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Politica

Regione Lazio: necessario rivedere normativa su casa di cura

«Il caso della signora disabile che ha subito maltrattamenti in una struttura ricettiva per anziani nella provincia di Latina sottolinea ancora una volta la necessità di rivedere la normativa sull’attività autorizzativa e dei controlli. L’anziana infatti, se come si apprende non era autosufficiente, non doveva stare in quella struttura ma piuttosto in una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) con personale medico ed infermieristico. Le norme che regolano le Case di Riposo e le Comunità alloggio devono essere ridisegnate in maniera più stringente e per questi motivi porteremo a breve una modifica delle normative». Lo affermano in una nota congiunta gli assessori regionali alla Sanità e l’Integrazione Socio-sanitaria, Alessio D’Amato e alle Politiche Sociali, Alessandra Troncarelli.

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Cronaca

Centocelle: si apre voragine in via dei Gerani, betoniera sprofonda all’interno

(Fonte: www.romatoday.it)
Ennesima voragine nella Capitale. L'allarme lanciato lunedì dall'Ispra, trova incredibilmente sostanza nella cronaca di questi giorni. Dopo il cratere apertosi a Monteverde questa mattina, dall'altra parte della città – Roma est – è Centocelle a sprofondare. In particolare i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in via dei Gerani, angolo via delle Campanule, dove una betoniera è stata letteralmente inghiottita da un buco apertosi sull'asfalto. Tecnicamente, fa sapere il comando di via Genova la betoniera "si è inclinata per una voragine sotto il semiasse posteriore". Sul posto immediatamente due squadre dei vigili del fuoco del comando di Roma con il supporto di autogru per tirare fuori il "mezzo finito in buca". Non ci sono feriti, nè al momento rallentamenti per la viabilità.

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Politica

I lavoretti della «gig economy»: il Lazio pensa a un piano di tutela

(Fonte: Corriere della Sera, di Clarida Salvatori) – Per soddisfare le nostre necessità, dalla spesa alla pizza a domicilio, specie nelle grandi città negli ultimi anni sono nati mestieri alternativi, i cosiddetti «lavoretti»: uno per tutti i rider, i ragazzi che con le bici o gli scooter fanno le consegne per uno stipendio di appena 2-3 euro o senza garanzie perché spesso a nero. Da un punto di vista meramente normativo, infatti, questi ambiti lavorativi sono una giungla. E la Regione Lazio, per prima in Italia, si è riproposta di disciplinare il settore con una legge ad hoc.

Da qualche giorno è partita una consultazione pubblica online (al link www.regione.lazio.it/gigeconomy) a cui potranno partecipare forze politiche, sindacati, cittadini, studiosi, lavoratori e imprese della gig economy: lo scopo è delineare le tutele necessarie per i lavoratori delle piattaforme digitali. Per contribuire ci sono 20 giorni di tempo.

Gli ambiti più importanti della consultazione saranno la salute e la sicurezza sul lavoro in linea che le norme nazionali; il salario minimo garantito; l’indennità nei giorni festivi; la chiarezza nella condizioni contrattuali. «Continuiamo a costruire le basi per arrivare a una legge regionale a tutela dei lavoratori digitali. Abbiamo incontrato i rappresentanti di forze sociali, associazioni e società che operano in questo campo. Ora la consultazione via web è una delle tappe intermedie e fondamentali per arrivare all’obiettivo della legge – spiega il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti –. Ci sono diritti che consideriamo imprescindibili, altri elementi potranno emergere grazie ai contributi che ci arriveranno». «All’innovazione tecnologica e alla nascita di nuove forme di lavoro devono corrispondere vecchi e nuovi diritti – fa eco l’assessore regionale al Lavoro, Claudio Di Berardino –. Indubbiamente lo sviluppo dell’economia 4.0 ha aperto una zona grigia».

In prima linea per contribuire alla stesura di un testo di legge regionale, che dovrebbe essere approvato entro l’estate, è la Cgil: «Questo è un settore in continua espansione e difficile da gestire e quella della piattaforma è un’ottima idea –osserva Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio –. Anche noi stiamo ragionando su come essere utili, magari creando dei luoghi di aggregazione visto che molti di questi lavoratori non si conoscono, essendo disarticolati da una App. Ma ci sono delle difficoltà oggettive dal momento che la Costituzione italiana ritaglia un ruolo marginale per le Regioni. Difficilmente si potrà intervenire sulla tipologia di contratto, forse solo sulle tutele per i lavoratori, che non ne hanno specie in caso di infortuni». Come è successo al fattorino di Just eat che a Milano ha perso una gamba dopo essere finito sotto un tram mentre faceva una consegna.

