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Roma, crollo M5S. Raggi nel mirino: alle 16 resa dei conti in giunta

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Simone Canettieri)A Roma le chat del M5S sono roventi, tutta la giunta di Virginia Raggi è sott'accusa per la disfatta nei due municipi della Capitale (il III e l'VIII) dove si è votato e dove i grillini sono fuori dai giochi con percentuali misere. Di questo si discuterà durante la giunta straordinaria convocata dalla sindaca alle 16 in Campidoglio. Si prevede una resa dei conti: il malumore monta. Nel mirino gli assessori ai Lavori pubblici Margherit Gatta, l'artefice dell'«asfalto magico» per tappare le buche e Linda Meleo, responsabile dei Trasporti. 
 

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Zingaretti sui risultati delle Comunali: “Sono soddisfatto. Ora tutti in campo per i ballottaggi”

«Sono soddisfatto. E ora tutti in campo per i ballottaggi, con spirito aperto e grande forza e determinazione. Nel Lazio il campo largo del centrosinistra, delle associazioni, dei cittadini, c'è, è presente, ed è l'unica coalizione che si contrappone alla destra egemonizzata da Salvini. C'è stato il grande risultato di Ciaccheri in VIII Municipio a Roma, benissimo anche Caudo in III Municipio. Poi in provincia di Roma abbiamo vinto in ben 8 Comuni su 11, tra i quali San Cesareo, Valmontone e Sacrofano. E siamo arrivati al ballottaggio, in vantaggio, in 3 Comuni su 5 sopra i 15mila abitanti, ovvero a Fiumicino, Velletri e Santa Marinella. Ci sono certo risultati non positivi come Viterbo, Anagni, Anzio e Pomezia, ma complessivamente siamo in campo, forti e motivati. Così come ottimo è il risultato a Ferentino, dove abbiamo vinto al primo turno, ma anche ad Amaseno, Aquino ed Arpino. E a Formia e Aprilia vanno al ballottaggio candidati sindaci civici a noi vicini. Ora tutti in campo per l'ultimo sforzo: i ballottaggi fra due settimane». Lo comunica in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
 

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M5S Roma, saremo di più nei quartieri

(Fonte: www.ansa.it)
"I cittadini hanno sempre ragione e vanno ascoltati. Con Virginia abbiamo fatto un'analisi del voto: ci concentreremo su alcuni temi importanti che i romani ci hanno indicato e andremo di più tra le persone, nei quartieri per dare un segnale forte. Sappiamo che il nostro lavoro non sempre dà risultati nell'immediato ma paga nel lungo periodo. E questo ci spinge ad impegnarci maggiormente". Così il capogruppo del M5S in Campidoglio commenta l'esito del voto nei municipi romani che ha visto i forte flessione il consenso ottenuto dal M5S.

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Rigenerazione urbana, è tutto fermo: i costruttori chiamano a raccolta Comune e Regione

