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Rigenerazione urbana, è tutto fermo: i costruttori chiamano a raccolta Comune e Regione

(Fonte: www.romatoday.it)
(di Ylenia Sina)Un’idea di rigenerazione urbana “su cui tutti concordano a parole” ma i cui risultati “sono pochissimi”. Una legge regionale di settore, la numero 7 del 2017, “ferma ormai da un anno”. E un’opinione pubblica che si è infuocata attorno ai casi di demolizione e ricostruzione dei cosiddetti ‘villini’, posizionati in alcuni quartieri pregiati della città. È questo il contesto da cui si è mosso il dibattito che si è tenuto questa mattina presso Palazzo Merulana, al civico 121 dell’omonima via, un tempo ufficio d’igiene, oggi sede dell’esposizione privata della Fondazione Cerasi. 
A far sedere attorno ad un tavolo l’assessore all’Urbanistica comunale, Luca Montuori, quello regionale Massimiliano Valeriani, e il Soprintendente speciale di Roma, Francesco Prosperetti, l’Associazione dei costruttori edili di Roma, l’Acer, rappresentata dal presidente Niccolò Rebecchini. “Per troppo tempo si è parlato di rigenerazione urbana in termini impropri” ha esordito Rebecchini. “Anche la legge regionale fino ad oggi non è stata in grado di produrre alcun contributo alla città mentre quello che ci auguriamo è che diventi una scintilla per dare avvio finalmente a questi processi”. 
Il quadro in cui prende vita questo auspicio è scritto nella cartella fornita alla stampa: “Prendono sempre più vigore le spinte verso il riuso dell’esistente come contrasto all’espansione della città” si legge. Gli anni della vorace espansione edilizia, che ha trascinato la città abitata ben oltre i confini del Gra fino ad una decina di anni fa, sono finiti. Anche gli obiettivi comunitari, seppur fissati al 2015, parlano di “consumo zero” e necessità di “dettare norme per il riutilizzo del patrimonio esistente”. Nel frattempo, “a livello romano è proprio in questo periodo che si scatena la protesta contro la sostituzione edilizia”. È il caso dei cosiddetti ‘villini’, “edifici per i quali non sussiste alcun vincolo da parte della Sovrintendenza”, si legge nel documento dell’Acer, ma che hanno suscitato aspre polemiche per il fatto “di trovarsi in quartieri pregiati” della città. Sul punto Rebecchini si difende: “Non siamo quelli che voglio per forza deturpare”. 
Proprio sui villini, nei mesi scorsi, lo scontro tra l’assessore Montuori e la regione Lazio sulle relative responsabilità è stato acceso. La vicenda era legata al Piano casa regionale, che faceva leva su un sistema di deroghe urbanistiche e di premi di cubatura per incentivare progetti di demolizione e ricostruzione. Un meccanismo in parte assorbito dalla legge sulla rigenerazione urbana che ha superato e sostituito il precedente piano. 
Così, in una sala piena di costruttori, il dibattito si è acceso. Da un lato l’ente che ha emanato la legge: la Regione di Zingaretti, seppur nella veste del precedente assessore Michele Civita. Dall’altro l’ente che dovrebbe regolarne l’attuazione, definendo le “scelte pianificatorie”: il Comune oggi guidato dai Cinque Stelle. 
Valeriani non ha mancato di sottolineare le responsabilità del Comune: “Questo strumento consegna agli enti locali un grande potere di pianificazione. È in questo passaggio che dobbiamo discutere in che direzione deve andare la legge”. Ma ha aperto al dialogo:  “Difendo la legge che ho ereditato ma sono disponibile a discuterne alcuni aspetti migliorabili e ad aprire un tavolo permanente sul tema”.
