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Spiagge del Lazio consumate dall’erosione

«Le spiagge laziali si stanno consumando sotto i colpi dell’erosione costiera e la Regione Lazio non muove un dito per impedire questo disastro ambientale ed economico. Ogni giorno ci arrivano segnalazioni disperate da parte di cittadini e operatori balneari accompagnate da fotografie di una situazione drammatica, con interi tratti di costa ingoiati dal mare. E’ inconcepibile che il presidente Zingaretti non abbia programmato un piano di intervento sul litorale per evitare questa sciagura visto lo stato di abbandono e le criticità che si riscontrano su 80 km dei 330 complessivi della costa laziale. La nuova stagione balneare è a rischio in luoghi come Fregene, Ladispoli, Ostia o Nettuno, da nord a sud del Lazio. Già durante la discussione della legge di stabilità regionale 2017 avevamo presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno che impegnava la giunta Zingaretti ad accelerare il ricorso ai fondi europei per la tutela della costa laziale, attivando una mappatura delle aree maggiormente a rischio di erosione e un piano operativo di interventi. Ma la negligenza del centrosinistra ha fatto sì che oggi un intero settore commerciale e il suo indotto, che danno lavoro a migliaia di persone, siano in una situazione disperata. Una volta al comando della Regione, riattiveremo i milioni di euro dei progetti europei Coastgap e Medsandcoast che Zingaretti non ha sfruttato, intervenendo in maniera massiccia sul ripascimento costiero per la tutela dell’ambiente e dell’intero comparto balneare». E’ quanto ha dichiarato Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

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Pronta la delibera sui bus turistici

La delibera sui bus turistici approderà domani per i pareri in Commissione Mobilità, dopo le controdeduzioni arrivate dai Municipi. Sul provvedimento entro febbraio si esprimerà l’Assemblea capitolina. «Come da prassi il provvedimento segue il suo iter: non vi è alcuna paralisi da parte di quest’Amministrazione, anzi il processo amministrativo prosegue come programmato», ha dichiarato l’Assessora alla Città in Movimento di Roma, Linda Meleo. «In parallelo abbiamo portato avanti attività propedeutiche al provvedimento sui bus turistici, come la pubblicazione della gara per l’acquisto di speciali sensori da posizionare nelle aree dedicate alla sosta per contrastare ogni forma di abusivismo, garantire maggiori controlli e registrare eventuali irregolarità».

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Santori (FdI): “Inaccettabile la situazione dei Pronto Soccorso”

«La situazione della sanità negli ospedali sta ormai degenerando. Non si era mai visto un cartello affisso in cui si avvisano i familiari dei pazienti che i medici non potranno effettuare colloqui a causa del sovraffollamento. Non osiamo immaginare cosa abbiano potuto pensare gli utenti del Policlinico Tor vergata di fronte a una tale comunicazione. Ormai siamo al delirio, allo sfascio totale. Il presidente Zingaretti è il primo responsabile di questa deriva, incapace di intervenire in maniera efficace sulla sanità regionale. Nei pronto soccorso ci sono pazienti in degenza perché non c’è posto nei reparti, non ci sono barelle a sufficienza e di conseguenza le ambulanze non possono prestare il loro prezioso servizio, degrado e aggressioni al personale sanitario sono all’ordine del giorno. Già nel 2015 avevamo presentato una denuncia per il sovraffollamento dei Pronto soccorso, ma a distanza di oltre due anni nulla è cambiato. Presenteremo ancora un’interrogazione al presidente Zingaretti perché pretendiamo risposte per tutti quei cittadini che loro malgrado hanno dovuto fare ricorso a cure mediche negli ospedali del Lazio, offesi come persone, pazienti e contribuenti da un servizio inammissibile in un paese moderno». E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

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Montanari: “Le polemiche non ci faranno cambiare idea”

