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Cronaca

Polizia Locale, operazioni di contrasto all’abusivismo commerciale

 È terminata nella tarda serata di ieri la vasta operazione condotta dalla Polizia Locale nel fine settimana a contrasto dell'abusivimo commerciale: dal centro storico ad Ostia sono stati sequestrati  circa 20.000 prodotti e fermate 16 persone, controllate decine di vie e tutto il litorale romano, dai cancelli fino al Porto Turistico. Sabato e domenica gli uomini del PICS ( Pronto Intervento Centro Storico) sono intervenuti in varie zone della città, con particolare attenzione a via Cola di Rienzo, piazzale Flaminio, piazza Venezia, Fontana di Trevi, ma anche viale Marconi ed il quartiere dell'EUR, con 5600 prodotti sequestrati tra borse false, accessori per cellulari, bastoni per selfie, cappelli e foulard. Nel parco del Celio, per rintracciare la merce nascosta dagli ambulanti, gli agenti sono dovuti salire su un albero. Ad Ostia i controlli sono andati avanti fino a tarda sera, con il reparto amministrativa del X Gruppo Mare e agenti del GSSU ( Gruppo Sicurezza Sociale Urbana), che hanno sequestrato oltre 14.000 articoli di ogni genere: costumi, frutta e cibi vari, giocattoli, bigiotteria, componenti elettronici ed elettrici, occhiali da sole, portafogli e gonfiabili. Le verifiche hanno interessato tutto il litorale: dai Cancelli fino a lungomare Duilio e le vie commerciali del centro di Ostia. Particolare attenzione è stata posta alla vendita illegale di prodotti alimentari, spesso conservati in condizioni igieniche pessime, all'insaputa dell'ignaro consumatore: ghiaccio per le granite intriso di insetti, sciroppi esposti al sole e cibi tenuti in contenitori sporchi e senza il rispetto delle elementari norme sanitarie. Un appello da parte del Comando Generale è rivolto alla cittadinanza: prestare sempre particolare attenzione agli acquisti di prodotti che, oltre a rappresentare un danno economico per le aziende regolari, possono mettere a rischio la salute dei consumatori. Da parte del Corpo continuerà l'impegno nelle attività finalizzate al contrasto dell'abusivismo commerciale e del degrado urbano."

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Cronaca

Roma, bus con i tornelli: al via sperimentazione

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
È partita stamattina la sperimentazione dei tornelli a bordo su un bus di una linea a Roma per contrastare il fenomeno dei senza biglietto. Ad annunciarlo è il presidente della commissione Trasporti Enrico Stefano (M5S) che ha testato personalmente la nuova soluzione sul 669 in zona Garbatella. Qui da oggi si potrà salire solo dall'entrata anteriore ed accedere solo dopo aver superato il tornello e inserito il ticket o l'abbonamento. Come accade in altre città straniere. «L'Atac ha fatto un grande lavoro e va ringraziata – dice Stefano -. Dopo la sperimentazione, questo sistema andrà esteso ad altre linee che hanno percorsi analoghi al 669. Ovviamente non si può partire subito con quelle linee super-affollate perché un pò di tempo si perde…ma ce ne sono tante su cui la salita anteriore può funzionare. E poi c'è un dato da non sottovalutare: oggi ho visto tanta gente felice del tornello, si vede che è una iniziativa apprezzatissima. Sul 669 alla partenza della sperimentazione c'erano tre vigilantes, due avanti per vendere i biglietti a chi non ne aveva e uno dietro per inibire l'ingresso dalle porte posteriori. Ma non stiamo reintroducendo il bigliettaio – chiarisce -, a regime non ci sarà così tanta gente a bordo».

