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Termini: passeggia mentre è al telefono, turista scippata dal suo smartphone

(Fonte: RomaToday) – E' stata derubata del suo cellulare mentre camminava in strada. E' successo in via Marsala dove i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno arrestato un cittadino tunisino di 28 anni, con precedenti e senza fissa dimora, con l'accusa di furto con strappo.

La vittima, una turista pakistana di 29 anni, percorreva la zona vicino la stazione Termini mentre era al telefono con un suo familiare quando, è stata avvicinata dal 28enne e le ha strappato il telefono dalla mano, per poi darsi alla fuga.

Una pattuglia dei Carabinieri,  ha notato la scena ed è accorsa in aiuto della vittima, riuscendo a bloccare lo scippatore dopo alcuni metri. La refurtiva, uno smartphone di ultima generazione è stato recuperato e restituito alla turista, mentre il 28enne è stato portato in caserma dove sarà trattenuto in attesa del rito direttissimo.

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Casi tumori Malagrotta: gip, indagini

(Fonte: www.ansa.it)
Il gip di Roma ha disposto nuove indagini in relazione ad una serie di casi soggetti affetti da tumore registrati a Roma, nella zona di Malagrotta e Ponte Galeria, in prossimità delle discariche, nel periodo compreso tra il 2007 e il 2015. Il giudice Massimo Battistini ha detto "no" alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nei confronti di dodici persone, tra cui l'ex patron di Malagrotta, Manlio Cerroni, accusate, a vario titolo, di fattispecie che vanno dall'omicidio colposo alle lesioni colpose. Per il gip, che ha dato ai pm Alberto Galanti e Carlo Villani altri 8 mesi di tempo per effettuare nuovi accertamenti, "dagli atti acquisiti emerge che l'area di Malagrotta è sede di molteplici attività antropiche che diverse sono le fonti di inquinamento e che le morti o le lesioni derivate alle persone residenti o svolgenti attività lavorativa nell'area potrebbero scaturire non solo dalla contaminazione dei terreni e delle falde acquifere circostanti".

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Abusivismo commerciale, intensificazione dei controlli nel weekend

Continuano le attività di contrasto ai fenomeni legati al degrado urbano e all’abusivismo commerciale dei caschi bianchi, con un'intensificazione degli interventi nei fine settimana. Già a partire dalla giornata di venerdì i controlli sono stati incrementati nelle aree con maggior afflusso turistico, il Tridente, Fontana di Trevi, Trastevere, Piazza di Spagna, Piazza Navona, Castel Sant’Angelo, Piazza Risorgimento, via Ottaviano. In totale, solo in questo ultimo settimana, sono stati oltre 4000 i prodotti sequestrati dagli agenti del PICS (pronto Intervento centro Storico), tra borse, occhiali, accessori di telefonia, articoli di bigiotteria e capi di abbigliamento. Diverse violazioni riscontrate sono state anche di carattere penale, per la vendita di borse con marchi contraffatti. Sabato 2 giugno, in particolare, il personale ha effettuato mirati controlli che hanno portato all’individuazione di vari depositi utilizzati dai venditori abusivi all’interno di tombini, cespugli e contatori Acea. Sono state così recuperate e poste sotto sequestro 650 bottigliette d’acqua pronte per essere vendute ai cittadini e turisti che affollavano l’area dei Fori Imperiali, ignari delle pessime condizioni igieniche di provenienza delle bevande.

