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Stadio della Roma, ora il progetto rischia un ritardo record: un anno

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – Progetto stadio sospeso per (almeno) un anno. Il caos scatenato dagli arresti ha come contrappeso la «stasi» tecnica del progetto. Il primo passo sarà la nomina del curatore giudiziario che, dopo l’arresto di Luca Parnasi, si dovrà occupare di gestire Eurnova, operazione che necessita di tempo. E in parallelo partirà il controllo del Campidoglio sulla correttezza di tutti gli atti amministrativi prodotti sul dossier, molti dei quali si sa già adesso che sono da riformulare. In particolar modo andranno rivisti tutti i pareri, soprattutto quello sul sistema della viabilità (c’è ancora da risolvere il rebus sul ponte di Traiano), firmati da soggetti finiti nell’inchiesta della procura: quelli (tanti) siglati da Daniele Leoni, funzionario del Comune spesso presente al tavolo della Conferenza dei servizi, e pure il vincolo rimosso (rientra in ballo?) da Francesco Prosperetti, soprintendente capitolino. Il tutto in un contesto completamente ribaltato rispetto a due giorni fa: adesso i consiglieri in Campidoglio hanno perso l’entusiasmo celebrato dall’hashtag #unostadiofattobene e sono divisi tra chi frena in attesa del totale riesame del dossier e chi non vuole proprio più saperne di votare un atto così rischioso.

Tutto questo allunga i tempi di almeno un anno, già al dipartimento Urbanistica gira la consapevolezza che l’eventuale nuova variante arriverà in Aula non prima del 2019, il che significa primo mattone dello stadio non prima della prossima estate. Ieri il presidente della Roma, James Pallotta, dopo il vertice a Trigoria con il dg del club, Mauro Baldissoni, ha confermato la “convinzione che non ci sia nessun motivo per bloccare l’iter dello stadio”. La realtà, però potrebbe essere ben diversa. Sempre che, visti i tempi allungati, Pallotta confermi il suo interesse a proseguire con l’opera. È la proiezione sul progetto della bufera politica. «Lanzalone è una persona che ci aveva aiutato a salvare l’azienda dei rifiuti di Livorno, poi era stato brillante nella gestione dello sblocco della questione Stadio. Il problema è che poi quando abbiamo deciso di premiare il merito per la sua preparazione gli abbiamo affidato la presidenza della più grande municipalizzata di Roma». Così Luigi Di Maio il giorno dopo lo scoppio del caso tangenti su Luca Lanzalone, il superconsulente arrivato a dicembre 2016 in Campidoglio su indicazione dei vertici M5S (Grillo, Casaleggio e i due tutor Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro) per risolvere la grana stadio e poi, una volta strappato l’accordo «politico» con i proponenti (la Roma e Eurnova di Luca Parnasi), ricompensato da Raggi con la presidenza di Acea, multiutility comunale quotata in borsa (con titolo in calo, -1,45%, dopo il caos).

Ieri Lanzalone ha rinunciato al «premio», così come l’ha definito da Di Maio, rassegnando le dimissioni da Acea in risposta alla richiesta dei leader M5S o, più pragmaticamente, per avere più chance di revoca della misura cautelare. Resta il giallo sui legami con l’amministrazione Raggi precedenti all’investitura a presidente: la consulenza risolutiva sullo Stadio della Roma non era stata formalizzata da atti pubblici, ma solo con una «scrittura privata», disse Raggi in Aula in risposta ad una interrogazione del Pd. Di quel documento, però, al momento non c’è traccia alcuna. E aumentano le polemiche per il «premio» a Lanzalone, con il Pd che evoca l’intervento della Consob.

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Stadio, Raggi: “Attaccata perché donna. Lanzalone? In Campidoglio con Fraccaro e Bonafede”

(Fonte: RomaToday) – "Io non c'entro niente". Vittima di un attacco "perché sono donna, o perché sono del M5S e perché sono scomoda". Affronta anche il nodo principale: a presentarle Luca Lanzalone furono gli attuali ministri del governo penta-leghista "Fraccaro e Bonafede, all'epoca responsabili degli Enti locali che supportavano i Comuni". La sindaca Virginia Raggi, invitata al salotto di Porta a Porta, si difende e cerca di aprire un varco, una distanza, tra il terremoto giudiziario che ha toccato anche il suo movimento e la sua amministrazione. Avrebbe dovuto esserci il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ma lui ha preferito dare forfait all'ultimo momento. La polemica in merito alla affermazioni da lui rilasciate solo poche ore prima, "abbiamo premiato Lanzalone con Acea per il lavoro fatto", non si è ancora placata. Anche se poi si è difeso: "Un grande equivoco"

