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La Regione Lazio sostiene Più Libri più Liberi

Anche quest’anno la Regione Lazio sostiene Più Libri più Liberi, la fiera della piccola e media editoria giunta alla sua 16° edizione, e partecipa con un programma di iniziative ed eventi e uno stand dedicato dove verranno realizzate attività laboratoriali di promozione della lettura a cura dei musei e delle biblioteche del Lazio. Si inizia mercoledì 6 dicembre alle ore 12.30 in Sala Luna con Ad alta voce. Chi legge cresce. Intervengono: Lidia Ravera, Romano Montroni, Roberto Gandini e i ragazzi delle scuole del Lazio. Un incontro dedicato alla seconda edizione del festival, organizzato da Cepell-Centro per il Libro e la Lettura e Regione Lazio, che a maggio ha visto sfidarsi quindici scuole dell provincie del Lazio sulla lettura espressiva di classici della letteratura, per ricevere lo scettro di “lettori reali” nel Castello di Santa Severa. Sempre mercoledì alle ore 15.30 in Sala Polaris sarà la volta di Non spiegatemi la poesia. Intervengono Lidia Ravera, Valerio Magrelli, Ivan Talarico. La poesia può essere compresa o attraversa le emozioni? Può essere illustrata? E' privilegio di pochi o alla portata di tutti? Pillole poetiche e istruzioni per l'uso. Giovedì 7 dicembre alle 12.30 in Sala Luna si terrà l’appuntamento Che cosa può fare davvero la politica per la cultura? E la cultura per la politica? Lidia Ravera e Nicola Zingaretti dialogano con Marino Sinibaldi. Cultura e politica spesso faticano a camminare insieme, ma quando ci riescono aprono nuovi percorsi e generano esperienze di valore come nel caso del Lazio. Sabato 9 dicembre alle ore 15.30 in Aldus Room si svolgerà Sesso e potere. Consenso, desiderio, violenza. Intervengono: Lidia Ravera, Paolo di Paolo, Giulia Blasi, Giorgia Serughetti. Qual è il rapporto fra sesso e potere? Rispondere a questa domanda vuol dire andare alla radice del problema. La pratica dell’abuso del corpo femminile ha una storia lunga come l’umanità. Nasce dalla convinzione, radicata nei secoli, che le donne siano inferiori, oggetto del desiderio maschile e quindi ammesse a vivere, inadatte a stimolare il desiderio maschile e quindi neglette come ci ricordano gli ultimi casi di cronaca. «In questi anni di lavoro abbiamo investito circa nove milioni di euro per promuovere la lettura e sostenere le piccole e medie imprese dell’editoria del Lazio – ha dichiarato Lidia Ravera, assessore alla Cultura e Politiche giovanili della Regione Lazio – lo abbiamo fatto sostenendo i servizi culturali nelle biblioteche, nei musei e negli archivi e la partecipazione di oltre 30 piccoli e medi editori al Salone del libro di Torino. Abbiamo finanziato con le due edizioni del bando IO Leggo e una di IO SCRIVO oltre 80 progetti di promozione e valorizzazione del libro e della lettura: più di 800 iniziative sparse per il Lazio. Abbiamo finanziato Nati per Leggere, progetto nazionale di carattere pedagogico promosso dall'AIB e dato vita al festival della lettura Ad Alta Voce, progetto sperimentale di promozione della lettura in collaborazione con il CEPELL che si è concluso nel Castello di Santa Severa, riaperto dalla Regione Lazio».

