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Riforma sul diritto allo studio, Zingaretti: “Molto contento che ieri sia stata apporvata senza voti contrari”

«Molto contento che ieri sia stata approvata senza voti contrari la riforma sul diritto allo studio. L'ennesima norma varata che porta il Lazio ad essere la regione dove innovazione giusta e difesa e tutela dei cittadini trovano la loro sintesi. Grazie ancora al consiglio regionale per lo splendido lavoro che sta facendo». Lo scrive su Twitter il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
 

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Roma, Lombardi contro Grillo: “Sulle buche non si scherza”

(Fonte: la Repubblica, di Mauro Favale) – "Caro Beppe qualche giorno fa sono rimasta stupita, ed è per me la prima volta, di aver visto un tuo video ed aver reagito, alla fine, non con un sorriso ma con un fondo di tristezza". Roberta Lombardi, storica prima capogruppo M5S in Parlamento, oggi alla Regione Lazio, osa l'inosabile: criticare l'Elevato, il garante del M5S. Lo fa con un post su Facebook carico di amarezza nel quale punge il comico sul personale: "Quando hai chiuso il tuo minitour romano dicendo "non ci sono buche, nessuna buca, nessuna buca", non ho più riso, e mi è sceso un velo di tristezza".
 

Grillo per le strade di Roma: "Qui non vedo buche"

La Lombardi, voce spesso dissonante ma molto autorevole tra i grillini, fa riferimento al video con cui, domenica scorsa, Grillo ha concluso la sua trasferta romana interpretando, a favore di telecamera, il ruolo di "moralizzatore del traffico". E, appunto, lodando (da un microfono collegato agli altoparlanti della macchina) la presunta perfezione del manto stradale della capitale. Che, invece, è noto ovunque per le sue buche e voragini dove, specie nelle ultime settimane, non sono mancati gli incidenti, anche mortali. La Lombardi lo ricorda nel suo lungo post: "Purtroppo cisono persone che hanno subito gravi infortuni, e famiglie che hanno subito lutti, a causa del pessimo stato del manto stradale", scrive.

La colpa dello stato dell'asfalto della capitale, secondo l'esponente M5S, non è di Virginia Raggi e della sua giunta: "Capisco lo sforzo che stanno facendo per sistemare quanto più possibile quel disastro", prosegue. Poi l'affondo finale: "Noi non possiamo dire "non ci sono buche", caro Beppe. Sarebbe da incoscienti, e noi non lo siamo. Dobbiamo dire la verità: a Roma c'è una situazione difficilissima", c'è "un problema che è sì ereditato dal passato (e i sindaci che ci hanno portato qui dovrebbero vergognarsi, anziché alzare il ditino!) ma che tocca a noi, oggi, risolvere nel modo più rapido, trasparente ed efficiente possibile". E aggiunge: "Noi siamo il MoVimento Cinquestelle: non mettiamo la polvere sotto il tappeto, non mettiamo le chiacchiere sopra le buche". Come a dire: scherza coi fanti ma (a Roma) lascia stare le buche.

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Roma, Maam abusivo: risarcimento record. Il Viminale deve 27,9 milioni

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – L'ex salumificio Fiorucci costa un risarcimento da capogiro al Viminale. Per lo stabilimento di via Prenestina, occupato dal 2009 e oggi sede del Museo dell'Altro e dell'Altrove, lo Stato e il ministero dell'Interno devono saldare "immediatamente " un conto da 27,9 milioni di euro alla Ca. Sa srl del costruttore Pietro Salini. Così, ieri mattina, ha deciso la seconda sezione del tribunale civile, punendo l'inerzia delle forze dell'ordine. Una sentenza pesante: le 18 pagine firmate dal giudice Alfredo Matteo Sacco altro non sono che un'accusa alla gestione delle occupazioni abusive degli ultimi dieci anni.

