Categorie
Cultura

Roma, dietrofront del Comune: «Il Cinema America torna a piazza San Cosimato»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Il Cinema America torna in piazza San Cosimato. Sono gli stessi ragazzi dell'associazione a rendere noto il colpo di scena nella querelle con il Comune, e che li ha visti "ripiegare" temporaneamente sul cortile del Liceo Kennedy, a poche centinaia di metri di distanza.
«Oggi ha vinto la città: dal 2 luglio il “Piccolo Cinema America” tornerà a vivere e far vivere piazza San Cosimato con 31 notti di proiezioni cinematografiche consecutive a ingresso gratuito – scrivono in una nota – Si conclude così, positivamente, la lunga polemica che ha visto questa storica piazza trasteverina prima recuperata all'abbandono da 20 ragazzi che con passione la hanno animata e colorata coinvolgendo nelle ultime tre estati il cinema italiano e 170mila spettatori, e quest'anno nuovamente svuotata e abbandonata al degrado e al rumore della movida dopo che tutti gli operatori culturali della città hanno disertato il bando voluto dal Campidoglio». «Davanti al flop di questa gara pubblica, il “Piccolo Cinema America” ha deciso di provare a riempire nuovamente quel vuoto, riconquistando la culla dove sono nate le sue proiezioni estive, ora diffuse nella città nei quartieri periferici di Ostia (Porto Turistico di Roma) e Colli Aniene-Tor Sapienza (Parco della Cervelletta) – spiegano ancora –  Appresa la notizia dell’assenza di progetti per San Cosimato, infatti, i ragazzi del Cinema America si sono subito rifatti avanti protocollando una nuova richiesta di occupazione di suolo pubblico al Gabinetto della Sindaca e chiedendo la ricostruzione di un rapporto istituzionale volto a garantire la possibilità di operare in quella piazza a beneficio di tutta la cittadinanza della Capitale». «Abbiamo riaperto un dialogo con il vicesindaco Luca Bergamo – dichiara Valerio Carocci, presidente del 'Piccolo Cinema America' – rivendicando le nostre scelte e le nostre posizioni fino in fondo, ma ritenendo anche necessario metterci a disposizione di Roma Capitale per non abbandonare il lavoro di costruzione di relazioni sociali iniziato a San Cosimato che hanno trasformato quella piazza in un luogo sicuro e vivo grazie alla forza aggregativa degli incontri con gli ospiti del mondo del cinema e delle proiezioni dei più grandi capolavori cinematografici. Siamo molto soddisfatti del tavolo che si è aperto in Campidoglio: il Vicesindaco ha accettato l’offerta che facemmo a febbraio, ovvero di pagare noi l’occupazione di suolo pubblico (evitando qualunque contributo, anche solo indiretto) e di intervenire con sette serate di proiezioni consecutive, di cui però due in cuffia che, grazie alla collaborazione con Radio Rock, non recheranno alcun disturbo per la quiete degli undici residenti che avevano animato qualche protesta sulla scia delle dichiarazioni della consigliera 5S Gemma Guerrini, mai dimessasi dal suo ruolo di vicepresidente della Commissione Cultura». 

Categorie
Cronaca

Via Giolitti, due cittadini del Bangladesh denunciati per truffa aggravata in concorso

I Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante hanno denunciato per truffa aggravata in concorso due cittadini del Bangladesh, di 32 e 44 anni, con precedenti, gestori di un negozio Money Transfer in via Giovanni Giolitti. I due pensavano di agire indisturbati vendendo, ad ignari turisti, biglietti Atac già obliterati. Ieri mattina però, una 26enne palermitana, a Roma in vacanza, dopo aver acquistato un biglietto ha chiesto conferma della sua validità al personale Atac nei pressi di una fermata del bus. Scoperta la verità sul tagliando già validato, la vittima ha subito allertato i Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante che sono intervenuti presso l’attività dove l’aveva comprato. All’interno di un cassetto, sotto la cassa, i Carabinieri hanno rinvenuto altri 43 biglietti Atac già obliterati, pronti alla vendita fraudolenta .
Quanto rinvenuto è stato sequestrato mentre gli “ingegnosi truffatori” sono stati denunciati a piede libero e segnalati all’Autorità Giudiziaria.

