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Cronaca

Da aprile l’iscrizione agli asili nido di Roma Capitale

Uscirà nei primi giorni di aprile l'avviso pubblico per le iscrizioni agli asili nido di Roma Capitale, anno educativo 2017-2018. In vista della pubblicazione del bando, il Dipartimento Scuola informa le famiglie interessate che anche quest’anno le domande dovranno essere inoltrate esclusivamente in modalità online. E' dunque necessario essere identificati al portale www.comune.roma.it. Il processo di identificazione al portale è subordinato all'invio della documentazione richiesta per la verifica dei dati personali inseriti online e si completa entro alcuni giorni dalla ricezione dei documenti. Si consiglia pertanto di procedere per tempo alla procedura di identificazione. Non ci si deve invece identificare se si ha già la nuova identità digitale "universale" del sistema SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). I residenti nel territorio di Roma Capitale che non abbiano mai richiesto l’identificazione al sito capitolino, e che abbiano difficoltà ad avviare la procedura, possono rivolgersi agli sportelli demografici dei Municipi. Altro aspetto da considerare: per la frequenza al nido è previsto il pagamento di un contributo che varia secondo il valore dell’ISEE del nucleo familiare (e secondo la fascia oraria di fruizione del servizio). Consigliabile dunque avviare da subito la procedura di rilascio dell'attestazione ISEE da parte dell’INPS, anche tramite i CAAF autorizzati.

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Cronaca

XVI Giornata Nazionale dell’UNITALSI

Sabato 18 e domenica 19 marzo 2017 si terrà in tutta Italia la XVI Giornata Nazionale dell'UNITALSI. In particolare, in 230 piazze del Lazio verrà proposta una "piantina d'ulivo", simbolo di pace e fratellanza. Al fianco dei tanti volontari che scenderanno nelle piazze del Lazio ci sarà idealmente Fabrizio Frizzi, che da 16 anni è il testimonial della Giornata nazionale dell'UNITALSI. Il ricavato delle offerte sarà utilizzato dall'UNITALSI per sostenere le sue attività di "misericordia sperimentata sul campo": dai pellegrinaggi, all'aiuto agli anziani e ai bambini, alle case accoglienza per i genitori dei bambini ricoverati nei centri ospedalieri, alla collaborazione con case famiglia per le persone disabili, ai soggiorni estivi e agli interventi d'emergenza sociale. Sono queste solo alcune delle attività nelle quali l'UNITALSI, insieme ai suoi volontari, è impegnata quotidianamente per fronteggiare il disagio e l'emarginazione. Inoltre, grazie alla collaborazione con la Lega Calcio di Serie A durante il 29° turno di campionato di Serie A, in programma domenica 19 marzo, prima del calcio di inizio al centro del campo di gara di Roma verrà posizionato lo striscione UNITALSI e verrà letto un messaggio di sostegno alla campagna nazionale. Per conoscere le città del Lazio dove trovare le piantine d'ulivo sarà possibile consultare il sito www.unitalsi.it o si potrà contattare il numero verde gratuito: 800.062.026.

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Politica

Municipio VIII: il presidente Pace si è dimesso

Nella tarda mattinata il presidente del Municipio VIII Paolo Pace ha deciso di rassegnare le dimissioni, rendendole note un comunicato stampa: “Ho protocollato le mie dimissioni per il bene del MoVimento 5 Stelle. Era impossibile continuare in queste condizioni, con una maggioranza che si comportava costantemente da opposizione, controllando e criticando ogni atto della giunta prima ancora che venisse prodotto, effettuando veri e propri blitz negli uffici amministrativi e producendo così una indebita e inaccettabile ingerenza che ha provocato le reazioni dei dipendenti, che ringrazio per l'impegno profuso in questi mesi, e dei sindacati". Alla base delle dimissioni, che potranno essere ritirate entro 20 giorni, l'ingovernabilità della maggioranza 5 Stelle. Nel comunicato stampa Pace conclude affermando: "Risulta evidente che qualcuno, non certo il sottoscritto, dovrà assumersi la responsabilità politica di questo disastro. Con rammarico debbo sottolineare che a causa del comportamento sterilmente ostruzionistico da parte dei dissidenti, il nostro Municipio è passato da fiore all’occhiello dell’Amministrazione Capitolina al caos. Da parte mia, lasciando un’Amministrazione sana, ribadisco che anche da cittadino continuerò ad impegnarmi per il bene del nostro municipio e della città”.