Il magistrato non fa sconti: "L'occupazione abusiva non lede i soli interessi della parte proprietaria, ma lede anche il generale interesse dei consociati alla convivenza ordinata e pacifica e assume un'inequivoca valenza eversiva " . Insomma, la toga ne fa una questione di ordine pubblico. Poi passa all'analisi del panorama capitolino: "Le occupazioni abusive di interi stabili nella sola città di Roma assommano almeno a un centinaio e tale situazione è da sola sufficiente a dimostrare l'inadeguatezza della complessiva azione preventiva e repressiva delle autorità preposte " .

Il riferimento alla vicenda dei 19 mila metri quadrati in zona Tor Tre Teste è evidente. La storia parte il 27 novembre del 2003, con l'acquisto dell'immobile da parte della società del gruppo Salini Impregilo per 6,85 milioni di euro. L'idea, già discussa con il Comune, è quella di bonificare la struttura dall'amianto e convertirla in un maxi- condominio: 50 mila metri cubi di appartamenti con cessione di parte degli alloggi al Campidoglio per contrastare la già allora cronica emergenza abitativa. Per ottenere la variante al piano regolatore, però, ci vorranno 10 anni. Il via libera del consiglio comunale arriva il 20 marzo 2013.

Ma la situazione, per i proprietari, è già compromessa. Il gigante tra il Gra e la Palmiro Togliatti è occupato dal 27 marzo 2009. Prima ha ospitato Metropoliz, città meticcia abitata da peruviani, marocchini, tunisini, ucraini, polacchi ed eritrei. Poi sono arrivate le opere di arte contemporanea raccolte nel Maam dall'antropologo Giorgio De Finis. Da ieri sono abusive per sentenza.

Secondo la società Ca.Sa, in realtà lo erano già dal luglio 2009, dal giorno in cui il tribunale ha spiccato un decreto di sequestro per l'ex salumificio. Poi c'è il Campidoglio. Il censimento del patrimonio capitolino è ancora al palo. Mancano soluzioni alloggiative alternative – le chiedeva il ministro dell'Interno Marco Minniti, ma con Matteo Salvini al Viminale non è esclusa una rivoluzione hard – per permettere alla prefettura di far ripartire gli sgomberi.

Ora, però, c'è la linea dettata dal tribunale. Oltre al maxi-risarcimento, la sentenza fissa un indirizzo politico chiaro: " L'esecuzione degli sgomberi forzati può certamente determinare immediati, ma evidenti e limitati, turbamenti dell'ordine pubblico. La tolleranza delle occupazioni abusive, al contrario, può determinare situazioni di pericolo meno evidenti ma decisamente più gravi nel medio e nel lungo periodo. Tollerare simili occupazioni può consentire il formarsi di "zone franche" utili per ogni genere di traffico illecito " . In via Prenestina, come sottolinea un report allegato alla sentenza, venivano stoccati e smaltiti rifiuti speciali. E non è finita qui: il tribunale deve esprimersi ancora sull'Aniene Palace Hotel, occupato da 5 anni da 100 famiglie, e sugli immobili di Idea Fimit, fondo immobiliare proprietario dell'albergo di via Curtatone.

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Roma, i romani in giro con lo spray Cerchi gialli attorno alle buche

(Fonte: Corriere della Sera, di Rinaldo Frignani) – L’appello è stato raccolto. Cerchi verdi o gialli sono comparsi attorno alle buche più grandi, da San Giovanni a Settebagni, dai Parioli fino a Ostia. Anche se non si esclude che nei prossimi giorni il fenomeno possa allargarsi a macchia d’olio in altri quartieri. Una forma di impegno civico da parte, per ora, dei comitati dei residenti e di alcuni singoli che sono scesi in strada con le bombolette di vernice spray colorata per segnalare la presenza di micidiali dissesti stradali che possono rivelarsi molto pericolosi, se non fatali, soprattutto per motociclisti e scooteristi.