Montuori ha lamentato l’approccio che ha dominato il settore negli ultimi anni: “Il tema della pianificazione viene vissuto come un problema così ci si è spostati sull’attuazione; sui singoli interventi, perdendo di vista il piano generale”. Esempio è il destino a riservato al nuovo Piano regolatore di Roma, approvato nel 2008 dopo un iter durato diversi anni e “puntualmente ignorato”. Perché, si è chiesto inoltre Montuori, “nessuno degli interventi messi in campo dagli operatori economici è ricaduto in periferia?”. 
Un punto ripreso anche da Prosperetti secondo il quale “è prioritario definire gli ambiti di applicazione della legge”. La riflessione riguarda proprio le periferie: “Se la rigenerazione urbana si pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita delle persone è chiaro che non ha senso partire da quartieri come Monteverde e Coppedè”. 
Rebecchini non ha mancato di puntare il dito contro le amministrazioni pubbliche: “Nei progetti di riqualificazione urbana che abbiamo avuto fino ad oggi la parte mancante è sempre stata quella pubblica”. Il timore, proprio come la vicenda dei villini, è che “la rigenerazione urbana entri nel sangue della gente solo come un processo da cui nascono contrasti sociali o tra enti”. Al contrario, la richiesta, “è che le istituzioni si siedano attorno ad un tavolo e lancino la loro idea di città”.
Un “grande dibattito democratico e multiforme per ripensare Roma” la suggestione, applaudita dai presenti, lanciata da Valeriani che alla platea ricorda la sua “partecipazione al voto del Prg ormai dieci anni fa”. 
Montuori snocciola una serie di progetti che si erano arenati, dal vecchio Sdo alla zona Ostiense passando per stazione Tuscolana e ribadisce: “Bisogna pianificare mantenendo ben chiaro l’interesse pubblico”. La sua idea, spiega poi a Romatoday, è quella di una rigenerazione urbana che si attua “su scala intermedia incardinata in una visione complessiva della città dove lo spazio pubblico deve costituire il collante della qualità dello spazio urbano”. 
Alle loro spalle scorrono le immagini di due proposte messe sul piatto per l’occasione dall’associazione dei costruttori. La prima riguarda l’area di proprietà pubblica di Bastogi: la proposta “prevede una sostituzione progressiva dei fabbricati esistenti”. Si tratta, di fatto, della realizzazione di un “complesso di housing sociale con circa 500 alloggi” servendosi di un’area pubblica limitrofa. Investimento privato di 70 milioni di euro. 
La seconda incide sempre su un’area di proprietà pubblica: il quartiere di Tor Sapienza. “Manutenzione ed efficientamento energetico dei fabbricati residenziali esistenti e la sostituzione edilizia di quelli non residenziali posti al centro ed oggi utilizzati impropriamente, con un trasferimento e ricostruzione degli stessi in altre aree pubbliche limitrofe con destinazione residenziale”. In questo caso l’investimento, sempre di fondi privati, è di circa 15 milioni di euro. 
“Spero che quello di oggi sia il primo di una serie di dibattiti sul tema” ha commentato a margine Rebecchini. “Siamo tutti convinti che bisogna darsi da fare altrimenti ci limiteremo sempre a parlare dei ‘villini’”. Il prossimo passo: “Mi auguro che quanto prima Comune e Regione si siedano al tavolo insieme alla Soprintendenza così da definire in modo univoco il campo di applicazione di questa legge. È la mancanza di tranquillità il motivo fondante per cui non si investe in questa città”. 
 

