Categorie
Politica

Elezioni Municipali, Stefàno (M5S) a Radio Roma Capitale: sull’esito ha inciso l’astensionismo,  nel III non daremo indicazioni di voto nonostante ci sia un candidato leghista. Dobbiamo comunicare meglio quello che stiamo facendo

 

 

Enrico Stefàno, consigliere comunale del M5S e presidente della Commissione Mobilità in Campidoglio, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". Stefàno ha commentato i risultati delle elezioni municipali di ieri: "Sull'esito del voto ha inciso l'astensionismo. A prescindere dai risultati di ieri dobbiamo fare di più, dobbiamo comunicare meglio alcune iniziative che abbiamo intrapreso. Stiamo gettando le basi per una città diversa, ma è chiaro che ci vuole tempo, non si può avere tutto subito. Sono certo che i cittadini sapranno giudicare bene il nostro operato al termine dei cinque anni della Giunta". Per quanto riguarda il III Municipio, dove al ballottaggio ci sarà il candidato sostenuto dalla Lega, il consigliere pentastellato ha dichiarato: "Non daremo alcun indicazione di voto".

Sull'iniziativa #Vialibera Stefàno ha affermato: "E' stata una bellissima esperienza, la città si può vivere tranquillamente anche a piedi o in bicicletta".

"Il pagamento di un ticket per entrare in Centro – ha aggiunto il presidente della Commissione Mobilità – è una proposta che era già inserita nel PGTU della precedente amministrazione, non con l'obiettivo di fare cassa, ma con lo scopo di incentivare i cittadini ad una mobilità sostenibile. Daremo comunque a ciascun cittadino degli accessi gratuiti".

Categorie
Politica

Fiumicino, per il centrodestra sfida a cinque: Lega in gara con FI

(Fonte: Corriere della Sera, di Valeria Costantini) – Un Comune strategico a due passi dalla Capitale, 80mila abitanti e un aeroporto croce e insieme ricchezza del territorio. È a Fiumicino che si misureranno le temperature dei partiti nazionali, tra speranze di riconferma e nuove scommesse. Le elezioni di domenica nella città alle porte di Roma potrebbero rivelarsi determinanti per i futuri equilibri del Lazio e non solo.

Quarto Comune per estensione, quinto per popolazione, il tratto di costa più lungo, è qui che il centrosinistra si gioca uno dei suoi big: Esterino Montino cerca infatti di tenersi la poltrona da sindaco conquistata nel 2013. Settant’anni, lunga carriera nel Pd, nel 2009 divenne presidente della Regione ad interim (al posto di Piero Marrazzo coinvolto in uno scandalo): è sostenuto da otto liste, civiche più dem e Leu. Cinque anni di amministrazione con record di piste ciclabili inaugurate, molte le battaglie per i diritti civili condivise con la moglie Monica Cirinnà, come quella a favore dei matrimoni gay: appena eletto Montino celebrò diverse unioni civili. Ha più volte espresso contrarietà al raddoppio del vicino scalo aeroportuale, come ha fatto anche il suo avversario – in apparenza – più diretto.

 

Pupillo del neo-ministro dell’Interno Matteo Salvini, è William De Vecchis il candidato indicato dalla Lega ma appoggiato anche da Fratelli d’Italia. Nato e cresciuto politicamente a Fiumicino, impiegato Enav, a 47 anni De Vecchis è stato eletto senatore alle Politiche del 4 marzo: è già pronto a dimettersi dalla carica in Parlamento in caso di vittoria nella sua città. Il suo «sponsor» principale è stato proprio Salvini, presente più volte ai comizi sul litorale romano.

 

Ma la strada del leghista verso le urne potrebbe trovare un ostacolo nel centrodestra diviso. A Fiumicino infatti è tornato in corsa una vecchia conoscenza: l’ex ministro della Funzione pubblica con Berlusconi, Mario Baccini, aspirante sindaco di Forza Italia. Democristiano doc, poi nell’Udc e nel PdL, era stato eletto deputato proprio nel collegio di Fiumicino, mentre più di recente è stato presidente dell’Ente nazionale per il microcredito.

 

Spera di poter cavalcare l’onda «gialla» nazionale anche il Movimento 5 Stelle che a Fiumicino punta su una donna, Fabiola Velli, già consigliera d’opposizione, manager 51enne con esperienze di lavoro all’estero. Se il voto d’opinione peserà, i grillini potrebbero veder aumentare quel 10% ottenuto nella tornata elettorale di cinque anni fa.