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Cronaca

Il flop del Giro d’Italia a Roma, la catena degli errori: “Noi tecnici ignorati”

(Fonte: La Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Una rincorsa disperata, un'impresa impossibile. Il Campidoglio a trazione grillina sapeva di dover affrontare il test della tappa conclusiva del Giro d'Italia da un anno, ma si è fatto comunque trovare impreparato. Così una giornata di festa si è tramutata in un gigantesco flop, peraltro in diretta mondiale. Gli spettatori di 194 paesi si sono prima immedesimati nei ciclisti,costretti a sgonfiare le ruote per sopravvivere a buche, avvallamenti e sampietrini e a chiedere di neutralizzare sette giri sui dieci della gara. Poi, durante la premiazione, sono rimasti imbambolati: "Ma che hanno combinato a Roma?" . Una comunicazione interna, di cui Repubblica è in possesso, aiuta a ricostruire la catena di responsabilità dietro alla voragine mediatica in cui domenica è sprofondato il Comune grillino.

La nota porta la data del 25 maggio, venerdì, e per oggetto ha le "attività manutentive del percorso" del Giro. A firmarla e a spedirla in Campidoglio, al I municipio e ai vigili urbani è Fabio Pacciani, il direttore del Simu. Mancano meno di 48 ore alla gara e il dipartimento dei Lavori pubblici è di fatto costretto a intervenire in piena autonomia. A chiederlo è l'assessora Margherita Gatta. I primi tre sopralluoghi sul tracciato, l'ultimo è datato 14 maggio, sono stati condotti soltanto da Rcs, azienda organizzatrice dell'evento, e dagli agenti della municipale sotto la supervisione dell'assessorato allo Sport. Quello ai Lavori pubblici non è stato coinvolto. Peraltro alla conferenza dei servizi siede l'ex direttore del Simu, Roberto Botta, e non il suo successore.

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Cronaca

Atac ordina 320 autobus (in tre tranche) a prova di buche e incendi

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – Motore diesel, anche se Virginia Raggi ha già bandito il gasolio dal centro città. E poi a due porte e, soprattutto, a prova di buche e di incendi: le coordinate del bando pubblicato da Atac per la «fornitura di 320 autobus classe I urbani da 12 metri con motori diesel euro 6» sono precise. L’accordo è triennale, unico lotto articolato in tre tranche (125, 125 più 70) per un totale di 97,6 milioni di euro (Iva inclusa). E, a parte l’enigma del motore («Stop ai veicoli diesel in centro storico dal 2024», aveva annunciato la sindaca su Facebook), la gara prevede paletti fissati sia dal piano industriale Atac (domani sul tavolo dei giudici un altro dossier da mille pagine sul concordato: probabile lo slittamento di 30 giorni del verdetto), sia dall’agenda delle emergenze cittadine, buche e incendi soprattutto.

Le due porte, per esempio, corrispondono al modello Londra, ovvero la misura indicata da Atac per risolvere il problema dell’evasione. Mentre, si legge nel capitolato speciale, le vetture dovranno avere un ciclo di vita di «12 anni» e resistere alle sollecitazioni del «fondo irregolare con pavimentazioni deteriorate» della città, concetto ribadito nel paragrafo sulle sospensioni: da calibrare su «condizioni di utilizzo estremamente impegnativo», tutto sottolineato in grassetto, per lo «stato del manto stradale di Roma». Gli ultimi tre ordinativi di bus partiti dal Campidoglio, del resto, tengono conto del problema delle buche, come se non ci fossero spiragli per avere strade levigate nel prossimo decennio.

Ma stavolta, dopo il caso del «flambus» Mercedes in via del Tritone, l’attenzione particolare è sui roghi, ormai una triste ricorrenza nella Capitale: nel capitolato c’è un intero paragrafo dedicato alla «protezione attiva contro gli incendi» che il concorrente dovrà soddisfare prevedendo sui bus «un impianto di segnalazione e spegnimento dei principi di incendio nel comparto motore». Quel dispositivo, insomma, che al momento non è in dotazione sui 397 bus Mercedes della flotta.

