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Politica

Regione Lazio: testo di legge sulla Gig economy in Commissione

 "Il testo della legge sulla Gig economy approvato il 19 giugno dalla Giunta regionale è frutto di un percorso di ascolto e condivisione con lavoratori, sindacati, organizzazioni datoriali e aziende, che raccoglie anche i contributi elaborati da esperti del settore e da singoli cittadini. Quella sulle ‘Norme per la tutela e sicurezza dei lavoratori digitali’ è una proposta di legge che mira a estendere diritti e tutele a chi non ne ha, garanzie fondamentali di cui crediamo che i lavoratori delle piattaforme digitali, al pari degli altri lavoratori, debbano godere: malattia, infortunio, maternità, assicurazione per danni, dotazioni di sicurezza, rifiuto del cottimo, chiarezza contrattuale e formazione. Questi sono solo alcuni degli elementi contenuti nel testo, che mira a coniugare innovazione e diritti e che oggi si incardina nel processo di discussione nella Commissione lavoro del Consiglio. Siamo disponibili a proseguire, anche in questa fase, il confronto e a raccogliere ulteriori elementi di arricchimento. Oggi esiste una situazione di vuoto normativo che costituisce un’emergenza in materia di diritti e questo ci impegna tutti per migliorare le condizioni di lavoro di circa  7 mila fattorini e altre decine di migliaia di cittadini della gig economy che operano nella nostra regione".
 

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Cronaca

Preso a Roma violentatore ‘seriale’, sospetti su 6 casi

(Fonte: www.ansa.it)
E' stato arrestato ieri in flagranza di reato l'uomo accusato di una serie di reati a sfondo sessuale e denunciato con una lettera sul Corriere della Sera da una delle sue vittime. L'arresto è stato chiesto dal procuratore aggiunto Maria Monteleone che ha delegato le indagini al pm Stefano Pizza: il pm ha chiesto al gip la convalida dell'arresto per il reato di violenza sessuale e l'emissione di una ordinanza di custodia cautelare. Il sospetto degli inquirenti è che lui sia autore di almeno sei episodi di molestie sessuali. Ieri nella lettera pubblicata sul quotidiano, la vittima, in un lungo articolo, ha denunciato anche l'indifferenza mostrata dalle persone a cui aveva chiesto aiuto mentre l'uomo la aggrediva e molestava. In passato il molestatore era stato fermato ma poi sempre rilasciato.

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Politica

Via al piano anti-buche di Tappami, si parte con Prati e Farnesina

(Fonte: Corriere della Sera, di Valeria Costantini) – Si parte dalla zona Prati con l’operazione «segnala e tappa la buca». L’avevano annunciata la neo-nata squadra d’assalto anti-voragini e ormai è una realtà. La mamma ormai nota in tutta la Capitale (e non solo), Graziella Viviano, che ha perso la figlia Elena in un incidente sulla via Ostiense, si è unita nella sua battaglia con l’Associazione di volontari «Tappami». Da settimane la campagna promossa dalla signora di Monteverde ha visto aderire centinaia di romani che, armati di bombolette spray, hanno iniziato a colorare e quindi evidenziare i dissesti nella rete viaria.

Un modo per segnalare appunto il pericolo, affinché nessun altro motociclista possa rischiare di non vederlo. I segni gialli e verdi si sono moltiplicati in ogni quartiere romano, lunedì il blitz anche sull’Ostiense dei biker con commoventi dediche proprio per Elena. Il passo successivo però – ha sempre sostenuto anche Graziella – è quello della messa in sicurezza dei crateri. Così da oggi a ricoprire le buche arriveranno i volontari di Tappami, attivi ormai dal 2015 e a quota oltre cinquemila dissesti risolti. Un accordo vero e proprio, spiega la signora Viviano, «i cittadini romani devono sapere che ogni buca che segneranno verrà chiusa da loro».