La quinta concorrente in lizza è in quota rosa-nero: corre per CasaPound la giovane Gaia Desiati, studentessa di Fiumicino. Il partito neofascista potrebbe sorprendere come nella vicina Ostia, dove con un exploit di voti ha fatto conquistare un seggio in consiglio al leader Luca Marsella.

Nell’insieme, campagna elettorale dai toni piuttosto moderati: ad eccezione delle svastiche contro il sindaco uscente, poche polemiche da registrare nel Comune che servirà da termometro per molti assetti politici.

Categorie
Politica

Si vota, scatta la rissa Zingaretti-Raggi su rifiuti e trasporti

(Fonte: Il Tempo, di Fernando M. Magliaro) – Come due galletti nel pollaio, la Raggi all’angolo giallo, Zingaretti all’angolo rosso, si affrontano a suon di ceffoni mediatici. Tour elettorale per il Sindaco nei Municipi chiamati al voto domenica, ieri in III, oggi in VIII al Parco di Tor Marancia, occasione per attaccare Zingaretti su rifiuti e trasporti. «In questi giorni stiamo assistendo a una brutta prova della Regione sui trasporti. Quando Zingaretti era venuto in Campidoglio avevamo convenuto che le ferrovie concesse sarebbero dovute andare a Roma Capitale, e invece abbiamo scoperto con nostro grande sconcerto che il presidente ha deciso di metterle a gara», ha detto la Raggi riferendosi all’annuncio, fatto dalla Regione tre giorni fa, che nel 2019 andrà a gara d’appalto il servizio sulle ferrovie concesse (Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Viterbo).

Secondo tema, i rifiuti. «C’è il piano 2012 – dice la Raggi – che deve essere attuato. Zingaretti avrebbe avviato dei contatti con una delle aziende laziali per sbloccare questo piano ma a oggi Roma non ha avuto risposte. Sappiamo anche che ci sono stati contatti tra il Lazio e la Puglia, ma a più di un mese di distanza c'è ancora questo rimpallo tra le due amministrazioni e da
più di due mesi abbiamo chiesto di autorizzare due impianti per il compostaggio dei rifiuti».

E se il primo obiettivo è Zingaretti, il secondo è il Governo e le richieste della Raggi di soldi e poteri: «Credo che il Governo possa fare non solo attività di moral suasion. Abbiamo bisogno di ridisegnare le competenze e ci sono alcuni rapporti Governo-Regione-Comune che non possono essere sempre frutto di una triangolazione, a volte troppo complessa: devono passare in maniera diretta tra il Governo e il Comune». 

Replica di Zingaretti altrettanto dura: «Quello della Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono: sulle ferrovie concesse si tratta di un adempimento comunitario, che non compromette nulla e inoltre ricordo che Atac comunque ha escluso quelle linee dal suo Piano Industriale per il concordato. I problemi del trasporto pubblico a Roma sono ben altri: fermate piene di cittadini disperati per i ritardi e impauriti dai rischi di incendio. Sui rifiuti praticamente lavoriamo solo per Roma. Sulla Puglia, se ci sono stati ritardi, sono stati legati alla iniziale con- trarietà dei 5 Stelle pugliesi ad ospitare i rifiuti di Roma, posizione poi superata grazie al contributo di tutti, 5stelle compresi. Lunedì, conclusi gli adempimenti dovuti, approveremo in giunta questo ennesimo accordo con la Regione Puglia. Dopo aver approvato in questi anni quelli con Emilia Romagna, Umbria, Toscana e Abruzzo.

Categorie
Politica

Regione Lazio, via libera al conferimento di rifiuti in Puglia

Dopo aver approvato accordi con Austria, Germania e le Regioni Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Abruzzo, la Giunta regionale del Lazio ha dato  il via libera al conferimento in Puglia  dei rifiuti indifferenziati della città di Roma. E’ stata approvata oggi in giunta un'analoga intesa con la Regione Puglia per conferire 150 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati per circa un mese da parte dell'Ama. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

