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Sinistra ko: crollano i fortini rossi

(Fonte: Il Tempo) – Un ciclone ha sconvolto la geografia politica della Toscana nella prima domenica d'estate. E come ogni ciclone anche questo ha un nome, ma anche un cognome: Matteo Salvini. Il leader della Lega e attuale ministro dell'Interno e vicepremier, infatti, ha puntato dritto sulla Toscana nell'ultimo giorno di campagna elettorale per i ballottaggi, con il dichiarato scopo di far saltare quello che ha definito "il sistema oscuro di potere della sinistra". Ha riempito le piazze di Massa (Massa Carrara), Pisa e Siena, i tre capoluoghi di provincia chiamati al secondo turno per scegliere i sindaci. Il risultato gli ha dato ragione: nelle tre città toscane, che dal dopoguerra avevano conosciuto solo amministrazioni di sinistra o centrosinistra, sono passate tutte al centrodestra. Così il rosso è diventato colore marginale tra le province della Regione: solo Lucca, Firenze e Prato restano a guida Pd, mentre Arezzo, Grosseto, Pistoia, Pisa, Massa e Siena sono passate al centrodestra, con Livorno e Carrara al Movimento 5 Stelle.

Proprio il voto pentastellato può aver fatto la differenza nelle sfide di Siena e Massa. Nella città del Palio, infatti, il candidato del Pd, il primo cittadino uscente Bruno Valentini, partiva in vantaggio dopo il primo turno. La rimonta del centrodestra, però, è stata inesorabile ed emozionante: Luigi De Mossi ha potuto festeggiare l'elezione con il 50,8% delle preferenze, poco meno di 100 voti. Clamorosa l'affermazione del centrodestra a Massa. Anche nel comune apuano il sindaco uscente, Alessandro Volpi, del Pd, al primo turno era in vantaggio, ma è stato battuto nettamente dal candidato di centrodestra, Francesco Persiani, che ha ottenuto il 56,6% dei consensi, raccogliendo buona parte di quel 15% di voti che al primo turno era andato ai Cinque Stelle.

A Pisa il candidato del centrodestra Michele Conti si è affermato con il 52,2%, battendo il candidato del Pd Andrea Serfogli. La città della torre pendente era l'unica in cui anche al primo turno il Centrodestra aveva superato l'avversario. Il potere del centrosinistra, inoltre, nel Pisano era già stato intaccato dalla vittoria della leghista Susanna Ceccardi a Cascina. Dalla cittadina alle porte di Pisa Ceccardi, nome nuovo ed emergente del Carroccio, ha costruito un vero e proprio laboratorio leghista, costruendo intorno a se un consenso crescente con strategie mirate sui temi della sicurezza e dell'immigrazione. Argomenti diventati decisivi anche nella campagna elettorale a Pisa e che hanno premiato Conti.

Altri tre comuni erano arrivati al ballottaggio: Campi Bisenzio (Firenze), Pescia (Pistoia) e Pietrasanta (Lucca). Solo Campi Bisenzio è restato al Pd, con la conferma per un secondo mandato del sindaco Emiliano Fossi, che ha ottenuto il 54% dei voti contro il 45 della candidata del.centrodestra Maria Serena Quercioli. Ma nel popoloso comune alle porte di Firenze era già stato un risultato storico per il centrodestra aver raggiunto il ballottaggio. A Pescia netta affermazione dell'ex sindaco Oreste Giurlani, che alla guida di una coalizione di liste civiche ha ottenuto 61,3% contro il 38,7 del suo avversario di centrodestra, Francesco Conforti. Pietrasanta, infine, ha visto l'affermazione di Alberto Giovannetti, candidato del centrodestra unito ed ex vicesindaco della precedente giunta guidata dal forzista Massimo Mallegni. Al ballottaggio Giovannetti ha avuto la meglio su Ettore Neri, candidato del Partito democratico, raccogliendo il 52,4% dei voti. Nel 2019 tornerà al voto Firenze, e nel 2020 i cittadini toscani saranno chiamati a scegliere il nuovo governatore della Regione. Due appuntamenti cruciali per verificare quanto centrosinistra e sinistra possano ritrovare la forza per resistere all'assalto di centrodestra e M5S. Mai come ora la roccaforte rossa è stata messa sotto assedio ed è stata sul punto di crollare.

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Elezioni municipio III, trionfa Giovanni Caudo: il centrosinistra si riprende piazza Sempione

(Fonte: RomaToday) – Giovanni Caudo è il nuovo presidente del III municipio. L'ex assessore all'Urbanistica della giunta Marino vince il ballottaggio contro il candidato di centrodestra Francesco Maria Bova al quale non è riuscita la rimonta dopo un primo turno che lo vedeva pesantemente in svantaggio. Caudo ha raccolto oggi 20.121 voti, pari al 56,71% dei votanti. Bova invece si è fermato a quota 15.362 consensi, il 43,29% del totale. Al primo turno hanno votato per l'ex assessore della giunta Marino in 18.917, per Bova 15.206. 