"Non è il sistema Raggi"

Ieri sera, così, la parola a Virginia Raggi, che si è scagliata contro i giornalisti: "È vergognoso ed oltraggioso parlare di sistema Raggi perchè la Procura ha detto chiaramente che io non c'entro niente. Sono arrestati anche altri esponenti politici come Civita che stava con Zingaretti e Palozzi eppure si parla di sistema Raggi. Sarà perché sono donna, o perché sono del M5s o perché sono scomoda. Ma questa cosa deve finire Non sono lo sfogatoio d'Italia" le sue parole. 

Curriculum e merito. Raggi ha ribadito il mantra del metodo di selezione che, ricorda, "può comunque portare a dei problemi". Ha spiegato: "Ci basiamo sui curricula e sulle capacità delle persone. È il metodo migliore ma che comunque può portare a dei problemi come in tutte le città e le amministrazioni, ricordo che Marra era un ex finanziere". E così Lanzalone "è un professionista importante". La sintesi: "Io non rispondo per altri". 

Lanzalone all'Acea

Lo stesso iter seguito per la nomina della presidenza di Acea: "Nel curriculum di Lanzalone c'era una parte relativa allo svolgimento di incarichi nelle multiutility" spiega. "Tra l'altro la nuova governance è stata salutata bene dagli investitori e ha avuto un'ottima riuscita dal punto di vista finanziario e gestionale, e ha fatto lavori mai fatti prima. La prima cosa che la nuova governance ha fatto è stato controllare e riparare piu di 5mila chilometri di reti". 

Lanzalone presentato da Fraccaro e Bonafede

Ma come ci è arrivato l'avvocato Lanzalone in Campidoglio? Raggi ha spiegato anche questo: "Lanzalone è stato chiamato la prima volta per alcuni chiarimenti legati alla procedura di concordato preventivo perchè avevamo a Roma alcune municipalizzate con dei problemi. Poi gli abbiamo chiesto chiarimenti anche per la procedura dello stadio". Ad averglielo presentato, gli attuali ministri, al tempo deputati del M5S Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede "all'epoca responsabili degli Enti locali che supportavano i Comuni. Vennero a darci un supporto" ha spiegato Raggi "perchè all'indomani dell'arresto di Marra ci fu uno scossone in Consiglio comunale nel M5S, e ci presentarono Lanzalone quando chiesi di approfondire lo strumento del concordato preventivo in continuità". 

Raggi e gli incontri con Parnasi

Raggi ha parlato anche dei suoi incontri con Parnasi: "La prima volta nella primavera del 2017 durante i confronti con Eurnova" sullo stadio della Roma. "Poi l'ho rivisto due o tre volte in Campidoglio. Noi partivamo da due visioni contrapposte: noi volevano abbattere cubature e lui mantenerle".

Attacco all'assessore Berdini

Poi ha attaccato anche l'ex assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini, la cui poltrona saltò proprio sul terreno minato della trattativa sul progetto dello stadio della Roma: "Berdini non ha firmato una sola carta per andare contro il progetto dello stadio della Roma ed anzi ha aperto lui la conferenza dei servizi che ha fatto partire l'iter in Regione. Per opporsi ad un progetto bisogna costruire atti. A parole lui si opponeva ma non c'è un solo atto che confermi le sue parole". Poi, interpellata in merito, ha risposto: "Berdini l'ho scelto io. Avevamo collaborato insieme quando eravamo all'opposizione". 

Lo stadio della Roma va avanti

In bilico il progetto dello stadio della Roma. Ma per la sindaca, in caso relativamente all'iter non ci fossero intoppi, potrà proseguire: "Non lo sappiamo ancora. La Procura dice che gli atti della procedura sono tutti regolari. Noi faremo un'ulteriore approfondimento del caso. Se non ci sono irregolarità potremo andare avanti". 

"Tutor e amanti"

Raggi ha poi attaccato l'immagine che i giornali danni di se stessa, sempre bisognosa di un aiuto per governare Roma. "Questa è un'immagine ricorrente perchè sono una donna. Tutti gli uomini che mi ronzano intorno o sono miei amanti o sono miei tutor. Evidentemente questa immagine delle donne piace ad alcuni giornalisti". 

