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Parnasi, perquisizioni dei carabinieri nella sede di via Emilia a Roma

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Giornata di perquisizioni dei carabinieri nella sede della società dell'imprenditore Luca Parnasi in via Emilia a Roma  dopo gli arresti di stamattina nell'ambito dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma. Nove gli arresti scattati all'alba. Tra questi, appunto, l'imprenditore Luca Parnasi e 5 collaboratori sono finiti in carcere, mentre il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi (Fi), il presidente di Acea Luca Lanzalone e l'ex assessore regionale Michele Civita del Pd ai domiciliari. I carabinieri si sono recati nella sede sia in mattinata che nel pomeriggio per acquisire documenti.
 

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Stadio Roma, la dissidente M5S: “Avvertii Raggi di tenere gli occhi aperti. E sono stata espulsa dal M5S”

(Fonte: La Repubblica, di Mauro Favale) – "Ho invitato più volte la sindaca Raggi e la maggioranza M5S a tenere gli occhi aperti sulla questione dello Stadio. Per tutta risposta sono stata espulsa dal Movimento". Cristina Grancio è la consigliera 5 Stelle che un anno e mezzo fa puntò i piedi sullo Stadio della Roma, avanzando dubbi, ponendo questioni di tipo urbanistico sul progetto dell'impianto a Tor di Valle efinendo per essere messa all'angolo dal suo stesso gruppo. Oggi siede tra i banchi del Misto dopo essere stata espulsa dal M5S e dice: "Se tutto verrà confermato attendo delle scuse".

Si aspettava questi arresti?
"Diciamo che non mi stupiscono. Bisognerà vedere se verranno confermate queste prime notizie ma sicuramente sulla vicenda dello Stadio andavano fatti approfondimenti".

Lei è stata contraria da subito a quel progetto, perché?
"Non ero contraria allo Stadio a prescindere ma c'erano elementi che mi avevano insospettito e che riguardavano, per esempio, una bancarotta che aveva coinvolto, da esterno, Parnasi. Il tavolo della libera urbanistica M5S aveva denunciato questa vicenda ma nessuno, dentro i 5 Stelle, se n'è voluto occupare. Le nostre richieste di audizioni in commissione sono sempre state respinte".

Con quali motivazioni?
"Nei miei confronti e nei confronti di quegli attivisti che ponevano legittimamente dei quesiti sull'impianto ci fu un clima di violenza psicologica e accanimento ingiustificato. Io, attraverso l'ex assessore Paolo Berdini, feci chiedere all'Avvocatura capitolina un parere sull'impianto, 7-8 quesiti per vederci più chiaro e che riguardavano elementi urbanistici ma che si concentravano anche sulla società di Parnasi".

Che fine ha fatto quel parere?
"È stato secretato dalla sindaca. Che motivo c'era di nascondere ai consiglieri comunali quell'atto? È stata una decisione gravissima"

Tra i coinvolti c'è anche Luca Lanzalone, l'uomo inviato da Grillo e Casaleggio per gestire "a titolo gratuito" la pratica dello stadio e "ricompensato" con la presidenza di Acea.
"È una faccenda inquietante: lui ha consigliato il gruppo su come andare avanti. Non mi aveva convinto perché non si occupava di questioni di urbanistica. Sono sempre rimasta scettica rispetto ai suoi interventi".

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Ostia: cade assessore del X Municipio, è indagato per lo stadio della Roma

(Fonte: www.romatoday.it)

(di L.N.)Il terremoto del nuovo stadio della Roma, con i 9 arresti per l'operazione 'Rinascimento', ha la sua eco anche ad Ostia. Nelle indagini, infatti, risulta nel registro degli indagati anche Giampaolo Gola esponente della giunta del Movimento 5 Stelle. E così Giuliana Di Pillo, presidente del X Municipio, con una nota ha comunicato la sua decisione di voler revocare le deleghe come allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi a Gola.
"Abbiamo bisogno di lavorare nella massima trasparenza e nella legalità. – ha scritto Di Pillo – Darò mandato agli uffici di preparare l'ordinanza di revoca che firmerò non appena sarà pronta. Spero la magistratura faccia quanto prima chiarezza su questa vicenda. Chi sbaglia paga. Non facciamo sconti a nessuno". Ostia: cade assessore Gola del X Municipio, è indagato per lo stadio della Roma. Secondo le indagini, Luca Parnasi per acquistare credito con Paolo Ferrara (anche lui indagato ndr) ha cercato di far leva su Gola, che si faceva promettere un lavoro presso il Coni o la società As Roma, in cambio di un'intercessione proprio su Ferrara. Parnassi avrebbe promesso di parlare di questa (presunta) assunzione con Mauro Baldissoni, un ruolo relativo alla parte commerciale dello stadio. 