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Negativo il dato dell'affluenza: ha votato appena il 20,91% degli aventi diritto.  In pratica appena un elettore su cinque. Ricordiamo che al primo turno la candidata presidente del Movimento Cinque stelle, Roberta Capoccioni, si è fermata sotto il 20% (19,15%) non riuscendo neanche a raggiungere il ballottaggio.

Intervistato da La7, il neo presidente Giovanni Caudo ha ringraziato il competitor Bova: "È una bellissima affermazione, questo Municipio è piu grande di Parma ed era la terza città più grande chiamata a votare. Siamo una squadra ampia e una coalizione plurale e coesa e governeremo per tutti i cittadini del territorio. Abbiamo ottenuto più voti del primo turno, circa 1.200, e questo vuol dire che i cittadini hanno creduto al nostro impegno. Ora lavoreremo per i prossimi 3 anni solo e soltanto per migliorare la vita dei cittadini". Quindi una spiegazione sui motivi della vittoria"Gli elettori del M5S nel 2016 hanno dato credito a una proposta che era chiara sul versante della protesta ma insufficiente su quello della cultura di governo. Ora invece hanno premiato un'offerta nuova, l'unica vera novità che era in campo. Una coalizione di centrosinstra con spirito civico insieme a Pd e Leu, un qualcosa che va anche oltre il modello Zingaretti, lo abbiamo chiamato 'modello Montesacro', perchè Zingaretti è del Pd, io sono indipendente. È un modello che guarda a sinistra e include e va oltre quello auroreferenziale del Pd: e i cittadini, quando il coinvolgimento è più ampio, ti premiano"

Caudo, espressione di un movimento civico di sinistra, dopo aver vinto le primarie contro la candidata del Pd Paola Ilari, è riuscito a cementare attorno alla sua figura l'intera coalizione, con un modello politico che va oltre anche l'impostazione zingarettiana. Oltre al Pd e ai partiti alla sua sinistra, Caudo ha messo d'accordo anche tutta una serie di associazioni di centrosinistra, ultimamente in polemica con la gestione politica dei dem. Ad elezione avvenuta, megafono alla mano, il neo presidente ha ringraziato quanti l'hanno accompagnato in quella che lui stesso ha definito una follia. A conclusione del discorso l'abbraccio con Paola Ilari, candidata designata dal Pd, uscita sconfitta dalle primarie. A suggellare il trionfo Bella Ciao, intonato dai presenti in Piazza Menemio Agrippa.

Sulla base del sistema di ripartizione dei seggi, con la conquista del municipio da parte del centrosinistra 9 seggi dovrebbero andare al Pd, primo partito; 3 alla lista civica Caudo;  2 a Leu e 1 alla lista “Centro solidale”. 

Il centrosinistra torna così a governare il municipio dopo l'esperienza di Paolo Marchionne, dimissionario dopo la defenestrazione del sindaco Ignazio Marino. Caudo succede a Roberta Capoccioni presidente grillina sfiduciata lo scorso febbraio anche grazie all'apporto di quattro grillini dissidenti, usciti dal partito in polemica con la gestione del municipio. 

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Elezioni a Pomezia: Pomezia a 5 Stelle, Adriano Zuccalà è il nuovo sindaco

(Fonte: RomaToday) – Adriano Zuccalà, del Movimento 5 Stelle, è il nuovo sindaco di Pomezia. Netto il risultato del ballottaggio. I pentastellati hanno vinto sul centrodestra rappresentato Pietro Matarese con una percentuale 68,76%. Grande festa al comitato elettorale di via Orazio. Zuccalà al ballottaggio avrebbe preso i voti anche degli elettori dell'ex sindaco Fabio Fucci che, dopo aver lasciato il M5S, aveva corso da solo. 

La percentuale dei votanti è stata piuttosto bassa 40,58%. "Pomezia ha scelto di premiare ciò che è stato fatto negli scorsi 5 anni e di dare continuità al lavoro svolto. Il voto è la conferma che il lavoro di squadra alla lunga paga sempre e che i cittadini apprezzano quello che fai sul territorio, tutti i giorni con costanza e sacrifici. – ha commentato Zuccalà – Non sono stati mesi facili per nessuno di noi ma siamo rimasti compatti e ci abbiamo creduto". 

"Mi sento di dire una cosa: non è stata una sconfitta dell’avversario, ma una vittoria del Movimento 5 Stelle sul territorio. Aver presentato un programma concreto, basato sulle esigenze dei cittadini, senza alcuna forma di demagogia o apparentamenti che potevano sembrare di comodo, e aver scelto la squadra di assessori già il 10 giugno ha dato credibilità al nostro progetto. – ha poi concluso il neo sindaco – Da domani lavoreremo per il bene di Pomezia, mettendo in campo professionalità e competenze. L’ho detto per tutta la campagna elettorale: sarò prima un cittadino e poi sindaco. Da domani Pomezia può finalmente riveder le stelle".

