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Forum di Roma Capitale per l’infanzia e l’adolescenza

L’Amministrazione capitolina è fortemente impegnata nella costruzione di una città a misura di bambini e di ragazzi, sulla base delle migliori prassi nazionali e internazionali. In quest’ottica la giunta ha approvato una delibera che istituisce il ‘Forum di Roma Capitale per l’infanzia e l’adolescenza’, concepito come luogo permanente di confronto strategico. Il Forum sarà coordinato dall’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale. Nelle prossime settimane verrà pubblicato un avviso per attivare un percorso di partecipazione indirizzato alle principali istituzioni italiane, a esperti del settore, a organizzazioni internazionali e alle associazioni. Verranno istituiti specifici gruppi di lavoro per favorire l’approfondimento di singoli percorsi tematici. Un gruppo permanente verrà dedicato appositamente alla partecipazione dei bambini e dei ragazzi, garantendo il loro coinvolgimento diretto. «Il nostro metodo di lavoro sta assumendo una configurazione sempre più definita: ascolto e partecipazione sono i pilastri su cui costruire una nuova stagione per l'attuazione dei diritti umani. Il Forum contribuisce a un maggiore coinvolgimento della popolazione nei processi decisionali, in perfetta coerenza con le linee programmatiche dell’Amministrazione. Una nuova educazione civica si diffonde partendo da bambini e ragazzi, che sono i protagonisti di un processo che li porterà a diventare interlocutori diretti e privilegiati», ha commentato l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.

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La colazione della legalità

«Roberto Battaglia è un imprenditore casertano, testimone di giustizia con la scorta, per aver denunciato in Campania  il racket delle estorsioni e dell’usura di esponenti importanti del  clan dei casalesi, a cui il Tribunale di Roma ha affidato la gestione dei panifici sequestrati a Ostia al clan Fasciani. Una bella storia che vede protagonista un imprenditore coraggioso costretto a trasferirsi nella nostra città e il Presidente della Terza Sezione per le Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, Guglielmo Muntoni che in questi anni ha garantito, con sensibilità lungimiranza e rigore, livelli occupazionali e reinserimento nell’economia legale delle aziende sequestrate alle mafie. Una sfida che ora ha bisogno della solidarietà e del sostegno dei cittadini e delle Istituzioni in un territorio come Ostia che in cui i fenomeni del pizzo e dell’usura sono parte del metodo mafioso con il quale agiscono i clan criminali del litorale romano. Come Regione raccogliamo l’invito a partecipare alla colazione delle legalità che ha promosso Roberto Battaglia per venerdi 22 dicembre dalle 7.30 alle 11.00 al panificio di via Duca di Genova 145 a Ostia per raccontare ai cittadini la sua storia ma anche per affermare la necessità da parte degli imprenditori di liberarsi dall’abbraccio mortale dei clan criminali. Denunciare la presenza dei clan che utilizzano il metodo mafioso, rompere il muro dell'omertà, sostenere l'azione della Magistratura e delle forze di Polizia diventa essenziale per ricominciare ad Ostia un cammino di rigenerazione e sviluppo che valorizzi le bellezze, le ricchezze di uno straordinario territorio, la libertà di fare impresa. Ecco perché come Regione siamo al fianco degli imprenditori che denunciano le estorsioni, ecco perché sosteniamo l'associazionismo antiusura e antiracket, ecco perché diciamo a tutti di denunciare e avere fiducia nelle Istituzioni, nella Magistratura e nelle Forze di Polizia verso le quali esprimiamo sincera gratitudine. Noi ci saremo nella speranza di essere in tanti per dimostrare che le persone oneste e perbene sono la stragrande maggioranza dei cittadini di Ostia e che loro i mafiosi sono una minoranza che riusciremo a sconfiggere con la cultura della corresponsabilità e della legalità». Lo scrive in una nota Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio.

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Regione: 500.000 euro per l’Ospedale di Subiaco

La giunta regionale su proposta del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha approvato una delibera che stanzia 500mila euro a favore della ASL Roma 5 per la realizzazione dell’Elisuperficie e per il completamento dei lavori al Pronto Soccorso del presidio ospedaliero Angelucci di Subiaco, un punto di riferimento importante per la sanità in questa area della regione. «Con questo finanziamento – ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – sarà possibile realizzare definitivamente l’Elisuperficie e questo ci consentirà di coprire un quadrante in un’area piuttosto disagiata, garantendo maggiore efficienza nella gestione dell’emergenza sanitaria e soprattutto maggiore sicurezza ai cittadini. Per la Regione Lazio questo è un altro impegno mantenuto, l’elisuperficie ci consente di ridurre infatti i tempi di trasporto in caso di emergenza e successivamente di garantire trattamento e cure più adeguati al paziente trasportato».

