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Borgo Pio: donati i prima pasti caldi per i più bisognosi

Il nostro inviato, Jacopo Nassi, sta seguendo la prima distribuzione di 100 pasti caldi per i più bisognosi da parte del noto fast food che di recente ha aperto i battenti, tra le polemiche, in zona Borgo Pio, a due passi da San Pietro

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Monte Stallonara, sequestrato “per truffa” il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comune

(Fonte: RomaToday)

(di Ylenia Sina) Affitti gonfiati per gli inquilini e fondi pubblici 'scomparsi' dal conteggio per il canone finaleSigilli questa mattina in via Decimomannu, per tre edifici nel piano di zona di Monte Stallonara, all'estrema periferia ovest della Capitale, tristemente famoso per le cronache romane per l'immagine delle sue strade sterrate mai asfaltate e per gli allagamenti degli ultimi mesi.  Dopo i fatti di questa mattina, a cui si aggiungono i sequestri dello scorso 11 gennaio a Castelverde, la bolla dei piani di zona della Capitale si sta gonfiando sempre di più sul tavolo dell'amministrazione di Virginia Raggi e del suo assessore all'Urbanistica Paolo Berdini che commenta: "Ora faremo chiarezza su quanto accaduto e prenderemo seri provvedimenti".

I SEQUESTRI – I sequestri, eseguiti dalla sezione di Polizia Giudiziaria dalla Polizia Locale e dalla Guardia di Finanza, su disposizione del Gip Costantino De Robbio, sono scattati per 37 conti correnti, 17 quote azionarie e 53 proprietà immobiliari nel Lazio e in Toscana appartenenti a 6 persone, 4 uomini e 2 donne di nazionalità italiana, componenti dei Consigli di Amministrazione di quattro cooperative romane e diverse società, tutti indagati per truffa nei confronti della Regione Lazio, del Comune di Roma e di circa 76 persone con il concorso di un dirigente e di un funzionario di Roma Capitale, indagati per abuso d'ufficio. "Con il solo scopo preventivo di tutelare le vittime delle truffe" si legge nel comunicato stampa diffuso questa mattina dalla sezione della Polizia Giudiziaria della Polizia Locale, sono stati apposti i sigilli anche a tre edifici realizzati dalle cooperative nel Piano di Zona. In totale, 76 appartamenti per la gestione dei quali è stato nominato un Amministratore Giudiziario. Gli inquilini, quindi, potranno restare nei loro appartamenti. 

LE INDAGINI – Le indagini, coordinate dal Sostituto procuratore Alberto Galanti, affidate alla sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Roma dirette dalla dottoressa Rosa Mileto, hanno portato a scoprire una truffa da oltre 14 milioni di euro ai danni di Regione, Comune e di circa 76 soci di 3 cooperative del piano di zona inerenti il progetto '20 mila alloggi in locazione'.

LE DENUNCE – Le indagini sono state avviate in seguito a una serie di esposti e denunce. Figurano l'esposto avanzato dal consigliere regionale Fabrizio Santori relativo alle mancate opere di urbanizzazione e quello dalla deputata del Movimento cinque stelle Roberta Lombardi relativo però alle responsabilità del mancato controllo da parte dei funzionari comunali. A chiedere l'intervento della Procura, anche una trentina di inquilini che avanzarono una denuncia con l'aiuto dell'avvocato Vincenzo Perticaro, che da anni segue le vicende dei piani di zona della Capitale. Altra denuncia era partita dal sindacato Asia Usb, anch'esso concentrato da tempo sulle irregolarità emerse in merito all'edilizia convenzionata romana. 

PREZZI GONFIATI – Come spiega la Polizia locale in una nota, "i consigli di amministrazione delle tre cooperative, formati sempre dagli stessi indagati, assegnatarie di circa 3.509.061 euro dalla regione per la locazione degli alloggi costruiti e del terreno comunale creavano una quarta cooperativa, nella quale facevano confluire contemporaneamente tutti i soci delle altre tre cooperative al fine di poter giustificare il prezzo di cessione, cioè la vendita degli appartamenti ai soci costruttori ad un prezzo raddoppiato (pari a 13.624.940 euro) invece di fargli pagare il solo costo totale di nuova edificazione (7.896.424, 69 euro) che gli indagati avevano dichiarato alla Regione al fine di poter fruire del finanziamento pubblico e di assegnare poi gli alloggi in locazione o ai soci, se aventi diritto, o a terzi".

