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Politica

Campidoglio: nostro obiettivo contrastare il randagismo

Esprimiamo la nostra vicinanza ed auguriamo una pronta guarigione alla signora e al cucciolo che ieri sono stati aggrediti da cani di grossa taglia all’interno del parco di Villa Pamphilj. 
Stiamo verificando le segnalazioni pervenute, dalle quali emerge che probabilmente si tratta di cani già visti all’interno della villa, sfuggiti al controllo della proprietaria, e non di cani randagi.
Contrastare efficacemente il randagismo è un nostro obiettivo. Recentemente abbiamo pubblicato due bandi di gara del valore complessivo di 340.000 euro finalizzati alla prevenzione del fenomeno attraverso la sterilizzazione e il contrasto del randagismo di ritorno (abbandono) attraverso azioni integrate.
Un primo bando destina 150.000 euro alle sterilizzazioni, alle chippature e al censimento, mentre il secondo, da 190.000 euro, riguarda i grandi interventi chirurgici. I servizi medico-veterinari verranno affidati per 36 mesi a veterinari e strutture operanti nel territorio romano.
L’assessora alla Sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari ha sottolineato che è fondamentale garantire l’incolumità dei cittadini nel rispetto degli ecosistemi e di tutte le specie viventi. La sterile polemica ed i falsi allarmismi rischiano di produrre reazioni di zoofobia ed intolleranza proprio nei confronti degli animali.

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Cronaca

Atac, via libera della procura al concordato

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Michela Allegri)Via libera della Procura al concordato Atac. Questo il parere che la procura ha depositato al tribunale fallimentare di roma: per i pm si tratterebbe dell'unica procedura che riuscirebbe a garantire con un minimo di certezza i creditori. Saranno i giudici del tribunale fallimentare ad avere l'ultima parola sulla procedura. Il parere positivo arriva dopo una prima bocciatura da parte dei delegati agli affari civili del tribunale di piazzale Clodio e che avevano sollecitato Atac a integrare con alcune prescrizioni il precedente piano. Le criticità principali per i pm sarebbero state risolte. 

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Cronaca

Bomba d’acqua da Roma al litorale: strade allagate e fuga dalle spiagge

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Bomba d'acqua dalle 15.40 da Roma al litorale: strade subito allagate e fuggi fuggi dalle spiagge  da Fiumicino a Ostia. Particolarmente colpito il centro della Capitale con i turisti che si sono rifigiati nei negozi. L'irruenza delle precipitazioni ha spinto molti a scendere nelle stazioni delle metro. 

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Cronaca

Roberto Spada condannato a 6 anni per il pestaggio del giornalista Rai: c’è l’aggravante del metodo mafioso

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Adelaide Pierucci)Roberto Spada e il suo guardaspalle Ruben Alvez Del Puerto sono stati condannati a 6 anni di carcere, più un anno di libertà vigilata per il pestaggio del giornalista Di Nemo, Daniele Piervincenzi, e del suo operatore. Per il giudice c'è l'aggravante del metodo mafioso. La procura aveva chiesto 8 anni e 9 mesi per entrambi gli imputati, più tre di vigilata el’interdizione perpetua pubblici uffici. "Spada ha agito da boss – ha detto il pm Giovanni Musaró –  ha usato una violenza ostentata, plateale. Cosa c'è di meglio di una telecamera per ostentarla, per acquisire prestigio.  Avrebbe potuto chiudersi dentro la palestra e non ricevere il giornalista oppure picchiarlo all'interno. Invece ha voluto rivendicare il territorio”. Per l’accusa va confermata l’aggravante di aver avuto con il giornalista il metodo mafioso come confermerebbe le modalità del pestaggio, il contesto, il convincimento di poter contare sull’omertà dei testimoni. “Dopo la testata si è sentito in strada il rumore delle tapparelle e i passanti si sono volatilizzati”. I legali di parte civile (Comune, Regione, Associazione Caponnetto, Ordine dei giornalisti, Libera, oltre le due vittime) si sono associati alle richieste di condanna della procura. “La testata testimonia il clima di paura che si respira a Ostia” ha detto per la Regione Lazio, l'avvocato Luca Petrucci. “In quel territorio ci sono dei gruppi che si sostituiscono alle istituzioni – ha detto un penalista – Il processo ha dimostrato che l’aggressione al giornalista non sia stata un caso di violenza di strada, ma un atto dimostrativo. Spada con aria da boss ha voluto ribadire: “Decidiamo noi chi deve gestire la cosa pubblica”. Piervincenzi stava chiedendo a Spada del suo appoggio a Casapound annunciato su Facebook.

