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Politica

Il Patto dell’Aniene per lo sviluppo

Firmato nella sede della X Comunità Montana dell’Aniene, a Madonna della Pace (Agosta) dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e dai rappresentanti di istituzioni e associazioni di categoria del territorio, il Patto per lo sviluppo e il Lavoro nei Comuni della Valle dell’Aniene. Il Patto, analogamente a quello siglato la scorsa primavera nei territori del sisma, prevede alcuni obiettivi comuni e mette a sistema le azioni della Regione e degli amministratori locali; inoltre, al fine di assicurare un confronto costante tra i soggetti coinvolti, è prevista l’istituzione di un Gruppo di lavoro e monitoraggio coordinato dalla Regione, che si occuperà di effettuare quadrimestralmente una valutazione dello stato di avanzamento degli impegni assunti per eventualmente integrarli o modificarli. Il documento viene firmato dalla Regione Lazio, dalla X Comunità Montana dell’Aniene e dai sindaci dei Comuni che ne fanno parte, oltre che dalle associazioni datoriali e sindacali presenti sul territorio Cgil, Cisl, Uil e Cna. «Un patto importante che rappresenta un piano di sviluppo condiviso che darà una svolta per la crescita del territorio. Fotografa la situazione che stiamo vivendo ovvero il passaggio dalla stagione del 'si deve fare' a quella del 'si può fare'. Il patto individua una serie di azioni che oggi siamo nelle condizioni di attuare nei diversi settori, dal trasporto all'agricoltura passando per il marketing territoriale», ha commentato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. L’intesa prevede una serie di impegni precisi, inquadrati in otto chiari assi di intervento: 1) Commercio, attività produttive, artigianato e investimenti; 2) Agricoltura e aziende agricole; 3) Sostegno al reddito, diritti e tutela del lavoro; 4) Scuola e politiche giovanili; 5) Diritto alla salute e integrazione socio-sanitaria; 6) Acqua pubblica e ambiente; 7) Infrastrutture, mobilità, trasporti e banda ultra larga; 8) Turismo, sport e cultura.

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Politica

Il rilancio della “Casa delle Donne”

Oggi si è svolto il quarto incontro tra l’Amministrazione capitolina e le rappresentanti del Consorzio Casa Internazionale delle Donne finalizzato a trovare soluzioni e proposte per tutelare, valorizzare e rilanciare il progetto, che rappresenta un importante punto di riferimento e un patrimonio storico per la città. Erano presenti l’Assessorato al Patrimonio e alle Politiche Abitative, l’Assessorato alla Persona, alla Scuola e alla Comunità Solidale e l’Assessorato a Roma Semplice e Pari Opportunità. Gli uffici capitolini si attiveranno per esaminare la documentazione che verrà fornita dal Consorzio con l’obiettivo di regolarizzare la propria posizione debitoria nei confronti di Roma Capitale e definire possibili scenari futuri volti a garantire la sostenibilità del progetto. Nelle prossime settimane si terranno nuovi incontri, anche nell’ottica di rilancio e rivitalizzazione della Casa delle Donne.

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Politica

Montuori: “Nessun caos per le affrancazioni”

«Oltre 30 persone dedicate con una importante crescita nel secondo semestre del 2017 degli atti stipulati riguardanti le affrancazioni, passati da 50 a oltre 250 su circa 800 lettere inviate». Così in una nota l’Assessore all’Urbanistica Luca Montuori. «Al contrario di ciò che riportano oggi alcuni quotidiani, non c’è nessun caos all’ufficio che si occupa di affrancazioni. Ritengo fondamentale che la complessa questione dei Piani di Zona e delle affrancazioni sia raccontata ai cittadini in modo corretto evitando facili allarmismi e approssimazioni. Come Assessorato, Dipartimento, Risorse per Roma, e grazie all’istituzione della Commissione Speciale Capitolina di Indagine Amministrativa sui Piani di Zona per l'Edilizia Economica e Popolare che lavora assiduamente sulle segnalazioni dei cittadini, lavoriamo seriamente sulla complessità della questione per risolvere, nei tempi necessari, i problemi che hanno caratterizzato negli anni uno strumento urbanistico creato a sostegno del diritto all’abitare delle categorie sociali più svantaggiate, prevedendo la programmazione, gestione e pianificazione degli interventi per l'edilizia economica e popolare. Un lavoro che ha portato anche a un aumento del personale dedicato all’interno degli uffici. Inoltre stiamo lavorando in sinergia con la commissione capitolina Urbanistica all'individuazione di modalità per la semplificazione delle procedure. L’obiettivo è ovviamente proseguire nel miglioramento della macchina amministrativa e nella sua semplificazione perché questo significa essere a servizio dei cittadini ed è ciò che continueremo a fare, senza soffermarci su racconti o definizioni a volte fantasiose o quantomeno ‘leggere’ da parte di alcuni organi di stampa rispetto alla complessità di temi come questo», ha concluso Montuori.

