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“Ok al censimento. Parola di rom”

(Fonte: Il Tempo, di Mary Tagliazucchi) – Non si placano le polemiche contro il ministro dell’Interno. Ma Matteo Salvini, nonostante le pressioni politiche, non arretra di un millimetro sulla proposta di un censimento dei rom. Ma cosa ne pensano i diretti interessati? Lo abbiamo chiesto a Najo Adzovic, ex delegato ai rapporti con i rom durante la giunta del sindaco Alemanno, dal 2010 rappresentante istituzionale delle comunità presenti nei campi nomadi della Capitale.

Cosa pensa dell’idea di un censimento dei rom?

«Alcuni forse hanno dimenticato che già nel 2011, insieme alla giunta Alemanno e in totale collaborazione con l’allora ministro dell’interno Roberto Maroni, il prefetto Pecoraro e la Croce Rossa italiana, avevamo iniziato un percorso di censimento della popolazione rom su tutto il territorio nazionale. Ma sulle dichiarazioni provocatorie di Salvini è opportuno sottolineare alcuni punti. Molti rom in Italia fanno ormai parte della terza generazione e compiuti 18 anni sono a tutti gli effetti cittadini italiani. Questo fa capire meglio la situazione, senza che si debba per forza creare caos, disinformazione, paura e diffidenza».

Non siete contrari quindi ad essere censiti?

«Informiamo i cittadini che nessuno (soprattutto la maggior parte dei rom in Italia), ha problemi ad essere censito. La comunità rom è stata già censita diverse volte dal Viminale, dalle forze dell’ordine e dalla polizia municipale. Tutti i nominativi sono in possesso delle amministrazioni comunali e nei data base delle forze dell’ordine»…

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Raggi serra le fila: riunione di tre ore per rinsaldare il gruppo. Gelo con il M5s nazionale

(Fonte: RomaToday) – Virginia Raggi prova a serrare le fila. Ieri una riunione di oltre tre ore con i consiglieri della maggioranza pentastellata ha fatto chiarezza sul futuro dell'amministrazione. Un faccia a faccia per fare il punto dopo l'arresto di Lanzalone e l'indagine a carico dell'ormai ex capogruppo Paolo Ferrara. Il futuro dello Stadio, il ruolo di capogruppo e le prossime iniziative da portare avanti i punti all'ordine del giorno. Il tutto con un'inevitabile passaggio sulla vicenda della via dedicata ad Almirante

Un voto, quello della maggioranza grillina, che ha stizzito e non poco la sindaca che ha ribadito la sua più ferma contrarietà, "imponendo" la contromozione per cancellare l'improvvida decisione che ha regalato alla prima cittadina la figuraccia da Vespa. Un punto fermo, con i consiglieri costretti a chinare il capo e ad accettare la reprimenda. 

Un punto di partenza con cui la sindaca ha voluto controbilanciare il timore di un processo interno sulla vicenda stadio. Una sfiducia che in realtà non si è concretizzata. Già in mattinata infatti i consiglieri capitolini avevano smentito l'intenzione di sfiduciare Raggi avanzata su alcuni organi di stampa: "Ribadiamo che siamo tutti uniti insieme alla sindaca Virginia Raggi. Chi dice che siamo divisi afferma il falso. Lavoriamo tutti per la città a testa alta. Le chiacchiere le lasciamo agli altri", hanno puntualizzato. Una fiducia ribadita anche a voce nel corso della riunione. 

La sindaca, da parte sua, ha provato a tranquillizzare i suoi sulla vicenda Stadio. "Siamo vittime, sono altri quelli che hanno preso soldi", la sintesi del concetto ribadito da Raggi. La Procura ha rassicurato sulla correttezza dell'iter, ma nonostante questo, anche per placare eventuali paure e reticenze della maggioranza a votare gli ulteriori passaggi in aula, sono state chieste ulteriori verifiche. 

Assente alla riunione Paolo Ferrara. Il posto di capogruppo andrà a Giuliano Pacetti: nonostante la vicenda Almirante anche lui ieri i consiglieri e la sindaca hanno espresso massima fiducia. 

Tutto bene quindi? Le ombre e le preoccupazioni non mancano, tanto all'interno quanto per l'evidente freddezza con i vertici nazionali: sulla vicenda Stadio nessuna difesa sul blog, nessun incontro con Di Maio, nessuna telefonata, nessuna puntualizzazione di Grillo. Pesa il rimpallo di responsabilità sulla scelta di Lanzalone e l'aver tirato in ballo Lanzalone. Fuori dai radar anche un possibile incontro per mettere Roma al centro dell'agenda del Governo. Pesa anche l'ormai prossimo processo per la vicenda nomine che vedrà la sindaca in aula. 

