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Città verso l’emergenza: cassonetti stracolmi e impianti già «saturi»

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – Monnezza ovunque. Cumuli di sacchetti accanto ai secchioni straripanti, succede sulla Flaminia o all’Eur, ma dai Castelli fino al mare. Aree cassonetti invase da ingombranti come materassi sudici, frigo, condizionatori dismessi, uno sgangherato divano in pelle bianca a via Papiria, zona don Bosco; carcasse di televisore, scheletri di armadio, vestiti lerci appallottolati, scatoloni da imballaggio; non si contano i cartoni della pizza, le buste dal contenuto criptato dalla plastica nera e i sacchetti annodati stretti per contenere la puzza degli avanzi organici fermentati sotto il sole dell’estate. Un profumino irresistibile per migliaia di ratti e per i gabbiani, banchetti. omai icone social del degrado. Però tanfo insopportabile per gli umani, ormai diventato disagio puro in tutta la città. Con i romani della Cassia, per esempio, costretti vivere con le finestre sigillate. Ogni tanto, come a Pietralata, i cassonetti vanno a fuoco sprigionando il fumo mefitico delle diossine, spesso è l’esasperazione dei cittadini ad accendere la miccia.

Fa specie anche il caso di Axa – fiore all’occhiello del Campidoglio per quel 93% di raccolta differenziata – i cui confini sono delimitati da montagne di spazzatura sorte anche grazie ai pendolari del cassonetto, fenomeno che nei piani di Ama deve essere debellato anche attraverso la video-denuncia dei cittadini. Giù in strada, del resto, talvolta è proprio impossibile arrivare al cassonetto tanta è la spazzatura accumulata intorno, tocca cimentarsi nel lancio della busta sperando di azzeccare il tiro, «altrimenti passerà Ama», si commenta in genere con più di una punta d’ironia. Perché la municipalizzata dei rifiuti ha, sì, rafforzato la raccolta dopo la riduzione fisiologica del week-end allungato dal venerdì dei Santi Pietro e Paolo, ma non in modo sufficiente da fugare il sospetto di una nuova emergenza in arrivo.

C’è uno sciopero che pende – la data sarà decisa tra oggi e domani – per la protesta dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Fiadel) contro il Campidoglio: venerdì si terrà il vertice sulla delibera sblocca-assunzioni rimasta sospesa tra le dimissioni di Alessandro Gennaro dall’assessorato alle Partecipate e la presa in carico di Gianni Lemmetti, titolare del Bilancio; e le sigle si presenteranno al tavolo con uno strumento di pressione fortissimo viste le condizioni della città. In più ci sono i depositi saturi di Rocca Cencia e Salario, pieni zeppi di indifferenziato (54% è il dato di produzione cittadina: quasi 900 mila tonnellate l’anno) e, da sabato, un contratto per la compensazione del trasferimento in Lombardia o Emilia, passaggio molto costoso (160 euro a tonnellata!) eppure necessario. Perché sugli impianti non si trova la quadra: la Città metropolitana ha indicato delle aree tutte al di fuori del Comune di Roma dove costruire impianti per lo smaltimento, ma nessun comune, anche a trazione M5S, sembra al momento disponibile ad accollarsi i rifiuti della Capitale. Mentre la Regione, terminato a fine giugno l’accordo con la Puglia, aspetta di riattivarlo a partire da settembre. Sperando cioè in una città svuotata dalle vacanze estive.

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Roma, “Sos Comune” è un flop: risposta il 2 agosto

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Prime 24 ore di attività. Il neonato sistema unico per le segnalazioni del Campidoglio si sveglia dopo essere stato tenuto a battesimo dalla sindaca Virginia Raggi e dall’assessora alla Semplificazione, Flavia Marzano. Il contatore segna già 21 mila denunce. Ci sono quelle vecchie, depositate in era Marino con IoSegnalo, e quelle fresche di battitura. Poi ci sono gli utenti. Come accade per ogni novità, non tutti riescono a comprendere o a sfruttare a pieno le potenzialità del software. Chi, per errori propri, vittima del digital divide. Chi per falle della pagina "reingegnerizzata" per ospitare immagini e video di denuncia geolocalizzabili su una mappa interattiva.

