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Cronaca

Vigili. Codacons lancia azione risarcitoria candidati concorso

(Fonte: RomaIt)

Per il maxi-concorso dei vigili urbani della Capitale, indetto dal Campidoglio addirittura nel 2010, sembra non esserci pace. Non bastavano le buste trasparenti in controluce, i guai giudiziari di alcuni protagonisti e le pronunce del Tar: in base a quanto emerso nei giorni scorsi, i voti riportati sui compiti dei 2.671 candidati, in ben 42 casi, sono diversi da quelli riportati nel verbale ufficiale redatto dalla stessa Commissione esaminatrice.

Una anomalia finita all'attenzione della Procura di Roma, cui il Codacons si è rivolto con un esposto: il rischio, infatti, è che questa ''discrasia'' possa realizzare una illecita manipolazione dei risultati della prova. L'associazione ha deciso quindi di attivarsi direttamente a tutela dei principi di imparzialità, parità di trattamento, correttezza e trasparenza della Pa, lanciando oggi una azione legale riservata ai candidati del concorso: tutti coloro che hanno partecipato alla prova scritta svoltasi il 21 dicembre del 2012 presso la Nuova Fiera di Roma possono scaricare sul sito www.codacons.it la nomina individuale di parte offesa da depositare dinanzi la Procura.

 

Si tratta del primo indispensabile passo per tutelare i propri diritti perché, se la magistratura dovesse accertare irregolarità riferite alla prova del concorso, tutti coloro che hanno sostenuto l'esame potranno – grazie a tale costituzione – ottenere il risarcimento dei danni subiti. Per info e chiarimenti: http://www.codacons.it/articoli/concorso_vigili_293917.html Così in un comunicato il Codacons.

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Cronaca

Valanga su hotel Rigopiano, estratte altre quattro persone. Soccorritori: “Nuove voci”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giovanni Gagliardi) RIGOPIANO (PESCARA) – Estratta viva una quarta persona dal ghiaccio e dalle macerie dell''hotel Rigopiano. Si tratta di un uomo, che sarebbe ferito. Nel corso della notte sono state così salvate finora quattro persone. Fanno parte del gruppo dei cinque indviduati ieri. Al momento il bilancio ufficiale della Protezione civile parla di 4 bambini salvati, oltre a tre donne e due uomini. Una decima persona deve ancora essere estratta dalle macerie. Quattro le vittime accertate. Intanto ha ripreso a nevicare.

Il bilancio ufficiale. Questi i nomi forniti dalla Prefettura di Pescara: le persone salvate ieri sono Gianfilippo e Ludovica Parete, i due figli dello chef, Giampiero Parete, il 38enne che si è salvato subito dalla slavina ed è riuscito a dare l'allarme. Anche la moglie Adriana Vercerao è stata estratta viva dalle macerie. A questi vanno aggiunti altri due bambini: Samuel Di Michelangelo (per ora nessuna notizia dei suoi genitori ieri dati per vivi dal sindaco di Osimo) e Edoardo Di Carlo. Poi c'è il gruppo delle 5 persone individuate ieri: Stefano Feniello e la fidanzata Francesca BronziVincenzo Forti e la fidanzata Giorgia GalassiGiampaolo Matrone. Di questi, quattro sono stati estratti dalle macerie mentre sono in corso le operazioni per salvare la quinta persona, ma la prefettura ancora non ne ha fornito l'identità.

All'ospedale di Pescara attorno alle 5,30 sono arrivati tre giovani – due ragazze e un ragazzo – ora ricoverati; i medici definiscono le loro condizioni "buone". Verso le 8 è arrivato poi un ragazzo di 33 anni, che i sanitari stanno visitando. Il prossimo bollettino medico è previsto per le 11.

Per quanto riguarda le vittime il bilancio ufficiale, come detto sopra, è fermo a quattro: due uomini e due donne ritrovate la scorsa notte, la loro identità al momento non è nota. I due morti accertati sono Gabriele D'Angelo e Alessandro Giancaterino, entrambi camerieri dell'hotel. La morte di Gabriele, volontario della locale Croce rossa, ha sconvolto diversi soccorritori presenti nel centro di coordinamento allestito al Palazzetto dello Sport di Penne. Gli amici, in lacrime, si sono abbracciati per darsi conforto.

