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Campidoglio: taglio al trasporto pubblico locale scelta della Regione Lazio

Il taglio di 51 milioni di euro al trasporto pubblico locale di Roma è stata una scelta politica della Regione Lazio. A fronte della decurtazione delle risorse del Fondo nazionale dei trasporti, la Regione ha deciso deliberatamente di attribuire il taglio interamente ad Atac. Per l’Assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo, addossare le responsabilità ad Atac e al Campidoglio nasconde in realtà una scelta di campo ben precisa: privilegiare i privati a scapito di Roma. Per la precisione Trenitalia. Sarebbe utile, quindi, vedere e conoscere le performance di tutte le aziende che operano nel Lazio.

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Regione Lazio: gaffe della Meleo

«Di gaffe in gaffe l'Assessore capitolino Meleo appare sempre più confusa: prima incolpa la Regione per 50 mln che sarebbero stati sottratti a Roma per il Tpl quando questi, invece, derivano dalle pessime performance di Atac. Ora, sempre più confusa, si arrampica sugli specchi e definisce Trenitalia un'azienda privata quando si tratta invece di una società pubblica i cui vertici sono nominati dal Governo. Almeno per oggi speriamo che le gaffe dell'assessore Meleo siano terminate».
Così, in una nota, la Regione Lazio.

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Roma, sindacati contro Raggi: «Basta immobilismo, o sciopero generale»

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – Scontro pratico, lettura politica e forse – dopo il vertice in Comune, lunedì – un maxi sciopero della città. Mentre nel pomeriggioi sindacati confederali invadevano piazza del Campidoglio per protestare contro «l’immobilismo»della giunta in tema di rifiuti, trasporti e decoro della Capitale con il sit-in dal titolo «Quanto eri bella Roma», Virginia Raggi era nel suo ufficio dopo aver fatto – in mattinata – un blitz a Talenti.

È lì che il graffio mattutino della sindaca sulla manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil – sostenuta pure da Pd e Leu – ha scatenato la bufera. Partita dal sospetto, confermato dal Campidoglio, di una regia politica orientata ad influenzare il voto di domenica nei Municipi III e VIII, indice di gradimento del governo M5S come fu per Ostia a novembre: «Chiaramente è una protesta politicamente connotata – le parole di Raggi riprese dai consiglieri grillini -. Mi sembra che noi con i sindacati stiamo facendo un bel lavoro». Segue l’elenco di risultati – tipo lo sblocco di salario accessorio e concorsone 2010, l’assunzione di maestre e educatrici, i casi di Aruba e dello Stadio della Roma – alcuni ottenuti partendo da «Fabrica Roma», la piattaforma nata esattamente un anno fa. Nata e, protestano i sindacati, morta lì. Lo dicono le sigle e lo ribadisce anche l’ex ministro Carlo Calenda: «Il progetto Fabbrica Roma non è mai esistito, sono solo chiacchiere e dichiarazioni di principio senza alcun contenuto».

Così dal palco gli esponenti di Cigl, Cisl e Uil alternano i loro interventi agli audio di Raggi – sia durante la campagna elettorale 2016 sia in veste di sindaca – a testimonianza di promesse fatte e mai mantenute da parte del Comune M5S. «Raggi dice che questa è una manifestazione politica, così decide di non dare risposte a chi grida in piazza che questa città è invivibile, un disastro, un deserto sociale – le parole del segretario generale Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola -. Se non ci sarà un cambio di passo alla fine dichiareremo lo sciopero della città». E poi: «Su trasporti e rifiuti è un disastro e le strade sono killer, piene di buche – aggiunge Paolo Terrinoni, Cisl del Lazio -. Ora basta: Raggi è un buon capo del personale ma come sindaca è insufficiente». Mentre Alberto Civica, segretario generale della Uil Roma, chiede di ripartire con un metodo nuovo: «Se sono disponibili a ragionare, noi ci siamo. Altrimenti le manifestazioni si moltiplicheranno sempre più».