FINANZIAMENTI 'SCOMPARSI' – In sintesi, il finanziamento di circa tre milioni e mezzo indirizzato alle cooperative "doveva essere utilizzato per abbassare i costi totali della nuova edificazione" che ammontano a quasi 7 milioni e 900 mila euro. Con una semplice sottrazione, le case costruzioni sarebbero dovute costare, ricostruiscono gli inquirenti, circa 4 milioni e 300 mila euro. E' il senso del meccanismo che sta alla base dell'edilizia convenzionata: Regione e Comune forniscono finanziamenti e terreni in modo che gli appartamenti possano essere venduti o affittati a prezzi inferiori a quelli di mercato, in base a convenzioni stipulate con il Comune. Il finanziamento però, continua la nota, "non è stato detratto ai soci, i quali si sono ritrovati a dover versare, oltre a ingenti somme in contanti (la cui esatta cifra non è stata ancora quantificata anche se la stima presunta si aggira attorno ai 2 milioni di euro, ndr) anche un ulteriore mutuo da 9.750.000 euro alle banche, superiore al costo totale di nuova edificazione dichiarato dalla Regione". 

DIRIGENTE E FUNZIONARIO 'IN CONCORSO' – Secondo gli inquirenti "tutto questo si è potuto realizzare in concorso con la responsabilità del dirigente e del funzionario del Comune di Roma della UO Edilizia sociale del Dipartimento Programmazione Attuazione Urbanistica, che abusando del loro potere, in violazione dell'art.11 del Disciplinare della Convenzione, facevano 'passare', dandone il via libera, i prezzi di cessione accontentandosi della semplice dichiarazione dei Consigli di Amministrazione, mentre era necessario che i prezzi di cessione fossero approvati e deliberati dai soci delle cooperative". I soldi, spiegano infine, "venivano poi fatti girare e sparire dalle casse delle cooperative, con la motivazione di ulteriori prestazioni di servizi, all'interno di società e consorzi sempre intestati agli stessi indagati in una sorta di scatola cinese". 

"FARE CHIAREZZA"  – "In corso sequestro preventivo disposto dalla Procura di Roma nel Piano di Zona Monte Stallonara in via Decimomammu a seguito delle denunce mie e degli inquilini attraverso Asia USB e l'avvocato Vincenzo Perticaro" scrive su Facebook la deputata del Movimento cinque stelle in una nota. "Adesso la Regione Lazio e il Comune di Roma devono intervenire a fare chiarezza sull'intera questione dei Piani di Zona" conclude la deputata. "Tutto questo accade perché c'è un'evidente inerzia del Comune di Roma e della Regione sulla vicenda dei piani di zona" denuncia l'avvocato Vincenzo Perticaro. "Se avessero vigilato, la magistratura non avrebbe avuto bisogno di intervenire con un sequestro. Chi doveva vigilare non ha vigilato". Anche il sindacato Asia Usb punta il dito contro le istituzioni: "Sia il Comune sia la Regione continuano nel loro silenzio assenso coprendo, di fatto, questa grande truffa ai danni della città".

BERDINI: 'NON SUCCEDERA' PIU''– "Stiamo riportando la legalità dove finora è mancata. Non vogliamo esistano più zone d’ombra dove corruzione e malaffare trovano terreno fertile per diffondersi. Grazie ad un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle e al prezioso lavoro della magistratura, della Polizia Locale e della Guardia di Finanza si fa luce sulla vicenda controversa del progetto del piano di zona B50 Monte Stallonara" continua l'assessore. "In pratica i dipendenti comunali, abusando del loro potere, davano il via libera ai prezzi di concessione accontentandosi della semplice dichiarazione dei Consigli di amministrazione mentre invece era necessario che i prezzi di cessione fossero approvati e deliberati dai soci delle cooperative. I soldi poi venivano fatti sparire nelle casse delle cooperative in una sorta di scatola cinese” spiega. “L’aumento del prezzo massimo di cessione doveva essere concordato con Regione e Comune. E così non è stato: c’è stata una mancanza di vigilanza da parte degli uffici pubblici. Con noi questo non succederà più” conclude Berdini.