Nuove nevicate. La neve è tornata a cadere su Farindola, sia nel corso della notte che in queste ore. Ma la possente macchina dei soccorsi non è si è certo fermata nella ricerca dei dispersi ospiti dell'hotel Rigopiano, nonostante il pericolo di nuove slavine che, come dicono gli esperti, non è da escludere. Si lavora incessantemente dalla notte tra mercoledì e giovedì scorsi ed è una lotta contro il tempo per trarre in salvo altre vite umane. Tra Soccorso alpino, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia, tutti presenti con squadre speciali, gli operatori impegnati nelle non facili ricerche sono oltre 500.

I soccorsi. Intanto sono state individuate altre voci provenire dall'inferno gelato della struttura collassata sotto il peso della slavina. Le nuove voci intercettate non sono state però ancora localizzate nella struttura. I soccorritori, che hanno lavorato senza sosta per tutta la notte, ribadiscono che si è di fronte ad una situazione "non semplice, si lavora all'interno di un edificio che è crollato, dove è diventato complicato orientarsi. Si avanza ma con molta, molta cautela. Ci rendiamo conto che questa cautela rallenta le operazioni di ricerca e recupero ma è assolutamente necessario procedere in questo modo, non si può rischiare altro ancora".

Ancora 20 dispersi. Sarebbero ancora una ventina le persone che si pensa siano disperse nell'hotel, secondo i soccorritori, sulla base delle indicazioni finora venute da congiunti di persone – tra dipendenti e clienti – che erano all'interno del resort. Un numero che in qualche modo sembra tornare con quello indicato ieri pomeriggio dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che aveva parlato complessivamente di una trentina di persone. Considerando infatti che cinque (quattro bambini e una donna) sono state recuperate sane e salve e che altre cinque sono state individuate e si sta lavorando per tirarle fuori, ecco arrivare a una ventina – più o meno – quelle che mancano all'appello, ovvero di cui non si sa ancora nulla. Anche se i soccorritori non disperano, anzi qualcuno di loro si dice ottimista sull'esito di questa drammatica corsa contro il tempo.

I ringraziamenti. "Grazie di cuore a tutti, un abbraccio". Così Giampiero Parete ha risposto su Fb alle centinaia di messaggi di conoscenti e amici ma anche di sconosciuti che continuano ad arrivare sul suo profilo Fb dopo che i soccorritori sono riusciti a salvare sua moglie e i due figli dalle macerie dell'hotel Rigopiano.

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Roma, non si fermano all’alt e seminano il panico: arrestati

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Non si fermano all’alt intimato da una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma e fuggono a bordo di un scooter. Bloccati dai Carabinieri dopo un breve inseguimento sono stati trovati in possesso di dosi di droga. E’ accaduto, ieri sera, in viale Filippo Tommaso Marinetti.

In manette, con le accuse di resistenza a Pubblico Ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, sono finiti due giovani romani, di 24 e 26 anni, entrambi senza occupazione e con precedenti. Durante la fuga, i due malviventi hanno eseguito pericolose e spericolate manovre fino a quando, vistisi quasi raggiunti, hanno abbandonato il veicolo, tentando di dileguarsi a piedi, ma sono stati prontamente bloccati dai Carabinieri.

 

I militari hanno trovato nelle loro tasche diverse decine di involucri, contenenti dosi di cocaina, pronte alla vendita, e circa 800 euro, provento dello spaccio. Gli arrestati sono stati portati in caserma e trattenuti in attesa del rito direttissimo

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Rigopiano, Giampaolo Matrone estratto vivo dalla neve

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Arrivano buone notizie dall’hotel Rigopiano per quanto riguarda Giampaolo Matrone, 34enne di Monterotondo titolare di una pasticceria,  che risulta tra le persone disperse a seguito della terribile slavina che si è abbattuta senza pietà nel resort di Farindola. L’uomo si sarebbe messo in contatto con i soccorritori. Lo riferisce il sito de “Il Corriere di Rieti”, secondo cui Matrone figura tra i 5 superstiti che i soccorritori stanno cercando di trarre in salvo e che si spera possano riuscirci quanto prima.

Il 34enne si era recato in Abruzzo con la compagna Valentina Cicioni, infermiera presso il policlinico Gemelli, per una breve vacanza nelle neve. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare un simile epilogo. Sulla pagina Facebook della ragazza stanno arrivando messaggi di preghiera e supporto da parte di tante persone, le quali si augurano che la coppia possa riabbracciarsi presto e tornare a rivedere la loro figlia. Da notare, peraltro, il fatto, che alla luce di quanto accaduto mette i brividi, che la donna aveva postato alcune immagini dell'hotel immerso nella neve. Un paesaggio idilliaco, che purtroppo nascondeva una tremenda trappola.