Non a caso l’invito a fare qualcosa contro le vergognose condizioni del manto stradale capitolino è arrivato proprio da Graziella Viviano, la mamma di Elena Aubry, morta in moto all’inizio di maggio su un tratto di via Ostiense martoriato dalle radici degli alberi che costeggiano la strada e che avrebbero provocato la caduta della ragazza. L’iniziativa sembra già aver riscosso un certo successo, visto che in alcuni casi, in particolare a San Giovanni, le buche dipinte sono state subito ricoperte con uno strato di bitume da ditte fatte intervenire dai municipi. Interventi provvisori, come accade quasi sempre nella Capitale, che il primo nubifragio rischia di rendere inutili perché l’asfalto posticcio finisce per essere polverizzato dall’acqua.

Proprio ieri il Corriere ha fatto un altro giro, metro alla mano, per le strade più interessate dai dissesti. Ne è uscito un quadro, parziale vista la vastità del territorio capitolino, poco rassicurante: voragini grandi e piccole profonde da cinque a dieci centimetri, dalla zona dell’Esquilino a quella di San Giovanni, dalla via Casilina al quartiere Trieste, fino alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme e agli archi della Cristoforo Colombo. L’elenco è interminabile, la situazione disastrosa, a fronte dell’atteggiamento dei romani, in auto e in moto, pronti ad applaudire qualsiasi iniziativa, anche autonoma, che possa fornire un aiuto per migliorare le strade di Roma. Dove, oltre alla buche, la fanno da padrone i rattoppi — vecchi e nuovi — sull’asfalto, a volte anche più pericolosi delle voragini e degli avvallamenti. Dentro le buche si può trovare di tutto, dal terriccio ai mozziconi di sigarette, perfino le mattonelle, come accade nella zona residenziale «Marco Simone», a Guidonia, dove i residenti sono pronti a presentare un esposto in Procura.

A Roma di indagini ne sono state aperte già due sull’asfalto impercorribile, mentre ieri una perizia disposta dai pm ha comunque escluso che la morte della sincronetta azzurra Noemi Carrozza il 15 giugno scorso sulla Cristoforo Colombo sia stata causata dal problemi del fondo stradale, confermando le prime conclusioni dei vigili urbani, guidati dal comandante generale Antonio Di Maggio. La polizia municipale, sulla questione delle buche segnalate con la vernice, ricorda che, sebbene possa essere un’azione a fin di bene, «imbrattare l’asfalto è pur sempre una violazione del Codice della strada»: l’articolo 15 (Titolo II, capo I) prevede una multa da 41 a 168 euro, più il pagamento delle spese per il ripristino dei luoghi.

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Rifiuti a Roma, Raggi: assumere dirigenti Ama. Sindacati in rivolta: allora sciopero

(Fonte: Corriere della Sera, di Maria Egizia Fiaschetti) – Mentre i cittadini continuano a segnalare cassonetti strapieni e rifiuti in strada, nonostante Ama abbia potenziato il servizio di raccolta dopo il lungo ponte dei Santi Pietro e Paolo, i sindacati proclamano lo sciopero per sabato 14 luglio. Salvo ricuciture – domani i rappresentanti dei lavoratori incontreranno gli assessori Pinuccia Montanari (Ambiente) e Gianni Lemmetti (Bilancio) – lo stop rischia di aggravare una situazione già critica.

Terreno di scontro con l’amministrazione M5S, la delibera sullo sblocco delle assunzioni, ferma dallo scorso autunno. Il provvedimento dovrebbe favorire l’ingresso di 130 nuovi operatori della municipalizzata nel 2018, su un totale di 440 spalmati da qui al 2021. Se non fosse che il Campidoglio finora non ha potuto procedere a causa del blocco del turnover, legato al piano di rientro dal debito. Un ostacolo che, trovato l’accordo con il governo, sembrava essere superato. L’iter, però, è ancora al palo: il Comune, per partire, aspetta il via libera formale di Palazzo Chigi. La sindaca prova a rassicurare le parti sociali sull’imminente approvazione della delibera: «Lo sciopero deriva dall’abrogazione di una norma che non consente di far entrare nelle partecipate nuovi dirigenti, stiamo lavorando».

