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Cronaca

Roma Metropolitane, scatta un nuovo sciopero: “Il Comune salvi 160 posti di lavoro”

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Ylenia Sina)Scatta un nuovo sciopero per i lavoratori di Roma Metropolitane. Domani la mobilitazione indetta da Filt-Cgil, la Fit-Cisl Reti e la Uil Trasporti sarà per l'intera giornata, con tanto di manifestazione in Campidoglio a partire dalle 9.30 del mattino. I dipendenti della società controllata dal Comune, nata ad hoc per la progettazione e la realizzazione delle infrastrutture trasportistiche della capitale, denunciano "una situazione di drammatica incertezza". Gli stipendi sono a rischio: "Come appreso dall'amministratore unico, Pasquale Cialdini, sappiamo che non sono disponibili le risorse per il salario di aprile". Non solo. "A marzo non ci sono stati riconosciuti i contributi e non sono stati erogati nemmeno i buoni pasto". Per i sindacati mancano "atti chiari ed esaustivi volti al superamento delle problematiche della società". La crisi si era aperta alla fine di marzo quando dal Campidoglio è arrivata al consiglio d'amministrazione della municipalizzata una proposta definita da vertici "irricevibile". Sul tavolo non c'è solo il rinnovo del contratto. Il nodo principale sarebbero i bilanci pregressi. E non basta la variazione al bilancio 2018-2020 approvata la scorsa settimana, con cui la giunta Raggi ha affidato ulteriori 8,8 milioni di euro a Roma Metropolitane, per un totale di circa 19 milioni di euro per l'esercizio di quest'anno. La società non chiude i bilanci dal 2015. Tra Roma Metropolitane e Roma Capitale non si è ancora arrivati ad un accordo sui crediti dei cosiddetti 'quadri economici' per i servizi svolti nel 2015, 2016 e nel 2017 per un totale di circa 14 milioni di euro. Soldi che, secondo quanto si apprende, Roma Metropolitane starebbe cercando di recuperare attraverso un decreto ingiuntivo verso il Campidoglio. A pesare è anche la delibera con cui il Campidoglio aveva anticipato gli 11,9 milioni pignorati a Roma Metropolitane da un'impresa appaltatrice e che ora, a meno di una delibera ad hoc, la partecipata dovrebbe restituire al socio unico. Chiudere tre anni di bilanci in rosso, per l'azienda significherebbe avviarsi verso la liquidazione. Venerdì 20 aprile è in programma l'assemblea dei soci. "Non c’è alternativa alla messa in liquidazione o fallimento della società, qualora il socio unico Roma Capitale non presenti gli atti necessari ad evitarlo" continua la nota dei sindacati. "Sono serio rischio non solo i 160 posti di lavoro, ma anche la prosecuzione delle opere in corso tra cui la Linea C ed i futuri progetti, compresi quelli inseriti nel Pums (Piano urbano per la mobilità sostenibile, ndr) e gli ammodernamenti delle linee A e B della metropolitana". 

 

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Cronaca

Roma, tre casi di tubercolosi a scuola in due mesi: ammalati una prof e due alunni

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Tre casi di tubercolosi in due mesi nelle scuole di Roma. Una docente e un alunno delle scuole medie e un ragazzo delle superiori avrebbero contratto la tubercolosi in due scuole di Roma nel giro di poco più di due mesi. Lo si legge nella relazione della Asl che riporta la data di ieri. «Fino ad oggi – si legge nella relazione relativa alla scuola media – sono stati sottoposti a specifici accertamenti (test di Mantoux) circa il 70%degli alunni del plesso. Secondo le risultanze dei controlli effettuati, al momento la frequenza media di positività è intorno al 17% su circa 400 alunni sottoposti a screening, specificando che la positività è soltanto una reazione cutanea che evidenzia il contatto con l'agente patogeno ma non è indice di malattia. Allo stato, oltre al caso iniziale risulta un solo alunno con conferma diagnostica di malattia». Nella seconda scuola, un istituto tecnico superiore, dopo «la notifica del primo caso avvenuta il 3 aprile si è proceduto a convocare una riunione – spiega la asl – con gli alunni, i genitori della classe e i docenti per l'avvio dello screening che è in corso. Al momento non ci sono conferme diagnostiche di altri casi». Oggi, su richiesta del vicepresidente della commissione Trasparenza Marco Giudici (Fdi), si è tenuta la commissione Trasparenza. «La Asl – spiegano il consigliere municipale Giovanni Picone e Fabrizio Santori di Fdi – non era presente e non ha quindi fatto chiarezza su come sono stati gestiti i controlli a seguito della conclamazione della malattia. Sappiamo che la tubercolosi ha un periodo di incubazione di 3 mesi e dal 9 febbraio, quando si è verificato il primo caso della docente nella scuola media, ad oggi, sono passati più di 2 mesi. Dal un documento della Asl risulta inoltre che è stato controllato soltanto il 70% degli alunni. Come mai la Asl è così indietro? Questo dello screening e della prevenzione della malattia è un tema di competenza regionale, chiediamo nuovamente al presidente Zingaretti di fare un quadro della situazione della tubercolosi a Roma e di controllare che le Asl lavorino sulla gestione dei casi e sulla prevenzione»'.