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Stadio della Roma, Caporilli: «Così Prosperetti anticipava i rilievi»

(Fonte: Corriere della Sera, di Fulvio Fiano e Ilaria Sacchettoni) – Uno stadio che, dopo essere stato una speculazione da scongiurare, diventa l’obiettivo da perseguire. Una viabilità in cui nessuno investe e alla quale, anzi, nessuno pensa. Un soprintendente che, invece di elaborare soluzioni per la città, offre consigli ai costruttori, quasi un suggeritore personale (uno dei tanti) di Luca Parnasi. È il quadro che affiora dai nuovi atti investigativi depositati.

Assistito dall’avvocato Pierpaolo Dell’Anno, Luca Caporilli, il braccio destro di Parnasi, scarcerato con l’ex assessore del Pd Michele Civita, ricostruisce il ruolo giocato da Francesco Prosperetti nella realizzazione del progetto. I due, il Soprintendente e il braccio destro del costruttore, dialogano su quali consulenti sia più vantaggioso assicurare al costruttore per superare il vincolo architettonico (poi archiviato dallo stesso Prosperetti). Un primo tentativo di incaricare Luciano Marchetti, ex dirigente regionale dei Beni Culturali, va a vuoto. «Prosperetti — dice Caporilli — aveva piacere che fosse Desideri (Paolo Desideri, architetto e datore di lavoro della figlia del Soprintendente, Beatrice, ndr)». E alla gip che lo incalza, Caporilli offre conferme: «Sì, sì, è stata un’indicazione (del Soprintendente, ndr)». Desideri era notoriamente uomo di Parnasi: «Lui ha progettato per lo stadio sia prima che dopo il ponte pedonale, il ponte di collegamento della nostra, dell’area nostra di Tor di Valle con la stazione della Magliana». La giudice Maria Paola Tomaselli sottolinea che offrendo indicazioni in anticipo su chi fosse il miglior tecnico da incaricare, Prosperetti finiva per anticipare dritte su eventuali rilievi futuri. «Nel momento in cui Prosperetti vi dà indicazioni vi anticipa quelli che avrebbero potuto essere i suoi rilievi».

Quanto al ponte di Traiano che nessuno voleva il tecnico di Eurnova, Caporilli, scarcerato ieri, racconta: «Perché non realizzate il nostro ponte, il Ponte di Traiano, vi prendete il nostro progetto, lo spostate di 100 metri o di un chilometro a noi non ci riconoscete quest’opera e forse funziona meglio», propone al Comune senza essere ascoltato. Neppure le simulazioni, rappresentate in una riunione negli uffici di Luca Bergamo («a febbraio 2017», dice) avrebbero convinto a fare il ponte. E di fronte all’idea di realizzare una struttura da 50 mila posti, la questione delle infrastrutture diventa secondaria. Alla fine, escluso un finanziamento dei costruttori, l’opera ricadrà sulle casse pubbliche.

La politica di Parnasi, ossia le erogazioni traversali, miravano ad aggirare obiezioni e ostacoli. In quest’ottica si decide il finanziamento alla fondazione di Daniele Leoni, l’ingegnere dell’assessorato all’Urbanistica capitolino. «Beh — dice Caporilli — l’abbiamo fatto uno perché me l’ha chiesto e due perché c’era questa partecipazione a questo convegno». Stavolta inutilmente perché Leoni, alla fine, valuterà che il calcolo sugli oneri concessori deve seguire l’indice territoriale che non prevede sconti per i costruttori.

In parallelo emerge anche che pur di assicurarsi il favore di Luca Lanzalone, il superconsulente già presidente di Acea, Parnasi lo sponsorizzava perfino con i vertici di Banca Carige: «Tu fagli fare qualcosa anche a Lanzalone, dagli 50…30.000 euro di consulenza— diceva al telefono all’ad Paolo Fiorentino — …fargli fare una caz…ta! Costruiamo questo rapporto tondo! Così quando è il momento…». La banca precisa che nessuno ha poi seguito il consiglio di Parnasi.

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Salvini in Tv: “Valuteremo se togliere la scorta a Saviano”, la replica: “Buffone, non mi fai paura”

(Fonte: SkyTG24. di ) – "Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani". Con queste parole, pronunciare in Tv durante il programma su Rai Tre "Agorà", Matteo Salvini ha annunciato l'ipotesi di togliere la scorta a Roberto Saviano. Le sue parole hanno scatenato una polemica sui social. "Le scorte non si assegnano né si tolgono in Tv", ha detto Marco Minniti. "Salvini combatta la mafia non chi la denuncia", ha twittato Laura Boldirini. Poi il capo del Viminale è tornato sui suoi passi: "Verificheremo tutte le scorte". Intanto è arrivata la replica di Saviano: "Buffone, non mi fai paura".