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Cultura

L’almanacco romano: 16 marzo 1978, rapimento di Aldo Moro

16 marzo 1978  Alle 9.02 del mattino, in via Fani all'incrocio con Via Stresa, nel quartiere Trionfale a Roma, un commando delle brigate rosse, composto da 19 elementi, rapisce il presidente della Democrazia Cristiana, ALDO MORO, e uccide i cinque componenti della scorta. 

Moro si stava recando in Parlamento per votare la fiducia al nuovo Governo, presieduto da Andreotti, e appoggiato anche dai comunisti. Iniziano così 55 giorni di prigionia per Aldo Moro e di angoscia per l’Italia intera. 

Durante l’azione che porta al sequestro dell’Onorevole Aldo Moro, perdono la vita tutti e cinque gli agenti della sua scorta: il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, l’appuntato Domenico Ricci, il Brigadiere Francesco Zizzi, l’agente Raffaele Jozzino e l’agente Giuliano Rivera. 

I loro nomi saranno presto messi in secondo piano rispetto al dramma collettivo che l’Italia sta per affrontare nei 55 giorni di prigionia di Moro, ma il loro sacrificio, al Servizio dello Stato, non puo’ essere dimenticato.

La maggioranza dei partiti italiani si schiera per la “fermezza” contro i brigatisti: nessuna trattativa, nessuna concessione alle BR. 

Il sequestro si concluderà tragicamente il 9 Maggio: una telefonata del brigatista Morucci avverte che il cadavere di Moro si trova nel bagagliaio di una Renault 5 (renault 4 modificato fedora) parcheggiata in Via Caetani.
 

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Cronaca

Polizia Municipale Roma: “Denunciate due persone per offese a Corpo”

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

"Dopo le offese e le diffamazioni gli auguri di morte: il Comando Generale ha deciso di denunciare due persone che su Facebook avevano più volte insultato il Corpo e i suoi componenti. I responsabili, lo scorso febbraio, avevano commentato alcuni post presenti sulla piattaforma Facebook scrivendo pesanti frasi e volgarità sia dirette al Corpo che agli agenti, aggiungendo anche una foto obsoleta non rispondente a verità, con il chiaro intento di diffamare la Polizia di Roma Capitale. Il tutto, tra l’altro, era stato rilanciato da un famoso blog scandalistico, che aveva diffuso gli insulti su internet". Lo comunica, in una nota, il comando della Poliza locale di Roma Capitale. "Convocati presso il Comando Generale – prosegue la nota – i due "internautisono stati denunciati: costretti a nominare un avvocato di fiducia, riceveranno presto ulteriori comunicazioni dall’Autorità Giudiziaria.

 

A pochi giorni dal varo del nuovo profilo ufficiale Facebook, che si aggiunge a quello già attivo su Twitter, la Polizia Locale ha quindi iniziato ad tener d’occhio la rete e tutti coloro che rilasciano commenti o post offensivi, grazie anche alle segnalazioni provenienti dagli stessi agenti". “Tutti coloro che utilizzano i social networks devono assumersi la responsabilità di quello che scrivono. In qualsiasi caso venga a configurarsi un reato, interverremo sicuramente” – dichiara il Comandante Generale Diego Porta.

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Cronaca

Legale Carminati: “Saluto romano? Solo un gesto di festa per un amico”

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Giosuè Bruno Naso, legale tra gli altri di Massimo Carminati, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli studi Niccolò Cusano, nel corso di Ecg, con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Sul saluto romano di Carminati in tribunale: “Se dobbiamo essere seri, dovremmo chiuderla qui con il riferimento a questa storia del saluto romano, del saluto fascista.