Categorie
Cronaca

Roma, caso Cucchi, carabiniere testimone: “Io minacciato, il governo mi ascolti”

(Fonte: www.repubblica.it)

"Per aver fatto il mio dovere, come uomo e come carabiniere per aver testimoniato nel processo relativo a Stefano Cucchi, morto perché pestato dai miei colleghi, mi ritrovo a subire un sacco di conseguenze". Così Riccardo Casamassima, l'appuntato dei carabinieri che con la sua testimonianza ha fatto riaprire l'inchiesta sul decesso di Stefano Cucchi, in un video postato su Fb. Casamassima si rivolge "ai ministri Salvini e Di Maio e al presidente del Consiglio Conte: mi ascoltino". "Avevo manifestato le mie paure prima del processo del 15 maggio – spiega – paure che si sono concretizzate perché mi è stato notificato un trasferimento presso la scuola allievi ufficiali. Sarò allontanato e demansionato e andrò a lavorare a scuola dopo essere stato per 20 anni in strada. È scandaloso. Ho subito minacce, nessuno mi ha aiutato. Mi appello alle cariche dello Stato, ai ministri Salvini e Di Maio e al presidente del Consiglio Conte: è giusto che una persona onesta debba subire questo trattamento? Mi stanno distruggendo. Mi recherò al comando generale per incontrare il nuovo comandante generale. Se non mi verranno date delle spiegazioni – aggiunge – sarò costretto ad andare in Procura e a denunciare quello che sta succedendo perché il processo Cucchi è ancora aperto e quindi una qualsiasi azione fatta nei miei confronti lo va a compromettere. Per giustificare il trasferimento lo motivano giudicandomi 'poco esemplare e inadeguato al senso della disciplina'", conclude Casamassima. "Massima solidarietà a Riccardo Casamassima, il carabiniere che ha fatto il suo dovere raccontando al magistrato quel che sapeva sulla morte di Stefano Cucchi" afferma intanto Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. "È stato declassato e trasferito mentre meriterebbe una medaglia. Non è tollerabile che in una repubblica democratica si ostacoli la ricerca della verità da parte dell'Arma dei Carabinieri. Non è accettabile che colpendo Casamassima si lanci un segnale omertoso e intimidatorio a tutti gli uomini in divisa: non denunciate abusi". "Si tratta di una mentalità mafiosa incompatibile con la nostra Costituzione democratica" continua Acerbo. "Il Presidente della Repubblica e il governo hanno il dovere intervenire. Non confido nel ministro degli Interni che, per raccattare voti dei settori più corporativi delle forze dell'ordine, ha più volte sostenuto il loro diritto all'impunità. Non lasciamo solo Riccardo Casamassima. I responsabili del mobbing nei confronti di Casamassima vanno rimossi, i vertici dell'Arma devono immediatamente fare chiarezza. È su questi problemi che le vecchie Rappresentanze Militari sono sempre state silenziose mentre con sindacati autonomi e indipendenti, come sancito dalla Corte Costituzionale, il diritto, lo Stato di diritto, può e deve entrare nelle caserme italiane".

Categorie
Politica

Giunta Lazio, ok a prima legge su rider

(Fonte: www.ansa.it)

La giunta regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge a tutela dei rider e dei lavoratori che operano tramite piattaforme digitali. Si tratta, spiega una nota della Regione, del "primo testo di legge in Italia che intende garantire maggiori diritti ai lavoratori della Gig Economy. In particolare, la proposta di legge garantisce la tutela della salute e della sicurezza del lavoratore, quella assistenziale e previdenziale, promuovendo lo sviluppo responsabile dell'economia digitale". I contenuti del provvedimento saranno illustrati domani dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e dall'assessore a Lavoro e nuovi diritti, Claudio Di Berardino.