I rimpasti di giunta

Un punto sui tanti rimpasti di giunta: "Noi ci siamo fatti eleggere sulla base di un programma che va portato avanti. Finché gli assessori condividono e attuano il programma sono felice che rimangano, se questo non avviene posso cambiarne anche altri 100 e vado avanti. Nelle altre amministrazioni c'è una spartizione di poltrone in quota dei partiti, qui non e così. Ho avuto delle defezioni, abbiamo sostituito e andiamo avanti". 

Il servizio giardini

"Chi dice che ho smantellato il Servizio giardini é pesantemente in malafede" ha poi attaccato. "Noi abbiamo svelato il bubbone del verde e non lo aveva mai fatto nessuno, al nostro arrivo abbiamo trovato solo 180 giardinieri per tutta Roma e ora stiamo ricominciando ad assumere, poi abbiamo fatto un protocollo con i detenuti che ci aiutano a sfalciare, uno con la Prefettura per l'aiuto dei richiedenti asilo, un altro con la Coldiretti. In più abbiamo fatto delle gare ponte più piccole per arrivare a una grande gara da 4 milioni di euro attualmente in fase di definizione". 

Il 'no' alle Olimpiadi

"Non sono assolutamente pentita di aver detto no alle Olimpiadi a Roma. La città non era in grado di indebitarsi ulteriormente rispetto ai 13 miliardi di debito attuale perchè le regole del Cio dicono che Roma si sarebbe dovuta assumete gli ulteriori oneri derivanti dalle Olimpiadi stesse".

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Aquarius, telefonata tra Conte e Macron. Parigi: “Toni cordiali, speriamo confermi visita”

(Fonte: La Repubblica)  Parigi prova a voltare pagina. E invita a lasciare alle spalle il "tempo delle emozioni" sullo scontro internazionale nato attorno alla nave Aquarius. "C'è il tempo delle emozioni e il tempo del lavoro per affrontare questioni importanti come la crisi migratoria", ha dichiarato la ministra francese degli Affari europei, Nathalie Loiseau, aggiungendo poi: "Abbiamo bisogno di parlare con l'Italia, è un grande partner, un grande vicino". E così, dopo le scintille di ieri, nella notte il presidente francese, Emmanuel Macron, e il premier italiano, Giuseppe Conte, hanno avuto una conversazione telefonica che Loiseau definisce "cordiale". 

Nel corso del colloquio i due non si sono espressi sulla visita  del premier italiano a Parigi in programma per venerdì. "Ma ci auguriamo che venga, il presidente e Giuseppe Conte si sono visti brevemente al G7 in Canada, sarebbe interessante e utile che si vedessero più a lungo", commenta la ministra ai microfoni della radio Europe 1, evidenziando in modo distensivo che "L'Europa deve fare di più e meglio per aiutare l'Italia".

Per ora, il vicepremier Luigi Di Maio sembra però voler tenere il punto: "Spero che il presidente Macron si scusi, è ancora in tempo. Ma finché non arriveranno le scuse noi non possiamo indietreggiare", ha detto il capo politico cinquestelle intervistato da Rtl 102.5. È la linea che aveva dettato ieri il leghista Matteo Salvini, da parte del quale era arrivato il veto per il viaggio di Conte in assenza di "scuse ufficiali" del presidente francese, per le accuse di "cinismo e irresponsabilità" rivolte a Roma e in particolare proprio a Salvini, artefice della chiusura dei porti italiani e della conseguente odissera della nave Aquarius. L'imbarcazione della ong Sos Mediterranée si sta intanto dirigendo verso Valencia, dopo che il neo-premier spagnolo Pedro Sanchez ha messo a disposizione quel porto per l'attracco.

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Stadio della Roma, ecco il metodo Parnasi: «Faccio Ostia e dopo incasso su Tor di Valle» | I nomi dell’inchiesta

(Fonte: Corriere della Sera, di Fulvio Fiano e Ilaria Sacchettoni) – «Siamo andati lì dall’assessore a fare una figura… cioè proprio sembravamo i romani quelli sai dei centomila film che hai visto? I romani a Milano…Peggio di Totò», racconta a un’amica uno degli arrestati, Giulio Mangosi, collaboratore di Parnasi, dopo aver incassato il «no» dell’assessore milanese Pierfrancesco Maran sullo stadio del Milan.