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Politica

Rigenerazione urbana, è tutto fermo: i costruttori chiamano a raccolta Comune e Regione

(Fonte: www.romatoday.it)
(di Ylenia Sina)Un’idea di rigenerazione urbana “su cui tutti concordano a parole” ma i cui risultati “sono pochissimi”. Una legge regionale di settore, la numero 7 del 2017, “ferma ormai da un anno”. E un’opinione pubblica che si è infuocata attorno ai casi di demolizione e ricostruzione dei cosiddetti ‘villini’, posizionati in alcuni quartieri pregiati della città. È questo il contesto da cui si è mosso il dibattito che si è tenuto questa mattina presso Palazzo Merulana, al civico 121 dell’omonima via, un tempo ufficio d’igiene, oggi sede dell’esposizione privata della Fondazione Cerasi. 
A far sedere attorno ad un tavolo l’assessore all’Urbanistica comunale, Luca Montuori, quello regionale Massimiliano Valeriani, e il Soprintendente speciale di Roma, Francesco Prosperetti, l’Associazione dei costruttori edili di Roma, l’Acer, rappresentata dal presidente Niccolò Rebecchini. “Per troppo tempo si è parlato di rigenerazione urbana in termini impropri” ha esordito Rebecchini. “Anche la legge regionale fino ad oggi non è stata in grado di produrre alcun contributo alla città mentre quello che ci auguriamo è che diventi una scintilla per dare avvio finalmente a questi processi”. 
Il quadro in cui prende vita questo auspicio è scritto nella cartella fornita alla stampa: “Prendono sempre più vigore le spinte verso il riuso dell’esistente come contrasto all’espansione della città” si legge. Gli anni della vorace espansione edilizia, che ha trascinato la città abitata ben oltre i confini del Gra fino ad una decina di anni fa, sono finiti. Anche gli obiettivi comunitari, seppur fissati al 2015, parlano di “consumo zero” e necessità di “dettare norme per il riutilizzo del patrimonio esistente”. Nel frattempo, “a livello romano è proprio in questo periodo che si scatena la protesta contro la sostituzione edilizia”. È il caso dei cosiddetti ‘villini’, “edifici per i quali non sussiste alcun vincolo da parte della Sovrintendenza”, si legge nel documento dell’Acer, ma che hanno suscitato aspre polemiche per il fatto “di trovarsi in quartieri pregiati” della città. Sul punto Rebecchini si difende: “Non siamo quelli che voglio per forza deturpare”. 
Proprio sui villini, nei mesi scorsi, lo scontro tra l’assessore Montuori e la regione Lazio sulle relative responsabilità è stato acceso. La vicenda era legata al Piano casa regionale, che faceva leva su un sistema di deroghe urbanistiche e di premi di cubatura per incentivare progetti di demolizione e ricostruzione. Un meccanismo in parte assorbito dalla legge sulla rigenerazione urbana che ha superato e sostituito il precedente piano. 
Così, in una sala piena di costruttori, il dibattito si è acceso. Da un lato l’ente che ha emanato la legge: la Regione di Zingaretti, seppur nella veste del precedente assessore Michele Civita. Dall’altro l’ente che dovrebbe regolarne l’attuazione, definendo le “scelte pianificatorie”: il Comune oggi guidato dai Cinque Stelle. 
Valeriani non ha mancato di sottolineare le responsabilità del Comune: “Questo strumento consegna agli enti locali un grande potere di pianificazione. È in questo passaggio che dobbiamo discutere in che direzione deve andare la legge”. Ma ha aperto al dialogo:  “Difendo la legge che ho ereditato ma sono disponibile a discuterne alcuni aspetti migliorabili e ad aprire un tavolo permanente sul tema”.