 

Forza, non mollate”. “Preghiamo per voi”, sono i post più diffusi. “Non vi conosco nemmeno io ma ho pregato tanto per voi. Sono di Monterotondo e siamo compaesani! Forza Vale, manchi solo te”, scrive Loredana. “In tv abbiamo sentito anche il nome di Giampaolo – ha postato Maria – preghiamo ora per Valentina, forza ragazzi: un ultimo sforzo”.

Vi seguiamo tutti: conoscenti amici e non. Forza ragazzi – è l’incoraggiamento di Moira –  la piccola vi aspetta e nel vostro cuore anche voi non vedrete l'ora di riabbracciarla! Vi siamo vicini e preghiamo per Valentina. Forza ragazza tira fuori la ‘grinta di mamma’ “. Sulla stessa lunghezza d’onda Emanuela: “Siamo tutti concentrati a vedere i vari tg per avere buone notizie. Non ci conosciamo ma il mio pensiero è continuamente rivolto a voi e a tutti coloro che stanno soffrendo compresi i familiari”. 

La notizia di ieri sui sopravvissuti  ha riacceso la speranza. L’auspicio è che possano seguire altre novità positive. Tutta l’Italia, con il fiato sospeso per questa vicenda, se lo augura vivamente.

AGGIORNAMENTO: arriva la notizia che in molti stavano aspettando. Giampaolo Matrone è salvo. Il 34enne è stato estratto dalla neve insieme ad altre tre persone: Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi. E’ stato trovato ferito ma le sue condizioni non destano preoccupazione.

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Roma, ecco il piano di sicurezza per rendere protetto il Colosseo

(Fonte: RomaIt)

A quanto si apprende dal Campidoglio c'è soddisfazione per le misure attorno al Colosseo, anche se l'amministrazione capitolina sottolinea la necessità di un intervento congiunto tra il Governo e la città di Roma per una grande campagna di sensibilizzazione. Questa mattina in Prefettura si è riunito un vertice per la sicurezza del monumento più visitato d'Italia, convocato dopo l'intrusione di due giovani brasiliani avvenuta nella notte tra domenica e lunedì e dopo l'apparizione di alcune scritte sui pilastri del Colosseo.

Al vertice hanno preso parte i rappresentanti di Roma Capitale, delle forze dell'ordine che presidiano l'Anfiteatro Flavio e il soprintendente Francesco Prosperetti, il quale ha espresso soddisfazione "perché il Comune ha annunciato dei provvedimenti immediati, entro febbraio, per incrementare l'illuminazione ma soprattutto la videosorveglianza che sarà più efficace dell'attuale, perché eliminerà tutti gli angoli morti che oggi ci sono, e sarà replicata verso la sala operativa della Questura. Quindi, avremo finalmente un controllo di videosorveglianza efficace tutto intorno al Colosseo".

 

In più, Prosperetti ha presentato un piano messo a punto dalla Soprintendenza che prevede l'installazione di "un anello di colonnine e catene messe a una distanza di circa cinque metri dalla facciata esterna del Colosseo che identificherebbero la zona che non si può oltrepassare. E' una barriera solo visiva e non fisica, ma ci sarebbe scritto ''non oltrepassare'' e chi la oltrepassasse, verrebbe rilevato da un sistema elettronico di dissuasione che darebbe immediatamente il segnale dell'intrusione sia alla centrale operativa che al gabbiotto sulla piazza, dando possibilità immediata di intervento di giorno e soprattutto di notte. Sarebbe un sistema di identificazione dell'eventuale effrattore". Mercoledì prossimo, poi, è previsto un primo sopralluogo nella piazza del Colosseo per installare un gabbiotto per le forze dell'ordine che presidiano l'area. (Dip/ Dire)

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Roma, ndrangheta e appalti: 5 fermi e varie società sequestrate

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

'Ndrangheta e appalti truccati. Roma di nuovo coinvolta in una doppia maxi operazione della Guardia di Finanza che ha smantellato una associazione per delinquere finalizzata appunto alla turbativa di gare d'appalto nel settore pubblico. Ci sono stati 33 fermi e sono state sequestrate 54 imprese in tutta Italia. L'intervento, avvenuto sotto il coordinamento delle Direzioni distrettuali antimafia di Reggio Calabria (operazione ''Cumbertazione'', e di Catanzaro (operazione ''5 lustri''), è stato eseguito da personale del Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria e di Cosenza, con l'ausilio del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata e dei Nuclei di Polizia tributaria di Roma, Viterbo, Latina, Rieti Mantova, Milano, Agrigento, Messina, Palermo, Ragusa, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia, Caserta, Napoli, Salerno e Pisa.