Categorie
Cronaca

Ostia, morte Noemi Carrozza, procura indaga per omicidio stradale

(Fonte: www.repubblica.it)

La procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla morte di Noemi Carrozza, la campionessa di nuoto sincronizzato morta venerdì scorso su via Cristoforo Colombo, a Roma. Il pm Stefano Luciani procede per omicidio stradale. Stando ai primi risultati dell'autopsia, infatti, la 20enne presenta ferite compatibili con un trauma e quindi la morte non sarebbe stata causata da un malore. Secondo le prime informazioni, inoltre, alcuni testimoni non avrebbero visto altri mezzi coinvolti nell'incidente. Si fa, quindi, più concreta l'ipotesi – rilanciata anche dalla madre di Noemi – che a causare la caduta dallo scooter possa essere stato l'asfalto sconnesso, probabilmente a causa degli alberi che costeggiano la strada. Domani, intanto, amici, parenti e compagne di allenamento daranno il loro ultimo saluto a Noemi. Dalle 10, presso il polo natatorio di Ostia – dove la ragazza si allenava – sarà allestita la camera ardente. Successivamente, alle 14:30, saranno celebrati i funerali nella chiesa di Santa Monica, sempre sul litorale romano.

Categorie
Cronaca

Roma, la banda dei distributori in azione, ma arriva la polizia e li ferma

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Alessia Marani)Ore 2,38 della notte del 18 giugno, via Andrea Barbato, zona Torresina. Dalla fitta vegetazione che dà sulla strada sbucano tre giovani, tutti con i passamontagna calati sui volti e i guanti di lattice sulle mani. Stringono degli arnesi da scasso, tra cui un "rompiferro", uno strumento che funziona con la benzina, adoperato per fare saltare le giunture elettrosaldate. Attraversano, prendono di mira la colonnina del distributore automatico della "Enerpetroli". Si guardano attorno, non c'è anima viva a quell'ora della notte, a due passi dal centro commerciale chiuso, sono in tre. Uno fa inizialmente da palo, ma sente che qualcosa non va. E dopo poco si allontana. La banda si muove disinvolta, riesce a scardinare la colonnina per impossessarsi dell'incasso. Ma gli occhi delle telecamere dell'impianto di videosorveglianza sono su di loro. Soprattutto ci sono gli uomini della vigilanza privata che dalla sala operativa centrale li osservano e chiamano subito il numero unico dell'emergenza. In un attimo arrivano le volanti di zona, la 16, la 18 e la 19. Le telecamere continuano a riprendere la scena. I primi due poliziotti scendono subito dall'auto e si lanciano all'inseguimento dei fuggitivi. Il terzo è riuscito a dileguarsi nella campagna. In manette finiscono A. M. e B. C., due romeni di 29 e 26 anni, con una sfilza di precedenti analoghi alle spalle. Per questo erano stati molto attenti a non lasciare impronte. I due sono stati arrestati per tentato furto aggravato in concorso. Da tempo i distributori della Capitale sono nel mirino di bande specializzate nello scasso delle colonnine. Per questo alcuni impianti hanno cominciato a dotarsi di sistemi di videosorveglianza monitorati in notturna dagli istituti di sicurezza subito collegati con le forze dell'ordine.   

Categorie
Cronaca

Villa Spada, si rompe conduttura e la strada si ‘gonfia’: residenti senz’acqua

(Fonte: RomaToday) – Prima la rottura di una conduttura idrica, poi l'avvallamento stradale. Succede in via San Pietro Parenzo, a Villa Spada, dove i residenti della zona sono senza acqua delle prime ore di oggi, lunedì 18 giugno. Un guasto avvenuto intorno alle 7 del mattino circa che ha costretto la Polizia Locale a chiudere la strada, transennandola.

Sul posto, allertati, anche i tecnici del municipio e gli operatori Acea che, secondo i primi riscontri, dovrebbero riparare il guasto entro la giornata di oggi. 

Non è la prima prima che avvengono guasti in via San Pietro Parenzo, piccola traversa di via Annibale Maria di Francia. Già un anno fa un disservizio simile quando, a settembre, circa 60 famiglie rimasero senza acqua proprio a cause di una rottura di una tubatura. 

