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La Regione delle opportunità

Bandi e interventi della Regione per varie decine di milioni di euro per sostenere l’accesso al credito e gli investimenti di imprese ed enti locali del territorio in materia di turismo, efficienza energetica, economia circolare e sostenibilità; con alcune misure specifiche per le aree colpite dal sisma. Sono stati presentati oggi a Rieti, alla Sala dei Cordari, dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso dell’evento “La Regione delle opportunità”. «Abbiamo lavorato da subito su vari strumenti e incentivi alle imprese dell'area del cratere. Anzitutto – ha spiegato Zingaretti nel suo intervento – con un primo bando per un sostegno a fondo perduto, e la risposta è stata eccezionale, con centinaia di richieste, segno tangibile della voglia di combattere e di ripartire. A questo primo bando hanno poi fatto seguito le altre due misure per il microcredito e a sostegno alla liquidità delle imprese. Dobbiamo combattere contro la crisi con gli strumenti che abbiamo e dobbiamo concertare e poi agire rapidamente. Questi bandi sono il frutto del confronto impostato con il territorio». In tutto le misure presentate sono sette, tra avvisi pubblici destinati alle imprese del territorio e ai Comuni e agli enti locali. Obiettivo: proiettare il territorio regionale in un futuro fatto di sviluppo sostenibile, consumi ridotti, gestione ottimizzata delle risorse e minor impatto ambientale coniugando tutto questo con lo sviluppo e la buona amministrazione, senza dimenticare specifici interventi di supporto e sostegno alle attività economiche dei 15 Comuni del Cratere sismico. Sono inoltre stati premiati gli ulteriori 83 progetti che si vanno ad aggiungere ai primi 136 vincitori del bando regionale lanciato lo scorso giugno che concede finanziamenti a fondo perduto per gli investimenti delle microimprese dei Comuni del cratere sismico laziale. Gli 83 progetti, che riceveranno complessivamente risorse per 1,3 milioni, sono così ripartiti: 40 di Rieti, 7 di Posta, 6 di Amatrice, 4 di Antrodoco, 7 di Cittaducale, 6 di Leonessa, 3 di Poggio Bustone, 3 di Cantalice, 4 di Borbona, 1 di Rivodutri, 1 di Borgo Velino e 1 di Castel Sant’Angelo. Al termine della presentazione si sono tenuti gli incontri tematici (su “Green economy e Turismo”, “Piccolo credito” e “Fondo Futuro”) durante i quali i tecnici di Lazio Innova hanno illustrato nel dettaglio agli interessati le misure regionali e hanno risposto alle domande dei presenti.

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Consiglio regionale in programma mercoledì 13

Il presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, ha comunicato l'aggiornamento della seduta ordinaria del Consiglio regionale n. 86 a mercoledì 13 dicembre 2017, ore 10, per il question time e la prosecuzione dell'esame dei punti all'ordine del giorno: proposta di legge n. 398 del 20.09.2017, "Modifiche all'art. 4 della LR 32/1998 (Disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei spontanei e di altri prodotti del sottobosco) e ss.mm."; proposta di legge n. 343 del 22.09.2016, "Disposizioni relative al turismo equestre, ai centri ippici, all'ippoterapia e all'attività assistita con gli equidi; proposta di deliberazione consiliare n. 76 del 19 dicembre 2016 (di iniziativa della Giunta): “Legge regionale 21 luglio 2003, n. 20 (Disciplina per la promozione e il sostegno della cooperazione). Articolo 4 ‘Piano triennale per la cooperazione’. Approvazione – Annualità’ 2016/2018; proposta di legge regionale n. 320 del giorno 9 marzo 2016, di iniziativa dei consiglieri Fichera, Lupi, Fardelli, Lena e Abbruzzese: “Modifiche alla legge regionale 6 dicembre 2004, n. 17 (Disciplina organica in materia di cave e torbiere e modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 ‘Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo’ e successive modifiche)”. Il presidente Leodori ha inoltre convocato il Consiglio regionale per una seduta straordinaria sulla situazione della sanità laziale, per martedì 19 dicembre alle ore 11.

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Roma, piano sicurezza super sorvegliate centro e strade dello shopping

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giuseppe Scarpa) – Festività natalizie sicure nella capitale. Il piano presentato dalla Questura sarà in vigore fino al sette gennaio. Quest’anno sorvegliate speciali non saranno solo le vie dello shopping nel cuore di Roma, gli obiettivi sensibili come i musei oppure i luoghi di culto religioso, gli aeroporti, le stazioni ferroviarie o i centri commerciali, dove ( comunque) la vigilanza sarà rafforzata ai massimi livelli. In questa occasione, sotto il faro della questura, ci saranno anche le periferie. A illustrare il piano, ieri, è stato il questore Guido Marino.