Le reazioni – "Minacce inaccettabili per un uomo che ha contribuito a far luce su un sistema criminale pervasivo e pericoloso. Salvini continua a interpretare il ruolo di ministro in modo arrogante e per le sue campagne personali. La scorta a Saviano, come lui stesso raccontò, non è una concessione ma la protezione che lo Stato deve garantire a chi minacciato per avere combattuto mafia e camorra", ha dichiarato il vicepresidente della Camera Ettore Rosato.

"Non si scherza su certi temi. A Saviano dobbiamo solo dire grazie. Non credo si diverta a vivere blindato ogni minuto a causa di quella criminalità che dovrebbe combattere innanzitutto il signor Salvini che certo non può essere chiamato ministro!", ha twittato il senatore Bruno Astorre. "Se Salvini vuole risparmiare tolga a me la scorta e la lasci a Saviano", ha proposto Graziano Delrio. "Le scorte non si assegnano né tolgono in tv", ha replicato Marco Minniti. "Salvini combatta la mafia non chi la denuncia. Mettere in discussione la scorta a una persona minacciata dalla criminalità organizzata è il contrario di quello che dovrebbe fare un ministro dell’Interno", ha scritto su Twitter Laura Boldrini. E in molti sui social hanno lanciato l'hashtag #iostoconSaviano.

La replica di Saviano – "Secondo te io sono felice di vivere così da più di 11 anni, pensi di minacciarmi e intimidirmi? In questi anni sono stato sotto una pressione enorme, sotto la pressione del clan dei casalesi, dei narcos messicani. Ho più paura a vivere così che a morire così. E quindi credi che possa avere paura di te, buffone!". Con queste parole Roberto Saviano ha replicato a Salvini in un video postato su Facebook.

La rettifica di Salvini – "Non spetta a me scegliere, chi di competenza valuterà. Io dico solo che l'Italia ha il record europeo di servizi di scorta e vigilanza, non dipendono da me le scelte su simpatia o antipatia". Lo ha detto Salvini, a margine della visita alla villa confiscata ai Casamonica, a chi gli chiedeva della scorta a Saviano. "Verificheremo tutti i servizi di vigilanza, sono quasi 600 e occupano circa 2mila uomini delle forze dell'ordine. Molti di questi servizi sono chiaramente giustificati, ma qualcuno di questi può essere rivisto perché 2mila uomini delle forze dell'ordine non hanno uguali in altri paesi europei. Ci sono organismi che decidono chi merita di essere protetto, con gradi diversi di protezione, non è il ministro che ha questa facoltà".

Roberto Fico: "Chi si oppone alle mafie va protetto"– Dopo la rettifica è intervenuto anche il presidente della Camera Roberto Fico per cercare di calmare le acque. Il parlamentare M5s ha ribadito che "l'Italia è il Paese che ha nel suo ventre tre fra le più grandi organizzazioni criminali internazionali: mafia, camorra, 'ndrangheta. Tutti i cittadini, gli imprenditori e gli intellettuali che hanno avuto il coraggio di opporsi alla criminalità organizzata devono essere protetti dallo Stato. Spero che al più presto questo male possa essere definitivamente sradicato, diventando così solo un brutto ricordo. In questo modo nessuno dovrà più essere scortato perché finalmente libero".

Di Maio: "Scorta? Pensiamo al contratto" – – "Io penso che ci dobbiamo concentrare sulle cose che stanno nel contratto, su cosa faremo per gli italiani, l'ho detto anche ai parlamentari" poi "ognuno dica quello che vuole ma nel tempo libero". Lo afferma il leader del M5S e vice premier Luigi Di Maio ai cronisti che gli chiedono cosa vuol dire a Matteo Salvini in merito alla vicenda della scorta a Roberto Saviano.

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Disabilità e mobilità, la denuncia: “Quanti problemi tra pedane, bus, taxi, metro e cinema”

(Fonte: RomaToday, Eugenio Russo) – La questione delle barriere architettoniche a Roma è complessa, ma l’evidenza di alcune situazioni porta a pensare che qualche sensibile miglioria possa essere apportata, per evitare il continuo ripetersi di tristi esperienze, come quella accaduta lo scorso 2 gennaio alla signora Carla, costretta sulla sedia a rotelle da tre anni. Si tratta solo di un esempio, tra tanti, denunciato tramite social anche da Michela Mirani, responsabile nazionale del dipartimento disabilità di Rivoluzione Cristiana.

Ad accompagnare Carla c’era il figlio, Erasmo Catavolo, che abbiamo contattato per comprendere meglio quali sono le problematiche che lui e sua madre incontrano nel quotidiano.