La «rometta»

L’episodio è citato dal gip come esempio di metodo corruttivo da esportare: «Qua funziona perché ancora comunque la Roma, rometta, Baldissoni… Sei in casa… è diverso. Lì si mettono a ridere, cioè nel senso lì è proprio un altro mondo. Il metodo anni ‘80 non funziona», dice Mangosi.

l giudice parla anche di «costi sociali tenuti in nessun conto» quando si tratta di far passare il progetto. Altri due collaboratori di Parnasi discutono della scomparsa del ponte di Traiano (poi ripristinato, ndr): «Levando il ponte sul Tevere quello che si viene a creare è che sulla via del Mare e sulla Roma Fiumicino si crea un caos». «Vabbè, ma questo tienitelo per te».

L’avvicinamento a M5S

«È un investimento che io devo fare, molto moderato rispetto a quanto facevo in passato…» dice il costruttore. La gip parla di «opera di avvicinamento» a M5S da parte di Parnasi che, tuttavia, studia anche altre forze politiche (Pd, Forza Italia) e teme che affiorino i finanziamenti alla Lega.

L’uomo di Di Maio

Tra i politici foraggiati in vista delle elezioni c’è anche l'avvocato romano Daniele Piva, uno dei volti nuovi sponsorizzati direttamente da Luigi Di Maio, che non solo non viene eletto alla Camera, ma non fa neanche in tempo a spendere i 20 mila euro che gli versa Parnasi. «Praticamente te li devo restituire — dice Piva all’immobiliarista — però io vorrei,se tu sei d’accordo, riprenderli…». Parnasi acconsente e glieli ridà sotto la falsa voce di una consulenza: «Ok te li faccio tutti quanti.. lo faccio con una azienda quale che sia?»,gli chiede. E poi a un collaboratore spiega: «Ti devo mandare il bonifico che abbiamo fatto a Daniele Piva, quello che è venuto… braccio destro di Di Maio».

Bisignani e Dagospia

Parnasi può spendere anche un’amicizia con il faccendiere Luigi Bisignani. E quando Lanzalone riferisce all’imprenditore la sua preoccupazione per un articolo che lo riguarda, pubblicato su Dagospia, che gli attribuisce una relazione con la sua collaboratrice Giada Giraldi, lui interviene: «Lo conosco benissimo e se vuoi non gli faccio scrivere manco mezzo pezzo di carta su di te», lo rassicura Parnasi. «Sarebbe meglio, perché poi ste robe rompono le scatole». L’articolo viene modificato.

Prosperetti allo stadio

Il Sovrintendente Francesco Prosperetti chiede al collaboratore di Parnasi Paolo Caporilli «di avere un biglietto per la Champions League», cosa che Caporilli gli farà avere. Prosperetti è centrale per eliminare il vincolo sullo Stadio e si rapporta al costruttore attraverso l’architetto Paolo Desideri, presso il quale lavora Beatrice Prosperetti, la figlia. Al telefono due collaboratori di Parnasi si dicono fiduciosi riguardo al ruolo del funzionario:«Sembra che ha avuto (Prosperetti, ndr) un’idea molto bella di far ricostruire a una campata forse due nel parco fluviale di fronte ai campi da calcio di Trigoria. Lui sembrerebbe positivamente intenzionato a risolvere il vincolo così, no?» .

Soldi a Palozzi

«Se io vinco — dice a Parnasi Adriano Palozzi di Forza Italia — vado a fare l’assessore in Regione e sono utile» Secondo i pm l’erogazione nei confronti di Palozzi, 25mila euro tramite una società fasulla, ha due finalità, da un lato Palozzi è consigliere regionale, vice presidente della commissione ambiente, politiche della casa e urbanistica, dall’altro da ex sindaco di Marino, il politico può garantire a Parnasi il via libera alla riqualificazione della zona del Divino Amore un milione e mezzo di metri quadri resi edificabili dal comune di Marino. «Non ho nessuna difficoltà — lo rassicura Parnasi — mi deve arrivare liquidità o mi arrivano la settimana prossima e c’hai 30mila euro sul conto»

«Spada com’è?»