«Le polemiche a 40 giorni dal voto non ci faranno cambiare idea sull’impiantistica di cui Roma ha bisogno. Già dallo scorso luglio, nel tavolo tecnico di coordinamento tra Regione Lazio e Roma Capitale, istituito presso il Ministero dell'Ambiente, Il Dipartimento Tutela Ambientale ha presentato i documenti necessari con le indicazioni delle tipologie d'impianto che Roma Capitale intende realizzare. In quella sede sono stati acquisiti agli atti sia la tipologia di impianti, 2 di compostaggio aerobico e 1 di selezione multimateriale, che le aree dove prevediamo di realizzarli, Casal Selce e Cesano-Osteria Nuova. Insieme all’impiantistica sono stati presentati anche il piano strategico di Roma Capitale (delibera n.47 del 30 marzo 2017) e il piano industriale di Ama (approvato nell’Assemblea Ama di maggio 2017). Se ce ne fosse bisogno ribadiamo che quanto già deciso resta assolutamente confermato. Dopo decenni di piani basati su discariche e inceneritori, ci auguriamo che la campagna elettorale non blocchi, rallenti o tenti di deviare il nostro percorso verso una gestione efficiente e sostenibile dei materiali post-consumo». Così Pinuccia Montanari Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.

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Blasi (M5S): “Lago di Bolsena in condizioni critiche”

«Il lago di Bolsena ed il suo emissario il fiume Marta da anni sono in condizioni critiche per la qualità delle acque a causa del cattivo funzionamento del sistema di depurazione delle acque dei comuni lacuali. Un problema annoso che oltre ad alterare profondamente le caratteristiche chimico-fisiche delle acque e le comunità biotiche danneggia profondamenti gli operatori turistici della costa viterbese. Ricordo che la Regione è responsabile del mantenimento dello stato ecologico dei SIC e ZPS del Lazio e finora non ho visto concreti interventi per il lago di Bolsena in questi 5 anni di amministrazione. Nell’estate 2014 denunciai attraverso due interrogazioni i numerosi sversamenti di acque reflue avvenuti nel corso del mese di agosto chiedendo interventi urgenti della ASL, dell’ARPA e della Giunta Regionale, purtroppo senza alcuna risposta. Recentemente mi sono recata ad osservare la stazione n. 20 del collettore Cobalb ed ho potuto costare lo sversamento diretto nel fiume di acque non propriamente limpide. Auspico che i recenti esposti presentati dal M5S di Montefiascone e dal SIB ed Assotuor di Tarquinia portino finalmente all’attenzione delle autorità giudiziarie la situazione altamente critica sia da un punto di vista sanitario sia ambientale. Spero infine che le autorità facciano presto chiarezza sui recenti lavori di messa in sicurezza idraulica dell’incile del fiume Marta opera sulla cui utilità nutro numerosi dubbi. La costruzione del molo infatti potrebbe rappresentare un ulteriore problema ambientale per le acque del fiume visto che  il canale di imbocco risulta attualmente insabbiato impedendo alle acque del lago di fluire nella darsena e verso il fiume con conseguente danno per l’intero ecosistema. Ritengo necessari interventi urgenti di dragaggio per ripristinare il normale flusso delle acque». Così Silvia Blasi, consigliera del M5S Lazio.

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Sigilli per due case popolari a Viale Giotto

A chiusura di un breve periodo di indagini, l’Unità di Supporto della Polizia Locale alle Politiche Abitative di Roma Capitale ha posto i sigilli a due case popolari dell’Ater a Viale Giotto, in zona San Saba, in cui presumibilmente si svolgevano attività illegali di affitto e prostituzione. Gli agenti sono intervenuti questa mattina su richiesta dell’Amministrazione dopo che la situazione di degrado della zona era stata segnalata da cittadini e articoli di cronaca nel mese di dicembre. In base agli elementi rinvenuti, è emerso che in uno degli alloggi popolari sequestrati alloggiavano alcune persone in una stanza con due letti, mentre in una seconda stanza è stato trovato materiale video hard con due monitor. Alcuni vicini hanno denunciato agli agenti che da circa un anno si sarebbe assistito ad un intenso flusso di clienti e prostitute nell’appartamento, presumibilmente provenienti dall’area. Il secondo alloggio popolare, posto anch'esso sotto sequestro, era stato invece ceduto a terzi, senza titolo, dalla persona originariamente legittima assegnataria, che è risultata non abitare più a quell’indirizzo ed essere inoltre proprietaria di altri immobili. Dalle indagini sarebbe emerso che, negli ultimi mesi, diverse persone avrebbero alloggiato succedendosi nell’appartamento. Entrambi gli alloggi popolari sono al momento messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria: appena resi disponibili, gli appartamenti saranno assegnati a persone legittimamente in graduatoria. «Ringrazio i tanti cittadini che stanno dando il loro contributo portando all’attenzione dell’Amministrazione le situazioni di illegalità che vedono nel proprio quartiere. Stiamo dando seguito ad ogni singola segnalazione, nessun sopruso sarà più tollerato. Andremo avanti fino in fondo per riportare la legalità nelle case popolari e restituire giustizia alle famiglie in graduatoria che aspettano da troppo tempo», ha sottolineato la Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi. «Ringrazio gli uomini e le donne dell’Unità di Supporto della Polizia Locale alle Politiche Abitative, per l’attento e costante lavoro di ripristino della legalità che portano avanti nelle case popolari su tutto il territorio del Comune», ha affermato l’Assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale Rosalba Castiglione.

