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Diaco(M5S): Amministrazione attenta alla tutela e benessere degli animali

Oggi pomeriggio è stato intervistato da Silvia Cangelosi il Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle e Presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco. Il consigliere ha parlato del nuovo regolamento approvato dalla Giunta Comunale sulle botticelle tolte dalle strade. A tal proposito Diaco ha affermato: "Nel nostro programma era presente l'abolizione dele botticelle e abbiamo tempestivamente regolamentato la questione. Abolizione che avverrà nel futuro. Abbiamo attuato questa norma: sposteremo le botticelle finalmente dal traffico urbano all'interno di parchi. Daremo la possibilità ai vittorini di non interrompere l'attività lavorativa convertendo la loro autorizzazione in licenza taxi. Tre, quattro vettorini hanno già fatto questo passaggio, auspichiamo che questa strada venga percorsa da più vettorini possibili. Molti i cambiamenti che vogliamo inoltre attuare. Per esempio verranno utilizzati cavalli da tiro perchè rappresenta la razza più idonea, rispetto ai trottatori utilizzati fino adesso. Non solo, fino adesso non c'era tracciabilità fiscale. Sempre per andare incontro al cavallo, il tragitto potrà durare al massimo tre quarti d'ora. Questo primo passo rappresenta un traguardo storico. L'approvazione in Giunta è il primo step, poi si passerà nei Municipi e in Commissione. Una volta approvato in Aula diventerà esecutivo e speriamo che ciò avvenga in breve tempo. Partiamo con una prova di coraggio perchè le precedenti amministrazioni avevano provato a fare qualcosa senza mai riuscirci. Vittoria non tanto per noi, ma per gli animali".  Su dove verranno spostate le botticelle il Presidente della Commissione Ambiente ha specificato: "Abbiamo individuato percorsi idonei all'interno di Villa Pamphli, Villa Borghese, Castel di guida, Parco degli acquedotti. Verrà rifatto il percorso anche in alcuni parchi per evitare la presenza di buche e criticità dell'animale. Un percorso come quello fatto a New York nel Central Park.  Regolamento nuovo sul benessere degli animali e anche sull'abolizione dei circhi. Molto attenti alla tutela e benessere degli animali". Il Consigliere pentastellato ha risposto anche ad un'osservazione di un cittadino sul problema rifiuti: "Anche su questa questione ci vuole tempo, apriamo un dibattito molto ampio e insieme all'Assessora Montanari e il nuovo Amministratore di Ama stiamo facendo tanto, rivoluzionando la raccolta di rifiuti. Da problema lo stiamo trasformando in una risorsa".  

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Bonaccorsi su apertura centro antiviolenza a Fiumicino: Primo di una lunga serie

«Festeggiamo oggi l’apertura di un nuovo centro antiviolenza nel territorio di Maccarese – Fiumicino, uno spazio importante che offre servizi di ascolto, dialogo e prevenzione a sostegno delle donne e dei bambini vittime di violenza e di discriminazione. Il nuovo centro è il frutto dell’impegno preso dalla Regione Lazio volto a potenziare il numero di strutture che si occupano del contrasto alla violenza sulle donne, un fenomeno sempre più preoccupante. Per questo la Regione ha bandito risorse statali per l’istituzione di nuovi Centri antiviolenza e Case rifugio su tutto il territorio laziale. Con oltre 65.000 euro di risorse regionali, il nuovo centro antiviolenza di Fiumicino è tra i primi di una serie che da qui a fine anno apriranno i battenti».
Lo ha dichiarato Lorenza Bonaccorsi, assessore al Turismo e alle Pari Opportunità della Regione Lazio.

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Roma, Casa delle Donne: “Campidoglio ci ha annunciato revoca immediata convenzione”

