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Cronaca

Sentenza della Cassazione sullo stupro di gruppo in Punto Donna

Oggi pomeriggio, nel corso di Punto Donna, Paola Guerci ha parlato di cronaca al femminile, soffermandosi sulla sentenza della Cassazione sullo stupro di gruppo. Oggi è stato dichiarato dalla Corte che se una vittima si è ubriacata volontariamente la violenza resta, ma non c'è l'aggravante. L'aumento della pena c'è solo se a somminsitrare l'alcool è stato l'autore del delitto. Fa dicutere questo provvedimento. Secondo alcuni giuristi non c'è nulla di eccepibile. Si parla dell'art.609 c.p quando la violenza è imposta con uso di armi o alcool o sostanze stupefacenti. La Cassazione ha emesso sentenze formalmente ineccepibili, ma la Guerci ha espresso parere negativo. L'aggravante dovrebbe essere, secondo la Guerci, proprio il fatto che la volontà della vittima sia stata viziata dall'alcool. Forse andrebbe fatto qualcosa di più a livello istituzionale perchè la sentenza riflette un formalismo e andrebbero aggiornati i codici. Ad essere emerso è un senso di sconforto enorme da parte delle persone dopo la lettura di questa sentenza. 
Come sottolineato in Punto Donna, sono ancora molti i fatti di cronaca con vittime le donne. Questo fa capire che c'è un'emergenza vera e propria nel tema della violenza contro le donne e quindi la Cassazione dovrebbe fare altre iniziative e muoversi nel cambiare certe leggi. Questa sentenza ricorda quella della Cassazione sui jeans, "accusati" di provocare i violentatori. La Guerci ha ricordato che ci fu una rivolta popolare dopo quella sentenza negli anni '90.
La Guerci ha parlato anche di alcune notizie di cronaca, fra cui l'attacco al Sottosegretario con deleghe alle pari opportunità Vincenzo Spadafora da parte di Lucia Annibali, deturpata con l'acido dall'ex fidanzato. L'avvocatessa ha sottolineato che i fondi contro la violenza sulle donne non derivano da questo Governo, ma da quello precedente. 
In Punto Donna si è parlato anche di tutela della maternità perchè in alcune professioni essa ancora non è presente. Molte donne non riescono a tornare sul posto di lavoro dopo la gravidanza. Dopo aver parlato della normativa ad hoc sulle donne avvocato e al diritto di assentarsi dopo il parto, si è parlato delle donne medico convenzionate. Il sindacato ha denunciato infatti che quest'ultime non hanno il diritto di allattare o di seguire il proprio figlio e questo ha portato ad una natalità più bassa fra le appartenenti a questa categoria. 

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Politica

XIII Municipio, Rizzi: “A breve intervento su nuovi marciapiedi”

Oggi pomeriggio è intervenuta ai nostri microfoni l'Assessora alle Politiche ai Lavori Pubblici e Urbanistica del XIII Municipio Maria Rosaria Rizzi.
Per quanto riguarda i lavori in programma ed effettuati sul manto stradale nel Muncipio l'Asssessora ha dichiarato: "I lavori si dividono in due canali: quelli di manutenzione ordinaria e pronto intervento (recepiti dall'Ufficio Tecnico) e poi la parte di manutenzione straordinaria che sono gli interventi più sostanziosi. In via Suor Maria Agostina abbiamo fatto un intervento stanziato da Roma Capitale, come su via Gregorio XI, così come verranno fatti anche su altre due arterie stradali. Alcuni sono interventi che vengono realizzati per tamponare l'emergenza buche. In partenza, in questi giorni, anche un intervento su nuovi marciapiedi che interesserà il primo tratto di via Aurelia dove si sono verificati vari incidenti. A seguito di un lungo processo siamo riusciti ad approvare un progetto che è in cantiere. Non ci fermiamo qui perchè verranno fatti dei lavori di rifacimento stradale importanti anche, per esempio, su via Bondi. Stiamo mettendo in atto questi progetti e  stiamo cercando finanziamenti. Sono in fase di elaborazioni anche altri progetti". 
Su via Enrico Bondi, l'Assessora ha specificato: "Non andremo a chiudere le buche, ma andremo a rifare per l'intero tratto stradale il tappeto di usura e anche il tratto sottostante. Questo intervento richiede più fondi, ma essendo una strada con grande traffico, abbiamo deciso di stanziare più soldi per questo tratto. Siamo in attesa della data di inizio che doveva avvenire qualche mese fa, i soldi sono stati stanziati e i lavori già consegnati quindi stiamo aspettando solo di partire. Cercheremo di farlo quando le scuole sono chiuse per creare meno disagio".
Commentando la notizia di cronaca che vede protagonista un anziano caduto nella zona di Largo San Pio V a causa del dissesto del marciapiede, il Municipio XIII ha assicurato che sono stati effettuati lavori di pronto intervento sulla base di segnalazioni. La Rizzi ha quindi spiegato: "Abbiamo una squadra che agisce sulla base di segnalazioni che arrivano e la squadra è intervenuta sulla piazza. Abbiamo un ordine di priorità e interverremmo in futuro sulla strada adiacente. Per il prossimo piano investimenti abbiamo chiesto un finanziamento particolare proprio per i marciapiedi. Il finanziamento ci verrà confermato con l'approvazione del prossimo bilancio". 