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Scacchi (Legambiente): “Bene nuova legge regionale su mobilità”

La Regione Lazio ha approvato la nuova legge sulla "Mobilità Nuova", presentata con la prima firma della Consigliera Cristiana Avenali ex direttrice di Legambiente Lazio, e che  prevede misure rivolte a diminuire il traffico di auto private e quindi le emissioni di gas serra, attraverso la promozione dell'intermodalità, diffusione di zone 20 e 30, promozione del cicloturismo e del recupero di vecchi sentieri e ferrovie dismesse in ciclovie, della promozione degli spostamenti casa-scuola-lavoro su due ruote. «L'approvazione della legge regionale sulla Mobilità Nuova è un bel risultato per la Regione Lazio – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – che si dota di un concreto strumento legislativo, in grado di sostenere le nuove modalità di trasporto, dalla ciclabilità all'intermodalità, tutte in grado di contribuire ad abbattere il numero di auto circolanti e di conseguenza le emissioni di gas serra. Siamo particolarmente soddisfatti che la legge sia stata presentata dalla consigliera Cristiana Avenali, per tanti anni direttrice regionale di Legambiente, e che ora sta portando a termine importanti leggi come questa, tutte nella direzione di quel mondo diverso e migliore possibile che la nostra associazione si prefigge quotidianamente».

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Emergenza abitativa: scontro Refrigeri-Baldassarre

«Davanti alla Commissione straordinaria Diritti Umani del Senato, l’assessore al Sociale del Campidoglio, Laura Baldassarre, avrebbe sostenuto che il Campidoglio non è in grado di gestire l’emergenza abitativa per responsabilità della Regione. Questo non è vero. I primi 40 mln che la Regione Lazio ha reso disponibili per l’emergenza abitativa nella Capitale ci sono e attendono, ormai dall’estate scorsa, la firma di Roma sotto lo schema di convenzione dove si ribadiva come dovessero essere utilizzati: un iter obbligatorio per evitare che i fondi fossero impiegati per altro, visto che trattasi di fondi ex Gescal destinati esclusivamente al reperimento di corpi abitativi, ovvero alloggi. La Regione Lazio, infatti, sulla questione ha competenze proprio di natura infrastrutturale. Inoltre, è falso che l’atto regionale decida sull’utilizzo degli alloggi reperiti: occupanti o non occupanti poco importa. L’atto regionale riporta le esigenze amministrative scritte da diverse giunte capitoline, comprese quelle della fase dei commissariamenti. La Regione Lazio, quindi, ha rispettato quanto indicato dallo stesso Campidoglio e, su questa base, ha esercitato il proprio dovere di pianificazione e finanziamento. Sino ad oggi, nessun atto amministrativo da parte del Comune di Roma ha indicato il da farsi in relazione all’utilizzo di fondi ex Gescal destinati, si ribadisce, alle infrastrutture per fronteggiare l’emergenza abitativa. Quando il Campidoglio compirà atti amministrativi in merito, sarò cura della Regione offrire la collaborazione dovuta». Lo ha dichiarato in una nota l’assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative ed Enti locali della Regione Lazio, Fabio Refrigeri.

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A Roma un centro sperimentale avanzato per l’autismo

Si è svolto oggi al MIUR un positivo primo incontro tra la Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, e la sindaca di Roma, Virginia Raggi, per la creazione nella Capitale di un centro sperimentale avanzato per l'autismo. Martedì scorso la Ministra aveva lanciato un appello alla prima cittadina per un confronto rapido sul tema. Appello rilanciato immediatamente dalla sindaca Raggi. L’incontro di questo pomeriggio si è svolto alla presenza di esponenti dell'amministrazione capitolina, di rappresentanti del MIUR e di Gianluca Nicoletti, giornalista autore del docu-film sull’autismo "Tommy e gli altri", nonché promotore del progetto. Nei prossimi giorni partirà un tavolo tecnico attraverso il quale le due amministrazioni stabiliranno modalità e tempi di realizzazione dell’iniziativa.
Così in una nota congiunta il Campidoglio e il Miur.

