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Pirozzi, no consultazioni con Zingaretti

(Fonte: www.ansa.it)

"Non credo farò una consultazione con Zingaretti, perché la mia posizione è chiara. Le altre forze politiche le faranno perché si fanno forti dei numeri. Io sono da solo in Aula, anche se rappresento con la mia Civica 152 mila cittadini. Io resto dell'idea che andrebbe fatto cadere il prima possibile. So che ci stanno in gioco altre situazioni, ma io non c'entro. Non chiedo e non voglio niente". Così all'ANSA il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, neoconsigliere regionale del Lazio, che oggi ha incontrato nella sua città il governatore Nicola Zingaretti. Il presidente della Regione aveva annunciato che avrebbe iniziato oggi un giro di consultazioni con le opposizioni per trovare convergenze per il futuro lavoro politico in Consiglio. Pirozzi spiega però che oggi il tema non è stato affrontato: "Il rapporto istituzionale non va confuso con quello politico – sottolinea – Oggi noi abbiamo parlato come istituzioni, per la riapertura del corso e l'espletamento della gara per le macerie".

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Modificato il regolamento delle Attività commerciali sulle aree pubbliche

Il Consiglio comunale capitolino ha appravato con 25 a favore, della maggioranza 5 Stelle, e 12 contrari, delle opposizioni di centrodestra e centrosinistra, la proposta 8/2018, a firma del Consigliere el M5S Coia, riguardante la modifica del Regolamento delle Attività commerciali sulle aree pubbliche, approvato con deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 30 dell'1 giugno 2017 con ripubblicazione integrale". Nessuna sponda da parte delle due opposizioni, come afferma ai microfoni di Radio Roma Capitale il capogruppo di Forza Italia Davie Bordoni: «Questa delibera migliora il provvedimento di giugno dello scorso anno, che era stato fatto in fretta, non conprendendo bene le esigenze del commercio su area pubblica. Quella approvata oggi va a migliorare alcune incongruenze, però secondo noi l'atteggiamento della commissione, dello stesso presidente Coia e la presentazione di un emendamento che andava a modificare ben trenta articoli, non ha messo in condizione la minoranza di votare a favore. Per questo abbiamo votato contro. Alcune incongruenze sono state risolte, ma secondo noi c'è bisogno di ben altri interventi».

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Zingaretti: “Venerdì riapertura di Corso Umberto I ad Amatrice”

Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si è recato questa mattina ad Amatrice per incontrare il sindaco del comune colpito dal sisma nel 2016. Il Presidente ha così affermato: "Dopo le elezioni si torna ad Amatrice, i lavori vanno avanti. Da venerdì, e questa è una notizia molto importante, abbiamo concordato con il sindaco Pirozzi la riapertura di Corso Umberto I al traffico privato. E' in corso l'installazione dell'illuminazione, quindi per Pasqua e Pasquetta tutti potranno tornare a percorre il corso per raggiungere Amatrice". Zingaretti ha poi fatto un appello:"Tornate ad Amatrice per Pasqua e Pasquetta, perché si riprende a poterla vivere fino in fondo. Inoltre, sono iniziate, in tutte le aree del sisma, le iniziative culturali, con il teatro, lo spettacolo e la musica.Un programma ricco di eventi disponibile sul sito della Regione".

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Lutto in Municipio XV: è morta la consigliera Isabella Foglietta

(Fonte: www.romatoday.it)

Lutto nel Municipio XV e nel mondo della politica romana: è morta Isabella Foglietta. La donna, classe 1968, consigliera di Fratelli d'Italia in via Flaminia, è scomparsa oggi al culmine di una lunga malattia. 
Foglietta, consigliera del territorio più a nord di Roma dal 2013, era stata la candidata presidente di Fratelli d'Italia alle scorse amministrative: al primo turno raccolse circa 12mila voti e più del 19% delle preferenze. 
Nel luglio del 2016 l'elezione a presidente della Commissione Trasparenza, carica lasciata, proprio a causa dello stato di salute, nel gennaio 2018. Preparata, combattiva e determinata Foglietta fino all'ultimo ha seguito con passione le vicende politiche del territorio e non solo.I funerali si terranno venerdì 30 marzo alle ore 10 a Santa Chiara, in Piazza Giochi Delfici.