Categorie
Politica

Trasporti e rifiuti, Raggi attacca Zingaretti: «Non è amico di Roma». E lui replica: «E’ uno scaricabarile»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Trasporti e rifiuti: la sindaca Raggi attacca Zingaretti. «Porteremo a breve i dossier sui tavoli del Governo perché purtroppo in questi giorni stiamo assistendo a una brutta prova della Regione sui trasporti». L'affondo della sindaca durante l'inaugurazione della prima porzione del nuovo Parco di Tormarancia. «Se il presidente Zingaretti non vuole fare gli interessi di Roma che è la Capitale d'Italia ma soprattutto la città più importante del Lazio lo dica chiaramente: Roma sta soffrendo e Ama fa il massimo trattando più rifiuti possibile. Ma se non abbiamo sbocchi ulteriori non sappiamo dove portarli, e questo è competenza della Regione. Il presidente lo deve dire e lo deve fare: non possiamo più attendere, non abbiamo più tempo». «Abbiamo tra l'altro – ha detto ancora Raggi – già chiesto più di due mesi fa di autorizzare due impianti per il compostaggio dei rifiuti ma il presidente continua a dire: cosa vuole fare il Comune di Roma?. Abbiamo presentato delle richieste formali, se volesse iniziare a dare l'autorizzazione e la via a quegli impianti noi potremmo già partire con i lavori e renderci un pezzetto più autonomi». «Sul tema dei rifiuti – ha continuato – c'è questo piano del 2012 che deve essere attuato. Alla Regione è stato detto con una prima sentenza del Tar nel 2016, con una seconda sentenza nel 2018. Sappiamo che il presidente Zingaretti avrebbe avviato dei contatti con una delle aziende laziali per sbloccare questo piano del 2012 ma a oggi Roma non ha avuto alcun tipo di risposte. Sappiamo anche che ci sono stati contatti tra la Regione Lazio e la Regione Puglia, ma oggi a più di un mese di distanza c'è ancora questo rimpallo tra le due amministrazioni, e sapete bene che Roma ha avuto un aumento di rifiuti di più del 10% rispetto all'anno scorso, un aumento considerevole per cui abbiamo bisogno di altri sbocchi che sono competenza della Regione». Per quanto riguarda i trasporti, ha continuato la Raggi, «quando Zingaretti era venuto in Campidoglio per iniziare a trovare delle tematiche comuni sulle quali inaugurare questo nuovo corso della sua nuova legislatura regionale avevamo convenuto che le ferrovie ex concesse sarebbero dovute andare a Roma Capitale, e invece abbiamo scoperto, con nostro grande sconcerto, che il presidente ha deciso di metterle a gara. Questo quando siamo ancora in attesa dei 180 milioni di euro che la Regione dovrebbe investire sulla Roma-Lido e che non è stato fatto. Tutto questo quando in Consiglio regionale Zingaretti dice che la gestione per i fondi del tpl è meglio che passi per la Regione perché così diventa una camera di compensazione, ma noi vediamo che il Cotral, che fa molti chilometri in meno rispetto ad Atac, prende cifre considerevolmente superiori. Quindi questa perequazione che il presidente dice di fare di fatto non avviene. Non mi sembra questo un atteggiamento onesto nei confronti della Capitale». La replica di Zingaretti: «Quello della sindaca Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Dopo il cemento magico messo sempre nei municipi al voto, ecco la ricerca del nemico. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono. «Con questo continuo scaricabarile – aggiunge – Roma rischia di spegnersi», la difenderemo anche «per sopperire al disastro di questi anni».

Categorie
Politica

FLAT TAX. DIVAMPA LA POLEMICA TRA SALVINI ED IL PD

(Fonte: La Voce, di Antonio Marino) – La giornata politica di ieri, oltre che dal voto di fiducia al governo Conte espresso dalla Camera, è stata segnata anche da una vivace polemica che ha visto come contendenti, il Ministro degli Interni, Matteo Salvini ed il Partito Democratico. Oggetto della contesa, uno dei punti cardine del contratto di governo giallo-verde: la Flat Tax.

Salvini, partecipando a ‘Radio Anch’io’, ha spiegato gli effetti della Flat Tax, dicendo: “Se uno fattura di più, è chiaro che risparmia di più” ed aggiungendo: “L’importante è che ci guadagnino tutti”. Nell’enfasi dell’intervento, il Ministro ha detto: “E’ giusto che i ricchi paghino meno tasse; Non siamo in grado di moltiplicare pani e pesci, il nostro obiettivo è che tutti riescano ad avere qualche lira in più nelle tasche da spendere”. Le parole di Salvini hanno riportato con la memoria ad una teoria molto contestata, ovvero quella che una minor pressione fiscale sui più abbienti, comporta il fatto che questi abbiano maggiori risorse economiche a disposizione e quindi, da far circolare.