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Nasce “L’Italia in Comune”

Un movimento politico nato da oltre 400 amministratori locali eletti in liste civiche di tutta Italia. Un partito fatto da sindaci che “ogni giorno rappresentano l’ultimo terminale dello Stato”, che non mira alle politiche del 2018 ma che intende costruire la nuova classe dirigente del Paese, partendo dall’esperienza amministrativa dei territori. A lanciarlo ieri mattina a Roma, presso la sede dell’Opificio Romaeuropa, è stato Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri. L’Italia in Comune, come ha spiegato il promotore del nuovo soggetto politico, nasce dalla rete lanciata nel 2014. Un portale pensato per provare a trovare delle risposte all’isolamento dei sindaci, sempre più abbandonati dalle strutture sovracomunali e costretti a condividere best practice per rispondere ai problemi dei cittadini. Ad aderire al progetto anche Federico Pizzarotti, sindaco di Parma che ha sottolineato come la prospettiva di presentare alle elezioni una lista dei sindaci va costruita da oggi in poi. L'idea di unire dei sindaci per lavorare insieme partendo dall'esperienza amministrativa e andando verso un’esperienza nazionale penso sia necessaria, ma credo anche che le cose vadano costruite con serietà e con una comunione di intenti che non si può trovare in pochi mesi. Il nuovo soggetto politico non guarda alle politiche del prossimo anno ma è chiaro che può lavorare in sinergia con altre liste civiche, magari a partire dalle regionali del 2019. «L’Italia in Comune – ha detto Pascucci – nasce per rappresentare i cittadini che hanno ancora voglia di indignarsi. Indignarsi di fronte ad un Parlamento che vota leggi elettorali non per garantire la stabilità del Paese ma per favorire la maggioranza che le ha votate. Ma indignati anche di fronte all'idea tutt'altro che rivoluzionaria di mandare in Parlamento le persone di strada. Chi governa il Paese dovrebbe per prima cosa imparare come si amministra, perchè la politica per noi deve essere una professione da imparare. Dobbiamo costruire un campo valoriale da cui partire tutti insieme per rispondere ad un senso di abbandono e frustrazione che tanti sindaci condividono», ha detto Pascucci, ricordando come il nuovo movimento politico nasce dall'esperienza di 'Italia in Comune', la rete di best practice a cui dal 2014 aderiscono oltre 400 amministratori locali. «Ogni giorno i cittadini ci chiedono il rispetto di alcuni diritti fondamentali: dall'assistenza ai disabili alle persone che hanno perso lavoro. Diritti che spesso non sono nella disponibilità dei sindaci ma a cui cerchiamo di dare delle risposte», ha concluso il sindaco di Cerveteri.

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Domani la UGL contro per le politiche previdenziali del governo

NO all'ennesimo stratagemma sulle pensioni, NO all'automatismo rispetto all'aspettativa di vita, NO alla penalizzazione previdenziale di giovani e donne, NO ai burocrati europei che considerano la legge Fornero un tabù intoccabile. Quattro NO forti e chiari da parte dell'Ugl che domani scenderà in piazza per manifestare tutto il dissenso nei confronti delle politiche previdenziali del governo Gentiloni (che continuano a penalizzare lavoratori e pensionati). In tutto il Lazio sono previste manifestazioni da Roma a Frosinone (volantinaggio nei pressi della stazione), da Viterbo (dalle 9.30 davanti alle Poste Centrali)  a Latina (volantinaggio al mercato dalle 9.30) organizzate dalla UGL Lazio e coordinate dal responsabile Armando Valiani e dal segretario Ugl Roma Daniela Ballico: «Chiediamo – spiegano i due esponenti del sindacato – di bloccare e successivamente eliminare in maniera definitiva l'innalzamento dei requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia e anzianità in rapporto  all'aspettativa di vita; estendere la flessibilità in uscita e riconoscere il valore universale della maternità e della cura della famiglia e di assistenza soprattutto per le persone con disabilità; chiediamo inoltre di rivedere, stendere e prorogare la platea che ha diritto ad accedere all'APE Social». Per l'Ugl è necessario iniziare un serio dialogo per l'abolizione della legge Fornero.

