Dal 25 gennaio al 2 aprile 2018 l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma ospita la mostra "Magma". Il corpo e la parola nell’arte delle donne tra Italia e Lituania dal 1965 ad oggi, curata da Benedetta Carpi de Resmini e Laima Kreivyte. Il progetto Magma, il cui titolo riprende quello di una delle prime rassegne al femminile curata da Romana Loda nel 1977, intende approfondire la nascita e l’origine dell’arte femminista e del femminismo in Italia, mettendole a confronto con le origini e le diverse condizioni del femminismo Lituano, nato in anni molto più recenti, così da aprire nuove e più documentate prospettive di studio che approfondiscano una delle pagine più originali e controverse della nostra storia recente. Il titolo si rifà anche alla materia viva che brucia sotto la terra come il messaggio che si evince dalle opere delle più di quaranta artiste in mostra, ma può essere letto e scomposto in sillabe differenti: MA – MA che si riferiscono alla donna come mamma e la G nel mezzo che rimanda al corpo di una donna. Magma è la seconda parte, ampliata con una selezione di più di 60 opere, del progetto già iniziato nell’aprile del 2017 presso la National Gallery of Art di Vilnius. L’esposizione vuole evidenziare come l’utilizzo del corpo e quello della parola vengano per la prima volta impiegati come strumento di lotta per conquiste politiche e artistiche; la mostra si snoda attraverso un percorso che mette in luce i procedimenti creativi caratteristici delle artiste attive dal 1965 sino ai giorni nostri, in Italia e in Lituania. Le installazioni, i video, le performance, le immagini fotografiche, i collage realizzati con ritagli di giornali, i manifesti e i libri esposti delineano l’immagine di un’arte totale, creando punti di vista inediti da cui osservare la multiforme compenetrazione fra immagine, segno verbale e segno grafico. In esposizione le opere realizzate da artiste come Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Suzanne Santoro e Kristina Inciuraite, Paulina Pukite, Egle Rakauskaite, Marija Terese Rožanskaite. E ancora si potranno ammirare i lavori di Chiara Fumai, Giosetta Fioroni, Nicole Gravier, Maria Lai, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Elisa Montessori e tante altre ancora che hanno fatto la storia dell’arte italiana dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri. Una sezione della mostra inoltre sarà interamente dedicata alla produzione di libri d’artista, libri oggetto, volantini, riviste e manifesti, strumenti necessari per distinguere i diversi approcci dimostrati dalla componente femminista del movimento italiano e di quello lituano. Durante il periodo della mostra sono in programma una serie di eventi legati allo studio e all’approfondimento sull’argomento, tavole rotonde, proiezioni di film e video e una serie di performance storiche delle più rappresentative artiste del movimento. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Quodlibet (Inglese – Italiano), con saggi delle due curatrici e testi del comitato scientifico composto da Giuseppe Garrera, Laura Iamurri, Giedre Jankeviciute e Angelandreina Rorro, oltre che a testi di Daniela Ferrari, Maria Antonella Fusco, Lolita Jablonskiene, Raffaella Perna, Antonella Renzitti e Audrone Žukauskaite.