La sensazione di presa di distanze dalle vicende romane potrebbe magicamente sparire in caso di assoluzione. Viceversa, nel caso peggiore, Roma diventerebbe ufficialmente un problema da affrontare codice etico alla mano. 

Di Maio nel frattempo a 'Coffee break' su La7 prova a spegnere le polemiche: "Io non ho notizie di nessun tipo di crisi di maggioranza nè tanto meno il movimento chiederà alla sindaca Raggi di farsi da parte. Sul caso Roma l'unica colpa è che ci siamo fidati dell'avvocato sbagliato". 

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Francesco Maria Bova: “Siamo fiduciosi, il bacino cui attingere è grande”

Redazione – Francesco Maria Bova, espressione della Lega, è il candidato del centrodestra per la Presidenza del III Municipio. Il prossimo fine settimana, infatti, si terrà il ballottaggio che vede sfidarsi Bova e il candidato del centrosinistra, Giovanni Caudo.

Intervistato da Paolo Cento a Radio Roma Capitale, Bova si è detto fiducioso per l’esito della seconda tornata elettorale: “Sono arrivato secondo nella prima tornata, ma hanno votato solo il 26% degli aventi diritto. Il bacino cui attingere è quindi grandissimo e, tramite la campagna elettorale, stiamo recuperando moltissimi voti”.

Il candidato Presidente municipale, si esprime anche sulla possibilità che il M5S corra in aiuto degli alleati di governo: “Confidiamo che il M5S possa convergere verso la parte giusta. Con loro abbiamo, in effetti, cose in comune e cose che ci differenziano”.

Su domanda di Paolo Cento, Francesco Maria Bova annuncia la presenza nei prossimi eventi di campagna elettorale di importanti leader di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e della Lega, tra cui il leader Salvini. “Contiamo di ospitare il nostro leader, Matteo Salvini. Tuttavia – continua Bova – io rappresento tutto il centrodestra. Colgo anche l’occasione per ringraziare Fratelli d’Italia e Forza Italia della partecipazione attiva in campagna”.

Il leader della compagine di centrodestra commenta anche le ultime notizie riguardanti il censimento dei Rom; “Il censimento è un atto istituzionale che si fa ogni 10 anni, uno stato democratico che vuole il rispetto della legge deve sapere chi vive nel suo territorio. Questo non riguarda solo la lotta alla criminalità, ma tutti i bisogni dei cittadini”.

Bova conclude con un appello: “Votare è nell’interesse di tutti. Domenica 24 giugno dalle 7:00 alle 23:00, andate alle urne e votate Bova Presidente”.

Ecco l'intervista…

 

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Inchiesta stadio della Roma, Giampaoletti ascoltato in Procura

(Fonte: www.repubblica.it)

Questa mattina il direttore generale del Campidoglio Franco Giampaoletti e' stato ascoltato come persona informata sui fatti nell'ambito nell'inchiesta della procura di Roma sul progetto dello Stadio a Tor di Valle. L'atto istruttorio, che e' andato avanti per circa un'ora e mezza, potrebbe aver riguardato il ruolo svolto in Campidoglio dall'avvocato Luca Lanzalone, ai domiciliari da mercoledi' scorso e ascoltato ieri dai giudici, nel corso della mediazione tra la giunta Capitolina e Eurnova per arrivare alla stesura del nuovo progetto dell'impianto sportivo giallorosso. Intanto questa mattina Luigi di Maio ai microfoni di Coffee break sul La 7 ha smentito qualsiasi ipotesi di crisi della giunta capitolina. "Il movimento non chiederà alla sindaca Raggi di farsi da parte" ha spiegato il vice premier. "L'unica colpa – ha aggiunto – è che ci siamo fidati dell'avvocato sbagliato". Ieri invece è stato interrogato l'ex presdiente dell'Acea. "Io alla vicenda dello stadio non ho mai partecipato" ha dichiarato Luca Lanzalone agli arresti domiciliari. E mentre l'avvocato si difende, un collaboratore di Luca Parnasi, Luca Caporilli, anche lui arrestato mercoledì scorso, davanti ai pm fornisce i primi riscontri all'inchiesta: "Davamo soldi, dazioni ad almeno un funzionario pubblico responsabile dei pareri al progetto" sullo stadio. Sempre martedì sera in Campidoglio, durante la riunione della maggioranza, la sindaca Virginia Raggi continua a sostenere l'estraneità del Movimento: "La procura ha detto che sullo stadio abbiamo fatto tutto regolarmente. Ma facciamo un'altra verifica su tutto perché la corruzione cerca di infiltrarsi in mille modi diversi. Non abbiamo preso un euro. Invece, da quello che scrivono i giornali, Pd e Forza Italia hanno anche chiesto raccomandazioni per i figli oltre ai soldi. Con quale faccia attaccano noi?"