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Cronaca

Stop anoressia e bulimia

Questa mattina l’Ospedale Israelitico di Roma e l’Associazione DonnaDonna Onlus hanno inaugurato la campagna di sensibilizzazione “Stop anoressia e bulimia. Uniti per la salute del corpo e dell’anima”. Il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Il Presidente dell’Ospedale Israelitico, Bruno Sed, e la Fondatrice dell’Associazione DonnaDonna Onlus, Nadia Accetti, hanno tagliato il nastro della mostra che unisce le donne di tutti gli enti ebraici, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Marina Militare, nella lotta ai disturbi del comportamento alimentare. In una conferenza stampa che si è tenuta nei locali della Sinagoga dell’Ospedale Israelitico, in via Fulda a Roma, è stato inoltre presentato il calendario ebraico “L’Amore Salva”. Nel mondo oltre 70 milioni di persone, e solo in Italia circa 3 milioni, fanno i conti con i Disturbi del comportamento alimentare (DCA), senza considerare il “sommerso” di casi non evidenti o non dichiarati. I DCA sono la prima causa di morte, dopo gli incidenti stradali, tra gli adolescenti e gettano nel dolore migliaia di famiglie. La maggior parte degli individui che ne soffrono sono di sesso femminile, tra i 12 e i 25 anni, ma in aumento sono i sintomi tra le bambine dagli 8 anni e donne in età di menopausa. Sempre più numerosi, infine, sono i casi maschili. Gli scatti d’autore di Salvatore Arnone effettuati sono una pioggia di rose rosse, simbolo di questa battaglia, testimoniano attraverso la mostra e il calendario la gioia di vivere e la bellezza di riconoscersi unici e irripetibili. «Ero intrappolata nella malattia – racconta Nadia Accetti, fondatrice dell’Associazione – nella vergogna, nella paura, nella sofferenza e nei sensi di colpa. Per oltre dieci aani ho vissuto così. Ora sono rinata, finalmente sono libera e ho deciso di dedicare la mia vita alla prevenzione raccontando a quante più persone possibili che vincere si può. Non è il cibo il nemico da combattere, è fame d’amore e di vita». Il presidente dell'Israelitico Bruno Sed ha affermato: «L’Ospedale Israelitico è da sempre impegnato nelle battaglie che pongono la dignità della vita al centro. Siamo felici di aver collaborato con l’Associazione DonnaDonna Onlus e con Nadia Accetti che ha portato nelle nostre strutture un importante messaggio che noi vogliamo diffondere il più possibile. La mostra e il calendario non solo hanno contribuito a mettere in risalto i nostri valori comuni, ma hanno acceso l’Ospedale di passione. Per questo ho deciso di promuovere un centro di ascolto sulla bulimia e sull’anoressia, affinché questa iniziativa abbia un nuovo e concreto sviluppo». All’iniziativa hanno partecipato anche il Direttore Generale dell’Ospedale Israelitico, Giovanni Naccarato, il Consiglio d’Amministrazione, il Commissario prefettizio, Claudio D’Amario, e i rappresentanti degli Enti Ebraici che hanno aderito al progetto.