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Roma, al via mercoledì il processo per mafia al clan Spada

(Fonte: www.repubblica.it)
(di Federica Angeli)Associazione a delinquere di stampo mafioso. Con questo capo d'imputazione si apre mercoledì mattina nell'aula bunker di Rebibbia il processo alla famiglia Spada di Ostia. Ventisette gli imputati che sono a giudizio immediato, gli altri cinque (personaggi minori dell'organizzazione) subiranno un procedimento ordinario. Furono in tutto 32 gli arrestati lo scorso 25 gennaio all'alba. Tra gli imputati il boss Carmine, detto Romoletto, il cugino Armando, il fratello Roberto, quello della testata al cronista di Nemo Daniele Piervincenzi. Nel processo, figlio dell’operazione “Eclissi” fatta da polizia e carabinieri contro la mafia di Ostia, sarà la terza Corte d’assise a valutare il materiale probatorio messo a disposizione dai pm Mario Palazzi e Ilaria Calò: centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali e dichiarazioni di almeno cinque collaboratori di giustizia i cui racconti hanno consentito di "delineare in modo puntuale e convergente la storia degli ultimi 10 anni dell’organizzazione criminale che fa capo alla famiglia Spada a Ostia come associazione di tipo mafioso". Così il gip Simonetta D’Alessandro che il 25 gennaio scorso ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 32 esponenti del clan "il cui progetto criminale era finalizzato a rimarcare con metodi tipicamente mafiosi un vero e proprio controllo del territorio". Sul banco degli imputati, oltre a Carmine Spada ritenuto da chi indaga "capo, promotore e vertice dell’organizzazione, responsabile di impartire ordini e direttive in ordine al controllo del territorio, ai fatti di sangue, alla gestione delle attività delittuose di estorsione, usura, traffico di stupefacenti e detenzione e porto di armi da sparo", anche gran parte della sua famiglia (cugini, fratelli). Enorme la lista dei reati contestati dai magistrati: si va dall’associazione per delinquere di stampo mafioso a episodi di omicidio, estorsione, usura, detenzione, porto di armi e di esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati, traffico di stupefacenti e attribuzione fittizia di beni. Al centro degli accertamenti, tra le altre cose, c’è l’agguato che secondo gli inquirenti segnò l’ascesa del clan Spada e che costò la vita a Giovanni Galleoni, detto Baficchio e a Francesco Antonini soprannominato Sorcanera. I due vennero uccisi a colpi d’arma da fuoco da killer a volto scoperto, in un bar del litorale il 22 novembre di sette anni fa.

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Latina, sgombero di una casa occupata dai Di Silvio-Casamonica, tensione in via Londra

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Marco Cusumano)Il blitz della polizia è scattato stamattina presto. Dopo alcuni inutili tentativi una casa popolare, occupata abusivamente da una famiglia Di Silvio-Casamonica, è stata sgomberata. Tensione durante l'intervento della polizia e dei tecnici dell'Ater. Alcune donne sono scese in strada insultando e minacciando gli operatori. La palazzina dell'Ater si trova al numero 65 di via Londra e negli ultimi anni ha subito due occupazioni abusive. L'intervento è stato supportato dai carabinieri, guardia di finanza e polizia locale.
 

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Con divieto di avvicinamento all’ex compagna la perseguita con sms e la minaccia sotto casa

(Fonte: RomaToday) – Continui messaggi e telefonate al fine di riavere un incontro chiarificatore nonostante fosse già gravato dal divieto di avvicinamento all'ex compagna. Stalker recidivo è un 43enne di Artena, Comune della provincia romana, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo in flagranza di reato con l’accusa di atti persecutori ai danni della sua ex compagna. 

Stalker ad Artena 

Lo stalker, sebbene fosse già gravato dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna, continuava nella sua condotta vessatoria, cercando di ottenere dalla vittima un incontro chiarificatore attraverso continui ed insistenti SMS e telefonate dal contenuto ingiurioso e gravemente minaccioso. 

Sotto casa della ex compagna 

I Carabinieri, su segnalazione di un vicino di casa della donna, hanno sorpresoil 43enne, in stato di forte agitazione sotto casa della sua ex, deciso più che mai ad incontrarla nuovamente.  Per il 43enne sono scattate le manetteai polsi. Ora si trova nel carcere di Velletri, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.

