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Roma, lite per una precedenza: 35enne accoltellato alla gola. Un arresto per tentato omicidio

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Al termine di meticolose indagini, i carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato per tentato omicidio un 63enne romano, con numerosi precedenti, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Roma.

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L’attività investigativa dei carabinieri è iniziata lo scorso 2 luglio, quando il 63enne, alla guida della sua autovettura su via dei Monti Tiburtini, ebbe una violenta lite, per futili motivi di viabilità, con un altro automobilista, un 35enne romano. Durante la discussione, l’uomo colpì il 35enne alla gola con un coltello a serramanico. La scena fu notata da alcuni passanti che allertarono gli uomini dell’Arma che, giunti sul posto, identificarono le parti coinvolte: il 63enne fu trovato in possesso di un coltello con lama di 7 cm e denunciato, mentre il ferito fu trasportato all’ospedale “Sandro Pertini”, dove è stato trattenuto in osservazione, non in pericolo di vita. Ieri mattina, a chiusura delle indagini e dopo aver ricostruito quanto accaduto, l’arrestato è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli.

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Sperlonga, l’assurda morte di Sara in piscina: sospetti sulle carte in Comune

 

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Clemente Pistilli) – La piscina dove mercoledì è annegata Sara Francesca Basso è completamente abusiva e doveva essere abbattuta da tempo. Ne sono convinti gli investigatori che, cercando di far luce sulla tragica morte della tredicenne – secondo le prime indagini risucchiata sul fondo della vasca da un bocchettone e tirata fuori a fatica da quattro persone – si stanno concentrando anche sul fronte urbanistico. Sugli abusi del Grand Hotel Virgilio di Sperlonga. "Ho già fornito ai carabinieri alcuni documenti che mi hanno richiesto – specifica il geometra Raffaele Conte, dell'ufficio tecnico comunale – e martedì prossimo mi recherò da loro con un quadro completo della vicenda". È lo stesso tecnico che nel 2016, dopo che da due anni i militari dell'Arma indagavano sugli abusi edilizi realizzati nella struttura ricettiva, eseguì un sopralluogo su ordine della magistratura, certificando che era abusiva anche la piscina che tre giorni fa sembra essersi trasformata in una trappola mortale per la ragazzina di Morolo in vacanza nella città balneare pontina.

Era il 2004, quattordici anni fa, quando i responsabili del Virgilio chiesero i condoni per una serie di opere abusive. Quelle sanatorie vennero alla fine negate dal Comune, specificando tra l'altro che l'hotel si trova in una zona gravata dai vincoli sismici e paesaggistici e a rischio esondazione.

Nel 2016 vennero emesse le ordinanze di demolizione, firmate dall'architetto Isidoro Masi, arrestato l'anno scorso insieme al sindaco di Sperlonga, Armando Cusani, nell'ambito dell'inchiesta Tiberio, ipotizzando affari illeciti sugli appalti e proprio sull'urbanistica, finalizzati in questo caso ad evitare le demolizioni degli abusi nell'hotel del primo cittadino, il Grotte di Tiberio. Il 7 marzo 2016, una cimice piazzata nell'ufficio tecnico dai carabinieri, captò un dialogo di tre dipendenti, tra cui il geometra Conte. Parlando delle mancate demolizioni al Grotte di Tiberio, il tecnico Luca Toscano disse che qualcosa andava fatto: "Quello che abbiamo fatto al Virgilio. Pariamoci il culo così". Specificando che le ordinanze di demolizione erano state emesse per il Virgilio ma non per l'hotel del sindaco. Poi però le demolizioni da eseguire entro 90 giorni non sono state compiute.