È massima l’attenzione agli eventi religiosi, in particolare quelli a cui parteciperà Papa Francesco, che inizieranno con il tradizionale omaggio alla Madonna del santo Padre in piazza Mignanelli l’8 dicembre. Sotto la lente i tradizionali obiettivi ‘sensibili’ per l’allerta terrorismo internazionale: dai monumenti, alle piazze storiche della città, ma anche le vie dello shopping del centro storico, zone della movida, centri commerciali e tutti i luoghi in cui è prevista la partecipazione di un elevato numero di persone.

Super sorvegliati gli aeroporti, le metropolitane le stazioni ferroviarie, abitualmente affollati da turisti e dai romani, durante le feste di Natale e Capodanno. Vigilati gli obiettivi religiosi in città, dal centro alle chiese di periferia. Controlli anche ad alberghi, B&B e affittacamere.
Intanto continua il braccio di ferro tra il Campidoglio e gli ambulanti di piazza Navona. Chi dovrà  sobbarcarsi l’onere del dispositivo di sicurezza durante le festività?
Il bando prevedeva che fossero gli stessi ambulanti a dover sostenere questa spesa, tra i 430 e i 450mila euro. Una cifra che i rappresentanti dei commercianti, che si sono aggiudicati uno degli stalli d’oro della Befana, non vogliono assolutamente sborsare. A dire il vero i sindacalisti degli ambulanti, compreso Mario Tredicine, non vogliono cacciar fuori un euro neppure per il presepe. Pretendono che sia il Campidoglio a occuparsi di spese che non ritengono di propria competenza.

Il comune ha comunque il suo piano b: Se i commercianti saranno tanto testardi da tenere il punto anche nella decisiva riunione convocata per oggi e si rifiuteranno di pagare le spese per la sicurezza, piazza Navona ospiterà una fiera solidale con i prodotti dei comuni colpiti dal terremoto che ha devastato Lazio, Abruzzo e Marche il 24 agosto del 2016.

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La Comunità degli Innovatori in Campidoglio

Approvata la Memoria di Giunta che istituisce la Comunità degli Innovatori all’interno dell’amministrazione capitolina. L’iniziativa si colloca nel quadro dell’Agenda Digitale di Roma Capitale ed è finalizzata a sostenere il cambiamento della macchina amministrativa, attraverso la valorizzazione delle competenze e delle esperienze già presenti all’interno di Roma Capitale. L’innovazione digitale e la semplificazione passano anche attraverso una competizione collaborativa che porti al miglioramento delle performance, previo coinvolgimento dei lavoratori, delle organizzazioni e delle rappresentanze sindacali. «La costituzione di una Comunità degli Innovatori consentirà ai dipendenti di poter disporre di metodi e strumenti efficaci per contribuire ad interventi innovativi, dalla formulazione di piani d’azione alla loro realizzazione e monitoraggio, ed essere strumento del cambiamento e dell’innovazione, contagiando progressivamente i colleghi di tutte le strutture». Questo ha dichiarato l’Assessora a Roma Semplice Flavia Marzano.

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Economia, stop alla fuga delle imprese da Roma: “Ecco il piano del ministero”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giovanna Vitale) – La delibera era stata approvata in cda il 21 settembre, l'altro ieri è stata ratificata dall'assemblea dei soci: con il trasloco della sede sociale, anche Unicredit dice definitivamente addio alla capitale d'Italia.
Una scelta che " rientra nel programma di accentramento dei centri decisionali su Milano, ove la società ha già stabilito la propria direzione generale", recita il comunicato ufficiale. Cancellando con un sol tratto di penna ogni traccia della gloriosa parabola del credito romano, già cominciata a declinare dieci anni orsono con la fusione di Capitalia nel colosso bancario.

L'ennesima fuga che ha subito rinfocolato la polemica politica: "Disastro Raggi, dalla Roma a cinque stelle scappano anche gli storici capisaldi finanziari " , è partito all'attacco il Pd. Snocciolando la lista delle grandi aziende che – sulla scia di Sky, Esso, Total Erg, Consodata, più alcune realtà farmaceutiche – dall'inizio dell'anno hanno abbandonato la città eterna.