Montuori ha lamentato l’approccio che ha dominato il settore negli ultimi anni: “Il tema della pianificazione viene vissuto come un problema così ci si è spostati sull’attuazione; sui singoli interventi, perdendo di vista il piano generale”. Esempio è il destino a riservato al nuovo Piano regolatore di Roma, approvato nel 2008 dopo un iter durato diversi anni e “puntualmente ignorato”. Perché, si è chiesto inoltre Montuori, “nessuno degli interventi messi in campo dagli operatori economici è ricaduto in periferia?”. 
Un punto ripreso anche da Prosperetti secondo il quale “è prioritario definire gli ambiti di applicazione della legge”. La riflessione riguarda proprio le periferie: “Se la rigenerazione urbana si pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita delle persone è chiaro che non ha senso partire da quartieri come Monteverde e Coppedè”. 
Rebecchini non ha mancato di puntare il dito contro le amministrazioni pubbliche: “Nei progetti di riqualificazione urbana che abbiamo avuto fino ad oggi la parte mancante è sempre stata quella pubblica”. Il timore, proprio come la vicenda dei villini, è che “la rigenerazione urbana entri nel sangue della gente solo come un processo da cui nascono contrasti sociali o tra enti”. Al contrario, la richiesta, “è che le istituzioni si siedano attorno ad un tavolo e lancino la loro idea di città”.
Un “grande dibattito democratico e multiforme per ripensare Roma” la suggestione, applaudita dai presenti, lanciata da Valeriani che alla platea ricorda la sua “partecipazione al voto del Prg ormai dieci anni fa”. 
Montuori snocciola una serie di progetti che si erano arenati, dal vecchio Sdo alla zona Ostiense passando per stazione Tuscolana e ribadisce: “Bisogna pianificare mantenendo ben chiaro l’interesse pubblico”. La sua idea, spiega poi a Romatoday, è quella di una rigenerazione urbana che si attua “su scala intermedia incardinata in una visione complessiva della città dove lo spazio pubblico deve costituire il collante della qualità dello spazio urbano”. 
Alle loro spalle scorrono le immagini di due proposte messe sul piatto per l’occasione dall’associazione dei costruttori. La prima riguarda l’area di proprietà pubblica di Bastogi: la proposta “prevede una sostituzione progressiva dei fabbricati esistenti”. Si tratta, di fatto, della realizzazione di un “complesso di housing sociale con circa 500 alloggi” servendosi di un’area pubblica limitrofa. Investimento privato di 70 milioni di euro. 
La seconda incide sempre su un’area di proprietà pubblica: il quartiere di Tor Sapienza. “Manutenzione ed efficientamento energetico dei fabbricati residenziali esistenti e la sostituzione edilizia di quelli non residenziali posti al centro ed oggi utilizzati impropriamente, con un trasferimento e ricostruzione degli stessi in altre aree pubbliche limitrofe con destinazione residenziale”. In questo caso l’investimento, sempre di fondi privati, è di circa 15 milioni di euro. 
“Spero che quello di oggi sia il primo di una serie di dibattiti sul tema” ha commentato a margine Rebecchini. “Siamo tutti convinti che bisogna darsi da fare altrimenti ci limiteremo sempre a parlare dei ‘villini’”. Il prossimo passo: “Mi auguro che quanto prima Comune e Regione si siedano al tavolo insieme alla Soprintendenza così da definire in modo univoco il campo di applicazione di questa legge. È la mancanza di tranquillità il motivo fondante per cui non si investe in questa città”. 
 