Erasmo Catavolo: “Ecco le nostre disavventure tra pedane, bus, taxi, metro e cinema”

“Provo a rendere la vita di mia madre quanto più “normale” possibile, per questo spesso usciamo, andiamo ad una mostra o a vedere un film – ci spiega Erasmo – Il giorno della Festa della Repubblica, intorno alle 21:00, eravamo alla fermata Cicerone/Plinio, in attesa del 913. L’abbiamo atteso, ma invano, perché il mezzo era sprovvisto della pedana che permette a mia madre e a tutte le persone costrette temporaneamente o meno sulla sedia a rotelle di salire. Voglio denunciare l’accaduto perché non si tratta della prima volta. La situazione sta diventando preoccupante”.

Già, perché quando capita invece che la pedana ci sia, subentra un altro problema, che dovrebbe essere risolto dal buon senso, ma così non è: “Quando l’autobus è fornito di pedana, questa è esclusivamente manuale perché quelle automatiche le hanno eliminate a causa del malfunzionamento. Ci tengo a precisare che la maggior parte degli autisti ferma il veicolo, scende, monta la pedana e ci permette di salire, ma non è raro trovare anche autisti che si rifiutano o fanno finta di nulla, perché pare che questa operazione non sia prevista dal contratto. In queste spiacevoli occasioni ho provato a chiedere spiegazioni, senza ottenere alcun riscontro. Ma le perplessità restano soprattutto perché io ormai sono abituato a far tutto da me per mia madre, ma ci sono anche accompagnatori che non sanno come si utilizza in modo corretto la pedana, oppure disabili che si muovono in carrozzina, ma da soli. Per fortuna, ripeto, il più delle volte autisti o altri passeggeri si rendono disponibili, ma se è vero che questo compito non spetta a nessuno per contratto, non si dovrebbe lasciare alla bontà d’animo altrui la possibilità di un disabile di usufruire del servizio pubblico”.

Lo sconforto è evidente nelle parole del signor Catavolo, che ammette: “Non nascondo che tutto ciò fa male. Capisco le problematiche dell’autista, che magari non può fermare l’autobus in salita o lasciarlo senza guida per qualche secondo, ma si tratta di umanità. I problemi tecnici, invece, come la totale assenza di pedane, dovrebbero essere ritenuti almeno pari a quello dei tornelli, invece Roma e l’Italia in generale sembrano sempre un passo indietro per quanto riguarda la disabilità. Il tempo è prezioso per tutti, ma per alcune persone, come mia madre, anche di più”.

Oltre agli autobus, forti disagi si riscontrano anche per quanto riguarda taxi, metro e cinema, come ci racconta ancora Erasmo: “Per quanto riguarda i taxi, c’è una flotta del 3570 creata appositamente per il trasporto dei diversamente abili. Il servizio però non ha copertura sufficiente per sostituire il servizio pubblico (e ha un costo decisamente superiore, ndr), quindi si è costretti comunque a dover attendere un bel po’ o a non poterne usufruire. Altro grande problema è quello della metro: fino a poco tempo fa a Flaminio, una fermata centralissima dov’è segnalata la presenza di un ascensore a pedana, questo era puntualmente fuori uso. In generale rispetto al numero delle fermate, è risibile il numero di quelle accessibili. Stesso discorso vale per i cinema: a volte riservano le postazioni per la carrozzina solo in una o due sale, eliminando così la possibilità di "scegliere" il film. Inoltre, spesso vengono riservati i due posti più esterni della primissima fila, lì dove neanche un non disabile penserebbe mai di sedersi e poter vedere per bene lo schermo! Ce ne sarebbero di cose da dire, spero solo che qualcuno accolga le nostre segnalazioni e, tra i problemi generali della città, pensi anche a quello dei diversamente abili”.

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Stefano Lucidi, assessore alla Mobilità: “Roma-Fiumicino? Ci servono maggiori informazioni”

Redazione – Dopo aver ricevuto una segnalazione di un ascoltatore, Paolo Cento di Radio Roma Capitale ha intervistato l’assessore alla Mobilità dell'XI Municipio (oltre che al Patrimonio e alle Politiche Abitative) Stefano Lucidi. L’ascoltatore, Gianluca, voleva attirare l’attenzione su “quel disastro giornaliero che è la Roma- Fiumicino”. Da quasi 10 giorni, infatti, è in atto una sperimentazione sulla Roma Fiumicino, direzione Roma, che ha provocato un’intensificazione molto significativa del traffico, creando importanti disagi per i residenti di Fiumicino.

In particolare, l’opera consisteva in un restringimento delle corsie (da due si passava ad una) e si creava una complanare al fine di fluidificare il traffico proveniente da via della Magliana e da via Isacco Newton. I cittadini, così, si sono riuniti in un gruppo Facebook, denominato “Diciamo no al restringimento del viadotto della Magliana”. Il gruppo è riuscito a includere oltre 2000 membri in pochissimi giorni. Secondo i residenti, infatti, la sperimentazione ha avuto l’effetto contrario: quello di creare ancora più problemi alla viabilità.