(Fonte: www.romatoday.it)
(di Ylenia Sina)Un’idea di rigenerazione urbana “su cui tutti concordano a parole” ma i cui risultati “sono pochissimi”. Una legge regionale di settore, la numero 7 del 2017, “ferma ormai da un anno”. E un’opinione pubblica che si è infuocata attorno ai casi di demolizione e ricostruzione dei cosiddetti ‘villini’, posizionati in alcuni quartieri pregiati della città. È questo il contesto da cui si è mosso il dibattito che si è tenuto questa mattina presso Palazzo Merulana, al civico 121 dell’omonima via, un tempo ufficio d’igiene, oggi sede dell’esposizione privata della Fondazione Cerasi. 
A far sedere attorno ad un tavolo l’assessore all’Urbanistica comunale, Luca Montuori, quello regionale Massimiliano Valeriani, e il Soprintendente speciale di Roma, Francesco Prosperetti, l’Associazione dei costruttori edili di Roma, l’Acer, rappresentata dal presidente Niccolò Rebecchini. “Per troppo tempo si è parlato di rigenerazione urbana in termini impropri” ha esordito Rebecchini. “Anche la legge regionale fino ad oggi non è stata in grado di produrre alcun contributo alla città mentre quello che ci auguriamo è che diventi una scintilla per dare avvio finalmente a questi processi”. 
Il quadro in cui prende vita questo auspicio è scritto nella cartella fornita alla stampa: “Prendono sempre più vigore le spinte verso il riuso dell’esistente come contrasto all’espansione della città” si legge. Gli anni della vorace espansione edilizia, che ha trascinato la città abitata ben oltre i confini del Gra fino ad una decina di anni fa, sono finiti. Anche gli obiettivi comunitari, seppur fissati al 2015, parlano di “consumo zero” e necessità di “dettare norme per il riutilizzo del patrimonio esistente”. Nel frattempo, “a livello romano è proprio in questo periodo che si scatena la protesta contro la sostituzione edilizia”. È il caso dei cosiddetti ‘villini’, “edifici per i quali non sussiste alcun vincolo da parte della Sovrintendenza”, si legge nel documento dell’Acer, ma che hanno suscitato aspre polemiche per il fatto “di trovarsi in quartieri pregiati” della città. Sul punto Rebecchini si difende: “Non siamo quelli che voglio per forza deturpare”. 
Proprio sui villini, nei mesi scorsi, lo scontro tra l’assessore Montuori e la regione Lazio sulle relative responsabilità è stato acceso. La vicenda era legata al Piano casa regionale, che faceva leva su un sistema di deroghe urbanistiche e di premi di cubatura per incentivare progetti di demolizione e ricostruzione. Un meccanismo in parte assorbito dalla legge sulla rigenerazione urbana che ha superato e sostituito il precedente piano. 
Così, in una sala piena di costruttori, il dibattito si è acceso. Da un lato l’ente che ha emanato la legge: la Regione di Zingaretti, seppur nella veste del precedente assessore Michele Civita. Dall’altro l’ente che dovrebbe regolarne l’attuazione, definendo le “scelte pianificatorie”: il Comune oggi guidato dai Cinque Stelle. 
Valeriani non ha mancato di sottolineare le responsabilità del Comune: “Questo strumento consegna agli enti locali un grande potere di pianificazione. È in questo passaggio che dobbiamo discutere in che direzione deve andare la legge”. Ma ha aperto al dialogo:  “Difendo la legge che ho ereditato ma sono disponibile a discuterne alcuni aspetti migliorabili e ad aprire un tavolo permanente sul tema”.
Montuori ha lamentato l’approccio che ha dominato il settore negli ultimi anni: “Il tema della pianificazione viene vissuto come un problema così ci si è spostati sull’attuazione; sui singoli interventi, perdendo di vista il piano generale”. Esempio è il destino a riservato al nuovo Piano regolatore di Roma, approvato nel 2008 dopo un iter durato diversi anni e “puntualmente ignorato”. Perché, si è chiesto inoltre Montuori, “nessuno degli interventi messi in campo dagli operatori economici è ricaduto in periferia?”. 
Un punto ripreso anche da Prosperetti secondo il quale “è prioritario definire gli ambiti di applicazione della legge”. La riflessione riguarda proprio le periferie: “Se la rigenerazione urbana si pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita delle persone è chiaro che non ha senso partire da quartieri come Monteverde e Coppedè”. 
Rebecchini non ha mancato di puntare il dito contro le amministrazioni pubbliche: “Nei progetti di riqualificazione urbana che abbiamo avuto fino ad oggi la parte mancante è sempre stata quella pubblica”. Il timore, proprio come la vicenda dei villini, è che “la rigenerazione urbana entri nel sangue della gente solo come un processo da cui nascono contrasti sociali o tra enti”. Al contrario, la richiesta, “è che le istituzioni si siedano attorno ad un tavolo e lancino la loro idea di città”.
Un “grande dibattito democratico e multiforme per ripensare Roma” la suggestione, applaudita dai presenti, lanciata da Valeriani che alla platea ricorda la sua “partecipazione al voto del Prg ormai dieci anni fa”. 
Montuori snocciola una serie di progetti che si erano arenati, dal vecchio Sdo alla zona Ostiense passando per stazione Tuscolana e ribadisce: “Bisogna pianificare mantenendo ben chiaro l’interesse pubblico”. La sua idea, spiega poi a Romatoday, è quella di una rigenerazione urbana che si attua “su scala intermedia incardinata in una visione complessiva della città dove lo spazio pubblico deve costituire il collante della qualità dello spazio urbano”. 
Alle loro spalle scorrono le immagini di due proposte messe sul piatto per l’occasione dall’associazione dei costruttori. La prima riguarda l’area di proprietà pubblica di Bastogi: la proposta “prevede una sostituzione progressiva dei fabbricati esistenti”. Si tratta, di fatto, della realizzazione di un “complesso di housing sociale con circa 500 alloggi” servendosi di un’area pubblica limitrofa. Investimento privato di 70 milioni di euro. 
La seconda incide sempre su un’area di proprietà pubblica: il quartiere di Tor Sapienza. “Manutenzione ed efficientamento energetico dei fabbricati residenziali esistenti e la sostituzione edilizia di quelli non residenziali posti al centro ed oggi utilizzati impropriamente, con un trasferimento e ricostruzione degli stessi in altre aree pubbliche limitrofe con destinazione residenziale”. In questo caso l’investimento, sempre di fondi privati, è di circa 15 milioni di euro. 
“Spero che quello di oggi sia il primo di una serie di dibattiti sul tema” ha commentato a margine Rebecchini. “Siamo tutti convinti che bisogna darsi da fare altrimenti ci limiteremo sempre a parlare dei ‘villini’”. Il prossimo passo: “Mi auguro che quanto prima Comune e Regione si siedano al tavolo insieme alla Soprintendenza così da definire in modo univoco il campo di applicazione di questa legge. È la mancanza di tranquillità il motivo fondante per cui non si investe in questa città”. 
 