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Politica

Sisma: Conte, Non vi farò sentire soli

(Fonte: www.ansa.it)
"Oggi ho fatto visita alle zone terremotate del Centro Italia. Ho voluto con forza che la mia prima uscita in Italia da Presidente del Consiglio fosse proprio qui, in queste terre ferite violentemente dal terremoto. Sono venuto qui per ascoltare i cittadini che vi abitano, per comprendere da loro, ma anche dagli amministratori locali, cosa serve e di cosa hanno bisogno." Lo afferma il premier Giuseppe Conte in un post su facebook in cui si sofferma sulla sua visita nelle zone terremotare del Centro Italia. "A loro, a tutti i terremotati del centro Italia, delle Marche, del Lazio, dell'Umbria, Dell'Abruzzo, voglio dire che non saranno lasciati soli. Voglio dire loro che tutto il mio impegno sarà volto a fare in modo che oltre al dolore e alle gravi perdite che hanno subito in quella notte dell'agosto di due anni fa, non debbano più subire anche la solitudine e il senso di abbandono da parte delle istituzioni", scrive il premier.

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Cronaca

Roma, fermato su auto rubata, nomade prende a calci e testate i carabinieri

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Stava per mettersi al volante della “propria” auto, in verità rubata. Fermato, ha sferrato calci e pugni ai carabinieri. Un 25enne, nomade, è stato arrestato ieri sera dai militari della stazione Roma Prima Porta per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni ed è inoltre stato denunciato per ricettazione. Passando in via Inverigo, i carabinieri hanno notato un'auto, in sosta, sulla quale sembrava fosse stata affissa una targa falsa e si sono fermati per eseguire un controllo. Dagli accertamenti eseguiti alla banca dati è emerso che il furto dell'auto era stato denunciato a gennaio di quest'anno e che la targa apposta era contraffatta.

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Mentre i carabinieri stavano effettuando questi controlli, all'auto si è avvicinato un uomo che, non essendosi accorto della loro presenza, l'ha aperta con le chiavi. I carabinieri sono intervenuti per bloccarlo ma l'uomo, sentendosi braccato, ha cercato di fuggire prendendo a calci, pugni e testate i militari. Riusciti ad immobilizzarlo e ad arrestarlo, i carabinieri hanno portato il 25enne in caserma, dove è stato trattenuto nelle camere di sicurezza, in attesa del rito direttissimo. I militari hanno riportato diverse contusioni, medicate al pronto soccorso dell'ospedale San Filippo Neri e giudicate guaribili in pochi giorni.

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Cronaca

Roma, cinquemila fratture in più: ecco i costi sanitari delle buche

 

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – C'è un dato che allarma le Asl e i medici degli ospedali romani. Tra il 2016 e il 2017 il numero di traumi e fratture causati da incidenti e capitomboli, inclusi quelli dovuti a buche e voragini disseminate lungo le strade della capitale, è aumentato di mese in mese. I dati raccolti dai 21 pronto soccorso entro i confini del Gra registrano l'andamento degli accessi alle sale gessi: se nel 2014 e nel 2015 si attestavano poco sopra quota 60 mila, nei due anni successivi i casi hanno preso a moltiplicarsi. Nel 2016 sono stati circa 63 mila i pazienti arrivati in ospedale con le ossa rotte. Nel 2017, poi, ecco un'altra impennata: 64.615 ricoveri. Picco massimo al Cto, il centro specializzato in traumatologia e ortopedia della Garbatella, con 6.822 fratture. Segue il policlinico Umberto I con 5.060 e il San Camillo con altri 4.193 casi.

L'aumento degli accessi non sorprende il Codacons: " Rispecchia lo stato pietoso di strade e marciapiedi della città – spiegano dall'associazione dei consumatori – ed è naturale che al crescere di buche, voragini e dissesti stradali corrisponda un aumento di cadute ai danni dei pedoni e di lesioni a chi si muove in auto o in scooter. Basti pensare alla causa che abbiamo intentato contro il Comune per conto di un ballerino siciliano che pochi giorni fa, giunto a Roma per una audizione, si è rotto il piede inciampando in una buca, perdendo il provino. I cittadini però non devono subire passivamente: hanno il diritto di chiedere un equo risarcimento all'amministrazione " . Presentando, ovviamente, regolare referto.

Le Asl li stanno raccogliendo per stimare il peso della mancata manutenzione stradale dei primi mesi di amministrazione 5S – lo stesso capogruppo grillino Paolo Ferrara se l'è presa pubblicamente con l'ex assessore Paolo Berdini, accusandolo di non essersi curato del dossier Lavori pubblici, concentrandosi più sulla delega all'Urbanistica – sul totale delle fratture registrate. Dati da incrociare con quelli di Assicurazioni di Roma: secondo i dirigenti della mutua del Campidoglio, il numero dei risarcimenti è destinato a subire un'impennata nei prossimi mesi.

Allora sotto, per quanto possibile, con le soluzioni. Il Simu, il dipartimento Lavori pubblici del Campidoglio, sta per chiudere le gare sugli 800 chilometri della grande viabilità e sulla sorveglianza delle stesse arterie. Come ha annunciato l'assessore al Bilancio Gianni Lemmetti – solo dopo aver confessato di essere finito pure lui vittima dei crateri romani, rimettendoci 500 euro per cerchio e gomma – presto entrerà in funzione anche un sistema informatico in grado di raccogliere in tempo reale gli incidenti causati dalle buche. Un software che permetterà al Comune di intervenire più velocemente lì dove ci sono criticità. Rifacendosi sulle ditte appaltatrici che non hanno lavorato come avrebbero dovuto.