Tale tentativo di miglioramento durerebbe 60 giorni e, mentre l’assessore Lucidi e il consigliere Zuccalà affermano di raccogliere i dati, i cittadini dichiarano di temere che la diminuzione del traffico dei mesi estivi possa essere usata per rendere il test definitivo.

“Per i tassisti – dice Gianluca – il problema è ancora più limitante: non riescono più a rimanere entro la soglia delle spese. Pare, addirittura che l’ANAS fosse contrario alla sperimentazione”. Gianluca lamenta anche il vuoto informativo: “Manca la trasparenza. Le risposte ci lasciano perplessi. Modo civile e umano la gente inizia a spazientirsi. Errare è umano, perseverare…”.

In merito alle lamentele, l’assessore Lucidi, intervistato da Paolo Cento, ha chiarito: Il punto di confluenza tra le via urbane che entrano nel viadotto va risolto a prescidendere dalla sperimentazione.  Gli studi, svolti da Roma Servizi per la Mobilità, avevano ipotizzato una diminuzione del traffico e degli incidenti. Quello che avevamo chiesto – continua Lucidi –era  una soluzione tecnica a basso costo, mentre  aspettiamo che vengano effettuate iniziative più rilevanti, come il Ponte dei Congressi, i cui espropri sono iniziati nel agosto 2017".

Rispondendo a Paolo Cento, l’assessore Lucidi dichiara: “Prendiamo atto delle numerose lamentele degli automobilisti che transitano nell’area e dei tassisti. Avremo presto dati più congrui e, se confermassero il peggioramento della viabilità, siamo pronti a fare retro front. Tra lunedì e martedì avremo i dati relativi ai primi 15 giorni di sperimentazione, ma abbiamo deciso, di comune accordo con l’Anas e l’agenzia Roma Servizi per la Mobilità, di valutare con una quantità più consistente di informazioni, che purtroppo non sono ancora statisticamente sufficienti.

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Rosalba Castiglione ai microfoni di RRC: “Grande vittoria, il Comune c’è”

Rosalba Castiglione, Assessora al Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale è intervenuta oggi pomeriggo ai microfoni di Radio Roma Capitale. L'Assessora ha parlato della riacquisizione dell'appartamento di proprietà capitolina occupato abusivamente a Villa Ada, operazione svolta insieme gli agenti del Gruppo II Parioli della Polizia Locale e del Commissariato Vescovio della Polizia di Stato, mercoledì scorso: "Come Movimento eravamo sul pezzo su questa occupazione: lo stesso Assessore Frongia aveva dedicato parte del suo libro a questa occupazione un po' "speciale". Ventisette anni sono infatti tantissimi. Abbiamo condotto questa operazione con grande determinazione. C'erano stati due tentativi di ripresa dell'immobile: ogni volta venivano avviati i procedimenti, ma non si arrivava alla riacquisizione. Per me era un obiettivo fondamentale riprendere un' abitazione di gran pregio. La signora è vedova di un dirigente capitolino. La legge prevede che una volta morto il coniuge l'immobile ritorni alla proprietà capitolina. La signora ha fatto dei ricorsi che ha perso e noi abbiamo provveduto allo sgombero. Il dramma vero di questa storia è che non si riusciva ad arrivare fino in fondo. Personalmente ho assistito alle operazioni di sgombero e questa è la dimostrazione che siamo arrivati fino in fondo. La signora non si aspettava che noi arrivassimo a bussare alla sua porta. Umanamente non è bello, ma la signora non è in una condizione di disagio." L'Assessora ha poi proseguito:" Tutto deve tornare nella disponibilità di Roma Capitale. Il messaggio che noi lanciamo, e che stiamo proseguendo, è che la legalità e la restituzione di quello che è di Roma Capitale è fondamentale. Abbiamo già in mente cosa fare dopo la fine dello sgombero dell'immobile e abbiamo richiesto agli uffici del territorio una disponibilità per l'alloggio. Con l'Assessora Montanari decideremo l'uso del bene che è istituzionale. Si è fatto passare il messaggio che noi non fossimo attenti al patrimonio capitolino, invece il cittadino deve capire che lo Stato c'è, il Comune c'è. La soddisfazione per questa operazione è stata condivisa con gli Uffici".
Sull'approvazione del regolamento per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, l'Assessora ha affermato: "Un regolamento, come detto ieri in Aula, bellissimo ed equilibrato. Si tengono in considerazione le esigenze del territorio e rappresenta  uno strumento potente in mano agli uffici. Uno strumento incisivo per il territorio della nostra città. Roma ha sempre avuto difficoltà ad avere a disposizione beni per il territorio. Il bacino dei beni confiscati è enorme e sono beni che saranno utilizzati a servizio della cittadinanza, a fine sociale, sportivo. Questi beni serviranno per dare risposte a fini abitativi. Metteremo in campo progetti co -housing, coprogetti con altre strutture. E' un regolamento a 360 gradi e che non lascia indietro nessuno. Tutti potranno accedere a questi beni confiscati".

