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Cronaca

Paola Guerci: “Il report di Facebook parla di donne al comando”

Nel corso della rubrica Punto Donna si è parlato del report annuale di Facebook che fotografa una situazione nella quale ci sarebbero più donne al comando. Facebook sta migliorando alcuni processi impegnandosi nell'assunzione di più donne. Il social network e tutte le società di tecnologie che erano state accusate di "Gender Gap" sono passate subito ai fatti e Facebook fa vedere che nell'azienda ci sono sempre più donne leader. In Italia, però, ancora sono poche le donne a capo di un'impresa, anche se la tecnologia sembra stia premiando la loro tenacia. La Guerci ha poi citato Tiziana Pompei, Vice Presidente di Unioncamere, che ha parlato del ruolo delle donne nelle imprese in Italia ed ha raccontato che a Roma sta lavorando affinchè ci siano più donne a mettere su un'impresa soprattutto nell'ambito della tecnologia. 
Nel corso di Punto Donna si è poi parlato del Ministro Giulia Bongiorno che ha parlato di un cambiamento ai vertici della pubblica amministrazione cercando di affrontare il tema dei dirigenti pubblici, meccanismo non facile in cui addentrarsi. La Guerci ha parlato anche dell'iniziativa "l'altra metà del Cinema", programmata e promossa dalla Regione lazio e dall'associazione Cinema, che consiste in una serie di film sul mondo femminile, proiettati nell'arena Forlanini, ai quali seguiranno discussioni e incontri. Si è tornati anche a parlare dello sfratto del centro antiviolenza, con al centro delle polemiche la sindaca di Roma Virginia Raggi.  In conclusione sono state riportate le parole del sottosegretario alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora sul tentativo di aggressione ai danni di una donna al centro di Roma e delle campagne che riguardano anche le altre città e, in particolare, Padova dove è partita un'iniziativa di sensibilizzazione con i sacchetti del pane. 

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Politica

Campidoglio, al via lavori d’illuminazione nella Nuova Circonvallazione Interna e Galleria Giovanni XIII

Lunedì 16 luglio partono i lavori per l’illuminazione della Nuova Circonvallazione Interna, che va dall’innesto con l’A24 a Batteria Nomentana, e della galleria Giovanni XXIII nel tratto iniziale a partire dallo svincolo di Viale Antonino di San Giuliano, per circa 800 metri, in direzione Pineta Sacchetti. L'intervento prevede, in entrambe le gallerie, la ricostruzione dell’impianto di illuminazione con adeguamento alle nuove normative previste per le gallerie veicolari e successiva installazione di nuove lampade a tecnologia LED. Fino a oggi le gallerie risultavano mal illuminate per carenze impiantistiche e a causa del mancato adeguamento con lampade a LED. Questi lavori garantiranno alla cittadinanza una migliore visibilità all’interno e una conseguente maggiore sicurezza delle gallerie.
Per evitare troppi disagi a chi usualmente percorre queste due gallerie e importanti arterie di collegamento, gli interventi saranno realizzati durante il periodo estivo, quando è minore il livello di traffico veicolare. Per la Nuova Circonvallazione Interna, nel tratto in direzione dello Stadio Olimpico, i lavori dureranno dal 16 luglio al 5 agosto; per la parte in direzione San Giovanni dal 6 agosto al 3 settembre, fatta probabilmente eccezione per la settimana compresa tra il 12 e il 19 agosto in occasione di eventi che dovrebbero tenersi allo Stadio Olimpico. Per quanto riguarda invece la Galleria Giovanni XXIII, in direzione Pineta Sacchetti, gli interventi si protrarranno dal 16 luglio al 5 agosto. Nei suddetti periodi la circolazione sarà interdetta per tutte le 24 ore e verrà quindi prevista una diversa e temporanea disciplina del traffico. 
 

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Politica

Incontra ragazzi che gettarono bici nel Tevere, ma in foto con Raggi c’è manager di oBike

