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Cronaca

Velletri: truffatore sottoposto a fermo per estorsione

I Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma, coadiuvati dai Carabinieri della Compagnia di Colleferro e di concerto con la Procura della Repubblica di Velletri,  hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 33enne del posto, per i reati di estorsione e sequestro di persona. L’uomo, già noto alle cronache per le numerose truffe messe a segno qualche tempo fa ai danni di strutture alberghiere della riviera romagnola, alla fine dello scorso maggio, fingendosi il rappresentante di una multinazionale operante nel settore del trasporto pubblico, ha tentato di raggirare un tassista romano offrendogli la nomina di direttore commerciale della società. Per ottenere  il prestigioso e ben remunerato incarico, il tassista avrebbe dovuto però sborsare la somma di 2000 euro per l’apertura di una partita I.V.A. internazionale, ovviamente in contanti. Il tassista, che inizialmente aveva creduto alla bontà della proposta ricevuta, insospettito dall’insistenza delle richieste di denaro, ad un certo punto ha deciso di rinunciare all’affare. Tale decisione ha però fatto montare su tutte le furie il truffatore che, per nulla rassegnato a rinunciare all’ingiusto guadagno, è passato alle maniere forti e, dapprima con minacce verbali, poi trattenendo con violenza il malcapitato all’interno del suo taxi, ha tentato di estorcergli la somma di denaro. Solo grazie ad una distrazione del suo aguzzino che si era allontanato per rispondere al telefono, il tassista è riuscito a fuggire raggiungendo la caserma dei Carabinieri di Fiumicino Aeroporto. I militari si sono immediatamente messi sulle tracce del malvivente e, nel corso delle indagini, hanno appreso che questi, forse ritenendo di essere stato denunciato, aveva prenotato un volo per Dubai e fissato un appuntamento per il rilascio del passaporto presso il Commissariato di Colleferro. Ed è proprio in occasione del ritiro del documento che i Carabinieri di Fiumicino hanno rintracciato e fermato il giovane il quale, dopo le formalità di rito, è stato associato alla casa circondariale di Velletri.

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Cronaca

Latina, estorsioni e droga e reati elettorali: 20 arresti tra i clan rom. “Mafia autoctona”

(Fonte: La Repubblica) – Associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, violenza privata, favoreggiamento, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reati elettorali, tutti aggravati dalle modalità mafiose. Sono i reati contestati a vario titolo ad oltre 20 persone, appartenenti ad un pericoloso clan criminale Rom operante nel quartiere Campo Boario di Latina, a carico delle quali la Polizia di Stato sta eseguendo una misura cautelare, su input della Direzione distrettuale antimafia di Roma.

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Cronaca

Torre Spaccata: evita l’alt e fugge per le vie del quartiere inseguito da 5 auto dei carabinieri

(Fonte: RomaToday) – Inseguimento nella serata di lunedì 11 giugno a Torre Spaccata. E' successo dopo le 19:30 quando un giovane romano di 29 anni, alla guida di una Nissan Micra, ha ignorato l'alt dei Carabinieri in via Cornelio Sisenna. Da lì ne nato un inseguimento per le vie del quartiere con i militari del Nucleo Radiomobile che hanno chiesto ed ottenuto rinforzi.

La fuga del giovane, con cinque 'gazzelle' alla costole, è terminata in via Emilio Macro, una strada senza uscita. Il 29enne, messo alle strette, è quindi uscito dall'auto e fuggito a piedi.

Una seconda fuga interrotta, nuovamente, dai Carabinieri che, dopo una colluttazione, lo hanno bloccato definitivamente. Il giovane, conosciuto alle forze dell'ordine, scappava perché viaggiava su un'auto senza assicurazione. E' stato arrestato per resistenza a Pubblico Ufficiale.

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Politica

Rifiuti: consiglieri grillini all’attacco di Zingaretti, ma dimenticano la Città metropolitana a guida Raggi

(Fonte: RomaToday) – Trasporti, buche e rifiuti. Queste le motivazioni che hanno portato alla sconfitta elettorale del Movimento Cinque Stelle. Oggi, elaborata la batosta, parte la controffensiva e si comincia dai rifiuti. Come sempre nella comunicazione si va a caccia di un capro espiatorio e stavolta è la regione. Sono due consiglieri grillini a suonare la carica, Daniele Diaco (che è anche presidente della commissione Ambiente) e Nello Angelucci. 