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Sisma: Conte, Non vi farò sentire soli

(Fonte: www.ansa.it)
"Oggi ho fatto visita alle zone terremotate del Centro Italia. Ho voluto con forza che la mia prima uscita in Italia da Presidente del Consiglio fosse proprio qui, in queste terre ferite violentemente dal terremoto. Sono venuto qui per ascoltare i cittadini che vi abitano, per comprendere da loro, ma anche dagli amministratori locali, cosa serve e di cosa hanno bisogno." Lo afferma il premier Giuseppe Conte in un post su facebook in cui si sofferma sulla sua visita nelle zone terremotare del Centro Italia. "A loro, a tutti i terremotati del centro Italia, delle Marche, del Lazio, dell'Umbria, Dell'Abruzzo, voglio dire che non saranno lasciati soli. Voglio dire loro che tutto il mio impegno sarà volto a fare in modo che oltre al dolore e alle gravi perdite che hanno subito in quella notte dell'agosto di due anni fa, non debbano più subire anche la solitudine e il senso di abbandono da parte delle istituzioni", scrive il premier.

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Comunali Lazio, avanza il centrodestra, cinquestelle fuori dai giochi. A Roma i grillini perdono due municipi

(Fonte: La Repubblica, di Valentina Lupia, Luca Monaco, Clemente Pistilli, Laura Venuti) – Cinquestelle fuori dai giochi nei principali comuni al voto, centrodestra – e soprattutto Lega – che avanza. Centrosinistra in affanno a Viterbo, dove si andrà al ballottaggio, ma avanti a Roma, dove si votava in due municipi. Il pentastellati, esclusi dai principali ballottaggi, hanno perso anche i due municipi III e VIII, che avevano conquistato nel 2016 e che sono tornati alle urne in anticipo dopo la caduta delle amministrazioni grilline per dissidi interni. Nel municipio VIII il candidato del centrosinistra Amedeo Ciaccheri ha vinto al primo turno con il 53,92% dei voti. Cinquestelle fuori dal ballottaggio nel Municipio III, dove l'ex assessore della giunta Marino Giovanni Caudo, in testa al primo turno con il 41,52% dei voti, sfiderà il candidato del centrodestra Francesco Maria Bova, che si è fermato al 34%.

Pomezia, l'ex grillino Fucci fuori dal ballottaggio. Sembra proprio che Fabio Fucci debba rinunciare all’idea di diventare il nuovo Pizzarotti. A Pomezia, il primo Comune del Lazio su cui il Movimento5Stelle è riuscito a piantare la propria bandiera, al ballottaggio sarà battaglia tra il pentastellato Adriano Zuccalà, in vantaggio di due punti percentuali, e Pietro Matarese, generale della Guardia di finanza in pensione, alla guida di una coalizione composta dalla Lega, FI, Udc, Fratelli d’Italia, Destra nazionale-Msi, Movimento dello Scarpone di Sergio Pirozzi e una civica. Fucci, l’ex pupillo del M5S ed ormai ex grillino, che ha visto cadere anticipatamente la sua giunta dopo aver deciso di tornare in campo con due civiche essendosi visto rifiutare la ricandidatura per la regola a 5 stelle sul divieto del terzo mandato, è inchiodato al terzo posto. Pomezia tra l’altro appare l’unico Comune con oltre 15mila abitanti del Lazio in cui il M5S è ancora in partita, travolto ovunque dalla destra, e soprattutto dalla Lega.

