i destini politico e manageriale rispettivamente dell’assessore Linda Meleo e dell’amministratore delegato Paolo Simioni.

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Roma, asfalto sigillante in via Galba, ma il giorno dopo è già sgretolato. Gatta: “Risultati fra mesi”

(Fonte: La Repubblica, di Valentina Lupia) – Poche ore e via Galba, a San Paolo, nell'VIII municipio, è di nuovo una groviera. Qui – come anche in viale Baldelli, all'Ostiense, e a via Capraia al Tufello, nel III – due giorni fa sono partiti i lavori per sperimentare la gilsonite, che il Comune ha descritto come un " materiale innovativo per la protezione e il ripristino prestazionale del manto stradale, un'emulsione cationica colloidale, legante e sigillante". Che, però, le buche non le ripara, come confermano i tecnici del Comune. Tant'è che le crepe hanno riportato a galla buche e avvallamenti, con la rabbia di cittadini e comitati che nell'VIII municipio, come anche nel III – gli unici dove, tra l'altro, è partita la sperimentazione – domenica saranno chiamati a votare per i nuovi mini-governi. L'unica differenza tra la zona dov'è stato passato il sigillante e il resto della strada è nell'ombreggiatura più scura della prima. "Non è solo un sigillante, una trovata tra l'altro non di certo originale, a fare crepe – tuona il gruppo Pd dalle aule del Campidoglio – Ora gli elettori chiamati alle urne vedranno la sintesi dell'amministrazione grillina: le strade a pezzi e il tentativo di imbonirli con una soluzione posticcia, fatta in extremis".

Da Roma Capitale, in serata, tramite un post su Facebook, è arrivata la dichiarazione dell'assessora ai Lavori Pubblici, Margherita Gatta, che ieri si è recata a via Capraia, nel III municipio: "Sulle strade del municipio VIII, che presentavano diversi gradi di ammaloramento, si è appreso dalla ditta che il prodotto si è correttamente depositato all'interno delle fratture dell'asfalto e nelle crepe". E ancora, l'assessora si difende: "Ma ci tengo a ripetere che le strade scelte sono già ammalorate e selezionate dalla ditta proprio per questo motivo al fine di effettuare i test nelle condizioni peggiori e fermare il processo di degradazione in atto. Il materiale non ricostruisce il manto stradale, ma lo sigilla, esattamente com'è ora, con una sorta di pellicola che blocca il tempo di invecchiamento. Tutto questo confermato dalla ditta che ha fatto una ispezione. L'esito del test potrà dirsi acquisito fra qualche mese " . Chiarisce poi che "il prodotto dovrebbe sigillare le strade con un grado di usura medio, con lo scopo di prolungarne la vita".

Dunque, "le strade sono ammalorate come prima: forse ora, per distruggersi ulteriormente, ci metteranno un po' di più, ma non sono state riparate e un intervento pubblicizzato come riparatore si è rivelato un flop" , aggiunge Amedeo Ciaccheri, candidato presidente dell'VIII municipio con la Coalizione Nuovo Municipio.

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Trasporti, La Regione mette a bando le ferrovie ex concesse: tra un anno Atac potrebbe non gestirle più

(Fonte: RomaToday) – Tra un anno potrebbe non essere Atac a gestire le ferrovie concesse di Roma. Roma Lido, Roma Viterbo e Termini Centocelle infatti verranno messe a gara. Il primo passo è stato compiuto ieri dalla Regione Lazio: in giunta è stata infatti una delibera volta ad adottare "la pubblicazione di un avviso di preinformazione, ai sensi di quanto previsto dal Regolamento comunitario 1370/2007, per la procedura di evidenza pubblica relativa all’affidamento per 9 anni del servizio di trasporto pubblico sulle ferrovie ex concesse di proprietà regionale Roma-Lido, Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti il cui contratto di servizio, affidato ad un unico soggetto Atac Spa, è in scadenza al 30 maggio 2019"

Un passo che adempie agli obblighi comunitari che prescrivono che "almeno un anno prima dell’aggiudicazione del nuovo contratto di servizio, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea di un avviso con informazioni puntuali rivolte a tutti i soggetti interessati all’aggiudicazione". 

Nell'avviso c'è però qualcosa in più. La Regione infatti tra le righe svela la presenza di una proposta per la Roma Lido. Si legge infatti nella nota che "nell’avviso viene specificato che è attualmente all'esame degli uffici regionali una proposta di partenariato pubblico-privato avanzata da un'associazione di imprese per l’affidamento in concessione della progettazione, costruzione e gestione della ex concessa Roma-Lido, la cui eventuale dichiarazione di fattibilità potrebbe determinare una distinta e autonoma procedura di affidamento delle altre due ex concesse Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti".

In pratica la Roma Lido potrebbe seguire una strada diversa dalle altre due ferrovie concesse. Un nuovo guaio per Atac che si troverebbe a dover fare a meno di una ferrovia e con il "virus" della privatizzazione inoculato all'interno del servizio pubblico dei trasporti. Da tempo proprio sulla Freccia del Mare si inseguono voci e progetti. Il più concreto quello di Ratp, azienda francese che ha presentato un progetto, bocciato dalla Regione. Più voci in passato hanno tirato in ballo un possibile ingresso di Ferrovie sulla Roma Lido.