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Immigrazione, manifestazione davanti al ministero dei Trasporti: “Apriamo i porti, restiamo umani”

(Fonte: La Repubblica) – Sit-in in serata a Roma nei pressi del ministero dei Trasporti. "Apriamo i confini. Restiamo unami" lo slogan della manifestazione organizzata dal movimento 'Non una di meno'.

"Apriamo i porti nell'emergenza per Aquarius e per chi è già in viaggio in mare. Apriamo le frontiere per permettere a tutte e tutti la libertà di movimento" hanno sottolineato le organizzatrici lanciando il sit-in che si è concluso intorno alle 22.

"Il viaggio per la Spagna è lungo – ha sottolineato una manifestante –  La gente lì sopra sta soffrendo. Siamo vicini alle persone che si trovano ora su quella nave. E' una vergogna, deve attraccare

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Voto municipi Roma, flop M5S: processo a Raggi E lei dà la colpa agli assessori

(Fonte: La Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Chi è già uscito dalle chat. Chi, tra i consiglieri, minaccia di farlo presto: "Tanto chiediamo e nessuno risponde " . Chi, infine, ieri mattina ha impugnato il cellulare per riversare sulla sindaca Virginia Raggi la frustrazione per il doppio ko ai municipi III e VIII: " Chi ha scelto i candidati? E come si spiega questo crollo nel giro di tre mesi?".

Tanto è passato tra l'election day del 4 marzo e la mazzata di ieri, tanto è bastato per finire dietro a centrosinistra e centrodestra. Tra un trillo e l'altro, la prima cittadina ha provato a minimizzare. A dare la colpa al grande astensionismo. Per poi varare una nuova linea: se la giunta convocata ieri è filata via in modo "sereno" e "senza parlare di elezioni " , racconta chi era in sala delle Bandiere, la decisione è in realtà presa. Fiducia a tempo: la colpa per il flop è degli assessori.

Ecco, quindi, le grandi manovre di palazzo Senatorio. Subito il tweet: " I cittadini vanno sempre ascoltati. Ci impegneremo di più su decoro, lavori pubblici e trasporti " . Le titolari delle relative deleghe non possono più sbagliare.

Nel mirino, quindi, ci sono Montanari, Gatta e Meleo. Anche se dal Campidoglio assicurano che "non ci sarà alcun rimpasto " , per la sostituzione dell'ultima continuano i colloqui: piste interne, ma pure l'ipotesi di un manager scelto direttamente da Milano. È un'opzione, quella di un rinnovato interventismo della Casaleggio Associati, che non dispiacerebbe ai consiglieri. Il loro timore, infatti, è che la capitale sia diventata di secondaria importanza nella galassia pentastellata. E che, se le beghe giudiziarie della sindaca o il concordato di Atac dovessero regalare altri giorni di passione, possa scattare il tana libera tutti. Guerra fratricida.

Quel che è certo è che i consiglieri si vedranno oggi – al più tardi giovedì – per fare il punto. Angelo Diario, presidente della commissione Sport, non si nasconde: " Sarà una lunga nottata". E su Facebook commenta così la sconfitta: "Le ragioni del risultato deludente di Roma vanno trovate all'interno. Chi riesce ad essere obiettivo, e non tifoso, le conosce " . Quindi l'accusa: " Abbiamo ancora tre anni per mostrare che la gestione del patrimonio pubblico ( ce n'è pure per l'assessora Castiglione, ndr) e la manutenzione delle strade, del verde e dei trasporti può essere diversa".