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Politica

Meleo: nove tram sabotati dopo l’annuncio di sperimentazione semaforica

«Oggi abbiamo lanciato una bella iniziativa per velocizzare il trasporto pubblico con l’avvio della sperimentazione  della priorità semaforica. Subito dopo quest’annuncio nove tram che percorrono viale Trastevere sono stati sabotati.  I responsabili hanno inserito pezzi di plastica e legno per bloccare l’impianto. Ora i mezzi dovranno essere ripuliti. In concreto significa giorni persi a discapito del servizio e dei cittadini. L’azienda, ovviamente, ha sporto denuncia contro ignoti. Non ci facciamo intimidire da quest’atto e andiamo diritti per la nostra strada, come tutti i giorni, a sostegno della città e del servizio di trasporto pubblico». Così in una nota l’assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo.
 

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Cronaca

Caso Cucchi, processo ai cinque carabinieri: “Modificate le note sullo stato di salute”

(Fonte: www.repubblica.it)
I vertici dell'Arma erano già a conoscenza del pestaggio subito da Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni deceduto all'ospedale Pertini il 22 ottobre del 2009 sei giorni dopo essere stato arrestato per detenzione di stupefacenti, ben prima che il caso finisse all'attenzione della magistratura e della stampa. E gli stessi vertici si adoperarono perché della vicenda venisse data una versione soft nelle varie informative destinate all'autorità giudiziaria. È quanto emerso oggi dalla deposizione di alcuni militari sentiti dal pm Giovanni Musarò come testimoni nel processo bis in corte d'assise che vede imputati cinque carabinieri, accusati a vario titolo di aver pestato Cucchi, di aver falsificato il verbale e di aver dato la colpa dell'aggressione a tre agenti della polizia penitenziari, processati e già assolti definitivamente. Si comincia con due annotazioni di servizio, datate 26 ottobre del 2009 alle 18.40, che il piantone di Tor Sapienza Gianluca Colicchio, scrisse sull'arrivo di Cucchi, il 16, consegnato dal personale della stazione Roma-Appia e al suo trasferimento nella cella di sicurezza. "Trascorsi circa 20 minuti Cucchi suonava al campanello di servizio presente nella cella e dichiarava di aver forti dolori al capo, giramenti di testa, tremore e di soffrire di epilessia". Questa annotazione di pg riporta sul foglio lo stesso numero di computer di una seconda versione, più sfumata, nella quale si dava conto che "Cucchi dichiarava di soffrire di epilessia, manifestando uno stato di malessere generale verosimilmente attribuito al suo stato di tossicodipendenza e lamentandosi del freddo e della scomodità della branda in acciaio". In aula, Colicchio ha riconosciuto come propria la firma apposta in calce ai due verbali ma ha ammesso che la seconda versione non corrisponde al vero. Identica anomalia è stata riscontrata in due annotazioni di pg firmate dal carabiniere scelto Francesco Di Sano, sempre il 26 ottobre su quanto accaduto dieci giorni prima. "Alle 9.05 circa, giungeva presso questa Stazione personale della Casilina, addetto al ritiro del detenuto (atteso in tribunale per la direttissima, ndr)… Cucchi riferiva di avere dei dolori al costato e tremore dovuto al freddo e di non poter camminare, veniva comunque aiutato a salire le scale…". Di Sano ha ammesso in udienza di essere stato invitato a ritoccare il verbale perché troppo dettagliato maturando così la seguente versione definitiva: "Cucchi riferiva di essere dolorante alle ossa sia per la temperatura freddo/umida che per la rigidità della tavola del letto (priva di materasso e cuscino) ove comunque aveva dormito per poco tempo, dolenzia accusata anche per la sua accentuata magrezza". Significativo, infine, il racconto del carabinieri scelto Pietro Schirone, della stazione Casilina che tradusse con un collega Cucchi da Tor Sapienza in tribunale, e che già nel 2009 ai magistrati della Procura di Roma disse che 'era chiaro che era stato menato. Cucchi stava male, aveva ematomi agli occhi'. Versione confermata anche oggi in udienza. Passi di quel verbale finirono poi su un quotidiano e Schirone ha spiegato di essere stato convocato il giorno dopo dal colonnello Alessandro Casarsa, all'epoca comandante provinciale: "Mi chiese solo se le dichiarazioni riportate dalla stampa corrispondessero al mio pensiero. Gli risposi di sì e la questione si chiuse in questo modo. Non sono mai stato sottoposto a un procedimento disciplinare nè ho saputo mai che sulla vicenda sia stata avviata dall'Arma un'inchiesta interna"