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Roma, docenti in sciopero nelle università, gli esami si bloccano

(Fonte: Corriere della Sera, di Claudia Voltattorni) – «Non sulla nostra pelle». Lo striscione da stamattina verrà srotolato nelle tre università di Roma e in contemporanea in tutti gli atenei d’Italia. Gli studenti universitari rispondono così ai loro professori e a loro si appellano. «È una protesta che danneggia prima di tutto noi, è folle». Perché da questa mattina prende il via lo sciopero degli esami universitari. Stop alla prima data dell’appello per la sessione che va dal primo giugno al 31 luglio. Che significa un rischio molto alto di prepararsi all’esame, arrivare all’università e trovare l’aula vuota.

Sono i professori e i ricercatori universitari che protestano. Ancora una volta. Chiedono il riconoscimento degli scatti di anzianità, ma anche la stabilizzazione dei precari e più fondi per l’università. «Non possiamo attendere oltre – spiegano gli aderenti al Movimento per la dignità della docenza universitaria che ha proclamato la protesta -: la nostra è diventata una questione urgente dopo anni nei quali è stata trascurata, andremo allo sciopero senza esitazione e il governo, quale che sia, avrà bisogno di una forte sollecitazione per muoversi e noi dobbiamo dargliela». La protesta farà saltare il primo degli appelli estivi, che per gli studenti si traduce nel rischio concreto di dover rimandare gli esami o sostenerli in date molto ravvicinate o non in tempo per l’ottenimento delle borse di studio i cui termini di domanda scadono il 10 agosto.

 

 

«Capiamo le esigenze dei docenti – dice Andrea Torti di Link-Coordinamento universitario -, ma senza un governo e quindi senza un interlocutore, rischiano solo di danneggiare gli studenti: noi avevamo proposto un’iniziativa comune studenti-professori». Gli universitari si sono rivolti anche all’Autorità di garanzia sugli scioperi. «Ribadiamo la nostra vicinanza al merito delle rivendicazioni – dice Elisa Marchetti dell’Unione degli universitari -, ma continuiamo a essere fortemente contrari ai metodi di protesta che hanno l’unico effetto di danneggiare gli studenti». L’Autorità di garanzia però ha fatto prevedere degli appelli straordinari a partire dal 14° giorno successivo allo sciopero e ci saranno appelli ad hoc anche per chi si deve laureare e per gli studenti Erasmus.

Ma la protesta non si ferma. «Il concetto chiave – dice Carlo Ferraro, capoguida della protesta – è che qualcuno dovrà pur gestire la legge di Bilancio 2019, sede nella quale si devono trovare le risorse per l’università». La prima volta dello sciopero degli appelli è stata durante lo scorso settembre quando oltre 11 mila prof (su quasi 50mila docenti e ricercatori) si astennero dal tenere gli esami. Questa volta le adesioni potrebbero essere più numerose. Ma intanto, proprio per non danneggiare gli studenti, le Regioni Lazio ed Emilia Romagna hanno assicurato che chi dovesse perdere i requisiti per la borsa di studio per lo sciopero, potrà avere i crediti nella prima sessione di esami utile. A Tor Vergata invece, dice Torti, «siamo riusciti a far slittare la scadenza per acquisire i crediti per l’accesso alla no tax area».

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Roma, danni per buche: rimborsi in ritardo. Indaga l’Autority delle assicurazioni

(Fonte: La Repubblica, di Flaminia Savelli) – Tempi troppo lunghi e moduli poco chiari per i risarcimenti delle "vittime" delle buche. E l'Ivass, l'autorità di controllo sulle assicurazioni, apre un fascicolo di inchiesta. Nel mirino dei controlli ci sono ora gli uffici di Assicurazioni di Roma, la compagnia di riferimento per il Comune a cui il Codacons ha depositato la richiesta dei risarcimenti. Ma senza dare, fino a oggi, alcuna risposta sulle liquidazioni di automobilisti e centauri.

Una pioggia di pratiche – oltre 850 – inviate tra febbraio e aprile. Dopo l'ondata di maltempo, infatti, la conta dei danni causati dalle buche è stata ingente. Con un'emergenza strade che si è allargata a macchia di leopardo su tutti i quadranti della città. Secondo una prima stima dell'associazione dei consumatori, tra forature, sospensioni rotte, carrozzerie danneggiate e lesioni personali, la somma dei risarcimenti richiesti al Comune ha toccato quota un milione di euro.