La riunione sarà il momento di sintesi da cui il Movimento suonato dalla sinistra proverà a uscire dall'angolo. Le ricette? L'idea di un camper per fare il tour delle periferie, una comunicazione più efficace – in canna c'è il gran ritorno della funivia – e incontri settimanali tra i presidenti di commissione e gli assessori. C'è anche il rilancio del Tavolo per Roma promesso dalla sindaca ai sindacati. Per ricucire con Cgil, Cisl e Uil e per rassicurare i consiglieri: "Ho già parlato con il ministro dello sviluppo Economico Di Maio. Si è detto disponibile". A soccorrere Roma e Raggi.

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Rifiuti: consiglieri grillini all’attacco di Zingaretti, ma dimenticano la Città metropolitana a guida Raggi

(Fonte: RomaToday) – Trasporti, buche e rifiuti. Queste le motivazioni che hanno portato alla sconfitta elettorale del Movimento Cinque Stelle. Oggi, elaborata la batosta, parte la controffensiva e si comincia dai rifiuti. Come sempre nella comunicazione si va a caccia di un capro espiatorio e stavolta è la regione. Sono due consiglieri grillini a suonare la carica, Daniele Diaco (che è anche presidente della commissione Ambiente) e Nello Angelucci. 

Daniele Diaco sul suo profilo elenca delle responsabilità del Governatore. "Zingaretti rifiuta di assumersi le sue responsabilità. Zingaretti rifiuta di provvedere a un piano per gli impianti della Regione Lazio. Zingaretti rifiuta di capire che Roma fa parte del Lazio e che non può ignorare né la città né i romani". Diaco quindi riferisce della vicenda della delibera rifiuti per la Puglia: "Ieri, 11 giugno, la Regione ci fa sapere che è pronta finalmente la delibera per l’invio dei rifiuti in Puglia…. Ma attenzione! Solo fino al 30 giugno! E non da oggi ma dal momento in cui la delibera verrà adottata. Quindi dopo circa due mesi forse riusciremo a sopperire alla mancanza di impianti nel Lazio (per colpa di Zingaretti) inviando i rifiuti in Puglia solo per 10 giorni, se tutto va bene (per colpa di Zingaretti). Voglio ‘ringraziarti’ e credo che i cittadini vorranno farlo insieme a me. Grazie ma non abbiamo bisogno di questa inutile elemosina. Adesso basta! Sono passati 6 anni, occorre un Piano di gestione dei rifiuti subito!". 

Diaco fa riferimento al mancato aggiornamento del piano rifiuti in Regione Lazio. Lo stesso fa il suo collega Nello Angelucci che pubblica anche un'infografica. Angelucci rende edotti i suoi fan sulla legge, dimenticando però un passaggio che è poi quello che blocca il piano. Scrive il consigliere: "La Regione deve pianificare il sistema di gestione e trattamento e deve autorizzare gli impianti; il Comune deve affidare il servizio di raccolta rifiuti e organizzare la raccolta differenziata. Se la Regione non predispone un'idonea pianificazione – come nel caso del Lazio – il Governo nell'ambito dei poteri di vigilanza e controllo puo'/deve commissariare la Regione. E sarebbe pure l'ora, visto che l'ultimo piano rifiuti regionale risale al 2012 ed il 1 ottobre 2013 è stata chiusa la discarica di Malagrotta senza predisporre alternative. Da allora, la Regione Lazio esporta una parte dei rifiuti di Roma all'estero e fuori regione a causa della propria inerzia. E i Romani pagano.
Il 7 marzo 2016 il TAR ha intimato alla Regione Lazio di organizzare una rete adeguata di impianti. La Regione non lo ha fatto. Il 24 aprile 2018 è arrivata una seconda condanna del TAR: entro 60 giorni la Regione Lazio doveva individuare gli impianti, pena il commissariamento. Anche questo termine e' scaduto. Zingaretti se ci sei fai un piano".  

L'infografica, come le parole, è chiara ma incompleta. C'è infatti un passaggio dimenticato ed è quello della mancata indicazione, da parte della Città Metropolitana, delle aree idonee, all'interno del proprio ambito territoriale, ad accogliere i rifiuti. A capo della Città Metropolitana da ormai due anni c'è la sindaca Virginia Raggi e a mancare è proprio questo documento che sistematicamente, nella comunicazione grillina, viene omesso.  