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Cronaca

Rimprovera ragazzi sul bus, autista trascinato e picchiato in strada

(Fonte: www.iltempo.it)

Ancora una volta un autista Atac in ospedale. E a picchiarlo, ancora una volta, un gruppo di giovani malviventi: a dargli la caccia adesso ci sono gli agenti di polizia. Il conducente è stato infatti aggredito sabato notte mentre era in servizio in pieno centro, in corso Vittorio Emanuele, all’altezza di piazza Navona. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'autista sarebbe stato aggredito e trascinato fuori dall’autobus da tre ragazzi che aveva rimproverato poco prima per schiamazzi. Soccorso e trasportato all’ospedale Santo Spirito, l’ autista ha ricevuto cinque giorni di prognosi: sono in corso indagini del commissariato Trevi. «In merito all’aggressione subita dall’autista del bus di linea vogliamo esprimere la nostra totale condanna per questo inaccettabile episodio e rivolgiamo la più sentita solidarietà e vicinanza al conducente. Auspicando che si faccia assoluta chiarezza su quanto avvenuto, riteniamo sempre più urgente affrontare la questione sicurezza sui bus, poiché non è la prima volta che si registrano simili atti di violenza, davvero inconcepibili». Lo ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia della Regione Lazio Antonello Aurigemma.

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Cultura

Il Papa a Corviale abbraccia un bimbo che piange per il padre morto

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Franca Giansoldati) – Città del Vaticano – «Aprite le porte a Cristo». Un cartello bianco, centinaia di metri di transenne, bandierine bianche e gialle, tanta folla, le buche per strada riparate. Papa Francesco va in visita al Corviale, il Serpentone, come viene chiamato il brutto 'rettile' di cemento, costruito negli anni Settanta per creare comunità ma, come dice il parroco di San Paolo della Croce, don Roberto Cassano, con il tempo è diventato un'area piena di problemi. «La situazione qui è drammatica». Il primo incontro è con i bambini che fanno il catechismo e ai piccoli Francesco affida il compito di pregare per i mafiosi, perché anche loro si convertano. Poi spiega che in paradiso ci vanno anche le persone atee, coloro che non credono in Dio, se si sono comportati bene.

A suggerire al pontefice questa riflessione è stato un bambino di 8 anni, Emanuele, da poco rimasto orfano del proprio papà. Un non credente che nonostante le proprie convinzioni ha fatto ugualmente battezzare il piccolo e gli altri tre fratellini. L'emozione per il bambino di trovarsi davanti al Papa è stata talmente grande che non è riuscito a parlare al microfono e fare la domanda prevista, come avevano fatto prima i compagni che lo avevano preceduto. «Il mio papà anche se non era credente adesso è in cielo?» 