LOMBARDI – "Nei tanti esposti che ho presentato in questi anni sui più critici tra i 102 piani di zona attualmente presenti a Roma segnalavo le responsabilità di molti funzionari e dirigenti comunali e regionali nel mancato controllo sull'utilizzo dei soldi pubblici" spiega la deputata Roberta Lombardi. "I piani di zona sono strumenti di attuazione urbanistica dei piani di edilizia residenziale pubblica, ovvero il mezzo attraverso cui lo Stato si preoccupa di garantire un tetto anche a quelle famiglie economicamente più fragili che non possono permettersi una casa sul libero mercato. Ci sono tante persone in questi immobili, tante famiglie sotto ingiusto sfratto che aspettano qualcuno che faccia giustizia sulla truffa perpetrata alle loro spalle. Perchè in tutti questi anni i costruttori privati che hanno costruito con soldi pubblici su terreni comunali impegnandosi a realizzare opere di urbanizzazione primaria in molti casi inesistenti hanno lucrato sulle spalle della povera gente nell'assoluta inerzia, quando non complicità, della Regione Lazio e di chi in passato ha amministrato il Comune di Roma. Oggi la Procura è intervenuta iniziando a tutelare queste famiglie e iniziando a richiamare alle proprie responsabilità chi non ha voluto seguire la legge". 

SANTORI – Si dice soddisfatto il consigliere regionale del Lazio di Fratelli d'Italia Fabrizio Santori autore di una delle denunce che hanno fatto scattare le indagini: "Nel corso degli anni ci siamo impegnati con enormi sacrifici per sostenere le battaglie di persone comuni che vedevano infrangersi il sogno di una casa a costi contenuti e sostenibili. Oggi finalmente viene resa loro giustizia. Siamo convinti che il percorso di rinascita dei Piani di zona possa ripartire dalle disposizioni odierne, alla luce del fatto che in tutta Roma ci sono almeno sette altre situazioni simili sotto indagine. Roma Capitale e la Regione Lazio devono impegnarsi a tenere sotto osservazione queste realtà, verificando lo sviluppo di piani di urbanizzazione primaria a tutela dei romani e di un territorio su cui si è speculato in maniera ignobile in passato solo per fare profitto, a volte truffando ignari cittadini come accaduto a Monte Stallonara”. 

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Roma, turisti si arrampicano al Colosseo e precipitano: uno è grave

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Marco De Risi) A notte fonda si sono arrampicati sul Colosseo e sono precipitati. Uno di loro si è fratturato il bacino. E' accaduto ieri notte e ad essere trasportato da un'ambulanza in ospedale con codice rosso è stato un ragazzo brasiliano mentre l'amico, un connazionale, non ha riportato nessuna frattura. I due dopo avere percorso piazza del Colosseo si sono avventurati all'interno del Colosseo. Ad un certo punto sono precipitati nel vuoto da cinque metri d'altezza. E' intervenuta la polizia. I due sono stati denunciati a piede libero per invasione di edificio. 

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Roma, clochard: da lunedì i primi 50 pasti donati dal Mc Donald’s

(Fonte: RomaIt)

Lunedì alle ore 12 i volontari dell'Associazione Medicina Solidale si recheranno presso il punto vendita di McDonald's di Borgo Pio per ritirare i primi 50 pasti che verranno subito dopo distribuiti – dagli stessi volontari – alle persone senza fissa dimora. Una parte dei pasti verrà distribuita subito ai clochard presenti nella zona di Borgo Pio e San Pietro. Successivamente i volontari di Medicina Solidale trasporteranno – con un furgoncino – i pasti rimanenti presso l'ambulatorio di strada "San Francesco", in via della Lungara, 141/a, dove continuerà la distribuzione. Il pasto prevede un doppio cheeseburger, delle mele fresche tagliate in busta e una bottiglietta d'acqua.

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Emergenza freddo: sotto i ponti di Roma e lungo il Tevere

Il nostro inviato, Jacopo Nassi, torna a visitare le banchine lungo il Tevere e a raccontare le situazioni di disagio (rese drammatiche dal gelo di questi giorni) che si trovano sotto i ponti di Roma, oggi nella zona di Ponte Vittorio Emanuele II, Ponte Principe Amedeo e Ponte Mazzini.