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Cronaca

Roma, paura sulla metro A, banda di rom donne picchia e rapina passeggero: la vittima le rincorre e le fa arrestare

Circondato, strattonato e malmenato da 4 giovani donne di etnia rom sul vagone di un treno della metro A tra le stazioni Termini e Repubblica.  La vittima, rapinata del portafogli, non si è però data per vinta: non le ha mai perse di vista, ha chiamato la polizia, e rimanendo in contatto telefonico con loro, è riuscito, una volta raggiunta la stazione Termini a farne arrestare una dagli agenti della polizia del commissariato Spinaceto, in servizio di vigilanza alla stazione.

La donna, H.D. 21 enne, in Italia senza fissa dimora è stata ammanettata per rapina aggravata in concorso con altre donne, allo stato attuale rimaste ignote ma per le quali sono in corso accertamenti per l’identificazione.

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Cronaca

Campo rom via di Salone: sassi e bottiglie contro auto in transito

(Fonte: RomaToday, di Mauro Cifelli) – Un episodio che si ripete, che nel corso degli anni ha destato preoccupazione e costretto in alcuni casi gli automobilisti a farsi medicare in ospedale. Ancora lancio di sassi contro le auto in transito dalla baraccopoli istituzionale di via di Salone. A farne le spese una donna di 43 anni, colpita da un masso che le ha danneggiato il parabrezza, che solo per una fortunata casualità non si è infranto. I fatti intorno alle 15:00 di lunedì 28 maggio, sulla strada che dà il nome alla favela della periferia est della Capitale.

Diverse le segnalazioni fatte dagli automobilisti in transito alle forze dell'ordine. Una prima chiamata ha riferito di un lancio di bottiglie ad opera di due ragazzi che si trovavano nell'area della baraccopoli del VI Municipio delle Torri. Sfiorata una prima vettura, poco dopo (intorno alle 15:10) altre telefonate, ad indicare sempre due giovani, dediti in questo caso al lancio di sassi. 

A farne le spese, come detto, una donna di 43 anni che si è vista arrivare un sasso contro il parabrezza della sua Fiat Panda mentre tornava nella sua abitazione nella vicina Case Rosse. Con il vetro davanti seriamente danneggiato, la donna, spaventata ma illesa, si è presentata alla stazione dei carabinieri di Settacamini sporgendo denuncia contro ignoti. Sul caso indagano i militari dell'Arma della Compagnia di Tivoli

Un fenomeno non nuovo quello del lancio di sassi contro le auto in transito davanti la baraccoli di via di Salone. Nel marzo del 2016 furono tre i casi, che portarono al ferimento di due automobilisti, una 25enne ed un uomo di 63 anni. Stesso copione anche in un'altra baraccopoli, quella di via Luigi Candoni. In questo caso al centro dei lanciatori soprattutto i bus Atac del vicino deposito, un allarme che ha portato gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale ad effettuare un blitz con 400 'caschi bianchi' che passarono al setaccio il campo di Muratella. 

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Politica

Roma, la sfida nei municipi al voto: test sul consenso di Raggi

(Fonte: La Repubblica, di Mauro Favale) – Lontano dal Campidoglio, dove le giunte 5 stelle fanno fatica un po' ovunque (poche riunioni degli esecutivi, pochissime delibere, problemi irrisolti che si accumulano), ci sono due territori nei quali l'M5S romano si gioca la faccia, con Virginia Raggi che avrà l'occasione di toccare con mano il livello del suo consenso a due anni dal suo trionfo elettorale.

Garbatella e Montesacro, che nel 2016 avevano contribuito a regalare ai 5 Stelle la vittoria elettorale strappando la maggioranza delle due assemblee, in entrambi casi, al centrosinistra tornano al voto dopo il tracollo dei minisindaci pentastellati. Liti interne, sgambetti, strappi che hanno portato alla caduta prima Paolo Pace, presidente dell'VIII (poi passato a Fratelli d'Italia), e poi Roberta Capoccioni che guidava il municipio-roccaforte dell'ala " lombardiana" ( nel senso di Roberta Lombardi) del M5S.