Le indagini hanno accertato il diretto coinvolgimento del gruppo imprenditoriale Bagalà, che ha costituito e consolidato nel settore degli appalti pubblici in Calabria una posizione di assoluto predominio, sfruttando l'appartenenza alla nota cosca Piromalli, tra le più potenti della 'ndrangheta, riuscendo sistematicamente a turbare almeno 27 gare indette da plurime stazioni appaltanti nel periodo 2012/2015 per un valore complessivo di oltre 100.000.000 euro

 

 L'illecito modus operandi – posto in essere grazie anche ai rapporti corruttivi con funzionari appartenenti alle medesime stazioni appaltanti nonché all''operato di diversi professionisti collusi – ha consentito di sviare il regolare svolgimento delle gare pubbliche mediante la costituzione di un cartello composto da oltre 60 società che, attraverso la presentazione di offerte precedentemente concordate, è stato in grado di determinare l''aggiudicazione degli appalti a una delle imprese della cordata. Tra i 33 fermi ci sono cinque persone nate a Roma.

Ecco, invece, le società sequestrate con  sede nella Capitale: EDILINFRA S.R.L.; ALTERNATIVIA S.r.l.; CENTRO ASFALTI S.r.l.; MANUTENZIONI STRADALI SRL in liquidazione; VEGA S.r.l.; DUE M APPALTI S.r.l.; EDILSTRADE S.r.l. a socio unico; AURORA APPALTI S.r.l.; LA.E.STRA. S.r.l.; L.D.F. APPALTI S.r.l. a socio unico (sede ad Ardea, Roma); I.C.S. S.r.l. a socio unico; EDIFIM S.r.l.; IMPRESA TIBERI RICCARDO; MULTISERVIZI FRANCO PETTI S.r.l. a socio unico; FUTURA S.r.l.; CITTADINI S.R.L.; ARISTAGORA S.R.L.; PECCI S.R.L.; SOCIETÀ APPALTI PUBBLICI S.R.L.; MODUSDOMUS s.r.l.; CONSORZIO STABILE DINAMICO; ALL CONSTRUCTION s.r.l.; ST GLOBAL SRL; B HOLDING S.R.L.   Dire (www.dire.it)

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Si conclude l’operazione “Family business”, altri quattro arresti

Comunicato stampa della Questura di Roma

ROMA. POLIZIA DI STATO: CONCLUSIONE DELL’OPERAZIONE “FAMILY BUSINESS” CON ALTRI 4 ARRESTI E IL SEQUESTRO DI 400 GRAMMI DI COCAINA E DI 300 COLPI DI PISTOLA.

Con il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Roma, si è conclusa ieri con l’applicazione di misure cautelari e sequestri l’operazione antidroga denominata “Family Business”,  iniziata lo scorso anno dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Monteverde e che già aveva portato nel febbraio 2016 all’arresto di 4 persone e al sequestro di un ingente quantitativo di droga, armi e denaro contante.

All’epoca, dopo una complessa attività di polizia giudiziaria, fu individuata una banda composta da due uomini e due donne – tra cui anche madre e figlio – che gestiva una grossa attività di spaccio di droga nei quartieri Monteverde e Magliana.

Le indagini non si sono mai interrotte e hanno permesso agli investigatori dello stesso commissariato, di interrompere l’illegale attività dello spaccio di sostanze stupefacenti che proseguiva con diverse metodologie.

Uno dei 4 arrestati, A.T. romano di 42 anni,  stava scontando la condanna agli arresti domiciliari da dove, però, continuava a spacciare avvalendosi di altri 3 nuovi “collaboratori”.  Si faceva rifornire della sostanza stupefacente, per poi ricevere presso l’abitazione i clienti a cui vendeva le dosi di cocaina.

I 3 nuovi complici, individuati attraverso pedinamenti e tramite intercettazioni telefoniche, sono stati trovati in possesso a vario titolo di armi, droga e denaro contante provento dell’illegale attività.