Categorie
Politica

Capitale ostaggio dei rom, “Salvini aiuto, pensaci tu”

(Fonte: Il Tempo, di Valentina Conti) – Seicento insediamenti nomadi abusivi, più di 4.000 persone outlaw: una bomba pronta a scoppiare fra le mani della città. L’avanzata dei rom al comando di Roma è da allarme rosso. A fine 2013 Il Tempo ne documentò 127 in totale, cifra contenuta in un dossier riservato della polizia municipale. Oggi il dato si è quasi triplicato. Con situazioni segnalate che rischiano di degenerare. A nulla sono serviti gli appelli, rimasti inascoltati, dei residenti scesi perfino in strada più e più volte a manifestare contro la convivenza obbligata con l’illegalità. Dallo smaltimento a rischio dei rifiuti allo spaccio di droga, al degrado dilagante delle discariche a cielo aperto passando per le lotte fra clan delle varie comunità. La mappa choc attraversa tutti i Municipi, tratteggiando un fenomeno dai contorni sfuggenti dal centro alla periferia, complicato da identificare nei dettagli.

Partiamo col dire che accanto alle baraccopoli formali, nella Capitale esistono i campi rom cosiddetti tollerati. Un termine utilizzato, senza dubbio, in modo improprio. Sono 11, tutti perlopiù insediamenti storici, a metà tra i campi regolari e i micro insediamenti che pullulano praticamente in ogni dove. Aree progressivamente private dei servizi essenziali e, in alcuni casi, di utenze elettriche e idriche. Ci vivono quasi 950 persone nel complesso. Un centinaio delle quali, di nazionalità bosniaca, rumena e serba, è ospite in via del Foro Italico, III Municipio. A seguire, Salviati 1 e 2 in IV Municipio, che conta 429 persone tra bosniaci e serbi, secondo gli ultimi dati a disposizione, via Spellanzon e via Grisolia. Ancora, l’insediamento di Arco di Travertino in VII, quello di più piccole dimensioni di via Schiavonetti. In VIII Municipio c’è l’area dell’ex Fiera di Roma di via dell’Arcadia interamente invasa, come via delle Sette Chiese, dove dimora una mini comunità di sinti. In X c’è via Ortolani, in XIII (ancora) Monachina, abitato da 115 persone di diversa nazionalità. A loro si aggiungono i micro insediamenti (veri) sparsi sul territorio, alcuni bonificati e riapparsi, da Ponte Testaccio a Ponte della Scienza a via Mondragone fino a via Sebastiano Vinci. Per l’ultimo Rapporto della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, sono circa 300. Ma il dato è in continua evoluzione. Ci abitano oltre 1.600 persone…

Categorie
Cronaca

Ponte Milvio nel caos, locali presi d’assalto e traffico impazzito

(Fonte: la Repubblica, di Claudio Rinaldi) – «Che famo stasera? Vabbè, ovvio andiamo a Ponte». La domanda è quella tipica di chi a vent’anni si organizza per il sabato sera. E la risposta è scontata almeno per Andrea, uno studente al secondo anno di Ingegneria che vive nella zona Nord di Roma. Per lui e la sua comitiva il «Ponte» è uno solo, Ponte Milvio, e il weekend acquista senso «solo se si passa prima da qui». Il ragazzo racconta: «È il nostro luogo di ritrovo, non ci sono dubbi», mentre, sorseggiando una birra, valuta con i suoi amici dove trascorrere il resto della nottata. «Ci fermiamo prima di andare a ballare. E se non ci va di spostarci, ci sediamo e chiacchieriamo all’aperto fino a tardi. Ormai per noi è un posto familiare».

La versione di Andrea coincide con quella di Federico. Tra i due però ci sono dieci anni di differenza, sinonimo di come Ponte Milvio sia diventato negli anni punto centrale della movida per diverse generazioni di romani. Ci sono gli universitari come Andrea, ci sono i trentenni come Federico e ci sono «i pischelli», i minorenni che invadono soprattutto il lato del piazzale dove resiste alla concorrenza delle tante nuove aperture l’Antica Trattoria Pallotta. «Veniamo qui soprattutto il sabato sera, ma ora che la scuola è finita, potremmo finalmente presidiare il territorio anche durante la settimana», scherzano due adolescenti. Hanno entrambi sedici anni e bevono serenamente le loro birre. «Non abbiamo avuto problemi a comprarla», confessano senza però rivelare il bar che ha infranto le regole. «È anche per questo che scegliamo di venire qui», sussurra uno dei due.