La reazione del Partito Democratico è stata pressoché immediata. Anna Rossomando, vice-presidente del Senato ha commentato: “Il governo del cambiamento ha cambiato la trama di Robin Hood, togliendo ai poveri per dare ai ricchi”. Non è stato meno duro Matteo Orfini: “Per Salvini è giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse. Finalmente hanno detto la verità. A questo serve l’annunciata rivoluzione fiscale, a far guadagnare chi è più ricco. A danno di tutti gli altri”.

Il vice-premier ha voluto far chiarezza sul suo pensiero. Ai cronisti che lo attendevano a Montecitorio ha detto: “Non posso smentire quello che non ho detto e non ho mai detto quella frase. Tutti quelli che mi hanno ascoltato in radio hanno capito, l’obiettivo è che tutti paghino di meno. Poi anche un bimbo di cinque anni arriva a capire che chi fattura di più risparmia di più e reinveste di più”. Salvini ha poi precisato: “L’obiettivo non è aiutare chi fattura di più, ma tutti”. Facendo riferimento alla progressività, il Ministro ha chiarito: “Ci sono le deduzioni che garantiranno a chi non paga oggi di continuare a non pagare, ma in Italia il denaro deve tornare a circolare”.

Categorie
Politica

Campidoglio: taglio al trasporto pubblico locale scelta della Regione Lazio

Il taglio di 51 milioni di euro al trasporto pubblico locale di Roma è stata una scelta politica della Regione Lazio. A fronte della decurtazione delle risorse del Fondo nazionale dei trasporti, la Regione ha deciso deliberatamente di attribuire il taglio interamente ad Atac. Per l’Assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo, addossare le responsabilità ad Atac e al Campidoglio nasconde in realtà una scelta di campo ben precisa: privilegiare i privati a scapito di Roma. Per la precisione Trenitalia. Sarebbe utile, quindi, vedere e conoscere le performance di tutte le aziende che operano nel Lazio.

Categorie
Politica

Regione Lazio: gaffe della Meleo

«Di gaffe in gaffe l'Assessore capitolino Meleo appare sempre più confusa: prima incolpa la Regione per 50 mln che sarebbero stati sottratti a Roma per il Tpl quando questi, invece, derivano dalle pessime performance di Atac. Ora, sempre più confusa, si arrampica sugli specchi e definisce Trenitalia un'azienda privata quando si tratta invece di una società pubblica i cui vertici sono nominati dal Governo. Almeno per oggi speriamo che le gaffe dell'assessore Meleo siano terminate».
Così, in una nota, la Regione Lazio.

Categorie
Politica

Roma, sindacati contro Raggi: «Basta immobilismo, o sciopero generale»

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – Scontro pratico, lettura politica e forse – dopo il vertice in Comune, lunedì – un maxi sciopero della città. Mentre nel pomeriggioi sindacati confederali invadevano piazza del Campidoglio per protestare contro «l’immobilismo»della giunta in tema di rifiuti, trasporti e decoro della Capitale con il sit-in dal titolo «Quanto eri bella Roma», Virginia Raggi era nel suo ufficio dopo aver fatto – in mattinata – un blitz a Talenti.

È lì che il graffio mattutino della sindaca sulla manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil – sostenuta pure da Pd e Leu – ha scatenato la bufera. Partita dal sospetto, confermato dal Campidoglio, di una regia politica orientata ad influenzare il voto di domenica nei Municipi III e VIII, indice di gradimento del governo M5S come fu per Ostia a novembre: «Chiaramente è una protesta politicamente connotata – le parole di Raggi riprese dai consiglieri grillini -. Mi sembra che noi con i sindacati stiamo facendo un bel lavoro». Segue l’elenco di risultati – tipo lo sblocco di salario accessorio e concorsone 2010, l’assunzione di maestre e educatrici, i casi di Aruba e dello Stadio della Roma – alcuni ottenuti partendo da «Fabrica Roma», la piattaforma nata esattamente un anno fa. Nata e, protestano i sindacati, morta lì. Lo dicono le sigle e lo ribadisce anche l’ex ministro Carlo Calenda: «Il progetto Fabbrica Roma non è mai esistito, sono solo chiacchiere e dichiarazioni di principio senza alcun contenuto».