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Regione Lazio, strappo di Leu: “Non entriamo in giunta”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Mauro Favale) Liberi e Uguali che nel Lazio, unico caso a livello nazionale, aveva stretto un accordo col Pd entrando in coalizione alle Regionali, si sfila dalla giunta Zingaretti che oggi ha debuttato ufficialmente: "Liberi e uguali del Lazio ritiene che non ci siano le condizioni politiche per la partecipazione alla giunta regionale". Una nota dei coordinatori di LeU Lazio Angelo Fredda e Piero Latino chiude così una telenovela che durava da qualche giorno, da quando il governatore, venerdì scorso, aveva annunciato la sua squadra lasciando scoperta la casella dell'assessorato al Lavoro "assegnato" agli alleati di Leu in attesa di una proposta che, secondo i coordinatori della formazione che ha unito Mdp e Sinistra Italiana sarebbe arrivata 24 ore fa. "Abbiamo consegnato ieri mattina al presidente Zingaretti – spiegano Fredda e Latino – la proposta unitaria di LeU per l'individuazione della figura che avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di assessore. Una ristrettissima rosa di nomi espressione del pluralismo del movimento". Un "pluralismo" che, nelle ultime ore si è tradotto in una lite continua tra Mdp e Si che rivendicano la poltrona in giunta. Lo specchio di questa conflittualità sta tutto nella "ristrettissima rosa" di nomi: Piero Latino, coordinatore di Mdp a Roma, e Paolo Cento, dirigente di Si. Il cerino della scelta tra i due, insomma, è finito nelle mani di Zingaretti, che si è rifiutato di indicare una preferenza, mentre ieri sera l'unico eletto di Leu in consiglio regionale, Daniele Ognibene, ha lanciato l'ipotesi di Claudio Di Berardino, ex leader della Cgil regionale. "Un nome validissimo – dicono dentro Leu – ma non è la nostra scelta". E così, si arriva alla clamorosa rottura di stamattina che prefigura un "appoggio esterno" alla giunta Zingaretti in una situazione non semplice: alla Pisana, in consiglio regionale, è l'opposizione (centrodestra, 5 Stelle e Sergio Pirozzi) ad avere la maggioranza sul centrosinistra, 26 seggi a 25. Il governatore si professa ottimista ma lo strappo di Leu non è un buon viatico per la sua giunta che oggi si è riunita per la prima volta.

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Giunta Raggi, lascia anche l’assessore Meloni: “Torno al Nord, non posso più trascurare la mia azienda”

(Fonte: www.repubblica.it)

La data ancora non c'è ma ormai è certo: Adriano Meloni, assessore al commercio del Campidoglio, si dimette dal suo incarico. È l'ennesimo componente della giunta Raggi ad abbandonare il Comune. Le dimissioni arrivano dopo una crisi profonda tra l'assessore e il gruppo 5 Stelle (specie il consigliere Andrea Coia, presidente della commissione commercio, che Meloni apostrofò "Coidicine" per la sua presunta vicinanza ai Tredicine, potente famiglia di bancarellai) che ne criticava l'operato. In un'intervista all'agenzia Dire, Meloni conferma l'addio e smorza però le polemiche: "I presunti screzi tra me e il consigliere Coia non c'entrano niente. Avevo deciso di allontanarmi dalla giunta già a luglio scorso, ho un'azienda da portare avanti e due anni di lontananza dal mio lavoro sono tanti. Mi piace occuparmi di Roma, che è la mia città, ma non posso più trascurare la mia azienda né la mia famiglia, che vive a Milano". Ieri sera il faccia a faccia con la sindaca che chiude l'esperienza di Meloni in Campidoglio. "Con la Raggi abbiamo deciso insieme di programmare questa uscita nel modo migliore per la città e per i romani. Ho dato alla sindaca il tempo per organizzarsi in modo molto tranquillo, non sono il nuovo Minenna. Non sto sbattendo la porta. Il rapporto con la sindaca non si è mai incrinato, forse anche grazie al mio approccio apolitico". E a dimostrazione di un clima positivo, Meloni continuerà a collaborare con la giunta 5 Stelle: "Siccome non mi interessano i soldi, ma voglio continuare a occuparmi di turismo, start up e moda, al momento l'idea è quella di una nomina a delegato della sindaca al turismo. Ma stiamo ancora ragionando. Vedremo quale sarà la formula migliore".