Parole che innescano la dura reazione dei sindacati: «Chiediamo lo sblocco delle assunzioni per migliorare le difficilissime condizioni di lavoro, a fronte dei maggiori impegni previsti dal piano industriale – sottolineano dalla Cgil Funzione pubblica -. Quindi, visti i pensionamenti di questi anni, per coprire i vuoti su operai, meccanici, figure operative, non certo per i dirigenti».

Nel frattempo si apre un altro fronte polemico, dopo che l’assessore regionale all’Ambiente, Massimiliano Valeriani, ha sbandierato un dato: il 100% dell’indifferenziata di Roma viene smaltita fuori dai confini del Comune. Situazione ritenuta «insostenibile»: mentre si tende (non senza difficoltà) verso l’obiettivo «rifiuti zero», a suo avviso la Capitale dovrebbe dotarsi di una discarica di servizio. Posizione contro la quale si scagliano i grillini in Aula Giulio Cesare: «Il Pd si sveglia e annuncia che una discarica a Roma è l’unica soluzione possibile – attacca su Facebook il capogruppo M5S, Giuliano Pacetti -. Malagrotta è stata chiusa nell’ottobre 2013, in quell’anno la Regione era sempre a guida Zingaretti e la Capitale era amministrata dal Pd. Non sarebbe stato politicamente corretto chiedere allora al Campidoglio di realizzare una discarica?».

Replica Valeriani: «Se non si vogliono impianti di smaltimento degli scarti non riciclabili sul proprio territorio, non si può neanche pretendere che altre comunità siano disposte ad accettare i rifiuti di Roma». Stoccate, accuse, recriminazioni, mentre la città rischia una nuova emergenza.

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Sciopero ATAC, Magliaro: “Mini-sciopero pretestuoso “

Fernando Magliaro, intervistato a Radio Roma Capitale, si è espresso sulla questione dello scioperi dell'ATAC e, che domani bloccherà i trasporti per 4 ore: "In molte occasioni, si è trattato di scioperi altamente pretestuosi. Ci sono stati mesi di scioperi con Marino, con molti disagi per i cittadini. Tuttavia – sottolinea Magliaro – stranamente durante questi mini-scioperi di una sigla sindacale ci sono picchi dei malati: tutto ciò comincia a essere un po' stucchevole, sembra una scusa per fare week end fuori. Oltretutto – ironizza il giornalista – la differenza nel servizio di ATAC in ordinario piuttosto che durante uno sciopero è quasi nulla".

Il giornalista de' "Il Tempo" mette in chiaro la differenza con lo sciopero di AMA, previsto per sabato prossimo. "AMA ha bisogno di mezzi, di impianti e soprattutto di personale. La sindaca – continua Fernando Magliaro – ha probabilmente capito male: ad AMA non servono, come lei crede, dirigenti, ma operai. Deve essere sottolineata – conclude Magliaro – la dichiarazione di Valeriani, interpellato sull'emergenza rifiuti". Massimiliano Valeriani, assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento, aveva infatti commentato i progetti futuri del Campidoglio, evidenziando quanto il Comune dovrebbe invece concentrarsi sul presente.

In basso il podcast dell'intervista…

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Inchiesta Marrazzo, pm chiede condanne per i 4 carabinieri infedeli