Bisognerebbe chiedersi perché tutta questa attenzione, come mai questa attenzione quando ci stiamo avviando verso la conclusione del processo. Sta rendendo le sue dichiarazioni Buzzi, alla fine del mese, per la prima volta nella sua storia processuale, anche Massimo Carminati si sottoporrà ad esame e poi dopo Pasqua comincerà la discussione, per cui una sentenza è ragionevolmente prevedibile per prima dell’estate.

E allora guarda un po', determinate fonti giornalistiche normalmente sensibili o comunque in sintonia alle indicazioni che provengono dalla Procura, notano il gesto di Carminati, che è un gesto ovviamente di saluto e di esultanza all’amico Brugia, che a sua volta, prima di lui, lo aveva salutato. Io sto riferendo quello che mi ha raccontato mia figlia, perché non sono stato in aula a vedere questo filmato, ma mia figlia mi ha riferito che i due si sono salutati e ovviamente l’unica forma di saluto possibile è quella di agitare le braccia, perché non credo che un contenuto e signorile gesto del capo sia visibile attraverso lo schermo.

Del resto parliamo di due persone, Carminati e Brugia, che ostentano la loro amicizia da mezzo secolo, che prima si vedevano tutti i giorni, in comunione umana e personale, loro e le loro famiglie. Il fatto che approfittino di un momento finale per mandarsi un segno di saluto non significa assolutamente nulla. Non si possono scrivere, parlare, sentire o vedere. Forse persino Brugia e Carminati coltivano dei sentimenti… Forse anche loro possono approfittare di un momento in cui si vedono sui rispettivi schermi per salutarsi.

Apologia di fascismo per questo gesto? Da Carminati sarebbe vissuto veramente come un assist. Se dopo tutto questo can can a carico di Carminati residuasse una contestazione di apologia di fascismo, vorrebbe dire che veramente di più e di meglio non sono stati in grado di mettere insieme in questi due anni di dibattimento. Come in realtà è stato, soprattutto per l’accusa di associazione di stampo mafioso, per la quale non è emerso nulla di preoccupante per gli imputati”.

Continua Naso, legale di Massimo Carminati, su Radio Cusano Campus. Sul processo, che si avvia alle sue fasi finali: “Lo dirò anche in discussione, questo è stato un processetto, nel senso non suoi profili dei caratteri tecnico e giuridico, è un processo di una banalità spaventosa, non c’è un profilo che susciti un approfondimento di natura tecnico-scientifica, non c’è un tema dibattuto o controverso, nel quale vi sia un conflitto giurisprudenziale.

V’è un mare infinito e vergognoso per quel che è costato all’erario, e questo la disinformazione sistematica non lo evidenzia mai. In questo processo si sono registrate quattro milioni di conversazioni telefoniche, il costo di questa attività di intercettazione è di decine di milioni di euro, che paga l’erario. Di queste 4 milioni di intercettazioni ne è stata chiesta la trascrizione di diciottomila. Questo processo è stato fatto sulle parole, sulle intercettazioni, sulle congetture che gli inquirenti hanno ritenuto di poter fare sulla base di queste parole carpite. Normalmente nei processi ci sono anche le parole comprate, quelle dei collaboratori di giustizia, in questo processo mancano anche loro, questo vorrà pur dire qualche cosa…”

Sulla sentenza, l’avvocato di Carminati dice questo: “Per qualità professionale dei tre magistrati che compongono il collegio, per doti intellettuali e morali dei componenti del collegio, io dovrei dormire sonni tranquilli, sia io che i miei colleghi del collegio di difesa e quasi tutti gli imputati, quanto meno con le imputazioni di natura più squalificanti. Parliamoci chiaro, il processo si gioca tutto sulla contestazione del 416 bis, il resto sono episodi, casi, casistica di ordinario malaffare che purtroppo vive nel sottobosco politico e amministrativo di quasi tutti gli enti pubblici di questo Paese, con tutto ciò che la cosa comporta.