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Regione Lazio, via libera al conferimento di rifiuti in Puglia

Dopo aver approvato accordi con Austria, Germania e le Regioni Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Abruzzo, la Giunta regionale del Lazio ha dato  il via libera al conferimento in Puglia  dei rifiuti indifferenziati della città di Roma. E’ stata approvata oggi in giunta un'analoga intesa con la Regione Puglia per conferire 150 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati per circa un mese da parte dell'Ama. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

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Fiumicino, per il centrodestra sfida a cinque: Lega in gara con FI

(Fonte: Corriere della Sera, di Valeria Costantini) – Un Comune strategico a due passi dalla Capitale, 80mila abitanti e un aeroporto croce e insieme ricchezza del territorio. È a Fiumicino che si misureranno le temperature dei partiti nazionali, tra speranze di riconferma e nuove scommesse. Le elezioni di domenica nella città alle porte di Roma potrebbero rivelarsi determinanti per i futuri equilibri del Lazio e non solo.

Quarto Comune per estensione, quinto per popolazione, il tratto di costa più lungo, è qui che il centrosinistra si gioca uno dei suoi big: Esterino Montino cerca infatti di tenersi la poltrona da sindaco conquistata nel 2013. Settant’anni, lunga carriera nel Pd, nel 2009 divenne presidente della Regione ad interim (al posto di Piero Marrazzo coinvolto in uno scandalo): è sostenuto da otto liste, civiche più dem e Leu. Cinque anni di amministrazione con record di piste ciclabili inaugurate, molte le battaglie per i diritti civili condivise con la moglie Monica Cirinnà, come quella a favore dei matrimoni gay: appena eletto Montino celebrò diverse unioni civili. Ha più volte espresso contrarietà al raddoppio del vicino scalo aeroportuale, come ha fatto anche il suo avversario – in apparenza – più diretto.

 

Pupillo del neo-ministro dell’Interno Matteo Salvini, è William De Vecchis il candidato indicato dalla Lega ma appoggiato anche da Fratelli d’Italia. Nato e cresciuto politicamente a Fiumicino, impiegato Enav, a 47 anni De Vecchis è stato eletto senatore alle Politiche del 4 marzo: è già pronto a dimettersi dalla carica in Parlamento in caso di vittoria nella sua città. Il suo «sponsor» principale è stato proprio Salvini, presente più volte ai comizi sul litorale romano.

 

Ma la strada del leghista verso le urne potrebbe trovare un ostacolo nel centrodestra diviso. A Fiumicino infatti è tornato in corsa una vecchia conoscenza: l’ex ministro della Funzione pubblica con Berlusconi, Mario Baccini, aspirante sindaco di Forza Italia. Democristiano doc, poi nell’Udc e nel PdL, era stato eletto deputato proprio nel collegio di Fiumicino, mentre più di recente è stato presidente dell’Ente nazionale per il microcredito.

 

Spera di poter cavalcare l’onda «gialla» nazionale anche il Movimento 5 Stelle che a Fiumicino punta su una donna, Fabiola Velli, già consigliera d’opposizione, manager 51enne con esperienze di lavoro all’estero. Se il voto d’opinione peserà, i grillini potrebbero veder aumentare quel 10% ottenuto nella tornata elettorale di cinque anni fa.

La quinta concorrente in lizza è in quota rosa-nero: corre per CasaPound la giovane Gaia Desiati, studentessa di Fiumicino. Il partito neofascista potrebbe sorprendere come nella vicina Ostia, dove con un exploit di voti ha fatto conquistare un seggio in consiglio al leader Luca Marsella.

Nell’insieme, campagna elettorale dai toni piuttosto moderati: ad eccezione delle svastiche contro il sindaco uscente, poche polemiche da registrare nel Comune che servirà da termometro per molti assetti politici.

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Si vota, scatta la rissa Zingaretti-Raggi su rifiuti e trasporti

(Fonte: Il Tempo, di Fernando M. Magliaro) – Come due galletti nel pollaio, la Raggi all’angolo giallo, Zingaretti all’angolo rosso, si affrontano a suon di ceffoni mediatici. Tour elettorale per il Sindaco nei Municipi chiamati al voto domenica, ieri in III, oggi in VIII al Parco di Tor Marancia, occasione per attaccare Zingaretti su rifiuti e trasporti. «In questi giorni stiamo assistendo a una brutta prova della Regione sui trasporti. Quando Zingaretti era venuto in Campidoglio avevamo convenuto che le ferrovie concesse sarebbero dovute andare a Roma Capitale, e invece abbiamo scoperto con nostro grande sconcerto che il presidente ha deciso di metterle a gara», ha detto la Raggi riferendosi all’annuncio, fatto dalla Regione tre giorni fa, che nel 2019 andrà a gara d’appalto il servizio sulle ferrovie concesse (Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Viterbo).