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Torna al lavoro l’Aula della Pisana

Domani riprende la seduta ordinaria del Consiglio regionale n. 86 alle ore 11. All'ordine del giorno figurano i seguenti punti, come integrati (pdc 76 e pl 320) dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari del 29 novembre 2017: testo unificato "Disposizioni per favorire la mobilità nuova" delle proposte di legge nn. 190 e 192 del 2014; proposta di legge n. 398 del 20.09.2017, "Modifiche all'art. 4 della LR 32/1998 (Disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei spontanei e di altri prodotti del sottobosco) e ss.mm."; proposta di legge n. 343 del 22.09.2016, "Disposizioni relative al turismo equestre, ai centri ippici, all'ippoterapia e all'attività assistita con gli equidi; proposta di deliberazione consiliare n. 76 del 19 dicembre 2016 (di iniziativa della Giunta): “Legge regionale 21 luglio 2003, n. 20 (Disciplina per la promozione e il sostegno della cooperazione). Articolo 4 ‘Piano triennale per la cooperazione’. Approvazione – Annualità’ 2016/2018;
proposta di legge regionale n. 320 del giorno 9 marzo 2016, di iniziativa dei consiglieri Fichera, Lupi, Fardelli, Lena e Abbruzzese: “Modifiche alla legge regionale 6 dicembre 2004, n. 17 (Disciplina organica in materia di cave e torbiere e modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 ‘Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo’ e successive modifiche)”. Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti parteciperà a ’Il Lazio terreno fertile per il nostro futuro’. L’evento si svolge a Roma, presso l’Università degli Studi RomaTre, Aula Magna – Facoltà di Architettura, Largo Giovanni Battista Marzi, 10, Roma. Interviene l’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Carlo Hausmann.

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Campidoglio, Meloni attacca i grillini sulla “salva-Tredicine” poi ritratta ma è già fuori

(Fonte: www.radioromacapitale.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Un post allunga la vita. Specie se di scuse. Da ieri sera lo sa bene l'assessore al Commercio Adriano Meloni, dato per tutto il giorno a un passo dall'addio al Campidoglio dopo lo scambio su WhatsApp pubblicato dal Messaggero in cui ribattezzava " Coidicine " il consigliere grillino e presidente della commissione Commercio Andrea Coia e adombrava dubbi su una presunta combine tra la famiglia di venditori ambulanti Tredicine e il M5S per l'affidamento dei banchi della festa della Befana a piazza Navona.

Il dietrofront è arrivato al termine di una giornata ad alta tensione. Prima i consiglieri 5S si sono scatenati in chat contro Meloni. Poi, nel pomeriggio, Coia è piombato in Campidoglio per chiedere spiegazioni e il via libera a un piccato post di replica. Quindi è arrivata la chiamata della sindaca Virginia Raggi all'assessore. Dura, durissima. Tanto da convincere Meloni a cospargersi il capo di cenere sui social: " Non c'è alcun legame tra il M5S e la famiglia Tredicine, meno che mai in merito all'organizzazione della Festa della Befana: chi scrive il contrario afferma il falso. Mi scuso con Andrea Coia per alcuni spezzoni di una chat privata riportati dalla stampa: si tratta di parole sicuramente fuori luogo. Abbiamo lavorato insieme per la manifestazione e continueremo a farlo ".

Tutto in ordine? Neanche per sogno. Perché ormai l'assessore al Commercio è con un piede fuori dal team Raggi. " Quasi due, si tratta solo di attendere qualche altra settimana " , spiega uno degli assessori più vicini alla prima cittadina. La tregua firmata via social ieri sera è a tempo. E non sembra destinata a durare poi troppo: il tempo di trovare un sostituto o la giusta formula per spacchettare le deleghe di Meloni e poi ognuno per la sua strada. Senza troppi rimpianti, come accadde pure nel caso dell'ex assessore all'Urbanistica Paolo Berdini. Da mesi i colleghi si lamentano per le ripetute assenze di Adriano Meloni alle riunioni di giunta: " E anche quando c'è sembra che abbia sempre la testa da un'altra parte".