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Raggi sul progetto “Lavori di pubblica utilità e recupero del patrimonio ambientale”

"L’articolo 27 della nostra Costituzione prevede la funzione rieducativa della pena. Da oggi sedici detenuti del carcere di Rebibbia, insieme al Servizio Giardini di Roma Capitale, puliranno aree verdi e parchi della nostra città. Questa mattina è partito da Colle Oppio il progetto “Lavori di pubblica utilità e recupero del patrimonio ambientale”.
Crediamo che l’inserimento lavorativo dei detenuti attraverso progetti di pubblica utilità svolga un ruolo importante per la loro rieducazione e reintegrazione sociale, contribuendo così a dare speranza per la costruzione di una nuova vita fuori dal carcere.  Verrà rilasciato loro un attestato che certificherà il percorso di formazione e potrà servire anche successivamente per il loro reintegro nel mondo lavorativo. È un progetto a cui teniamo tanto: ci abbiamo lavorato con il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, il Tribunale di Sorveglianza di Roma, la Direzione dell'Istituto di Rebibbia Nuovo Complesso e la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale Gabriella Stramaccioni. 
Ringrazio gli assessori che si sono occupati di portare avanti quest’importante iniziativa Daniele Frongia Assessore Sport, Politiche Giovanili, Grandi Eventi di Roma, Laura Baldassarre, Pinuccia Montanari e Luca Bergamo. Un ringraziamento speciale va alla Mensa Giovanni Paolo II Centro Caritas per aver messo a disposizione dei detenuti i propri locali per la fruizione dei bagni.
Una comunità solidale si costruisce con il contributo di tutti, nessuno escluso". Così quanto dichiarato dalla Sindaca di Roma sul suo profilo Facebook. 

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Parlamento, accordo M5s-Centrodestra: Fico eletto presidente della Camera, al Senato c’è Casellati

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Andrea Gualtieri) – ROMA – È il giorno decisivo per la presidenza delle Camere. E alla fine si è concretizzata l'intesa tra Movimento 5 Stelle e centrodestra: a Montecitorio è stato eletto Roberto Fico, a Palazzo Madama – dove le operazioni sono state meno spedite – è arrivata pochi minuti dopo la proclamazione della berlusconiana Maria Elisabetta Alberti Casellati. Le votazioni sono ripartite alle 10 e 30 ma i deputati di Forza Italia non hanno partecipato alla prima 'chiama' della quarta votazione di Montecitorio: una mossa tattica in attesa di verificare la tenuta dell'accordo al Senato. Alla seconda 'chiama', invece, si sono presentati e hanno votato Fico. E nel momento in cui è stato raggiunto il quorum (fissato nella maggioranza dei presenti) è scattato un applauso.

"Sono assolutamente felice, emozionato e orgoglioso che le Camere comincino a votare e della compattezza del centrodestra", ha dichiarato Matteo Salvini mentre lo scrutinio non era ancora concluso: se tutti saranno ligi alle direttive, dalla somma dei voti di 5s  e centrodestra dovrebbero confluire sull'esponente grillino 492 voti. A Palazzo Madama, invece, la base di voti dell'accordo è composta dai 135 di centrodestra e 112 dei grillini.

L'intesa decisiva è arrivata dopo un vertice mattutino del centrodestra che ribalta gli scenari costruiti nella notte. Tramontata nel giro di poche ore la candidatura cinquestelle di Riccardo Fraccaro a Montecitorio. Il suo nome era stato annunciato attorno alla mezzanotte dai capigruppo in pectore Giulia Grillo e Danilo Toninelli. Da Palazzo Grazioli, però è arriva la frenata: Berlusconi, Salvini e Meloni hanno garantito la presidenza della Camera al Movimento ma il nome preselto non è quello di Fraccaro. E Luigi Di Maio, all'assemblea dei gruppi parlamentari, ha annunciato Roberto Fico. "E' un sogno meraviglioso, poi manca il tassello del governo", ha detto il leader dell'ala ortodossa 5s commosso dopo un lungo abbraccio con il candidato premier davanti ai parlamentari del Movimento.

Di Maio all'assemblea dei 5S: "Votiamo Fico alla Camera e Casellati al Senato"

In mattinata, Riccardo Fraccaro, Alessandro Di BattistaAlfonso BonafedeStefano Buffagni si erano incontrati con Di Maio e Beppe Grillo all'Hotel Forum prima di spostarsi in Parlamento. "Sono molto ottimista, a breve vedrete cosa succederà", aveva dichiarato il capo politico pentastellato.