Ma, come ovvio, lo scontro sui temi diventa politico. Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Comune, definisce «assurda, un buco nell’acqua» la manifestazione. Mentre Pd e Leu, anche loro in piazza, ribadiscono i concetti lanciati dai sindacati. «Chiaro che noi siamo a fianco dei lavoratori, si chiama politica – le parole del Capogruppo dem, Antongiulio Pelonzi -. Sono due anni che ci battiamo, ma un dialogo costruttivo con questa giunta, immobilizzata dai contrasti interni, è impraticabile». «A quasi due anni dall’insediamento non ci sono più alibi – il commento di Stefano Fassina, consigliere capitolino e deputato di Leu -. Spero che il presidio serva a scuotere l’amministrazione».

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Roma, daspo a centurioni e lucciole: “Li allontaneremo dalla città”

(Fonte: La Repubblica, di Lorenzo D'Albergo ) – La stretta è alle porte. Prima della pausa estiva il nuovo regolamento di pubblica sicurezza – l'ultimo, ancora in vigore, è datato 1946 – approderà in aula Giulio Cesare. Il provvedimento di marca grillina lascia pochi dubbi sulle intenzioni della giunta Raggi. I centurioni, le prostitute e i loro clienti, romani e turisti pizzicati a fare il bagno nelle fontane artistiche, parcheggiatori e commercianti abusivi: il Daspo urbano, nei progetti del M5S romano, dovrebbe portarli tutti via dalla capitale.

Ma procediamo con ordine: mutuata dal provvedimento ideato per contrastare il tifo violento dentro e fuori gli stadi, la nuova disposizione introdotta dal decreto Minniti prevede un allontamento dal quartiere (o dalla città) per 48 ore. In caso di recidività, il Campidoglio segnalerà il multato in questura e sarà la polizia a decidere se tenerlo a distanza da Roma per 60 giorni.

La rosa dei comportamenti sanzionabili, rivista in ultima analisi dalla sindaca Virginia Raggi, è davvero ampia. Si parte dai Fori Imperiali e dai centurioni. Assieme ai saltafila, ai venditori di souvenir paccottiglia e a quelli di bottigliette d'acqua ( di dubbia provenienza) dovrebbero sparire dalla circolazione. Stop alle ordinanze " urgenti e contingibili", facilmente impugnabili davanti al Tar del Lazio, e via libera al nuovo regolamento. Ai vigili urbani il compito di farlo rispettare e applicare il Daspo.

Per non far girare gli agenti della municipale in tondo, la delibera prevede anche una perimetrazione della città: andranno controllate le zone sensibili a ridosso di ospedali, scuole, siti culturali e parchi. Nel mirino finiranno anche le zone della movida e l'Eur. Un riferimento, l'ultimo, non casuale. Da anni, infatti, i residenti del municipio IX chiedono un intervento deciso per limitare gli effetti della prostituzione: sporcizia, schiamazzi e degrado. Saranno accontentati. Nel provvedimento un intero paragrafo è infatti dedicato al fenomeno e prevede una doppia sanzione. Da una parte per le ragazze che, in déshabillé, si esibicono a bordo strada " in comportamenti provocatori " . Dall'altra per i loro clienti: chi verrà fermato durante la contrattazione della prestazione o dopo essersi appartato rischia il Daspo e una multa fino a 400 euro.

Focus anche sul fenomeno dell'abusivismo commerciale e sui parcheggiatori. Rischiano l'allontanamento al pari degli ubriachi. Tolleranza zero per chi verrà trovato a infastidire il prossimo – musica ad alto volume, urla, spintoni, minacce – in preda ai fumi dell'alcol. La stretta è valida sia in strada (i romani non saranno allontanati per 48 ore dalla città per evidenti motivi, ma non potranno mettere piede nella piazza in cui sono stati fermati per lo stesso lasso di tempo) che a bordo degli autobus. Tra gli obiettivi dell'atto al vaglio della giunta pentastellata c'è anche la tutela degli autisti e dei passeggeri dei mezzi Atac.