Lo ha ricordato qualche giorno fa l'assessore regionale Massimiliano Valeriani: "Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, continua a chiedere dove conferire i rifiuti della Capitale, mentre il sindaco della Città metropolitana di Roma, Virginia Raggi, non decide dove e quali impianti realizzare per soddisfare le esigenze dell’intero territorio provinciale. Evidenzio che oggi il 100% dei rifiuti indifferenziati della città sono trattati in molti impianti, ma vengono tutti smaltiti fuori dai suoi confini: un peso che gli altri Comuni faticano ormai a sopportare". 

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Amministrative, ad Aprilia il consigliere tra i più giovani d’Italia

(Fonte: La Repubblica) – Diciotto anni appena compiuti e una prova importante come l'esame di maturità ancora tutta da affrontare, Davide Zingaretti, di Aprilia, è uno tra i più giovani consiglieri comunali d'Italia. Eletto nella lista Giusfredi Sindaco, una delle tre civiche che insieme al Pd hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Giorgio Giusfredi, lo studente siederà sui banchi dell'opposizione nell'assise civica apriliana.

Al ballottaggio il prossimo 24 giugno andranno il candidato del centrodestra Domenico Vulcano, un maresciallo dell'Arma, che ha ottenuto il 37,83% dei consensi, e il sindaco uscente, il civico Antonio Terra, con il 31,88%. Giusfredi si è dovuto accontentare del terzo posto, con il 19,71% delle preferenze. Ma il ruolo duro di minoranza non ha spento minimamente l'entusiasmo di Zingaretti.

Lo studente del liceo "Antonio Meucci" di Aprilia si è candidato inserendosi in un percorso di avvicinamento alla politica compiuto nella città del nord pontino da un gruppo di giovani, che hanno fondato un movimento chiamato RiGenerazione Apriliana, con l'obiettivo di diventare parte attiva della vita politica cittadina e di dare voce alle loro proposte ed idee. Tanto che il movimento, confluito in vista del voto nella lista Giusfredi Sindaco, ha schierato ben sei giovani: Giovanni Di Micco, Alessandra Addesse, Oriana Cogliandro, Irene Locatelli, Francesco Santorelli e appunto Davide Zingaretti.

Con 401 voti Davide ce l'ha fatta. "Sono stato estremamente sorpreso quando ho visto i risultati – racconta entusiasta – visto che non avevo di certo fatto i tanti conteggi che fanno i politici di lungo corso". Un diciottenne che si è imposto tra 540 candidati per un seggio in consiglio comunale. "Per due anni nel mio liceo – prosegue – mi sono impegnato come rappresentante degli studenti e poi ho deciso di candidarmi essendo ormai abituato al ruolo di portavoce dei giovani. L'ho fatto trovando un gruppo che ha investito realmente nei ragazzi e non ha cercato di esibirli solo come medagliette. Ho visto tanta sfiducia verso la politica tra i miei coetanei e coinvolgerli è stata la vera sfida".

Ora il ruolo di consigliere d'opposizione. "Questa esperienza – conclude il giovanissimo consigliere – credo che consentirà di gettare delle basi per il futuro, di avere un occhio vigile su tutto facendo un'opposizione sana, cercando di portare avanti le buone proposte che abbiamo messo a punto ascoltando i cittadini". Intanto, dopo essere stato eletto, Zingaretti deve subito pensare all'esame di maturità. Il suo ingresso in consiglio comunale conferma inoltre la provincia di Latina come fucina per giovani aspiranti amministratori: due anni fa nella stessa condizione di Davide, a Latina, con i civici di Damiano Coletta, è stata infatti eletta in Consiglio, dove siede ancora, Valeria Campagna.