Ci mettiamo in gioco in prima persona e, dotati dell’identità digitale Spid, diventiamo utenti del sistema. Il primo tentativo (in realtà i primi tre) è traumatico. Proviamo a segnalare senza troppa fortuna una serie di cassonetti per la raccolta differenziata della carta non svuotati da giorni in zona San Giovanni. Le nostre denunce, però, vengono rispedite al mittente. Per tre volte la barra di caricamento si blocca attorno al 90 per cento e dobbiamo rinunciare. La segnalazione sparisce nel nulla. Non si trova da nessuna parte, nemmeno nelle bozze. Dobbiamo ricominciare da capo.

Dopo l’ultimo tentativo a vuoto, proviamo a cambiare browser. Il problema, a quanto pare, era di mera natura informatica. Quarta prova. Ora il sistema va. La segnalazione, così ci dice la finestra che si è appena aperta, finisce sotto la categoria — ce ne sono 366 — denominata “cassonetto carta pieno/ribaltato/danneggiato”. La denuncia, però, non viene girata ad Ama. Ma al municipio di competenza, il VII. Sarà l’ex circoscrizione, chissà, ad avvertire chi di dovere?
Vedremo. Ma prima di ricevere una replica potremmo essere costretti ad aspettare un po’. Un bel po’. Il tempo previsto di risposta ci rimanda al 2 agosto 2018. Tra un mese, sperando che nel frattempo i contenitori della carta siano già stati svuotati, dovremmo ricevere una risposta.

A qualcuno il primo approccio con il sistema unico per le segnalazioni — che ieri ha raccolto almeno 500 denunce — è risultato ancor più indigesto. Dopo l’accesso, M.M. ha visto cadere nel vuoto il suo messaggio. Gli schiamazzi, le urla e i suoni molesti sotto le finestre della sua abitazione sono stati liquidati in pochi istanti dal Campidoglio. "La mia richiesta — spiega l’utente — è stata chiusa". Senza esito. Il software spiega che la segnalazione è rimasta inevasa. Probabilmente non ha mai raggiunto il comando dei vigili urbani a cui sarebbe dovuta essere destinata. "Perché? Forse — si chiede M.M. — non è sufficientemente importante?".

L’altra questione riguarda i tempi di intervento sui dossier più delicati. Il sistema permette di denunciare anche “comportamenti omofobi/sessisti”, “abusi su persone fragili” ed “episodi di bullismo” su minori e non, ma anche “voragini” e “allagamenti”. Emergenze che richiedono risposte immediate. E, come sottolinea il capogruppo di FdI Andrea De Priamo, "servizi al cittadino più efficienti". La “video-delazione” della sindaca Virginia Raggi preoccupa. Anche per la gestione delle informazioni che, seppur tutelate dal Garante, fanno permanere il problema della privacy dei cittadini. Raggi faccia la sindaca, non lo sceriffo".

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Il KO al terremoto di Amatrice

«Quello presentato oggi in Consiglio è un grande appuntamento. L’8 luglio ad Amatrice si svolgerà una manifestazione straordinaria di sport ma soprattutto di rivincita della vita sul sisma. #KOALTERREMOTO, organizzata dall'amico Umberto Pagoni, Presidente dell’Asd Rastium e promotore dell’iniziativa, e con il patrocinio del Coni, Federazione Pugilistica italiana, della Regione Lazio e del Comune di Amatrice, dimostrerà come la boxe, ma in generale tutte le discipline sportive, hanno messo ko il terremoto. Perché noi siamo vivi grazie alla solidarietà e alle tantissime opere che si sono realizzate grazie agli aiuti spontanei dei cittadini, di quel gran cuore che batte nell’Italia vera. Ma per mettere Ko il terremoto al di là dello sport, servono altre cose. Da questo punto di vista c’è un grande ritardo. C’è una grande difficoltà di queste terre a ripartire, e come ho detto più volte purtroppo la ricostruzione è ferma al palo e le macerie non si sono mosse di un centimetro. Tutte le opere pubbliche realizzate finora, il Palazzetto dello sport, il campo sportivo, l’Area del gusto solo per citarne alcune, esistono grazie ai contributi spontanei di persone, aziende e società sportive. Avendo fatto l’allenatore di calcio per 24 anni so cosa significa il sacrificio, so cosa significa ottenere dei risultati, e so che li ottieni solo se dopo una sconfitta pensi che ci sia sempre la possibilità di vincere la prossima gara. A questo proposito ringrazio il campione olimpico Nino Benvenuti per la sua partecipazione e per quello che rappresenta e ha rappresentato: un esempio. Un campione sul ring e anche nella vita. Con la serietà, la lealtà e gli atteggiamenti giusti. Spesso gli atleti nella vita dimenticano di essere degli esempi per i ragazzi. Insieme cercheremo di mettere Ko il terremoto. Per quanto mi riguarda cercando di fare il massimo nella Commissione Ricostruzione e grandi rischi di cui sono presidente e cercando di dare la priorità a chi in questa regione è in codice rosso. Il dramma della nostra nazione è dimenticarsi di queste persone. Rimettiamo al centro del "villaggio" chi è rimasto indietro: solo così riusciremo a mettere Ko non solo il terremoto ma anche l’indifferenza. Lo spot è una palestra di vita prendiamo esempio e rialziamoci. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato e parteciperanno domenica. Sarà un’occasione per aiutare tutte le attività commerciali che fanno fatica a ripartire. L’anno scorso in questo periodo non c’era niente. Alcune attività sono ripartite, ma mancano all’appello 239 persone, 9mila case e tanti altri negozi che vanno ricostruiti. Oggi, chi sta in piedi ha ripreso vita grazie a iniziative come queste e ricordano gli atleti che vanno al tappeto ma poi si rialzano». Questo l'intervento di Sergio Pirozzi stamattina nella conferenza stampa di presentazione del secondo Memorial “Ko al terremoto”, che si terrà l’8 luglio ad Amatrice con lo scopo di rilanciare le terre colpite dal sisma e tenere i riflettori accesi attraverso ospiti illustri e testimonial provenienti dal mondo della boxe, dello spettacolo e del cinema. Pirozzi, ex sindaco di Amatrice, è consigliere regionale e Presidente della XII Commissione (Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile, ricostruzione) del Consiglio regionale del Lazio.