Daniele Diaco sul suo profilo elenca delle responsabilità del Governatore. "Zingaretti rifiuta di assumersi le sue responsabilità. Zingaretti rifiuta di provvedere a un piano per gli impianti della Regione Lazio. Zingaretti rifiuta di capire che Roma fa parte del Lazio e che non può ignorare né la città né i romani". Diaco quindi riferisce della vicenda della delibera rifiuti per la Puglia: "Ieri, 11 giugno, la Regione ci fa sapere che è pronta finalmente la delibera per l’invio dei rifiuti in Puglia…. Ma attenzione! Solo fino al 30 giugno! E non da oggi ma dal momento in cui la delibera verrà adottata. Quindi dopo circa due mesi forse riusciremo a sopperire alla mancanza di impianti nel Lazio (per colpa di Zingaretti) inviando i rifiuti in Puglia solo per 10 giorni, se tutto va bene (per colpa di Zingaretti). Voglio ‘ringraziarti’ e credo che i cittadini vorranno farlo insieme a me. Grazie ma non abbiamo bisogno di questa inutile elemosina. Adesso basta! Sono passati 6 anni, occorre un Piano di gestione dei rifiuti subito!". 

Diaco fa riferimento al mancato aggiornamento del piano rifiuti in Regione Lazio. Lo stesso fa il suo collega Nello Angelucci che pubblica anche un'infografica. Angelucci rende edotti i suoi fan sulla legge, dimenticando però un passaggio che è poi quello che blocca il piano. Scrive il consigliere: "La Regione deve pianificare il sistema di gestione e trattamento e deve autorizzare gli impianti; il Comune deve affidare il servizio di raccolta rifiuti e organizzare la raccolta differenziata. Se la Regione non predispone un'idonea pianificazione – come nel caso del Lazio – il Governo nell'ambito dei poteri di vigilanza e controllo puo'/deve commissariare la Regione. E sarebbe pure l'ora, visto che l'ultimo piano rifiuti regionale risale al 2012 ed il 1 ottobre 2013 è stata chiusa la discarica di Malagrotta senza predisporre alternative. Da allora, la Regione Lazio esporta una parte dei rifiuti di Roma all'estero e fuori regione a causa della propria inerzia. E i Romani pagano.
Il 7 marzo 2016 il TAR ha intimato alla Regione Lazio di organizzare una rete adeguata di impianti. La Regione non lo ha fatto. Il 24 aprile 2018 è arrivata una seconda condanna del TAR: entro 60 giorni la Regione Lazio doveva individuare gli impianti, pena il commissariamento. Anche questo termine e' scaduto. Zingaretti se ci sei fai un piano".  

L'infografica, come le parole, è chiara ma incompleta. C'è infatti un passaggio dimenticato ed è quello della mancata indicazione, da parte della Città Metropolitana, delle aree idonee, all'interno del proprio ambito territoriale, ad accogliere i rifiuti. A capo della Città Metropolitana da ormai due anni c'è la sindaca Virginia Raggi e a mancare è proprio questo documento che sistematicamente, nella comunicazione grillina, viene omesso.  

Lo ha ricordato qualche giorno fa l'assessore regionale Massimiliano Valeriani: "Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, continua a chiedere dove conferire i rifiuti della Capitale, mentre il sindaco della Città metropolitana di Roma, Virginia Raggi, non decide dove e quali impianti realizzare per soddisfare le esigenze dell’intero territorio provinciale. Evidenzio che oggi il 100% dei rifiuti indifferenziati della città sono trattati in molti impianti, ma vengono tutti smaltiti fuori dai suoi confini: un peso che gli altri Comuni faticano ormai a sopportare". 

