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Regione Lazio: “Nessun blocco dei fondi al microcredito”

«Ancora una volta la Regione Lazio è costretta a smentire le dichiarazioni dell’onorevole Roberta Lombardi. La candidata alle regionali del Movimento Cinque Stelle sostiene infatti che la Regione stia bloccando 750mila euro frutto degli accantonamenti da parte dei consiglieri regionali pentastellati e destinati al fondo del microcredito. Tutto ciò è falso e lo dimostrano i documenti che certificano che il gruppo ha dato il via libera definitivo al procedimento di assegnazione del fondo solo l’8 gennaio 2018, quindi due giorni fa. Ma andiamo con ordine: nell’autunno del 2016, il Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Lazio ha manifestato la volontà di cofinanziare il Fondo Regionale per il Microcredito e la Microfinanza. La Regione Lazio si è attivata per individuare un soggetto gestore di questi fondi sempre in costante contatto con i consiglieri pentastellati. Nessun gestore però si è reso disponibile a causa delle condizioni previste dal gruppo cinquestelle quindi è stato necessario effettuare delle modifiche, approvate dal gruppo solo il 29 dicembre 2017 (ritardo causato anche da una casella di posta piena come dichiarato dalla consigliera Pernarella in commissione). L’8 gennaio 2018 quindi vi è stato il definitivo via libera da parte dei consiglieri e infatti nei prossimi giorni è prevista la pubblicazione dell’avviso. Di conseguenza è evidente come non ci sia stato alcun blocco dei fondi e che i tempi di interazione dell’amministrazione regionale sono stati più che veloci e, se la procedura è stata lunga, ciò è stato dovuto in larga parte alle numerose precisazioni e modifiche richieste dal Gruppo Consiliare M5S». Lo precisa in una nota la Regione Lazio.

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Emergenza spazzatura a Roma, tutta la verità nelle carte della Città metropolitana: “Campidoglio immobile”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giovanna Vitale) – È colpa del Pd se Roma è in emergenza. In particolare della Regione guidata da Nicola Zingaretti. La tesi, per la verità non nuovissima, affacciata ieri mattina su Fb dall'assessora Pinuccia Montanari, è basata su un argomento a suo dire inoppugnabile: "Tutti sanno che dal 2013, anno di chiusura della discarica di Malagrotta con il Pd che si dimenticò di pianificare una alternativa, il piano regionale del Lazio non è stato ancora aggiornato" , premette la titolare dell'Ambiente. "La Regione non riesce a trovare una alternativa per accogliere le tonnellate di indifferenziato. "Al momento Roma prova a conferire i rifiuti nelle poche strutture della Regione che però sono insufficienti. Si tratta di un sistema fragile che stiamo rendendo forte e stabile con la richiesta di autorizzazioni per costruire impianti di compostaggio e di riciclo".

La reazione è fulminea: " Tutte bugie", replica a stretto giro l'assessore laziale Mauro Buschini, confutando punto per punto la versione Montanari: "La legge impone ai Comuni e alle Province di scegliere i siti di smaltimento e alla Regione di includerli in un piano regionale. Se i Comuni e le Province non scelgono, la Regione non può pianificare ". Uno scontro che – se non ci fossero i documenti ufficiali – si sarebbe ben potuto derubricare come solita schermaglia Pd-M5S. Ma i documenti ufficiali ci sono e raccontano una storia diversa. Ovvero: se non è stato possibile chiudere il nuovo piano regionale rifiuti entro la scadenza (il 31 dicembre) di quello varato nel 2012, è responsabilità esclusiva di Virginia Raggi e dei ritardi accumulati nella sua doppia veste di sindaca: di Roma e della Città Metropolitana.

Da più di un anno e mezzo la grillina non fornisce le risposte necessarie alla Regione per autorizzare gli impianti di gestione dei rifiuti, che devono essere i singoli centri urbani a individuare. Vediamo.
Tutto comincia il 12 gennaio 2016. I Palazzi Senatorio e Valentini sono commissariati. La Direzione regionale dei rifiuti, con nota 11204, chiede i dati a tutte le province del Lazio per " l'aggiornamento dello scenario di controllo " . Tre mesi dopo, il 22 aprile, la giunta Zingaretti approva la determinazione del fabbisogno e la invia ai comuni, sollecitandoli ad indicare " le aree idonee alla localizzazione degli impianti " in ciascun territorio, allo scopo di "fornire una mappatura " complessiva, che torni utile per la futura ubicazione dei vari siti. Dopodiché, l'11 maggio, con nota prot. 247816, si chiede alle province di stabilire "i criteri di localizzazione entro 120 giorni". Termine che la Città Metropolitana è costretta a prorogare di un mese.