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Cronaca

La Croce Rossa incontra Papa Francesco

Sabato 27 gennaio, alle ore 11.45 presso l’Aula Paolo VI in Vaticano, si terrà l’udienza del Santo Padre con i volontari della Croce Rossa Italiana, guidati dal Presidente nazionale e neo-eletto Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca. Durante l’incontro il Presidente Rocca interverrà con un discorso di saluto al Santo Padre, in merito a tematiche di interesse comune come le nuove fragilità sociali, le tante emergenze umanitarie nazionali e internazionali, il ruolo chiave del mondo del volontariato. Oltre ai 6mila volontari di Croce Rossa Italiana, saranno presenti all’udienza i massimi vertici delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, tra cui i Presidenti della Mezzaluna Rossa Siriana, Palestinese, Iraniana e del Bangladesh e quelli della Croce Rossa di Argentina, Venezuela, Cina, Haiti, Antigua e Barbuda, Zimbabwe.

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Sport

Il sitting volley sbarca a Guidonia

Continua il lavoro di promozione e integrazione del sitting volley nelle scuole e giovedì 25 gennaio saranno oltre 400 i ragazzi presenti al Liceo Majorana di Guidonia per una giornata all’insegna del divertimento e dello sport che si alterneranno tra gare di 6vs6 ed esercizi atletici. Ospite d’eccezione sarà Nadia Bala, ambasciatrice e testimonial del Sitting Volley Italiano e certamente tra i volti più noti della disciplina paralimpica. «Vogliamo rendere inclusiva questa bellissima disciplina, una pallavolo che, in sintesi, si gioca seduti per terra, dando la possibilità a normodotati e disabili di giocare insieme», ha raccontato Fabio Camilli, Vice Presidente della FIPAV Lazio e referente regionale per le attività di sitting volley. »Sarà certamente una giornata di grande impatto emotivo per gli studenti presenti al Majorana che avranno la possibilità non solo di vedere questa attività sportiva, ma di praticarla e di conoscere Nadia Bala, testimonial del sitting volley italiano, da sempre molto attiva nella promozione di tale attività. Con il lancio del progetto Sitting Volley–Together Is Better, realizzato dalla FIPAV Lazio in collaborazione con la Fondazione Vodafone Italia, vogliamo creare dei Centri di Promozione e Sviluppo nelle varie province della regione dove poter praticare la disciplina così da organizzare tornei Open provinciali e regionali fino alla realizzazione di un vero e proprio Campionato Regionale FIPAV. C’è ancora tanta strada da fare e abbiamo deciso di partire dalle scuole per lanciare un messaggio semplice, quello di voler superare le barriere e dare a tutti gli studenti con disabilità fisica la possibilità di praticare questo bellissimo sport. Sono già diversi anni che proponiamo con successo il Sitting Volley Scuola. Quest’anno siamo giunti alla quinta edizione e sono sempre di più gli istituti iscritti che hanno compreso l’importanza di far praticare ai propri studenti, disabili e non, questa disciplina inclusiva», ha concluso Camilli.

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Cultura

AHIA! in scena al Teatro India

Nell’ambito delle proposte della rassegna "Il Teatro fa Grande", da venerdì 26 a domenica 28 gennaio al Teatro India va in scena AHIA! di Teatri Di Bari su progetto di Senza Piume teatro per drammaturgia e regia di Damiano Nirchio. Sul palcoscenico è ricostruito un fantasioso “Ufficio Nascite”, luogo dove le anime si preparano a nascere per la prima o per l’ennesima volta, in cui un impiegato Topo, seguendo le direttive del Supremo Signor Direttore, smista le nuove partenze. Ora purtroppo c’è un problema: mentre balene ed elefanti sono molto contenti di nascere, una piccola anima proprio non ne vuole sapere di venire al mondo. È una donna anziana che racconta dell’essere bambini, della paura del Dolore e delle piccole e grandi difficoltà: la fatica, la delusione, la paura di non farcela, la malattia. E di quel rifiuto, dei piccoli come dei grandi, di affrontare e attraversare tutto ciò che non è piacevole, facile, immediatamente ottenibile, faticoso. Ma soprattutto per raccontare la gioia della Vita. E scoprire che forse, proprio come nelle fiabe, senza quegli scomodi “Ahia!” non si può costruire nessuna felicità.