Un esodo che ormai da mesi preoccupa il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. Spingendolo a lanciare, il 17 ottobre, il famoso Tavolo per Roma. Sulla scorta di un dossier che racconta la capitale come grande malata. Se infatti fino al 2007 Roma poteva essere considerata la locomotiva d'Italia, con una crescita del valore aggiunto a doppia cifra ( il 15%) a fronte di una media nazionale di circa la metà (8,5%), dal 2008 in poi si è drammaticamente fermata: negli ultimi otto anni il valore è diminuito del 15,2%, idem il Pil pro- capite. Raggiungendo l'apice dal 2011 in poi, con la debacle di alcuni settori strategici ( le costruzioni sono calate del 25%, l'agricoltura dell'11,3); l'aumento esponenziale delle imprese a basso valore aggiunto, soprattutto affittacamere e commercio ambulante, e il crollo delle società per azioni, quelle a più alto tasso di ricchezza e professionalità ( – 13%).

Da qui la corsa ai ripari del Mise, che prima ha chiamato a raccolta i 100 big player di Roma, quindi ha messo in campo due mega progetti per fermare l'emorragia delle imprese ad alto valore aggiunto. Il Polo dell'Aerospazio si propone di creare una serie di piccole e medie aziende che costituisca l'indotto dei colossi di settore già operanti nella capitale (da Telespazio a Selenia) per costruire satelliti di nuova generazione. Partendo dalla constatazione che le forniture, oggi, provengono quasi tutte dall'estero. Già prevista l'assunzione di 120 ingegneri e 40 milioni di investimento.

Il secondo progetto è il Polo della Vita: un centro dove concentrare tutta la ricerca, ora frammentata in mille rivoli, mettendo in rete ospedali, cliniche, Ifo, enti specializzati. Obbiettivo: creare un'unica interfaccia sia per chi vuol fare ricerca, sia per chi intende investire. Il modello è " Catapult", il centro unico nelle terapie geniche inaugurato in Regno unito nel 2012: in 5 anni ha già sviluppato 400 milioni di sterline di investimenti.

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Speciale REI

La puntata di oggi della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa" in onda su Radio Roma Capitale è stata in gran parte dedicata al REI (reddito d'inclusione).

Nel corso della trasmissione è intervenuto il presidente delle ACLI Roberto Rossini.

Il nostro inviato Jacopo Nassi ha intervistato Alessandro Biagiotti, direttore dei CAAF CGIL del Lazio, ed Alessio Barberini, referente ISEE dei CAF CGIL del Lazio. 

Di seguito vi proponiamo le informazioni sul REI gentilmente messe a disposizione dal CAAF CGIL.

REI: reddito di inclusione

CosIl Reddito di inclusione (REI) si compone di due parti:

  1. un beneficio economico, erogato attraverso una Carta di pagamento elettronica (Carta REI);

  2. un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà.

Il REI può essere richiesto da coloro che sono residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda e che sono:

  • cittadini italiani

  • cittadini comunitari

  • familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro, titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente

  • cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo

  • titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria)

Requisiti familiari

I beneficiari sono individuati tra i nuclei familiari con:

figli minorenni

figli con disabilità (anche maggiorenni)

donna in stato di gravidanza

componenti disoccupati che abbiano compiuto 55 anni

Requisiti economici: dichiarazione ISEE

I beneficiari sono individuati anche sulla base dell’ISEE e delle sue componenti reddituali e patrimoniali. Per accedere al REI, infatti, il nucleo familiare deve essere in possesso congiuntamente di:

    1. un valore ISEE in corso di validità non superiore a 6 mila euro

    2. un valore ISRE (l’indicatore reddituale dell’ISEE diviso la scala di equivalenza) non superiore a 3 mila euro

    3. un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20 mila euro

    4. un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10 mila euro (ridotto a 8 mila euro per la coppia e a 6 mila euro per la persona sola).

ltri requisiti

Nessun componente del nucleo deve:

percepire prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) o di altro ammortizzatore sociale di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria;

possedere autoveicoli e/o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);

possedere navi e imbarcazioni da diporto

Ammontare e durata del beneficio economico

Beneficio massimo mensile del REI varia in base al numero dei componenti il nucleo familiare

 

Numero componenti

Beneficio massimo mensile

1

187,5 €

2

294,38 €

3

382,5 €

4

461,25 €

5

485,411 €

 

In ogni caso, il beneficio per ogni nucleo familiare non potrà essere superiore all’assegno sociale (valore annuo, 5.824 euro; ovvero circa 485 euro al mese). Se i componenti del nucleo familiare ricevono già altri trattamenti

assistenziali, il valore mensile del REI è ridotto del valore mensile dei medesimi trattamenti, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi (indennità di accompagnamento).

Il beneficio economico è concesso per un periodo massimo di 18 mesi e non potrà essere rinnovato prima di 6 mesi. In caso di rinnovo, la durata è fissata in 12 mesi.

ove si presenta la domanda

Dal 1° dicembre 2017 la domanda va presentata dall’interessato o da un componente del nucleo familiare presso i punti per l’accesso al REI che verranno identificati dai Comuni/Ambiti territoriali.