Secondo tema, i rifiuti. «C’è il piano 2012 – dice la Raggi – che deve essere attuato. Zingaretti avrebbe avviato dei contatti con una delle aziende laziali per sbloccare questo piano ma a oggi Roma non ha avuto risposte. Sappiamo anche che ci sono stati contatti tra il Lazio e la Puglia, ma a più di un mese di distanza c'è ancora questo rimpallo tra le due amministrazioni e da
più di due mesi abbiamo chiesto di autorizzare due impianti per il compostaggio dei rifiuti».

E se il primo obiettivo è Zingaretti, il secondo è il Governo e le richieste della Raggi di soldi e poteri: «Credo che il Governo possa fare non solo attività di moral suasion. Abbiamo bisogno di ridisegnare le competenze e ci sono alcuni rapporti Governo-Regione-Comune che non possono essere sempre frutto di una triangolazione, a volte troppo complessa: devono passare in maniera diretta tra il Governo e il Comune». 

Replica di Zingaretti altrettanto dura: «Quello della Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono: sulle ferrovie concesse si tratta di un adempimento comunitario, che non compromette nulla e inoltre ricordo che Atac comunque ha escluso quelle linee dal suo Piano Industriale per il concordato. I problemi del trasporto pubblico a Roma sono ben altri: fermate piene di cittadini disperati per i ritardi e impauriti dai rischi di incendio. Sui rifiuti praticamente lavoriamo solo per Roma. Sulla Puglia, se ci sono stati ritardi, sono stati legati alla iniziale con- trarietà dei 5 Stelle pugliesi ad ospitare i rifiuti di Roma, posizione poi superata grazie al contributo di tutti, 5stelle compresi. Lunedì, conclusi gli adempimenti dovuti, approveremo in giunta questo ennesimo accordo con la Regione Puglia. Dopo aver approvato in questi anni quelli con Emilia Romagna, Umbria, Toscana e Abruzzo.

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Roma, l’ultimo effetto giungla: rami incolti sulla segnaletica

(Fonte: La Repubblica, di Valentina Lupia) – Gli alberi a Roma non creano disagi "solo" quando cadono, ma anche quando i rami non vengono regolarmente potati e crescono a dismisura, fino a coprire segnali stradali e semafori. Un problema importante – uno dei tanti, in realtà – ben visibile dal centro storico alle periferie.

Accade, per esempio, in Prati, uno dei quartieri più verdi della città: basta camminare per via Germanico o trovarsi alla guida sul lungotevere delle Armi. Stop, precedenze, semafori sono coperti da fronde non potate.
"Come nel resto della città, anche qui il verde è dimenticato – si lamenta Viviana Di Capua, presidente dell'Associazione Abitanti Centro Storico – E trovarsi alla guida nel cuore della città, in questo stato, è davvero pericoloso dato il traffico. Senza dimenticare che la segnaletica, in generale, andrebbe rifatta: è vecchia, arrugginita".

E nel II municipio, invece, rami caduti giacciono a terra e non vengono raccolti, "alcuni dalla nevicata di febbraio", spiega la minisindaca dem Francesca Del Bello. "Stessa situazione a San Giovanni – spiega Daniela Terrinoni del comitato di quartiere – Su alcuni marciapiedi non si cammina".

A Vigne Nuove, nel III municipio, dove si andrà al voto domenica, le chiome coprono i pali della luce: le strade, quindi, rimangono quasi totalmente al buio: a raccontarlo è Manuel Bartolomeo, ex presidente del comitato di quartiere di Talenti e ora esponente di Fratelli d'Italia. A poca distanza, l'insegna della farmacia di piazza Sempione è completamente coperta dai rami, mentre in corso Sempione e dintorni i residenti lamentano di non poter aprire le finestre a causa dei mancati interventi di potatura: a segnalarlo, tra l'altro, all'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari era stato pochi giorni fa anche Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi in Campidoglio.