Il centrosinistra perde Viterbo A Viterbo, come previsto, il centrosinistra appare destinato a perdere l’ultimo capoluogo di provincia del Lazio, salvo difficili intese e una altrettanto ardua rimonta al ballottaggio, a cui appaiono destinati l’azzurro Giovanni Arena, candidato del centrodestra unito, e la civica Chiara Frontini. Dopo la decisione del sindaco uscente Leonardo Michelini, sostenuto dal Pd e da Sel, di non ricandidarsi, il centrosinistra si è presentato agli elettori diviso e l’ormai ex vicesindaco Lisetta Ciambella, del Pd, è ferma al terzo posto.

Fiumicino, ballottaggio tra il dem Montino e Baccini Per Fiumicino, quarto centro più popoloso del Lazio, il ballottaggio sarà invece tra il sindaco uscente, l’esponente dem Esterino Montino, in netto vantaggio con il 39%, e l’ex ministro Mario Baccini, presidente dell’Ente nazionale per il microcredito, che ha ottenuto oltre il 27%, anche se per l’attuale primo cittadino non sarà una passeggiata. Non è infatti da escludere un accordo tra l’azzurro Baccini e William De Vecchis, neo eletto senatore con la Lega, coordinatore provinciale di Noi con Salvini, sostenuto, oltre che dal suo partito, da Fratelli d’Italia e da civiche come Legittima difesa, che ha tra i propri obiettivi la realizzazione di poligoni di tiro e corsi per istruire i cittadini sull’uso delle armi da utilizzare per la propria difesa. E i voti di De Vecchis, sommati a quelli di Baccini, potrebbero mettere Montino in seria difficoltà.

Anzio Non vi sarà invece ballottaggio ad Anzio, dove il candidato del centrodestra, Candido De Angelis, ex parlamentare e già sindaco della città neroniana, è stato eletto al primo turno. Le inchieste che hanno travolto la precedente giunta guidata da Luciano Bruschini, tra arresti e inquietanti intrecci d’affari tra politica e malavita, non hanno infatti impedito un nuovo trionfo per le destre sul litorale, staccando notevolmente sia la candidata grillina Rita Pollastrini che il giornalista Giovanni Del Giaccio, che ha tentato l’impresa sostenuto dal Pd. I dem possono consolarsi con Ferentino, in provincia di Frosinone, dove al primo turno, con una percentuale schiacciante, ha ottenuto la riconferma il sindaco Antonio Pompeo. Appare infine destinato ad essere eletto al primo turno anche Mauro Carturan, a Cisterna di Latina, già sindaco della città e candidato alla guida di una coalizione formata da Lega, FdI, Udc e civiche, che ha doppiato il candidato Gianluca Del Prete, l’unico ad aver messo insieme Forza Italia e Partito democratico.

Velletri, sfida centrosinistra-centrodestra al ballottaggio. Scontro, al secondo turno, tra centrosinistra e centrodestra anche a Velletri, nei Castelli Romani. Orlando Pocci, assessore all’urbanistica nella giunta uscente del sindaco Fausto Servadio, alla guida di una coalizione composta da Pd, Leu e civiche, al momento in vantaggio di circa sei punti percentuali, dovrà confrontarsi con Giorgio Greci, appoggiato da Lega, FdI, Il Popolo della famiglia, Cuori Italiani, Pri e civiche. A pesare a destra saranno poi i voti di Alessandro Priori, sostenuto da civiche e FI, e Paolo Felci, di CasaPound, che attualmente è attestata quasi al 9,5%, mentre a sinistra incideranno i consensi di Stefano Pennacchia, alla guida di una civica che guarda a sinistra, e del civico Augusto di Lazzaro. Da vedere poi cosa sceglieranno gli elettori grillini, il cui candidato a sindaco, Paolo Trenta, fratello del neo ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, è attestato di poco sopra l’11%.

Rimonta Pd a Santa Marinella A Santa Marinella, invece, si registra l’unica rimonta del Pd. Dopo dieci anni di centrodestra e la caduta anticipata della giunta di Roberto Bacheca, è in testa il candidato dem, già sindaco, Pietro Tidei, destinato ad andare al ballottaggio con Bruno Ricci, appoggiato da FI, Lega e civiche. Ad Anagni il ballottaggio sarà tutto a destra, con protagonista anche Casapound. Dopo il crollo dell’esecutivo dem di Fausto Bassetta, a raccogliere i maggiori consensi sono infatti stati Daniele Natalia, per FI, FdI, Lega e cinque civiche, e Daniele Tasca, appoggiato da CasaPound e quattro civiche.