Gli approfondimenti dei carabinieri di via In Selci fotografano anche la corruzione di Bordoni, ex assessore di Alemanno. Durante un incontro Parnasi gli avrebbe consegnato soldi, confidandogli che medita un abboccamento con gli Spada. «Ma senti, tu che sei di quelle parti, questo Roberto Spada tu l’hai conosciuto?» dice. Gli Spada sono una preoccupazione di Parnasi: «Cè la sindaca nuova, la mini sindaca di Ostia. Ostia è un posto infestato dagli Spada…sarebbero interessati che a Ostia se ne parlasse bene, così si calma la pressione su di loro e continuano ruba’ non so se mi spiego…»

Lo scambio

Parnasi lega il capogruppo grillino Paolo Ferrara a sé promettendogli di aiutarlo in un restyling di Ostia che lui potrà spendere in chiave elettorale. Un collaboratore dell’immobiliarista dice: «Se è un’idea buona, fare immediatamente questa roba di Ostia per incassare su Tor di Valle».

Il figlio di Civita

L’ex assessore di Zingaretti , Michele Civita. incontra Parnasi da Doney a via Veneto: «Io ti voglio chiedere una cortesia per mio figlio…tu me l’avevi detto no?». Civita gli propone di inviargli il curriculum: «Lui è laureato in Economia. Se ti mando il curriculum…». Parnasi finanzia anche il consigliere comunale Daniele Leoni con una dazione alla sua fondazione Fiorentino Sullo.

Gola e la Roma

L’assessore di Ostia Giampaolo Gola, dialoga al telefono con il collaboratore di Parnasi : «Ha detto che parlerà di me con Baldissoni ovviamente senza fretta senza urgenza al momento opportuno ma la sua idea era quella di propormi per la Roma..»

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Aquarius, telefonata tra Conte e Macron. Il premier italiano: “Caso chiuso”. Confermato l’incontro tra i due

ROMA – Parigi e Roma provano a voltare pagina, dopo lo scontro sulla nave Aquarius. "Il caso è chiuso, ora bisogna cambiare il trattato di Dublino. La soluzione della questione immigrazione non può essere demandata solo all'Italia", dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Con una nota dell'Eliseo il presidente francese Macron precisa: "Mai fatto dichiarazioni con l'obiettivo di offendere il popolo italiano". Non proprio scuse ufficiali, ma abbastanza per confermare l'incontro tra i due, domani a Parigi.

La svolta dopo una telefonata tra lo stesso Conte e il presidente francese Macron nella notte. "C'è il tempo delle emozioni e il tempo del lavoro per affrontare questioni importanti come la crisi migratoria", aveva dichiarato la ministra francese degli Affari europei, Nathalie Loiseau, aggiungendo poi: "Abbiamo bisogno di parlare con l'Italia, è un grande partner, un grande vicino". E definisce la conversazione telefonica tra i due "cordiale".

Fino a qualche ore prima il vicepremier Luigi Di Maio sembrava voler tenere il punto: "Spero che il presidente Macron si scusi, è ancora in tempo. Ma finché non arriveranno le scuse noi non possiamo indietreggiare", aveva detto il capo politico cinquestelle. È la linea che aveva dettato ieri il leghista Matteo Salvini, da parte del quale era arrivato il veto per il viaggio di Conte in assenza di "scuse ufficiali" del presidente francese, per le accuse di "cinismo e irresponsabilità" rivolte a Roma e in particolare proprio a Salvini, artefice della chiusura dei porti italiani e della conseguente odissera della nave Aquarius.

L'imbarcazione della ong Sos Mediterranée si sta intanto dirigendo verso Valencia, dopo che il neo-premier spagnolo Pedro Sanchez ha messo a disposizione quel porto per l'attracco. Ma c'è stato un cambio di rotta, reso necessario dal maltempo.

Sulla vicenda interviene per la prima volta anche il Papa, in un messaggio inviato ai partecipanti al Colloquio Santa Sede-Messico sulla migrazione internazionale: "Non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni", scrive Francesco. "Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua indipendentemente dal loro status migratorio".

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L’ipotesi stadio sembra tramontare

Ieri pomeriggio si è tenuto il Consiglio Regionale. Si è trattato principalmente di questioni relative al bilancio, senza lasciare spazio alla vicenda dello Stadio della Roma. La questione è, in effetti, particolarmente delicata, visti gli arresti del vicepresidente del Consiglio Regionale Palozzi e dell'ex assessore Civita. Pochissimi sono stati, inoltre, i commenti da parte dei rappresentanti delle istituzioni. L'inviato di Radio Roma Capitalia Antonio Maggiora Vergano è riuscito ad avere informazioni da una fonte anonima. Sembra, infatti – racconta Antonio Maggiora Vergano – che le probabilità che il progetto, al momento sospeso, venga effettivamente portato avanti non siano particolarmente alte. Molto più probabile che si debba ricominciare da zero. La speranza, tuttavia, è che si possa riprendere da dove si era terminato. In ogni caso tempi brevi sono una chimera.