Infine, come anticipato dall'agenzia Dire, il Daspo sarà applicato anche a chi verrà trovato a emulare Anita Ekberg a bagno nella Fontana di Trevi. Gli specchi d'acqua della capitale sono un tesoro da tutelare. Al pari dei siti archeologici: chi scavalcherà le recinzioni dei monumenti o proverà a portare a casa un ricordo "speciale" di Roma non sarà perdonato. Sarà Daspo.

È allo studio anche una stretta sull'evasione della tassa di soggiorno da parte degli albergatori e dei proprietari di b& b, agriturismi e case vacanza della capitale. Sul caso si muove anche la Corte dei Conti. La procura ha acceso il suo faro sul fenomeno (nel 2017 è costato 18 milioni di euro al Comune) e ha affidato un fascicolo al pm Bruno Tridico.

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Atac, 108mila multe in più l’anno: dal 2019 stangata salva conti

(Fonte: Corriere della Sera,di Fulvio Fiano e Ilaria Sacchettoni) – Oltre quaranta mila multe in più quest’anno, il picco di 108.826 sanzioni aggiuntive nel 2019, una crescita a regime fino al 2021 del 50 per cento su base annua. Il salvataggio di Atac così come è stato prospettato nella procedura di concordato al tribunale Fallimentare punta a ricavare oltre un milione di euro in più dalla lotta all’evasione tariffaria. Che nel 2017 ha portato in cassa poco più di due milioni di euro (su 147mila verbali) e che già dal 2019 dovrà salire a 3,2 milioni di euro (256.564 verbali), il 33 per cento in più, quando il piano della municipalizzata produrrà il suo massimo sforzo di recupero sui biglietti non pagati.

Come il management conti di riuscire in un’impresa dichiarata (e fallita) da tuti quelli che l’hanno preceduto è in gran parte già noto. Tornelli sui bus, più controllori di ruolo (187 oggi, 252 a partire dal 2019), impiego di forze “speciali” a supporto, tra cui gli amministrativi tolti dagli uffici e messi sui mezzi pubblici (anche in questo tanti hanno già fallito). Per ora ci sono i dati che parlano di un +0,4% delle multe nei primi quattro mesi del 2018. Il piano punta anche a un incasso più puntuale delle multe (entro i primi 5 giorni) grazie alla possibilità di pagarle tramite i nuovi parcometri. L’altra faccia della medaglia è la riduzione della cosiddetta «evasione di necessità», ossia chi vorrebbe comprare il biglietto ma non lo trova. Verranno così aumentati i punti vendita, introdotta la possibilità di acquisto con la app di Atac e soprattutto «invogliati» i viaggiatori a pagare con un’offerta di mezzi pubblici migliore sia dal punto di vista della quantità (nuove linee e autobus) che della qualità (ad esempio con la dotazione di aria condizionata su tutti i mezzi Tpl in estate). Nel 2021 sono stimati 15 milioni di i9ncssi in più.

Infine i commissari lo ribadiscono: Atac punta sull’aumento della velocità commerciale dei mezzi. Dunque più manutenzione e soprattutto più programmazione. Come? Nel piano l’azienda s’impegna ad aumentare la sua efficienza ad esempio facendo lavorare le officine i pomeriggi e il sabato (oggi chiudono all’ora di pranzo) e intervenendo anche sui turni dei magazzinieri addetti ai pezzi di ricambio che, nella nuova Atac, lavoreranno anche il pomeriggio. Il piano parla esplicitamente di «polivalenza delle risorse». Archiviato il vecchio mansionario l’azienda punta, come dice chiaramente, a superare «alcune rigidità della precedente organizzazione del lavoro». Il controllo sull’orario sarà informatizzato, il cartellino vecchio stampo sarà superato ovunque.

Invertendo una tendenza tanto consolidata quanto inquietante si darà (finalmente) ascolto alle «prescrizioni delle case costruttrici» circa i tempi della manutenzione, arrivando a prevedere specifici contatori per i diversi componenti della vettura.

Entro il 15 giugno è atteso il parere della procura sul nuovo piano. La sua riuscita resta un’incognita alla quale sono appesi i destini politico e manageriale rispettivamente dell’assessore Linda Meleo e dell’amministratore delegato Paolo Simioni.