Si parte alle 11 da piazza dei Quiriti in zona Prati, poi la task-force si muoverà nell’area della Farnesina e, in seguito, a seconda delle segnalazioni di «cerchiaggi» giunte in questi giorni alla pagina Facebook di Tappami. «Ci siamo coordinati con Graziella, mano a mano che arrivano foto e indicazioni da parte dei volenterosi cittadini, noi ci muoveremo con il nostro furgone, ormai siamo pratici!», spiega il piano anti-buche Cristiano Davoli, tra gli ideatori dell’associazione che vorrebbe portare il proprio modello all’attenzione del Campidoglio. Del resto hanno già una convenzione con il II Municipio che funziona, una specie di supporto alle istituzioni, dove bandi lenti e burocrazia fanno fatica ad agire rapidamente. A vedere la quantità di cerchiaggi degli ultimi giorni di certo il lavoro non mancherà. «E’ un segnale quello che vogliamo dare, – riassume Davoli – uomini e volontà ci sono, sarebbero strumenti utili per il Comune che però, finora, non ci ha mai ricevuti».

Insomma i volontari sono più che disponibili a sostenere la Raggi in quegli «sforzi sul tema del rifacimento del manto stradale», che ha citato ieri in diretta Facebook. La sindaca però ha precisato il suo punto di vista sul tema, «la chiusura delle buche è un intervento spot ma non è quello definitivo», più efficace la futura mappatura delle strade insieme alla programmazione. «Vorremmo dare risposte immediata, – ha spiegato – ma le procedure non ce lo consentono. Ora che le gare sono avviate, i lavori si iniziano a vedere con continuità su tutta Roma». Tempi quindi lunghi ovviamente per molti cantieri, non certo l’intervento immediato augurato dalla stessa Graziella che ha ideato il piano «segnala e tappa» proprio per non attendere «le chiacchiere e i buoni propositi istituzionali, perchè intanto le persone cadono e si fanno male. E questo è inaccettabile».

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Cronaca

Roma, incatenati al ministero: «Apriamo i porti, #restiamoumani»

(Fonte: Corriere della Sera) – Protesta degli attivisti della rete #RestiamoUmani davanti al ministero dei Trasporti a Roma contro la chiusura dei porti. Secondo quanto si è appreso, circa cinquanta manifestanti si sono incatenati alla scalinata di ingresso.

Una manifestazione, spiegano gli attivisti «per protestare in modo pacifico e non violento contro la politica dell’attuale governo che, con la connivenza dell’Ue, sta causando l’aumento esponenziale del numero di persone che muoiono in mare nel tentativo di raggiungere le coste europee». Gli attivisti con giubbotti di salvataggio e salvagenti, hanno inoltre aperto uno striscione con scritto «Naufragi di Stato». Tra i manifestanti anche rappresentanti delle ong Seawatch e Open Arms.

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Cronaca

Smantellata banda di ladri a Roma Nord

ROMA – Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia Roma Cassia, a conclusione di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale Ordinario di Roma, nei confronti di 5 persone, quattro portate in carcere ed una sottoposta all’obbligo di presentazione in caserma, ritenute responsabili, in concorso, a vario titolo, di vari episodi di furto.

L’attività investigativa, durata 4 mesi e condotta dai Carabinieri della Stazione Roma La Storta, ha permesso di infliggere un durissimo colpo al fenomeno dei furti che avvenivano nella zona nord della Capitale e nelle aree limitrofe, soprattutto ai danni di cittadini e delle attività commerciali.

I criminali, di origine romena, conoscevano bene il territorio, risiedendo nei pressi delle zone colpite e frequentandole quotidianamente, avendo quindi il vantaggio di conoscere a fondo gli obiettivi più redditizi da colpire. L’indagine ha permesso di individuare un giovane romeno quale referente principale del gruppo che si avvaleva, oltre che dei complici individuati durante l’attività di indagine, di una fitta rete di contatti criminali che fornivano basi di appoggio per la refurtiva e per gli autori dei furti dopo i singoli reati.