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Ospedale San Giacomo: scontro tra PD e M5S

Battaglia tra M5S e PD sul futuro del San Giacomo. Su facebook il commento della candidata presidente dei pentastellati Lombardi sostiene: «Vedo che i guardaspalle Pd del presidente uscente si sono mobilitati. Allora mettiamo un punto a questa farsa: quelle che vedete sono le due immagini cruciali del decreto della Regione Lazio. A pagina 12, si legge, testuale: “La perizia estimativa elaborata dalla citata Praxi S.p.A., trasmessa alla Regione Lazio con la citata nota prot. 618694/2017, si è basata sulle ipotesi di valorizzazione e sulle nuove destinazioni d’uso ipotizzate (Senior House; Centro Fitness; Spazi commerciali; Servizi sanitari; Ristorante; Parcheggi). Verba volant, scripta manent. Un centro Caritas è già presente e attivo nell’area adiacente e non c’entra nulla con la vendita pianificata da Zingaretti. Trovo davvero stucchevole che arrivino persino a strumentalizzare la Caritas per i loro sporchi affari. I giochi sono finiti, game over». A stretto giro di posta è arrivata una nota della Regione Lazio che ribatte: «Siamo costretti per l’ennesima volta a smentire la candidata M5S Roberta Lombardi, ma le sue dichiarazioni in merito al futuro del San Giacomo appaiono ancora una volta destituite da ogni fondamento. Infatti la delibera da lei citata parla di ipotesi di destinazioni d’uso, quindi semplicemente di valutazioni su possibili utilizzi dell’immobile. Oltretutto all’interno di questa gamma di ipotesi ci sono proprio quelle due attività a cui sarà destinato l’ex nosocomio romano, ossia servizi sanitari e una senior house o centro anziani. Tutto questo poi è chiarito in un passaggio a pagina 11 della delibera che, nelle premesse, afferma: “la strategia di valorizzazione e di gestione ipotizzata per l’immobile in argomento da Invimit attraverso la realizzazione  delle c.d. “senior houses”, passando per la sua ri-funzionalizzazione edilizia, orientata all’insediamento di nuove destinazioni d’uso coerenti con la vigente normativa urbanistica, risulta contemperare adeguatamente la vocazione socio-sanitaria del compendio” Quindi, come già spiegato, la Lombardi se ne faccia una ragione: il San Giacomo non diventerà un albergo o un ristorante ma oltre al centro Caritas troverà spazio un centro per anziani e servizi socio-sanitari».

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Fabio Fucci (M5S) a Radio Roma Capitale: non ricandidare un sindaco come me sarebbe un autogol clamoroso

Fabio Fucci, sindaco di Pomezia e vicesindaco della Città Metropolitana, intervenendo oggi ai microfoni di Radio Roma Capitale, nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa", ha dichiarato: "Sarei l'uomo più felice del mondo se potessi ricandidarmi sindaco nel M5S, ma ho constatato che questo non sarà possibile per un interpretazione rigida del regolamento del Movimento. Io trovo questa interpretazione illogica ed inopportuna. D'altronte, la legge ammette la candidatura a sindaco per due volte consecutive. Credo che non ricandidare un sindaco uscente come me sia un autogol clamoroso".

"Se le cose dovessero rimanere così – ha aggiunto Fucci – ho intenzione di onorare il mio mandato fino all'ultimo giorno, dopodichè saremo tutti più liberi ed una lista civica potrebbe farmi proseguire l'impegno a Pomezia".

Il sindaco di Pomezia ha inoltre affermato: "Non voglio campare di politica e proprio per questo ho rifiutato un incarico un posto da capo di gabinetto ben pagato al termine della mia consiliatura". 

"Virginia Raggi – ha sottolineato Fucci – ha fatto il mio stesso percorso: prima consigliera comunale e poi sindaca. Nei prossimi giorni mi confronterò con lei".

