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Bando per la Befana a Piazza Navona è OK

Il Dipartimento Sviluppo economico e Attività produttive ha risposto in data 20 dicembre 2017 al parere dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato sui criteri previsti dal bando per la Festa della Befana in Piazza Navona. Nello specifico, l’Amministrazione Capitolina ha fissato a 9 anni il termine di durata della concessione, sulla base della normativa di riferimento in materia, stabilita dall’Intesa della Conferenza Unificata Stato-Regioni del 5.7.2012. In riferimento a questa, la deliberazione di Assemblea Capitolina del 1° giugno 2017, n. 30 (Nuovo regolamento delle attività commerciali su aree pubbliche), prevede che la durata delle concessioni sia di 7 anni per i mercati turistici, e di 9 oppure 12 per i mercati ordinari. Essendo la Festa della Befana classificata come “fiera”, in virtù della sua peculiare connotazione storico-tradizionale e della rilevanza internazionale rivestita, tale manifestazione non può essere assimilata ai mercati specializzati destinati alla vendita esclusiva di particolari merceologie, tra cui anche i cosiddetti mercatini natalizi, per i quali vige una disciplina specifica e diversa. Si è dunque scelto di optare per la tempistica minima prevista per le concessioni, quella appunto di 9 anni, in luogo dei 12 altrimenti possibili. Sempre in riferimento all’Intesa, che al punto 2 prevede una valutazione massima dell’anzianità di esercizio dell’impresa nel limite massimo del 40%, si è deciso di dimezzarne il valore, riducendolo al 20%. È stato dunque introdotto un notevole correttivo, tenuto conto del fatto che l’anzianità di posteggio in fiera, per il quale l’operatore ha partecipato, è stata presa in considerazione solo in caso di parità di punteggio. L’Amministrazione Capitolina, infine, ha posto l’accento soprattutto sull’aspetto qualitativo della fiera, assegnando alla qualità dei prodotti un peso ben superiore al 50% del punteggio complessivo, e introducendo così uno strumento innovativo rispetto al passato e alla tipologia specifica delle fiere.

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Emergenza rifiuti a Roma, ora l’unica salvezza è il tritovagliatore di Ostia

(Fonte: www.repubblica.it)

In tutta la querelle dei rifiuti degli ultimi giorni, ci sono molti punti interrogativi (primo fra tutti dove finirà l'immondizia della Capitale) e due certezze. La prima è l'emergenza in cui versa Roma con cassonetti che straripano in centro come in periferia. E impianti stracolmi che non riescono più a far fronte alla produzione cittadina.

La seconda è che per evitare il collasso, per ora, l'unica ancora di salvezza per un Comune che non sa che pesci pigliare e per un Ama che sembra brancolare nel buio e distante anni luce dalla realtà, è il tritovagliatore di Ostia.Che è in funzione da qualche giorno tra malcontento dei cittadini e polemiche politiche. Con le minoranze tutte che accusano i cinquestelle di aver violato tutte le promesse elettorali, non ultime proprio quelle fatte per le elezioni nel X municipio. Ma non è tutto: la scelta di avviare l'impianto sul litorale pare che sia stata presa dal Campidoglio, in emergenza, senza che la neo presidente del X Giuliana Di Pillo e l'assessore all'Ambiente Alessandro Ieva ne sapessero nulla. Proprio loro che sui rifiuti fino a pochi giorni prima avevano detto: "Non ci sarà nessun tritovagliatore a Ostia".
E invece, come ha sottolineato Monica Picca, capogruppo di Fdi della vecchia circoscrizione: "Nonostante le smentite di diversi esponenti dei 5 Stelle, l'impianto mobile non solo è stato trasferito sul litorale ma è stato anche utilizzato. Peraltro, sembrerebbe che l'attivazione da parte del Comune non sia stata condivisa con il Municipio X, tanto da creare imbarazzo e scompiglio con il presidente e l'assessore all'Ambiente che si sono precipitati in via dei Romagnoli perché all'oscuro della decisione".