Il Comune raccoglie la domanda, verifica i requisiti di cittadinanza e residenza e la invia all’Inps entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione e nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione.

L’Inps, entro i successivi 5 giorni verifica il possesso dei requisiti e, in caso di esito positivo, riconosce il beneficio.

Il versamento del beneficio è condizionato all’avvenuta sottoscrizione del Progetto personalizzato e decorre dal mese successivo alla richiesta.

Il beneficio economico viene erogato mensilmente attraverso una Carta di pagamento elettronica (Carta REI);

Carta REI

La Carta REI, completamente gratuita, funziona come una normale carta di pagamento elettronica:

  • deve essere usata solo dal titolare

  • può essere usata per prelevare contante entro un limite mensile non superiore alla metà del beneficio massimo attribuibile.

Permette inoltre:

  • gli acquisti in tutti i supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati al circuito Mastercard

  • il pagamento delle bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali

  • dà diritto a uno sconto del 5 % sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate, con l’eccezione degli acquisti di farmaci e del pagamento di ticket

  • può essere utilizzata negli ATM Postamat per controllare il saldo e la lista movimenti

Progetto di attivazione sociale e lavorativa

I Comuni, esercitando le funzioni in maniera associata a livello di Ambiti territoriali, devono avviare i Progetti personalizzati di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, che vengono costruiti insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione multidimensionale finalizzata a identificarne i bisogni, tenuto conto delle risorse e dei fattori di vulnerabilità, nonché dell’eventuale presenza di fattori ambientali e di sostegno.

La valutazione è organizzata in un’analisi preliminare (da svolgere entro 1 mese dalla richiesta del REI), rivolta a tutti i beneficiari, e in un quadro di analisi approfondito, qualora la condizione del nucleo familiare sia più complessa.

Se in fase di analisi preliminare emerge che la situazione di povertà è prioritariamente connessa alla mancanza di lavoro, il Progetto personalizzato è sostituito dal Patto di servizio o dal programma di ricerca intensiva di occupazione (previsti dal Dlgs. 150/2015, art.20)

il Progetto deve essere sottoscritto dai componenti il nucleo familiare entro 20 giorni lavorativi dalla data in cui è stata effettuata l’analisi preliminare

 

 

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Politica

Denicolò (M5S): “No al piano Lupo”

«Nonostante le modifiche apportate ritengo che il Piano lupo non debba essere accolto dalle Regioni e auspico che sia rispedito al mittente. Come hanno ribadito i colleghi Parlamentari Bernini, Busto e Ferraresi, è un piano irricevibile sotto vari aspetti. Per tutelare il patrimonio della biodiversità delle nostre Regioni al quale i lupi appartengono è grottesco e un vero controsenso che si pensi di ricorrere agli abbattimenti per garantire la sopravvivenza di queste specie preziose e le attività dell’uomo. E’ invece necessario lavorare in modo organico con la dovuta progettazione, debitamente sostenuta dal punto di vista economico e dai contributi tecnico-scientifici, per implementare e rendere obbligatorio l’uso dei sistemi di deterrenza che hanno dato effettivi e concreti risultati, come confermano le numerose ricerche sul campo. Dobbiamo essere capaci di proteggere le specie preziose come il lupo attraverso azioni sul territorio, è fondamentale lavorare per eliminare il conflitto attualmente presente e garantire incentivi per le produzioni locali che operano nel rispetto delle specie selvatiche. In altri Paesi l’uso di un marchio di sostenibilità ha garantito la promozione dei prodotti locali che hanno aumentato i loro introiti. Questa è la sfida del futuro: sviluppare attività che al contempo siano produttive, operino nel rispetto dell’ambiente e garantiscano la tutela della biodiversità dei territori. Noi vogliamo una regione che accolga e protegga gli animali, nel pieno rispetto delle normative vigenti e del sentire comune che è sempre più sensibile e attento a preservare un patrimonio prezioso e unico». Così la consigliera regionale del M5S Silvana Denicolò.