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Buschini: “Dal Campidoglio nessuna richiesta di autorizzazione per impianti”

«In merito alle dichiarazioni dell'assessore Montananari, secondo la quale già da luglio scorso il Comune di Roma ha depositato in Regione i documenti necessari per gli impianti che la capitale intende realizzare, ribadisco che in Regione non è giunta nessuna richiesta di autorizzazione. L'assessore fa riferimento ad una riunione dove ha solamente annunciato la volontà di lavorare sui tre progetti che, per quanto ci è dato sapere, non sono stati ancora ultimati. Probabilmente la Montanari pensa che ripetendo di continuo questa storia gli impianti si costruiscano da soli. Nessuno, in questo periodo di emergenza per la Capitale, ha fatto cenno alla campagna elettorale: finiamola con le illazioni, Roma porti in Regione quanto prima le richieste per le autorizzazioni. Gli impianti di compostaggio e selezione multimateriale sono molto importanti, ma ricordiamo che l'emergenza di Roma al momento è incentrata sui rifiuti indifferenziati». Lo ha dichiarato in una nota l'assessore regionale ai Rifiuti e all’Ambiente, Mauro Buschini.

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Assolta Gabriella Acerbi

La Corte dei Conti del Lazio ha assolto il vice capo di Gabinetto vicario del Campidoglio, Gabriella Acerbi, citata in giudizio con l’accusa di danno erariale avanzata dalla procura regionale della stessa Corte, in merito all’affidamento in proroga del servizio di gestione delle mense sociali per il periodo dal 2011 al 2015. La Corte ha ritenuto insussistenti le ipotesi di danno legate alla mancata effettuazione delle procedure di gara, alla presunta assenza di controlli sul corretto espletamento dei servizi e quindi all’ingiustificato pagamento dei contributi ai soggetti affidatari (Associazione Astalli, Comunità di S. Egidio, Cooperativa Roma Solidarietà, Esercito della salvezza, Istituto Don Calabria). I giudici contabili hanno riconosciuto che il servizio per la gestione delle mense, in favore di soggetti in condizioni di disagio economico-sociale, per sua natura può essere sottratto all’espletamento di una gara, configurandosi il sostegno del Comune come contributo e non come corrispettivo dei servizi erogati. Inoltre, il costo a carico di Roma Capitale era inferiore a quello di qualunque altra prestazione analoga (refezione scolastica, mense presso le case di riposo, prezzo base di un pasto indicato da Anac) e persino inferiore al prezzo di aggiudicazione della gara poi espletata a dicembre 2016 per lo stesso servizio. Non è suffragato da prove, infine, il mancato controllo sulle prestazioni richieste: anzi, tale controllo viene attestato dalle verifiche formali e sostanziali ordinate dai dirigenti capitolini. La condotta della dottoressa Acerbi e dell’Amministrazione, secondo la Corte, non ha quindi prodotto un danno erariale ma un vantaggio per il Campidoglio, che ha potuto godere di condizioni economiche più favorevoli di quelle di mercato evitando l’interruzione di un servizio fondamentale per la collettività.

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Roma, niente election day per il Municipio VIII: si voterà tra aprile e giugno

(Fonte: www.repubblica.it)

Non si voterà il 4 marzo per l'VIII municipio, commissariato da cinque mesi in seguito alle dimissioni del presidente Paolo Pace eletto nelle file dell'M5s e poi entrato in Fratelli d'Italia.

Si voterà per il municipio quando saranno rinnovati anche gli altri comuni italiani, in una finestra compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno. Nel Lazio l'election day del 4 marzo riguarderà, infatti, solo le elezioni nazionali e quelle regionali.