E a Ostia la paura che finiscano lì tutti i rifiuti di Roma aumenta ora dopo ora. "Non vorremmo che questo modus operandi, e quindi tale accensione repentina e senza avviso – ha continuato Picca – sia un escamotage, con la scusa dell'emergenza, per far sì che Ostia raccolga gran parte dei rifiuti di Roma. In campagna elettorale la Di Pillo ha fatto più volte scena muta sui grandi temi del territorio, ora che governa il Municipio X non accampi scuse, e proprio sui rifiuti dica se sapeva o meno dell'attivazione del tritovagliatore".

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Buschini: “Montanari non dice la verità”

«Dispiace che l’Assessora Montanari preferisca polemizzare e non dire la verità sul perché l’aggiornamento del piano regionale sui rifiuti non sia stato definitivamente approvato: il Piano Regionale di gestione dei rifiuti è in via di aggiornamento, ma fermo a causa delle mancate risposte di Roma Capitale e della sua Città Metropolitana, che dovevano arrivare entro il 30 settembre 2017. La legge impone ai Comuni e alle Province di scegliere i siti di smaltimento e alla Regione di includerli in un piano regionale. Se i Comuni e le Province non scelgono, la Regione non può pianificare. Sarebbe, se lo facesse, un abuso e un arbitrio. Questo dice la legge, ma per l’Assessora Montanari, evidentemente, le leggi non valgono. Insistere sul fatto che la Regione Lazio deve dire a Roma Capitale dove deve smaltire i suoi rifiuti è come invocare un comportamento contra legem. Piuttosto, Roma Capitale rispetti la legge: risponda alla sollecitazione della Città Metropolitana del luglio 2017 dicendo dove vuole realizzare gli impianti di smaltimento dei sui rifiuti residui così permettendo alla Città Metropolitana di rispondere alla Regione la quale, finalmente, potrà adottare un nuovo piano. Lo dimostra la nota della città metropolitana di Roma del 18/12/2017, la quale ammette di non aver risposto alle sollecitazioni della Regione per avere gli atti necessari ad andare avanti con il piano. Cercare di mischiare le carte, magari per cercare di dare la rappresentazione di uno scaricabarile non aiuta a svuotare i cassonetti. È un modo sconsiderato di agire, di usare le leggi e di negare la verità. Con le bugie e l’arroganza non si va da nessuna parte». Lo ha dichiarato in una nota l’assessore ai Rifiuti e l’Ambiente della Regione Lazio, Mauro Buschini, che ha poi proseguito: «Ma andiamo per ordine: l’accordo con la Regione Abruzzo il Lazio lo ha siglato il 16 ottobre 2014, valido per un anno. Poi rinnovato annualmente il 16 ottobre 2015 e pure nel 2016 e 2017. Da più di tre anni Roma Capitale chiede alla Regione Lazio di accordarsi con l’Abruzzo per conferire rifiuti romani in quella, generosa e solidale Regione ed il Lazio ha sempre siglato gli accordi necessari. Il 22 ottobre scorso Roma Capitale ha chiesto alla Regione Lazio di concordare con l’Abruzzo maggiori quantità di rifiuti romani da portare in quella regione. Richiesta da noi inoltrata e in attesa di risposta. Falso e insopportabile essere, ora, accusati di inerzia quando, proprio grazie alla nostra azione mediatrice, Roma Capitale ha esportato in Abruzzo, in tre anni, oltre 100.000 ton di rifiuti romani. In ogni incontro che ho convocato, – conclude Buschini – Roma Capitale ha sempre negato l’esigenza di una discarica, l’esigenza di impianti, per non fare scelte. E la si smetta di dire che si stanno progettando impianti di compostaggio, che indubbiamente servono per il rifiuto differenziato, ma oggi Roma ha esigenza di trattare rifiuto indifferenziato e l’assessore Montanari non può pretendere con arroganza di usare quelli degli altri, accusando di inerzia tutti coloro che cercano di darle una mano. In ultimo bene chiarire che i costi dell’Emilia Romagna li conosceva da tempo, non sono stati la sorpresa delle ultime ore. Il mio non è uno scaricabarile, ma un chiarimento davanti ad un inaccettabile comportamento verso la città e le istituzioni. Termino augurandomi che da parte del Comune di Roma si chiuda questa triste la stagione dell’attacco a mezzo stampa e poi della successiva telefonata di ringraziamento per la collaborazione offerta».