Numerosi gli esercizi commerciali colpiti dai ladri che, sprezzanti di ogni pericolo, hanno compiuto 5 furti accertati tra il mese di novembre ed il mese di dicembre scorso, oltre a diversi altri monitorati durante l’attività di indagine ed ancora in corso di accertamento.

In un episodio, il gruppo ha compiuto un furto ai danni di un noto esercizio commerciale della zona e, non contenti del bottino, si sono ripresentati a distanza di 10 giorni, cadendo nella trappola dei Carabinieri,  dai quali hanno cercato di darsi alla fuga.

Durante le indagini, i Carabinieri della Compagnia Roma Cassia hanno arrestato in flagranza di reato altre due persone e sequestrato diversi attrezzi, di alto valore, utilizzati dai malfattori per il compimento dei furti, svolti con enorme perizia e capacità criminale.

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Cronaca

Rocca di Papa, colpiti gli interessi della Ndrangheta

Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione di polizia giudiziaria della Squadra Mobile di Roma coordinata dalla locale Procura Distrettuale Antimafia che svela la penetrazione della ‘ndrangheta in importanti strutture ricettive a Rocca di Papa.

Agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile stanno eseguendo un ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma a carico di tre soggetti legati alla pericolosa cosca MOLÈ di Gioia Tauro (RC) in quanto responsabili di intestazione fittizia di beni, trasferimento fraudolento di valori in concorso, finalizzato ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

Contestualmente viene data esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di beni, società, ditte ed immobili, situati a Rocca di Papa e Gioia Tauro per un valore di circa 4 milioni di euro.

I particolari saranno illustrati dal Procuratore Aggiunto DDA Dott. Prestipino in un incontro con la stampa che avverrà alle ore 12.00, negli uffici della Procura della Repubblica. 

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Politica

Roma, buche, alberi cadenti, rifiuti: la realtà virtuale di Raggi

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Gli appunti ripassati fino all'ultimo istante e il cellulare sempre collegato a Facebook. Per controllare il numero di utenti collegati, non per rispondere alle loro domande. Il botta e risposta promesso lunedì sera dalla sindaca Virginia Raggi ai suoi follower ieri si è risolto in un lungo soliloquio, come ha fatto notare più di uno degli spettatori. Un monologo con effetti speciali – low cost, come lo stacco sulla schermata dei commenti per mostrare gli interventi degli utenti in tempo reale – a mitigare l'amarezza dell'audience per l'assenza di dialogo con la prima cittadina grillina. Tant'è. Lo show andato in onda nel pomeriggio, dopo il meeting mattutino con il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, è filato via tra annunci e rimpalli di responsabilità. Irrinunciabile la polemica con la Regione, di nuovo sui rifiuti.

Le buche – L'esordio è tutto dedicato alla prima piaga capitolina: voragini e crateri. Sorvolando, però, sulla campagna spray " segnala una buca" lanciato dagli attivisti di Tappami e dalla madre di Elena Aubry, la ragazza morta il sei maggio in moto lungo la via Ostiense. La sindaca ieri si è tolta d'impaccio ricordando i lavori in via dell'Archeologia, a Tor Bella Monaca, per poi prendersela con i tempi lunghi dei bandi: "Spesso si tratta di procedure lunghissime " . Sms al governo amico: rivediamo il codice degli appalti.

I rifiuti – Il secondo messaggino, alla vigilia dell'incontro in programma oggi alla Pisana sul piano rifiuti, è invece diretto alla Regione: " Dal 2013, dalla chiusura di Malagrotta, è rimasta con le braccia conserte. Ora si è chiuso l'accordo con la Puglia. Solo qui si fa politica coi rifiuti, è una questione piccola e squallida ". Immediata (e altrettanto velenosa) la replica dello staff del governatore Nicola Zingaretti: " È un disco rotto. La verità è che il piano non si riesce a chiudere perché il Comune e la Città Metropolitana, di cui è sempre sindaca Raggi, non forniscono le aree idonee per la localizzazione degli impianti".