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Cronaca

Roma, si ferisce braccio con la motosega mentre pota un albero: grave operaio del Servizio Giardini del Comune

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Un addetto del Servizio Giardini del Comune è rimasto ferito oggi mentre potava un albero a Roma. È accaduto intorno alle 12 in via Tuscolana 1041. Secondo quanto si è appreso, l'uomo si è ferito a un braccio con la motosega ed è stato trasportato in ospedale dal 118 in codice rosso. A chiamare i soccorsi gli agenti la polizia locale del Gruppo VII che erano presenti sul posto in ausilio al servizio Giardini.

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Politica

Inchiesta stadio della Roma, Raggi lascia la procura senza fare dichiarazioni

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giuseppe Scarpa)La sindaca Virginia Raggi è stata di nuovo convocata in procura come persona informata sui fatti – quindi non come indagata – sull'inchiesta sullo Stadio della Roma. I magistrati che l'hanno ascoltata per 45 minuti avevano acquisito nuovi elementi che hanno richiesto un chiarimento da parte della prima cittadina. Raggi non ha rilasciato dichiarazioni. L'inquilina del Campidoglio era già stata sentita venerdì a piazzale Clodio, come il dg della Roma Mauro Baldissoni e il direttore generale del Comune Franco Giampaoletti. Il colloquio con il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Barbara Zuin è terminato intorno alle 19. Giovedì Virginia Raggi sarà di nuovo in tribunale per l'inizio del processo per falso per la promozione di Renato Marra, fratello dell'ex braccio destro della sindaca Raffaele, dai vigili urbani alla direzione Turismo.

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Cultura

Roma, Estate al polo: il nuovo giardino urbano nel polo museale dell’Atac

(Fonte: www.repubblica.it)

Un giardino urbano nel cuore di Roma apre all'ombra della Piramide Cestia e dentro il polo museale dell'Atac, a via Bartolomeo Bossi, 7. Dal 15 giugno al 20 luglio la musica, soprattutto jazz ma non solo, ospita chiunque voglia passare una serata differente in un salotto all'aperto fra palme e vagoni. Un vero e proprio villaggio con all'interno anche un orto biologico.

Dall'ora del tramonto parte l'aperitivo accompagnato dal dj set, seguono i concerti di musica jazz, etnica, popolare italiana, swing e tappers. Ma a movimentare la serata ci sono anche cantautori romani. Si inizia con Lady Coco, la dj nata nella Capitale ma artisticamente cresciuta a New York e in particolare a Brooklyn, quartiere in cui comincia la sua storia d'amore con i vinili. Dopo aver fatto ballare mezza Europa, dalla Germania al Belgio all'Italia, torna a Roma all'Estate al polo, dalle 18.30. Alle 22, il primo concerto della stagione è del Max Ionata Quartet: Ionata è considerato uno dei maggiori sassofonisti italiani e il suo repertorio varia da composizioni autoriali ai grandi classici della musica jazz e pop. Oltre al suo sax, pianoforte, contrabbasso e batteria.

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Cronaca

Roma, in villa nascondevano un museo: colonne e anfore in giardino. Trovati 121 reperti di una Domus romana

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

I finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno individuato, all'interno di una villa di Labico, 121 reperti archeologici di rilevante interesse artistico e storico, risalenti alle epoche comprese tra il I ed il V secolo d.C. nonché tra il VIII ed il IX secolo d.C., di cui non era stato denunciato il possesso alla Sovrintendenza dei Beni Culturali competente per territorio. Al termine degli accertamenti è stata denunciata una coppia di coniugi.

Impegnate nella perquisizione domiciliare di una villa nell'ambito di un'indagine per bancarotta fraudolenta, le Fiamme Gialle della Compagnia di Colleferro si sono imbattute in un vero e proprio museo, ad ornamento sia del giardino che degli ambienti interni dell'abitazione, costituito, tra gli altri, da tronchi e porzioni di colonne, anfore da trasporto, un'iscrizione in lingua greca, pezzi di ceramica comune romana, valve di ostriche e denti. Stando a un esame sommario del direttore del Museo Archeologico Comunale di Colleferro, i reperti scoperti sarebbero di notevole importanza scientifica e culturale e proverrebbero da unico luogo, molto probabilmente una domus romana risalente al periodo tra il I e il IV – V sec. d.C. Inoltre, la presenza di due piccoli pilastri decorati a rilievo, di epoca altomedievale (VIII -IX sec. d.C.), induce a ritenere l'edificazione, nello stesso sito, di una chiesa, verosimilmente uno dei tanti oratoria presenti nel Basso Lazio.