Così dal palco gli esponenti di Cigl, Cisl e Uil alternano i loro interventi agli audio di Raggi – sia durante la campagna elettorale 2016 sia in veste di sindaca – a testimonianza di promesse fatte e mai mantenute da parte del Comune M5S. «Raggi dice che questa è una manifestazione politica, così decide di non dare risposte a chi grida in piazza che questa città è invivibile, un disastro, un deserto sociale – le parole del segretario generale Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola -. Se non ci sarà un cambio di passo alla fine dichiareremo lo sciopero della città». E poi: «Su trasporti e rifiuti è un disastro e le strade sono killer, piene di buche – aggiunge Paolo Terrinoni, Cisl del Lazio -. Ora basta: Raggi è un buon capo del personale ma come sindaca è insufficiente». Mentre Alberto Civica, segretario generale della Uil Roma, chiede di ripartire con un metodo nuovo: «Se sono disponibili a ragionare, noi ci siamo. Altrimenti le manifestazioni si moltiplicheranno sempre più».

Ma, come ovvio, lo scontro sui temi diventa politico. Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Comune, definisce «assurda, un buco nell’acqua» la manifestazione. Mentre Pd e Leu, anche loro in piazza, ribadiscono i concetti lanciati dai sindacati. «Chiaro che noi siamo a fianco dei lavoratori, si chiama politica – le parole del Capogruppo dem, Antongiulio Pelonzi -. Sono due anni che ci battiamo, ma un dialogo costruttivo con questa giunta, immobilizzata dai contrasti interni, è impraticabile». «A quasi due anni dall’insediamento non ci sono più alibi – il commento di Stefano Fassina, consigliere capitolino e deputato di Leu -. Spero che il presidio serva a scuotere l’amministrazione».

Categorie
Politica

Roma, l’ultimo effetto giungla: rami incolti sulla segnaletica

(Fonte: La Repubblica, di Valentina Lupia) – Gli alberi a Roma non creano disagi "solo" quando cadono, ma anche quando i rami non vengono regolarmente potati e crescono a dismisura, fino a coprire segnali stradali e semafori. Un problema importante – uno dei tanti, in realtà – ben visibile dal centro storico alle periferie.

Accade, per esempio, in Prati, uno dei quartieri più verdi della città: basta camminare per via Germanico o trovarsi alla guida sul lungotevere delle Armi. Stop, precedenze, semafori sono coperti da fronde non potate.
"Come nel resto della città, anche qui il verde è dimenticato – si lamenta Viviana Di Capua, presidente dell'Associazione Abitanti Centro Storico – E trovarsi alla guida nel cuore della città, in questo stato, è davvero pericoloso dato il traffico. Senza dimenticare che la segnaletica, in generale, andrebbe rifatta: è vecchia, arrugginita".

E nel II municipio, invece, rami caduti giacciono a terra e non vengono raccolti, "alcuni dalla nevicata di febbraio", spiega la minisindaca dem Francesca Del Bello. "Stessa situazione a San Giovanni – spiega Daniela Terrinoni del comitato di quartiere – Su alcuni marciapiedi non si cammina".

A Vigne Nuove, nel III municipio, dove si andrà al voto domenica, le chiome coprono i pali della luce: le strade, quindi, rimangono quasi totalmente al buio: a raccontarlo è Manuel Bartolomeo, ex presidente del comitato di quartiere di Talenti e ora esponente di Fratelli d'Italia. A poca distanza, l'insegna della farmacia di piazza Sempione è completamente coperta dai rami, mentre in corso Sempione e dintorni i residenti lamentano di non poter aprire le finestre a causa dei mancati interventi di potatura: a segnalarlo, tra l'altro, all'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari era stato pochi giorni fa anche Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi in Campidoglio.

Grave la situazione del verde anche nel IX municipio, in via Tommaso Arcidiacono, come anche in altre strade di Fonte Meravigliosa: a denunciarlo è il Coordinamento dei Comitati locale. Segnali stradali e addirittura le fermate dei bus sono coperte dalle fronde dei tigli. "Abbiamo segnalato tantissime volte", spiega Carla Canale, del Coordinamento.
Semaforo e cartelli coperti anche in viale Marconi e in piazzale della Radio. Nello stesso municipio, l'XI, a Corviale, le panchine sono invece coperte dall'erba alta.
E "a Tor Sapienza, a via De Chirico i pali della luce sono oscurati dagli alberi, mentre in piazza De Cupis camminiamo con rami e foglie addosso. Segnalare al Comune? Già fatto, ma non serve a niente. Ci hanno abbandonati