Grave la situazione del verde anche nel IX municipio, in via Tommaso Arcidiacono, come anche in altre strade di Fonte Meravigliosa: a denunciarlo è il Coordinamento dei Comitati locale. Segnali stradali e addirittura le fermate dei bus sono coperte dalle fronde dei tigli. "Abbiamo segnalato tantissime volte", spiega Carla Canale, del Coordinamento.
Semaforo e cartelli coperti anche in viale Marconi e in piazzale della Radio. Nello stesso municipio, l'XI, a Corviale, le panchine sono invece coperte dall'erba alta.
E "a Tor Sapienza, a via De Chirico i pali della luce sono oscurati dagli alberi, mentre in piazza De Cupis camminiamo con rami e foglie addosso. Segnalare al Comune? Già fatto, ma non serve a niente. Ci hanno abbandonati

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Sciopero: domani a Roma metro, bus e pullman Cotral a rischio per quattro ore

(Fonte: RomaToday, di Carlo Testimona) – Sciopero a Roma. Venerdì 8 giugno metro, bus, tram e mezzi Cotral saranno a forte rischio. Colpa di una protesta indetta dall'Ugl per denunciare i problemi di sicurezza per lavoratori e utenti. L'astensione dal lavoro si avrà tra le 8.30 e le 12.30. Quattro ore quindi, nel corso delle quali poterbbero verificarsi disagi. A fermarsi i lavoratori Atac,

Roma Tpl e Cotral

Atac, Cotral e Roma Tpl: servizio a rischio per quattro ore

Saranno a rischio tutte le linee di bus – sia quelle gestite Atac che da Roma Tpl – i tram, le metropolitane e le ferrovie ex concesse Roma-Lido, Roma-Viterbo, Termini-Centocelle. Stop anche ai mezzi Cotral sempre dalle ore 8.30 alle ore 12.30. Il servizio di trasporto extraurbano, informa l'azienda, potrebbe subire disagi e/o soppressioni. 

Sciopero treni 7 8 giugno 2018

Problemi anche per chi usa i treni. Nella notte tra giovedi e venerdi è stato "proclamato – spiegano le Ferrovie dello Stato in una nota- uno sciopero da alcune sigle sindacali autonome in adesione a uno sciopero generale, dalle ore 22 del 7 giugno alle ore 6 dell'8 giugno 2018". Ferrovie ha fatto sapere che le Frecce di Trenitalia circoleranno regolarmente e che non si prevedono particolari disagi per gli altri treni, nazionali e non. Saranno inoltre assicurati i collegamenti fra Roma Termini e l'aeroporto di Fiumicino. Il programma di circolazione del treni regionali potrebbe invece essere oggetto di alcune modifiche.

Nuovo regolamento scioperi

Si tratta del primo sciopero che cade dopo il nuovo regolamento scioperi. Grazie alle modifiche apportate alla regolamento sulla proclamazione degli scioperi nel settore del trasporto pubblico, il resto del mese trascorrerà senza nuove proteste. Tra uno sciopero e l’altro, infatti, devono trascorrere almeno 20 giorni.

Altra novità è la comunicazione dei dati relativi alla precedente astensione. Atac sul proprio sito spiega che "in occasione del precedente sciopero indetto dall'Ugl (13 giugno 2016), l'adesione sulla rete Atac è stata del 21.7 per cento per quanto riguarda il servizio di superficie (bus, filobus e tram) e del 22.1 per cento per quanto riguarda il servizio delle metropolitane e delle ferrovie regionali". Un dato da prendere comunque con le molle: come accaduto in passato infatti basta anche l'adesione allo sciopero di un solo addetto ad una stazione metro a far chiudere una linea di metropolitana. 