Gli alberi – L'indicazione, al contrario, arriva sugli 80 mila alberi a ridosso delle strade ad alto scorrimento. La questione è quella delle radici dei pini, che spaccano l'asfalto minando la sicurezza di autisti e scooteristi. Qui Raggi fa propria la proposta lanciata dalla sua assessora ai Trasporti, Linda Meleo, sulle pagine di Repubblica: "Tra una vita umana e quella di un albero, scelgo la prima. Si deve avere il coraggio di abbattere in caso di pericolo".

Trasporti – Il capitolo mobilità si completa con la " cura del ferro " . La giunta 5S punta sulle preferenziali per i bus e sui tram, a partire da quello che arriverà su viale Marconi. Sulle metro, invece, la sindaca mette le mani avanti: " La stazione San Giovanni della linea C è un vero museo. Ma questa ricchezza archeologica significa anche che Roma non sarà mai come New York e Londra. I reperti sono un ostacolo. Ci sono i progetti delle metro D ed E. Ma prima pensiamo ad altro".

La cabina interministeriale – Per esempio alla promessa strappata ieri mattina al vicepremier Di Maio a colpi di " storie" su Instagram e raccontata a posteriori da un videoclip con un sottofondo cinguettato ad accompagnare il gioco di sguardi tra i protagonisti. Filmato a parte, dal Tavolo per Roma di Calenda si passa alla "cabina interministeriale " . " Questa volta si fa sul serio " , assicura la sindaca riferendosi alle incomprensioni con l'ex ministro dem. Poi le richieste: la prima cittadina vuole l'attuazione dei decreti per Roma Capitale. Le garantirebbero poteri speciali e una gestione autonoma – senza passare per la Regione – degli stanziamenti statali. Quindi la " cabina " , subito criticata dal Pd e da Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera in quota FdI: "Nulla di nuovo, un altro passo indietro. Più che grillini… sono gamberi " . Polemiche a parte, si tratterà di un vertice permanente aperto a tutti i ministri per trovare soluzioni e fondi (almeno 1,8 miliardi di euro) per la capitale. Anche a Matteo Salvini: la sindaca lo incontrerà entro la fine del mese. " Al Viminale, non in un campo rom " , assicurano da palazzo Senatorio.

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Politica

36mila posti di lavoro a rischio, Terrinoni (CISL Lazio): “Comune immobile”

Paolo Terrinoni, segretario di Cisl Lazio, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale per chiarire i risultati del report sul lavoro, secondo cui nella Capitale sarebbero a rischio ben 36mila posti. L'analisi è stata effettuata su mille aziende e ha determinato anche quali siano i settori più a rischio (ristorazione e servizi). La farmaceutica e l'aerospazio sono i settori trainanti della regione. "Roma non è appetibile – dice Terrinoni – molte aziende si sono trasferite a Milano proprio per questo. Sull'informatica, per esempio, si soffre per ritardi nel campo della digitalizzazione. Nell'industria 4.0 – continua il sindacalista – sono in ritardo anche piccole e medie imprese, che cubano il 97% delle attività produttive e la maggior parte degli occupati.

Paolo Terrinoni si esprime anche sul lavoro delle istituzioni: "Abbiamo più volte chiesto al Campidoglio di parlare della digitalizzazione e proposto diverse iniziative. Per esempio, abbiamo chiesto l'allocazione di alcune start up nelle periferie. In cambio avremmo chiesto l'assunzione di giovani residenti. Questo avrebbe creato una struttura di opportunità nelle periferie estreme della Capitale. Non sarebbe costato nulla, ma la proposta è stata completamente dimenticata. La situazione in cui verte Roma non è, ovviamente, tutta colpa dell'amministrazione comunale: il Comune era già in ritardo. Quello che noi critichiamo è l'immobilismo". Il segretario di Cisl Lazio ha parlato anche della Regione: " Lì le cose vanno un po' meglio: la pianificazione dell'amministrazione è più lunga, essendo già in carica 5 anni." 