E oltretutto di modesto livello, parliamo di cifre che sono risibili, rispetto a quelle che si sono sentite anche in questi ultimi giorni con riferimenti ad altre vicende. Un confronto tra cifre veramente ci fa apparire come degli straccioni rispetto ad altri che sono tutt’altro che straccioni”. Continua Naso: “Se mi debbo preoccupare solo di questo potrei dormire sonni tranquilli. Il punto è: se la sentirà questo collegio di dare un colpo mortale ad una cultura della giurisdizione, perché di questo si tratta. Bisogna vedere se il tribunale avrà con la propria sentenza la forza di rimarcare la propria completa autonomia e indipendenza di giudizio dalla impostazione della procura.

Questo è un processo che potrebbe rivelare, una volta per tutte, come in Italia sia assolutamente indifferibile il problema della separazione delle carriere. Se potessimo contare su un giudice terzo, che non si pone minimamente il problema degli effetti che una sentenza di assoluzione dal reato di associazione potrebbe provocare nei giochi di potere, negli equilibri, nella considerazione pubblica, nelle ambizioni personali della procura e dei suoi rappresentanti…Se questo ci sarà, io sono sereno e tranquillo che non ci potrà essere una sentenza di condanna sul punto.

Se invece persino questi giudici non potranno fare a meno di affrancarsi da questo condizionamento, allora vorrà dire che veramente il problema della separazione delle carriere e della restituzione del giudice alla sua piena, completa e totale libertà sarà arrivato al capolinea. Se ragiono col cuore sono tranquillo e sereno, se ragiono con la mente sono meno tranquillo e meno sereno”.

L’avvocato Naso, poi, è tornato a parlare di Lirio Abate: “Ha detto che Carminati non prenderà bene il suo nuovo libro? Mi sento di escluderlo perché Carminati si potrebbe preoccupare delle cose serie, le cose che provengono da Lirio Abbate a mio modesto avviso non sono serie, non sono documentate e non tengono conto di tutti gli elementi di natura processuale. Abbate e con lui vari altri giornalisti pensano che il dibattimento fino ad ora celebrato non conti nulla, pensano che contino solo le indagini della procura e dei carabinieri. In realtà dovrebbe essere l’esatto contrario”.

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Cultura

L’almanacco romano: il 15 marzo 44 a.C. Idi di marzo

15 marzo 44 IDI DI MARZO :Avanti Cristo Un gruppo di congiurati repubblicani uccide in Senato l’imperatore romano Caio Giulio Cesare. Tra gli assassini anche il figlio adottivo Bruto, e Cassio.  Prima di morire sembra che ebbe la forza di dire: "Anche tu, o Bruto, figlio mio!".

Secondo Plutarco, Cesare era stato avvisato del pericolo ma non aveva preso in considerazione tali avvertimenti: gli aderenti alla congiura e i fiancheggiatori furono in numero variabile tra una sessantina ed un'ottantina, divisi in due schiere: i repubblicani che non si rassegnavano al cambio epocale che si stava instaurando nella reggenza dello stato e i cesariani delusi dal comportamento del dittatore.Questo giorno è ricordato come le “Idi di Marzo”, dal nome che nell’antico calendario dei Romani veniva dato al 15° giorno dei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre. Per gli altri mesi le Idi ricorrevano il 13° giorno. 

Nelle lotte di potere che seguirono la morte di Cesare, i cesaricidi perirono uno dopo l'altro, in una scia di vendette e di sangue che si concluse solo il 42 a.C., quando, nella battaglia di Filippi, Bruto  e il cognato e amico Cassio furono sconfitti da Antonio e Ottaviano, che in questo frangente erano alleati. Dopo la disfatta, Bruto e Cassio si tolsero la vita. Dante Alighieri, nella sua Commedia, li inserirà nella parte più profonda dell'Inferno, la Giudecca, tra le fauci dello stesso Lucifero, assieme a Giuda Iscariota. Essi sono infatti considerati traditori dell'impero.