(Fonte: www.repubblica.it)
"L'assessora Rosalba Castiglione ci ha annunciato che la memoria da noi consegnata a fine gennaio 2018 è stata respinta in toto" hanno comunicato le esponenti del direttivo della Casa Internazionale delle Donne in una riunione che si è tenuta mercoledì 25 luglio nel pomeriggio, "comprese le proposte di riduzione del debito da noi formulate. L'assessora Castiglione ha quindi annunciato anche la revoca immediata della convenzione che regola il rapporto fra la Casa Internazionale delle Donne e Roma Capitale". "Noi – continuano le esponenti del direttivo presenti alla riunione, la presidente Francesca Koch, Lia Migale, Giulia Rodano, Maria Brighi, Loretta Bondì – faremo opposizione a tutto campo. Non possiamo non rilevare che l'annuncio della revoca della convenzione avviene alla vigilia di agosto, nella peggiore tradizione di ogni vertenza pubblica e privata nel nostro paese. La Casa Internazionale delle Donne e tutte le attività e servizi che al Buon Pastore vengono erogati rischiano la chiusura a causa di questo ulteriore incomprensibile attacco della giunta capitolina al femminismo e alla vita associata a Roma".
"Noi, al contrario, abbiamo proposto una transazione che chiuda definitivamente la questione del debito. Grazie al grande sostegno che abbiamo ricevuto con la 'chiamata alle arti' e con la grande mobilitazione in Campidoglio del 21 maggio, c'è a Roma e nel Paese la consapevolezza di quanto negativo e grave sarebbe scrivere la parola fine alla esperienza della Casa Internazionale delle Donne. Ci sentiamo per questo di chiedere a tutte e a tutti – conclude la delegazione di ritorno dall'incontro all'Assessorato al Patrimonio, al quale erano presenti anche le assessore Laura Baldassarre e Flavia Marzano e la consigliera Gemma Guerrini – di sostenerci, di continuare la campagna di solidarietà e di mobilitazione, e anche di sottoscrivere".
 

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Campidoglio: “Numerose e reiterate proposte alloggiative di inclusione offerte agli abitanti del Camping River”

«L’Amministrazione capitolina sta producendo per la Corte europea dei diritti dell’uomo tutta la documentazione in cui si certificano le numerose e reiterate proposte alloggiative e di inclusione abitativa offerte, ripetutamente, agli abitanti del Camping River. Da oltre un anno gli operatori di Roma Capitale stanno mettendo a disposizione un ampio ventaglio di strumenti: misure di sostegno all’inclusione abitativa, misure di sostegno all’inserimento lavorativo e alla formazione, progetti di auto recupero, misure volte a favorire l’iscrizione anagrafica, misure volte a consentire il rientro volontario assistito correlate a progetti di inserimento socio – lavorativo nel Paese di provenienza, percorsi finalizzati a garantire la frequenza scolastica dei bambini.
La possibilità di accedere a queste misure è stata estesa in via straordinaria fino al 30 settembre, cioè anche successivamente alla data di scadenza dell'ordinanza sindacale, con l'obiettivo di assicurare una costante tutela dei diritti umani. Sin dal primo giorno di interlocuzione con gli abitanti del Camping River, gli operatori hanno inoltre offerto quotidianamente anche la presa in carico presso le strutture di accoglienza di Roma Capitale per tutte le persone in condizioni di fragilità e di vulnerabilità». Così in una nota dal Campidoglio. 

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XII Municipio, Acernese: “Buona notizia per i cittadini dopo anni di abbandono”

Oggi pomeriggio è intervenuto ai nostri microfoni l'Assessore ai Lavori pubblici del XII Municipio, Emilio Acernese, per parlare del parcheggio di via di Donna Olimpia. Un'opera ferma da più di dodici anni. A tal proposito Acernese ha spiegato: "Questo scheletro ha rappresentato una ferita nel tessuto urbano del quartiere. Per anni il luogo è stato abbandonato a se stesso. I lavori sono iniziati nel 2006 per la costruzione di una struttura privata per box auto destinati alla vendita. Poi sotto sequesto in seguito a difformità su abusi per ampliamenti arbitrali e, nel frattempo, il problema si è aggravato perchè è fallita la ditta che aveva realizzata l'opera. L'obiettivo è stato quindi quello di rimuovere le opere abusive. Grazie ad un dissequestro avvenuto nel 2014 sono state abolite le strutture in cemento armato e rimodellato il profilo per richiamare il precedente profilo collinare. L'Ufficio tecnico del Municipio aveva rilevato queste problematiche.   Nel frattempo la società ha rilevato il cantiere. E' partito quindi un nuovo progetto finalizzato alla riqualificazione.
Dopo la messa in sicurezza e l'adeguamento sismico che è stato fatto, i lavori di completamento dell'opera partiranno successivamente e dureranno per circa 15 mesi. Il nuovo progetto è uguale al vecchio senza però abusi edilizi che non riproducevano il piano planimetrico della collina. E'stato eliminato il pianto interrato e realizzati nuovi parcheggi. 
Questa è una buona notizia per i cittadini di Monteverde perchè ci sono stati vari problemi di sicurezza ed igiene per i residenti a causa di questa opera abbandonata". 
 