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Raggi a Tor Bella Monaca, lamentele su rifiuti e case popolari. Gli abitanti: “Non siamo cittadini di serie B”

(Fonte: www.repubblica.it)

Dopo la brutta prestazione alle urne nei Municipi III e VIII, Virginia Raggi tenta la carta del ritorno sui territori, per ascoltare i problemi dei cittadini. Per farlo sceglie una delle periferie più difficili di Roma, Tor Bella Monaca, complice l'avvio dei cantieri per il rifacimento integrale del manto stradale in via dell'Archeologia, un intervento su 1 chilometro di strada costato 746 mila euro. Raggi arriva in visita agli operai ma ben presto attorno a lei si forma un capannello di residenti. Qualcuno si affaccia dalle malandate torri di edilizia popolare che caratterizzano il quartiere, da sempre zona ad alto tasso di presenza di disagio sociale, qualcuno la incita dalle finestre, altri si chiedono ironici a cosa si deve l'onore della visita.
Arrivano soprattutto donne, signore anziane e madri, per raccontare alla sindaca di soffitti che perdono, strade dissestate, spazzatura nelle strade e alberi che cadono. "Siamo abbandonati qui, come si diceva una volta siamo nel Bronx, non ci rimane che venire ad occupare gli uffici del Comune", racconta una signora che parla del disagio abitativo. Raggi replica: "Sono qui apposta per sentirvi". L'incontro diventa fisico, la sindaca tiene a se le mani delle signore con cui parla. Arriva un giovane e protesta: "Era venuto qui pure Alemanno anni fa, ho anche il filmino, poi Marino, ma qui non è cambiato nulla nel frattempo". Il presidente del locale Comitato di Quartiere racconta di aver appena terminato una colletta tra i residenti per cambiare pezzi degli immobili. A pochi passi cumuli di rifiuti di fronte alla carcassa di una macchia che ha preso fuoco da tempo. "Non siamo solo cittadini di serie B, siamo 28 mila abitanti e ci sono migliaia di persone che la mattina si alzano e vanno a lavorare, non solo delinquenti", rivendica il presidente del Comitato di Quartiere. La sindaca propone le sue argomentazioni: "Siamo qui per ascoltare i cittadini, per vedere anche come stanno procedendo i lavori di rifacimento del manto stradale in via dell'Archeologia. Sono iniziati i lavori sulla strada e sui marciapiedi e stanno facendo delle potature. I cittadini ci hanno fatto notare che qui ci sono case popolari in cui non si interviene dagli anni Ottanta, dove ci sono tubi rotti e infiltrazioni e problemi sulle strade interne". E aggiunge: "Sarà mia cura informarmi presso il Dipartimento Patrimonio a che punto sono le procedure per intervenire. Lo scorso anno il Municipio è intervenuto sulle cose più gravi, come impianti fognari e bagni. E' evidente che se non si interviene da anni il lavoro da fare sarà importante". Ma i residenti vogliono farle vedere in prima persona i disagi che lamentano, conducono la Raggi prima in un appartamento dove abita una famiglia disagiata, poi in un garage pieno di infiltrazioni di acqua. La visita finisce, la sindaca promette ai cittadini di tornare. Nel frattempo la carcassa dell'automobile bruciata è stata rimossa.

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Roma, nessuno vuole il fieno dei parchi: il Campidoglio dovrà fare un nuovo bando

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

In attesa delle pecore previste dall'accordo con Coldiretti, nessuno vuole il fieno del Campidoglio e l'erba dei parchi di campagna di Roma rischia di crescere e rimanere incolta per tutta la stagione estiva. Il progetto della Giunta Raggi di affidare in concessione temporanea e a titolo gratuito di aree di proprietà o nella disponibilità di Roma Capitale per il taglio erba (Fienagione 2018) – con l'obiettivo di ridurre i costi e di prevenire possibili incendi estivi – sta infatti incontrando più difficoltà del previsto. L'avviso pubblico dello scorso mese di maggio rivolto ad aziende agricole e maneggi, con il quale si contava di affidare 27 tra parchi e aree a verde pubblico, ha ricevuto una sola risposta, obbligando il Campidoglio a una nuova pubblicazione che inevitabilmente allungherà i tempi. L'iniziativa prevede che le aziende che otterranno l'affidamento delle aree, dovranno tagliare e asportare la vegetazione erbacea almeno una o due volte l'anno.
 