"Si è avviata una fase istruttoria – sostiene sempre il geometra Conte – e dall'hotel abbiamo ricevuto scritti difensivi. Riconoscendo di aver compiuto abusi, hanno anche presentato un piano di ripristino". Ma la tragedia è arrivata prima delle ruspe e sembra, dalle indagini svolte dai carabinieri, che non fosse a norma neppure la griglia che copriva il bocchettone che ha risucchiato la tredicenne, un dispositivo con un tiraggio particolarmente forte, l'unico dei tre della piscina utilizzato per alimentare una vasca idromassaggio sovrastante.

Determinante, per stabilire le cause esatte della morte della ragazzina e indirizzare anche le indagini, affidando una consulenza a un tecnico come già chiesto dai carabinieri al sostituto procuratore di Latina, Valerio De Luca, sarà l'autopsia che verrà eseguita questa mattina sulla salma della tredicenne. La Procura ha affidato l'incarico alla dottoressa Stefania Urso, mentre i familiari della tredicenne si sono affidati al dottor Augusto Canali e gli indagati alla dottoressa Daniela Lucidi. Sotto accusa, al momento, gli imprenditori dell'hotel, Mauro Di Martino e Francesco Saverio Emini, Nicolangelo Viola, un manutentore, ed Ermanno Corpolongo, costruttore della piscina.

A Morolo e a Frosinone i genitori della vittima, i parenti, gli amici e gli stessi insegnanti hanno scelto intanto il silenzio. "Troppo il dolore, i familiari non vogliono che venga rilasciata alcuna dichiarazione " , afferma l'avvocato Maria Minotti, legale della famiglia.

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Roma, arrestato violentatore seriale: sospetti su almeno sei casi

(Fonte: Il Messaggero) – Un uomo accusato di una serie di reati a sfondo sessuale è stato arrestatoieri in flagranza di reato a Roma. L'arresto è stato chiesto dal procuratore aggiunto Maria Monteleone che ha delegato le indagini al pm Stefano Pizza: il pm ha chiesto al gip la convalida dell'arresto per il reato di violenza sessuale e l'emissione di una ordinanza di custodia cautelare. Il sospetto degli inquirenti è che lui sia autore di almeno sei episodi di molestie sessuali.

L'uomo è stato bloccato dalla polizia in via del Corso, nel centro storico della Capitale. Intorno alle 13.30 di ieri una volante della polizia in transito lungo la strada è stata fermata da alcuni passanti che hanno indicato l'uomo come l'autore di molestie sessuali nei confronti di alcune ragazze. Secondo quanto si è appreso, si tratta di un 43enne italiano. È stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale.

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I camion bar «liberano» il Gianicolo ma solo perché viene girato un film

(Fonte: Corriere della Sera, di Lilli Garrone) – Il panorama – almeno per il momento – è salvo. I camion bar, che con l’ennesimo colpo dato al decoro della città, si erano piazzati al centro del belvedere sul Gianicolo (come denunciato dal Corriere della Sera il 2 luglio scorso), si sono spostati sul lato destro dell’emiciclo. Ma non l’hanno certo fatto di loro spontanea iniziativa. Anzi, se fosse stato per i titolari dei due furgoni ristoro e quello che vende ventagli, cappellini, zaini e borse pseudo griffate, si sarebbero volentieri accampati sul marciapiede, esattamente al centro del piazzale che si apre alla vista su Roma. Anzi, ci hanno anche provato a collocarsi direttamente sul marciapiede. E non ci sono riusciti solo per il deciso intervento dei vigili urbani che li hanno fatti spostare lateralmente sull’estrema destra del piazzale, appoggiati al casotto «Gianicolo in musica 2018», regolarmente approvato per i concerti all’aperto nei mesi estivi. Così adesso offrono a caro prezzo bibite e gelati o cappelli e ventagli leggermente meno in vista: una ricollocazione che è costata ore ed ore di trattativa per la Polizia municipale, con la «rabbia» dei titolari, pronti a rioccupare le postazioni precedenti. Se ci riusciranno.