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Ecopass, Grassi: “basta tassare i romani. Prima va risanata Atac”

Grassi si dice favorevole all'intenzione di diminuire la produzione di inquinamento nell'anello ferroviario per  tenere l'area in buone condizioni. Tuttavia, ritiene che il progetto sia troppo oneroso per i cittadini in confronto al servizio di trasporto pubblico offerto dalla Capitale: "Quello che contestiamo è la mancanza di programmazione: prima di proporre una tassa così onerosa per i cittadini è necessario risanare il trasporto pubblico, per quello che è possibile con i fondi a disposizione. Inoltre – prosegue Grassi – l'alto tasso di inquinamento non dipende dalla circolazione delle automobili, le quali contribuiscono solo per il 10%. In realtà, è il riscaldamento degli immobili a costituire la più consistente parte delle emissioni nocive, contribuendo per il 64%. In ogni caso non si può pensare di tassare il romano che torna a casa o che va a lavoro per prendere i soldi che servono a risanare le casse capitoline".

"Va detto che la giunta – conclude il presidente di Roma Sceglie Roma – ha ereditato questi problemi dalle amministrazioni precedenti, ma mi sembra che manchi totalmente un piano di sviluppo per la città. Roma Sceglie Roma, comunque, continuerà a lavorare sui quei 3 punti che ritiene cruciali per il rilancio della Capitale, ovvero: la legge speciale per Roma, la riforma della governance e dei Municipi e la creazione di una nuova classe dirigente onesta e competente per il Campidoglio".

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V Municipio, Boccuzzi: Vogliamo far star tranquilli i cittadini, il problema della prostituzione sta rientrando

Oggi pomeriggio è intervenuto ai nostri microfoni il Presidente del V Municipio, Giovanni Boccuzzi, per parlare di Villa Gordiani. Nel parco, infatti, sono stati chiusi due ingressi per un problema di sicurezza. Il misindaco, con il quale si è parlato della condizione attuale del parco, ha affermato: «Sono stati chiusi due ingressi (quello su via Prenestina ed uno su via Olevano Romano) per contrastare un'attività illecita diffusa, ossia il fenomeno di prostituzione esteso nella zona. Con il Dipartimento Tutela Ambiente abbiamo ritenuto opportuno chiudere i due ingressi per questa motivazione. Ho avuto l'occasione di fare un sopralluogo in quella zona e ci siamo resi conto di questo problema. Purtroppo i cittadini subiscono il disagio della chiusura di due ingressi, ma abbiamo tenuto aperti gli altri tre ingressi». 
Per quanto riguarda la questione vegetazione incolta presente e una delle cause, secondo alcuni ascoltatori, del degrado, Boccuzzi ha detto: «A livello di verde pubblico abbiamo deciso di fare un lavoro di potatura e cercheremo di sollecitare il Servizio Giardini in tal senso. Le alberature sono molto alte e non aiutano perchè creano delle zone d'ombra e quello del potenziare l'illuminazione notturna potrebbe essere una strada da percorrere». 
Sempre sul problema sicurezza il Presidente ha rassicurato gli ascoltatori parlando di una sinergia con le forze dell'ordine e polizia locale che stanno intervenendo direttamente anche con la macchina di servizio. «La notte è un po' più problematico, ma i Carabinieri ci hanno assicurato maggiori controlli. Ogni giorno c'è la presenza di una pattuglia dei Vigili Urbani che sorveglia la Villa» ha dichiarato il Presidente. Boccuzzi ha poi concluso così: «Vogliamo far star tranquilli i cittadini, il problema della prostituzione sta rientrando. Noi non molliamo». 