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Roma, asfalto sigillante in via Galba, ma il giorno dopo è già sgretolato. Gatta: “Risultati fra mesi”

(Fonte: La Repubblica, di Valentina Lupia) – Poche ore e via Galba, a San Paolo, nell'VIII municipio, è di nuovo una groviera. Qui – come anche in viale Baldelli, all'Ostiense, e a via Capraia al Tufello, nel III – due giorni fa sono partiti i lavori per sperimentare la gilsonite, che il Comune ha descritto come un " materiale innovativo per la protezione e il ripristino prestazionale del manto stradale, un'emulsione cationica colloidale, legante e sigillante". Che, però, le buche non le ripara, come confermano i tecnici del Comune. Tant'è che le crepe hanno riportato a galla buche e avvallamenti, con la rabbia di cittadini e comitati che nell'VIII municipio, come anche nel III – gli unici dove, tra l'altro, è partita la sperimentazione – domenica saranno chiamati a votare per i nuovi mini-governi. L'unica differenza tra la zona dov'è stato passato il sigillante e il resto della strada è nell'ombreggiatura più scura della prima. "Non è solo un sigillante, una trovata tra l'altro non di certo originale, a fare crepe – tuona il gruppo Pd dalle aule del Campidoglio – Ora gli elettori chiamati alle urne vedranno la sintesi dell'amministrazione grillina: le strade a pezzi e il tentativo di imbonirli con una soluzione posticcia, fatta in extremis".

Da Roma Capitale, in serata, tramite un post su Facebook, è arrivata la dichiarazione dell'assessora ai Lavori Pubblici, Margherita Gatta, che ieri si è recata a via Capraia, nel III municipio: "Sulle strade del municipio VIII, che presentavano diversi gradi di ammaloramento, si è appreso dalla ditta che il prodotto si è correttamente depositato all'interno delle fratture dell'asfalto e nelle crepe". E ancora, l'assessora si difende: "Ma ci tengo a ripetere che le strade scelte sono già ammalorate e selezionate dalla ditta proprio per questo motivo al fine di effettuare i test nelle condizioni peggiori e fermare il processo di degradazione in atto. Il materiale non ricostruisce il manto stradale, ma lo sigilla, esattamente com'è ora, con una sorta di pellicola che blocca il tempo di invecchiamento. Tutto questo confermato dalla ditta che ha fatto una ispezione. L'esito del test potrà dirsi acquisito fra qualche mese " . Chiarisce poi che "il prodotto dovrebbe sigillare le strade con un grado di usura medio, con lo scopo di prolungarne la vita".

Dunque, "le strade sono ammalorate come prima: forse ora, per distruggersi ulteriormente, ci metteranno un po' di più, ma non sono state riparate e un intervento pubblicizzato come riparatore si è rivelato un flop" , aggiunge Amedeo Ciaccheri, candidato presidente dell'VIII municipio con la Coalizione Nuovo Municipio.

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Trasporti, La Regione mette a bando le ferrovie ex concesse: tra un anno Atac potrebbe non gestirle più

(Fonte: RomaToday) – Tra un anno potrebbe non essere Atac a gestire le ferrovie concesse di Roma. Roma Lido, Roma Viterbo e Termini Centocelle infatti verranno messe a gara. Il primo passo è stato compiuto ieri dalla Regione Lazio: in giunta è stata infatti una delibera volta ad adottare "la pubblicazione di un avviso di preinformazione, ai sensi di quanto previsto dal Regolamento comunitario 1370/2007, per la procedura di evidenza pubblica relativa all’affidamento per 9 anni del servizio di trasporto pubblico sulle ferrovie ex concesse di proprietà regionale Roma-Lido, Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti il cui contratto di servizio, affidato ad un unico soggetto Atac Spa, è in scadenza al 30 maggio 2019"

Un passo che adempie agli obblighi comunitari che prescrivono che "almeno un anno prima dell’aggiudicazione del nuovo contratto di servizio, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea di un avviso con informazioni puntuali rivolte a tutti i soggetti interessati all’aggiudicazione". 