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Roma, la sindaca Raggi: «Scoperti altri 3mila “scrocconi” della spazzatura». Nel mirino Trastevere e San Lorenzo

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
«Abbiamo scoperto a Trastevere e San Lorenzo altri 3mila “scrocconi della spazzatura” . Persone che in questi anni hanno sporcato la città non pagando mai le tasse. Si vanno ad aggiungere alle oltre 47mila utenze fantasma già individuate nei Municipi VI e X». Così su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi.
 

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Roma: primo ok a pedaggio anti-traffico su modello Londra

(Fonte: www.repubblica.it)

Roma guarda a Londra. Almeno per i progetti sul fronte della mobilità, per scoraggiare l'uso in città dell'auto privata. E' stata approvata oggi, infatti, nella commissione capitolina Mobilità la proposta di delibera con le linee guida sul pedaggio veicolare, la cosiddetta 'congestion charge', ovvero una tariffa per accedere alle aree semi-centrali della Capitale, una sorta di pedaggio anti-traffico. Per alcune categorie come i residenti saranno previsti pacchetti bonus ad hoc. A sorvegliare gli ingressi, invece, ci sarà un sistema di varchi elettronici già previsto in città per l'accesso dei bus turistici. Resterebbero in vigore le regole orarie della Ztl centro storico in cui si può accedere solo tramite permesso. Obiettivo dell'amministrazione a 5 Stelle è "ridurre il traffico veicolare in ingresso nelle aree centrali al fine di favorire una modalità plurimodale di trasporti con sosta nelle aree esterne e il raggiungimento della destinazione finale con i servizi di trasporto pubblico locale". Nella proposta di delibera, che dovrà passare ora per l'assemblea capitolina, ci si rifà anche a esempi italianissimi come Milano e si dà mandato alla giunta e agli uffici dell'amministrazione competenti, entro un periodo di due anni dall'approvazione, di ratificare tramite apposito atto normativo l'adozione, nell'ambito della Ztl 'Anello ferroviario' (un anello più largo del centro storico che comprende ad esempio parte di via Nomentana, piazza Re di Roma, piazzale Ostiense, piazzale degli Eroi e viale di Tor di Quinto) di un sistema di pedaggio veicolare sul modello del Congestion Charge che preveda il pagamento di una tariffa per l'accesso. Da valutare: misure di inibizione all'accesso per i veicoli maggiormente inquinanti; e una specifica disciplina con agevolazioni ed esenzioni tariffarie per alcune categorie come residenti, titolari di contrassegno speciale di circolazione per persone con disabilità, utilizzatori di veicoli a trazione ibrida o elettrica; una disciplina volta a favorire lo spostamento di un minimo di 3 persone con lo stesso veicolo. "I ricavi derivanti saranno investiti nell'efficientamento del trasporto pubblico, per il quale questa amministrazione si è già attivata da tempo, come dimostrano gli impegni assunti per l'acquisto di 300 nuovi autobus e il recupero di 60 minibus elettrici, fermi da anni nei depositi Atac, che arriveranno il prossimo anno", spiega il presidente della commissione Enrico Stefano (M5S). A dettare i tempi l'assessore alla Mobilità Linda Meleo: "L'iter è seguito passo dopo passo: entro fine luglio sarà avviato uno studio di Roma servizi per la mobilità che servirà a individuare soluzioni per definire il percorso da attuare. Obiettivo è realizzare questo provvedimento entro due anni".