Siamo al 30 settembre 2016: in quel momento Raggi siede in Campidoglio ma, nonostante i gravi problemi subito emersi, resta ferma. Immobile. Per sette lunghi mesi. Finché, finalmente, il 21 aprile 2017, la Città Metropolitana trasmette ai comuni della provincia i famosi " criteri di localizzazione " , dando60 giorni di tempo per presentare osservazioni. Poi prorogate al 30 settembre. Dopodiché, più nulla. E lo scorso 18 dicembre la Città Metropolitana è costretta ad ammettere le sue mancanze. E a comunicare, con nota prot. 0177863, di non aver ancora concluso le valutazioni sulle osservazioni pervenute dai comuni e che le trasmetterà non appena definite. Ma senza, il piano regionale non si può fare. Con buona pace dell'assessora Montanari.

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Diaco (M5S): “Riapriremo le scuderie di Villa Borghese”

«Riaprire le scuderie di Villa Borghese e porre rimedio all’enorme spreco di denaro pubblico delle Amministrazioni precedenti. Del Pdl, artefice del progetto relativo alla costruzione di 67 stalle all’interno del parco e del Pd, responsabile del raddoppio degli stanziamenti da destinare a tale impresa: ben 1 milione e 350 mila euro per un’opera terminata nel 2015 e mai utilizzata. Un rigonfiamento di costi anomalo, tanto da convincere gli inquirenti a richiedere l’apertura di un’inchiesta alla Corte dei Conti. È nostra intenzione rendere le stalle pienamente fruibili per le botticelle che, con il nuovo regolamento in via di approvazione, saranno obbligate a circolare solamente all’interno di parchi e aree verdi cittadine. Così facendo, porremo rimedio all’inaccettabile sperpero delle giunte Alemanno e Marino e rispetteremo il diritto dei cittadini romani a vedere impiegati i loro soldi nell'esclusivo interesse della comunità». Lo ha dichiarato, in una nota stampa, il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco.

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“Buon Compleanno Costituzione”

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Al via 'Buon Compleanno, Costituzione", il percorso finalizzato a diffondere e trasmettere i valori costituzionali in tutti i territori della città tra i bambini e i ragazzi affinché possano acquisire i primi elementi di conoscenza del vivere civile, del senso di appartenenza alla propria comunità, del rispetto delle regole condivise. E' quanto prevede una memoria approvata dalla Giunta di Roma Capitale. L'iniziativa, organizzata in collaborazione con la Commissione capitolina Scuola, viene lanciata in occasione della ricorrenza dei settanta anni della promulgazione della Costituzione della Repubblica Italiana e prevede il coinvolgimento anche del personale educativo scolastico, dei docenti, dei genitori, delle famiglie. L'evento di apertura e presentazione del corso si terrà sabato 13 gennaio presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio con una lectio magistralis del Professor Giovanni Maria Flick sul valore e sul significato dell'insegnamento della Costituzione nell'educazione dei bambini e dei ragazzi. Verranno poi proposti altri incontri in tutti i Municipi di Roma, a partire dalle periferie, con l'obiettivo di coinvolgere tutte le realtà territoriali e seguendo un programma che preveda, in particolare, la trattazione dei principi fondamentali, dei diritti e dei doveri dei cittadini, nonché delle radici costituzionali del vivere civile e del buon governo della città. Il processo di costruzione degli eventi verrà definito con gli assessori municipali competenti in materia, anche individuando un Comitato scientifico che affianchi l'iniziativa. «Il percorso è pienamente coerente con le linee programmatiche di questa Amministrazione. Vogliamo che i bambini e i ragazzi siano considerati i cittadini del futuro, ma soprattutto del presente. Per questo è necessario affermare, in modo scientifico ma coinvolgente, una cultura basata sul rispetto dei diritti umani, delle regole e dell'altro e orientata verso l'accoglienza delle diversità, alla cura dell'ambiente, allo studio e alla formazione di uno spirito critico che consenta la crescita di cittadini consapevoli e democratici. Vogliamo promuovere iniziative diffuse in tutti i territori della città, valorizzando l’apporto di tutte le realtà e dei cittadini che ogni giorno li vivono. La Costituzione, plasmata su valori irrinunciabili e sempre attuali dell'antifascismo, è il perno delle istituzioni e della nostra convivenza», ha spiegato l'assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.