In provincia di Latina, infine, ballottaggi ad Aprilia, tra Domenico Vulcano, maresciallo dell’Arma, candidato del centrodestra, e il sindaco uscente, il civico Antonio Terra, e a Formia, tra la civica Paola Villa e il candidato del centrodestra Pasquale Cardillo Cupo.

Spiccano intanto i risultati a Sacrofano e Affile. Nel primo comune, infatti, travolto dall’inchiesta Mafia Capitale, il sindaco uscente Tommaso Luzzi, esponente prima del Movimento sociale e poi di An, descritto dagli inquirenti come vicino a Massimo er Cecato Carminati, è stato sconfitto da Patrizia Nicolini, funzionaria del Viminale, non essendo andato oltre il 48,8%. E ad Affile Ercole Viri, sindaco già da dieci anni, condannato nel novembre scorso dal Tribunale di Tivoli con l’accusa di apologia del fascismo per il sacrario intitolato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, ha ottenuto il terzo mandato.

Municipio VIII Roma, il centrosinistra vince al primo turno Con oltre 16. 800 voti in suo favore (53,92%), Amedeo Ciaccheri del centrosinistra vince al primo turno e conquista la poltrona di presidente del Municipio VIII – Ostiense, Garbatella, San Paolo, Tor Marancia, Grottaperfetta – senza passare per il ballottaggio. L’affluenza è stata bassissima, del 27.94%. Ciaccheri ha letteralmente doppiato il candidato del centrodestra Simone Foglio, arrivato secondo con poco più di 7500 voti. Un altro dato da tenere in considerazione è l’amara sconfitta del M5S, con Enrico Lupardini che si è portato a casa solo meno di 4mila voti: un numero di cui dovranno tenere conto Virginia Raggi, a due anni esatti dalla sua elezione, e il Movimento 5 Stelle, che in questo territorio, nel 2016, aveva vinto. Era durata meno di un anno, però, l’avventura dei pentastellati nell’VIII municipio, dato che Paolo Pace aveva abbandonato la poltrona (era marzo del 2017) per dissidi interni alla maggioranza. I festeggiamenti nel comitato elettorale di Ciaccheri sono andati avanti fino all’alba, tra brindisi, foto, abbracci e cori: il 29enne, di fatto, ha riconsegnato alla sinistra il suo più storico fortino. “Il modello Garbatella stravince sul M5S e sul centrodestra — spiega dal comitato elettorale della Garbatella il neo-presidente Ciaccheri — È evidente il tracollo del M5S in questo municipio che vale come un avviso di sfratto per la Raggi: è la risposta dei cittadini al malgoverno e all’incapacità della sua amministrazione”.

Municipio III, M5s fuori dal ballottaggio: Caudo in testa Nel III municipio – che comprende Montesacro, Talenti, Fidene, Serpentara, Conca d'Oro, Tufello, Settebagni, Bufalotta – si sfideranno al ballottaggio previsto per il 24 giugno il candidato del centrosinistra Giovanni Caudo, ex assessore ai Lavori pubblici della giunta Marino, che ha ottenuto il 41,52% dei voti e quello del centrodestra Francesco Maria Bova, leghista 61enne  ed ex primo dirigente del commissariato Fidene-Serpentara, che ha ottenuto il 34,22% dei voti. Si ferma al 19,30% e resta fuori dal ballottaggio Roberta Capoccioni del M5s, presidente della giunta uscente entrata in crisi e sfiduciata a febbraio. «Il laboratorio politico del municipio III, il modello Montesacro, si conferma vincente. Dopo le primarie ora andiamo al ballottaggio in testa con il 42% contro il 34% del centrodestra. Sono contento, è successo tutto in poco più di 45 giorni, con una campagna elettorale fatta alla vecchia maniera, per strada, nelle piazze e parlando con le persone, una ad una. Rieducare alla speranza, avevamo detto e lo stiamo facendo», ha commentato Giovanni Caudo.