(Fonte: www.repubblica.it)
(di Valentina Lupia) Tra gaffe e poca chiarezza, è ormai risaputo che il corretto utilizzo dei social network non è il punto di forza dell'inquilina del Campidoglio. L'ultimo episodio risale a questa mattina: Virginia Raggi ha incontrato i ragazzi che giorni fa avevano gettato una bicicletta del bike-sharing oBike nel Tevere. "Si sono resi conto dell'errore commesso – scrive la prima cittadina – così abbiamo dato loro un'opportunità di riscatto.Bisogna rispettare le regole e il bene comune". Fin qui tutto bene, e l'incontro viene immortata su Twitter, ma qualcosa non va per il verso giusto, tanto da costringere Raggi stessa a una sorta di "rettifica", dal momento che su Twitter i post non si possono modificare. Nella foto assieme alla sindaca ci sono due uomini, ma uno solo, il più giovane è l'autore dell'atto vandalico. L'altro, come specifica nei commenti la stessa oBike, è uno dei responsabili della società che noleggia biciclette nella capitale. "Vorremmo puntualizzare, visti alcuni commenti, che uno dei ragazzi coinvolti è quello di destra nella foto – twitta – A sinistra, un nostro responsabile". E tra i "commenti visti", c'è quello di un utente che scrive: "I due ragazzi? Uno pare mio nonno". "Grazie per il nonno, ma quello è il rsponsabile dell'azienda", hanno risposto ancora da oBike. Un'ora dopo è finalmente intervenuta la sindaca con un secondo tweet che ha precisato: "In foto, sulla sinistra, c'è anche il manager di oBike che condivide l'iniziativa".

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Cronaca

Roma, cade in scooter per una buca: è grave. Dramma a Porta Portese

(Fonte: Corriere della Sera, di Rinaldo Frignani) – Prima o poi doveva succedere. Era già successo in passato, d’altra parte, e fino a oggi nessuno ha fatto niente. E così ieri mattina, in viale delle Mura Portuensi, a Porta Portese, un quarantenne in sella al suo scooter ha preso in pieno una buca. Se l’è trovata davanti, proprio in mezzo alla strada – per la verità una delle poche senza grossi dissesti o avvallamenti -, e non è riuscita a evitarla. Stefano G., un libero professionista, è caduto rovinosamente sull’asfalto. Lui da una parte, lo scooter – un Kymco – dall’altra. E da subito si è capito che le sue condizioni erano gravi.

Alcuni scooteristi e qualche automobilista si sono subito fermati per soccorrerlo. Era a terra, e lì è rimasto fino all’arrivo del personale medico di un’ambulanza del 118 che lo ha «stabilizzato», come dicono in gergo gli operatori dell’Ares, e trasportato d’urgenza al San Camillo dove si trova in prognosi riservata. Quando ci sarà l’ok dei medici non è escluso che i vigili urbani andranno a sentirlo per capire la dinamica dell’incidente. Ma gli stessi agenti della Municipale confermano che la caduta è stata provocata da quella buca, quasi all’incrocio con via Portuense, che nel corso della giornata è stata poi rattoppata. Una colata di bitume per chiudere un cratere di quasi un metro di lunghezza e abbastanza profondo da far perdere il controllo di un motorino, anche a velocità non particolarmente sostenute. Insomma un pericolo, come lo sono tutte le buche che i romani da giorni stanno cerchiando in più quartieri con vernice gialla e verde per segnalarle a chi dovrebbe intervenire, dopo l’appello lanciato da Graziella Viviano, la mamma di Elena Aubry, la giovane morta all’inizio di maggio in moto sulla via Ostiense forse proprio a causa delle radici che hanno deformato l’asfalto.

Ma quella di ieri è stata una giornata comunque costellata da gravi incidenti stradali. In serata, poco dopo le 19, fra via Lamaro e via Quintavalle, a Cinecittà, due auto si sono scontrate frontalmente: al volante di una c’era un rom minorenne che l’aveva rubata poco prima. È finito in ospedale con gli occupanti della seconda vettura. E ancora: sempre in mattinata un uomo di 69 anni, R.T., ha perso la vita nello scontro fra altre due auto su via Valeria, località Crocetta, nei pressi di Tivoli. La vittima si trovava su una Smart, accanto a lui c’era la moglie rimasta gravemente ferita. La city car è finita contro una Bmw Serie 1. Lui è deceduto prima di essere caricato sull’eliambulanza che lo avrebbe dovuto portare in ospedale, lei è stata invece trasferita in ambulanza al San Giovanni Evangelista di Tivoli. Il sessantenne era originario di Bivio San Polo. La strada è rimasta chiusa a lungo per consentire l’arrivo dei soccorsi e l’atterraggio dell’elicottero. In gravi condizioni sono anche padre e figlia, di 45 e 16 anni, coinvolti poco prima delle 9 in un incidente su via di Pratica, vicino alla Pontina, fra Roma e Pomezia. La motocicletta sulla quale si trovavano è finita fuori strada dopo essere stata toccata da un’Opel Agila. Il padre è stato ricoverato in prognosi riservata al San Camillo, la figlia con l’eliambulanza al Sant’Eugenio.