Anche Fernando Magliaro, gornalista de "Il Tempo" e ospite ai microfoni di Radio Roma Capitale, spiega: "L'ipotesi stadio è quasi tramontata". Sembra quindi che i tifosi giallorossi debbano rassegnarsi all'idea di continuare a vedere la propria squadra giocare sul prato dello Stadio Olimpico ancora per qualche anno. 

Antonio Maggiora Vergano si dirigerà in Campidoglio nel primo pomeriggio per documentare il Consiglio Comunale in agenda per le 14.00.

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Stadio Roma, Di Maio: “Lanzalone lasci”. Il manager si dimette dall’Acea

(Fonte: www.repubblica.it)
"Noi non proteggiamo chi sbaglia, non ci facciamo infettare". Così Luigi Di Maio ai microfoni di Rtl 102.5 commenta il caso Roma, con l'arresto – tra gli altri – di Luca Lanzalone, manager vicinissimo al M5S. "Si deve dimettere da presidente di Acea – aggiunge il ministro – perché da noi chi sbaglia paga. Il vero tema è come reagisce la politica quando succedono queste cose. Ho visto nel passato forze politiche proteggere i corrotti, finché noi reagiamo così significa che non ci siamo fatti infettare". Poi precisa: "Lanzalone è colui che ci aveva aiutato a sanare questione rifiuti di Livorno, e nella questione stadio ci ha aiutato a ridurre le cubature presenti nel progetto originario, noi volevamo meno cemento. Abbiamo eliminato le torri. Per questo è stato premiato e gli è stato data la presidenza di Acea". Una frase, quella sul premio, che fa insorgere il Pd: "Raggi smentisca, la più importante azienda capitolina ceduta come merce di scambio del M5S per il lavoro svolto sul futuro stadio della Roma. Altro che casa di vetro, sul Campidoglio è calata una cappa di smog." Ieri Salvini aveva difeso l'imprenditore Luca Parnasi, definendolo "persona perbene". Oggi il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, ospite di Circo Massimo su Radio Capital, è intervenuto riferendosi ai soldi che Parnasi (250mila euro) avrebbe versato ad una associazione vicina alla Lega: "Nel 2015 ero in consiglio federale e non ho mai sentito parlare di casse alternative. Se avessimo avuto così tanti soldi, non avremmo avuto bisogno degli aiuti dei militanti in questi mesi in cui eravamo alla canna del gas. So in che condizioni vive la Lega e so quanto i militanti aiutano la lega a rimanere in piedi. Non siamo al verde, ma come tutti i partiti viviamo molto di volontariato, di donazioni, di attivismo politico". Dalla vicenda relativa alla presunta corruzione attorno alla realizzazione del nuovo stadio della Roma, con gli arresti eccellenti che hanno coinvolto personalità di spicco, deriveranno "conseguenze sul governo? assolutamente no, il governo va avanti dritto come un treno. Sono molto tranquillo".Intanto si registra una presa di posizione della sindaca di Roma, Virginia Raggi. "La rassegna stampa è vergognosa, i giudici dicono che io non c'entro niente e non c'è un giornale che abbia avuto il coraggio di riportare questa notizia. Il Comune, i romani e la società Roma calcio sono la parte lesa. Partono oggi le querele". Il dipartimento Urbanistica del Campidoglio, dopo gli arresti di ieri, ha intanto inviato una lettera alla società costruttrice Eunova per chiedere chiarimenti dopo l'arresto del costruttore Luca Parnasi. A prendere le redini aziendali probabilmente subentrerà un curatore 'commissario'. Ora si dovrà vagliare se tutti gli atti di dell'opera si confermeranno legittimi. Procedura che di fatto congela l'iter del progetto.