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Elezioni, III e VIII municipio puniscono Raggi e M5s. Centrosinistra vince a Garbatella, ballottaggio a Montesacro

(Fonte: RomaToday, di Matteo Scarlino) – Centrosinistra vincente al I turno in VIII municipio e davanti abbastanza nettamente nel III. Movimento Cinque Stelle schiantato, sotto il 20% a Montesacro e sotto il  15 a Garbatella. Centrodestra zoppicante, tanto nell'VIII quanto nel III municipio dove però tra 15 giorni sarà ballottaggio per la conquista di piazza Sempione. A  trionfare davvero però è l'astensionismo: ha votato infatti appena un elettore su quattro. Queste in sintesi le sentenze emesse dalle elezioni del 10 giugno nel III e  VIII municipio, territori costretti a tornare al voto per l'implosione delle due maggioranze grilline. 

Che batosta per Roberta Capoccioni in III municipio

Tempi e modi diversi per la caduta, esiti identici alle urne per i due candidati pentastellati, Roberta Capoccioni a Montesacro ed Enrico Lupardini a Garbatella. Un tonfo pesante che arriva al culmine di quaranta giorni di campagna elettorale che ha visto il governo della città trasferirsi di fatto sui due territori, con inaugurazioni, annunci e promesse degne della vecchia politica. Uno sforzo, quello di Raggi e la sua giunta, vano. Alla fine infatti l'esito è stato nefasto: Roberta Capoccioni ha visto crollare i propri consensi dal 2016 ad oggi, punita dall'implosione della sua maggioranza e dalla prova di governo di un anno e mezzo in cui nulla o quasi è stato fatto. Così se nel primo turno del 2016 a votarla furono 25.669 elettori, due anni dopo si è passati 8.628 votanti. Al netto del pesante astensionismo, con metà dei votanti rispetto alla precedente tornata, si può dire che due terzi degli elettori hanno mollato il progetto grillino. 

Grillini "scomparsi" a Garbatella

Va anche peggio in VIII municipio dove Enrico Lupardini raccoglie appena 4.271 voti contro i 17.707 di Paolo Pace al I turno del 2016. Qui, sempre al netto del dimezzamento dei votanti, gli elettori grillini disamorati diventano tre quarti. Una batosta pesante per Raggi in quelle definite da tanti elezioni di midterm; un giudizio severissimo sull'amministrazione grillina di questi due anni che diventa un avviso di sfratto nelle parole di chi ha vinto.

Amedeo Ciaccheri conquista l'VIII municipio

E' Amedeo Ciaccheri candidato della coalizione di centrosinistra in VIII municipio, vincitore al I turno a pronunciare le parole contro la sindaca Raggi. E' lui con il suo "modello Garbatella" il vero trionfatore di questa tornata elettorale. Capace di mettere insieme la sinistra di LeU, la sua lista Super8 e il Pd, Ciaccheri ha raccolto oltre 17.000 voti, riuscendo lì dove Anna Rita Marocchi e Andrea Catarci hanno fallito nel 2016. Un successo che batte l'astensionismo, pesante anche in VIII municipio. Lui e il suo progetto politico sono infatti riusciti a drenare i voti e a portare la coalizione progressista al trionfo.  "Quello di oggi", dichiara a notte fonda, "è un dato che premia un progetto politico di coalizione civica e progressista sul territorio che abbiamo messo in campo da subito e costruito in questo anno e tre mesi di commissariamento. 
Nonostante il commissariamento della Sindaca Raggi abbiamo riconnesso e dato protagonismo alle realtà civiche e sociali del territorio. Prima con i consigli popolari e poi con il percorso di partecipazione alle primarie di coalizione. E’ la risposta delle cittadine e dei cittadini al malgoverno e all’incapacita dell’amministrazione Raggi”.

Buon risultato delle liste Pd

A supportarlo una lista Pd sopra il 25%, capace di bissare il buon risultato ottenuto da Patrizia Prestipino alle elezioni per la Camera dei Deputati, quando proprio all'Ardeatino il centrosinistra strappò uno dei pochissimi collegi a M5s e centrodestra. Lista Pd sopra il 24% anche in III municipio, traino del candidato civico Giovanni Caudo. L'ex assessore della giunta Marino raggiunge il 42% dei voti e sfiderà tra 2 settimane Francesco Bova, candidato leghista che si ferma al 33,8%. Rispetto a Garbatella a Montesacro il centrosinistra perde oltre 10.000 voti, finiti per lo più alla voce astensionismo. 