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Celli (Civica): “Festa Spelacchio? Una polentata”

«A quanto si apprende, il M5S vorrebbe organizzare una festa d’addio a Spelacchio. Peraltro, lo stesso giorno in cui in Assemblea Capitolina si terrà il consiglio straordinario sull’emergenza rifiuti. Un’iniziativa così fuori luogo non si vedeva dai tempi della “polentata” Bossi/Polverini/Alemanno. Auspico nell’immediata smentita da parte del Campidoglio», lo ha dichiarato Svetlana Celli, capogruppo della Lista Civica #RomaTornaRoma in Assemblea Capitolina, per poi proseguire: «Il M5S è convinto che Spelacchio fotografato da migliaia di romani e turisti sia una buona cosa, motivo di lustro e vanto per la città. Anche la Costa Concordia arenata è stata immortalata da milioni di persone, tv e giornali. C’è forse da vantarsene?».

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Santori (FdI): “Pacchetto di nomine pronto in Regione”

«A meno di due mesi dalle elezioni, Zingaretti avrebbe pronto un pacchetto di nomi da piazzare in società, aziende e realtà regionali, di fatto blindando con i suoi fedelissimi tutti i vertici e i luoghi di comando. Un pacchetto di nomine in stile prima repubblica che anche in caso di una sua mancata rielezione consentirebbe all’attuale governatore di mantenere salde le fila della Regione. Tale atteggiamento sarebbe gravissimo dal punto di vista politico ma soprattutto amministrativo, e ridurrebbe la presidenza a un risiko atto solo a garantire il potere senza tenere in considerazione il bene comune. Avevamo già denunciato l’anomalia delle nomine andato in onda nelle Asl o negli ospedali del territorio, con il giro di valzer degli incarichi, da De Salazar a Polimeni a D’Innocenzo, fino a Panella. Oggi allertiamo su quello che starebbe per accadere in altri settori, tra cui la sanità, in questi ultimi giorni di presidenza Zingaretti. Vigileremo ancora di più ora, a ridosso delle elezioni, per garantire trasparenza a tutti quei cittadini che ogni giorno, ad esempio, devono fare i conti con le difficoltà di un sistema sanitario regionale al collasso, che pensa più a garantire e distribuire poltrone piuttosto che a dare adeguati servizi agli utenti». E’ quanto ha dichiarato Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

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Montino: “Basta con questa campagna denigratoria”

«Non accetto che il mio nome e quello dei miei familiari venga accostato, più o meno direttamente, a chi ha agito nell’ombra, fuori dalla legalità e da ogni regola, nascondendosi dietro a un prestanome. Ho dato mandato al mio avvocato Antonio Andreozzi di sporgere querela nei confronti dei consiglieri del Movimento 5 Stelle in Campidoglio Paolo Ferrara e Giuliano Pacetti, dei quotidiani il Tempo e Fatto Quotidiano che hanno dato il via a una campagna ambigua e denigratoria nei miei confronti e di chiunque strumentalizzi un fatto che ha danneggiato attraverso minacce, intimidazioni e atti di vandalismo sia me che i miei affetti più cari. Vediamo di essere chiari, ristabilendo la verità dei fatti. Nel 2015 una società dove io sono amministratore, ha concesso in affitto un locale a Testaccio in base a un’intermediazione immobiliare firmando un contratto con la “TopFive Srl” dove amministratore era il signor Bevilacqua. La nuova compagine societaria, dopo soli due mesi, smetteva di pagare l’affitto del locale e, a seguito di tutto ciò, veniva aperto immediatamente un contenzioso. Nel frattempo a mio figlio, giovane studente universitario, sono arrivate intimidazioni e minacce da chi si nascondeva dietro l’ultimo subentro societario. D’accordo con lui, al quale voglio pubblicamente riconoscere il grande coraggio, ho deciso di non avere niente a che fare con questi individui. Ad atteggiamenti minatori, atti vandalici e metodi lontani anni luce dalla nostra storia personale e familiare, abbiamo risposto proseguendo con le procedure di sfratto. Ci sono voluti altri due anni e l’ufficiale giudiziario per ritornare in possesso del nostro bene. Abbiamo perso molti soldi, altrettanta serenità, subito prepotenze e danneggiamenti al locale. Pensavo fosse finita, ma evidentemente oltre ai danni ricevuti dobbiamo subire la beffa di una campagna denigratoria di certa stampa e di alcuni personaggi che, relegati nell’effimero social, strumentalizzano facendo illazioni su me e la mia famiglia. Come se fossimo complici e non vittime di quanto accaduto. Tutto questo è intollerabile e verrà risolto nelle sedi opportune». Questo ha affermato in una nota il sindaco di Fiumicino Esterino Montino.