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Cronaca

Pecorino Romano con gli occhi a mandorla

Con gli accordi di libero scambio l’Unione Europea legalizza dal Canada al Giappone fino ai Paesi sudamericani del Mercosur, l’agropirateria internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro con i tarocchi del prodotti alimentari Made in Italy. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della presentazione del XV Rapporto Ismea-Qualivita 2017 sui prodotti Dop/Igp dal quale si evidenzia che il sistema italiano di qualità “Food and wine” conta su 818 specilità tutelate che sviluppano un valore alla produzione di 14,8 miliardi con un aumento del 6% su base annua e del 70% in 10 anni. Il valore delle esportazioni del sistema nazionale di qualità “Food and Wine” è pari a 8,4 miliardi ma all’estero, sottolinea la Coldiretti, sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre che utilizzano impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati ci sono i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina. Poi ci sono i salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele spesso “clonati”, ma anche gli extravergini di oliva, le conserve come il Pomodoro San Marzano. Ora le brutte copie di prodotti simbolo del Made in Italy sono state esplicitamente autorizzate dall’Unione Europea negli accordi di libero scambio conclusi con il Canada e il Giappone e in dirittura di arrivo come quello con i Paesi del Mercosur dove la produzione locale del falso è tra i piu’ fiorenti del mondo, dal Parmesao Carioca al Grana, dal Reggianito al Provolone, dal Romano al Sardo fino alla Mortadela. Ad aprire la strada è stato il Trattato di libero scambio con il Canada dove sono falsi quasi nove formaggi di tipo italiano in vendita su dieci. L’accordo con il Paese nordamericano (CETA) ha legittimato per la prima volta nella storia dell’Unione Europea le imitazioni del Made in Italy che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele. Un accordo che colpisce anche il formaggio italiano più esportato nel mondo, il Parmigiano Reggiano, che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan. L’accordo è già entrato in vigore a livello europeo il 21 settembre 2017, anche se in via provvisoria, ma il nuovo Parlamento italiano che uscirà dalle elezioni ha la possibilità di non ratificarlo. Un precedente che, denuncia la Coldiretti, è stato subito recepito nell’accordo definitivo tra l’Unione Europea e Giappone che autorizza per i prossimi anni la produzione e vendita di Asiago, Fontina e Gorgonzola Made in Japan ma anche di copie locali con i nomi "grana", "padano", "romano", "provolone", "mortadella" e il preoccupante via libera totale al Parmesan dagli occhi a mandorla. La situazione è ancora più preoccupante nel negoziato in corso con i paesi del mercato comune dell'America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (Mercosur). Sulle 291 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea è stata prevista una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su 30 di queste sono state già presentate opposizioni, a partire dal Parmigiano Reggiano. «E’ inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio negli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che si rischia di svendere l’identità dei territori che rappresentano un patrimonio di storia, cultura, e lavoro conservato nel tempo da generazioni di agricoltori.

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Cronaca

Roma, Ponte della Magliana allarme della Sapienza “Rischio crollo: va chiuso”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Maria Elena Vincenzi) – Il ponte della Magliana è a rischio. «Meglio, a rischio è l’incolumità dei cittadini che lo percorrono». A lanciare l’allarme la Facoltà di Ingegneria della Sapienza. In un convegno a dicembre scorso, alcuni professori e persino il preside della facoltà, Antonio D’Andrea, si sono riuniti per parlare dei ponti storici di Roma. C’erano nomi illustri dell’ingegneria e architettura non solo romana, ma nazionale: Achille Paolone, Franco Purini e Salvatore Perno. E l’attenzione si è concentrata su quello della Magliana. A parlarne diffusamente è stato il professore Remo Calzona, ordinario di Tecnica della Costruzioni dell’Ateneo dal 1978. Per l’accademico, il ponte è insicuro. E per dimostrarlo ha presentato una relazione di una quarantina di pagine piene di algoritmi, fisica e storia. Non c’è bisogno di essere ingegneri per comprendere le conclusioni sullo stato di salute di un ponte sul quale, ogni anno, passano più di venti milioni di persone.