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L’appello di Roberto Saviano: “Rompiamo il silenzio contro la menzogna”

(Fonte: la Repubblica, di Roberto Saviano) – Dove siete? Perché vi nascondete? Amici cari, scrittori, giornalisti, cantanti, blogger, intellettuali, filosofi, drammaturghi, attori, sceneggiatori, produttori, ballerini, medici, cuochi, stilisti, youtuber, oggi non possiamo permetterci più di essere solo questo. Oggi le persone pubbliche, tutte le persone pubbliche, chiunque abbia la possibilità di parlare a una comunità deve sentire il dovere di prendere posizione. Non abbiamo scelta. Oggi tacere significa dire: quello che sta accadendo mi sta bene. Ogni parola ha una conseguenza, certo, ma anche il silenzio ha conseguenze, diceva Sartre. E il silenzio, oggi, è un lusso che non possiamo permetterci. Il silenzio, oggi, è insopportabile.

Chi in questi mesi non si è ancora espresso – a fronte di chi invece lo sta facendo con coraggio – tace perché sa, come lo so io, che a chi fa il nostro lavoro parlare non conviene. Spesso sento dire o leggo: "Chi esprime il proprio pensiero lo fa per avere visibilità", ma è una visibilità che ti fa guadagnare migliaia di insulti sui social e la diffidenza di chi dovrebbe sostenere il tuo lavoro perché si sente chiamato a dar conto delle tue affermazioni. Quello che nessuno ha il coraggio di dire è che spesso si tace per non essere divisivi, perché si teme che arrivino meno proposte, meno progetti. Ma se la pensiamo così, abbiamo già perso, perché ci siamo rassegnati a non stimolare riflessioni e ad assecondare chi crede che la realtà sia riducibile a parole d'ordine come "buonista", "radical chic", "taxi del mare", "chiudiamo i porti", "un bacione", "una carezza" ed emoticon da adolescente.

Spesso si tace perché si sa che prendere posizione comporta dividere non solo il pubblico che ti segue sui social, ma anche e soprattutto chi dovrebbe comprare i tuoi libri, comprare i biglietti dei tuoi spettacoli, venirti a vedere al cinema o non cambiare canale quando ti vede in televisione. Ma davvero credete che quello che sta succedendo sia accettabile? Per quanto tempo credete di poter sopportare ancora senza esprimere il vostro dissenso?

Con Berlusconi, in fondo, era tutto più chiaro: c'era lui e c'eravamo noi. Criticarlo portava conseguenze, reazioni forti, artiglieria di fango, ma c'era una comunità attiva, che si stringeva attorno a chi lo faceva. Prendere posizione contro Berlusconi non significava perdere share, copie, consenso. Con Berlusconi era agevole farsi capire anche Oltralpe perché il Cavaliere era in fondo la macchietta italica, un carattere riconoscibile della commedia dell'arte. Oggi non è più così e in questo governo si stenta a scorgere i germi di qualcosa di estremamente pericoloso. "Fai il tuo lavoro e basta" è il richiamo all'ordine che subisce il calciatore che esprime la sua opinione sui migranti, l'attore che indossa la maglietta rossa. E il richiamo all'ordine è già un ricatto: guadagni con il tuo lavoro, non accettiamo commenti politici da chi ha il culo al caldo.

Oggi c'è fastidio verso chi travalica i confini del proprio lavoro e del proprio ruolo per fare quello che sarebbe invece normale: controllare chi ci governa perché, anche se legittimato alle urne, non tradisca non solo il proprio mandato, ma soprattutto la nostra storia e i valori che ci hanno consentito di vivere decenni di pace. La nostra Democrazia è una Democrazia giovane e fragile, ma è prima di tutto antifascista e antirazzista.

Vi sembra che oggi questo governo si stia muovendo nel rispetto dei valori che sono alla base della nostra Costituzione? Che si stia muovendo e che stia comunicando all'interno di un perimetro di sicurezza? Non vi sembra piuttosto che i 70 anni di prosperità e pace appena trascorsi ci abbiamo resi permeabili a partiti politici xenofobi? Che ci abbiano resi disattenti se non disinteressati a vigilare su diritti che una volta acquisiti, se non li difendiamo, possono essere spazzati via da qualche post su Facebook e da una manciata di tweet?

