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Cronaca

La nave Usa non ha celle frigorifere: lasciati in mare i corpi di 12 migranti

(Fonte: Corriere della Sera) Non ci sono celle frigorifere sulla nave americana Trenton, che martedì mattina ha soccorso un gommone di migranti nel Mediterraneo mettendo in salvo 40 superstiti. E recuperando 12 corpi, che ha però dovuto lasciare in mare proprio a causa della mancanza di celle frigorigere. «Non ci sono salme a bordo della Trenton», ha confermato l’uffici della pubbliche relazioni della Us Navy al quotidiano Repubblica.

La richiesta di aiuto

Per quanto riguarda le persone soccorse, invece, «ci stiamo coordinando con i nostri partner internazionali per decidere la destinazione». La nave della Ong tedesca Sea Watch, infatti, ha dato la sua disponibilità a prendere a bordo i superstiti «solo se ci assegnano contestualmente un porto sicuro che non sia più lontano di 36 ore di navigazione». Il rischio che la nave non vuole correre è di trovarsi bloccata in una situazione come quella dell’Aquarius, costretta a dirigersi verso il porto spagnolo di Valencia dopo la chiusura dei porti italiani. Una lunga navigazione che la Sea Watch, più piccola, non potrebbe sostenere.

L’appello

Ora la Trenton, con a bordo i 40 superstiti, si trova a vagare in mare. Da Sea Watch è arrivato un nuovo appello alle autorità: «Inaccettabile che persone che sono state letteralmente raccolte dall’acqua, che hanno visto i loro amici annegare, siano bloccate in mare senza un porto pronto ad accoglierle. Questa è una condanna schiacciante della politica dell’Unione Europea».

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Politica

Stadio della Roma, ecco il metodo Parnasi: «Faccio Ostia e dopo incasso su Tor di Valle» | I nomi dell’inchiesta

(Fonte: Corriere della Sera, di Fulvio Fiano e Ilaria Sacchettoni) – «Siamo andati lì dall’assessore a fare una figura… cioè proprio sembravamo i romani quelli sai dei centomila film che hai visto? I romani a Milano…Peggio di Totò», racconta a un’amica uno degli arrestati, Giulio Mangosi, collaboratore di Parnasi, dopo aver incassato il «no» dell’assessore milanese Pierfrancesco Maran sullo stadio del Milan.

La «rometta»

L’episodio è citato dal gip come esempio di metodo corruttivo da esportare: «Qua funziona perché ancora comunque la Roma, rometta, Baldissoni… Sei in casa… è diverso. Lì si mettono a ridere, cioè nel senso lì è proprio un altro mondo. Il metodo anni ‘80 non funziona», dice Mangosi.

l giudice parla anche di «costi sociali tenuti in nessun conto» quando si tratta di far passare il progetto. Altri due collaboratori di Parnasi discutono della scomparsa del ponte di Traiano (poi ripristinato, ndr): «Levando il ponte sul Tevere quello che si viene a creare è che sulla via del Mare e sulla Roma Fiumicino si crea un caos». «Vabbè, ma questo tienitelo per te».

L’avvicinamento a M5S

«È un investimento che io devo fare, molto moderato rispetto a quanto facevo in passato…» dice il costruttore. La gip parla di «opera di avvicinamento» a M5S da parte di Parnasi che, tuttavia, studia anche altre forze politiche (Pd, Forza Italia) e teme che affiorino i finanziamenti alla Lega.

L’uomo di Di Maio

Tra i politici foraggiati in vista delle elezioni c’è anche l'avvocato romano Daniele Piva, uno dei volti nuovi sponsorizzati direttamente da Luigi Di Maio, che non solo non viene eletto alla Camera, ma non fa neanche in tempo a spendere i 20 mila euro che gli versa Parnasi. «Praticamente te li devo restituire — dice Piva all’immobiliarista — però io vorrei,se tu sei d’accordo, riprenderli…». Parnasi acconsente e glieli ridà sotto la falsa voce di una consulenza: «Ok te li faccio tutti quanti.. lo faccio con una azienda quale che sia?»,gli chiede. E poi a un collaboratore spiega: «Ti devo mandare il bonifico che abbiamo fatto a Daniele Piva, quello che è venuto… braccio destro di Di Maio».