Per il momento il panorama è salvo. Perché l’improvviso spostamento è stato dovuto, decoro a parte, ad esigenze cinematografiche: sul Gianicolo infatti si sta girando un film e non è bello far ammirare agli spettatori di tutto il mondo il panorama di Roma a trecentosessanta gradi con in primo piano il noto furgone color nocciola con riproduzioni più o meno colorate del Colosseo o dei Fori. Finite le riprese, però, non è detto che non riproveranno a collocarsi, come erano prima dell’arrivo della troupe, esattamente sotto la statua in bronzo di Giuseppe Garibaldi, realizzata nel 1895 da Giuseppe Gallori. È quella, infatti, con un bel colpo per il panorama e per il decoro del luogo, la posizione ottimale per approfittare dell’arrivo dei tanti torpedoni, che ogni giorno sfoderano carovane di turisti che arrivano sul belvedere per ammirare Roma. Tutto fa supporre, infatti, che i tre furgoni si siano spostati, ma siano pronti a recuperare quello spazio che per il momento occupano i sei camion che sono di supporto alle esigenze del cinema. E se, almeno in questi giorni, danno meno fastidio, non è che si siano poi allontanati di molto.

«Non è un problema del Gianicolo, è un problema di decoro in tutta la città», osserva la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi: «Con la passata giunta era stato fatto un lungo lavoro attraverso il tavolo del decoro. La giunta Raggi, però, finora non l’ha mai convocato. Eppure è lì che si possono prendere decisioni sull’argomento, d’accordo con le Sovrintendenze».

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Roma, blitz antidroga: 5 pusher arrestati

ROMA – I Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno eseguito mirati servizi antidroga nell’area compresa tra piazza dei Cinquecento, via Giovanni Giolitti e vie limitrofe. In poche ore, in manette, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, sono finiti 5 pusher, due cittadini tunisini, due della Guinea e uno del Gambia, di età compresa tra i 19 e 40 anni, tutti senza fissa dimora e con precedenti. I Carabinieri li hanno sorpresi in flagranza di reato a spacciare dosi di cocaina, eroina, marijuana e LSD. In totale sono state recuperate e sequestrate circa 100 dosi e oltre 500 euro, ritenute provento delle attività illecite. Identificati anche gli acquirenti, che sono stati segnalati, quali assuntori, all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma. Gli arrestati sono stati portati in caserma e trattenuti in attesa del rito direttissimo.

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Spadafora (Pari Opportunità): “20 milioni a 197 progetti per combattere la violenza sulle donne”

A rispondere alla ragazza della lettera al Corriere della Sera  la propria storia di violenza subita nell'indifferenza generale, è Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Pari Opportunità. Il ministro apre dicendo che la lettera parla più di molti libri di sociologia, avendo fotografato l'Italia dell'apatia collettiva e delle donne lasciate a sè stesse. Vincenzo Spadafora si chiede quali passi il Governo debba fare. "Sicuramente – dice Spadafora – sensibilizzare gli uomini è un passo necessario. Bisogna opporsi alla cultura della violenza sulle donne e mettere in atto iniziative forti in supporto della vittime". In virtù di questo il ministro annuncia la firma di una serie di convenzioni che porterebbero 20 milioni a 197 progetti inseriti nel piano stragetico nazionale contro la violenza sulle donne. Per concludere, Vincenzo Spadafora sentenzia: "Ognuno di noi deve dire mi riguarda".

Paola Guerci, commentando la notizia, sottolinea quanto l'indifferenza metta paura: "Viviamo in una società non abituata ad intervire in aiuto del prossimo e questo porta ad un'insicurezza collettiva. Ci può anche essere una vasta presenza delle forze dell'ordine sul territorio ma, se una comunità non si sente tale e si manifesta apatica, c'è ben poco da poco da fare. In questo senso – conclude la giornalista di Radio Roma Capitale – è la cultura che salva che crea consapevolezza e genera senso di appartenenza".

