(Fonte: Corriere della Sera, di Maria Egizia Fiaschetti) – Mentre i cittadini continuano a segnalare cassonetti strapieni e rifiuti in strada, nonostante Ama abbia potenziato il servizio di raccolta dopo il lungo ponte dei Santi Pietro e Paolo, i sindacati proclamano lo sciopero per sabato 14 luglio. Salvo ricuciture – domani i rappresentanti dei lavoratori incontreranno gli assessori Pinuccia Montanari (Ambiente) e Gianni Lemmetti (Bilancio) – lo stop rischia di aggravare una situazione già critica.
Terreno di scontro con l’amministrazione M5S, la delibera sullo sblocco delle assunzioni, ferma dallo scorso autunno. Il provvedimento dovrebbe favorire l’ingresso di 130 nuovi operatori della municipalizzata nel 2018, su un totale di 440 spalmati da qui al 2021. Se non fosse che il Campidoglio finora non ha potuto procedere a causa del blocco del turnover, legato al piano di rientro dal debito. Un ostacolo che, trovato l’accordo con il governo, sembrava essere superato. L’iter, però, è ancora al palo: il Comune, per partire, aspetta il via libera formale di Palazzo Chigi. La sindaca prova a rassicurare le parti sociali sull’imminente approvazione della delibera: «Lo sciopero deriva dall’abrogazione di una norma che non consente di far entrare nelle partecipate nuovi dirigenti, stiamo lavorando».
Parole che innescano la dura reazione dei sindacati: «Chiediamo lo sblocco delle assunzioni per migliorare le difficilissime condizioni di lavoro, a fronte dei maggiori impegni previsti dal piano industriale – sottolineano dalla Cgil Funzione pubblica -. Quindi, visti i pensionamenti di questi anni, per coprire i vuoti su operai, meccanici, figure operative, non certo per i dirigenti».
Nel frattempo si apre un altro fronte polemico, dopo che l’assessore regionale all’Ambiente, Massimiliano Valeriani, ha sbandierato un dato: il 100% dell’indifferenziata di Roma viene smaltita fuori dai confini del Comune. Situazione ritenuta «insostenibile»: mentre si tende (non senza difficoltà) verso l’obiettivo «rifiuti zero», a suo avviso la Capitale dovrebbe dotarsi di una discarica di servizio. Posizione contro la quale si scagliano i grillini in Aula Giulio Cesare: «Il Pd si sveglia e annuncia che una discarica a Roma è l’unica soluzione possibile – attacca su Facebook il capogruppo M5S, Giuliano Pacetti -. Malagrotta è stata chiusa nell’ottobre 2013, in quell’anno la Regione era sempre a guida Zingaretti e la Capitale era amministrata dal Pd. Non sarebbe stato politicamente corretto chiedere allora al Campidoglio di realizzare una discarica?».
Replica Valeriani: «Se non si vogliono impianti di smaltimento degli scarti non riciclabili sul proprio territorio, non si può neanche pretendere che altre comunità siano disposte ad accettare i rifiuti di Roma». Stoccate, accuse, recriminazioni, mentre la città rischia una nuova emergenza.