Bisignani e Dagospia

Parnasi può spendere anche un’amicizia con il faccendiere Luigi Bisignani. E quando Lanzalone riferisce all’imprenditore la sua preoccupazione per un articolo che lo riguarda, pubblicato su Dagospia, che gli attribuisce una relazione con la sua collaboratrice Giada Giraldi, lui interviene: «Lo conosco benissimo e se vuoi non gli faccio scrivere manco mezzo pezzo di carta su di te», lo rassicura Parnasi. «Sarebbe meglio, perché poi ste robe rompono le scatole». L’articolo viene modificato.

Prosperetti allo stadio

Il Sovrintendente Francesco Prosperetti chiede al collaboratore di Parnasi Paolo Caporilli «di avere un biglietto per la Champions League», cosa che Caporilli gli farà avere. Prosperetti è centrale per eliminare il vincolo sullo Stadio e si rapporta al costruttore attraverso l’architetto Paolo Desideri, presso il quale lavora Beatrice Prosperetti, la figlia. Al telefono due collaboratori di Parnasi si dicono fiduciosi riguardo al ruolo del funzionario:«Sembra che ha avuto (Prosperetti, ndr) un’idea molto bella di far ricostruire a una campata forse due nel parco fluviale di fronte ai campi da calcio di Trigoria. Lui sembrerebbe positivamente intenzionato a risolvere il vincolo così, no?» .

Soldi a Palozzi

«Se io vinco — dice a Parnasi Adriano Palozzi di Forza Italia — vado a fare l’assessore in Regione e sono utile» Secondo i pm l’erogazione nei confronti di Palozzi, 25mila euro tramite una società fasulla, ha due finalità, da un lato Palozzi è consigliere regionale, vice presidente della commissione ambiente, politiche della casa e urbanistica, dall’altro da ex sindaco di Marino, il politico può garantire a Parnasi il via libera alla riqualificazione della zona del Divino Amore un milione e mezzo di metri quadri resi edificabili dal comune di Marino. «Non ho nessuna difficoltà — lo rassicura Parnasi — mi deve arrivare liquidità o mi arrivano la settimana prossima e c’hai 30mila euro sul conto»

«Spada com’è?»

Gli approfondimenti dei carabinieri di via In Selci fotografano anche la corruzione di Bordoni, ex assessore di Alemanno. Durante un incontro Parnasi gli avrebbe consegnato soldi, confidandogli che medita un abboccamento con gli Spada. «Ma senti, tu che sei di quelle parti, questo Roberto Spada tu l’hai conosciuto?» dice. Gli Spada sono una preoccupazione di Parnasi: «Cè la sindaca nuova, la mini sindaca di Ostia. Ostia è un posto infestato dagli Spada…sarebbero interessati che a Ostia se ne parlasse bene, così si calma la pressione su di loro e continuano ruba’ non so se mi spiego…»

Lo scambio

Parnasi lega il capogruppo grillino Paolo Ferrara a sé promettendogli di aiutarlo in un restyling di Ostia che lui potrà spendere in chiave elettorale. Un collaboratore dell’immobiliarista dice: «Se è un’idea buona, fare immediatamente questa roba di Ostia per incassare su Tor di Valle».

Il figlio di Civita

L’ex assessore di Zingaretti , Michele Civita. incontra Parnasi da Doney a via Veneto: «Io ti voglio chiedere una cortesia per mio figlio…tu me l’avevi detto no?». Civita gli propone di inviargli il curriculum: «Lui è laureato in Economia. Se ti mando il curriculum…». Parnasi finanzia anche il consigliere comunale Daniele Leoni con una dazione alla sua fondazione Fiorentino Sullo.

Gola e la Roma

L’assessore di Ostia Giampaolo Gola, dialoga al telefono con il collaboratore di Parnasi : «Ha detto che parlerà di me con Baldissoni ovviamente senza fretta senza urgenza al momento opportuno ma la sua idea era quella di propormi per la Roma..»

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Cronaca

Roma, incendio in vicolo degli Amatriciani in appartamento, donna ustionata

(Fonte: La Repubblica, di Federica Angeli) – Un incendio di grandi dimensioni si è sviluppato, poco dopo le 9, nel palazzo di vicolo degli Amatriciani, a due passi da piazza Navona. Da prime informazioni il rogo si sarebbe sviluppato nell'appartamento al primo piano a causa di candele lasciate accese. Molto velocemente le fiamme si sno propagate fino ai piani superiori.