Nello specifico: 80mila motociclisti su 400mila hanno denunciato danneggiamenti, pari a uno su cinque. Non va meglio per gli automobilisti: il numero degli incidenti causati dalle condizioni dell'asfalto – da gennaio ad aprile – hanno superato quota 230mila, con una media di veicoli incidentati pari a 1 su 10.

Ma l'iter burocratico dei risarcimenti è di fatto fermo ormai da due mesi. Ecco perché è stato richiesto un intervento all'Autorità di controllo. Il tavolo di lavoro si è aperto ieri in mattinata quando i responsabili dell'Ivass, durante l'incontro con il Codacons, hanno riconosciuto " fondate tutte le criticità denunciate". E dunque sono stati avviati i primi accertamenti sulle procedure depositate ad Assicurazioni di Roma.

Nello specifico: " Per ottenere i risarcimenti da buca i tempi sono biblici e le tempistiche con cui viene data risposta alle domande dei cittadini sono inaccettabili " , spiega il presidente Carlo Rienzi. Non ci sono infatti ancora termini certi per la conclusione dei procedimenti già aperti e che dovrebbero essere liquidati. Inoltre, secondo quanto denunciato, le informazioni indicate su procedure, moduli e soggetti destinatari delle istanze di risarcimento sarebbero poco trasparenti e confuse. Ecco perché sono stati richiesti accertamenti sulle modalità con cui la società sta procedendo all'analisi delle pratiche.

Soprattutto, l'Ivass valuterà gli estremi per procedere con una sanzione se dovessero emergere irregolarità. Con il dito che resta puntato sulle lungaggini nel liquidare i danni causati dalle condizioni del manto stradale. Mentre è stata inviata una richiesta alla socieà per rendere più semplici e comprensibili le procedure che i cittadini devono seguire.

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Roma, assalto a furgone portavalori all’Aurelio: 1,5 milioni di euro il bottino

(Fonte: Il Messaggero) – Assalto alle 7 a un furgone portavalori all'Aurelio a Roma: bottino di un milione e mezzo di euro. Il colpo è stato messo a segno  davanti a decine di automobilisti in via Aurealia davanti al "Doc" in via Aurelia 1287 mentre il mezzo blindato della Sipro stava per fermarsi davanti al supermercato per ritirare l'incasso settimanale.

Quattro i banditi a volto coperto entrati in azione con mitragliette e fucili a pompa. I tre vigilantes sono stati minacciati e disarmati, poi la fuga della banda con i sacchi pieni di contante a bordo di un Fiat Doblò con targa tedesca. La polizia e i carabininieri sono sulle tracce della gang: istituiti numerosi posti di blocco.

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Termini: turisti accerchiati dal branco e rapinati davanti la stazione

Hanno accerchiato 2 turisti statunitensi fuori la stazione Termini per poi rapinarli facendosi consegnare i portafogli ed uno smartphone di ultima generazione. E' successo poco dopo la mezzanotte. Quattro persone, tutte dai tratti somatici africani, hanno circondato i turisti e, con varie minacce, li hanno ripuliti.

Dopo la chiamata al 112NUE, due pattuglie dei commissariati Viminale e Celio, hanno rintracciato ed arrestato subito un 20enne di origini egiziane. Un altro malvivente, un egiziano di 18 anni, è stato preso dopo alcune ore di visione delle registrazioni delle telecamere di sicurezza.

Il giovane, già conosciuto dalle Forze dell’Ordine, irregolare sul territorio nazionale e colpito da un divieto di dimora nel comune di Roma, è stato fermato dagli stessi poliziotti alle 4 della notte scorsa, sempre intorno alla stazione Termini. Alla fine degli accertamenti il ragazzo è stato condotto a Regina Coeli a disposizione della Magistratura. Caccia agli altri complici.