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Cronaca

Roma, Castel Fusano brucia ancora: nuovo incendio in pineta

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Un nuovo incendio, l'ennesimo, è scoppiato stamattina all'alba nella pineta di Castel Fusano, già duramente colpita dai roghi nei giorni scorsi. Le fiamme sono divampate alle 6.40 circa tra viale delle Villa di Plinio e via Cristoforo Colombo, verso il mare. Il fronte dell'incendio, largo circa 200 metri, si va espandendo: a causa della vegetazione fitta infatti i mezzi di terra dei vigili del fuoco e della protezione civile non riescono ad essere particolarmente efficaci.

Alle 7.40 è arrivato sul posto un elicottero dei vigili del fuoco, che però si è fermato dopo un primo lancio di acqua, probabilmente per problemi tecnici. Un secondo elicottero è giunto alle 8.20 circa, ed è tuttora in azione.

Negli scorsi giorni è stata disposta la chiusura al pubblico della pineta. Da questa mattina pattuglie dell'Esercito sono presenti all'interno della pineta di Castel Fusano per il controllo dell'area.

«Questa mattina si è tenuta una riunione presieduta dal Prefetto di Roma per verificare l'esito degli interventi svolti dagli enti e dalle amministrazioni impegnate a fronteggiare l'emergenza incendi. All'incontro, che fa seguito alla riunione svoltasi il 10 luglio scorso, hanno partecipato, tra gli altri, la Sindaca di Roma Capitale, il Comandante della Brigata 'Granatieri di Sardegnà, il Questore di Roma, il Comandante provinciale dei Carabinieri e il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco». Così in una nota la Prefettura di Roma. «In particolare, per quanto concerne gli interventi a tutela della Pineta di Castelfusano, d'intesa con la Sindaca di Roma Capitale e con i vertici delle forze di Polizia, si è convenuto l'impiego di personale militare destinato 'H24' al pattugliamento della pineta, in raccordo con la Centrale Operativa Interforze già attiva per il controllo della zona – si legge nella nota – I militari potranno così offrire un prezioso supporto al sistema definito con le linee guida di sorveglianza, vigilanza e spegnimento incendi adottate lo scorso mese di giugno».

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Politica

Relazione del presidente Zingaretti su emergenza idrica e incendi nel Lazio

Iniziata nell'aula del Consiglio della Regione Lazio la relazione del presidente Zingaretti sull'emergenza idrica e i numerosi incendi sviluppatisi nelle ultime settimane non solo nella Capitale. Parlando della situazione difficile per l'approvvigionamento idrico, il presidente del Lazio ha confermato che oltre alla mancanza di precipitazioni, il problema è quello della dispersione nelle condutture, che in alcune zone arriva a superare il 50%.

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Cronaca

Roma, tenta di gettarsi dal ponte nel Tevere: i poliziotti lo salvano tenendolo per i piedi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Momenti di paura a Roma per un uomo che stava per lanciarsi da Ponte Principe Amedeo Savoia. È successo ieri mattina. L'aspirante suicida, 57 anni, è stato salvato in extremis dagli agenti della Polizia di Stato del commissariati Trevi e del Reparto Volanti.

I poliziotti arrivati sul ponte, lo hanno trovato che minacciava di uccidersi. Immediatamente uno degli agenti ha iniziato a parlargli, cercando di distrarlo mentre gli altri operatori tentavano di afferrarlo. L'uomo, sempre più agitato, ha interrotto il dialogo, tentando di buttarsi nel Tevere, ma gli agenti sono riusciti a trattenerlo al volo per i piedi. Per alcuni istanti l'uomo è rimasto sospeso, stretto nella presa degli agenti che sono riusciti a portalo in salvo. L'uomo è stato trasportato all'ospedale Santo Spirito per le cure del caso.

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Cronaca

Roma, il bus fa una curva, il passeggino con il neonato vola fuori dalle porte

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Elena Ceravolo) – Paura a bordo di un autobus ieri mattina a Villanova di Guidonia, in provincia di Roma. Il mezzo stava viaggiando quando in curva un passeggino con dentro un bimbo di due mesi e mezzo è finito contro la porta del bus che si è improvvisamente aperta facendolo balzare fuori. Tutto sotto gli occhi della mamma che viaggiava col piccolo.

Il bus stava percorrendo via Tiburtina nei pressi del chilometro 28+200 in direzione Tivoli quando in curva il piccolo, nato nel maggio scorso, è stato sbalzato fuori sotto gli occhi dei passeggeri e della madre, una romena di 29 anni.