Questo governo, in maniera maldestra ma evidentemente efficace, speculando sulle difficoltà di molti, utilizza come arma di distrazione di massa l'attacco ai migranti e alle Ong. Sta accadendo un orrore davanti al quale non si può tacere: mentre il M5S e la Lega litigano sui punti fondamentali del loro accordo, ci fanno credere che il nostro problema siano i migranti. E se mi rispondete che i governi precedenti hanno fatto altrettanto vi rispondo: non si erano spinti fino a questo punto, ma di certo hanno asfaltato la strada perché tutto questo accadesse. E se mi dite che avete votato per Lega e M5S per ribaltare il tavolo, perché era l'unico modo per mandare via una classe dirigente che aveva fallito sotto ogni profilo, vi dico: vigilate, non delegate, aprite gli occhi perché le cose si stanno mettendo male, male per tutti. Male non solo per i migranti o per le voci che dissentono, ma anche per voi.

Sant'Agostino scrive: "Se togliete la giustizia, che cos'altro sono i grandi Stati se non delle associazioni di ladri? […] Se una di queste bande funeste si accresce con altri briganti fino al punto di occupare tutta una regione, […] di dominare delle città, ecco che si arroga il nome di Stato". Quando la politica perde il sentiero della giustizia, si spoglia della sua carne lasciando scoperta l'ossatura banditesca. Sapete perché cito Sant'Agostino? Perché questo passaggio spiega bene come sia possibile che il potere, anche quando iniquo, anche quando ingiusto, anche quando incapace e anche quando criminale, viva indisturbato. Sapete di cosa si sostanzia l'omertà di fronte alle mafie? Se credete solo di paura vi sbagliate. Il pensiero che la protegge è questo: giudico un boss per quello che fa a me. Mi ha maltrattato? No. Ha intimidito qualcuno della mia famiglia? No. E allora per me va bene.

Allo stesso modo oggi pensare che, solo perché questo governo, per ora, non ha toccato noi personalmente – la querela a me è solo un granello se paragonata ai colpi mortali che questo governo sta infliggendo allo Stato di Diritto – e i nostri interessi, possiamo esimerci dal prendere posizione, è atteggiamento ingenuo e irresponsabile che sta legittimando scelte e comportamenti scellerati.

Questo non è uno scontro tra me e Matteo Salvini. Per me non c'è nulla di personale, sento fortissimi il dovere e la necessità di parlare per chi non ha voce. Per i seicentomila immigrati presenti in Italia che devono essere regolarizzati ora, subito, perché siano sottratti allo stato di schiavitù in cui versano. Per le Ong che hanno iniziato a fare salvataggi in mare, aiutando gli Stati europei e l'Italia a gestire un fenomeno che non può essere bloccato, ma solo ben amministrato perché è palesemente una risorsa. Quei politici che oggi si ostinano ancora a sostenere il contrario, di politica e di economia non capiscono niente e sono un pericolo per la tenuta sociale del nostro Paese che è un Paese multietnico. Fieramente multietnico.

Oggi chiedo a voi, miei concittadini, di mobilitarvi per i diritti di tutti, perché anche se a voi oggi sembra di non far parte di questi "tutti", siete già coinvolti. In nome di un presunto benessere, in nome di una maggiore sicurezza ci diranno che in fondo la libertà di espressione è una cosa da ricchi privilegiati, che parlare di diritti di chi fugge e trova inferno in terra e morte nel Mediterraneo è fare il gioco dei negrieri. Addirittura mi sento dire che con le mie critiche aiuto Salvini nei sondaggi: come sempre la colpa non è di chi appicca il fuoco, ma di chi tenta di spegnerlo. Salvini non sale nei sondaggi per colpa di chi lo critica, ma per responsabilità di chi tace e di chi mostra timidezza e timori.

La mobilitazione che vi chiedo è una mobilitazione che riguarda ciascuno di noi, parlate al vostro pubblico e non per me, che in tribunale e fuori so difendere da me le mie ragioni. Vi chiedo di mobilitarvi per difendere i diritti che a breve non ricorderete nemmeno più di aver avuto. Ci stanno facendo credere che non ne abbiamo bisogno, ma presto capiremo che più della tracotanza di questo governo, più dell'arroganza di Salvini, quello che ci sta condannando è il silenzio. La libertà d'espressione e la lotta per i diritti raccontati come "vizi" da élite contro il popolo, che invece invoca sicurezza. Ma la lotta per i diritti è sempre lotta per chi non può permetterseli e per chi spesso non può permettersi nemmeno di chiederli.