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Una Regione che studia

In anticipo rispetto ai tempi degli scorsi anni, Laziodisu ha dichiarato vincitori tutti gli idonei nella graduatoria 2017/18 per quanto riguarda le borse di studio. Anche quest’anno Regione Lazio e Laziodisu continuano dunque nell’impegno del pagamento delle borse di studio a tutti gli aventi diritto. Dopo aver conseguito questo risultato per quatto anni di fila il Lazio è risultata la regione con il più alto numero di borse assegnate e, in conseguenza di questo straordinario obiettivo raggiunto, la prima fra le regioni italiane nel riparto della quota di Fondo Integrativo Statale. Il FIS assegnato al Lazio, infatti, è salito in pochi anni da 12 a quasi 30 milioni di euro, una crescita davvero significativa. Questo dato, insieme all’utilizzo di risorse comunitarie del Fondo Sociale Europeo con il progetto “In Studio”, ha consentito anche quest’anno a Regione Lazio e Laziodisu di saldare tutti gli aventi diritto in tempi record. «Quando siamo arrivati qui in Regione gli idonei erano poco più di 16mila, 6mila dei quali erano non beneficiari. Cioè ragazzi che per merito e reddito avevano diritto alla borsa di studio ma che la Regione non pagava per miopie ed inefficienze. Abbiamo capovolto la situazione. Da fanalino di coda a primi in Italia in pochi anni. Un risultato davvero notevole», ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. «Per l’anno accademico 2017/18 gli studenti risultati idonei sono 20.788 – ha spiegato il vicepresidente con delega all’Università della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio – con una crescita del 24% circa rispetto agli anni precedenti. Nessun'altra regione in Italia assegna un numero così elevato di borse, soprattutto entro il 31 dicembre dell'anno di riferimento».

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Denicolò (M5S): “Punti di ristoro degli aeroporti romani affidati senza bandi pubblici”

«Nel corso degli 'Stati Generali del trasporto aereo' che abbiamo organizzato la scorsa settimana presso il Consiglio regionale del Lazio sono emerse numerose criticità che affliggono il settore, soprattutto il gestore degli aeroporti di Roma. A questo proposito, abbiamo inoltrato all’ANAC e agli uffici dell’Ispettorato del Lavoro un esposto in merito ai punti di ristoro degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Tali spazi vengono dati in sub-concessione da Aeroporti di Roma (AdR, il concessionario) tramite affidamenti diretti, anziché con bandi pubblici come previsto dal codice degli Appalti per gli aeroporti così come tutto il demanio pubblico. Vorremmo sapere dall’Autorità guidata da Cantone e dal Ministero del Lavoro se gli affidamenti siano da considerarsi in contrasto con la normativa vigente, anche per via del mancato inserimento nei bandi di gara di clausole sociali a favore dei lavoratori, un elemento essenziale per garantire la continuità occupazionale e la tutela dei diritti alle centinaia di operatori che ogni giorno lavorano negli spazi commerciali degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino». Lo afferma in una nota la consigliera regionale del M5S Silvana Denicolò.

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Progetto “Confindustria per i Giovani”

Promuovere tirocini in Confindustria per offrire ai giovani percorsi di formazione di alta qualità e un’opportunità occupazionale. Con questi obiettivi, presso l’assessorato al Lavoro della Regione, è stato sottoscritto un nuovo protocollo d’intesa che supporta il Progetto “Confindustria per i Giovani” per l’attivazione di tirocini extracurriculari di neolaureati; secondo l’accordo i tirocinanti possono essere fino al 25% del numero di lavoratori subordinati in organico, e beneficiano di attività di counseling individuale a cura delle Università Luiss e Liuc. I percorsi, della durata di 6 mesi, prevedono una formazione d’aula nella sede di Roma e un periodo di formazione presso le sedi nazionali e estere nel sistema delle imprese di Confindustria per un ulteriore arricchimento del bagaglio di conoscenza e esperienza. «Abbiamo rinnovato l’accordo con Confindustria – spiega Lucia Valente, assessore al Lavoro, Pari opportunità e Personale della Regione Lazio – perché crediamo che questo progetto sia una best practice, un modello di politica attiva, per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Infatti, nella scorsa edizione quasi l’80% dei giovani che ha svolto un Tirocinio in Confindustria è stato assunto: questo significa che l’offerta di formazione è di alta qualità ed è orientata al fabbisogno del mercato del lavoro. Come assessorato al Lavoro stiamo lavorando per promuovere l’occupazione giovanile: al centro della nostra politica ci sono modelli come questo Progetto che facilitano l’incontro tra domanda e offerta e permettono la formazione on the job di qualità».