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Politica

Stadio Roma, la Cassazione: Luca Parnasi resta in carcere

(Fonte: Il Messaggero, di Valentina Erranti) – Resta in carcere Luca Parnasi, l'imprenditore considerato dalla procura la mente di un'associazione a deinquere e finito al centro dell'inchiesta sullo stadio di Tor di Valle. La sesta sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa che chiedeva l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare del gip Maria Paola Tomaselli, accogliendo la tesi del procuratore generale Perla Lori. Il pg, ieri mattina, aveva sollecitato la corte a dichiarare inammissbile il ricorso. La decisione è arrivata in nottata dopo una lunga camera di consiglio, i giudici si sono pronunciati solo sull'ordinanza di custodia, senza tenere conto del lungo interrogatorio reso dall'indagato. Un verbale già "bocciato" dallo stesso gip, che ha respinto l'istanza di scarcerazione presentata dai difensori.

IL RICORSO – Parnasi è accusato di aver creato un sistema corruttivo trasversale nella Capitale e di avere "comprato" con accordi corruttivi il via libera al progetto dello stadio. Nel ricorso in Cassazione gli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini lamentavano la carenza di motivazioni sulle esigenze cautelari. La difesa aveva depositato l'istanza nei giorni successivi all'arresto, scegliendo di non fare ricorso al tribunale del Riesame ma chiedendo direttamente alla Cassazione di verificare se fossero fondate e adeguatamente motivate le esigenze alla base della misura cautelare in carcere. In particolare, i legali sostenevano che l'associazione per delinquere, contestata dalla procura insieme ai dipendenti, di fatto non sussistesse, dal momento che i presunti sodali erano, in realtà, persone professionalmente subordinate. Il collegio, presieduto da Giorgio Fidelbo ha respinto il ricorso, condannando Parnasi al pagamento delle spese. L'Interrogatorio Un altro “no” a Parnasi era arrivato venerdì scorso, quando il gip aveva respinto la richiesta di scarcerazione presentata dopo l'interrogatorio fiume, durato 11 ore nel carcere di Rebibbia. Sebbene la procura avesse di fatto dato parere favorevole alla concessione dei domiciliari per le sostanziali ammissioni dell'imprenditore, il giudice aveva concluso: «Non risulta aver preso le distanze dal collaudato sistema corruttivo dallo stesso creato ma, risulta, al contrario, averlo protetto e preservato così da mantenerne intatta l'operatività».

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Cronaca

Valeria Fedeli sulla violenza sessuale: “Servono iniziative forti”

Valeria Fedeli ha commentato la vicenda della lettera pubblicata ieri dal Corriere della Sera in cui una donna denunciava di aver subito violenza nell'indifferenza dei cittadini.

L'ex ministra all'Istruzione ha chiarito la necessità di "registrare il coraggio di una donna che ha raccontato l'indifferenza dei cittadini. Poi – continua Fedeli – dobbiamo capitre le nostre responsabilità". L'ex ministra, dopo aver elencato le iniziative portate avanti, chiarisce quanto si rendano necessarie misure forti nella prevenzione della violenza sessuale, sottolineando il ruolo dell'istruzione e delle scuole in questo senso.

La questione si è inevitabilmente legata allo sfratto centro anti violenza di Tor Bella Monaca ad opera del Campidoglio. Il centro, operativo da molti anni in una delle periferie simbolo di Roma, ha infatti ricevuto dal Comune l'avviso di sfratto e dovrà incontrare i rappresentanti della Capitale il 25 luglio per definire la data dello sgombero. L'obiettivo del Campidoglio è quello di assicurare il pagamento degli affiti. Lo stesso atteggiamento ha investito la Casa delle Donne, ancora in attesa di capire cosa succederà.

Su questo, Paola Guerci ha chiaramente richiamato alla ricerca di un punto d'incontro: "E' giusto che gli affitti vengano pagati, ma bisogna assolutamente supportare e tenere aperti i centri che funzionano" i quali, di fatto, svolgono un ruolo importantissimo.

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Cronaca

Roma, il cimitero del bike sharing: buttare bici nel Tevere è una moda

(Fonte: Corriere dela Sera, di Rinaldo Frignani) – Una vergogna nel Tevere. L’ennesima. Un cimitero subacqueo di bici del bike sharing. La conferma che la bravata di due ragazzi ubriachi di qualche notte fa, identificati e denunciati dai vigili urbani dopo che il video della loro impresa era stato postato su internet, non è un fatto isolato. Anzi, sembra proprio una moda di romani e turisti a giudicare dalle decine di biciclette ammassate sotto ponte Vittorio Emanuele II, a due passi dagli stand dell’Estate romana. Modelli ormai da buttare, inservibili, arrugginiti nelle parti meccaniche, ricoperti di alghe e fango. Ruote e pedali non girano più, ripararle costerebbe probabilmente più del loro valore.