Vince l'astensionismo, il centrodestra non scalda gli elettori

Proprio il dato degli astenuti pesa in questa tornata elettorale. Ha votato di fatto appena un elettore su quattro in entrambi i municipi. Un dato che ha punito  soprattutto M5s e centrodestra. Quest'ultima coalizione non decolla: in VIII municipio tiene solo la Lega, mentre sia Fratelli d'Italia sia Forza Italia finiscono  sotto il 10%. A Montesacro Fratelli d'Italia finisce sotto il partito di Salvini con Forza Italia fanalino di coda di una coalizione che qui nel III municipio avrà il  24 giugno una prova d'appello. Decisivi saranno i voti pentastellati di Roberta Capoccioni. Un asse gialloverde in chiave governativa che potrebbe rovinare la doppietta e la festa del centrosinistra modello Zingaretti. 

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Elezioni Municipali, Stefàno (M5S) a Radio Roma Capitale: sull’esito ha inciso l’astensionismo,  nel III non daremo indicazioni di voto nonostante ci sia un candidato leghista. Dobbiamo comunicare meglio quello che stiamo facendo

 

 

Enrico Stefàno, consigliere comunale del M5S e presidente della Commissione Mobilità in Campidoglio, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". Stefàno ha commentato i risultati delle elezioni municipali di ieri: "Sull'esito del voto ha inciso l'astensionismo. A prescindere dai risultati di ieri dobbiamo fare di più, dobbiamo comunicare meglio alcune iniziative che abbiamo intrapreso. Stiamo gettando le basi per una città diversa, ma è chiaro che ci vuole tempo, non si può avere tutto subito. Sono certo che i cittadini sapranno giudicare bene il nostro operato al termine dei cinque anni della Giunta". Per quanto riguarda il III Municipio, dove al ballottaggio ci sarà il candidato sostenuto dalla Lega, il consigliere pentastellato ha dichiarato: "Non daremo alcun indicazione di voto".

Sull'iniziativa #Vialibera Stefàno ha affermato: "E' stata una bellissima esperienza, la città si può vivere tranquillamente anche a piedi o in bicicletta".

"Il pagamento di un ticket per entrare in Centro – ha aggiunto il presidente della Commissione Mobilità – è una proposta che era già inserita nel PGTU della precedente amministrazione, non con l'obiettivo di fare cassa, ma con lo scopo di incentivare i cittadini ad una mobilità sostenibile. Daremo comunque a ciascun cittadino degli accessi gratuiti".

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L’ Aquarius è ancora in mare e già un’altra nave è in vista: scoppia la polemica

Redazione – A pochi giorni dall'insediamente del nuovo governo, il Ministro Salvini già tiene fede alle sue promesse elettorali. Niente più immigrati. Detto, fatto. Da ieri, infatti, la Nave Aquarius, con 629 naufraghi nordafricani a bordo, è ferma al largo delle coste sicialine ad aspettare la possibilità di attraccare in un porto sicuro italiano. Tuttavia, è prontamente arrivato il secco "no" del leader del Carroccio, il quale ordina la chiusura dei porti italiani: "La Acquarius? Vada a Malta".

Come è naturale in questi casi, divampa la polemica: Dopo essere stata chiamata in causa da Salvini, Malta diniega la responsabilità nella vicenda: "Il caso non è di nostra competenza"; il M5S, per bocca di Toninelli, arriva in soccorso al segretario della Lega, ormai sempre più centrale nella guida del nuovo esecutivo; Conte cerca di limitare i danni: "manderemo dei medici". Il PD, poi, inizia a rumoreggiare: è il segretario ad interim Maurizio Martina il primo ad esprimere il proprio dissenso con la misura del Ministro agli Intern, seguito da Luigi De Magistris. Il sindaco di Napoli, rivolgendo a Matteo Salvini, tuona: "Se un Ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte, bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli. Noi siamo umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane". Si accodano i sindaci di Messina, Palermo e Reggio Calabria, tutti pronti ad accogliere i profughi dell'Acquarius. Intanto, arriva il SOS dalla nave: iniziano a scarseggiare i viveri, donne e bambini sono in pericolo.

Come se la situazione non fosse già abbastanza complicata, La Repubblica avverte: un'altra nave sta al momento andando in soccorso di alcuni barconi a ridosso delle acque libiche. La nave è di un'ONG tedesca e batte bandiera olandese, si chiama Sea Watch 3. I migranti in questione non sono ancora stati soccorsi, ma Salvini già rumoreggia: "Non chineremo il capo".