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Regione Lazio, approvato dalla Giunta il Testo Unico del Commercio

Un unico testo al posto di quattro e una normativa chiara e al passo con i tempi, con meno adempimenti e procedure semplificate. È il nuovo progetto di legge regionale sulla “Disciplina del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande”, ossia quello che è meglio conosciuto come il nuovo Testo Unico del Commercio, approvato oggi dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico, Gian Paolo Manzella. Il provvedimento passa ora al Consiglio Regionale che lo dovrà discutere e approvare.
Il nuovo Testo Unico raccoglie e razionalizza organicamente tutte le disposizioni del settore, riunificando e abrogando diverse leggi regionali tra cui quelle su: commercio in sede fissa e su aree pubbliche (l.r.33/1999), reti di imprese tra attività economiche su strada (l.r.4/2006 art.113), commercio all’ingrosso (l.r.74/1984) e attività di somministrazione di alimenti e bevande (l.r.21/2006).
Quattro le linee guida della bozza di legge sul Commercio:
1) Semplificazione: l’intento è quello di allineare la disciplina regionale con le norme europee e statali in materia di procedure amministrative in materia, ad esempio, di: Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), silenzio assenso, conferenze dei servizi, concessioni di occupazione di suolo pubblico per l’esercizio del commercio su aree pubbliche ecc. In questo senso, il Testo Unico prevede un ampliamento del ricorso alla Scia per numerosi aspetti fondamentali della vita delle imprese del settore, come ad esempio: l’avvio, il trasferimento, l’ampliamento, la modifica del settore merceologico degli esercizi di vicinato fino a 400 mq; l’apertura, il trasferimento, l’ampliamento e il subingresso di attività di somministrazione di alimenti e bevande (escluse le aree sottoposte a tutela). Sono poi previsti tempi certi e procedure adeguate alle norme statali in materia di Conferenze dei Servizi. Il Testo prevede, inoltre, l’eliminazione del parere regionale vincolante per l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento dei grandi mercati rionali.
La Regione inoltre trasferisce alcune importanti funzioni ai Comuni su mercati e commercio su aree pubbliche, oltre alla facoltà di individuare appositi spazi all’interno dei mercati, da destinare al consumo e alla somministrazione di prodotti alimentari.
A Roma Capitale la Regione conferisce anche ulteriori funzioni su programmazione urbanistica e commerciale, somministrazione, trasferimento e ampliamento di grandi e medie strutture di vendita.
2) Delegificazione: il nuovo Testo unico abroga, come detto, numerose leggi e norme regionali, oltre ai relativi provvedimenti attuativi e documenti di programmazione. Inoltre, alcuni aspetti di carattere attuativo della riforma sono demandati (come gli standard urbanistici, indirizzi in materia di programmazione del commercio in sede fissa, criteri e modalità attuative per i locali e le botteghe storiche) ad appositi regolamenti di attuazione;
3) Un nuovo approccio per i criteri generali di programmazione per le medie e grandi strutture di vendita, che non saranno più basati su criteri numerico-quantitativi e sul contingentamento delle aperture. I Comuni, invece, cui sarà affidata in maniera esclusiva la programmazione territoriale, secondo quanto stabilito dalle norme europee e nazionali, procederanno in base a indirizzi e criteri regionali di natura qualitativa e urbanistica e di tutela delle zone di pregio.
Inoltre, fino all’approvazione dei criteri e degli indirizzi regionali sulla programmazione territoriale e fino al conseguente adeguamento da parte dei Comuni dei propri strumenti, non sarà più consentito il cambio di destinazione d’uso di aree non commerciali, né l’ampliamento di strutture esistenti per l’avvio di medie e grandi strutture di vendita. In questo modo viene bloccato il nuovo consumo di suolo.
4) Innovazione per il rilancio di un settore centrale dell’economia del Lazio in termini occupazionali e di Pil. A questo fine, la proposta di legge sostiene lo sviluppo di un nuovo modello di associazionismo tra imprese, le reti di imprese tra attività economiche su strada che, sulla falsariga di numerose best practice europee e internazionali – e facendo seguito a un percorso già avviato dalla Regione e che ha riscontrato un risposta importante da parte delle imprese di prossimità – rafforzi e migliori le reti esistenti, promuovendone di nuove e più competitive ancora, in modo da contribuire alla rigenerazione urbana e allo sviluppo del concetto di Smart City. Tra gli altri elementi caratterizzanti del testo vanno segnalati: la fissazione di nuovi requisiti per il riconoscimento della denominazione di locali storici e l’obbligo di creazione di presidi sanitari di primo soccorso nelle strutture e nei centri commerciali superiori ai 10.000 mq.