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Ferrovie, firmato il nuovo contratto di servizio per il Lazio: investimenti per 1,3 miliardi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Un maxi piano di investimenti per i treni regionali del Lazio. Il nuovo contratto di servizio prevede un investimento da 1,382 miliardi di euro per rinnovare e "ringiovanire" la flotta dei treni regionali. Il contratto è stato firmato oggi dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dall'amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, Orazio lacono, della durata di quindici anni (2018-2032), in coerenza con il Regolamento Europeo 1370/2007. Presenti alla firma, oggi presso la stazione di Roma Tiburtina, il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, l'Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio della Regione Lazio, Mauro Alessandri, l'Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini e il Presidente di Trenitalia, Tiziano Onesti. ll Piano degli investimenti a carico di Trenitalia, per complessivi 1,233 miliardi circa di euro, unitamente alle ali pari a 149,1 milioni di euro, comprensivi di 76,6 milioni di euro del Contratto precedente consentirà il ringiovanimento totale della flotta che passerà già nel 2023 ad un'età di 6 anni rispetto ai 14 anni attuali, con manutenzione in impianti moderni ed efficienti. Previsti interventi di manutenzione ciclica e di revamping« (sui treni TAF, treni ad alta frequenza, per un importo complessivo di 110 milioni) e investimenti in impianti con lo sviluppo di un nuovo polo di manutenzione -nel quale confluiranno parte delle attività attualmente svolte nell'impianto di Roma Smistamento, che rimarrà attivo – l'adeguamento infrastrutturale per l'immissione in materiale rotabile, oltre a interventi straordinari per l'efficientamento dell'armamento negli impianti per complessivi 106 min di euro e 10 min in tecnologia e informatica. L'arrivo dei nuovi treni consentirà standard di qualità in progressivo miglioramento sui principali indicatori di performance come puntualità, regolarità, composizione e garantirà alla clientela le più innovative tecnologie di bordo, quali people counter, videosorveglianza live e wifi. «Le tariffe e gli abbonamenti regionali annuali sono fermi dal 1994 e quelli mensili, insieme al Bit dal 2012. L'amministrazione regionale ha deciso di tenere ferme le tariffe fino al 2022». È quanto annunciato oggi il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti dopo la sottoscrizione del nuovo contratto di servizio tra Trenitalia e la Regione Lazio ed a cui hanno partecipato, tra gli altri il ministro delle Infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, l'amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini e Orazio Diacono, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia. Il nuovo contratto di servizio, della durata di 15 anni (2018-2032) prevede investimenti per 1,382 miliardi di euro. Ed ha ancora aggiunto: «Inoltre è prevista una clausola di salvaguardia per protrarre oltre, eventualmente il blocco delle tariffe». Nel corso del suo intervento il presidente Nicola Zingaretti ha ricordato poi che ci sarà un'attenzione particolare nei confronti dei giovani. «Per i giovani e gli studenti, fino a 26 anni di età, infatti, sono previsti alcuni sconti sugli abbonamenti annuali. In particolare per la fascia urbana della capitale, una riduzione di circa 10 euro (considerando gli abbonamenti in base all'Isee) per tutti coloro he provengono dalle altre province del Lazio, a seconda delle zone di abbonamento, la riduzione del costo oscilla tra gli 11 euro e i 66 euro in meno rispetto alle tariffe. Dal 2014 al 17 giugno 2018 si è registrato sulle linee regionali del Lazio un incremento di 11,4 punti percentuali della puntualità, una diminuzione del 33% dei guasti e del 63% delle cancellazioni. A maggio 2018 la customer satisfaction del viaggio nel complesso è del 73,5% dei viaggiatori soddisfatti. Inoltre, con il nuovo contratto sarà migliorato il monitoraggio del servizio, la pulizia a bordo dei treni secondo un piano di intervento in 4 fasi a garanzia di maggior comfort e sicurezza dei passeggeri. Dei 1,382 miliardi che saranno investiti per il trasporto regionale su ferro del Lavoro, 907 milioni sono destinati a nuovi treni, con co-finanziamento della Regione Lazio per 149,1 milioni di euro: 65 nuovi treni Rock, con maggiore capienza (700 posti a sedere per i treni a 6 casse e 500 posti in piedi), 18 porta bici per i viaggi intermodali bici/treno, 50 telecamere di videosorveglianza, diminuzione del 30% dei consumi energetici. I 65 nuovi treni Rock saranno divisi in 12 convogli a 5 casse e 53 a 6 casse che saranno utilizzati sulle linee metropolitane; 3 treni diesel bimodali; 4 treni regionali veloci (200 km/h). Inoltre, 110 milioni saranno impiegati per «revamping» di treni già in esercizio; 106 milioni in impianti; 249 in manutenzione ciclica; o10 milioni in informatica e tecnologia. Il nuovo contratto prevede ulteriori misure per l'incremento del servizio (inteso come treni/chilometri) nell'arco di validità del piano del 2,9 e l'ampliamento della rete di vendita del Lazio. L'alta velocità ha raggiunto «livelli d'eccellenza» ma, ora, «al centro dell'attenzione del mio ministero il trasporto pendolari». È questa la rotta indicata dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, nel suo intervento alla firma del nuovo contratto di servizio tra Trenitalia e la Regione Lazio. «Oggi diamo una buona notizia ai cittadini. Per me oggi, è un compito facile perché vengo a mettere una ciliegina su un torta ben fatta», ha premesso Toninelli. «Troppo spesso i treni pendolari non hanno permesso a milioni di cittadini di fare gli spostamenti in maniera serena e tranquilla», ha sottolineato Toninelli. Di qui la necessità di imprimere una svolta: «L'alta velocità ha raggiunto livelli di eccellenza che dobbiamo sempre mantenere . Ma non c'è solo questo. Intendiamo mettere al centro dell'attenzione il fatto di permettere ai cittadini di trascorrere un tempo più sereno sul treno» prevedendo anche la possibilità « di portare la bici a bordo». «C'è da lavorare anche sulla sicurezza. L'Italia è uno dei Paesi con i migliori livelli di sicurezza. Ma come è emerso dall'incontro che ho avuto con l'Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria, molti incidenti sono dovuti anche alla disattenzione di utenti e pendolari. Serve la massima collaborazione non solo con le istituzioni ferroviaria ma anche con gli utenti», ha detto Toninelli.