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Cronaca

Writers pizzicati dai Carabinieri

La scorsa notte, i Carabinieri della Stazione Roma Parioli hanno denunciato a piede libero 3 ragazzi romani, un 16enne e due 17enni con l’accusa di deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Nel corso di un servizio di pattuglia, i militari sono stati allertati da un cittadino che nel rincasare ha notato diverse scritte con vernice nera, inneggianti una squadra di calcio della Capitale, sui muri perimetrali di vari condomini. Dopo una breve attività di ricerca, i Carabinieri hanno individuato tre ragazzi che si spostavano a bordo di due scooter trovati in possesso di tre bombolette spray di colore nero, occultate sotto la sella e nel porta oggetti dei mezzi. I writers erano entrati in azione in via Chelini, in via Plana e in via Antonelli. I Carabinieri hanno interessato il servizio decoro urbano del Comune di Roma.

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Politica

Amministrative, ad Aprilia il consigliere tra i più giovani d’Italia

(Fonte: La Repubblica) – Diciotto anni appena compiuti e una prova importante come l'esame di maturità ancora tutta da affrontare, Davide Zingaretti, di Aprilia, è uno tra i più giovani consiglieri comunali d'Italia. Eletto nella lista Giusfredi Sindaco, una delle tre civiche che insieme al Pd hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Giorgio Giusfredi, lo studente siederà sui banchi dell'opposizione nell'assise civica apriliana.

Al ballottaggio il prossimo 24 giugno andranno il candidato del centrodestra Domenico Vulcano, un maresciallo dell'Arma, che ha ottenuto il 37,83% dei consensi, e il sindaco uscente, il civico Antonio Terra, con il 31,88%. Giusfredi si è dovuto accontentare del terzo posto, con il 19,71% delle preferenze. Ma il ruolo duro di minoranza non ha spento minimamente l'entusiasmo di Zingaretti.

Lo studente del liceo "Antonio Meucci" di Aprilia si è candidato inserendosi in un percorso di avvicinamento alla politica compiuto nella città del nord pontino da un gruppo di giovani, che hanno fondato un movimento chiamato RiGenerazione Apriliana, con l'obiettivo di diventare parte attiva della vita politica cittadina e di dare voce alle loro proposte ed idee. Tanto che il movimento, confluito in vista del voto nella lista Giusfredi Sindaco, ha schierato ben sei giovani: Giovanni Di Micco, Alessandra Addesse, Oriana Cogliandro, Irene Locatelli, Francesco Santorelli e appunto Davide Zingaretti.

Con 401 voti Davide ce l'ha fatta. "Sono stato estremamente sorpreso quando ho visto i risultati – racconta entusiasta – visto che non avevo di certo fatto i tanti conteggi che fanno i politici di lungo corso". Un diciottenne che si è imposto tra 540 candidati per un seggio in consiglio comunale. "Per due anni nel mio liceo – prosegue – mi sono impegnato come rappresentante degli studenti e poi ho deciso di candidarmi essendo ormai abituato al ruolo di portavoce dei giovani. L'ho fatto trovando un gruppo che ha investito realmente nei ragazzi e non ha cercato di esibirli solo come medagliette. Ho visto tanta sfiducia verso la politica tra i miei coetanei e coinvolgerli è stata la vera sfida".

Ora il ruolo di consigliere d'opposizione. "Questa esperienza – conclude il giovanissimo consigliere – credo che consentirà di gettare delle basi per il futuro, di avere un occhio vigile su tutto facendo un'opposizione sana, cercando di portare avanti le buone proposte che abbiamo messo a punto ascoltando i cittadini". Intanto, dopo essere stato eletto, Zingaretti deve subito pensare all'esame di maturità. Il suo ingresso in consiglio comunale conferma inoltre la provincia di Latina come fucina per giovani aspiranti amministratori: due anni fa nella stessa condizione di Davide, a Latina, con i civici di Damiano Coletta, è stata infatti eletta in Consiglio, dove siede ancora, Valeria Campagna.