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A Roma un centro sperimentale avanzato per l’autismo

Si è svolto oggi al MIUR un positivo primo incontro tra la Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, e la sindaca di Roma, Virginia Raggi, per la creazione nella Capitale di un centro sperimentale avanzato per l'autismo. Martedì scorso la Ministra aveva lanciato un appello alla prima cittadina per un confronto rapido sul tema. Appello rilanciato immediatamente dalla sindaca Raggi. L’incontro di questo pomeriggio si è svolto alla presenza di esponenti dell'amministrazione capitolina, di rappresentanti del MIUR e di Gianluca Nicoletti, giornalista autore del docu-film sull’autismo "Tommy e gli altri", nonché promotore del progetto. Nei prossimi giorni partirà un tavolo tecnico attraverso il quale le due amministrazioni stabiliranno modalità e tempi di realizzazione dell’iniziativa.
Così in una nota congiunta il Campidoglio e il Miur.

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Sanità Lazio, Zingaretti sull’inferno liste: “Stiamo riducendo i tempi”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Daniele Autieri) – Mentre stiamo scrivendo 23 persone attendono che arrivi il loro turno al pronto soccorso del Bambin Gesù, 25 al Policlinico Casilino, 18 al Sant'Eugenio, 12 al Sant'Andrea. Il dato, fotografato dalla Regione Lazio, racconta in tempo reale la grande incognita dell'attesa che – sotto modi e forme differenti – coinvolge tre milioni di cittadini romani.
Come denunciato ieri da Repubblica, la capitale deve ancora colmare il suo ritardo e questo nonostante l'impegno dell'attuale giunta Zingaretti che, dopo aver fatto uscire il Lazio dal commissariamento sanitario, ha previsto una serie di riforme proprio per abbattere i tempi di attesa.

Ed è proprio la Regione che offre un parametro utile a misurare l'efficienza delle diverse Asl cittadine. Andando a prendere ad esempio la Tac del capo, solo la Asl Roma D con 28 giorni di attesa rientra nei tempi previsti. Per fare lo stesso esame nella A ci vogliono 69 giorni, che diventano 187 nella F e addirittura 288 nella B. Passando ad un'ecografia dell'addome inferiore, la Asl Roma G ci mette 128 giorni, mentre la B e la F richiedono oltre 300 giorni.
Da qui la necessità della riforma, essenziale per imbrigliare l'attività delle Asl, approvata dalla Regione Lazio nell'aprile scorso attraverso il piano regionale 2017- 2018, che prevede l'adozione di nuove regole nel breve periodo, oltre a un investimento di 10 milioni di euro.

Un piano che – come ribadito dal presidente Nicola Zingaretti – ha già garantito risultati importanti. "Nel Lazio – ha sottolineato – il dato complessivo sulle prestazioni erogate dentro i tempi massimi è passato dal 50,1% del 2015 al 64,67% del periodo gennaio/ giugno 2017. C'è ancora molto da fare, ma i dati migliorano".

Seguendo le indicazioni del piano, la prima attività delle Asl è stata quella di recall: sono state infatti richiamate circa 100mila persone per fissare nuovamente la data dell'esame entro i 10 giorni. Il dato significativo, in questo caso, è che meno del 20% dei pazienti raggiunti ha accettato di anticipare il proprio esame. La strada è indicata, ma il percorso è lungo, complice l'enorme domanda di prestazioni sanitarie che viene da una città come Roma. Al 15 dicembre 2016 erano 66.000 le persone in lista d'attesa per un'ecografia, con tempi medi di 95 giorni per la quasi totalità degli esami, ma superiori a 180 giorni per il 21%. Per dare l'idea della portata del fenomeno, ogni settimana una Asl come la A lavora 1.500 prenotazioni di esami ecografici, mantenendo in stand-by 17mila prenotazioni; e 1.000 vengono processate dalla Roma B.

Osservando i numeri senza l'impaccio delle strumentalizzazioni politiche, il problema è quello di un mercato dove, complice l'invecchiamento della popolazione, domanda e offerta appaiono drammaticamente sbilanciate. Se questo è vero, un sistema come quello laziale, ridotto all'osso dopo anni di sprechi e ruberie e faticosamente riformato, quanto è in grado di sostenere il bisogno crescente di prestazioni sanitarie che viene dalla più grande città italiana?

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Sanità: proroga dei contratti a termine

“Il Commissario ad acta alla Sanità della Regione Lazio, Nicola Zingaretti con un proprio decreto ha deciso di consentire, nelle more delle procedure concorsuali straordinarie in essere, la proroga al 31 dicembre 2018, dei contratti a termine in scadenza alla fine dell’anno in corso, per il personale in servizio nel sistema sanitario regionale. Attualmente sono in svolgimento 271 concorsi in quota al processo di stabilizzazione per 1.400 figure professionali precarie nei ranghi dell’organico di Asl e Ospedali. Quella in corso è la più grande operazione di stabilizzazione mai fatta per eliminare il lavoro precario nella sanità del Lazio. Questo è possibile oggi perché i conti sono a posto e c’è la fine del commissariamento”. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.