Le lacrime di Emanuele gli impedivano di parlare al microfono. Il Papa lo ha fatto avvicinare alla sua seggiola, lo ha preso in braccio, accarezzandolo e piano piano lo ha calmato mentre i singhiozzi squassavano il piccolo, colto da una disperazione irrefrenabile. Per qualche minuto l'incontro davanti alla parrocchia si è fermato e la gente è ammutolita a guardare la scena. Piano piano il bambino ha ripreso fiducia e la fatidica domanda di dove fosse volato il proprio papà la ha bisbigliata all'orecchio. Il Papa più tardi la ha condivisa con i presenti. «Emanuele piangeva per il suo grande dolore nel cuore. Ha avuto il coraggio di piangere davanti a noi. Poco tempo fa è venuto a mancare il suo babbo che era ateo ma era un bravo padre. Ha fatto battezzare tutti i suoi figli anche se non credeva. Dio ha un cuore da padre e non abbandona mai i suoi figli. Davanti a un padre non credente e buono come era quello di Emanuele è certo che Dio lo ha accolto».  

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Cronaca

Alla FINP un “Delfino nel cuore”

Il Parco Marino di Zoomarine, in occasione della Giornata Mondiale dei Delfini del 15 aprile e dei 90 anni dalla nascita di Mister Volare, ha assegnato il riconoscimento “Domenico Modugno, un delfino nel cuore” alla Federazione Italiana di Nuoto Paralimpico, presente con una nutrita delegazione. A consegnare il riconoscimento, realizzato su tela con tecniche ecologiche dall’artista argentino Federico Heidkamp Gonzaga, è stato l’amministratore delegato di Zoomarine Renato Lenzi. Dopo aver illustrato anche l’impegno Zoomarine nella tutela dei delfini e la loro salvaguardia, Lenzi ha consegnato il premio alla delegazione della FINP (nella foto) che, dopo lo splendido spettacolo dei delfini, ha potuto conoscere da vicino anche la piccola Luna, ultima nata nel Parco.

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Cronaca

Stadio della Roma, al via i carotaggi

(Fonte: www.omniroma.it)

Cominciano i carotaggi per l’analisi dei terreni destinati a ospitare lo stadio della Roma a Tor di Valle. La Euronova Spa ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione a occupare il suolo pubblico sulla pista ciclabile Tor di Valle dove transiteranno i mezzi del cantiere. Per questo, un tratto di oltre un chilometro e mezzo della pista (da via dell’Equitazione per circa 1.600 metri in direzione via del Cappellaccio) sarà chiuso al traffico per quasi un mese, da oggi fino al 28 maggio.
Protestano le associazioni di ciclisti. “Si preannuncia oltre un mese per di chiusura, ma le indagini le devono fare sull’argine? – si chiede Fausto Bonafaccia, dell’associazione Biciroma – Crediamo di no, chiediamo quindi che la pista resti transitabili e mezzi a supporto delle indagini da fare sui terreni limitrofi non ci impediscano di fruire di questo bene pubblico”.

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Cronaca

Frosinone, chiese protezione agli Spada contro estorsioni: 4 arresti tra i Di Silvio

(Fonte: www.repubblica.it)

Chiese protezione al clan Spada di Ostia perchè c'era un gruppo di rom che lo aveva messo sotto estorsione. Giocate gratis nella sala slot, grandi bevute e continue richieste di danaro alle quali un imprenditore ciociaro non era più in grado di far fronte. La protezione arrivata da Ostia è servita però a ben poco visto che il gruppo, dopo gli arresti e lo smantellamento del potente clan, è tornato a vessare e minacciare l'umo che ha deciso di sporgere denuncia in questura. Questa mattina gli uomini della Squadra Mobile di Frosinone hanno arrestato quattro persone appartenenti al clan Di Silvio per il reato di estorsione.

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Cronaca

Campagnano di Roma, tre albanesi fermati con l’accusa di spaccio

Nel corso di mirati servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di droga, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Bracciano hanno arrestato 3 cittadini albanesi (due uomini ed una donna), per spaccio e detenzione di stupefacente ai fini spaccio. Al termine di un servizio d’osservazione, i militari hanno sorpreso e bloccato il primo spacciatore, mentre stava cedendo una dose di cocaina ad un acquirente del luogo. Tuttavia, all’atto della successiva perquisizione domiciliare, i suoi due coinquilini hanno tentato di disfarsi delle altre dosi di droga presenti in casa, gettandola nel W.C. Con non poche difficoltà, i Carabinieri sono riusciti a recuperare 61 dosi di cocaina (per un totale di 80 gr.), intervenendo nel pozzetto di scarico della locale rete fognaria. Dopo l’arresto, i due uomini sono stati portati nel Carcere di Rebibbia, mentre la donna è stato sottoposta agli arresti domiciliari.