Il bambino è stato trasportato subito al pronto soccorso del­l’ospedale San Giova­nni Evangelista dove gli è stato riscontrato un “tr­auma cranico con es­coriazioni agli arti inferiori, con una prognosi di 30 giorni”.
Dopo è stato tr­asferito al Gemelli di Ro­ma dove è tutt’­ora ricoverato, non sarebbe in pericolo di vita. Scattati subito i controlli sull’autobus, sottoposto a sequestro penale: assicu­razione e documenti di circo­lazione sarebbero in regola. Indagini in corso da parte dei carabinieri, sotto il coordinamento della procura di Tivoli, per accertare le cause tecniche che hanno portato all’apertura accidentale della porta.

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Cronaca

Lavori sulla Metro A tra Termini e Arco di Travertino: bus sostitutivi

Per lavori di completamento della stazione San Giovanni della linea C della metropolitana e del nodo di interscambio, da oggi, lunedì 31 luglio, e fino al 3 settembre, la linea A della metropolitana non è attiva tra Termini e Arco di Travertino. Così in una nota dell'Agenzia della Mobilità. Sulla tratta interrotta in funzione la linea di bus navetta MA4 che segue lo stesso percorso della metro A, con fermate intermedie nei pressi delle stazioni chiuse. Il servizio della metro A rimane invariato sulle tratte Termini-Battistini e viceversa, e Arco di Travertino-Anagnina e viceversa. Invariato anche l'orario di servizio: sia la metro A che il servizio navetta sono attivi dalle 5.30 alle 23.30 (il venerdì e il sabato sera ultime corse all'1.30). Nelle ore notturne l'intero percorso della linea A è servito dalla linea bus notturna N1. L'interruzione estiva della linea A della metropolitana è indispensabile per consentire gli interventi finali che precedono l'apertura della stazione San Giovanni della metro C. In particolare, le attività prevedono lo smontaggio dei ponti metallici sotterranei che hanno permesso di realizzare la galleria della metro C che passa appunto sotto quella della linea A. Per consentire lo svolgimento di questa attività in totale sicurezza, e i successivi collaudi, è quindi necessario interrompere la circolazione dei treni della metro A nella tratta interessata.

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Cronaca

Roma, Prima Porta: resti umani tra le tombe del cimitero

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Macabro ritrovamento nel cimitero di Prima Porta. Resti umani sarebbero stati rinvenuti da un visitatore che faceva omaggio a un suo caro defunto. La denuncia arriva direttamente dal Comitato Cimiteri Capitolini, tramite una nota ufficiale:  "Ci sforziamo di rendere questa denuncia in modo delicato e rispettoso data la circostanza, ma difficile raccontare l’episodio che ha interessato una cittadina membro del nostro comitato che si è recata a far visita al padre scomparso. Pulendo i lati tomba dalle erbacce si è trovata la mandibola di un defunto tra le mani. Scioccata dal macabro ritrovamento ha potuto solo spostare i resti ossei. Inutile ribadire che il rispetto dei defunti è gravemente pregiudicato non solo nel campo del Clivio Tiberino, luogo del ritrovamento, ma è a rischio in tutti i cimiteri di Roma se parti anatomiche sono tra le erbacce e non nei sepolcri o negli ossari. Inutile anche ricordare che tali episodi non si verificherebbero se la gestione fosse almeno entro gli standard minimi del decoro, della professionalità e della sensibilità che dovrebbero interessare questa delicata materia. Non vogliamo sporgerci ulteriormente nell'ipotizzare come possa essere accaduto questo raccapricciante episodio, o nell'esternare profondo dissenso maturato per l'immobilismo capitolino, siamo però a denunciare nuovamente l'assurda situazione dei cimiteri capitolini nella speranza che questa Amministrazione e Ama inizino una seria riqualificazione dei cimiteri implementando una gestione adeguata al contesto".

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Politica

Roma, Municipio VIII, Mobilitazione in difesa acqua davanti sede Acea

(Fonte: RomaIt)

"Dal Municipio VIII nasce la mobilitazione in difesa dell'acqua di Roma come bene comune. Non si può restare in silenzio davanti alla grave irresponsabilità sociale dei vertici di Acea Ato 2. Siamo di fronte a menefreghismo edisprezzo per Roma e l'acqua come bene comune, preludio di un'ulteriore, probabile e beffarda furia privatizzatrice che si abbatterà anche sull'azienda che gestisce il servizio idrico della Capitale.

Ridurre l’acqua e limitarne la disponibilità pubblica comporta un grave peggioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini ed in particolare di poveri e senza casa, nonché aggrava il rischio di mandare in crisi servizi essenziali che già oggi sono in difficoltà.

Acea, che tramite Ato 2 (Ambito Territoriale Ottimale Lazio centrale – Roma) gestisce la risorsa acqua per circa 4 milioni di abitanti e 112 Comuni, fornisce un servizio indecente, aumenta i costi in bolletta per gli utenti, distribuisce utili cospicui ai suoi grandi azionisti, investe in misura insufficiente nel rinnovamento delle tubature, si macchia di danni ambientali come dimostra ora l'inchiesta della Procura di Civitavecchia e le perquisizioni dei carabinieri del Noe presso la sede di Acea Ato2.