Bici da gettare via e non soltanto nella putrida acqua della sponda dal lato dell’ospedale Santo Spirito, dove proprio sotto Castel Sant’Angelo ce ne sono altre semi sommerse, altre che si intravedono appena, altre ancora accartocciate fra la vegetazione delle sponde che sono venute alla luce con la secca estiva. Il livello del Tevere si sta abbassando rivelando uno spettacolo sul quale c’erano pochi dubbi: rifiuti, ma perfino segnali stradali sradicati chissà dove da teppisti e vandali della notte e scaraventati nel fiume insieme con transenne metalliche, bottiglie, buste della spazzatura. Insomma c’è di tutto, ma più di qualsiasi altra cosa ci sono le biciclette a noleggio, un servizio di pubblica utilità diventato l’occasione per un altro atto di vandalismo.

Gratuito, come tutti gli altri, peraltro immotivato, visto che nelle altre capitali europee e mondiali il bike sharing è la normalità. A Roma no. Basta dare un’occhiata in giro per scoprire biciclette abbandonate, danneggiate. Di ladri polizia, carabinieri e vigili urbani ne hanno arrestati parecchi, ma il fenomeno dei furti di questi modelli non è certo diminuito. Adesso sta prendendo piede il lancio delle bici nel Tevere. Un fatto sistematico, seriale. Lo dimostrano le oltre venti biciclette lasciate così, sotto il ponte, quasi fossero pronte per essere inforcate da turisti e romani. Una rastrelliera del degrado, che qualcuno sulle sponde arricchisce di tanto in tanto recuperando quello che si può dalla fanghiglia sottostante dove è comunque sempre meglio non avventurarsi e non mettere nemmeno mai lei mani. Anche ieri intere comitive di turisti stranieri passavano, guardavano, commentavano scuotendo la testa. Per di più accanto alla pista ciclabile sul Tevere. E ora Laura Corrotti (Lega), vice presidente della Commissione regionale Tutela del territorio, chiede al governatore Nicola Zingaretti e alla sindaca Virginia Raggi «di attivarsi subito per recuperare le bici e condurre un’indagine congiunta con la società che gestisce lo sharing per risalire a coloro che hanno umiliato la città».

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Cronaca

Migranti, UECOOP: crescita del 5% degli Italiani che non vogliono migranti in nessun caso

Crescono del +5% nell’ultimo anno gli italiani contrari agli sbarchi dei migranti. E’ quanto emerge dall’indagine Uecoop/Ixè in occasione del vertice di Innsbruck fra Roma, Vienna e Berlino sulla gestione dell’immigrazione. Un fenomeno che – spiega l’Unione europea delle cooperative Uecoop – sta in parte polarizzando l’opinione pubblica nazionale con il 21% della popolazione che vorrebbe dei respingimenti a prescindere da tutto, mentre oltre la metà (56%) si schiera invece per una posizione più moderata che preveda quote di accesso e ridistribuzione negli altri paesi europei. Quello che diventa strategico – sottolinea Uecoop – è però un sistema di accoglienza basato sulla collaborazione fra pubblico e privato per i gruppi di stranieri che vengono autorizzati a restare sul suolo italiano distribuendoli in piccole e medie strutture, più gestibili e controllabili, come chiede un’ampia maggioranza di italiani (62%). Una gestione che – rileva Uecoop – non può prescindere dalla partecipazione del mondo cooperativo in grado di garantire personale ed esperienza attraverso il lavoro di 12mila cooperative sociali attive non solo nel settore dell’immigrazione, ma anche in quello dell’aiuto a disabili e anziani e nell’inserimento dei soggetti più svantaggiati. E’ chiaro che – conclude Uecoop – sono necessarie attente verifiche prima, durante e dopo, nei confronti di coloro, cooperative, società, hotel e gruppi di volontariato che si propongono di dare ospitalità ai migranti in modo da garantire trasparenza, efficienza e rispetto delle regole.