 

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Meteo Roma Capitale: Piano straordinario della Protezione Civile

(Fonte: RomaIt)

A causa dell’allerta meteo che si protrarrà fino a domani la Protezione Civile di Roma Capitale, in sinergia con l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale, ha messo in campo un apposito piano per fronteggiare eventuali emergenze. Il territorio capitolino sarà quindi supportato dall’impiego di più persone e mezzi, come 6 cesti elevatori, 2 camion caricatori, una pala meccanica e diversi furgoni,  dislocati nei punti nevralgici della città: Roma Nord: 5 persone con cesto elevatore e furgoni. Roma Sud-Est (presso il GRA): 10 persone con 2 cestelli, 3 furgoni, 1 camion caricatore. Roma Centro (San Sisto): 7 persone con 2 cestelli e 2 furgoni. Villa Pamphili: 12 persone con cestello, furgoni, camion caricatore e pala meccanica. Al fine di fronteggiare ogni genere di criticità improvvisa è stata, inoltre, allertata la squadra in reperibilità. Si ricorda che per ogni richiesta di chiarimenti, informazioni o di interventi è possibile contattare la Sala Operativa h 24 dell’Ufficio Extradipartimentale Protezione Civile di Roma Capitale al numero verde 800 854 854 o al numero 06 67109200.

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Freddo, clochard trovato morto a piazza Mancini. Croce Rossa: “Urgente trovare posti al chiuso”

(Fonte: Omniroma)

Un senza fissa dimora e’ stato trovato privo di vita a piazza Mancini. Il corpo e’ stato trovato su un prato vicino al parcheggio poco dopo le 23.30. Sul posto gli agenti della Polizia di Stato e il medico legale. Dai primi accertamenti il decesso sarebbe riconducibili a cause naturali probabilmente legate al freddo. Non sarebbero stati riscontrati infatti sul corpo segni di violenza e si ipotizza un malore. Il corpo non è stato ancora identificato, ma dovrebbe trattarsi di un senzatetto.  Pochi giorni fa un’altra senzatetto, un’italiana di 53 anni, era stata trovata morta in una roulotte in via di Santa Petronilla, a Tor Marancia.

“Ancora una persona senza dimora morta a Roma e forse a causa del freddo o comunque della sua estrema precarietà – afferma Debora Diodati, Presidente Croce Rossa di Roma –  E’ urgente in queste ore che la città si mobiliti per trovare ricoveri al chiuso, soprattutto col perdurare del freddo. In queste notti con i volontari CRI in giro con le unità di strada e il presidio sanitario itinerante incontriamo persone che dormono per strada al freddo e tra loro situazioni ancora più fragili, malati, donne e anziani. Si tratta di una situazione è al limite a cui è urgente trovare una soluzione”.

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Scuole infanzia Roma: da oggi iscrizioni solo online

Scattano in anticipo, rispetto agli anni scorsi, le iscrizioni alle scuole capitoline dell’infanzia per il prossimo anno scolastico 2017-18. Allineandosi ai tempi del Ministero (MIUR) per le scuole dell’infanzia statali, il Campidoglio ha fissato la presentazione delle domande online di iscrizione dal 16 gennaio al 6 febbraio 2017. Quelle arrivate per prime non danno naturalmente diritto di precedenza nella formulazione della graduatoria di accesso al servizio. La pratica si fa esclusivamente online, nell’ambito dei servizi telematici di Roma Capitale, e occorre essere “utenti identificati”. A questo proposito: i servizi online di Roma Capitale sono ora accessibili tramite SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Chi è già in possesso di un'identità digitale SPID può accedere a oltre 60 servizi online del Campidoglio, senza bisogno di ulteriori registrazioni. Se non si ha il profilo SPID, per le iscrizioni occorre dunque identificarsi al portale: chi lo è già, accede all’area riservata con le sue credenziali (codice fiscale e password), clicca su “servizi scolastici” e procede. Chi non lo è deve identificarsi aprendo l’apposita pagina e seguendo indicazioni e istruzioni. La procedura completa include l’invio di alcuni documenti e richiede circa una settimana. Per le iscrizioni scolastiche è sufficiente che uno dei due genitori sia utente identificato. Il Campidoglio raccomanda di non aspettare gli ultimi giorni per identificarsi al portale: si segue la procedura con più tranquillità e si evita il sovraccarico di richieste contemporanee sulla piattaforma telematica, fonte di possibili rallentamenti del sistema. Del resto iscriversi è facile, si fa una volta soltanto e poi si hanno a disposizione servizi d’ogni tipo, non solo le iscrizioni alle scuole.

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Chiesa di San Calisto aperta la notte per i senza tetto

Il nostro inviato, Jacopo Nassi, questa mattina ha iniziato i collegamenti da Trastevere, presso la Chiesa di San Calisto, aperta tutte le notti dal 7 gennaio per fronteggiare l'emergenza freddo e fornire riparo ai senza tetto, ospitando circa trenta persone con lettini e stufe per riscaldare l'ambiente.