(Fonte: www.repubblica.it)
La Procura di Roma ha chiesto la condanna per i quattro carabinieri infedeli coinvolti nel luglio del 2009 nella vicenda del video girato all'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo mentre era in compagnia di una trans. In particolare il pm Edoardo De Santis ha chiesto 12 anni per Nicola Testini e Carlo Tagliente. Per i loro altri due colleghi, Luciano Simeone e Antonio Tamburrino, sono state sollecitate condanne rispettivamente a 9 e 4 anni di reclusione. Chiesta, invece l'assoluzione per il trans Natali. I militari sono accusati, a vario titolo, di concussione, rapina, violazione della legge sugli stupefacenti e ricettazione. Per Piero Marrazzo "è stato uno tsunami senza fine" e "lui si è assunto le sue responsabilità. Gli hanno distrutto la vita". Sono le parole di Luca Petrucci, legale dell'ex presidente della Regione Lazio, parte civile nel processo ai quattro carabinieri infedeli imputati per il video girato nel 2009 all'ex governatore mentre era in compagnia di una trans. Il legale ha avanzato una richiesta di risarcimento di 50 mila euro. "Marrazzo era un politico intransigente con dei vizi privati", ha aggiunto il penalista secondo cui da parte dei carabinieri "c'è stata l'intenzione di cercarlo per sfruttare una sua debolezza. Volevano fare l'affare della vita cercando di ricavarne 80mila euro, non qualche migliaio di euro".

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Rifiuti, da Raggi lettera di diffida a Zingaretti: «Soluzioni per Roma o la colpa sarà tua»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Simone Canettieri)Ancora tensione tra Comune e Regione sui rifiuti. Con una lettera di quattro pagine – inviata per conoscenza anche il ministro dell'Ambiente Costa e alla prefetta Basilone –  la sindaca di Roma Virginia Raggi diffida il governatore Nicola Zingaretti affinché applichi con la «massima sollecitudine la sentenza del Tar del 2016, relativa all'individuazione di siti e impianti da inserire in una rete integrata». I due impianti indicati dalla Regione per la discarica  si trovano nei comuni di Colleferro e Civitavecchia. «Ma – scrive Raggi nella sua lettera a Zingaretti – non hanno alcuna fruibilitù nel breve periodo e non potranno portare alcun sensibile contributo allo smaltimento dei rifiuti nella Capitale». La grillina chiede al governatore «di assumere tutte le iniziative del caso per individuare impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti: qualsiasi soluzione che non tenga conto di questa primarie esigenza è da considerarsi inutile, oltre che dannosa, e di ciò non potrà che ritenersi responsabile la Regione Lazio».

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Inchiesta stadio Roma, le ammissioni di Parnasi ai pm: “Palozzi chiedeva sempre soldi, Civita solo favori”