Tutto questo accade a Roma, mentre la Sindaca Virginia Raggi finge di non essere la maggiore azionista di Acea,mentre la Procura di Civitavecchia indaga i vertici di Ato2 per il disastro ambientale del lago di Bracciano, mentre Caltagirone e i francesi di GDF-Suez fanno i padroni del nostro bene più prezioso: l'acqua di Roma". Si legge in una nota del Consiglio Popolare del Municipio VIII. 

"Si fa appello ai cittadini tutti, alle realtà sociali, sindacali e dell’ambientalismo, alle forze politiche democratiche, ai Comuni del Lago di Bracciano affinché parta una grande mobilitazione. L'appuntamento è per lunedì 31 luglio alle ore 17.30 sotto la sede di Acea in piazzale Ostiense.

Gli obiettivi della mobilitazione sono: scongiurare il razionamento dell’acqua con un urgente intervento del Governo nazionale, a fronte dell’incapacità di Sindaca e Giunta capitolina; ricordare ai vertici di Acea ed alla Sindaca che Roma che l’acqua non è mai mancata nella storia millenaria della città; pretendere da Acea un Piano industriale degno di questo nome ed un’azione puntuale e rapida di risanamento delle tubature – colabrodo; finirla con i prelievi scellerati ed inutili dal lago di Bracciano, che sono causa di un danno ambientale di vaste proporzioni; obbligare i vertici di Acea e Campidoglio a lavorare davvero, iniziando dalla rete idrica; farla finita con bugie e scaricabarile; gridare che a Roma stiamo perdendo la pazienza e non siamo più disposti a tollerare tanta violenta incapacità nascosta da vuota propaganda", conclude la nota.

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Politica

M5s, a Roma fronda anti Raggi vuole lo stop ai diktat di Grillo. “Svolta o andiamo a sbattere”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Sergio RIzzo) – CON quello che sta succedendo a Roma un assessore che rimette alla sindaca la delega alle Politiche abitative non è certo una gran notizia. Se però si tratta dell'assessore al Bilancio, cioè la persona che ha in mano i cordoni della borsa, e non rinuncia per capriccio ma per dare un segnale politico, allora la faccenda cambia. Il suo nome è Andrea Mazzillo, e dice: "Qui serve una svolta, continuando così andiamo a sbattere. Va a sbattere tutta la città". Il segnale è innanzitutto per la sindaca. Ma pure a quanti hanno sempre condizionato le scelte del Campidoglio: dal direttorio della prim'ora, al direttorio bis degli onorevoli tutor di Virginia Raggi, e più su. Fino alle vere stanze dei bottoni della Capitale, quelle dell'Hotel Forum occupate di solito da Beppe Grillo e Davide Casaleggio. E la storia si fa ancora più seria perché non è la presa di posizione di un singolo assessore. Dietro a lui ci sarebbe infatti il pezzo di consiglio comunale che garantisce la maggioranza a Virginia Raggi.

Fra Mazzillo e il presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito si è stabilito un inedito asse di ferro. La manovra punta a riportare il potere in mano agli eletti. Gli esperti di codici grillini potrebbero interpretare ciò come un ribaltamento nei rapporti di forza. Mazzillo era considerato uno dei fedelissimi di Virginia Raggi, mentre De Vito è vicino alla ex capogruppo alla Camera Roberta Lombardi, che pubblicamente non ha mai mostrato particolare stima per la sindaca. Se però il possibile terremoto della "discontinuità", come la chiama Mazzillo, ma che sarebbe più giusto definire "presa di distanze" non fosse di ben più ampia portata.
Da mesi crescono i malumori nell'assemblea dove per una singolare usanza i consiglieri si fregiano come i parlamentari dell'appellativo di "onorevoli". Il consiglio comunale lamenta di essere tagliato fuori di fatto da ogni decisione. E l'ultimo caso, quello del direttore generale dell'Atac Bruno Rota che ha sparato dalle colonne di Corriere della sera e Fatto quotidiano una mitragliata sull'azienda pochi giorni dopo aver rassegnato le dimissioni, è solo il detonatore di una situazione esplosiva. Rota era l'ennesimo manager nordista, che in men che non si dica ha fatto le valigie.

"Le decisioni sono adottate centralmente, senza alcun confronto con l'assemblea che spesso e volentieri viene tenuta all'oscuro. Molti assessori non hanno alcun rapporto con gli eletti", accusa Mazzillo. Si fa presto a capire chi mette sul banco degli imputati: il vicesindaco Luca Bergamo, dai trascorsi nel Pd, l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari, quella che "sostiene di non aver mai visto qui i topi per il semplice fatto che non conosce Roma", ma soprattutto il factotum delle municipalizzate catapultato anch'egli come Rota dal Nord. Ovvero, l'ex imprenditore veneto Massimo Colomban. Dire che Mazzillo con lui non abbia mai legato è puro eufemismo.