L’alcol ai minorenni è un «tasto dolente», secondo una coppia di residenti che, dopo aver girato per un’ora in cerca di un parcheggio per la propria auto, sta rientrando a casa con la preoccupazione di trascorrere una notte in bianco. «Spesso i ragazzi bevono troppo, soprattutto quelli più giovani e finiscono con l’esagerare. Servirebbero maggiori controlli».

L’ordinanza comunale antialcol in realtà è in vigore: divieto assoluto di vendere bevande alcoliche dalle 2 e niente bottiglie in vetro dalle 22. Ma per la coppia non basta: «È un provvedimento di facciata che non risolve il problema: nessuno controlla il rispetto del divieto. Solo noi sentiamo il frastuono fino a notte fonda della movida. Per non parlare poi del traffico, dello smog e del parcheggio selvaggio che fa somigliare Ponte Milvio a una terra di nessuno». In effetti le macchine, anche per il concerto di Fabrizio Moro allo Stadio Olimpico, sono ovunque. Sostano persino davanti ai bidoni dell’immondizia. «È assurdo certo – commenta il gestore di un noto locale di via Flaminia -, ma almeno aiutano a mantenere il decoro della zona, perché coprono i rifiuti. Così nessuno si accorge di quello che c’è dietro».

 

Categorie
Cronaca

Roma, pausa pranzo all’Atac, solo 10 minuti

(Fonte: la Repubblica, di Flaminia Savelli) – Pausa ridotta a 10 minuti e gli impiegati si organizzano con il pranzo al sacco negli uffici. Da domani diventerà effettiva la rivoluzione Atac con l’incremento dell’orario settimanale da 37 a 39 ore. E con il nuovo accordo siglato tra confederali e azienda, in una nota interna venerdì sono state annunciate le prime direttive. Tra cui quella per il pranzo: “In applicazione dell’incontro del 12 giugno ribadiamo la validità per tutto il personale con turno fisso — si legge nel documento — della riduzione che fino al ripristino del servizio mensa avrà un durata di 10 minuti anziché 30”.

Così per i 1200 impiegati amministrativi, gli operai e i meccanici non ci saranno alternative e fino a nuovo ordine si mangerà sulle scrivanie — o nelle officine — con cibi e bevande portate da casa. "Non solo non abbiamo un posto dove poter consumare il pranzo perché i refettori sono chiusi ormai da mesi" protesta un operaio della sede di via Prenestina "ma ora abbiamo anche i minuti contati per consumare il pasto. Adesso vogliamo capire quanto durerà la nuova direttiva perché su questo nessuno ci ha dato informazioni. E anzi sappiamo che tutta la procedura è in alto mare". Resta infatti sospeso — dallo scorso 24 luglio — il servizio pasti. La municipalizzata ai trasporti navigava già in pessime acque quando il Dopolavoro (in accordo con tutte le sigle sindacali — Cisl, Cgil, Uil, Faisa, Cisal e Sulct) aveva deciso per il pugno di ferro: l’azienda non aveva mai rimborsato l’appalto da 852mila euro.

Dopo decine di richiami scritti, proteste, polemiche e un’ingiunzione di pagamento la ditta aveva quindi deciso per la chiusura. Prima della via Prenestina e poi delle altre 18 sedi: senza rimborsi previsti dall’assegnazione non era più in grado di coprire il servizio anticipando soldi. Gli impiegati Atac sono perciò rimasti senza refettori e senza buoni pasto. E i 60 lavoratori della ditta? Licenziati senza stipendi. Ma rimborsati lo scorso novembre con le derrate alimentari: olio, pasta, pelati al posto degli ultimi tre stipendi che non erano stati corrisposti.

Un “pasticcio”, quello del servizio mensa, che a distanza di 11 mesi non è stato ancora risolto. Anche se: "La riduzione della pausa pranzo, come è stato chiarito, resterà in vigore solo fino a quando non verrà ripristinato il servizio — ribadisce la Rsu Cisl — e abbiamo già aperto un tavolo di lavoro con l’azienda. A settembre — annunciano — le mense delle 18 sedi verranno riaperte e la pausa pranzo tornerà a 30 minuti per tutti. L’accordo firmato ha tenuto conto di tutte le esigenze dei lavoratori e le richieste della municipalizzata". Dunque è solo questione di tempo.