(Fonte: www.repubblica.it)
"Adriano Palozzi mi ha chiesto con estrema insistenza un aiuto economico. L'ho conosciuto in occasione della vicenda di Ecovillage, in quanto era sindaco del Comune di Marino. Lo avevo sostenuto nella precedente campagna elettorale, almeno 6 anni addietro, erogando in suo favore se non ricordo male 10mila euro.  Si trattava di un'erogazione regolare, con delibera e iscrizione in bilancio da parte di una società del gruppo". E' quanto afferma il costruttore Luca Parnasi nell'interrogatorio fiume con i pm di Roma, durato complessivamente 11 ore, parlando del ex vice presidente del Consiglio Regionale del Lazio di Forza Italia, indagato nell'inchiesta sullo stadio della Roma e poi di Michele Civita. I due, il primo gravato dall'obbligo di firma, il secondo agli arresti domiciliari, hanno discusso oggi davanti al Riesame le istanze per chiedere la revoca o l'attenuazione delle misure cautelari dopo gli arresti del 13 giugno. Il tribunale della Libertà si è riservato di decidere nei prossimi giorni. La Procura, per rafforzare il suo impianto accusatorio, ha depositato la parte dell'interrogatorio di Parnasi (che resta in attesa della decisione del gip sulla scarcerazione) in cui il costruttore racconta dei suoi rapporti con gli esponenti politici. Nel corso del confronto, il costruttore aggiunge che "nell'ultima campagna elettorale Palozzi mi chiamava continuamente chiedendomi un contributo ed abbiamo concordato il contratto con la Pixie, al fine di giustificare la dazione della somma di denaro. Non avevo bisogno di quel contratto nè di quei servizi. Tuttavia – aggiunge il costruttore – non volevo fare figurare il mio nome accanto a quello di Palozzi proprio perchè stavo tentando di costruire un rapporto con i Cinque Stelle. La società Pixie ha svolto un'attività di consulenza consistente nella documentazione che esibisco".
L'ex presidente di Eurnova spiega, inoltre, che non aveva "alcun interesse alle funzioni di Palozzi" e che il denaro devoluto  "aveva il solo scopo di evitare di avere problemi con lui che continuava a richiedermi dette somme. Quanto alle ragioni di tale erogazione, devo dire da un lato che essa è intervenuta per evitare di avere un nemico, tale era la mia percezione delle cose, dall'altro era connessa alla sua funzione pubblica, nel senso che acquisivo la disponibilità della sua funzione ove essa si fosse resa necessaria per il perseguimento degli interessi miei e del mio gruppo".
• CIVITA AGI' SEMPRE NELL'INTERESSE DELLA REGIONE
Invece riguardo a Michele Civita, Parnasi sottoliena che  "ha operato sempre nell'interesse della Regione Lazio. Io l'ho sostenuto con il voto, a lui dato anche da parte dei miei familiari. Politicamente la Regione e di conseguenza Civita erano favorevoli alla realizzazione dello Stadio. Era il nostro punto di riferimento nella conferenza di servizi ed a lui, sia che io che Caporilli e Baldissoni, ci rivolgevamo per la soluzione di eventuali problemi" aggiunge il costruttore Luca Parnasi a proposito del rapporto con l'ex assessore regionale del Pd, indagato nell'inchiesta sull'impianto di Tor di Valle. "Non sono in grado di dire se il suo atteggiamento di disponibilità fosse finalizzato ad avanzarmi in seguito la richiesta di assunzione del figlio. Per la conoscenza che ho di Civita credo che non sia così. Ho fatto la promessa di assunzione del figlio perché a lui legato da rapporti personali, nella consapevolezza del suo ruolo pubblico".
• MANGOSI: "PARNASI, GESTIONE PADRONALE PRONTO A FARE CORTESIE"
"Il 30 giugno avrei chiuso ogni rapporto con il gruppo Parnasi poiché si trattava di una società padronale, in cui non c'era alcuna condivisione nelle scelte e nella quale ogni scelta imprenditoriale non veniva fatta in base al merito ed al fine di conseguire risultati in sostanza validi, al solo fine di creare relazioni utili al perseguimento di interessi di Luca Parnasi". E' un passaggio dell'interrogatorio di Giulio Mangosi, collaboratore del costruttore romano e cugini di Parnasi. "Come imprenditore non condivido i suoi metodi – aggiunge – spesso si comportava da padrone e come ho già detto gestiva l'attività imprenditoriale dando assoluta priorità alla creazione e al mantenimento di relazioni con soggetti che potevano essergli utili anche facendo loro delle 'cortesie'". In relazione al rapporto tra il gruppo Parnasi con l'ex vicepresidente della Regione Lazio, Adriano Palozzi e del lavoro pagato 25 mila euro alla società Pixie riconducibile all'esponente di Forza Italia, Mangosi aggiunge: "Mi sono reso conto che il lavoro svolto non aveva alcun valore commerciale e non era utile alle nostre società, ma non ho detto nulla a Parnasi, perché sapevo che il contratto rispondeva ad una precisa scelta del Parnasi di far lavorare una società per fare un favore a Palozzi. Accadeva molte altre volte che stipulassimo contratti solo al fine di alimentare una rete di relazioni che Parnasi riteneva utile". In riferimento alla frase intercettata "i tuoi hanno vinto" rivolta da Mangosi a Parnasi dopo le elezioni, il collaboratore del costruttore spiega che si riferiva "alle persone che sapevo che Parnasi aveva sostenuto e che io avevo conosciuto, e cioè Palozzi e Patrizia Prestipino (attuale deputata del Pd ndr), alla quale era stato dato in comodato un ufficio utilizzato come ufficio elettorale, poi tramutato regolarmente in un contratto di locazione. Sapevo in realtà che Parnasi aveva sostenuto la Prestipino attraverso l'attribuzione del comodato gratuito e, quanto a Palozzi, lo qualifico come 'i tuoi' solo perchè mi era stato presentato da Parnasi".