Il fatto è che fra le decisioni prese centralmente che provocano così tanti mal di stomaco nel consiglio comunale le più indigeste sono quelle calate dall'alto. Tipo, appunto, le nomine delle figure chiave. Che Virginia Raggi ha sempre finito per subire. Sono sempre arrivate direttamente dalle stanze dei bottoni del Movimento 5 stelle. E l'innesto di Colomban, rivelatosi finora privo di alcuna concretezza, viene portato come l'esempio più clamoroso. Ma non l'unico. "Francamente non si capisce perché si senta il bisogno di affidare certi incarichi delicati a persone che non conoscono Roma, come se in questa città non fossero reperibili determinate competenze", argomenta Mazzillo. La verità è che certe scelte manageriali ai vertici delle municipalizzate si sono risolte finora in autentici disastri. Ed è difficile attribuire le cause alla semplice inesperienza di politici in erba, quando invece le decisioni sono prese da altri.

Tutto questo discende da ragioni precise. Pur senza dirlo apertamente, l'assessore al Bilancio fa risalire la cosa al peccato originale: il famoso contratto che Virginia Raggi e i consiglieri comunali hanno accettato di firmare. Una ipoteca economica pesantissima capace di menomare ogni azione politica che abbia il sapore dell'indipendenza dalle direttive dei vertici del Movimento (come sa bene la consigliera Cristina Grancio sospesa per essersi mostrata perplessa sullo stadio della Roma). Con cui, al contrario, la sindaca di Torino Chiara Appendino non è costretta a fare i conti. E la differenza, infortuni a parte, è evidente.
La conseguenza, dice l'assessore al bilancio, è che amministrare una città come Roma in queste condizioni è una guerriglia quotidiana. "Prima non si facevano le gare. Adesso invece sono bandite regolarmente, peccato solo che spesso non si riesca ad aggiudicarle perché i commissari si ammalano all'improvviso ", racconta Mazzillo. E sbotta: "Nessuno si vuole assumere responsabilità. Ho dovuto richiamare la nostra compagnia assicurativa, la Adir, che l'altro giorno mi ha comunicato la decisione di non voler più dare copertura ai dirigenti del Comune. Che così hanno comprensibili difficoltà a esporsi".

Per non parlare della meticolosità della Corte dei conti nel mettere il naso in ogni delibera. Con il paradosso che quella valanga burocratica si abbatte proprio su di lui, che di un noto fustigatore della magistratura contabile, Luigi Mazzillo, è il figlio. Senza poi contare le tegole che cadono sulla testa quando meno te l'aspetti. Un esempio rende l'idea. "La società Investimenti spa ci ha chiamato in causa ", rivela lui, "per un arbitrato da capogiro. Chiede al Comune di Roma qualcosa come 150 milioni di danni perché sono state ridotte le cubature dell'intervento previsto nella vecchia Fiera di Roma". Il bello è che Investimenti spa è una società interamente pubblica, controllata al 58 per cento dalla Camera di Commercio, al 20 per cento circa dalla Regione Lazio e per il restante 22, pensate un po', addirittura dal Campidoglio. Un altro fulgido esempio dello Stato che fa causa a se stesso. Complimenti.

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Cronaca

Roma, schianto in via di Tor Bella Monaca: morta una donna

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Una donna è morta in un incidente stradale avvenuto stamani poco prima delle 8 in via di Tor Bella Monaca all'altezza dello svincolo di Torre Angela, periferia est di Roma.

Ancora da chiarire la dinamica dello scontro. Sono intervenuti sul posto i vigili urbani.

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Cronaca

Latina, due donne, presunte ladre, segnalate ai Carabinieri. Un arresto

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Ieri, 27 luglio, a Latina, i Carabinieri del Norm della locale compagnia, su segnalazione pervenuta alla centrale operativa del Comando Provinciale, ricercavano due donne che erano state segnalate aggirarsi con fare sospetto nei pressi di alcune abitazioni di via del Lido. I militari riuscivano a individuarle e a bloccarne una, J.E., 20enne, domiciliata a Roma presso un campo nomadi. La seconda donna, invece, si dava in una precipitosa fuga per le vie circostanti.

Da un sopralluogo effettuato dai militari non risultava essere stato perpetrato alcun furto e nessun tentativo di effrazione alle abitazioni. La prevenuta, colpita da ordine di esecuzione di  pena detentiva al regime degli arresti domiciliari, emesso dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Torino per reati contro il patrimonio, è stata trasferita a Torino, dove sarà sottoposta al regime degli arresti domiciliari.