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Zingaretti risponde alla Raggi: “Arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto”

«Quello della sindaca Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio  di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Dopo il “cemento magico” messo sempre nei municipi al voto, ecco la ricerca del nemico. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono: infatti sulle ferrovie concesse si tratta di un adempimento comunitario, che non compromette nulla e inoltre ricordo che ATAC comunque ha escluso quelle linee dal suo Piano Industriale per il concordato.  I problemi del trasporto pubblico a Roma sono ben altri: fermate piene di cittadini disperati per i ritardi e impauriti dai rischi di incendio. Sui rifiuti praticamente lavoriamo solo per Roma. Sulla Puglia, se ci sono stati ritardi, sono stati legati alla iniziale contrarietà dei 5 Stelle pugliesi ad ospitare i rifiuti di Roma, posizione poi superata grazie al contributo di tutti 5stelle compresi. Lunedì, conclusi gli adempimenti dovuti, approveremo in giunta questo ennesimo accordo con la Regione Puglia. Dopo aver approvato in questi anni quelli con Emilia Romagna, Umbria, Toscana Abruzzo. La mia sensazione è, ripeto, che si voglia creare ad arte un polverone a fini elettorali e per rivendicare dal Governo i poteri promessi. Con questo continuo scaricabarile Roma rischia di spegnersi. Difenderemo Roma e i suoi cittadini con amore come abbiamo sempre fatto su tutto e con un impegno inedito anche per sopperire al disastro di questi anni». Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

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Roma, Raggi: «Detenuti al lavoro per tagliare l’erba Gianicolo»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«Continuano le operazioni di sfalcio delle aree verdi di Roma con il prezioso aiuto dei volontari provenienti dalla casa circondariale di Rebibbia. Dopo aver lavorato in parchi e ville di vari Municipi, ieri hanno iniziato a tagliare l'erba al Gianicolo, uno dei posti più belli e visitati della Capitale». Così in un post su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi. «Grazie al protocollo firmato con il Ministero della Giustizia, dal 26 marzo abbiamo potuto attivare questa risorsa aggiuntiva per manutenere l'enorme patrimonio verde della Capitale che conta oltre 40 milioni di metri quadri di vegetazione. I volontari impegnati nel progetto hanno avuto una occasione di crescita personale frequentando un corso di formazione presso la scuola di giardinaggio di Roma Capitale e operano gratuitamente 5 giorni a settimana sotto il coordinamento del personale del Servizio Giardini di Roma Capitale e la vigilanza degli agenti di Polizia Penitenziaria». 

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Trasporti e rifiuti, Raggi attacca Zingaretti: «Non è amico di Roma». E lui replica: «E’ uno scaricabarile»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Trasporti e rifiuti: la sindaca Raggi attacca Zingaretti. «Porteremo a breve i dossier sui tavoli del Governo perché purtroppo in questi giorni stiamo assistendo a una brutta prova della Regione sui trasporti». L'affondo della sindaca durante l'inaugurazione della prima porzione del nuovo Parco di Tormarancia. «Se il presidente Zingaretti non vuole fare gli interessi di Roma che è la Capitale d'Italia ma soprattutto la città più importante del Lazio lo dica chiaramente: Roma sta soffrendo e Ama fa il massimo trattando più rifiuti possibile. Ma se non abbiamo sbocchi ulteriori non sappiamo dove portarli, e questo è competenza della Regione. Il presidente lo deve dire e lo deve fare: non possiamo più attendere, non abbiamo più tempo». «Abbiamo tra l'altro – ha detto ancora Raggi – già chiesto più di due mesi fa di autorizzare due impianti per il compostaggio dei rifiuti ma il presidente continua a dire: cosa vuole fare il Comune di Roma?. Abbiamo presentato delle richieste formali, se volesse iniziare a dare l'autorizzazione e la via a quegli impianti noi potremmo già partire con i lavori e renderci un pezzetto più autonomi». «Sul tema dei rifiuti – ha continuato – c'è questo piano del 2012 che deve essere attuato. Alla Regione è stato detto con una prima sentenza del Tar nel 2016, con una seconda sentenza nel 2018. Sappiamo che il presidente Zingaretti avrebbe avviato dei contatti con una delle aziende laziali per sbloccare questo piano del 2012 ma a oggi Roma non ha avuto alcun tipo di risposte. Sappiamo anche che ci sono stati contatti tra la Regione Lazio e la Regione Puglia, ma oggi a più di un mese di distanza c'è ancora questo rimpallo tra le due amministrazioni, e sapete bene che Roma ha avuto un aumento di rifiuti di più del 10% rispetto all'anno scorso, un aumento considerevole per cui abbiamo bisogno di altri sbocchi che sono competenza della Regione». Per quanto riguarda i trasporti, ha continuato la Raggi, «quando Zingaretti era venuto in Campidoglio per iniziare a trovare delle tematiche comuni sulle quali inaugurare questo nuovo corso della sua nuova legislatura regionale avevamo convenuto che le ferrovie ex concesse sarebbero dovute andare a Roma Capitale, e invece abbiamo scoperto, con nostro grande sconcerto, che il presidente ha deciso di metterle a gara. Questo quando siamo ancora in attesa dei 180 milioni di euro che la Regione dovrebbe investire sulla Roma-Lido e che non è stato fatto. Tutto questo quando in Consiglio regionale Zingaretti dice che la gestione per i fondi del tpl è meglio che passi per la Regione perché così diventa una camera di compensazione, ma noi vediamo che il Cotral, che fa molti chilometri in meno rispetto ad Atac, prende cifre considerevolmente superiori. Quindi questa perequazione che il presidente dice di fare di fatto non avviene. Non mi sembra questo un atteggiamento onesto nei confronti della Capitale». La replica di Zingaretti: «Quello della sindaca Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Dopo il cemento magico messo sempre nei municipi al voto, ecco la ricerca del nemico. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono. «Con questo continuo scaricabarile – aggiunge – Roma rischia di spegnersi», la difenderemo anche «per sopperire al disastro di questi anni».