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Cronaca

Roma, raid al Roxy bar il Riesame: “Fu azione brutale e vigliacca”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Federica Angeli)Un'azione "particolarmente brutale" messa in atto in modo "vigliacco e vile". Così il tribunale del Riesame di Roma descrive il raid al Roxy bar di via Barzilai alla Romanina messo in atto da Antonio Casamonica e Vincenzo, Alfredo ed Enrico Di Silvio il primo aprile scorso. Nel giorno di Pasqua il gestore e una donna, invalida civile, furono presi a botte solo perchè il primo si rifiutò di servire prima loro di un cliente, la seconda perchè rispose di lasciare il bar qualora non volessero rispettare quelle regole. Un mese dopo i responsabili furono arrestati. Secondo i giudici, che hanno ribadito il carcere per i tre e i domiciliari per Enrico Di Silvio (nonno dei tre), dalla visione delle immagini a circuito chiuso è emerso che nell'azione violenta non c'è stato "nessun minimo controllo". In particolare Alfredo Di Silvio "pur avendo sentito dire dalla cliente di essere in condizioni fisiche debilitate, ha insistito nel picchiare una donna indifesa e inferma, dimostrando di essere un individuo pericolosissimo e predisposto alla violenza". Gli indagati, accusati di lesioni, violenza privata e minaccia con l'aggravante del metodo mafioso, hanno agito, secondo i magistrati,  "allo scopo di esercitare una particolare coartazione psicologica con i caratteri propri dell'intimidazione derivante dall'organizzazione criminale". Ancora: "i Casamonica-Di Silvio hanno operato una forma di intimidazione in progressione ed hanno aspettato il momento in cui dare sfogo alla propria carica aggressiva, in funzione dell'obiettivo iniziale di allontanare i cittadini romeni, colpevoli di essersi presi la libertà di gestire una attività imprenditoriale nella 'loro zona'

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Cronaca

“Se non paghi ti brucio l’auto”: la minaccia di un parcheggiatore abusivo davanti ai Cancelli

(Fonte: www.romatoday.it)
Attimi di tensione sulla la via Litoranea di Ostia quando, in occasione delle prime giornate di mare, un parcheggiatore abusivo ha minacciato un automobilista. Sul posto i Carabinieri di Ostia.
L'abusivo 37enne, già noto alle forze di polizia, al termine di un diverbio ha minacciato di incendiare l'autovettura del malcapitato. I Carabinieri hanno così denunciato in stato di libertà un 37enne. L'anno scorso il Movimento 5 Stelle aveva lanciato una proposta ancora, però, mai attuata: "Questa amministrazione vede oltre e decide di progettare una nuova organizzazione dei parcheggi che impedirà di operare agli abusivi. Una tutela maggiore delle dune e una nuova pista ciclabile che collegherà Ostia agli arenili più belli di Roma. Le dune verranno recintate e i parcheggi interni adeguati. Ci saranno navette e parcheggi di scambio in modo da ridurre il traffico e l'impatto sull'ambiente", così in una nota del giugno 2017. 
 

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Cronaca

Cucchi, ex moglie carabinierie: «Mi disse: quante gliene abbiamo date»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
«Mi disse che la notte dell'arresto Cucchi era stato pestato, aggiungendo: "C'ero pure io: quante gliene abbiamo date"». Così Anna Carino, ex moglie di Raffaele D'Alessandro, uno dei carabinieri sotto processo per la vicenda della morte di Stefano Cucchi, oggi in aula sentita come teste nel processo che vede imputati cinque carabinieri, tre dei quali accusati di omicidio preterintenzionale, falso e calunnia. Cucchi, geometra 31enne, è morto all'ospedale Pertini il 22 ottobre del 2009, sei giorni dopo essere stato arrestato per detenzione di stupefacenti. 
Dalle testimonianze di due militari dell'Arma che alla caserma di Tor Sapienza ebbero cura di Cucchi la notte del suo arresto nell'ottobre del 2009 e la mattina successiva, fino al suo trasporto in tribunale per l'udienza di convalida era già emerso che le note sullo stato di salute nelle ore successive alla sua detenzione sarebbero state «modificate»​ e almeno una su esplicita direttiva di alcuni superiori dei carabinieri. «Mi chiesero di cambiarla, non ricordo per certo chi è stato ma posso dire che si è trattato di un ordine gerarchico»: così ha detto nei giorni scorsi ai giudici Francesco Di Sano che assieme al collega Gianluca Colicchio ebbe in cura Cucchi la notte dell'arresto. Colicchio ha ricordato in aula perfettamente il report nel quale scriveva che Cucchi «dichiarava di avere forti dolori al capo, giramenti di testa, tremore e di soffrire di epilessia» ma non ha riconosciuto come sua l'annotazione (riportante uguale data e numero di protocollo) nella quale si legge che l'arrestato «dichiara di soffrire di epilessia, manifestando uno stato di malessere generale». Un volto e un corpo tumefatto, lesioni ovunque. «Stefano sembrava una zampogna tanto era gonfio, mi disse con un filo di voce: sono stati i carabinieri, si sono 'divertitì con me», aveva testimoniato sempre al processo un detenuto, Luigi Lainà, che la notte tra il 16 e il 17 ottobre di nove anni fa incontrò il geometra nel centro clinico di Regina Coeli. Una testimonianza choc la sua, resa al processo che vede imputati i militari dell'Arma.