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Bando per la Befana a Piazza Navona è OK

Il Dipartimento Sviluppo economico e Attività produttive ha risposto in data 20 dicembre 2017 al parere dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato sui criteri previsti dal bando per la Festa della Befana in Piazza Navona. Nello specifico, l’Amministrazione Capitolina ha fissato a 9 anni il termine di durata della concessione, sulla base della normativa di riferimento in materia, stabilita dall’Intesa della Conferenza Unificata Stato-Regioni del 5.7.2012. In riferimento a questa, la deliberazione di Assemblea Capitolina del 1° giugno 2017, n. 30 (Nuovo regolamento delle attività commerciali su aree pubbliche), prevede che la durata delle concessioni sia di 7 anni per i mercati turistici, e di 9 oppure 12 per i mercati ordinari. Essendo la Festa della Befana classificata come “fiera”, in virtù della sua peculiare connotazione storico-tradizionale e della rilevanza internazionale rivestita, tale manifestazione non può essere assimilata ai mercati specializzati destinati alla vendita esclusiva di particolari merceologie, tra cui anche i cosiddetti mercatini natalizi, per i quali vige una disciplina specifica e diversa. Si è dunque scelto di optare per la tempistica minima prevista per le concessioni, quella appunto di 9 anni, in luogo dei 12 altrimenti possibili. Sempre in riferimento all’Intesa, che al punto 2 prevede una valutazione massima dell’anzianità di esercizio dell’impresa nel limite massimo del 40%, si è deciso di dimezzarne il valore, riducendolo al 20%. È stato dunque introdotto un notevole correttivo, tenuto conto del fatto che l’anzianità di posteggio in fiera, per il quale l’operatore ha partecipato, è stata presa in considerazione solo in caso di parità di punteggio. L’Amministrazione Capitolina, infine, ha posto l’accento soprattutto sull’aspetto qualitativo della fiera, assegnando alla qualità dei prodotti un peso ben superiore al 50% del punteggio complessivo, e introducendo così uno strumento innovativo rispetto al passato e alla tipologia specifica delle fiere.

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Emergenza rifiuti a Roma, ora l’unica salvezza è il tritovagliatore di Ostia

(Fonte: www.repubblica.it)

In tutta la querelle dei rifiuti degli ultimi giorni, ci sono molti punti interrogativi (primo fra tutti dove finirà l'immondizia della Capitale) e due certezze. La prima è l'emergenza in cui versa Roma con cassonetti che straripano in centro come in periferia. E impianti stracolmi che non riescono più a far fronte alla produzione cittadina.

La seconda è che per evitare il collasso, per ora, l'unica ancora di salvezza per un Comune che non sa che pesci pigliare e per un Ama che sembra brancolare nel buio e distante anni luce dalla realtà, è il tritovagliatore di Ostia.Che è in funzione da qualche giorno tra malcontento dei cittadini e polemiche politiche. Con le minoranze tutte che accusano i cinquestelle di aver violato tutte le promesse elettorali, non ultime proprio quelle fatte per le elezioni nel X municipio. Ma non è tutto: la scelta di avviare l'impianto sul litorale pare che sia stata presa dal Campidoglio, in emergenza, senza che la neo presidente del X Giuliana Di Pillo e l'assessore all'Ambiente Alessandro Ieva ne sapessero nulla. Proprio loro che sui rifiuti fino a pochi giorni prima avevano detto: "Non ci sarà nessun tritovagliatore a Ostia".
E invece, come ha sottolineato Monica Picca, capogruppo di Fdi della vecchia circoscrizione: "Nonostante le smentite di diversi esponenti dei 5 Stelle, l'impianto mobile non solo è stato trasferito sul litorale ma è stato anche utilizzato. Peraltro, sembrerebbe che l'attivazione da parte del Comune non sia stata condivisa con il Municipio X, tanto da creare imbarazzo e scompiglio con il presidente e l'assessore all'Ambiente che si sono precipitati in via dei Romagnoli perché all'oscuro della decisione".