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Sindaci del Frusinate: proroga di 2 mesi sui rifiuti di Roma

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Cecilia Gentile) – Di che cosa stiamo parlando
Roma ha corso un grosso rischio: vedersi chiudere le porte dell'impianto di Frosinone, che ogni giorno riceve dalla capitale 250 tonnellate di rifiuti indifferenziati. Ma ieri l'assemblea dei sindaci che gestiscono il tmb ha deciso di concedere una proroga di 60 giorni. Se ne riparlerà dopo le elezioni del 4 marzo

Quattro ore per decidere se continuare a prendere i rifiuti di Roma oppure no. Alla fine la capitale ha ottenuto una proroga di 60 giorni. L'impianto di trattamento meccanico biologico di Colfelice, in provincia di Frosinone, continuerà a trattare fino a marzo 250 tonnellate al giorno di indifferenziato. Una specie di moratoria elettorale, in vista del voto del 4 marzo.

La riunione è stata incandescente. Alla fine sono state messe ai voti due mozioni, quella proposta dal sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, a capo di una lista civica, che chiedeva lo stop immediato ai conferimenti, e quella dei sindaci Pd, per la proroga di 60 giorni, che ha ottenuto la maggioranza con 35 voti contro 17. Furioso Sacco: " Questa decisione non risolve il problema rifiuti di Roma, non arricchisce la Saf (la società che gestisce il tmb di Colfelice, ndr ) e mortifica i cittadini di Roccasecca, la discarica dove vanno a finire gli scarti dei rifiuti trattati dal tmb".

La decisione di ieri, per niente scontata, evita a Roma un'ennesima emergenza. Tanto più che il nuovo accordo con l'Abruzzo, che ha dato il via libera al trattamento e smaltimento di ulteriori 39mila tonnellate in 90 giorni, non è ancora operativo. L'Ama sta trattando con le aziende di Sulmona e Chieti e servirà ancora una settimana prima che i viaggi possano iniziare.
Nel giugno 2017 i 91 sindaci che amministrano la Saf avevano votato una delibera che sospendeva i conferimenti di Roma dal 1 gennaio 2018. Solo l'emergenza di Natale e la decisione del nuovo presidente Lucio Migliorelli avevano evitato che la delibera avesse subito attuazione, in attesa di una nuova assemblea. E durante l'assemblea sono state almeno quattro le ipotesi a circolare. Oltre allo stop immediato, si è valutato di continuare a prendere gli stessi quantitativi, ma con una maggiorazione di costo, di diminuire i quantitativi, sempre con tariffa ritoccata, di trattare i rifiuti tenendosi la parte combustibile, da inviare all'inceneritore di San Vittore, restituendo ad Ama la parte da mandare in discarica.

In questo caso sarebbe stato molto difficile per Ama trovare una discarica. Ne sa qualcosa la Regione Lazio, che da oltre un anno chiede al Campidoglio di localizzare una discarica di servizio, insieme agli impianti che intende realizzare. Tanto che il ministro all'Ambiente Gianluca Galletti ha lanciato il suo ultimatum: o Virginia Raggi, nella sua doppia veste di sindaca di Roma e della Città Metropolitana, fornirà le informazioni necessarie ad aggiornare il piano rifiuti regionale, oppure verrà commissariata dalla giunta Zingaretti.

Da poco Roma comincia a sentire i benefici della riduzione dei consumi tipica del periodo postnatalizio. La capitale produce in media 80mila tonnellate al mese. A dicembre la quantità sale a 110mila, a febbraio crolla a 60mila. La diminuzione dei rifiuti e il nuovo accordo con Rida di Aprilia hanno permesso ad Ama di cominciare a liberare i due Tmb di Rocca Cencia e Salario, che sono passati dalle 8000 tonnellate della settimana scorsa a 4000.

Riguardo al mancato conferimento di maggiori rifiuti in Abruzzo, dal 15 al 31 dicembre, come un'ordinanza firmata il 14 dicembre dal presidente Luciano D'Alfonso le avrebbe permesso di fare, Ama sostiene di essere stata impossibilitata a farlo. " L'impianto di Aielli – spiega l'azienda – era e resta autorizzato ad accogliere da Roma al massimo 180 tonnellate al giorno, non un chilogrammo di più " . Ma l'ordinanza " contingibile e urgente" firmata da D'Alfonso avrebbe permesso alla capitale di sforare il limite di 170 tonnellate al giorno fissato dall'Aia, l'autorizzazione integrata ambientale.