Tre le persone rimaste intrappolate fino all'arrivo dei soccorsi – polizia e vigili del fuoco – nell'abitazione interessata dalle fiamme. Una donna, in gravissime condizioni è stata salvata e portata in codice rosso, con ustioni su tutto il corpo, all'ospedale Santo Spirito.

Evacuati due stabili dai vigili. Nello stabile a fianco a quello in cui è scoppiato l'incendio abita il presidente della Camera Roberto Fico che è sceso in strada a parlare con gli inquilini sgomberati.

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Cronaca

“Punto Donna”, Paola Guerci: “Solo 5 le sottosegretarie del Governo Conte”

Redazione – Paola Guerci si esprime nella trasmissione “Punto Donna” sulla nomina dei sottosegretari del Governo gialloverde. “Dopo la delega ricevuta da Spadafora alle Pari Opportunità – afferma la giornalista -, ieri hanno giurato i sottosegretari del governo Conte. Dopo essere state nominate 5 donne nella compagine dei ministri, soltanto altre 5 hanno giurato come sottosegretarie. In merito a ciò, Salvini ha chiarito la sua contrarietà alla definizione di quote rosa, dichiarando di avere grande rispetto per le donne e proprio di non prevedere quote rose”.

Guerci passa poi agli eventi: “Oggi pomeriggio, invece, si terrà allo Stadio dei Marmi l’VIII edizione dell’iniziativa “Sport Senza Barriere”: oltre a molti personaggi del mondo e dello spettacolo saranno presenti alcune personalità di eccellenza del panorama sportivo italiano, tra cui: la campionessa paraolimpica Bebe Vio, volto della manifestazione  e l’ex schermitrice Valentina Vezzali. Da non perdere!”.

Un’altra ottima notizia per le mamme romane dice la giornalista, riguarda la riapertura del parco di Via Lentini nell’area della Borghesiana: “Le piccole aree verdi, infatti, sono ancore di salvezza per tutte le famiglie”. Questo a seguito delle polemiche sorte sul piano firmato Campidoglio- Coldiretti sulla pulizia delle aree verdi.

Paola Guerci si è anche soffermata sul caso del ritrovamento del corpo di Sara Luciani, avvenimento che hai seguito il ritrovato del corpo dell’ex fidanzato, testimonianza dell’ennesimo caso di omicidio-suicidio nell’area del femminicidio.

La giornalista, in chiusura, si è espressa sulla diffusione del virus dell’AIDS di uomo in maniera volontaria. L’uomo, di 36 anni, ha affermato di aver avuto rapporti con più di 200 donne. “L’’AIDS non è una malattia degli anni ’80 – dice Paola Guerci a Radio Roma Capitale – e  la propaganda sulla prevenzione gioca, in questo senso, un ruolo fondamentale. Importante il lavoro delle forze dell’ordine del pubblicare la foto  del diffusore seriale”.

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Cronaca

Treno bloccato per 5 ore in galleria: odissea notturna alle porte di Roma

(Fonte: RomaToday, di Lorenzo Cifelli) – "La luce in fondo al tunnel, lasciamo @ItaloTreno #9989 per salire su un nuovo treno". Un tweet che riassume in pochi caratteri l'odissea vissuta la sera di mercoledì 13 giugno dai passeggeri che si trovavano in viaggio sul treno Italo partito da Milano. Alle 21:04 mentre il treno transitava alle porte della Capitale, nei pressi di Capena, il convoglio si è fermato. Poi il calvario dei circa 400 passeggeri presenti su Italo, trasbordadi su un secondo treno dopo una 'passeggiata' nel tunel dopo quasi 5 ore di attesa (all'1:30 circa). 

Treno Italo bloccato in galleria 

Una lunga serata, quella vissuta dai passeggeri del treno 9989, raccontata quasi in diretta sui social media con foto, video e tweet. Fra i viaggiatori che si trovavano su Italo la giornalista di Sky, Lia Capizzi che ha raccontato le quasi 5 ore di attesa vissute da lei ed i suoi compagni di viaggio: "Allucinante. In viaggio su @ItaloTreno 9989 da Milano a Roma. Siamo bloccati da h 21.05 dentro una galleria nei pressi di Capena. Guasto definito "irreparabile". Anziani e bimbi con difficoltà a respirare. Sono state almeno aperte le porte di alcuni vagoni per far passare l'aria".