Ora, per questa sorta di elezione di "mid- term" sono chiamati al voto 120 mila elettori in VIII Municipio e 171 mila in III. Nonostante l'incognita astensione, sarà un test non proprio secondario per la sindaca di Roma che alle municipali di novembre, a Ostia, è riuscita a piazzare la sua delegata per il litorale (Giuliana Di Pillo) sulla poltrona di minisindaco del X. Ma in sei mesi la situazione in città si è progressivamente deteriorata e adesso la sfida del 10 giugno (con eventuale ballottaggio il 24) rappresenta un banco di prova che in Campidoglio guardano con una certa preoccupazione. Anche perché all'M5S tocca ricostruire dalle macerie di una doppia sfiducia che ha fatto cadere le giunte. In III si ripresenterà nuovamente la Capoccioni, forte della " benedizione" della Raggi ( e della Lombardi che qui tornerà a fare campagna elettorale). In VIII, invece, grazie a una votazione interna (19 voti contro 15), il candidato presidente sarà Enrico Lupardini, già consigliere municipale con Pace.

Dall'altra parte (specie in VIII e nonostante il quadro nazionale), il centrosinistra affronta la sfida con ottimismo, dopo la spinta arrivata con le primarie di fine aprile che hanno incoronato due candidati non renziani, Amedeo Ciaccheri, in VIII e l'ex assessore di Ignazio Marino, Giovanni Caudo, in III. Lo schema con il quale si presentano riprende quello che ha consentito la vittoria di Nicola Zingaretti alla Regione lo scorso 4 marzo, un'alleanza larga che tiene dentro esperienze civiche insieme ai partiti di centrosinistra che tornano alleati.

Il centrodestra, invece, ha pescato due candidati rischiando anche l'unità interna, con i Fratelli d'Italia che hanno dovuto lasciare campo libero alla Lega e a Fi. In III il nome individuato è quello di Francesco Maria Bova, già vicequestore, ex dirigente del commissariato di Fidene-Serpentara. In VIII, il frontman è Simone Foglio, vicecoordinatore romano di Fi. Il probabile ballottaggio del 24 giugno potrebbe ricompore, specie in III, l'alleanza giallo-verde tra M5S e Lega.

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Sport

Sold out per l’AlbaRace

Mercoledì 30 maggio si svolgerà a Roma la 9^ edizione dell’AlbaRace, la corsa non competitiva di 6 chilometri che parte alle 5.30 dallo Stadio dei Marmi e arriva all’interno dello Stadio Olimpico. La gara, a numero chiuso, ha fatto registrare il sold out, con i 2000 pettorali prenotati già una settimana prima della gara, a testimonianza del successo dell'unica gara all'alba che si svolge nella Capitale. Ideata dagli organizzatori della Maratona di Roma, l'AlbaRace è, infatti, tra le corse più attese dai runner romani perché regala l’emozionante arrivo sulla pista dell’Olimpico, dove il giorno dopo in occasione del Golden Gala Pietro Mennea correranno le stelle internazionali dell’atletica leggera che, potranno essere ammirate dai partecipanti in quanto ogni iscritto avrà in omaggio due biglietti per il meeting. La partenza avverrà dall’esterno dello Stadio dei Marmi, poi si transiterà sul Lungotevere Maresciallo Cadorna, si entra nel Parco del Foro Italico girando intorno allo Stadio Olimpico, si prosegue per via dello Stadio dei Marmi dove si entra per il giro di pista, si esce proseguendo per le vie del Parco del Foro Italico e da via dei Gladiatori si entra nell'Olimpico dal boccaporto Maratona per concludere la gara sulla pista di atletica leggera.

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Cronaca

Maxi gara Ama per Roma in sicurezza

(Fonte: www.ansa.it)
Ama ha messo in piedi una maxi gara da circa 188 milioni di euro per mettere in sicurezza la città di Roma e individuare "soggetti che possano sopperire alla carenza" impiantistica aziendale. Lo ha annunciato il direttore operativo dell'Ama Massimo Bagatti nel corso della commissione ambiente.
Obiettivo è "consentire di allocare questi materiali a seconda delle nostre necessità. Nella fase transitoria dovremo trovare soluzioni che la legge ci consente anche fuori dalla Regione Lazio: nel caso dei rifiuti indifferenziati, attraverso accordi interregionali, nel caso di scarti e rifiuti speciali con trattativa nelle more della gara", ha spiegato. Dopo un'analoga gara andata deserta, il direttore operativo ha affermato: "Confidiamo che questa sia più appetibile" in quanto riguarda "tutto ciò che non possiamo trattare noi". Alla domanda se nella gara rientreranno anche i quantitativi di rifiuti ora trattati nei Tmb del Colari ha risposto: "Sì, tutto".