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Mercati Niccolini e Vascello, Valerio Vacchini: Cerchiamo soluzioni per salvaguardare i posti di lavoro

Oggi pomeriggio è intervenuto ai nostri microfoni l'Assessore alle Politiche del Commercio, della sicurezza, della legalità del XII Municipio, Valerio Maria Vacchini, per parlare del futuro dei mercati di via Niccolini e di via del Vascello. Ecco quanto dichiarato: «Attualmente c'è una forte criticità, soprattutto nel mercato Vascello, che ha un numero ridotto di banchi. Stiamo cercando di trovare una soluzione alternativa perchè questa attuale non è più compatibile con le normative attuali. Abbiamo lanciato alcune proposte per garantire posti di lavoro e cercare di collocare i banchi nel luogo più appetibile possibile. Non abbiamo ancora un parere unanime e ricomincieremo quindi con un giro di consultazioni fra gli operatori. Fra quest'ultimi vi è chi è propenso alla sistemazione a Quattro Venti e chi preferisce rimanere nella parte alta di Monteverde. Dobbiamo riprendere quindi le consultazioni e all'esito di esse si presenteranno delle proposte. Spero che ci sia stato nel frattempo un accordo fra di loro. Il mercato deve rispondere alle regole dell'urbanistica e non esiste uno spazio abbastanza grande da accoglierli tutti quindi se la decisione presa sarà quella di rimanere a Monteverde Alta, il mercato dovrà essere diviso in due». 
Per quanto riguarda invece la riqualificazione e riprogettazione del mercato San Giovanni di Dio, l'Assessore ha dichiarato: «Abbiamo provveduto a gennaio a far sostituire i cassoni con dei cassonetti che vengono sostituiti tutti i giorni. Sistemeremo l'asfalto nel corso dell'estate e continueremo con degli interventi. Non si trovano i documenti del mercato e quindi abbiamo dovuto calare le pretese per effettuare lavori importanti, ma nel frattempo ci stiamo muovendo per una messa a norma». 

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Rifiuti, Comune a Regione: “Roma non avrà mai una discarica”

(Fonte: www.repubblica.it)
"Vorrei rispondere all'assessore Valeriani: Roma Capitale ha una strategia sui rifiuti, e la sta mettendo in campo accanto a una progettazione" ha detto, a margine di una campagna contro l'abbandono degli animali l'assessora capitolina all'ambiente, Pinuccia Montanari, rispondendo al suo omologo della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, il quale, durante un'intervista aveva affermato che Roma Capitale avrebbe bisogno di una discarica di servizio. "Non serve fare sterili polemiche – aveva detto Valeriani –  e mi limito ad evidenziare alcuni dati: al contrario di quasi tutti i Comuni del Lazio, dove si registra una diminuzione della produzione dei rifiuti e un forte incremento della raccolta differenziata, nella città di Roma aumentano i rifiuti prodotti, mentre la raccolta differenziata rimane al 44%. Inoltre il 100 per cento dei rifiuti trattati della Capitale vengono smaltiti in impianti fuori dai confini comunali. Questa gestione del ciclo dei rifiuti è ormai insostenibile: oltre ad avere costi molto alti per i cittadini romani, grava esclusivamente sulle altre province del Lazio". "Roma Capitale non accetterà mai una discarica di servizio – asserisce l'assessora –  ma siamo intenzionati a proporre anche in tempi brevi delle soluzioni impiantistiche anche tecnologicamente avanzate, proprio per trattare l'indifferenziato. Già da ora se la Regione ci autorizzerà per l'impiantistica sostenibile anche dell'indifferenziata noi siamo disponibili subito a proporla". "Questo" ha aggiunto Montanari, "è un grande inganno del Pd fatto ai romani, dopo la chiusura di Malagrotta, di non aver individuato immediatamente delle risposte adeguate alla città. Stiamo pagando pesantemente questo prezzo, ma allo stesso tempo stiamo individuando una soluzione. Abbiamo presentato in Regione due impianti di compostaggio, quest'ultima ci autorizzi immediatamente per le realizzazione". "Sulle richieste di autorizzazione – ribatte Valeriani – per due centri di compostaggio da parte dell'Ama, la direzione regionale competente sta realizzando le verifiche previste dalla legge per accertare la compatibilità delle aree indicate, ma questi impianti non incideranno affatto sul volume dei rifiuti indifferenziati". "Da parte della Regione non mancherà mai supporto e collaborazione, con investimenti e normative che consentano di potenziare la raccolta differenziata e di sviluppare un'economia circolare per arrivare all'obiettivo dei 'rifiuti zero'. In attesa di questo traguardo – conclude Massimiliano Valeriani – è necessario però gestire anche la situazione ordinaria e sollecitare l'Amministrazione Raggi ad individuare misure attuabili ed efficaci per evitare il rischio di nuove emergenze". Intanto si rischia una riacutizzazione della crisi con lo sciopero della raccolta della spazzatura fissato dai sindacati per il 14 luglio. Il Campidoglio tenta di correre ai ripari e scongiurare l'ennesima crisi in un settore che è da sempre una nota dolente della capitale e fissa per venerdì 6 un incontro per evitare la mobilitazione cui aderiscono Cgil, Cisl, Uil e Fiadel. I sindacati chiedono da mesi la modifica di due delibere del 2015, la 52 e la 58, che aprono alla possibilità di esternalizzare una serie di servizi del settore e bloccano le assunzioni di dipendenti.