(* immagine di @Romaapiedi)

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Cultura

“Semo una carne sola” in mostra a Palazzo Ferrajoli

Domani, 16 marzo 2017, alle ore 11,30, presso la sede di rappresentanza della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, a Palazzo Ferrajoli in Piazza Colonna 355, verrà inaugurata la mostra "Semo una carne sola" dell'artista Gianni Maran dedicata al grande poeta gradese Biagio Marin.  La mostra è organizzata dalla presidenza del consiglio della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e si avvale del patrocinio del Comune di Grado e del Centro Studi Biagio Marin. Saranno presenti: Franco Iacop, presidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Dario Raugna, sindaco di Grado, Doris Bures, presidente del Parlamento Austriaco, Edda Serra, presidente del Centro Studi Biagio Marin. La presentazione critica è a cura del critico d'arte, Enzo Santese. L'esposizione vuole essere un percorso artistico attraverso la poesia mariniana tratta dalla raccolta "L'isola" (The Island) edita da Del Bianco nel 1981 con la quale Biagio Marin fu proposto al Nobel per la letteratura l'anno successivo. Gianni Maran con questa esposizione, "scrive" pagine di un diario dove le positività dell'esistenza mettono in sordina le inquietudini della contemporaneità, pur vissute a pieno con una sensibilità pronta ad ascoltare i battiti più segreti della storia attuale. Il tutto accade anche perché l'artista ha costantemente la necessità di trarre linfa vivificatrice dall'atmosfera di Grado, così come il pensiero di Biagio Marin gli ha indicato in molti suoi versi. Maran da sempre estimatore del poeta e suo concittadino, con questa mostra realizza un percorso, dove la poesia si fonde con le sue opere, ma non vuole essere un percorso illustrativo per accompagnare la poesia di Marin, ma bensì è una rispettosa dedica a colui il quale più di tutti in ha influenzato il suo percorso artistico.

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Sport

Scatta il conto alla rovescia per l’Appia Run

Scatta il conto alla rovescia per la 19ª edizione della ROMA APPIA RUN, manifestazione podistica su strada organizzata dall’ACSI Nazionale in collaborazione con ACSI Italia Atletica e ACSI Campidoglio Palatino. Meno di trenta giorni prima di prendere il via dal Viale delle Terme di Caracalla e vivere l’esperienza indimenticabile di correre una gara unica al mondo, la sola su ben 5 pavimentazioni diverse: asfalto, sampietrino, basolato lavico, sterrato e per finire la pista dello Stadio Nando Martellini alle Terme di Caracalla. La prova, ideata da Roberto De Benedittis, vedrà al via più di 7.000 concorrenti divisi sulle due distanze di km. 13 e km. 4 su uno dei percorsi più amati dai podisti di tutta Italia. Dalle iscrizioni pervenute finora, tutte le regioni saranno rappresentate, e già 20 nazioni saranno presenti sulla griglia di partenza. Centinaia di appassionati di fitness, wellness e naturalmente running si stanno preparando per affrontare il tracciato che prevede i passaggi storici: la Tomba di Cecilia Metella il Circo di Massenzio, il Quo Vadis, il Bosco Sacro, il Ninfeo di Egeria all’interno del Parco della Caffarella, fino all’arrivo in uno degli stadi più affascinanti del mondo. Hanno già dato la loro adesione alcuni degli atleti più interessanti del panorama podistico italiano, i cui nomi saranno svelati nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento in programma il prossimo 4 aprile in Campidoglio. Anche quest’anno il giorno precedente alla gara, sabato 8 aprile alle ore 15.00, sarà dedicato ai più piccoli che avranno l’opportunità di calcare la pista dello stadio Nando Martellini partecipando alla gara “Fulmine dell’Appia”. Sempre da sabato 8 e per tutta la domenica sarà aperto il villaggio all’interno del quale ci si potrà divertire ed allenare con le lezioni tenute dai trainer della “Wellness Town”. Le iscrizioni sono naturalmente già aperte e a portata di click sul sito www.appiarun.it fino al 3 aprile.

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Cronaca

Ambulanti ancora in piazza contro la Bolkestein

Il nostro inviato, Jacopo Nassi, a Piazza della Repubblica per seguire la manifestazione degli ambulanti (provenienti da tutta Italia) per protestare con l'applicazione  della Direttiva Bolkestein.