Nell'avviso c'è però qualcosa in più. La Regione infatti tra le righe svela la presenza di una proposta per la Roma Lido. Si legge infatti nella nota che "nell’avviso viene specificato che è attualmente all'esame degli uffici regionali una proposta di partenariato pubblico-privato avanzata da un'associazione di imprese per l’affidamento in concessione della progettazione, costruzione e gestione della ex concessa Roma-Lido, la cui eventuale dichiarazione di fattibilità potrebbe determinare una distinta e autonoma procedura di affidamento delle altre due ex concesse Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti".

In pratica la Roma Lido potrebbe seguire una strada diversa dalle altre due ferrovie concesse. Un nuovo guaio per Atac che si troverebbe a dover fare a meno di una ferrovia e con il "virus" della privatizzazione inoculato all'interno del servizio pubblico dei trasporti. Da tempo proprio sulla Freccia del Mare si inseguono voci e progetti. Il più concreto quello di Ratp, azienda francese che ha presentato un progetto, bocciato dalla Regione. Più voci in passato hanno tirato in ballo un possibile ingresso di Ferrovie sulla Roma Lido.

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Roma: trasporti, rifiuti, decoro è emergenza. Sindacati contro il Campidoglio

(Fonte: La Repubblica, di Andrea Arzilli ) – I tre cardini della manifestazione dal titolo provocatorio «Quanto eri bella Roma», sono rifiuti, trasporti e decoro. Ma nel calderone della protesta di oggi in Campidoglio (dalle 15,30) promossa per la prima volta dai sindacati confederali – Cgil-Cisl-Uil – contro «l’immobilismo» della giunta Raggi a due anni dall’insediamento, finiscono tutti i temi che segnano il declino della Capitale.

Non solo le crisi di Ama e Atac, la prima costantemente in affanno per evitare l’emergenza rifiuti e la seconda alle prese con la delicata fase del concordato preventivo per schivare il default. Ma anche le buche stradali che azzoppano la viabilità, il verde pubblico lasciato al suo destino in larga parte di ville e giardini e il blocco delle grandi opere, a cominciare dai maxi appalti per le manutenzioni cittadine. Quindi il deficit infrastrutturale che ha determinato e determina la fuga di grandi marchi e industrie da Roma, ormai sforbiciate del 10% negli ultimi otto anni. E poi il sociale, il tema degli immobili sfitti in relazione all’emergenza abitativa e il problema delle periferie sempre meno vivibili, più degradate e sempre più spesso serbatoio della criminalità, abbandonate a

Da queste coordinate parte la mobilitazione – sostenuta esternamente anche da Pd e Leu – che oggi pomeriggio coinvolgerà una parte consistente dei 47 mila dipendenti che lavorano per il Comune e per le partecipate capitoline. In piazza, per esempio, sono attesi numerosi autisti Atac – «alcune centinaia», annunciano i sindacati – per contestare le scelte della giunta sulla municipalizzata dei trasporti che vive ore drammatiche in attesa della decisione dei giudici fallimentari, verdetto che sembra possa determinare anche la permanenza dell’ad Paolo Simioni e, in un eventuale nuovo rimpasto, dell’assessora Linda Meleo. Ma in piazza scenderanno, anzi saliranno, anche i lavoratori di Ama e della galassia di aziende capitoline, di tutte quelle entità che convergono sul concetto che, al di là delle promesse pre-elezioni 2016, «Raggi non si è mossa» e «il Comune non ha visione, né progetti per il futuro di Roma».

In tanti, dei sindacati, citano l’esempio di Multiservizi per dare il polso di un’amministrazione da troppo tempo nel pantano: azienda di servizi da internalizzare, durante la campagna delle comunali; da far passare da una gara a doppio oggetto, nel primo anno di governo; e poi, dopo l’impugnazione delle associazioni, da prorogare in affidamento diretto anche andando contro i proclama elettorali.