Dall'altra parte della barricata c'è l'assessore, uomo della Casaleggio Associati – anche per questo ieri è stato salvato dai vertici del Movimento – con la risposta sempre pronta per i cronisti: " Se non mi cacciano, non me ne vado " . I collaboratori, a partire dal capo staff Leonardo Costanzo, gli restano fedeli: " Noi continuiamo a lavorare come se nulla fosse accaduto ". Ma a loro volta avrebbero già iniziato a far circolare il curriculum in vista della più che probabile fine del loro rapporto con il Campidoglio.

Conoscono l'assessore, lo chiamano "l'uomo delle dichiarazioni" e sanno che altre uscite del genere non sono escluse. Anche perché Meloni ha il dente avvelenato con il M5S. "Non sono un grillino, sono un tecnico " , ha ribadito in più di un'occasione alla buvette di Palazzo Senatorio. Lasciandosi di fatto le mani libere, soprattutto dopo essere rimasto invischiato nel caso Marra: l'assessore è finito nella bufera scatenata dalla nomina di Renato Marra, dirigente dei vigili urbani e fratello dell'ex braccio destro della sindaca Raffaele, alla direzione Turismo. Quella promozione il 9 gennaio potrebbe costare alla prima cittadina grillina il rinvio a giudizio per falso. E a Meloni è costata già una discreta dose di grattacapi: interviste concesse e poi rettificate, una gita in procura e un'indesiderata sovraesposizione mediatica. Alla fine, come se non bastasse, ha dovuto pure assumersi la parziale paternità della nomina.

A quel punto, poi, è partito il braccio di ferro con il consigliere M5S Andrea Coia. Prima sulla delibera sul commercio ambulante, poi sul bando per l'assegnazione delle postazioni per la festa della Befana di piazza Navona: Meloni avrebbe eliminato volentieri il requisito dell'anzianità, quello che ha permesso alla famiglia Tredicine di fare man bassa di banchi di giocattoli e dolciumi. Ma non è stato ascoltato. Quindi, in serie, sono arrivati lo sfogo contro Coia, gli attacchi del Pd (spettatore gongolante della lite in atto nel condominio 5S) e il post di scuse firmato Meloni. Che ora attende solo il benservito dalla sindaca per fare i bagagli. Mentre i Tredicine non mollano: vogliono che a pagare per la sicurezza e il presepe in piazza Navona sia il Comune.

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Roma, la pagella delle società: bocciati trasporti, infrastrutture e burocrazia

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giovanna Vitale) – C'era il gotha dell'economia nazionale di stanza a Roma, giovedì scorso, all'incontro convocato dal ministro Calenda allo Sviluppo. Dai colossi a partecipazione statale (Eni, Enel, Leonardo) a quelli di trasporti e infrastrutture ( Ferrovie, Anas, Autostrade, AdR), i gruppi di Tlc ( Vodafone, Telecom, Wind, Sky, Mediaset) e Itc (Ericcson), sino alle multinazionali farmaceutiche (Sanofi, Merck Serono, Alfasigma) e manifatturiere (Philipp Morris). Sessantacinque in tutto, su 112 accreditati. E una grande assente. Virginia Raggi, scappata al termine del Tavolo per Roma a causa di un impegno inderogabile: la presentazione dell'ultima fatica letteraria di Alessandro Di Battista.

Forfait che ha scatenato l'ira di Calenda, obbligato invece a disertare il consiglio dei ministri per dare precedenza al vertice. "Ho chiamato oltre cento aziende e la sindaca non si è presentata", s'è tolto ieri il sassolino dalla scarpa ministeriale. " In questo paese c'è un problema di fuga di responsabilità. È ora di dire basta", ha aggiunto stizzito. Eppure, se una settimana fa l'inquilina del Campidoglio fosse rimasta in Via Veneto, avrebbe ascoltato cosa pensano i famosi stakeholders – evocati dal candidato premier a 5S Di Maio come interlocutori privilegiati – della città eterna e del suo funzionamento. Avrebbe potuto individuare, attraverso la testimonianza diretta di chi a Roma fa impresa e crea ricchezza, quel che non va e dove intervenire: per migliorarla e impedire la fuga di intelligenze, lavoro, capitali.