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Di Biase (PD): “L’11 consiglio sull’emergenza rifiuti”

«Ho presentato questa mattina in sede di conferenza dei capigruppo la richiesta di Consiglio straordinario sull'emergenza rifiuti a Roma. Ho ottenuto la programmazione di una seduta urgente per giovedì 11 gennaio. Dopo l’importante lavoro svolto dal Presidente Zingaretti e dal presidente Bonaccini in seguito alla richiesta presentata dall’AMA assistiamo attoniti ad un ripensamento del Sindaco Raggi che fa gli interessi del suo partito invece dell’interesse dei romani. La situazione dell’immondizia a Roma è sempre più critica. Il Sindaco venga in Aula a riferire su quali provvedimenti intende adottare per gestire l'emergenza». Così in una nota la capigruppo del PD capitolino Michela Di Biase.

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Roma, Raggi taglia nastri “Adesso apriamo San Giovanni il giorno del voto”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giovanna Vitale) – Un bel taglio del nastro proprio il 4 marzo. A urne appena aperte. È l’ultima trovata della sindaca Virginia Raggi per tirare la volata al “ suo” Movimento. Un gigantesco spot elettorale per dimostrare alla città e al mondo, specie quello grillino chiamato a votare in massa, che l’amministrazione di Roma è tutt’altro che inefficiente.
E così, dopo il giudizio immediato chiesto per evitare ai 5S di scalare Palazzo Chigi con la zavorra della sindaca- simbolo alla sbarra per falso, l’inquilina del Campidoglio ha fatto un’altra pensata: inaugurare la stazione San Giovanni della metro C, una delle grandi incompiute d’Italia, la prima domenica di marzo. Nel giorno fissato per rinnovare Regione e Parlamento. Un altro tassello del piano Casaleggio- Di Maio: utile stavolta a smentire le accuse d’incapacità che gravano sulla giunta comunale.

La corsa è già cominciata, la scommessa — vista la ristrettezza dei tempi — ha il sapore dell’azzardo. Ma la sindaca, insieme all’assessora alla Mobilità Linda Meleo, non vogliono sentire né ragioni né scuse. E hanno ordinato a Roma Metropolitane, la società in house che funge da stazione appaltante e ha per mission proprio la realizzazione della linea verde, di fare l’impossibile per centrare l’obbiettivo. Anche a costo di lavorare giorno e notte, di rinunciare a ferie e riposi, di fare straordinari, pressioni e carte false.

L’idea è balenata il 2 gennaio, allorché il Consorzio Metro C ha ufficialmente comunicato a Roma Metropolitane di aver completato tutte le attività a carico dei costruttori. In quel momento da Palazzo Senatorio è partito l’input a fare in fretta, a scegliere ogni scorciatoia praticabile per confezionare il prezioso regalo elettorale. E pazienza se questa estate la sindaca aveva annunciato l’apertura della stazione prima per l’autunno, poi per fine anno, infine per metà febbraio: ora l’essenziale è non tardare un giorno di più.

Perciò gli uomini di Roma Metropolitane si sono messi all’opera: hanno trasmesso tutti i documenti alla Commissione Sicurezza ( presso il ministero dei Trasporti) per la verifica tecnico- gestionale della tratta e l’emissione dell’obbligatorio nulla-osta di sicurezza. Un lavoro complesso che, salvo esame sprint, non si concluderà prima di fine mese. Nel frattempo, però, per bruciare i tempi, verrà chiesta alla Commissione di Collaudo presieduta da Andrea Monorchio la consegna anticipata della tratta.