"Su Roma avevamo lanciato un anno fa CIGL, CISL e UIL unconvegno. Il punto centrale era che Roma da sola non ce la può fare, tutti dobbiamo collaborare insieme per la città. C'è stato solo il tavolo di Calenda – commenta il Terrinoni –  ma non ha prodotto alcun risultato. Il ministro Di Maio e la sindaca Raggi vorrebbero iniziare a pianificare il lavoro, ma non è ancora certa la presenza della Regione o dei sindacati: noi non ancora ufficialmente invitati".

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Cronaca

Io, molestata per la strada a Roma: chiedevo aiuto, nessuno mi ha risposto

(Fonte: Corriere della Sera) – Questa è la lettera di una ragazza che vuole condividere la sua terribile esperienza perché nessun’altra, mai più, possa subire la stessa violenza. Conosciamo il suo nome, sappiamo dove è stata presentata la denuncia ma preferiamo non rivelare alcun dettaglio che possa consentire di risalire alla sua identità, condividendo la sua scelta di rendere noto il suo caso solo perché emblematico. Prima di rivolgersi al «Corriere della Sera», Francesca (nome di fantasia) ha aspettato, sperando che qualcuno intervenisse. Ha deciso di farlo quando ha capito che altre donne rischiavano di essere aggredite. 

Vorrei raccontarvi un doloroso caso di molestia sessuale che ha visto coinvolte me e un’altra donna in un popoloso quartiere di Roma Est. Erano le 21, una sera d’estate, c’era ancora luce, scendo dall’auto e mi dirigo verso casa dei miei amici. Avevamo in programma una festa in terrazza il giorno successivo, mi aspettavano per ultimare i preparativi. La strada a senso unico che conduce al loro portone è poco trafficata, l’ho percorsa tante volte, sono tranquilla mentre penso a come disporre le fioriere di bambù per l’occasione e mi dirigo spedita.

Vedo con la coda dell’occhio una persona dietro di me, penso sia il mio amico Guido, sapevo che sarebbe andato anche lui a dare una mano e penso, mi vorrà fare uno scherzo. 

Stavolta non mi farà saltare facendomi il suo solito solletico all’improvviso, così mi preparo: irrigidisco i muscoli del corpo e sono pronta a voltarmi quando all’improvviso sento una stretta da dietro con le braccia, delle mani iniziano convulsamente a palpeggiarmi i seni scendendo giù sulle parti intime. Non era Guido. 

Mi giro di scatto, inizio a gridare e scalciare alla rinfusa, mi trovo davanti un individuo di mezza età, mingherlino che si ritrae, abbassa lo sguardo, alza le mani al cielo. Scioccata dall’accaduto, mi fermo un millesimo di secondo per cercare di realizzare cosa stava succedendo e lui rigetta le sue mani sul mio petto. 

Cerco di nuovo di allontanarlo scalciando, quello si volta e se ne va camminando velocemente in direzione di una piazza affollata. Grido di nuovo, chiedo a voce alta aiuto a una coppia che mi accorgo era lì davanti un altro portone. Mi colpiscono con uno sguardo di diffidenza e continuano a conversare tra loro. 

Nel frattempo il mio aggressore sta per entrare nella piazza affollata e ha preso a camminare normalmente.

Piena di rabbia e in preda alle lacrime, lo inseguo sperando di farlo bloccare dai passanti. Io non potevo, sentivo le mani bloccate, avevo disgusto a toccarlo. Grido di nuovo aiuto, urlo alla gente che passa a quelli seduti al bar, di fermarlo, dicendo che quell’individuo mi ha appena aggredita. 