Per contenere il numero degli incidenti (e degli improperi lanciati dagli scooteristi) c'è poi l'ultima idea della sindaca Virginia Raggi: rimuovere i sampietrini dalle strade discorrimento. Ma c'è un doppio vincolo da rispettare: prima di muoversi serve un parere della Sovrintendenza e i blocchetti rimossi vanno piazzati altrove. Compensazione: il numero di sampietrini in città non può diminuire. Presto bisognerà trovare un posto a quelli che spariranno dalla chicane di via IV novembre.

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Politica

Fiumicino, per il centrodestra sfida a cinque: Lega in gara con FI

(Fonte: Corriere della Sera, di Valeria Costantini) – Un Comune strategico a due passi dalla Capitale, 80mila abitanti e un aeroporto croce e insieme ricchezza del territorio. È a Fiumicino che si misureranno le temperature dei partiti nazionali, tra speranze di riconferma e nuove scommesse. Le elezioni di domenica nella città alle porte di Roma potrebbero rivelarsi determinanti per i futuri equilibri del Lazio e non solo.

Quarto Comune per estensione, quinto per popolazione, il tratto di costa più lungo, è qui che il centrosinistra si gioca uno dei suoi big: Esterino Montino cerca infatti di tenersi la poltrona da sindaco conquistata nel 2013. Settant’anni, lunga carriera nel Pd, nel 2009 divenne presidente della Regione ad interim (al posto di Piero Marrazzo coinvolto in uno scandalo): è sostenuto da otto liste, civiche più dem e Leu. Cinque anni di amministrazione con record di piste ciclabili inaugurate, molte le battaglie per i diritti civili condivise con la moglie Monica Cirinnà, come quella a favore dei matrimoni gay: appena eletto Montino celebrò diverse unioni civili. Ha più volte espresso contrarietà al raddoppio del vicino scalo aeroportuale, come ha fatto anche il suo avversario – in apparenza – più diretto.

 

Pupillo del neo-ministro dell’Interno Matteo Salvini, è William De Vecchis il candidato indicato dalla Lega ma appoggiato anche da Fratelli d’Italia. Nato e cresciuto politicamente a Fiumicino, impiegato Enav, a 47 anni De Vecchis è stato eletto senatore alle Politiche del 4 marzo: è già pronto a dimettersi dalla carica in Parlamento in caso di vittoria nella sua città. Il suo «sponsor» principale è stato proprio Salvini, presente più volte ai comizi sul litorale romano.

 

Ma la strada del leghista verso le urne potrebbe trovare un ostacolo nel centrodestra diviso. A Fiumicino infatti è tornato in corsa una vecchia conoscenza: l’ex ministro della Funzione pubblica con Berlusconi, Mario Baccini, aspirante sindaco di Forza Italia. Democristiano doc, poi nell’Udc e nel PdL, era stato eletto deputato proprio nel collegio di Fiumicino, mentre più di recente è stato presidente dell’Ente nazionale per il microcredito.

 

Spera di poter cavalcare l’onda «gialla» nazionale anche il Movimento 5 Stelle che a Fiumicino punta su una donna, Fabiola Velli, già consigliera d’opposizione, manager 51enne con esperienze di lavoro all’estero. Se il voto d’opinione peserà, i grillini potrebbero veder aumentare quel 10% ottenuto nella tornata elettorale di cinque anni fa.

La quinta concorrente in lizza è in quota rosa-nero: corre per CasaPound la giovane Gaia Desiati, studentessa di Fiumicino. Il partito neofascista potrebbe sorprendere come nella vicina Ostia, dove con un exploit di voti ha fatto conquistare un seggio in consiglio al leader Luca Marsella.

Nell’insieme, campagna elettorale dai toni piuttosto moderati: ad eccezione delle svastiche contro il sindaco uscente, poche polemiche da registrare nel Comune che servirà da termometro per molti assetti politici.