A casa di B.C. – romano di 43 anni – sono stati trovati 300 grammi di cocaina e 300 colpi di pistola, nell’abitazione di T.H.L. – brasiliano di 29 anni – trovate invece diverse dosi di hashish e cocaina già confezionate oltre alla somma di 1.000 euro in contanti, provento illecito. Fermato anche G.G., romano di 21 anni, il terzo complice.

I  4  soggetti colpiti da misura cautelare debbono quindi rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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Prenestina, in corso sgombero occupazione complesso religioso Monfortani

(Fonte: OmniRoma)

“Le forze dell’ordine sono intervenute questa mattina presso il complesso religioso sito in via Prenestina 1391, abusivamente occupato da circa 200 persone aderenti ai movimenti di lotta per la casa. L’intervento, che nonostante i tentativi di opposizione con incendio di copertoni si è svolto senza criticità, si è reso necessario a seguito di numerose denunce da parte dei responsabili del complesso. Preoccupazioni erano state infatti espresse per l’atteggiamento spesso minaccioso da parte degli occupanti e le difficoltà a svolgere le attività quotidiane del complesso religioso. Dopo l’ingresso delle forze dell’ordine gli occupanti hanno lasciato spontaneamente il sito, mentre per la gestione dei minori sono stati attivati i servizi sociali del Comune di Roma”. Così una nota della Questura.

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Arrestato un 55enne: l’accusa è di spaccio di sostanze stupefacenti

Comunicato stampa della Questura di Roma

ROMA. VANTANDOSI DI ESSERE STATO NEL SUO PAESE UN AGENTE DELLA NARCOTICI, VENDEVA SHABOO. PUSHER FILIPPINO ARRESTATO DALLA POLIZIA DI STATO.

Si vantava di essere stato, nel suo paese, un agente della “narcotici”, forse per tranquillizzare i suoi clienti sulla sua “competenza” in materia.

L.J.C., 55 anni, filippino, è stato arrestato in flagranza dagli agenti del Commissariato Prati, diretto da Domenico Condello, che lo hanno sorpreso mentre cedeva dosi di shaboo ad un suo connazionale in cambio di danaro.

Al momento del fermo, l’uomo ha cercato di disfarsi delle dosi dello  stupefacente che aveva con sé gettandole in terra, ma le sue mosse sono state notate dai poliziotti, che hanno recuperato la droga.

Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, gli agenti hanno recuperato numerose dosi già confezionate e pronte per la vendita, una somma di danaro contante probabile provento dello spaccio ed un tesserino falsificato con relativa placca, riferibile alla polizia filippina.

L’uomo, pertanto, è stato arrestato per rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti, mentre proseguono le indagini per risalire ai canali di approvvigionamento della droga.

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Roma, giovane disperso in barca salvato dopo 24 ore in mare: «Ho passato tutta la notte nell’acqua gelida»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«Ho passato tutta la notte in mare. Ogni volta che cercavo di salire sulla barca, la barca si rovesciava: è stata una lotta per la sopravvivenza», racconta così Lorenzo Carosi, il 27enne di Fiumicino che ha trascorso quasi 24 ore in mare, su una piccola barca a vela e nel vento gelido di tramontana. La Guardia Costiera l'ha recuperato a 40 miglia al largo della costa intirizzito ma, tutto sommato, in buone condizioni di salute.
E' stato tratto in salvo dopo un giorno e una notte d'ansia da parte dei genitori e dell'apparato di soccorso mobilitatosi per le ricerche. Il giovane era uscito in barca a vela intorno alle 15,00 di mercoledì 18 gennaio ma non aveva fatto rientro. Così alle 19,00 i familiari hanno lanciato l'allarme per la sua scomparsa.

«Ho fatto una strambata, c'era tanta vento e la barca ha scuffiato. Sono caduto in mare più volte. Ho cercato di mantenere la calma, copririmi il più possibile e mantenermi rannicchiato – racconta ancora sotto choc –  Ho avuto paura, c'era mare molto grosso, Potevo morire».
Lorenzo è stato tratto in salvo dopo un giorno e una notte d'ansia da parte dei genitori e dell'apparato di soccorso mobilitatosi per le ricerche. Il giovane era uscito in barca a vela intorno alle 15,00 di mercoledì 18 gennaio ma non aveva fatto rientro. Così alle 19,00 i familiari hanno lanciato l'allarme per la sua scomparsa.