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Campidoglio, sgomberato immobile occupato abusivamente all’interno di Villa Ada

Il Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale ha riacquisito questa mattina un immobile di proprietà capitolina di gran pregio, di circa 100 mq con terrazza panoramica, occupato abusivamente all’interno dell’edificio “Tribuna” nel parco pubblico di Villa Ada. All’operazione hanno partecipato gli agenti del Gruppo II Parioli della Polizia Locale e del Commissariato Vescovio della Polizia di Stato. L’immobile era stato assegnato sul finire degli anni ‘50 all’allora ispettore del Servizio Giardini. Al suo decesso, nel 1991, nonostante fossero venute meno la funzione e la motivazione per l’utilizzo del bene, l’alloggio ha continuato ad essere occupato indebitamente dalla moglie. Dovendo l’immobile rientrare nella disponibilità dell’Amministrazione per fini pubblici, si era provveduto già negli anni successivi ad invitare la signora al rilascio dell’appartamento, senza arrivare tuttavia fino ad oggi all’effettiva consegna. L’assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative Rosalba Castiglione afferma che gli immobili di proprietà capitolina sono i primi fondamentali luoghi che devono essere sottratti agli abusi e messi a disposizione delle esigenze della comunità. L’assessora aggiunge che chi in passato ha chiuso gli occhi di fronte a queste situazioni ha causato un danno enorme a Roma, ai suoi cittadini e alla stessa idea di comunità, sottolineando come questa Amministrazione continuerà decisa l’azione di recupero e restituzione degli immobili comunali al servizio dei cittadini. L’assessora alla Sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari dichiara che i parchi di Roma sono un patrimonio da tutelare e da difendere. Si sta lavorando per restituire decoro e dignità alle aree verdi della città, beni comuni che devono essere restituiti ai cittadini mettendo al centro legalità, trasparenza e lottando contro ogni forma di sopruso e vandalismo. Villa Ada ha un altissimo potenziale che occorre valorizzare anche con nuove iniziative ambientali, ludiche e sportive. Sarà assicurato ai cittadini il massimo impegno per una delle parti più importanti dell'immenso patrimonio verde di Roma.
Il destino di questi immobili è una questione che sta particolarmente a cuore, come dichiara l’assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi cittadini Daniele Frongia che ha dedicato parte dell’attività di Commissione di Revisione della Spesa, già a partire dal 2014, proprio a combattere questi abusi reiterati per anni presentando diversi atti e numerosi solleciti. Oggi, questo di Villa Ada, rappresenta un successo per Roma e per i suoi cittadini che tornano a poter usufruire di spazi comuni finalmente con le giuste tutele e si ripristina una situazione caratterizzata per troppo tempo dall’abuso dannoso per la collettività. Si dichiara inoltre contento che la battaglia, anche personale, abbia portato finalmente i suoi frutti.

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Censimento Rom, è scontro nel governo 

(Fonte: Il Corriere della Sera, di Emanuele Buzzi e Marco Cremonesi) – Muri e paletti. La giornata tra Cinque Stelle e Carroccio è segnata dall’alta tensione sulla vicenda rom (e sulle esternazioni di Matteo Salvini): l’attacco e poi la precisazione. Da un lato, appunto, il muro del ministro dell’Interno sui rom, dall’altro la rassicurazione di Luigi Di Maio ai suoi, che suona però come un monito per l’alleato di governo: «Finché resteremo nel contratto non ci sarà nessuna tensione». In realtà la giornata è segnata da una certa insofferenza nel Movimento, che nel quartier generale leghista imputano agli ultimi sondaggi: le intenzioni di voto, infatti, ipotizzano un sorpasso del partito di Salvini sui 5 Stelle. La frase sul censimento dei rom è solo un tassello.

L’intervento di Fico

A rendere l’idea del quadro, sia pure su un fronte diverso, c’è anche la dichiarazione del presidente della Camera Roberto Fico in tema di immigrati: «Bisogna ridiscutere il regolamento di Dublino, e occorre farlo con la Francia e la Germania mettendo fuori le posizioni estreme di Orbán che non vuole le quote. Ma chi non vuole le quote deve avere le multe. Quindi, se Orbán non vuole le quote, deve essere multato». Gli ortodossi vicini a Fico dicono che l’intervento sia un assist anche per la Lega che chiede il rispetto delle quote. Peccato soltanto che il premier ungherese sia considerato dal leader leghista un fondamentale alleato internazionale.