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Arresti Stadio Roma: Lanzalone si dimette, Prosperetti indagato. Parnasi: “Non ho mai commesso reati”

(Fonte: www.repubblica.itdi Federica Angeli e Rory Cappelli) – "Non ho mai commesso reati. Abbiamo lavorato per anni, 24 ore al giorno, solo per realizzare un progetto". È quanto l'imprenditore Luca Parnasi ha detto ai suoi difensori, gli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini, che lo hanno incontrato oggi nel carcere di San Vittore, dove si trova detenuto da ieri nell'ambito dell'inchiesta sullo stadio della Roma.In base a quanto si apprende, inoltre, Parnasi si avvarrà della facoltà di non rispondere davanti al gip lombardo, nominato dai colleghi romani per rogatoria. "Lo abbiamo già comunicato al magistrato" ha detto Ricci. "Domani comunque prenderemo contatto con i pubblici ministeri di Roma per fissare ulteriori passi formali". Si allunga intanto la lista degli indagati: a ricevere un avviso di garanzia anche il direttore della Soprintendenza speciale archeologica belle arti paesaggio di Roma Francesco Prosperetti. Per la moglie e i figli sono scattati invece accertamenti patrimoniali da parte della procura. Non a caso, in seguito ai provvedimenti giudiziari per lo stadio della Roma, il Ministero di beni culturali e turismo ha disposto un'ispezione. Lo ha reso noto il ministero guidato da Alberto Ambrosoli, precisando che l'avvio del procedimento ispettivo è stato chiesto oggi dal capo di gabinetto Tiziana Coccoluto al segretariato generale del dicastero. Intanto sul fronte Acea: "L'avvocato Luca Alfredo Lanzalone ha rimesso il mandato di presidente del Consiglio di amministrazione di Acea SpA", ha reso noto la stessa azienda, informando che "il Consiglio di amministrazione, nella riunione del 21 giugno 2018, assumerà le opportune determinazioni al riguardo". La decisione delle dimissioni dell'ad di Acea arriva un paio d'ore dopo lo sfogo della prima cittadina contro cronisti e articoli di stampa. "La rassegna stampa è vergognosa, i giudici dicono che io non c'entro niente e non c'è un giornale che abbia avuto il coraggio di riportare questa notizia. Il Comune, i romani e la società Roma calcio sono la parte lesa, partono oggi le querele". A dirlo è la sindaca di Roma Virginia Raggi in merito all'inchiesta sul progetto dello Stadio della Roma. Uno tsunami giudiziario che ha travolto in pieno il 5Stelle. Se è vero, come si lamenta Raggi, che nessuno ha esplicitato che la prima cittadina non abbia responsabilità penali in questa vicenda, è anche vero che nessuno gliene ha attribuite. I giornali si sono infatti occupati dello scandalo, scrivendo nomi, cognomi, addebiti e responsabilità attribuite dalla procura a cominciare all'imprenditore Luca Parnasi. Ma vi è un dettaglio che la sindaca dimentica, eppure è passato solo qualche anno. Quando scattarono gli arresti per l'inchiesta Mondo di mezzo, i 5 Stelle, lei in testa, additarono il Pd di essere "mafia" e pretesero le dimissioni immediate dell'allora sindaco Ignazio Marino. Ecco quindi oggi il Partito democratico partire a testa bassa, ricordando comunque a se stesso di essere garantista, contro Virginia Raggi, additata come colei che, seppur senza macchia nello scandalo Stadio della Roma, è la responsabile politica del Movimento e dei suoi esponenti politici e amministrativi che dentro l'inchiesta ci sono con tutte le scarpe (dal capogruppo del M5S in Campidoglio Paolo Ferrara all'ad di Acea Luca Lanzalone). "A Roma la situazione diventa ogni giorno più  grave" scrive su Fb il segretario dem di Roma, Andrea Casu. "Prima il Presidente De Vito mi esclude per 3 mesi dal Consiglio Comunale per aver protestato contro la chiusura della Casa Internazionale delle Donne. Oggi la Sindaca Raggi che minaccia querele verso i giornalisti che stanno raccontando i fatti dell'inchiesta sullo stadio della Roma". "Cari M5S noi siamo e restiamo garantisti – aggiunge – ma non possiamo non osservare che grazie a voi Roma è un disastro e avete fallito in tutto. È per questa responsabilità politica, non certo per le inchieste, che vi dovreste tutti dimettere. La verità è più forte della vostra arroganza. Non potete espellerci tutti. Non potete – conclude – mettere il bavaglio a una città". Sul fronte stato avanzamenti lavori dello Stadio della Roma è all'orizzonte uno stop. A quattro anni dalla presentazione in Campidoglio, maggio 2014, della prima versione del progetto, per la conclusione dell'iter autorizzativo mancavano solamente gli ultimi due passaggi. Il Campidoglio stava redigendo le controdeduzioni alle osservazioni presentate da cittadini e associazioni, poi a luglio sarebbe dovuto arrivare in Assemblea Capitolina il progetto approvato a dicembre 2017 dalla conferenza dei servizi per il voto sulla variante urbanistica che avrebbe autorizzato la demolizione dell'ippodromo di Tor di Valle e la sua sostituzione con lo stadio, il centro di allenamento e il business park. Ma a presentare "controdeduzioni" ci ha pensato ieri la procura di Roma con manette e avvisi di garanzia. Il Campidoglio avrebbe dovuto siglare una convenzione urbanistica con la società Eurnova di Luca Parnasi. Ora però, con l'arresto dell'imprenditore e del management della sua azienda, la procedura prevede la nomina di un curatore giudiziario per gestire la società. Un percorso lungo, dunque. A cui si somma anche la necessità per il Campidoglio di vagliare la correttezza degli atti amministrativi prodotti sul dossier stadio. Altro tempo. E se fino ai giorni scorsi la prospettiva dell'inizio dei lavori entro fine anno sembrava concreta, ora si profilo uno stop di almeno un anno. Sempre che, nel frattempo, il club giallorosso confermi il suo interesse a proseguire con il progetto.