Gli oggetti potrebbero essere stati acquistati sul mercato clandestino proprio con i proventi derivanti dalla distrazione di beni ai danni dei creditori dell'impresa, di proprietà della coppia. I reperti sono stati sequestrati e affidati in custodia al Museo Archeologico Comunale di Colleferro, in attesa delle operazioni di classificazione e delle determinazioni inerenti al restauro e all'assegnazione definitiva per l'esposizione al pubblico. I due coniugi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Velletri per i reati previsti dalla normativa a tutela del patrimonio archeologico.

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Cronaca

Migranti, gli abusi dei poliziotti francesi che respingono in Italia i ragazzini

(Fonte: Corriere della Sera, di Alessandra Muglia) – Ragazzini stranieri non accompagnati, di 12 anni o poco più, continuano ad essere respinti illegalmente verso l’Italia dalla polizia francese dopo la frontiera di Ventimiglia. Sono per lo più ragazzini africani sopravvissuti a viaggi drammatici, spesso riusciti a evitare i controlli camminando lungo sentieri pericolosi come il «passo della morte» che unisce Ventimiglia e Mentone, la località transalpina diventata il simbolo dei maltrattamenti degli agenti francesi.
La legge prevede che i minori non accompagnati vengano affidati ai servizi sociali e abbiano il diritto di chiedere asilo in un Paese europeo per ricongiungersi a familiari o amici. Ma nessuna indagine in tal senso viene per lo più fatta, e ai ragazzini sono soltanto chieste le generalità per compilare il cosiddetto «refus d’entrèe».

Le testimonianze

Sheref, 16 anni, arriva dal Ciad ed è sbarcato a Lampedusa lo scorso agosto: «Ho provato 10 volte ad attraversare la frontiera, 8 a piedi e due in treno, mi hanno fermato, ammanettato, più volte picchiato e rispedito a piedi in Italia senza chiedermi se avessi familiari o amici in Francia».
Un suo coetaneo, E., originario dell’Eritrea, racconta: «Ho provato già dieci volte ad attraversare la frontiera. Una volta a piedi, da solo, ma mi sono perso. Le altre nove volte in treno. La polizia francese sale sul treno, ti afferra, ti fa scendere e ti rispedisce indietro».
T., 15 anni, fuggito dalla guerra in Darfur: «Ho provato a passare. Eravamo in due, ci hanno fatto scendere dal treno strattonandoci e urlando, poi ci hanno spinti in un furgone nel parcheggio della stazione, ci hanno dato un foglio (il cosiddetto «refus d’entrèe», ndr) e ci hanno rimessi su un treno che tornava in Italia, senza spiegarci nulla».

Maltrattamenti e abusi

Quella di T., Sheref ed E. sono alcune delle testimonianze raccolte in «Se questa è Europa», un rapporto che documenta gli abusi e i respingimenti illegali in Italia compiuti dalla polizia francese. Lo hanno redatto Oxfam, Diaconia Valdese e Asgi, ong impegnate nella città ligure a soccorrere i migranti respinti e lì bloccati in condizioni di estrema vulnerabilità: 1 su 4 è un minore che cerca di ricongiungersi con familiari o conoscenti in Francia, Inghilterra, Svezia o Germania, a cui troppo spesso viene negata protezione e il diritto di chiedere asilo previsto dalle norme europee. 
Il rapporto denuncia la brutalità della polizia francese verso i minori migranti che prima di essere respinti sono spesso vittime di altri abusi: registrati a volte come maggiorenni, le loro dichiarazioni sulla loro volontà di tornare indietro falsificate, detenuti senza acqua, cibo o coperte e senza la possibilità di poter parlare con un tutore legale. 
I ragazzi raccontano anche di essere stati vittime di riprovevoli abusi verbali o fisici: il taglio delle suole delle scarpe, il furto di Sim telefoniche. In molti vengono costretti a tornare fino a Ventimiglia a piedi, lungo una strada priva di marciapiede, con qualunque condizione atmosferica: una giovanissima donna eritrea è stata costretta a farlo sotto il sole cocente, portando in braccio il suo bambino nato da soli 40 giorni. 