Odissea sul treno 9989

Fermo nel tunnel per un guasto irreparabile, al fine di far uscire il convoglio dalla galleria in attesa dell'arrivo di un treno sostitutivo, il 9989 è stato agganciato per essere trainato ma il tentativo non è riuscito. In ansia i passeggeri sono stati assistiti anche dal personale della Polizia Ferroviaria, mentre i viaggiatori proseguivano la diretta su twitter: "Da Roma Tiburtina (a 25Km da qui) è  arrivato un mezzo per trainarci ma non è stato possibile l'aggancio. Situazione di disagio – twetta ancora @LiaCapizzi-. Prevale la solidarietà tra i passeggeri anche nel dividersi la poca acqua rimasta. Ma dopo 3 ore bloccati in una galleria il nervosismo è in aumento…"Aggiornamento Italo 9980 bloccato. Inizia la quarta ora dentro la galleria (dalle h 21.05). Arrivati gli uomini della Protezione Civile per il piano evacuazione e successivo trasbordo. Al buio. Ci faranno salire su un treno appena arrivato da Roma".

Passeggeri nel tunnel ferroviario a Capena 

Odissea che raccontano in diretta altri due passeggeri: "@ItaloTreno fermi da oltre 3 ore. Soluzione traino non percorribile – tweeta Carlotta Demofonti- . Al buio, senza aria, elettricità e in attesa di ulteriori informazioni. Il capo treno si scusa per il #disagio. Senza commenti. Dopo 4 ore ci stanno evacuando a piedi. Ancora bloccati nella galleria. Nessun soccorso. In balia di un capotreno. @ItaloTreno non vi siete regolati""Live da @ItaloTreno 9989 bloccati in una galleria da 45 minuti ora ci comunicano che attendiamo un mezzo per trainarci. Camminando in galleria @ItaloTreno #9989 #odissea", racconta Edo Colombo sempre sui social media, 

Trasbordati su un secondo treno

All'1:30 circa la fine dell'odissea, con i passeggeri trasbordati su un secondo treno arrivato da Roma dopo una passeggiata nel tunnel dove sono rimasti bloccati quasi 5 ore: "Stiamo scendendo da @ItaloTreno #9989 per salire su un altro treno – conclude il racconto Edo Colombo – . Qui ho acceso il flash ma è buio pesto La luce in fondo al tunnel, lasciamo @ItaloTreno #9989 per salire su un nuovo treno" "Trasbordo completato, grazie a Polizia e Protezione Civile – termina il proprio racconto la giornalista di Skype -. Alle h 1.59 il (nuovo) Italo parte. Dopo 4 h e 55' lasciamo la galleria. Scatta l'applauso. Pur nel profondo disagio sottolineo la compostezza e la solidarietà della maggioranza dei passeggeri. THE END. (finalmente)". 

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Cronaca

Ostia: albero crolla sulle auto in sosta, distrutte sei vetture

(Fonte: RomaToday, di Lorenzo Nicolini) – Continua la morìa di alberi a Roma. Questa volta lo scenario è quello di Ostia dove un grosso pino è caduto sulla auto in sosta in viale dei Promontori, all'altezza del civico 281. La strada, quella di una residenziale, è una via chiusa e spesso utilizzata da chi vive lì per parcheggiare le proprie auto. 

L'albero, infatti, è caduto distruggendo sei auto, mentre i rami ne hanno danneggiate altrettante. Sul posto, allertati dai residenti, gli agenti della Polizia Locale del X Gruppo Mare ed il Servizio Giardini di Roma Capitale a lavoro per mettere in sicurezza viale dei Promontori. Sul posto anche i Vigili del Fuoco per controllare un'auto Gpl colpita dall'albero. Tanti i cittadini in strada a documentare il fatto come l'imprenditore di Ostia Dario Mancini.

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Cronaca

Roma, Tor Bella Monaca: sgominata organizzazione che gestiva lo spaccio

FRASCATI – A seguito di serrate e complesse indagini, dalle prime ore dell’alba, i Carabinieri del Gruppo di Frascati stanno dando esecuzione a un’ordinanza che dispone misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 20 persone (tra cui 1 donna), appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di sostanza stupefacente del tipo cocaina, radicata nella città di Roma con base operativa e logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca.