E a Ostia la paura che finiscano lì tutti i rifiuti di Roma aumenta ora dopo ora. "Non vorremmo che questo modus operandi, e quindi tale accensione repentina e senza avviso – ha continuato Picca – sia un escamotage, con la scusa dell'emergenza, per far sì che Ostia raccolga gran parte dei rifiuti di Roma. In campagna elettorale la Di Pillo ha fatto più volte scena muta sui grandi temi del territorio, ora che governa il Municipio X non accampi scuse, e proprio sui rifiuti dica se sapeva o meno dell'attivazione del tritovagliatore".

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Buschini: “Montanari non dice la verità”

«Dispiace che l’Assessora Montanari preferisca polemizzare e non dire la verità sul perché l’aggiornamento del piano regionale sui rifiuti non sia stato definitivamente approvato: il Piano Regionale di gestione dei rifiuti è in via di aggiornamento, ma fermo a causa delle mancate risposte di Roma Capitale e della sua Città Metropolitana, che dovevano arrivare entro il 30 settembre 2017. La legge impone ai Comuni e alle Province di scegliere i siti di smaltimento e alla Regione di includerli in un piano regionale. Se i Comuni e le Province non scelgono, la Regione non può pianificare. Sarebbe, se lo facesse, un abuso e un arbitrio. Questo dice la legge, ma per l’Assessora Montanari, evidentemente, le leggi non valgono. Insistere sul fatto che la Regione Lazio deve dire a Roma Capitale dove deve smaltire i suoi rifiuti è come invocare un comportamento contra legem. Piuttosto, Roma Capitale rispetti la legge: risponda alla sollecitazione della Città Metropolitana del luglio 2017 dicendo dove vuole realizzare gli impianti di smaltimento dei sui rifiuti residui così permettendo alla Città Metropolitana di rispondere alla Regione la quale, finalmente, potrà adottare un nuovo piano. Lo dimostra la nota della città metropolitana di Roma del 18/12/2017, la quale ammette di non aver risposto alle sollecitazioni della Regione per avere gli atti necessari ad andare avanti con il piano. Cercare di mischiare le carte, magari per cercare di dare la rappresentazione di uno scaricabarile non aiuta a svuotare i cassonetti. È un modo sconsiderato di agire, di usare le leggi e di negare la verità. Con le bugie e l’arroganza non si va da nessuna parte». Lo ha dichiarato in una nota l’assessore ai Rifiuti e l’Ambiente della Regione Lazio, Mauro Buschini, che ha poi proseguito: «Ma andiamo per ordine: l’accordo con la Regione Abruzzo il Lazio lo ha siglato il 16 ottobre 2014, valido per un anno. Poi rinnovato annualmente il 16 ottobre 2015 e pure nel 2016 e 2017. Da più di tre anni Roma Capitale chiede alla Regione Lazio di accordarsi con l’Abruzzo per conferire rifiuti romani in quella, generosa e solidale Regione ed il Lazio ha sempre siglato gli accordi necessari. Il 22 ottobre scorso Roma Capitale ha chiesto alla Regione Lazio di concordare con l’Abruzzo maggiori quantità di rifiuti romani da portare in quella regione. Richiesta da noi inoltrata e in attesa di risposta. Falso e insopportabile essere, ora, accusati di inerzia quando, proprio grazie alla nostra azione mediatrice, Roma Capitale ha esportato in Abruzzo, in tre anni, oltre 100.000 ton di rifiuti romani. In ogni incontro che ho convocato, – conclude Buschini – Roma Capitale ha sempre negato l’esigenza di una discarica, l’esigenza di impianti, per non fare scelte. E la si smetta di dire che si stanno progettando impianti di compostaggio, che indubbiamente servono per il rifiuto differenziato, ma oggi Roma ha esigenza di trattare rifiuto indifferenziato e l’assessore Montanari non può pretendere con arroganza di usare quelli degli altri, accusando di inerzia tutti coloro che cercano di darle una mano. In ultimo bene chiarire che i costi dell’Emilia Romagna li conosceva da tempo, non sono stati la sorpresa delle ultime ore. Il mio non è uno scaricabarile, ma un chiarimento davanti ad un inaccettabile comportamento verso la città e le istituzioni. Termino augurandomi che da parte del Comune di Roma si chiuda questa triste la stagione dell’attacco a mezzo stampa e poi della successiva telefonata di ringraziamento per la collaborazione offerta».