E ora voi mi direte: ma le nostre battaglie le facciamo con i nostri libri, con le nostre canzoni, con i nostri spettacoli, con la nostra ironia. È vero, è sempre stato così: ma ci sono dei momenti in cui diventa cruciale capire da che parte si sta e quindi non basta più delegare la resistenza alla propria arte. Dinanzi a menzogne che crescono incontrastate, a truppe cammellate di bugiardi di professione (al loro cospetto gli scherani di Berlusconi erano dilettanti), davanti al dolore che queste menzogne e questi bugiardi di professione provocano, abbiamo tutti il dovere di rispondere: NON È VERO!

Il solito antico scontro: l'arte che prende parte e quella che orgogliosamente disdegna l'ingaggio. La prima che si crede superiore alla seconda in nome dell'impegno e la seconda che si crede superiore alla prima perché rivendica il diritto alla purezza del disimpegno. Steccati che collassano dinanzi ai morti in mare e alle continue menzogne. Dovete parlare ai vostri lettori, ai vostri ascoltatori, a tutti coloro a cui con la vostra arte e il vostro lavoro avete curato l'anima. Abbiate fiducia in voi stessi, avete gettato le basi per essere ascoltati, non abbiate paura di dire a chi vi vuole bene che voi non state con tutto questo.

Ci sarà disorientamento all'inizio, riceverete critiche per aver rotto l'equilibrio dell'equidistanza, che però è fragile e già incrinato. Ma gli effetti virtuosi che domani avranno le vostre parole, vi ripagheranno delle reazioni scomposte degli hater oggi. Il trucco per delegittimarvi lo conoscete, quindi partite (partiamo) in vantaggio. Vi diranno: guadagni? Non puoi parlare. Era così che Mussolini trattava Matteotti prima che venisse ammazzato: sei figlio di benestanti? Non ti puoi occupare di istanze sociali. Pensateci: ma davvero siamo tornati a questo? E soprattutto, davvero stiamo accettando tutto questo? Accettiamo di essere intimiditi da questa comunicazione criminale? Dovremmo vergognarci del frutto del nostro lavoro? Accettare, come vogliono, che autentico sia solo chi tiene la testa bassa?

Scrittori, l'attacco al libro, alla conoscenza, al sapere è quotidiano. "Vai a lavorare" viene detto a chi scrive. Il primo passo di qualsiasi deriva autoritaria parte da disconoscere la fatica intellettuale, togliere alle parole la dignità di lavoro. In questo modo resta solo la propaganda. Editori, non sentite franare la terra sotto i vostri piedi? Prendete parte, non c'è salvezza nel prudente procedere. Bisogna investire casa per casa, strada per strada e conquistare lettori, ossia persone in grado di poter capire il mondo e non subirlo con le maree del rancore: la conoscenza è uno strumento preziosissimo di emancipazione dalla miseria personale, difendiamo questo strumento. Difendiamolo con tutte le nostre energie.

Tra i soccorritori di Josephine, l'unica superstite del naufragio che ha mostrato ancora una volta l'inadeguatezza della Guardia costiera libica a compiere missioni umanitarie, c'era Marc Gasol, uno dei giocatori di basket più forti del mondo, una roccia di due metri e dieci. Dite un po', cosa rispondereste a chi dice: Marc Gasol è ricco, non può occuparsi di chi soffre? Vi sembra un'obiezione plausibile, vi sembra che abbia senso o che siano i deliri di chi oggi ha paura? E allora uscite allo scoperto, oggi l'Italia ha bisogno delle vostre voci libere. Non abbiate paura di chi, più di ogni altra cosa, teme il dissenso perché non ha gli strumenti per poterlo gestire, se non in maniera autoritaria.

E un ministro della Repubblica che querela uno scrittore su carta intestata del ministero sta mettendo in atto un gesto autoritario: sta utilizzando la sua posizione per intimidire non solo me, ma anche voi. Da una parte c'è chi critica, dall'altra tutto il governo, che a oggi non ha manifestato alcun fastidio a essere strumentalizzato. Non mi fa paura la querela e non mi fa paura la solitudine. Ma voi dove siete finiti? Ricordate quando dicemmo "strozzateci tutti" a Berlusconi che avrebbe voluto strozzare chi scriveva di mafie? E ora, dove siete?