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Cronaca

Sciopero oggi a Roma: a rischio metro, bus e pullman Cotral. Gli aggiornamenti in diretta

(Fonte: RomaToday) – Sciopero dei trasporti oggi 8 giugno a Roma. E' iniziata alle 8:30 e si concluderà alle 12:30 la mobilitazione indetta dal Sindacato dell'Ugl. Alla base della proclamazione, secondo la sigla sindacale, ci sono i problemi di sicurezza per i lavoratori e gli utenti. Nella Capitale saranno a rischio tutte le linee di bus, sia Atac che Roma Tpl, i tram, le metropolitane e le ferrovie ex concesse Roma-Lido, Roma-Viterbo, Termini-Centocelle. Non saranno garantite neppure le linee di bus extraurbane gestite da Cotral

Sciopero oggi a Roma 8 giugno 2018

Alle 8:30 la situazione vede la linea A e C della metro "regolare", possibili ritardi sulla linea B e B1. Roma-Lido attiva conm riduzioni di corse, Termini-Centocelle attiva con riduzioni di corse. "Regolare" la Roma-Viterbo. Ad aggravare la situazione un guasto tecnico alla linea B della metro con 

Guasto alla linea B

Disagi che sulla linea B si sono manifestati prima delle 8:30 a causa di un guasto tecnico. Dalle 7:40 la frequenza è stata rallentata e sbalzata. Ogni corsa ha tardato perché, a tutte le fermate, i tempi di attesa hanno toccato i 2 minuti. Poi alle 8:30 l’incredibile. Lo stop di un treno in direzione Jonio che si è fermato alla stazione Garbatella. “Ma possibile che si ferma un treno in corsa?”, dicono gli utenti meravigliati. I vagoni, pieni, si scaldano. E non per il clima. “Qualcuno ci dica qualcosa”, “L’altoparlante è in silenzio stampa?”. Qualche utente dei primi vagoni scende, cerca informazioni, i minuti passano e le banchine delle stazioni successive di gonfiano. “Qua la situazione è critica”, dice un’anziana. Qualcuno scende, avvilito. Altri si avvicinano al gabbiotto del conducente. “C’è un guasto” (non meglio specificato) dice il macchinista di turno. 

Bus sostitutivi sulla linea B della metro 

Dopo 12 minuti di attesa a Garbatella, e senza cambiare treno, la corsa riparte. Stessa scena alle stazioni successive. Tra gli 8 ed i 10 minuti, in media, di attesa. I vagoni, sempre più colmi, trasudano malumore e rabbia. “Sono anni che faccio l’abbonamento, vengo sempre trattata come uno straccio. Io come tutti gli utenti. Atac ci tiene sotto scacco”, dice una passeggera. L’avevano lo risolve Atac, su Twitter: “Guasto alla linea elettrica e tratta interrotta tra Castro Pretorio<->Quintiliani e Castro Pretorio<->Ionio”. In corso di attivazione servizio bus navetta fra Monti Tiburtini-Castro Pretorio e Castro Pretorio-Jonio.

Sciopero treni 8 giugno 2018

Problemi anche per chi usa i treni. Nella notte tra giovedi e venerdi è stato "proclamato – spiegano le Ferrovie dello Stato in una nota- uno sciopero da alcune sigle sindacali autonome in adesione a uno sciopero generale, dalle ore 22 del 7 giugno alle ore 6 dell'8 giugno 2018". Ferrovie ha fatto sapere che le Frecce di Trenitalia circoleranno regolarmente e che non si prevedono particolari disagi per gli altri treni, nazionali e non. Saranno inoltre assicurati i collegamenti fra Roma Termini e l'aeroporto di Fiumicino. Il programma di circolazione del treni regionali potrebbe invece essere oggetto di alcune modifiche.

Nuovo regolamento scioperi

Si tratta del primo sciopero che cade dopo il nuovo regolamento scioperi. Grazie alle modifiche apportate alla regolamento sulla proclamazione degli scioperi nel settore del trasporto pubblico, il resto del mese trascorrerà senza nuove proteste. Tra uno sciopero e l’altro, infatti, devono trascorrere almeno 20 giorni.