Si capisce che la contestazione, seppure nel merito pratico delle tante criticità cittadine, assume pure un carattere politico. E tocca fare un salto indietro di un anno esatto, quando Raggi, i primi di giugno 2017, firmava in Campidoglio proprio con i sindacati oggi sul piede di guerra il protocollo «Fabrica Roma» con lo scopo di fare lobby per risollevare l’economia cittadina: di quel tavolo, però, non c’è più traccia. Ecco spiegato il senso della manifestazione. Segnale di un rapporto quantomeno da riallacciare con la città, ma anche di una maggioranza che, forse, allora era più in cerca di sponde di consenso con il tessuto cittadino che di soluzioni per arrestare il declino della Capitale.

Ad oggi, anche dopo lo scontro con le associazioni culturali romane – la Casa internazionale delle Donne è forse il caso più eclatante -, la sindaca, Virginia Raggi, confida sul nuovo governo a trazione M5S-Lega per uscire dalle peste della crisi: in ballo ci sono più soldi (due miliardi di euro) e più poteri, la sindaca lo ha chiesto sia al premier Giuseppe Conte sia a Luigi Di Maio, cioè interlocutore ideale in un nuovo Tavolo al Mise dopo il flop del rapporto con l’ex ministro Carlo Calenda. Ma il punto è: basteranno più soldi e più poteri per far pace con la città?

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Da Villa Ada a San Lorenzo verde al collasso: “Solo 18 giardinieri e due tagliaerba”

(Fonte: RomaToday, di Ginevra Nozzoli) – Due tagliaerba, un furgoncino, una motosega. E' la dotazione in capo ai diciotto – diciotto – giardinieri che attualmente si occupano dei 3 milioni e 200mila metri quadrati di verde del II municipio della Capitale. Di questi in realtà circa 100mila sono di competenza del parlamentino che ha appaltato a una ditta esterna le poche risorse disponibili a bilancio. Tutto il resto, ville storiche comprese, è in capo al Servizio Giardini del Comune, ma stando alle continue denunce dei residenti il servizio non è in grado di rispondere alle necessità. Dal Salario a San Lorenzo, passando per Nomentano, Parioli e Flaminio, il verde si presenta in condizioni disastrose

Non che il resto della città sia messo meglio sul fronte della manutenzione di parchi, giardinetti di quartiere, rotatorie, marciapiedi, spartitraffico. Lo sfalcio dell'erba, si sa, è tra i talloni d'achille dei servizi al cittadino. E quella proveniente dal cuore della Capitale è l'ennesima denuncia. A Corso Trieste i residenti girano dei video lampo con il telefonino: l'erba è alta più di un metro e dalla "giungla" improvvisata spuntano pezzi di rami caduti e mai raccolti. Stessa scena in viale Eritrea e viale Libia nel quartiere Africano, nella zona del Villaggio olimpico (da tempo un cimitero di alberature), su via Tiburtina lato Verano. Poi c'è il capitolo ville storiche: villa Ada, villa Torlonia, villa Glori, villa Mercedes. 

Villa Chigi è al limite del praticabile. "Andrebbe chiusa" denuncia l'assessore dem all'Ambiente del II municipio Rino Fabiano. "E' un pericolo sia per famiglie con bambini che per gli anziani". Un percorso quasi a ostacoli. "Nessuno infatti ci va più". Il titolare del verde di via Dire Daua lamenta quella che è a suo dire è un'inefficienza tutta del Comune a Cinque Stelle. Con i fondi a bilancio del parlamentino, 134mila euro per 66 aree verdi più 21mila per 40 giardini scoalstici, messi a bando e affidati a una ditta esterna, si riesce a fare il minimo indipensabile sulle aree sotto i 5mila metri quadrati, come stabilito dalle normative sul decentramento del verde volute dall'ex giunta Marino. "Senza un affiancamento da parte del Campidoglio è impossibile garantire una copertura adeguata" tuona Fabiano, alle prese con le decine di segnalazioni quotidiane di romani infuriati che intasano le mail del municipio. Ci sono addirittura tronchi e rami che risalgono alla nevicata di febbraio. E che ancora nessuno ha raccolto. 

"L’assessora Montanari rilascia una dichiarazione al mese senza però tramutare le parole in fatti concreti – commenta la presidente del II municipio Francesca Del Bello – secondo la visione capitolina le rondini dovrebbero combattere le zanzare, le pecore sfalciare l’erba, le api monitorare la qualità dell’aria e i migranti pulire le ville e togliere gli alberi a rischio incendi. Siamo stanchi di ascoltare promesse grottesche".