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UIL Roma: “Dipendenti schiavi”

Negozi aperti sette giorni su sette, chiusure serali posticipate per permettere gli acquisti dell’ultim’ora. Non è però una caratteristica delle festività ma un atteggiamento oramai costante nelle nostre città su cui è intervenuto persino Papa Francesco, ricordando che "senza la domenica libera, si diventa schiavi”. Ma schiavi i dipendenti delle attività commerciali, lo sono già. E non solo per la domenica lavorativa. Giornate intere in piedi, senza la possibilità di sedersi perché “sarebbe sconveniente davanti alla clientela”, pause pranzo di pochi minuti, possibilità di andare in bagno concessa solo su richiesta e in alcuni casi addirittura un look deciso dal capo del personale. Questo quanto emerso dalle interviste realizzate dalla Uil di Roma e del Lazio nei negozi capitolini. Senza grandi distinzioni tra centri commerciali, megastore e piccoli esercizi commerciali. «Ci troviamo di fronte a una situazione davvero paradossale – commenta il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica – il lavoro o manca o diventa quasi lesivo della dignità umana. Abbiamo incontrato centinaia di dipendenti che pur di lavorare lo fanno in condizioni estreme, non solo senza riconoscimenti ma addirittura mettendo a repentaglio la propria salute e la famiglia. E in questo clima, alzare la testa viene visto come una minaccia da allontanare al più presto. Come Uil ci ribelliamo a questo sistema di sfruttamento. Perché di questo si tratta. E vorremmo almeno riuscire a dar voce a quanti non possono farlo per non mettere a rischio uno stipendio che nella maggior parte dei casi è indispensabile alla sopravvivenza propria e del proprio nucleo familiare».

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Metro C Roma, al Colosseo cantiere fermo senza l’ok del Comune

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giovanna Vitale) – È da fine luglio che il Cipe sollecita Virginia Raggi ad autorizzare la rimodulazione delle risorse all'interno del quadro economico per la costruzione della metro C, già a suo tempo approvato per consentire il completamento dei lavori sino al Colosseo. E sono cinque mesi che dal Campidoglio tutto tace. Lo Stato, che finanzia l'opera per il 70%, attraverso il ministero delle Infrastrutture ha detto sì; idem la Regione; da Palazzo Senatorio invece nessuna risposta. Un silenzio che rischia di allungare i già biblici tempi di realizzazione della linea. E persino di compromettere l'apertura della stazione San Giovanni, già slittata da fine anno a metà marzo e a questo punto tornata in forse.

Al pre-consiglio del Cipe convocato mercoledì pomeriggio al dicastero di Via XX Settembre per mettere a punto l'ordine del giorno della riunione che il Comitato interministeriale svolgerà tra Natale e Capodanno – l'ultima prima dello scioglimento delle Camere – l'aggiornamento del quadro economico relativo alla terza linea metropolitana di Roma è stata espunta dagli argomenti in discussione. Per procedere è necessario l'ok di tutti e tre gli enti finanziatori: se ne manca uno, non se ne fa nulla. Risultato? L'amministrazione 5S – vuoi per immobilismo, vuoi per disattenzione, vuoi per faide interne sull'infrastruttura tra le più strategiche per la città – rende di fatto impossibile questo passaggio fondamentale, che avrebbe scongiurato un ormai probabile blocco dei cantieri.

Il perché è presto detto: la rimodulazione delle risorse consente di trasferire alcune poste dalle tratte già ultimate a quelle ancora interessate dai lavori. Un'operazione a saldo zero, che non comporta cioè alcun aggravio di costi, bensì un semplice spostamento di somme in precedenza accantonate e poi però non spese. Ad esempio quelle relative agli imprevisti, che magari su una tratta non si sono più verificati come invece programmato, facendo "avanzare" importi per decine di milioni da impiegare su altre tratte più complesse. Una procedura persino banale, che tuttavia senza l'ok del Campidoglio non si può approvare. Se va bene, se ne riparlerà alla fine del 2018: a marzo ci saranno le elezioni, la formazione del nuovo governo si prevede lunga e non indolore, per avere un Cipe di nuovo operativo ci vorranno parecchi mesi. Con ricadute pesantissime sulla metro C.

Per aprire la stazione di San Giovanni occorre completare il collaudo tecnico-amministrativo della linea che parte da Montecompatri. Per ottenerlo, bisogna che il quadro economico sia quello finale, comprensivo di tutti gli aggiustamenti intervenuti in corso d'opera. Ma il Cipe non può varare le modifiche in assenza del via libera del Comune. Il quale adesso potrebbe pagarla cara: ossia con la mancata consegna della stazione da parte dei costruttori, prevista per fine mese. Al momento, molto più di un'ipotesi. Che impedirebbe ad Atac di effettuare i 45 giorni di pre- esercizio e dunque di inaugurarla entro metà marzo.

E c'è pure dell'altro. Senza una nuova allocazione delle somme per centinaia di milioni di ammontare complessivo, immobilizzate su cantieri ormai chiusi da tempo, nei prossimi mesi entreranno in sofferenza anche quelli della T3 da San Giovanni al Colosseo. Col rischio che si blocchino definitivamente. E allora altro che 2020. Per raggiungere i Fori in metropolitana dal quadrante est della città, se ne parlerà il giorno di poi nell'anno di mai.