Quando ho criticato le politiche dei governi di centrosinistra mi veniva detto che diffamavo il Paese, che diffondevo disfattismo, che esponevo il fianco ai nemici della democrazia. In realtà attivare analisi e critica è il compito (direi il dovere) di chi racconta la realtà; e le sue parole vanno in soccorso della libertà, non la boicottano. Ci siamo ridotti a subire l'offesa che prendere posizione critica su questo governo sia un favore a qualche potente? A qualche interesse? Coraggio!

Ho a lungo riflettuto prima di scrivere queste righe, non vorrei pensiate che vi stia chiamando a raccolta per difendere me, ma vorrei capiste che il tempo per restare nelle retrovie è finito. Se non prenderete parte vorrà dire che quello che sta accadendo sta bene anche a voi. In tal caso a me non resterà il rimpianto di non averci provato, ma voi dovrete assumervi la responsabilità di ciò che accadrà: o complici o ribelli.

"La storia degli uomini – scrisse Vasilij Grossman in Vita e destino – non è dunque la lotta del bene che cerca di sconfiggere il male. La storia dell'uomo è la lotta del grande male che cerca di macinare il piccolo seme dell'umanità. Ma se in momenti come questo l'uomo serba qualcosa di umano, il male è destinato a soccombere". Voi siete il piccolo seme dell'umanità, senza di voi l'Italia è perduta. Allora, da che parte state?

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Caso Marra, dirigente al processo: «Raffaele fece il nome del fratello»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
«Fu Raffaele Marra, allora capo del Personale, a fare il nome di suo fratello Renato tra coloro che erano in lizza per una promozione durante la riunione del 26 ottobre del 2016, mentre era ancora in corso la presentazione delle candidature dei dirigenti interessati all'interpello. Non affrontammo mai la questione della fascia retributiva e l'assessore al commercio Adriano Meloni, presente alla riunione assieme a me e a Leonardo Costanzo (capo staff dell'ex assessore Meloni, ndr) si disse favorevole».Lo ha detto Antonio De Santis, dal settembre del 2016 delegato del sindaco al Personale, ascoltato questa mattina in Tribunale a Roma come testimone nel processo che vede Virginia Raggi imputata di falso in relazione alla nomina di Renato Marra da dirigente della Polizia Municipale alla Direzione Turismo del Campidoglio. 
Quando il 14 novembre del 2016 esplose il caso mediatico su quella nomina, De Santis ricevette una telefonata dalla sindaca «che era andata su tutte le furie»: «Lei mi chiese se sapevo che Renato Marra avrebbe avuto un aumento di stipendio – ha continuato De Santis – Io le dissi di no e il giorno dopo informai Raffaele Marra il quale mi rispose che la sindaca sapeva tutto anche perché lui le aveva mostrato il brogliaccio con tutti i nomi dei dirigenti in lizza per le varie nomine. Quel brogliaccio, una griglia con le varie caselle da occupare, lo aveva fatto Raffaele Marra e su nessun nominativo era indicata la nuova fascia di retribuzione ma trattandosi di nomine e promozioni la cosa era di fatto implicita». 
Dalle parole del dirigente comunale ascoltato oggi in aula emergerebbe il ruolo di “regista” di Raffaele Marra nella vicenda. «Raffaele mi parlò tante volte di suo fratello – ha detto De Santis – anche prima di quell'interpello che come amministrazione decidemmo di fare sia per ruotare gli organici dirigenziali sia per dare un segno evidente di trasparenza in certe scelte». 
«Renato – ha aggiunto – era un soggetto molto apprezzato in Campidoglio, era stato anche premiato dall'amministrazione straordinaria del prefetto Tronca, era ritenuta una persona di valore con le sue legittime aspirazioni, spesso frustrate dalla presenza del fratello. Conobbi Renato prima dell'interpello, mi disse che avrebbe fatto anche un passo indietro di fronte alla ventilata possibilità di diventare capo o vice capo della Polizia Municipale. Era la sindaca stessa a non volere promozioni per lui nell'ambito della Polizia di Roma Capitale per chiari motivi di opportunità». 
«La nomina di Renato Marra alla Direzione Turismo invece non avrebbe creato criticità – ha continuato il teste – Era fortemente voluto dall'assessore al commercio Adriano Meloni che alla fine fu accontentato solo su quel nome e non su altri due dirigenti che lui voleva». De Santis ha ribadito che il 7 novembre del 2016 ricevette una mail da Meloni, indirizzata per conoscenza a Raffaele Marra, alla sindaca e a Costanzo, che si complimentava con tutti per aver suggerito il nome di Renato Marra. 
«Meloni e Renato Marra avevano già  lavorato assieme quando andarono in moto in occasione di uno dei tanti blitz contro abusivismo commerciale».  «Io so per certo che mai si parlò della fascia di stipendio di Renato Marra – ha concluso De Santis – e che dopo quella telefonata fatta a me ebbi la percezione che la sindaca era fortemente risentita con Raffaele. Escludo anche che la sindaca conoscesse gli stipendi dei dirigenti e cosa avrebbe comportato una eventuale promozione»