Dal questionario inviato ai 100 big player con sede nell'Urbe è infatti emerso che, per il 30%, la criticità principale sono i trasporti urbani: la scarsità di mezzi pubblici e collegamenti esterni alle zone centrali, i ritardi, l'inaffidabilità negli orari. Per il 26% il fastidio maggiore è invece riconducibile alla vetustà e all'inadeguatezza delle infrastrutture, prive per di più di un piano di sviluppo: assenza di parcheggi e di un sistema logistico efficiente, traffico caotico e manto stradale sconnesso, mancata urbanizzazione industriale del territorio, che permetterebbe alle imprese di godere a basso costo dei servizi comuni. Mentre il 25% pensa che la vera piaga sia la lentezza e l'inadeguatezza del rapporto con gli uffici comunali: vedi alla voce burocrazia, che impiega troppo tempo a rilasciare autorizzazioni e permessi, è priva di coordinamento con gli altri enti (Città metropolitana, Regione, Arpa, Asl, Vigili del fuoco) e rigida nelle procedure. Con il 14% a segnalare infine come primo problema la bassa sicurezza, dovuta a delinquenza diffusa, presenza di nomadi e prostituzione in prossimità degli uffici, degrado sociale e urbano, specie in periferia.

Il tutto trasfuso in una mappa, con l'indicazione delle zone a maggiore sofferenza infrastrutturale o di sicurezza: ovvero, Eur- Torrino, Anagnina, Santa Palomba, Bufalotta-Salaria, Tiburtino- Casilino, persino il Centro. Subito spedita in Campidoglio. Nella speranza che cominci a fare qualcosa. Calenda, da parte sua, oggi inizierà un ciclo di incontri one- to- one. E a gennaio avvierà la task force permanente Mise-Comune-Regione come interfaccia unica delle imprese. Obiettivo: riaccendere il motore di Roma. Ma senza secondi fini. " Candidarmi a sindaco? Mai nella vita".

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Sanità Lazio, commenti divergenti sull’uscita dal commissariamento

«La notizia dell’uscita dal commissariamento della sanità della Regione Lazio, che durava da 10 anni, è una di quelle che ti fa sentire orgogliosa di esser parte di una squadra che ha fatto del Buon Governo la sua missione e che ha trovato in Nicola Zingaretti la sua guida. Un traguardo che sembrava impossibile e che era l’obiettivo di questi 5 anni di governo, un impegno mantenuto nei confronti dei cittadini della Regione Lazio. Mettiamo la parola fine ad anni di sofferenze e sprechi, spesi sulla pelle dei malati, dei loro familiari, degli operatori della sanità. Ora potrà veramente iniziare una nuova storia della Regione Lazio e non solo nella Sanità», così in una nota Cristiana Avenali, consigliera PD della Regione Lazio e vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali. Questo invece il commento del deputato laziale del M5S Luca Frusone. «Prima che arrivi il “diluvio” delle elezioni, in vista del Natale il governo ha fatto un bel regalo a Nicola Zingaretti, con buona pace della tutela della salute dei cittadini laziali. Il Pd e il ministro Lorenzin hanno fatto un vero e proprio assist al loro candidato alle prossime regionali, decidendo l’uscita della Regione Lazio dal commissariamento in sanità. Una uscita che, però, ufficialmente avverrà solo a partire dal 31 dicembre 2018. Come minimo, sarebbe stato opportuno che a prendere la decisione fosse il governo che si insedierà dopo le elezioni ma, evidentemente, il timore di ritrovarsi tutti all’opposizione al prossimo giro li ha spinti ad agire in tutta fretta».