La chiamata del premier

Nel governo l’idea è quella di non spargere ulteriore benzina sul fuoco e, dopo l’intervento di Salvini, si muove anche il premier Giuseppe Conte, impegnato ieri a Berlino nel bilaterale con Angela Merkel. Il presidente del Consiglio chiama il ministro dell’Interno. Il leader leghista chiarisce: «Nessuna schedatura». «Ho precisato quello che mi sembrava ovvio: è una cosa destinata a salvaguardare i bambini», dice Salvini. Ma il leader della Lega non ha intenzione di arretrare dalla sua linea e lo chiarisce con un aneddoto: «Ero sull’aereo con un italiano che vive in Svizzera e mi ha detto: “Grazie, perché mi hanno sempre preso in giro mentre ora c’è un governo che sa farsi rispettare”». Come a dire che il segretario leghista sente il sostegno popolare. E i rapporti con i Cinque Stelle? Salvini stempera le tensioni. «Ho sentito via messaggi Bonafede e Toninelli, sentirò Fraccaro». E prosegue: «Non c’è da preoccuparsi, questo è certamente un momento di grande visibilità perché i temi caldi sono i nostri, ma verrà il momento di parlare anche di Fornero, Jobs Act, Alitalia e in quel frangente sarà più visibile senza dubbio il Movimento».

I temi

Di Maio preme proprio per portare quegli argomenti in primo piano. E tra i Cinque Stelle c’è chi fa notare come oltre al tema dei migranti siano stati posti da Conte alla ribalta europea anche povertà e disoccupazione, ossia i cardini che rendono necessario secondo i pentastellati il reddito di cittadinanza. «Presto si parlerà di occupazione», ribattono i Cinque Stelle. Il ministro del Lavoro vedrà il suo omologo tedesco in Lussemburgo giovedì per chiedere una collaborazione sulla revisione dei centri di impiego. Primi passi. Di Maio preferisce glissare sui rom, si limita a una dichiarazione stringata. «Mi fa piacere che Salvini abbia smentito qualsiasi ipotesi di censimento, registrazione o schedatura, se una cosa non è costituzionale non la si può fare». Il capo politico pentastellato rimane concentrato sui suoi temi: «Il Jobs Act va rivisto, sto mettendo a punto una riforma delle pensioni d’oro», puntualizza il capo politico.

Nel Movimento

Ma nel Movimento non mancano le prese di posizione. Soprattutto al Senato, dove i numeri del governo sono più esigui. «Il sovranismo esasperato portò al fascismo e la Costituzione è la base di una democrazia per la pace fondata sulla costruzione delle relazioni internazionali», attacca via Facebook Paola Nugnes. Nicola Morra, invece, puntualizza: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». L’inner circle dei Cinque Stelle si mostra fiducioso che le tensioni non diventino increspature nell’asse di governo. «Non ci sono motivi per mettere in dubbio l’esecutivo». E a mettere a tacere la linea del dissenso ci pensa Alfonso Bonafede, che interviene a Otto e mezzo su La7: «Quello che mi interessa sono le azioni del governo». E ancora: «Il ministro Salvini è più esposto perché in questo momento c’è il problema immigrazione. Gli italiani vogliono sapere se il ministro sta lavorando bene. Dal mio punto di vista sì».

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Inchiesta stadio Roma, Raggi ascoltata di nuovo in procura. Bonafede: “Lanzalone scelto da sindaca”

(Fonte: la Repubblica, di Giuseppe Scarpa) – La sindaca Virginia Raggi è stata di nuovo convocata in procura come persona informata sui fatti – quindi non come indagata – sull'inchiesta sullo Stadio della Roma. I magistrati che l'hanno ascoltata per 45 minuti avevano acquisito nuovi elementi che hanno richiesto un chiarimento da parte della prima cittadina. Raggi non ha rilasciato dichiarazioni. L'inquilina del Campidoglio era già stata sentita venerdì a piazzale Clodio, come il dg della Roma Mauro Baldissoni e il direttore generale del Comune Franco Giampaoletti. Il colloquio con il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Barbara Zuin è terminato intorno alle 19. Giovedì Virginia Raggi sarà di nuovo in tribunale per l'inizio del processo per falso per la promozione di Renato Marra, fratello dell'ex braccio destro della sindaca Raffaele, dai vigili urbani alla direzione Turismo.

Intanto Alfonso Bonafede ai microfoni di Otto e mezzo ribadisce la sua estraneità all'inchiesta.  "Non ho niente da chiarire – dice il ministro della Giustizia – ho letto ricostruzioni fantasiose sul mio silenzio, che è dovuto solo al fatto che questa inchiesta non ha nulla a che vedere con me". E a proposito del ruolo dell'ex presidente dell'Acea ribadisce: "Luca Lanzalone? Lo ha scelto la sindaca Raggi Gliel'ho presentato io insieme a Fraccaro. Siccome conoscevo un bravo avvocato l'ho presentato e lei, come sindaca, ha ritenuto di avvalersene". "Non saprei su cosa riferire, nè come parlamentare, nè come ministro" ribadisce il Guardasigilli  chi gli chiedeva se avesse intenzione di andare a riferire in Parlamento sulla vicenda dello stadio della Roma, come sollecitato da Matteo Renzi. "I ministri – ha detto Bonafede – vengono chiamati a riferire sulla loro attività di ministri, Renzi dovrebbe saperlo, accadeva spesso ai ministri del suo governo".