L’appello nel giorno dell’incontro tra Conte e Macron

«La situazione a Ventimiglia è lo specchio di un’Europa che sta tradendo i propri valori fondanti di solidarietà, non rispettando le norme nazionali ed europee alla base dell’idea stessa di Unione – dice Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne dei Programmi in Italia di Oxfam —. Per questo chiediamo al Governo francese di intervenire, per far cessare immediatamente gli abusi e i respingimenti illegali dei minori da parte della propria polizia di frontiera e al Governo italiano di attivarsi in ogni modo perché ciò avvenga». 
L’appello arriva con un tempismo perfetto nel giorno in cui il premier Conte sarà ricevuto, nel suo primo viaggio in Europa, da Macron. E i due leader non potranno ignorarlo. 

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Politica

Arresti stadio della Roma, cronaca di un dietrofront dal no al sì con la regia di Lanzalone Mr Wolf

(Fonte: La Repubblica, di Mauro Favale) – "Io il parere lo chiedo ma poi a quel punto, qualsiasi sia la risposta, ci si adegua. Siete d'accordo?". "Sì", risposero quasi in coro i consiglieri M5S riuniti nella sala delle Bandiere alla domanda della sindaca. Peccato che quel parere richiesto da Virginia Raggi all'Avvocatura capitolina sia praticamente sparito, rimasto nei cassetti da 14 mesi, dal febbraio 2017 quando, tra il 22 e il 25, matura la clamorosa svolta in casa M5S: lo stadio che il Movimento non voleva fare (il 22 è Beppe Grillo a dire "no a Tor di Valle, magari altrove") diventa la bandiera da sventolare dopo lo stop alle Olimpiadi. Sono giornate convulse, estenuanti, con la sindaca che finisce addirittura in ospedale, al San Filippo Neri, a causa di forti dolori addominali.

"Non è una vita facile", dirà il marito Andrea Severini in quelle ore. Perché quel sì all'impianto, grazie all'accordo raggiunto con la Roma e la Eurnova di Luca Parnasi che prevede il taglio drastico delle cubature (via le tre torri di Liebeskind) e delle opere pubbliche, non è facile da far digerire a una maggioranza spaccata al suo interno e tenuta all'oscuro su diversi passaggi. A gestirli, da qualche settimana, dopo la bufera seguita all'arresto di Raffaele Marra, sono arrivati in Campidoglio Adriano Bonafede e Riccardo Fraccaro, allora deputati e oggi ministri, il primo della Giustizia, il secondo dei Rapporti col Parlamento col compito di "stabilizzatori" della situazione.

A inizio febbraio, invece, compare anche Luca Lanzalone, il "facilitatore", il "problem solver", il "mister Wolf" della questione stadio. "Dovete fidarvi – dice Grillo ai consiglieri durante una riunione in quei giorni, come riportò allora il Fatto quotidiano – una trattativa così delicata non possono gestirla in 29, sarebbe folle. Valuteranno altri, voi comunque voterete la decisione finale". Tra le cose da valutare, c'è anche quel parere che Virginia Raggi (su pressione di Cristina Grancio, la consigliera "dissidente" che un anno dopo, nel 2018, verrà espulsa dal M5S) chiede all'Avvocatura capitolina: è possibile dire no allo Stadio a Tor di Valle senza che sul Campidoglio e sui consiglieri piovano ricorsi milionari da parte della Roma e di Parnasi?

Ufficialmente la risposta non si saprà mai, perché, a sorpresa, la prima cittadina decide di secretare i risultati di quella richiesta che, dalla mattina alla sera, diventa imbarazzante. In quei giorni di 14 mesi fa, però, il contenuto di quel parere che, forse, avrebbe cambiato l'atteggiamento della maggioranza trapela: sì, la delibera di pubblica utilità approvata dalla giunta Marino nel 2014 può essere annullata.

Ma, appunto, quel documento resterà nel cassetto al contrario di un altro, preparato dal gruppo M5S alla Regione Lazio e controfirmato da un "vate" dei 5 Stelle, quel Ferdinando Imposimato, già presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, che l'M5S candidò alla presidenza della Repubblica nel 2015. Quel parere è ancora più pesante di quello dell'Avvocatura perché sulla delibera per lo Stadio a Tor di Valle avanza profili di incostituzionalità. Dell'atto se ne parla in una riunione di maggioranza in Campidoglio, presente proprio Lanzalone che, raccontano oggi i presenti, avverte: "Non possiamo prenderlo in considerazione, altrimenti lo stadio non si potrà fare". Un suggerimento perentorio arrivato da un uomo che godeva, evidentemente, della fiducia dei vertici del Comune e del M5S. Un contributo decisivo alla svolta che matura a fine febbraio quando arriva il sì definitivo al progetto: da "no allo stadio" si passa a "uno stadio fatto bene". Un boomerang, alla luce dell'inchiesta che fa tremare il Campidoglio.