Le indagini, condotte dal febbraio al giugno 2016, dai Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca, traggono origine da un precedente segmento investigativo che aveva consentito, agli stessi militari, nel giugno del 2016, di dare esecuzione ad un’altra ordinanza che disponeva misure cautelari nei confronti di 33 persone appartenenti alla medesima associazione, atteso che lo svolgimento delle precedenti indagini, a partire dall’anno 2014, aveva dato contezza dell’esistenza di una ampia organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti di vario genere (per lo più cocaina ed hashish) davanti alle palazzine popolari ubicate tra il civico N.322 e N.338 di Via San Biagio Platani, nel quartiere romano di Tor Bella Monaca.

Le attività di prevenzione e controllo del territorio svolte dai Carabinieri avevano consentito di evidenziare una costante attività di spaccio da tempo espletata, in forma che appariva organizzata, da un numero particolarmente elevato di pusher, stabilmente presenti nei luoghi e continuativamente dediti allo spaccio, facenti capo ad un giovane 26enne del luogo, pregiudicato per armi e stupefacenti. Alla conclusione emergeva un sodalizio estremamente radicato sul territorio e gli esiti delle indagini svolte con metodi tradizionali ed attività tecniche attestavano l’elevatissimo volume d’affari dell’associazione, profitti derivanti da un’incessante attività di spaccio, tanto serrata da incrementare notevolmente il quantitativo di stupefacente immesso nel mercato romano. L’esecuzione dell’ordinanza che disponeva misure cautelari del giugno del 2016 che pur aveva portato ad un forte ridimensionamento dell’organizzazione criminale, con l’arresto dei vertici e dei più importanti esponenti, ha però rappresentato solo l’inizio di una più ampia attività di indagine condotta dai Carabinieri, sotto le direttive della locale DDA, finalizzata a contrastare in modo concreto ed efficace il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nell’intera borgata di Tor Bella Monaca.

Più in particolare, il monitoraggio della piazza di spaccio nella fase post-esecuzione ha consentito di acclarare una inesauribile e non sottovalutabile capacità evolutiva dell’associazione in grado di fronteggiare anche lo stato di detenzione dei suoi vertici ed una non parificabile duttilità e capacità di adattarsi a tali circostanze; come evidenziato dagli oltre quaranta arresti in flagranza con contestuale sequestro di migliaia di dosi di cocaina, operati dai Carabinieri, in quel luogo, anche nelle fasi successive e precedenti alle indagini del 2014.

Nonostante l’evoluzione dell’organigramma criminale dell’associazione, le indagini svolte hanno consentito di giungere all’identificazione dei nuovi sodali e di accertare i nuovi ruoli ricoperti dai soggetti, che nelle precedente indagini, avevano ricoperto un ruolo solo marginale, cui è spettato l’onere di raccogliere l’eredità dei vertici arrestati nel 2016, al fine di garantire la continuità delle illecite attività; necessaria a dimostrare la costante ed inesauribile presenza del sodalizio nel territorio e a garantire il mantenimento dei sodali reclusi e delle loro famiglie.

Quella odierna è solo l’ultima delle importanti e recenti attività investigative condotte dai Carabinieri e dalla DDA nel quartiere periferico di Tor Bella Monaca, finalizzate alla disarticolazione di consolidati sodalizi criminali che, per anni, hanno gestito il traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere, rendendolo terreno fertile, proficuo e tristemente noto per lo spaccio tra le palazzine popolari. Tali operazioni testimoniano la costante attenzione degli inquirenti sul fenomeno in atto e la capacità investigativa di monitorare, anche nelle fasi successive ad importanti indagini, le evoluzioni dei sodalizi criminali e di individuare, immediatamente, i nuovi vertici, al fine di stroncarne “sul nascere” qualsiasi tentativo di riorganizzazione.

Di comprovata importanza, le dichiarazioni testimoniali rese ai Carabinieri della Stazione di Tor Bella Monaca, nel febbraio 2016, da uno dei pusher stabilmente impegnati nelle attività di spaccio, che, oltre a fornire importanti elementi investigativi, permetteva di accertare lo stato di completa sudditanza dei consociati al volere dei vertici del gruppo criminale, pronti a reprimere, con violenza, qualsiasi tentativo di “disobbedienza” e a “punire” con aggressioni di gruppo quei sodali, ritenuti responsabili di eventuali errori nell’espletamento dei turni di lavoro loro designati (ammanchi di stupefacente, di denaro, ecc..).