 

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Politica

Croce Rossa: “La nostra missione è salvare vite, non fare polemiche politiche”

"Polemiche strumentali che non fanno altro che trascinare nell'agone politico un tema di umanità". Così la Croce Rossa Italiana commenta le recenti dichiarazioni del fondatore di Emergency Gino Strada nella trasmissione 'In onda' su La 7 e le conseguenti dispute scaturite da esse ed enfatizzate sui social media. "Nelle ultime ore siamo stati inconsapevolmente protagonisti di un dibattito ideologico da cui prendiamo immediatamente le distanze. Eppure però teniamo a sottolineare alcuni punti sostanziali per restituire verità a tutta l'operazione SAR nel Mar Mediterraneo di cui ci siamo fatti carico nel 2016. 

La Croce Rossa Italiana è salpata con proprio personale medico-sanitario a bordo di entrambe le imbarcazioni del MOAS, Phoenix e Responder, tra giugno e agosto del 2016 fino alla conclusione dell'operazione nel dicembre dello stesso anno. Quella missione, grazie alla quale sono state tratte in salvo più di 9 mila persone in 5 mesi, è stata resa necessaria dall'interruzione del programma 'Mare nostrum' e dall'aumento delle vittime in mare. Si è trattato, quindi, di un'operazione temporanea e cuscinetto, tesa a riempire quel vulnus creato dall'assenza di politiche sufficienti.   

Tutta la missione si è svolta in un quadro di aiuto internazionale, seppur gestita dalla CRI. La Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, infatti, ha finanziato l'intera operazione grazie a un appello internazionale, interno al nostro network cui hanno risposto diverse Società Nazionali, fornendo fondi, personale sanitario e logistico, kit igienico sanitario e materiale utile all'assistenza sia a bordo delle navi, sia durante lo sbarco. Non sono stati utilizzati quindi finanziamenti pubblici italiani, ma ovviamente si è lavorato nel pieno rispetto delle Convenzioni e degli accordi internazionali e delle leggi di questo Paese, in pieno coordinamento con le autorità statali e la Guardia Costiera.  

Il costo totale dell'operazione quindi, citato da Gino Strada durante la trasmissione tv, non solo non ha pesato in alcun modo sulle casse dello Stato Italiano, ma è stato impiegato per l'utilizzo di ben due imbarcazioni. Fin da subito la nostra condizione per un eventuale accordo con il MOAS prevedeva l'esclusività dell'intervento a bordo, lontano quindi da altre organizzazioni che potessero in qualche modo politicizzare il tema del soccorso in mare. Il principio di neutralità, per noi imprescindibile, ci permette di avere un unico obiettivo: salvare vite umane. Le dispute e le contese non ci interessano. Un approccio politicizzato e ideologico, infatti, rispetto al tema della salvaguardia e del rispetto dell'essere umano non fa altro che creare fazioni, enfatizzare la percezione distorta sul tema del soccorso in mare e aumentare la distanza da soluzioni umanitarie efficaci e condivise”.

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Cronaca

Al via monitoraggio con tecnologia innovativa delle strade

Roma, 12 luglio 2018 – Nelle giornate di oggi e di domani, venerdì 13 luglio, sarà eseguito il monitoraggio delle pavimentazioni stradali di Via Prenestina e della Tangenziale Est con una tecnologia ad alto rendimento, il ‘Raptor’, studiato e realizzato dalla Dynatest in collaborazione con l’Università di Pisa e l’Università Tecnica della Danimarca, con la supervisione delle città di Firenze e Copenaghen.

Il ‘Raptor’ acquisisce in maniera continua le caratteristiche, strutturali e funzionali della pavimentazione stradale. In base ai dati rilevati è possibile programmare e progettare con accuratezza gli interventi di manutenzione, incrementando sicurezza delle strade, efficienza degli investimenti ed ottimizzazione delle risorse disponibili.

L’apparecchiatura sviluppata è inoltre in grado di analizzare la rete stradale muovendosi alla velocità del traffico ed effettuando screening senza la necessità di chiudere i tratti interessati, di conseguenza senza disturbo alla circolazione.

La campagna di rilievo su Via Prenestina e Tangenziale est metterà a disposizione dei tecnici del Dipartimento SIMU (Lavori Pubblici) dati ed analisi che consentiranno di ottimizzare la progettazione degli interventi di manutenzione su queste importanti arterie.

“L'approccio di nuove tecnologie in un Dipartimento come quello delle Infrastrutture è il primo passo obbligato se si vuole davvero cambiare il volto della città in maniera incisiva. Noi amministratori abbiamo l'obbligo di far recuperare a Roma il gap di molti anni di immobilismo e ci stiamo impegnando, in ogni settore, nella ricerca e nell'applicazione di metodologie all'avanguardia”, dichiara l’Assessora alle Infrastrutture Margherita Gatta.