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Roma, la giunta difende lo stadio. Il Mef: possiamo farlo noi. Parnasi fuori da Eurnova

 

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo e Mauro Favale) – A dispetto di tutto, la giunta M5S è convinta di voler andare avanti sulla costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle: "Nel futuro di questa città, sono certo, che ci sarà ", dice convinto l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori. E questo, nonostante al momento manchino le certezze su uno degli attori principali della vicenda: il costruttore.

L'arresto di Luca Parnasi ha decapitato la sua Eurnova, la società che avrebbe dovuto materialmente occuparsi della costruzione dell'impianto. Al momento, il Comune attende che Eurnova faccia le sue mosse. Subito dopo le misure cautelari, una lettera è partita da Palazzo Senatorio verso la società per avere chiarimento su chi sia l'interlocutore con cui relazionarsi. La risposta dovrebbe arrivare a breve, con le dimissioni di Parnasi dal vertice di Eurnova e con una riunione del cda che nomini un nuovo presidente, così da separare le vicende dell'imprenditore da quelle dell'azienda. Più difficile, invece, che sia la procura a nominare un commissario a gestire la società.

" Il primo passaggio è ricostituire la controparte", insiste Montuori. Che aggiunge: " Se poi Eurnova venderà tutti i suoi diritti e il suo terreno a un altro costruttore, io questo non lo so e non lo posso dire " . In questa " finestra", in attesa di passi formali da parte di Eurnova, si inserisce Invimit, società di gestione del risparmio a capitale pubblico (di proprietà del ministero dell'Economia) che col suo presidente, Massimo Ferrarese, avanza una proposta: " Sia affidato a noi il compito di costruire il nuovo stadio della Roma. Esiste un fondo creato per questo tipo di investimenti che intendiamo utilizzare per la costruzione di importanti impianti sportivi in altre realtà italiane. A differenza di qualsiasi iniziativa privata, tutti gli utili delle opere di Invimit sono destinati alla riduzione del debito pubblico del nostro Paese". Per questo, Ferrarese (che con la sua Invimit si era già occupato della vendita di Palazzo Nardini) ha chiesto un incontro urgente con la sindaca della capitale.

E mentre l'inchiesta procede (ieri Virginia Raggi è stata nuovamente convocata in procura come persona informata sui fatti), insomma, la linea del Campidoglio resta ferma: "Nessuna parte della procedura, in questo momento, sembra minimamente toccata dai problemi di cui leggiamo sui giornali – prosegue il titolare dell'Urbanistica – se questo sarà confermato noi andremo avanti". Certo, ci sarà da parte della giunta una verifica degli atti " perché dobbiamo fare in modo che l'amministrazione non passi dalla parte del torto".

"Stiamo facendo verifiche attente su tutti i procedimenti per accertare che siano stati svolti correttamente, fatto che per il momento nessuno ha messo in discussione", aggiunge anche Luca Bergamo, vicesindaco e assessore alla Cultura. E pure la titolare dei trasporti, Linda Meleo, per la sua parte conferma l'intenzione di andare avanti: "Tutti gli atti sono passati in conferenza dei servizi, in cui sapete che ci sono diversi attori chiamati a esprimere pareri". E questo, nonostante proprio all'interno dell'ordinanza, in un'intercettazione, viene fatto riferimento alle criticità per la mobilità in assenza delle adeguate infrastrutture.

Intanto, seppure la procedura per lo Stadio finora non sia stata messa in discussione dalla procura, dalle carte emerge il pressing di Parnasi per la chiusura della conferenza dei servizi intervenendo sulla sua presidente, la dirigente regionale Manuela Manetti. Le intercettazioni evidenzierebbero "una disponibilità (riferita de relato) dell'allora assessore regionale Michele Civita a fornire informazioni ai dirigenti di Eurnova " . Tra le prescrizioni della conferenza, la più temuta è quella del Ponte sul Tevere e sulla viabilità in generale, infrastrutture che se fossero state giudicate necessarie avrebbero ritardato il progetto.