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Tevere, il depuratore sprint: appalto prima dei pareri finali

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Quattro mesi per chiudere in gran segreto e in tutta fretta la conferenza dei servizi e ottenere il via libera di Comune, Regione e Città Metropolitana sul progetto. Ancora meno per far partire le operazioni per la realizzazione del depuratore di Grottarossa – il cantiere tra l'aeroporto dell'Urbe e la rimessa Atac è già stato avviato – che nei prossimi messi renderà potabile il Tevere. Già, perché l'affidamento per la costruzione dell'impianto di Acea è arrivato ancora prima che il Campidoglio e la Pisana, nonché l'Asl Roma 2, esprimessero il loro parere sull'idea di far bere le acque del "Biondo" ai romani.

L'accelerazione impressa all'iter dalla multiutility partecipata al 51 per cento da palazzo Senatorio è registrata nero su bianco nel verbale della conferenza dei servizi del 14 marzo. A parlare è Massimo Paternostro, responsabile del procedimento. L'ingegnere prima ricorda che "lo stato di emergenza ( idrica, ndr) è stato recentemente prorogato di altri sei mesi a testimonianza che la crisi è ancora in atto" . Poi l'annuncio a sorpresa: "Acea ha già chiuso le procedure di affidamento dei lavori relativi agli impianti, subordinatamente all'approvazione dei progetti". Rush finale. L'assenso, sia tecnico che politico, di tutte le istituzioni in gioco arriverà a strettissimo giro di posta.
Eppure il potabilizzatore – a fronte di una spesa da 12,2 milioni di euro depurerà 500 litri al secondo destinati ai rubinetti di 400 mila residenti del quadrante Nord della capitale – non era nemmeno previsto nel lotto di progetti da attivare per ridurre la crisi idrica. È lo stesso ingegnere Paternostro a spiegarlo: " Questi interventi non sono rientrati nel programma emergenziale del commissario delegato, il presidente della Regione, perché i tempi di realizzazione travalicavano i termini di durata della dichiarazione di emergenza".

Con la proroga semestrale dello stato di crisi firmata il 22 febbraio dall'ex premier Paolo Gentiloni su richiesta del governatore Nicola Zingaretti e con il benestare della Protezione Civile, però, la situazione è cambiata. Venuta meno la difficoltà di incastrare i tempi di realizzazione del depuratore con quelli della durata dell'emergenza, l'impianto di Grottarossa è tornato ad essere, riprendendo ancora una volta le parole del responsabile del procedimento, un'opera " imprescindibile e urgente " . Soprattutto dopo lo stop alle captazioni dal lago di Bracciano.

Uno dei massimi esperti del settore, il professor Loreto Rossi, è convinto del contrario. Per l'ordinario di Ecologia della Sapienza "sarebbe stato meglio investire per ridurre le perdite delle condutture di Roma". La rete, nonostante gli interventi dell'ultimo anno, continua a perdere il 37 per cento dell'acqua che trasporta. Inoltre ci sono i problemi legati al tipo di impianto: "Per l'acqua di Bracciano basta far decantare le polveri sottili e utilizzare il cloro per la normale disinfenzione. Il nuovo depuratore per rendere potabile il Tevere? È un progetto che non sembra aver senso. Anche perché è difficile da portare a termine. Gli inquinanti, le sostanze chimiche presenti nel fiume… i fanghi di risulta andranno smaltiti in discarica".