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Sosta selvaggia a Roma, il comandante dei vigili: “In arrivo la task-force. Altri 300 agenti in strada”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Cecilia Gentile) "Entro l'anno, al massimo a inizio 2018, avremo almeno 300 vigili in più e saranno tutti in strada". Diego Porta, comandante della polizia municipale da appena due mesi, annuncia che il concorso bandito nel 2010 e poi bloccato sta per essere riavviato. "Nei prossimi mesi si procederà alla prove orali", dice.

Ma intanto in strada gli agenti della municipale non si vedono. In tutta Roma ci sono ingorghi a causa di sosta selvaggia.
"Siamo 5.820 e dovremmo essere 8.300. Milano, che è molto più piccola di Roma, ha 3.000 agenti".

Sì, ma in strada ci sono solo 700 vigili urbani per ogni turno.
"Settecento che si occupano di viabilità. Poi ci sono gli altri che svolgono altre mansioni sempre in strada: controlli di polizia giudiziaria, contrasto all'abusivismo, controlli edilizi. La totalità degli incidenti stradali è rilevata da noi".

Risultano 700 vigili inabili a lavorare in strada.
"Mi sembra fisiologico. L'età media degli agenti è di 45-50 anni perché non c'è ricambio. Le ultime assunzioni risalgono al 2008. È un mestiere che logora, anche se non ha il riconoscimento di mestiere usurante".

Ma quanti sono i vigili dentro gli uffici?
"Meno di un terzo del numero complessivo. Teniamo presente che l'attività svolta all'esterno deve poi essere completata all'interno ".

Dunque contro sosta selvaggia è una battaglia persa.
"No, ci aiuta la tecnologia. La svolta c'è stata con lo street control, le telecamere sul tetto delle auto che scattano foto e fanno multe. Nel 2016 le sanzioni elevate con questo sistema sono più che raddoppiate rispetto al 2015 e hanno rappresentato il 45,42% delle multe elevate complessivamente contro sosta selvaggia".

Le cifre?
"Nel 2015 le multe con lo street control sono state 198.874, su un totale di 930mila sanzioni per sosta irregolare. Nel 2016 le multe con la telecamera sono state 459.572, su un totale di un milione e 11.786 sanzioni per sosta irregolare. Le infrazioni più frequenti sono state la sosta affiancata ad altri veicoli, la sosta sul divieto di fermata, sul marciapiedi, al centro della carreggiata".

Un aumento vertiginoso. Considerando che la sanzione da pagare per questo tipo di infrazioni va dai 42 agli 80 euro, potremmo stimare entrate per oltre 60 milioni. Non è che volete fare cassa?
"Vogliamo far rispettare il codice della strada, ridurre la sosta selvaggia. Speriamo in un effetto deterrente, come è successo con le multe prodotte dalle telecamere fisse, installate sulle corsie preferenziali e ai varchi delle ztl. In questo caso le sanzioni sono diminuite: siamo passati da un milione e 442 mila nel 2015 a un milione e 43mila nel 2016. E da domani (oggi, ndr), dopo il preesercizio, entreranno in funzione altre 21 telecamere, quelle dei varchi elettronici della ztl anello ferroviario 1 che potranno multare, per esempio, i pullman turistici senza permesso".

Ma oltre alle multe, serve il presidio sul territorio, la presenza in strada dei vigili per fare prevenzione e fluidificare il traffico. Giovedì due bus dell'Atac sono stati bloccati da due auto in sosta irregolare.
"Abbiamo un piano di fluidificazione che impiega i 700 vigili appiedati agli incroci importanti nelle ore di punta: dalle 7.30 alle 9.30 e dalle 17.30 alle 19.30. Nel resto della giornata gli stessi 700 fanno attività di repressione con il palmare. Stiamo intensificando i controlli con le pattuglie sulle direttrici importanti di bus e tram, per esempio in viale Regina Margherita e in viale Marconi. Le pattuglie dello street control poi hanno circuiti definiti da monitorare. In Prati il primo circuito comprende piazza del Tribunale, via Triboniano, piazza Adriana, via Crescenzio, via Cola di Rienzo, via Lucrezio Caro, via Ulpiano. Fanno parte del secondo circuito piazza della Libertà, via dei Gracchi, piazza dell'Unità, via Caio Mario, viale Giulio Cesare, via Virginio Orsini".