« La gravità dello stato di conservazione – scrive il docente universitario – e la decadenza delle caratteristiche meccaniche e fisiche dei materiali per effetto di fatica impongono che venga valutata con grande attenzione la messa fuori servizio dell’opera, questione questa da prendere in conto perché il ponte della Magliana, con i suoi 70 anni di vita, è fuori dalla vita di servizio di 50 anni prevista dalle norme tecniche attuali » . Per l’accademico non esiste una soluzione alternativa, il ponte non può essere restaurato. Deve essere chiuso perché ne va delle sicurezza di chi lo percorre. D’altronde, come spiega il professore nel suo intervento, che quella costruzione abbia problemi è cosa nota ormai da tempo. Lo era già nel 1976: in una relazione tecnica dell’epoca, disposta dal Comune, si parlava già della macroscopica dilatazione dei giunti e dell’ « inaccettabile » stato di deterioramento degli apparecchi di appoggio e scorrimento. Anche negli anni Duemila, il sindaco Rutelli, consapevole del problema ( che nel frattempo era, ovviamente peggiorato), bandì un concorso per la progettazione del “ Ponte dei Congressi”, struttura che avrebbe messo fuori uso il vecchio predecessore.

L’idea, per un periodo abbandonata, è stata tirata fuori dal cassetto per lo Stadio della Roma. Un piano che prevede che il ponte della Magliana continui il suo servizio. Ma, secondo Calzona, questo è impensabile: le criticità ormai sono moltissime. Dovute all’età, prima ancora che alla scarsa manutenzione. Poi ci sono le cure che al ponte sono state negate. Come sottolinea l’accademico, che è stato anche consulente tecnico d’ufficio delle procure in casi di molti crolli ( quello di Villa Iacobini per dirne uno), «la mancata protezione delle superfici metalliche ha portato alla corrosione delle stesse, con la riduzione delle sezioni resistenti fino alla metà con una drastica e irreversibile riduzione della resistenza dell’opera » . Ancora: la conservazione della carpenteria metallica è « preoccupante ». Poi c’è il problema dei giunti che si stanno pian piano staccando.

Forse anche per questo, tra gli interventi per lo Stadio, era stata prevista la costruzione di un nuovo ponte, quello di Traiano, che avrebbe potuto mandare in pensione quello della Magliana. Ma la riduzione delle cubature voluta dalla giunta Raggi ha fatto escludere quell’infrastruttura dal progetto. Recentemente il ministro Lotti era intervenuto per dire che il ponte di Traiano si sarebbe fatto a spese del Governo, ma a quelle parole, almeno per il momento, non c’è stato seguito.
Progetti futuri ancora da definire e per i quali ci vorrà chissà quanto. Nel frattempo, la viabilità della zona, si affida al vecchio e malandato pontedella Magliana. Bocciato in convegni pubblici dai quali, però, il Campidoglio e, in particolare il XII dipartimento, si tiene alla larga. Addirittura, a quello del 13 dicembre era prevista la presenza dell’ingegnere Fabio Rocchi, dirigente comunale. Il suo intervento, “ Ponte della Magliana: stato dell’Arte” era nella bozza del programma. Ma il dipendente capitolino, alla fine, ha comunicato che non poteva essere presente. Altri impegni o inopportunità?

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Cronaca

Roma, la denuncia su Twitter: «Trenta minuti di attesa per il bus 913, poi arriva l’unica vettura senza pedana»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«Trenta minuti di attesa in carrozzina per il 913 a viale medaglie d'oro e passa l'unica vettura senza pedana per disabili. È una vergogna! Inaccettabile nel 2018!». E' la denuncia postata su Twitter dall'autore tv Erasmo Catavolo.

Una vergogna per la Capitale d'Italia che nonostante gli annunci delle varie amministrazioni continua a non essere una città davvero senza barriere architettoniche e semplificazioni per i disabili. Un problema che il Messaggero denunciò già nel 2011 raccontando gli ostacoli e i problemi di una coppia di disabili venuti a Roma. In quell'occasione l'Atac annuncio che avrebbe acquistato 500 pedane da installare sui bus. 

L’Atac parlò di graduale sostituzione delle padane elettriche con quelle manuali: «Da qui al 2013 contiamo di portare almeno al 90% dall’attuale 63% la percentuale di autobus forniti di pedana sul totale della flotta». Qualcosa evidentemente, tanto per cambiare, non deve essere andata per il verso giusto.