Nessuno si muove. Ancora soltanto sguardi di diffidenza, quasi infastiditi dalle grida. Mi sembra di essere piombata in un incubo surreale: non è possibile mi dico, non ci credo, quello sta camminando tranquillo per la strada e a me dopo la schifosa aggressione, non solo nessuno presta soccorso, mi ritrovo addosso gli occhi infastiditi di gente che mi guarda come fossi una pazza.

Mi trovo davanti una folla di lobotomizzati; degli automi. È tutto così allucinante, mi gira la testa, tremo, una rabbia mai provata prima prende il sopravvento sullo spavento e il dolore per l’aggressione. 

Questa rabbia mi dà la forza di inseguirlo per 500 lunghissimi metri, i 500 metri più lunghi e strazianti della mia vita. 

Finalmente due ragazzini sul motorino accorrono in soccorso e lo bloccano: avranno 14 anni. 

Riesco a chiamare il 112 e gli amici che mi aspettavano a casa. Arrivano tutti, i miei amici, la polizia, e i passanti-automa che si fermano a sbirciare come gli anziani sui cantieri mentre racconto l’accaduto ai poliziotti, si avvicina una ragazza dicendo sconvolta che quell’individuo l’aveva molestata pesantemente strizzandole forte il seno mentre usciva dal bar di fronte, appena 10 minuti prima. 

Andiamo entrambe in centrale, sporgiamo regolare denuncia. Siamo entrambe sconvolte: mi racconta di aver chiesto anche lei soccorso e che nell’indifferenza generale, nessuno l’ha aiutata, stava rientrando a casa quando ha visto la volante e quell’individuo. Una volta in centrale chiamo la mia famiglia, faccio un giro di telefonate e veniamo a sapere che un’altra donna ha presentato denuncia ai carabinieri per molestie sessuali contro lo stesso individuo solo un giorno prima. Contestualmente veniamo a sapere che il pubblico ministero è una donna. Questo mi rincuora, penso ingenuamente che una donna possa essere più sensibile verso questo tipo di reati. 

Purtroppo scoprirò più tardi che la pm non vorrà convalidare il fermo perché — mi spiegano — «non c’è flagranza di reato». Mi sforzo di capire cosa si intenda allora per «flagranza» ma faccio davvero tanta tanta difficoltà.

E ancora mi chiedo perché una pubblico ministero non possa evitare che un individuo con evidenti problemi psichici, soggetto a conclamati raptus criminali, dopo tre denuncie di molestie a distanza di 24 ore, se ne vada in giro libero di aggredire altre donne e ragazzine del quartiere. E soprattutto spiegatemi perché la società in cui viviamo si è rivelata come un grande silenzioso deserto dall’indifferenza imperante. Nei secoli le piante hanno modificato la propria morfologia per sopravvivere a climi a loro ostili. I cactus hanno trasformato le proprie foglie in spine, ecco io ora vorrei continuare a credere in quei principi di solidarietà e giustizia a cui la mia famiglia mi ha educato, quello che dovrebbe essere la linfa vitale della nostra società. Solo ora spiegatemi voi come continuare, perché io mi rifiuto di subire e trasformare le foglie in spine.

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Cronaca

Roma, incidente a Castel Romano: gravi padre e figlia. Strada chiusa

(Fonte: la Repubblica) – Si è verificato questa mattina intono alle 9, un incidente tra un'auto e una moto, in via di Pratica, all'altezza di Castel Romano, nel quadrante sud di Roma. Coinvolti un padre e la figlia che viaggiano a bordo della moto. Gravi le loro condizioni. L'uomo è stato trasportato in ospedale in codice rosso con l'elisoccorso mentre la figlia, sempre in codice rosso, in ambulanza.

Sul posto per i rilievi la polizia locale del Gruppo IX Eur. La strada è stata chiusa,  da via Arno a via Pontina, in entrambi i sensi di marcia. "Al momento il traffico è bloccato da Villaggio Azzurro a Castel Romano in direzione di Roma", ha dichiarato Astral Infomobilità. "Ripercussioni anche nel senso di marcia opposto da Castel romano a Casale Capocotta".