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Trasporti: incontro Raggi – Toninelli

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha incontrato oggi al Mit la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Nel corso del tavolo sono stati affrontati diversi temi legati al rilancio del Trasporto pubblico locale a partire dall’ammodernamento delle sue infrastrutture: dalle linee metro alla ‘cura del ferro’, dai nuovi tracciati tramviari fino alle ferrovie cosiddette ex concesse.
«Parte oggi un’interlocuzione istituzionale fattiva, grazie alla quale Roma potrà sempre più migliorare i servizi offerti ai suoi cittadini, anche attraverso l'auspicabile rafforzamento delle sue prerogative istituzionali», ha dichiarato il ministro Toninelli.
«E’ stato un incontro molto costruttivo e operativo. Abbiamo parlato dei dossier e dei progetti per realizzare opere pubbliche utili a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Dobbiamo puntare sulla ‘cura del ferro’ con la creazione di nuove infrastrutture e il potenziamento e ammodernamento delle esistenti”, ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi. All’incontro ha partecipato anche l’assessora alla Città in Movimento, Linda Meleo, che ha sottolineato come ci sia «un’attenzione particolare alla programmazione di nuove opere dalle ciclabili alle linee tramviarie grazie al primo piano urbano della mobilità sostenibile».

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Raggi: sciopero? Via sblocco assunzioni

(Fonte: www.ansa.it)
"Lo sciopero deriva dall'abrogazione di una norma che non consente di far entrare nelle partecipate nuovi dirigenti. Stiamo lavorando, abbiamo ottenuto la chiusura positiva del tavolo interistituzionale per Roma, credo che nei prossimi giorni sarà portata in giunta la delibera che supera questo problema". Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi, a margine della presentazione del Global Forum on Modern Democracy in Campidoglio, interpellata sullo sciopero proclamato dai sindacati in Ama il prossimo 14 luglio.

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Dopo pecore tosaerba ora api antismog

(Fonte: www.ansa.it)
Una rete di alveari dislocata in punti strategici di Roma per monitorare la qualità dell'aria. Ad illustrare la nuova iniziativa del Campidoglio è stato Edgar Meyer in rappresentanza dell'assessorato all'Ambiente presso la sede dei Carabinieri forestali di Roma insieme alla Federazione Apicoltori Italiani. Non è la prima volta che il Comune a 5 Stelle si rivolge agli animali per la cura della città in un ottica ambientalista: prima delle api erano state le pecore ad essere tirate in causa in funzione tosaerba in alcuni grandi aree verdi di periferia. Questo il piano: coordinare un sistema di piccoli allevamenti di api già esistenti presenti in città tra cui quello della Fai a Palazzo della Valle, con l'aggiunta di 3 arnie posizionate nella sede dei carabinieri forestali. Analizzando la qualità del miele, del polline e la salute delle stesse api si punta a misurare il livello di smog.