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Roma, Metro B mai costruita il consorzio al Comune “Paghi 360 milioni”

(Fonte: la Repubblica, di Daniele Autieri) – Virginia Raggi e il Comune di Roma di nuovo citati in tribunale. A chiamare la sindaca e il Campidoglio a rispondere delle loro decisioni è il consorzio Metro B, l’azienda privata incaricata del prolungamento della linea, che – a sette anni dall’aggiudicazione della gara – è ancora ferma al palo per colpa dell’immobilismo dell’amministrazione e del suo braccio operativo, Roma metropolitane.

Una responsabilità condivisa da tre consiliature (Alemanno, Marino e oggi Raggi) che potrebbe costare al Campidoglio 356 milioni di euro. Tanto hanno chiesto come risarcimento gli avvocati del consorzio invitando il Comune e Roma metropolitane a comparire il 4 ottobre prossimo davanti al tribunale civile. La storia inizia il 9 settembre del 2011 quando la gara viene aggiudicata in forma definitiva a un consorzio guidato da Salini Costruttori ( oggi gruppo Salini Impregilo) e di cui fanno parte Vianini Lavori e Ansaldo Sts. L’oggetto dell’appalto prevede il prolungamento della linea B della metro da Rebibbia a Casal Monastero per un importo calcolato in 560 milioni di euro. Le risorse pubbliche ci sono, anche se coprono solo parte dei costi, e ammontano a 167 milioni, 12 dei quali messi a disposizione dal Comune, 56 dal governo per Roma Capitale, 99 dalla Regione Lazio.

Il resto, secondo uno schema classico per questo genere di opere, viene recuperato attraverso le valorizzazioni immobiliari, ossia vengono individuate delle aree dove i costruttori della metro possono realizzare abitazioni da vendere sul mercato. Le aree individuate sono Pietralata, Tiburtino, Rebibbia, Casal Monastero, Torraccia, sulle quali il Comune si impegna ad approvare varianti urbanistiche che le rendano edificabili. La proposta immobiliare viene così allegata all’offerta economica e approvata in via definitiva.

Tutto sembra pronto per la posa della prima pietra, ma il cantiere non parte. Il 9 novembre del 2012 il Comune chiede un primo cambiamento al consorzio che – secondo gli avvocati che hanno presentato la citazione – non era previsto dalla convenzione. Il cambiamento non è da poco perché prevede la revisione del progetto, sia preliminare che definitivo. Due nuovi progetti vengono realizzati, e tengono conto delle richieste dell’amministrazione, riducendo il costo dell’opera. Ma neanche questo è sufficiente per far partire i lavori.

Il 30 aprile del 2013 il Campidoglio e Roma metropolitane chiedono la stesura di un terzo progetto che il consorzio realizza e invia alla municipalizzata l’8 agosto dello stesso anno. Intanto sono passati più di due anni e le aziende cominciano a presentare il conto dei costi aggiuntivi, legati ai ritardi. Inizia la battaglia.
Si arriva al 2016 senza che nulla cambi. Il consorzio sollecita l’amministrazione, ma in Campidoglio nessuno risponde. E – denunciano oggi i legali – è passato oltre un anno dall’ultima comunicazione. Da qui la decisione di citare i due soggetti in giudizio, prima di tutto per chiedere la nullità della convenzione stipulata nel lontano 2011 e in seconda battuta per riavere indietro il dovuto. Così, dopo sette anni di tranquillità sonnacchiosa, il Comune potrebbe essere obbligato a pagare 356 milioni di euro.

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Roma, esibisce la patente di un romano ma lui è romeno: 43enne in manette

Durante un normale servizio di controllo del territorio, gli agenti della Polizia di Stato hanno notato un’autovettura, con due persone a bordo, parcheggiata in doppia fila. Dopo il passaggio della Volante, l’uomo seduto dal lato del passeggero è sceso velocemente per salire su un’altra utilitaria, metterla in moto ed allontanarsi. Pensando che la cosa fosse strana, i poliziotti lo hanno inseguito e fermato poco dopo per controllarlo: l’autista ha esibito una patente italiana ed ha dichiarato le generalità nella stessa riportate ma è stato tradito dal suo accento, palesemente dell’est Europa.