D'altronde che il Servizio Giardini sia a corto di operatori non è una novità: se ne contano 200 su tutto il territorio di Roma Capitale, per 44 milioni di metri quadrati di verde. Che diviso 15 municipi fa 12 operatori a municipio. Un tempo, parliamo degli anni '90, l'ufficio vantava 1800 giardinieri. Poi, tra pensionamenti e blocco del turnover, la squadra si è ridotta man mano all'osso. Ultima iniezione di forza lavoro a luglio 2017, con l'assunzione di 30 nuovi giardinieri. Troppo poco. Ne dovrebbero arrivare altri 100 secondo quanto previsto dal piano assunzionale del triennio 2017-2019. 

Nel frattempo l'estate è appena cominciata, e i cespugli incolti che circondano strade e aree giochi diventano pericolosi anche per il rischio incendi. Daranno una mano a ripulire le caprette tosa erba, in arrivo grazie all'accordo con Coldiretti. Ma non possono bastare per, lo ripetiamo, 44 milioni di metri quadrati di aree verdi. La beffa? L'ordinanza di rito emanata dal Comune, come ogni anno, per fissare le misure di prevenzioni anti roghi. Tra queste "la ripulitura dalla vegetazione erbacea e/o arbustiva delle aree boscate confinanti con strade" insieme alla "potatura delle piante arboree". Tradotto: per evitare incendi bisogna curare il verde. Pena multe salate, da 169 a 679 euro. Ma il primo grande inadempiente, a onor del vero, è proprio il comune di Roma.

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Parco Talenti, scritte contro la sindaca: “Raggi non sei benvenuta”

(Fonte: Romatoday) – "Raggi non sei benvenuta", "Raggi vattene". Sono alcune delle scritte apparse nella notte sulla pavimentazione e sui nuovi giochi per bambini installati nell'area verde appena riqualificata al Parco Talenti, nel III Municipio. In mattinata, alle 10.30, è prevista la visita della sindaca di Roma, Virginia Raggi. 

Il consigliere pentastellato in Campidoglio, Pietro Calabrese, nel condividere le foto scrive: "Non ci sono parole adatte per esprimere la piu' totale condanna, e quanto queste azioni aumentano la nostra determinazione nell'andare avanti". Sulla stessa linea la collega in consiglio comunale Donatella Iorio: "Esprimiamo ferma condanna per gesti di inciviltà come quelli compiuti nella notte a Parco Talenti. Non si può tollerare che un’area verde attrezzata con giochi per bambini, in procinto di essere consegnata alla cittadinanza dopo ben 17 anni, venga così vergognosamente vandalizzata. Continueremo a lavorare con determinazione per il bene della comunità".

L'ex assessore all'ambiente in Municipio, Mimmo D'Orazio usa il turpiloquio per definire i vandali criminali e aggiunge: "Giochi appena installati al parco Talenti che dopo 17 anni di bugie sta per essere consegnato alla cittadinanza".

Oggi è prevista la consegna del parco. La candidata pentastellata in municipio, Roberta Capoccioni: "E' la data che tutti aspettavamo per Parco Talenti. Dopo 17 anni di attesa il Centro anziani ed il primo stralcio funzionale del Parco pubblico Talenti verranno consegnati al Comune per la messa in esercizio. Dall'insediamento della Giunta ad oggi, abbiamo lavorato incessantemente affinché si arrivasse alla conclusione dell'iter e alla consegna della prima parte delle opere a scomputo previste dalla Convenzione. Finalmente i cittadini potranno godere a pieno di uno dei luoghi più belli del nostro territorio" – ha fatto sapere l'ex minisindaca del Municipio III, Roberta Capoccioni ringraziando per il lavoro congiunto gli assessori capitolini Pinuccia Montanari e Luca Montuori, oltre al Coordinamento Rete Ecologica Roma Montesacro, il Comitato Salviamo Talenti e "tutti i cittadini che hanno combattuto quella battaglia".