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FLAT TAX. DIVAMPA LA POLEMICA TRA SALVINI ED IL PD

(Fonte: La Voce, di Antonio Marino) – La giornata politica di ieri, oltre che dal voto di fiducia al governo Conte espresso dalla Camera, è stata segnata anche da una vivace polemica che ha visto come contendenti, il Ministro degli Interni, Matteo Salvini ed il Partito Democratico. Oggetto della contesa, uno dei punti cardine del contratto di governo giallo-verde: la Flat Tax.

Salvini, partecipando a ‘Radio Anch’io’, ha spiegato gli effetti della Flat Tax, dicendo: “Se uno fattura di più, è chiaro che risparmia di più” ed aggiungendo: “L’importante è che ci guadagnino tutti”. Nell’enfasi dell’intervento, il Ministro ha detto: “E’ giusto che i ricchi paghino meno tasse; Non siamo in grado di moltiplicare pani e pesci, il nostro obiettivo è che tutti riescano ad avere qualche lira in più nelle tasche da spendere”. Le parole di Salvini hanno riportato con la memoria ad una teoria molto contestata, ovvero quella che una minor pressione fiscale sui più abbienti, comporta il fatto che questi abbiano maggiori risorse economiche a disposizione e quindi, da far circolare.

La reazione del Partito Democratico è stata pressoché immediata. Anna Rossomando, vice-presidente del Senato ha commentato: “Il governo del cambiamento ha cambiato la trama di Robin Hood, togliendo ai poveri per dare ai ricchi”. Non è stato meno duro Matteo Orfini: “Per Salvini è giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse. Finalmente hanno detto la verità. A questo serve l’annunciata rivoluzione fiscale, a far guadagnare chi è più ricco. A danno di tutti gli altri”.

Il vice-premier ha voluto far chiarezza sul suo pensiero. Ai cronisti che lo attendevano a Montecitorio ha detto: “Non posso smentire quello che non ho detto e non ho mai detto quella frase. Tutti quelli che mi hanno ascoltato in radio hanno capito, l’obiettivo è che tutti paghino di meno. Poi anche un bimbo di cinque anni arriva a capire che chi fattura di più risparmia di più e reinveste di più”. Salvini ha poi precisato: “L’obiettivo non è aiutare chi fattura di più, ma tutti”. Facendo riferimento alla progressività, il Ministro ha chiarito: “Ci sono le deduzioni che garantiranno a chi non paga oggi di continuare a non pagare, ma in Italia il denaro deve tornare a circolare”.