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Rifiuti, Comune a Regione: “Roma non avrà mai una discarica”

(Fonte: www.repubblica.it)
"Vorrei rispondere all'assessore Valeriani: Roma Capitale ha una strategia sui rifiuti, e la sta mettendo in campo accanto a una progettazione" ha detto, a margine di una campagna contro l'abbandono degli animali l'assessora capitolina all'ambiente, Pinuccia Montanari, rispondendo al suo omologo della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, il quale, durante un'intervista aveva affermato che Roma Capitale avrebbe bisogno di una discarica di servizio. "Non serve fare sterili polemiche – aveva detto Valeriani –  e mi limito ad evidenziare alcuni dati: al contrario di quasi tutti i Comuni del Lazio, dove si registra una diminuzione della produzione dei rifiuti e un forte incremento della raccolta differenziata, nella città di Roma aumentano i rifiuti prodotti, mentre la raccolta differenziata rimane al 44%. Inoltre il 100 per cento dei rifiuti trattati della Capitale vengono smaltiti in impianti fuori dai confini comunali. Questa gestione del ciclo dei rifiuti è ormai insostenibile: oltre ad avere costi molto alti per i cittadini romani, grava esclusivamente sulle altre province del Lazio". "Roma Capitale non accetterà mai una discarica di servizio – asserisce l'assessora –  ma siamo intenzionati a proporre anche in tempi brevi delle soluzioni impiantistiche anche tecnologicamente avanzate, proprio per trattare l'indifferenziato. Già da ora se la Regione ci autorizzerà per l'impiantistica sostenibile anche dell'indifferenziata noi siamo disponibili subito a proporla". "Questo" ha aggiunto Montanari, "è un grande inganno del Pd fatto ai romani, dopo la chiusura di Malagrotta, di non aver individuato immediatamente delle risposte adeguate alla città. Stiamo pagando pesantemente questo prezzo, ma allo stesso tempo stiamo individuando una soluzione. Abbiamo presentato in Regione due impianti di compostaggio, quest'ultima ci autorizzi immediatamente per le realizzazione". "Sulle richieste di autorizzazione – ribatte Valeriani – per due centri di compostaggio da parte dell'Ama, la direzione regionale competente sta realizzando le verifiche previste dalla legge per accertare la compatibilità delle aree indicate, ma questi impianti non incideranno affatto sul volume dei rifiuti indifferenziati". "Da parte della Regione non mancherà mai supporto e collaborazione, con investimenti e normative che consentano di potenziare la raccolta differenziata e di sviluppare un'economia circolare per arrivare all'obiettivo dei 'rifiuti zero'. In attesa di questo traguardo – conclude Massimiliano Valeriani – è necessario però gestire anche la situazione ordinaria e sollecitare l'Amministrazione Raggi ad individuare misure attuabili ed efficaci per evitare il rischio di nuove emergenze". Intanto si rischia una riacutizzazione della crisi con lo sciopero della raccolta della spazzatura fissato dai sindacati per il 14 luglio. Il Campidoglio tenta di correre ai ripari e scongiurare l'ennesima crisi in un settore che è da sempre una nota dolente della capitale e fissa per venerdì 6 un incontro per evitare la mobilitazione cui aderiscono Cgil, Cisl, Uil e Fiadel. I sindacati chiedono da mesi la modifica di due delibere del 2015, la 52 e la 58, che aprono alla possibilità di esternalizzare una serie di servizi del settore e bloccano le assunzioni di dipendenti.