Arriva poi la soluzione da Madrid. E', infatti il Presidente Pedro Sanchez a trovare la soluzione: "E’ nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone". Conte ringrazia il capo dell'esecutivo spagnolo.

 

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Elezioni municipali Roma: Zingaretti prevale sulla Raggi

Redazione – Le elezioni municipali di Roma hanno segnato una sonora sconfitta per il M5S, che non riesce a guadagnare il ballottaggio in nessuno dei due municipi al voto. Nell'VIII Municipio a spuntarla è Amedeo Ciaccheri, leader della coalizione di centrosinistra, che guadagna la Presidenza direttamente al primo turno. Anche al III Municipio, dove invece si terrà il ballottaggio, I pentastellati rimangono fuori dai giochi. A sfidarsi saranno Giovanni Caudo per il centrosinistra e Francesco Maria Bova per il centrodestra. Grandissima la soddisfazione per i sostenitori del "Modello Zingaretti", che sembra rendere i democratici del Lazio competitivi, nonostante la drammatica situazione fotografata lo scorso 4 marzo. 

Situazione che si complica, invece, per il M5S: non si può, infatti, non considerare le elezioni municipali, che hanno portato al voto quasi 400 000 Romani, come un avviso a casa per la Sindaca Virginia Raggi, il cui lavoro sembra non essere stato completamente apprezzato.

Nel III Municipio, per esempio, saranno il centrodestra di Bova e il centrosinistra di Caudo, che hanno raggiunto rispettivamente il 34% e il 42% dei consensi, a sfidarsi testa a testa nella prossima tornata elettorale. Giovanni Caudo si affida a Facebook  per le prime dichiarazioni dopo il primo turno delle elezioni. il candidato presidene si ritiene soddisfatto del lavoro svolto in campagna elettorale: campagna svolta in tempi stretti (solo 45 giorni) e fatta, dice Caudo, alla vecchia maniera: "Il laboratorio politico del Municipio III, il modello Montesacro, si conferma vincente. Ciò grazie – dice Caudo – ad una campagna elettorale fatta per strada, nelle piazze e parlando con le persone, una ad una. Il candidato alla Presidenza continua chiarendo quali sono stati i punti cruciali del suo "Modello Montesacro": "Rieducare alla speranza avevamo detto e lo stiamo facendo. Sinistra, resistenza, popolo e cultura di governo sono le parole che abbiamo messo in campo in queste settimane". Tuttavia, Giovanni Caudo ha ancora un ultimo ostacolo da superare prima di potersi trasferire negli uffici della Presidenza del Municipio; ostacolo che ha il nome di Francesco Maria Bova: "Ora ci tocca la battaglia con la peggiore destra di sempre, quella della Lega di Salvini, la destra che in queste ore sta mostrando il suo volto inumano tenendo in mare 600 persone di cui almeno 90 bambini" Caudo, concludendo, rimgrazia tutti e muove un appello per il ballottaggio: "Il 24 giugno si vota per il Municipio, si vota per dare una prospettiva di governo che sappia affrontare e risolvere i problemi quotidiani, ma si torna a votare anche per battere questa destra che non vogliamo né nel Municipio, né a Roma e neanche nel nostro Paese."

Amedeo Ciaccheri, candidato del centrosinistra nell'VIII Municipio, porta a casa una vittoria schiacciante: conquista la Presidenza de Municipio al primo turno. Il presidente si esprime immediatamente ai microfoni di Radio Roma Capitale, rispondendo alle domande di Paolo Cento. Il neo-eletto presidente si dice molto contento del risultato e in particolare del ruolo giocato dalla sua lista: "La lista – che definisce "incubatore di nuovo civismo" – si è stabilizzata intorno al 17-18%. Nonostante essere nata da appena 2 mesi, è riuscita a porsi come punto di raccordo tra le diverse culture politiche che animano il centrosinistra nell'VIII Municipio. E' stato fondamentale il progetto delineato per il territorio, basato sull'inclusione, sul confronto e sulla partecipazione dei cittadini". Ciaccheri si sofferma anche sulle motivazioni che hanno portato alla sconfitta il M5S, chiamando in causa anche la Sindaca Virginia Raggi: "Chiaramente il fallimento del M5S è il risultato dell'esperienza di governo nel Municipio, che è stato per lungo tempo commissariato. Tuttavia – sancisce il Ciaccheri – non si può non considerare il voto come un giudizio di metà mandato sul lavoro del Campidoglio".