Astensione sciopero 8 giugno 2018 

Altra novità è la comunicazione dei dati relativi alla precedente astensione. Atac sul proprio sito spiega che "in occasione del precedente sciopero indetto dall'Ugl (13 giugno 2016), l'adesione sulla rete Atac è stata del 21.7 per cento per quanto riguarda il servizio di superficie (bus, filobus e tram) e del 22.1 per cento per quanto riguarda il servizio delle metropolitane e delle ferrovie regionali". Un dato da prendere comunque con le molle: come accaduto in passato infatti basta anche l'adesione allo sciopero di un solo addetto ad una stazione metro a far chiudere una linea di metropolitana.  

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Roma, l’accusa del comitato residenti «Borgo è un suk, i vigili ci ascoltino»

(Fonte: Corriere della Sera, di Rinaldo Frignani) – Auto parcheggiate nelle aree pedonali e in doppia fila che nei vicoli di Borgo finiscono per ostruire il passaggio. Ma anche veri e propri suk, con merce di vario genere – «abiti, cianfrusaglie e paccottiglia» – attaccata sui muri dei palazzi. E i vigili urbani che, alle segnalazioni dei residenti, rispondono: «Noi ci occupiamo di altro, Siamo adibiti ad altre funzioni». È la denuncia contenuta in una lettera inviata due giorni fa dal Comitato per la salvaguardia di Borgo al comandante generale della polizia municipale Antonio Di Maggio, nella quale si sottolinea anche «una crescente disaffezione e distanza fra i cittadini e i vigili urbani arrivata a livelli mai raggiunti in passato. Infatti – proseguono dal comitato – mai negli anni precedenti i cittadini ci avevano posto questo problema come uno dei più urgenti sui quali intervenire, tanto che uno dei cardini della nostra azione è proprio quello di avvicinare le istituzioni alla gente».

La risposta del comando non si è fatta tuttavia attendere, e presto una delegazione del comitato incontrerà il comandante Di Maggio per discutere della questione. Tanto più che proprio uno dei punti-chiave della sua strategia per la rivalutazione del Corpo è quella di portare gli agenti in prima linea in modo da evitare – come Di Maggio ha di recente precisato proprio sulle pagine del Corriere – il «non mi compete».Sempre secondo il comitato di Borgo «più che un problema di organico, come spesso si sente dire, è di organizzazione ed efficienza: dire che questo fatto irrita la cittadinanza è poco, se sommato alle condizioni generali in cui viviamo, derivanti da una assenza palese delle istituzioni o delle società a controllo pubblico che erogano servizi di livello infimo». Gli abitanti del rione sollecitano inoltre maggiori controlli sui mercatini abusivi e sul rispetto dei divieti di sosta e di accesso alle aree riservate ai pedoni. «Non vogliamo individuare uno o più capri espiatori con facili strumentalizzazioni – concludono dal comitato – ma far funzionare al meglio le istituzioni con la piena applicazione della normativa in vigore e l’obiettivo di erogare servizi in linea con le migliori performance delle principali capitali europee».

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Cronaca

Roma, falso allarme bomba alla metro Policlinico; evacuate 1500 persone. Tre feriti

(Fonte: La Repubblica) – Panico stamattina tra i passeggeri della stazione Policlinico della metro B di Roma. Molto paseggeri  hanno contattato il Nue 112 segnalando di aver sentito delle esplosioni. Immediato l'intervento delle forze dell'ordine che hanno fatto evacuare circa 1.500 persone. Tre persone sarebbero rimaste ferite.  Sul posto vigili del fuoco, ambulanze, polizia, carabinieri e polizia locale di Roma capitale.
 
Non ci sarebbero state esplosioni ma un guasto alla linea aerea della metro che avrebbe provocato fumo e scintille. Al momento il servizio è sospeso tra Castro Pretorio e Monti Tiburtini. In ritardo l'attivazione delle navette sostitutive a causa dell'intenso traffico. Questa mattina infatti nella capitale è in corso anche lo sciopero dei trasporti di 4 ore indetto dall'Ugl.