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Politica

Raggi a Tor Bella Monaca, lamentele su rifiuti e case popolari. Gli abitanti: “Non siamo cittadini di serie B”

(Fonte: www.repubblica.it)

Dopo la brutta prestazione alle urne nei Municipi III e VIII, Virginia Raggi tenta la carta del ritorno sui territori, per ascoltare i problemi dei cittadini. Per farlo sceglie una delle periferie più difficili di Roma, Tor Bella Monaca, complice l'avvio dei cantieri per il rifacimento integrale del manto stradale in via dell'Archeologia, un intervento su 1 chilometro di strada costato 746 mila euro. Raggi arriva in visita agli operai ma ben presto attorno a lei si forma un capannello di residenti. Qualcuno si affaccia dalle malandate torri di edilizia popolare che caratterizzano il quartiere, da sempre zona ad alto tasso di presenza di disagio sociale, qualcuno la incita dalle finestre, altri si chiedono ironici a cosa si deve l'onore della visita.
Arrivano soprattutto donne, signore anziane e madri, per raccontare alla sindaca di soffitti che perdono, strade dissestate, spazzatura nelle strade e alberi che cadono. "Siamo abbandonati qui, come si diceva una volta siamo nel Bronx, non ci rimane che venire ad occupare gli uffici del Comune", racconta una signora che parla del disagio abitativo. Raggi replica: "Sono qui apposta per sentirvi". L'incontro diventa fisico, la sindaca tiene a se le mani delle signore con cui parla. Arriva un giovane e protesta: "Era venuto qui pure Alemanno anni fa, ho anche il filmino, poi Marino, ma qui non è cambiato nulla nel frattempo". Il presidente del locale Comitato di Quartiere racconta di aver appena terminato una colletta tra i residenti per cambiare pezzi degli immobili. A pochi passi cumuli di rifiuti di fronte alla carcassa di una macchia che ha preso fuoco da tempo. "Non siamo solo cittadini di serie B, siamo 28 mila abitanti e ci sono migliaia di persone che la mattina si alzano e vanno a lavorare, non solo delinquenti", rivendica il presidente del Comitato di Quartiere. La sindaca propone le sue argomentazioni: "Siamo qui per ascoltare i cittadini, per vedere anche come stanno procedendo i lavori di rifacimento del manto stradale in via dell'Archeologia. Sono iniziati i lavori sulla strada e sui marciapiedi e stanno facendo delle potature. I cittadini ci hanno fatto notare che qui ci sono case popolari in cui non si interviene dagli anni Ottanta, dove ci sono tubi rotti e infiltrazioni e problemi sulle strade interne". E aggiunge: "Sarà mia cura informarmi presso il Dipartimento Patrimonio a che punto sono le procedure per intervenire. Lo scorso anno il Municipio è intervenuto sulle cose più gravi, come impianti fognari e bagni. E' evidente che se non si interviene da anni il lavoro da fare sarà importante". Ma i residenti vogliono farle vedere in prima persona i disagi che lamentano, conducono la Raggi prima in un appartamento dove abita una famiglia disagiata, poi in un garage pieno di infiltrazioni di acqua. La visita finisce, la sindaca promette ai cittadini di tornare. Nel frattempo la carcassa dell'automobile bruciata è stata rimossa.