Altro elemento chiave dell’odierna indagine, la testimonianza di un collaboratore di giustizia, prima ai vertici dell’associazione, le cui dichiarazioni hanno permesso di far luce sulle modalità ed i tempi di spaccio dell’organizzazione, di delineare con esattezza i  ruoli dei vari sodali, confermando una programmatica rimodulazione strutturale che ha garantito la prosecuzione delle attività di spaccio. Le dichiarazioni rese dal collaboratore e dal testimone hanno offerto, per la prima volta, la possibilità di conoscere le dinamiche dei gruppi criminali dall’interno, e, pertanto, costituiscono senza dubbio un importante viatico anche per le indagini future.

Sulla piazza si è registrata la presenza di pusher italiani di diverse età, compresi minorenni, di sesso sia maschile che femminile, e di diversa nazionalità. Tra i clienti vi erano, invece, sia uomini che donne, di diverse estrazioni sociali e età (dai 18 ai 55 anni) e non si esclude anche alcuni minorenni. Nel corso di quest’ultima parte delle indagini, sono già state arrestate in flagranza 13 persone e recuperato un significativo quantitativo di cocaina e documentati oltre duecento episodi di spaccio.

L’operazione ha interessato oltre duecento Carabinieri coadiuvati dai cinofili, da un elicottero dell’Arma e da personale dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio”.

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Politica

Aquarius, telefonata tra Conte e Macron. Il premier italiano: “Caso chiuso”. Confermato l’incontro tra i due

ROMA – Parigi e Roma provano a voltare pagina, dopo lo scontro sulla nave Aquarius. "Il caso è chiuso, ora bisogna cambiare il trattato di Dublino. La soluzione della questione immigrazione non può essere demandata solo all'Italia", dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Con una nota dell'Eliseo il presidente francese Macron precisa: "Mai fatto dichiarazioni con l'obiettivo di offendere il popolo italiano". Non proprio scuse ufficiali, ma abbastanza per confermare l'incontro tra i due, domani a Parigi.

La svolta dopo una telefonata tra lo stesso Conte e il presidente francese Macron nella notte. "C'è il tempo delle emozioni e il tempo del lavoro per affrontare questioni importanti come la crisi migratoria", aveva dichiarato la ministra francese degli Affari europei, Nathalie Loiseau, aggiungendo poi: "Abbiamo bisogno di parlare con l'Italia, è un grande partner, un grande vicino". E definisce la conversazione telefonica tra i due "cordiale".

Fino a qualche ore prima il vicepremier Luigi Di Maio sembrava voler tenere il punto: "Spero che il presidente Macron si scusi, è ancora in tempo. Ma finché non arriveranno le scuse noi non possiamo indietreggiare", aveva detto il capo politico cinquestelle. È la linea che aveva dettato ieri il leghista Matteo Salvini, da parte del quale era arrivato il veto per il viaggio di Conte in assenza di "scuse ufficiali" del presidente francese, per le accuse di "cinismo e irresponsabilità" rivolte a Roma e in particolare proprio a Salvini, artefice della chiusura dei porti italiani e della conseguente odissera della nave Aquarius.

L'imbarcazione della ong Sos Mediterranée si sta intanto dirigendo verso Valencia, dopo che il neo-premier spagnolo Pedro Sanchez ha messo a disposizione quel porto per l'attracco. Ma c'è stato un cambio di rotta, reso necessario dal maltempo.

Sulla vicenda interviene per la prima volta anche il Papa, in un messaggio inviato ai partecipanti al Colloquio Santa Sede-Messico sulla migrazione internazionale: "Non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni", scrive Francesco. "Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua indipendentemente dal loro status migratorio".

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Politica

L’ipotesi stadio sembra tramontare

Ieri pomeriggio si è tenuto il Consiglio Regionale. Si è trattato principalmente di questioni relative al bilancio, senza lasciare spazio alla vicenda dello Stadio della Roma. La questione è, in effetti, particolarmente delicata, visti gli arresti del vicepresidente del Consiglio Regionale Palozzi e dell'ex assessore Civita. Pochissimi sono stati, inoltre, i commenti da parte dei rappresentanti delle istituzioni. L'inviato di Radio Roma Capitalia Antonio Maggiora Vergano è riuscito ad avere informazioni da una fonte anonima. Sembra, infatti – racconta Antonio Maggiora Vergano – che le probabilità che il progetto, al momento sospeso, venga effettivamente portato avanti non siano particolarmente alte. Molto più probabile che si debba ricominciare da zero. La speranza, tuttavia, è che si possa riprendere da dove si era terminato. In ogni caso tempi brevi sono una chimera.