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Parnasi, perquisizioni dei carabinieri nella sede di via Emilia a Roma

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Giornata di perquisizioni dei carabinieri nella sede della società dell'imprenditore Luca Parnasi in via Emilia a Roma  dopo gli arresti di stamattina nell'ambito dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma. Nove gli arresti scattati all'alba. Tra questi, appunto, l'imprenditore Luca Parnasi e 5 collaboratori sono finiti in carcere, mentre il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi (Fi), il presidente di Acea Luca Lanzalone e l'ex assessore regionale Michele Civita del Pd ai domiciliari. I carabinieri si sono recati nella sede sia in mattinata che nel pomeriggio per acquisire documenti.
 

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Stadio Roma, la dissidente M5S: “Avvertii Raggi di tenere gli occhi aperti. E sono stata espulsa dal M5S”

(Fonte: La Repubblica, di Mauro Favale) – "Ho invitato più volte la sindaca Raggi e la maggioranza M5S a tenere gli occhi aperti sulla questione dello Stadio. Per tutta risposta sono stata espulsa dal Movimento". Cristina Grancio è la consigliera 5 Stelle che un anno e mezzo fa puntò i piedi sullo Stadio della Roma, avanzando dubbi, ponendo questioni di tipo urbanistico sul progetto dell'impianto a Tor di Valle efinendo per essere messa all'angolo dal suo stesso gruppo. Oggi siede tra i banchi del Misto dopo essere stata espulsa dal M5S e dice: "Se tutto verrà confermato attendo delle scuse".

Si aspettava questi arresti?
"Diciamo che non mi stupiscono. Bisognerà vedere se verranno confermate queste prime notizie ma sicuramente sulla vicenda dello Stadio andavano fatti approfondimenti".

Lei è stata contraria da subito a quel progetto, perché?
"Non ero contraria allo Stadio a prescindere ma c'erano elementi che mi avevano insospettito e che riguardavano, per esempio, una bancarotta che aveva coinvolto, da esterno, Parnasi. Il tavolo della libera urbanistica M5S aveva denunciato questa vicenda ma nessuno, dentro i 5 Stelle, se n'è voluto occupare. Le nostre richieste di audizioni in commissione sono sempre state respinte".

Con quali motivazioni?
"Nei miei confronti e nei confronti di quegli attivisti che ponevano legittimamente dei quesiti sull'impianto ci fu un clima di violenza psicologica e accanimento ingiustificato. Io, attraverso l'ex assessore Paolo Berdini, feci chiedere all'Avvocatura capitolina un parere sull'impianto, 7-8 quesiti per vederci più chiaro e che riguardavano elementi urbanistici ma che si concentravano anche sulla società di Parnasi".

Che fine ha fatto quel parere?
"È stato secretato dalla sindaca. Che motivo c'era di nascondere ai consiglieri comunali quell'atto? È stata una decisione gravissima"

Tra i coinvolti c'è anche Luca Lanzalone, l'uomo inviato da Grillo e Casaleggio per gestire "a titolo gratuito" la pratica dello stadio e "ricompensato" con la presidenza di Acea.
"È una faccenda inquietante: lui ha consigliato il gruppo su come andare avanti. Non mi aveva convinto perché non si occupava di questioni di urbanistica. Sono sempre rimasta scettica rispetto ai suoi interventi".