Solo una volta che il nulla- osta sarà arrivato Atac potrà avviare il pre- esercizio: passaggio necessario per testare che tutto funzioni per il meglio. Finora questa attività non è mai durata meno di 45 giorni. Ma così si rischierebbe di sforare la fatidica data. Allora ecco l’ultima forzatura: accorciare, fino a dimezzarli, la durata del pre- esercizio Atac. E poco importa se dopo il servizio ne risentirà. Il regalo a Di Maio, per Raggi, è più importante.

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Santori (FdI): “Aumenti A24 inaccettabili”

«E’ inaccettabile l’aumento tariffario del tratto autostradale che si è abbattuto da inizio anno sui pendolari dell’area metropolitana in entrata o in uscita da Roma. Parliamo di un rincaro generico di circa il 12% che i cittadini dovranno sborsare al casello ogni volta che si recheranno a lavoro o torneranno a casa. Di questa stangata sono responsabili il governo Pd e l’amministrazione regionale guidata dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che non ha fatto nulla per evitare l’ennesima pesante gabella ai danni degli automobilisti laziali. Senza dimenticare il silenzio generale che avvolge il Campidoglio e Palazzo Valentini e del sindaco metropolitano Virginia Raggi, che hanno subito questo ennesimo sopruso. Il prossimo 8 gennaio aderiremo con tutti i nostri concittadini al sit-in dei sindaci dell’area metropolitana in difesa della sabina romana e delle stangate sulle famiglie che vi abitano». E’ quanto dichiarano in una nota congiunta Carlo Passacantilli, consigliere di Fratelli d’Italia della Città Metropolitana, e Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

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Anche per la Regione Lazio voto il 4 marzo

«Ho firmato oggi il decreto per l’indizione dell’elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale del Lazio. La data delle elezioni regionali indicata nel decreto è il prossimo 4 marzo 2018. Dopo tredici anni, il Lazio va al voto a scadenza naturale e in un contesto istituzionale sereno e ordinato. Il segno di un Lazio che sta cambiando, ed è più forte e più stabile di prima. Abbiamo scelto di votare lo stesso giorno delle elezioni politiche, quindi il 4 marzo, per risparmiare decine di milioni di euro sulla gestione delle urne. Soldi che poi potranno essere recuperati per investimenti a favore dei servizi per le persone. Voglio ringraziare la Giunta regionale e la maggioranza per la coesione, lo spirito di servizio e la determinazione, così come tutto il Consiglio regionale che anche nella dialettica politica ha tenuto fede all'obiettivo che ci eravamo dati 5 anni fa: il rispetto delle Istituzioni e il bene comune dei cittadini del Lazio. Ora auspico una campagna elettorale fatta di proposte e soluzioni concrete, evitando insulti e false notizie. Per andare avanti, tutti. Buon voto alle ragazze, ai ragazzi, alle donne e agli uomini di questa splendida Regione». Lo ha dichiarato in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

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Nuovo modello per Centri Sociali Anziani

Valorizzare le risorse ottenute grazie all’abbattimento degli sprechi per costruire percorsi di partecipazione e condivisione a favore delle persone anziane. Con questo obiettivo l’Amministrazione capitolina investe i risparmi derivanti dalle procedure pubbliche di gara riguardanti servizi per anziani (ristorazione, lavanderia, cohousing, case di riposo H 24), pari a 162mila euro, con l’intento di sviluppare una maggiore apertura dei Centri Sociali Anziani ai territori di riferimento. Roma Capitale ospita 149 Centri Sociali Anziani per un totale di circa 90mila iscritti, in prevalenza con oltre 70 anni di età. Nelle strutture vengono svolte attività ricreative sociali, culturali e attività per promuovere l'invecchiamento attivo e la cittadinanza attiva. La somma a disposizione verrà quindi utilizzata per sviluppare specifici progetti che consentano di costruire un rapporto virtuoso di interazione con i territori di riferimento. L’Amministrazione intende rendere i Centri veri e propri presidi aperti ai cittadini, in un’ottica di aggregazione e socializzazione, assicurando così piena attuazione alle proprie linee programmatiche. «Oggi presentiamo una serie di progetti che consentiranno di mettere effettivamente in rete i Centri Sociali Anziani con i territori di appartenenza. Vogliamo che queste realtà costruiscano solidi legami con i cittadini e, in particolare, con i giovani. L’attivazione di percorsi ed esperienze intergenerazionali è uno dei pilastri del nostro mandato: vogliamo rimuovere ogni genere di barriera che divida i cittadini, per promuovere invece iniziative dal basso di partecipazione e condivisione in grado di coinvolgere tutti. In quest’ottica, stiamo lavorando all’apertura di asilo nido presso i Centri. La democrazia diretta non ha età e le novità che illustriamo certificano che stiamo procedendo in questa direzione», ha commentato la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi.