Le convulse ore serali e notturne avevano portato anche ad un altro – ennesimo – colpo di scena nel centrodestra: il passo indietro della forzista Anna Maria Bernini, indicata per il Senato dalla Lega in oltraggio al candidato Paolo Romani scelto da Silvio Berlusconi. Stamattina si è ripartiti alle 9 quindi con un vertice dai toni della resa dei conti. Sul tavolo proprio il nodo di Palazzo Madama. Il lavoro diplomatico ha promosso l'ipotesi di una ricucitura interna al centrodestra sul nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati, berlusconiana, ex sottosegretaria alla Salute e già componente del Csm. Una novità che alla fine ha incontrato il via libera di tutti, anche quello del M5S. Sarà la prima donna presidente di Palazzo Madama.

Senato, confronto in aula tra vecchia e nuova candidata: il saluto tra Casellati e Bernini

All'incontro di Palazzo Grazioli era presente tutto lo stato maggiore di Forza Italia (solo Paolo Romani e Renato Brunetta sono usciti attorno alle 10 annunciando di non essere autorizzati a parlare). Giorgia Meloni era accompagnata da Ignazio La Russa. Le intese raggiunte con i grillini, provano ad assicurare dal centrodestra, "non sono prodromiche alla formazione del governo". Il capogruppo M5s al Senato Danilo Toninelli, però, in sala stampa si dice ottimista: "È stato fatto il primo passo, dopodiché possiamo iniziare a trattare la questione governo e io sono convinto che possa andare bene pure questa partita. I cittadini possono però stare tranquilli: è finito il tempo dei caminetti".

Centrodestra, i leader a palazzo Grazioli per la resa dei conti

Il Pd, intanto, è rimasto a osservare: la riunione dei gruppi convocata per decidere come votare per la presidenza delle Camere alla terza votazione, è stata rinviata alle 9.30 ed è durata pochi minuti. Il reggente Maurizio Martinaha proposto ai parlamentari di votare al terzo scrutinio due candidati di bandiera dem per le presidente di Camera a Senato. Saranno rispettivamente Roberto Giachetti Valeria Fedeli. "Il dato di fatto è questo: il centrodestra e i Cinquestelle hanno regolato i conti e hanno scaricato queste scelte sulle istituzioni, la legislatura parte male", ha commentato Martina.

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Roma, al Parlamento spunta il murales del bacio tra Salvini e Di Maio

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Nel centro di Roma, in via del Collegio Capranica a due passi da Montecitorio, è spuntato un murales che ritrae la scena di un bacio tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Nel giorno in cui si apre la XVIII legislatura, con le votazioni dei presidenti di Camera e Senato e i partiti alla ricerca di un accordo, i due leader compaiono sui muri della città raffigurati l'uno di fronte all'altro, con i rispettivi loghi di partito stampati sulle giacche e un cuore rosso sullo sfondo. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri.

Poco distante è comparso anche un altro murales che raffigura Giorgia Meloni con in braccio un bimbo africano. Da ieri sera è scattato il piano sicurezza per l'insediamento delle Camere con controlli accurati e una "green zone" nel centro di Roma dove non sono consentire manifestazioni.

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Regione Lazio, presentata la nuova Giunta

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti presenta la nuova Giunta regionale. Composta da 4 donne e 5 uomini oltre al Presidente che manterrà le deleghe alla Cultura, allo Sport e Politiche giovanili.  
«Sono molto contento della nuova Giunta regionale. Una squadra solida per il futuro del Lazio che unisce esperienze provenienti dalla scorsa legislatura e facce nuove. Martedì – commenta il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – faremo la prima riunione. Voglio ringraziare per l’enorme lavoro e per l’impegno tutti gli assessori uscenti che hanno permesso con la loro passione e professionalità di portare il Lazio fuori dall’emergenza e di farne per tanti aspetti una delle regioni leader in Italia. Ringrazio anche Andrea Baldanza, che è stato un ottimo e prezioso Capo di Gabinetto e faccio gli auguri di buon lavoro ad Albino Ruberti, nuovo Capo di Gabinetto. La nuova Giunta, che parte oggi, ha una forte rappresentanza dei territori, con amministratori che provengono da esperienze all’interno di Comuni delle diverse provincie, a garanzia della difesa e dello sviluppo del Lazio nella sua interezza. È una squadra giovane, la media dell’età degli assessori è di 46 anni, ma che può vantare esperienze consolidate. La Giunta si compone al momento di nove assessori più il Presidente. Il positivo sviluppo del confronto con Leu richiede infatti ancora qualche giorno che è giusto garantire al fine di giungere alle scelte migliori e condivise».