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Regione Lazio, i pediatri negli ambulatori anche nel weekend

(Fonte: www.ansa.it)
A partire da questo fine settimana i cittadini del Lazio potranno recarsi negli ambulatori aperti nel weekend e nei giorni festivi e prefestivi per ricevere l'assistenza pediatrica. Il servizio attivato grazie alla collaborazione e all'accordo firmato dalla Regione Lazio con i Pediatri di Libera Scelta, sarà presente in 5 presidi della Capitale (dalle ore 10 alle ore 19) e presto si estenderà su base volontaria anche in ogni capoluogo di provincia a Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina. Ad oggi hanno aderito all'accordo oltre 100 pediatri di libera scelta su base volontaria. Presso gli ambulatori del weekend si potrà dunque effettuare una visita pediatrica specialistica e tutte le prestazioni derivanti. 
I cinque presidi aperti nei weekend e nei giorni festivi dove è possibile trovare l'assistenza pediatrica indipendentemente dalla Asl di residenza sono: 
la Casa della Salute di Prati-Trionfale in via Frà Albenzio (I Municipio),
la Casa della Salute S.Caterina della Rosa in via Nicolò Forteguerri (V Municipio), 
la Casa della Salute di Ostia sul Lungomare Paolo Toscanelli (X Municipio),
il Poliambulatorio di via Lampedusa (III Municipio) e 
il poliambulatorio di via Camillo Sabatini (IX Municipio). 
"Si tratta di una rivoluzione in quella fitta rete dell'assistenza sanitaria della nostra regione che in questi anni abbiamo cercato di rendere più capillare e soprattutto più vicina alle esigenze e alle richieste dei cittadini e delle loro famiglie – spiega il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – Per la prima volta infatti il servizio pediatrico sarà disponibile anche il sabato e la domenica e nei festivi. Si tratta di un altro importante passo nella costruzione di una rete sociosanitaria regionale che prima non esisteva, per i cittadini e i più deboli, utile a far sentire loro che il sistema sanitario regionale è presente e vicino ai loro bisogni". "Più qualità delle cure – conclude l'Assessore alla Sanità e l'Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato – ma anche nuovi presidi di riferimento: in questi anni attraverso le Case della Salute e gli ambulatori di medicina generale aperti il sabato e la domenica abbiamo voluto dare ai cittadini un numero maggiore di servizi, assicurando sempre un elevato livello di qualità e disponibilità dei professionisti, che sono i primi a prendersi cura di loro. Voglio ringraziare i pediatri dunque per questa nuova attività che ci permetterà insieme di costruire un nuovo modello di promozione e tutela della salute. I buoni risultati raggiunti in termini di accessi nei 31 Poliambulatori che, grazie alla collaborazione con i medici di medicina generale hanno già fatto registrare oltre 280mila accessi, ci dimostrano quanto i cittadini siano attenti alle nuove opportunità sul territorio e che la strada da noi intrapresa è sicuramente quella giusta. 
La prossima sfida che dovremo affrontare sarà ora il potenziamento dell'assistenza domiciliare. E a questo stiamo già lavorando". Le informazioni sono disponibili e costantemente aggiornate sul sito della www.regione.lazio.it e su www.salutelazio.it 22 giugno 2018.