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Avenali (PD): “Aderisco al sit in contro gli aumenti della A24”

«Aderisco convintamente alla manifestazione organizzata per lunedì mattina 8 gennaio, davanti al casello di Vicovaro Mandela, da più di 50 sindaci della Valle dell’Aniene e dell’Empolitana insieme a quelli della Marsicana e del Turano. Un sit in per denunciare la contrarietà all'ennesimo aumento dei pedaggi per l’autostrada A24, che costituisce un’arteria importante per la mobilità dei pendolari della Regione Lazio delle Valli dell'Aniene, del Giovenzano e del Turano. Aree interne, dove la maggior parte dei Comuni hanno una popolazione inferiore ai 5000 abitanti,  che necessitano di servizi e politiche dedicate per impedirne lo spopolamento vista l'importanza che ricoprono come indispensabili presidi territoriali, e non di interventi che portino all'abbandono definitivo. Bene ha fatto il presidente Zingaretti a portare il problema all’attenzione del ministro DelRio e a chiedere di rivedere i parametri di composizione delle tariffe, calmierandoli in favore dei tanti pendolari che utilizzano queste autostrade, A24 e A25, perché dobbiamo essere vicini alle popolazioni di questi territori e non vanificare il lavoro che stiamo facendo a favore dei Piccoli Comuni e anche perché con la conferma di questa provvedimento, si determinerebbe lo spostamento di tanti mezzi sulla via Tiburtina, intasando ancor più la Consolare e aumentando a dismisura i livelli di inquinamento dei centri abitati che attraversa», così in una nota Cristiana Avenali, consigliera PD della Regione Lazio e componente della Commissione Ambiente e Mobilità.

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Campidoglio: nessun passo indietro sulle botticelle

Roma Capitale ha pensato e ideato un regolamento estremamente restrittivo sulle botticelle per tutelare il benessere degli animali. Gli assessorati alla Sostenibilità ambientale e alla Città in Movimento hanno redatto il testo definitivo dopo attenta valutazione di tutti gli aspetti tecnici burocratici e normativi. Il regolamento ora prosegue l’iter amministrativo per l’approvazione finale in Assemblea capitolina. «Nessun passo indietro sul regolamento: toglieremo i cavalli dalle strade, migliorando sensibilmente il loro benessere. Non vogliamo più assistere a veri e propri episodi di sfruttamento. All’interno dei parchi e delle ville storiche sono stati definiti dei percorsi dolci idonei al transito delle botticelle nel rispetto della normativa vigente e della tutela degli animali», ha dichiarato l’Assessora alla Sostenibilità ambientale, Pinuccia Montanari. «Dopo anni di promesse, finalmente l’amministrazione ha studiato e messo in campo nuove regole che vanno a modificare alla base il servizio. Ai gestori delle botticelle si dà la possibilità di dismettere la propria attività trasformandola gratuitamente in una licenza taxi oppure acquisendo una botticella elettrica. Con senso di responsabilità abbiamo varato un regolamento che non solo tutela gli animali, ma definisce un quadro certo di regole», ha spiegato l’Assessora alla Città in Movimento, Linda Meleo.