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Borsellino: Raggi, ribelliamoci a mafia

(Fonte: www.ansa.it)
"La mafia deve restare fuori dalla nostra città. Perché la mafia a Roma esiste. Lo stanno dimostrando le inchieste e gli arresti. Non più piccole bande, ma organismi criminali organizzati e sedimentati. Oggi torniamo a ribadire l'impegno della nostra amministrazione, affinché Roma si ribelli a chi vuole umiliarla; a chi vuole renderla una città senza decoro e senza sicurezza; a chi vuole sopraffarla con il malaffare". Così la sindaca Virginia Raggi nel corso della seduta straordinaria dell'Assemblea capitolina dedicata a Paolo Borsellino e alla sua scorta. "Il 10 ottobre – ha poi annunciato – inaugureremo alla Romanina un parco intitolato ai 27 giudici uccisi dalla mafia e pianteremo 27 querce in loro memoria". La seduta straordinaria, presieduta da Marcello De Vito (M5S), si è svolta nella sala del consiglio del VI municipio, a Tor Bella Monaca, e vi hanno preso parte anche il vicepresidente del Senato Paola Taverna, il prefetto di Roma Paola Basilone e il questore Guido Marino.

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XIV Municipio, Menna: “Lavori necessari e non più rimandabili sul manto stradale”

Oggi pomeriggio è intervenuto ai nostri microfoni l'Assessore ai Lavori Pubblici del XIV Municipio, Michele Menna, per parlare dei vari dissesti del manto stradale e delle voragini presenti sulle strade del Municipio. L'Assessore ha risposto alle varie richieste dei cittadini e ascoltatori per quanto riguarda le varie chiusure delle strade del Municipio.
"Per quanto riguarda via Montiglio e via Friggeri ci sono stati dei crolli della rete fognaria. Su via Friggeri il crollo è stato riparato, i lavori sono stati più difficili del solito perchè in quel punto c'è un attraversamento di numerosi reti. Scoprendo molte reti è  stato effettuato quindi un ripristino dell'impianto fognario e manca quello della strada. Inoltre nelle operazioni e videoispezioni ci sono state delle perdite di Italgas. Per quanto riguarda la voragine di via Damiano Chiesa che è su Via Vittorio Montiglio c'è stato un crollo di un pozzetto di fognatura ed è stata ripristinata la tratta nei primi 20 metri. Vedendo tutto il tratto di via Montiglio degradato, con il Comune di Roma abbiamo chiesto un rifacimento di tutta la fognatura, di circa 30 metri. La strada attualmente è a senso unico per permettere l'apertura di questo cantiere. A giorni dovrebbero partire i lavori, ma ancora non abbiamo notizie sicure da parte di Acea". 
Per quanto riguarda i disagi sulla viabilità successivi all'inizio dei lavori in corso nella Galleria Giovanni XXIII, Menna ha spiegato: "Noi avevamo due progetti sulla Galleria: uno in direzione stadio Olimpico e un altro in direzione Pineta Sacchetti. I lavori sono a cura del dipartimento SIMU. C'eravamo organizzati solo per lavori notturni, ma poi si sono aggiunti lavori Acea (che vuole anticipare lavori in alcuni tratti che si terranno il prossimo anno) e quindi non è più possibile una chiusura solo notturna, ma continuativa per motivi di sicurezza. Serve anche per fare un test per l'anno prossimo quando la galleria sarà interessata da lavori molto importanti.
Su via del Forte Braschi c'è una voragine transennata e un intervento di sistemazione con lavori sui marciapiedi. Molti cittadini ci hanno segnalato in questo tratto la difficoltà di percorrere la strada. Problemi anche a Piazza Clemente XI per un problema di parcheggio selvaggio e scarico merci di esercizi commerciali. Lavori in corso su via Andersen che riguardano anche la sostituzione delle alberature che avevano dissestato tutta la via per colpa delle radici. Annunciamo anche lavori prossimi anche su via Masella dove verrà rifatto il manto stradale. 
Su via Mattia Battistini c'è uno studio perchè è intenzione dell'amministrazione ristrutturare tutta la via, specialmente migliorare i marciapiedi e il traffico con inserimento di ciclabili e percorso esclusivo solo per i pulman. Per quanto riguarda la situazione attuale faremo manutenzione ordinaria, proprio l'altra settimana è stato effettuato un intervento e si tirerà avanti ancora così. Lì problemi di marciapiedi e degrado al verde quindi ci sarà una ristrutturazione importante, ma ciò prevede tempi più lunghi.
Nelle strade del nostro Municipio ci sono problemi che aspettavano da tanti anni interventi. Finalmente abbiamo i fondi necessari e abbiamo messo gli uffici tecnichi a dura prova. Si trattava di lavori non più rimandabili e necessari. Ci dispiace per i disagi alla circolazione: cerchiamo di comunicare in tempo l'apertura dei vari cantieri per evitare disagi sulla viabilità".