Facendo ulteriori accertamenti, gli agenti gli hanno trovato nel portafoglio un titolo di viaggio, rilasciato dall’Ambasciata romena, completo di fotografia a lui corrispondente, con i suoi dati ed hanno quindi scoperto le sue vere generalità. L’autovettura a bordo della quale stava viaggiando è risultata rubata così come la patente inizialmente mostrata: I.N., queste le iniziali del cittadino romeno di 43 anni, con vari precedenti specifici a suo carico, è stato sottoposto a fermo per ricettazione in concorso e portato a Regina Coeli, mentre il suo complice è stato denunciato.

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Cronaca

Tivoli, maltrattamenti in famiglia: uomo in manette

Già nel 2015 la donna aveva denunciato il suo compagno perché l’aveva minacciata e picchiata ma poi, dietro la promessa di non ripetere più quei comportamenti, l’aveva perdonato e riaccolto in casa. All’inizio di quest’anno però, T.V.S., romeno di 30 anni, spesso ubriaco, ha ricominciato a minacciare e malmenare la sua convivente che, ogni volta, ha chiamato la Polizia di Stato ed è andata al Pronto Soccorso per farsi medicare. Gli investigatori del commissariato di Tivoli, raccolti gli atti ed i referti medici, hanno mandato tutto alla competente Autorità Giudiziaria, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per il ragazzo. T.V.S. è stato così arrestato dagli stessi poliziotti ai quali più volte la vittima si era rivolta per chiedere aiuto.

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Onorati (assessore regionale all’Agricoltura): “Promuoveremo i nostri prodotti a Londra: evento aperto alle aziende”

Enrica Onorati, assessore all'Agricoltura e all'Ambiente, ha comunicato la partecipazione della Regione Lazio, in collaborazione con Arsial, nel quadro delle attività di promozione e valorizzazione dei prodotti enogastronomici e agroalimentari laziali, a Welcome Italia in programma dal 5 al 7 ottobre, presso la Royal Horticultural Halls di Londra. Volto a promuovere i prodotti, il territorio e la cultura enogastronomica italiana, l’evento rappresenta una preziosa opportunità per tutte le imprese che intendono entrare e rafforzare la propria presenza nel mercato utilizzando un centro di attrazione internazionale come Londra.

E’ prevista, oltre all’attività di promozione, la possibilità di vendita dei prodotti presentati, che ogni azienda interessata gestirà autonomamente attraverso un registratore di cassa o un libretto ricevute. Possono partecipare le imprese agroalimentari con sede operativa nel Lazio, che non siano in situazione di morosità nei confronti di Regione Lazio ed Arsial, in regola con le vigenti norme in materia fiscale, assistenziale e previdenziale. La quota di partecipazione a carico della singola azienda è pari a € 300,00 + IVA al 22%, per un importo complessivo di € 366,00. Le aziende interessate sono invitate a inviare la domanda di partecipazione entro il 23 luglio 2018, attraverso la mail ape@arsial.it Alla domanda va allegata la copia del bonifico effettuato per il versamento della quota di partecipazione. In caso di non ammissione, la quota sarà restituita.

Le aziende ricadenti nei territori dei Comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017 (Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Borbona, Borgo Velino, Cantalice, Castel Sant’Angelo, Cittaducale, Cittareale, Leonessa, Micigliano, Poggio Bustone, Posta, Rieti e Rivodutri) sono esenti dal pagamento della quota di partecipazione. La call è pubblicata sul sito Regione Lazio, canale Agricoltura, e sul sito Arsial, sezione Avvisi”.