Anche Fernando Magliaro, gornalista de "Il Tempo" e ospite ai microfoni di Radio Roma Capitale, spiega: "L'ipotesi stadio è quasi tramontata". Sembra quindi che i tifosi giallorossi debbano rassegnarsi all'idea di continuare a vedere la propria squadra giocare sul prato dello Stadio Olimpico ancora per qualche anno. 

Antonio Maggiora Vergano si dirigerà in Campidoglio nel primo pomeriggio per documentare il Consiglio Comunale in agenda per le 14.00.

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Cronaca

Arresti stadio Roma, Raggi infuriata: “Non scelsi io Lanzalone”

(Fonte: La Repubblica, di Lorenzo D'Albergo e Mauro Favale) – E pensare che la giornata era cominciata con una conferenza alla Stampa estera per rilanciare l'immagine della capitale al di là dei confini nazionali a due anni dal suo trionfo elettorale. Fuori trema tutta la città, dentro Virginia Raggi parla di "start-up city", di una capitale "che sappia dialogare con le altre città europee", di "un governo amico che ci permetterà di realizzare i punti del nostro programma" ma anche di una "Roma che non è più ladrona".

Quando arriva la domandasull'inchiesta che ha coinvolto Luca Lanzalone (il braccio destro inviato a Roma dal M5S dopo l'arresto di Raffaele Marra) e Paolo Ferrara (capogruppo 5S in Comune), lei risponde: "Chi ha sbagliato pagherà". Per il resto del giorno si chiude nel silenzio, nel fortino di Palazzo Senatorio dove a pomeriggio, dopo un passaggio dal neo ministro dell'Ambiente Sergio Costa, incontra la sua maggioranza. E lì, insieme ai suoi consiglieri spaesati, di nuovo colti di sorpresa come all'epoca dell'arresto di Marra, la sindaca alza la voce. Per dire che "Lanzalone non l'ho scelto io".

Non arriva a dire, come si ironizza sui social, che "era uno dei 5.000 dipendenti di Acea", come disse del suo ex vicecapo di gabinetto arrestato nel dicembre 2016. Ma è furibonda con i big del Movimento che, proprio dopo quei fatti, le affiancarono i "tutor", Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro. I due oggi sono stati promossi al rango di ministri (Guardasigilli il primo, ai Rapporti col Parlamento il secondo) ma è con loro che Raggi se la prende. Con Bonafede, soprattutto, indicato come l'uomo che portò in Campidoglio l'avvocato genovese che, dalla gestione del dossier stadio venne poi piazzato sulla poltrona di presidente di Acea.

Ma il ministro della Giustizia non è l'unico sponsor di Lanzalone: nel corso della riunione vengono tirati in ballo anche il sindaco di Livorno Filippo Nogarin e e l'allora suo assessore Gianni Lemmetti – oggi titolare dei conti del Campidoglio – che con l'avvocato avevano lavorato ai tempi del concordato Aamps, la municipalizzata dei rifiuti. "Quando è arrivato a Roma era segnalato da quei due", dicono anche i consiglieri. Che tengono fuori dal redde rationem Beppe Grillo e Davide Casaleggio e allo stesso tempo tremano: "Lanzalone aveva messo le mani su decine di nostri dossier".

Alla riunione partecipa anche Ferrara, ex capogruppo autosospeso (l'erede sarà Giuliano Pacetti) che nega qualsiasi coinvolgimento: "Non esiste nessun progetto di riqualificazione del litorale di Ostia. Chiederò di farmi interrogare", dice lui. Ora saranno i probiviri M5S a vagliare la sua posizione. Intanto sulla graticola, però, c'è soprattutto la Raggi.

Deve uscire dalla bufera. Difficile che ci riesca puntando sulle cose fatte e da fare, citando "i bus turistici fuori dal centro", il prolungamento della Metro C o il miliardo e 250 milioni che servirebbe "per rifare tutte le strade della città". "Faccio le cose giuste, non per avere consenso", dice fiera. Ma, stavolta, per risollevarsi da questa batosta non basterà un post su Facebook.
Anche perché in vista ci sono il parere della procura su Atac e il processo per falso. Si decide tutto a giugno.