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Cronaca

Genzano, camion si ribalta nel giardino di una villa e schiaccia due auto: un ferito grave

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Due auto schiacciate e un ferito grave per il ribaltamento di un camion nel giardino di una villa in via Montecagnolo a Genzano, sui castelli romani: la strada ha ceduto sotto il peso del mezzo impiegato per trasportare bitume per asfalto. Per fortuna intorno alle 15.30 nel giardino della villa abitata da due famiglie non c'era nessuno. Il conducente del camion, un Iveco Stralis è rimasto gravemente ferito: per i soccorsi sono intervenuti il 118 di Lanuvio e l'eliambulanza, atterrata in un campo adiacente per poi trasportare il ferito M.A. un 63enne di Prossedi (Latina) in codice rosso al policlinico di Tor Vergata. I rilievi sono affidati agli agenti della polizia locale di Genzano, in sostegno anche l'autoradio dei carabinieri del radiomobile di Velletri: la strada è stata chiusa.

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Cronaca

Casamonica, giornalisti aggrediti e minacciati con i bastoni alla Romanina

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
In un video pubblicato da Repubblica, si vedono alcune donne che chiedono più volte ai reporter di andare via fino a minacciarli con alcuni bastoni. «Andate via da qui, non c'è niente da vedere, andatevene», le urla contro i giornalisti. Un uomo insegue una reporter in una delle stradine del quartiere, mentre altri membri del clan cercano di bloccare le telecamere. L'aggressione ha subito portato alla mente la violenza ai danni dei  giornalisti della Rai Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi avvenuta ad Ostia il 7 novembre scorso da parte di Roberto Spada che per quei fatti è stato rinviato a giudizio assieme al suo complice Ruben Nelson Del Puerto. Sempre alla Romanina, la mattina di Pasqua alcuni esponenti dei Casamonica al Roxy Bar aggredirono il proprietario del bar e una ragazza disabile che era all'interno. Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Ordine dei giornalisti e Usigrai hanno espresso «vicinanza e solidarietà ai colleghi di Repubblica e del Tg2 aggrediti». «I parenti degli arrestati si sono scagliati con i bastoni contro i giornalisti Floriana Bulfon di Repubblica e Piergiorgio Giacovazzo del Tg2, »colpevoli« di essersi recati dove sono stati effettuati gli arresti per svolgere il loro lavoro. Una reazione inaccettabile», commentano i rappresentanti dei giornalisti. «Chiunque colpisca un giornalista – concludono Fnsi, Odg e Usigrai – colpisce il diritto dei cittadini ad essere informati e dunque uno dei pilastri della democrazia. La reazione scomposta dei familiari degli arrestati testimonia quanto il lavoro dei cronisti dia fastidio a chi vorrebbe coltivare nell'oscurità i propri loschi affari».

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Cronaca

Antisemitismo, lettera con immagini di Hitler per Adachiara Zevi: «Peccato non averla conosciuta nei lager»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Una lettera di minacce, con l'immagine di Hitler, è stata recapitata il 12 luglio nella sede dell'associazione culturale Arte in memoria, presieduta da Adachiara Zevi, figlia di Tullia, che oggi ha presentato denuncia nella stazione dei carabinieri di piazza Farnese a Roma. «Pregiatissima signora, mi duole molto il fatto di non averla conosciuta nei miei campi di concentramento», si legge tra l'altro nel testo. «Ma non è detto! Ci sono tanti miei seguaci… e non è detta l'ultima!». «È la prima volta che riceviamo minacce di questo genere – spiega all'Ansa Adachiara Zevi, la cui madre morì nel 2011 – Tenderei a vedere questo episodio legato alle due iniziative curate dall'associazione, il progetto Memorie d'inciampo e la biennale di arte contemporanea Arte in memoria, nella sinagoga di Ostia antica. Due iniziative importanti, entrambe legate alla memoria, che quindi danno fastidio a chi tende a dimenticare». «Purtroppo – sottolinea ancora – atti del genere non si contano, negli anni se ne sono registrati tantissimi. Certo, questi tempi che viviamo non migliorano la situazione, ma l'antisemitismo c'è sempre stato».

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Cronaca

Rignano Flaminio, nel giardino di casa spunta una strana erba: è marijuana

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
I militari della Stazione di Rignano Flaminio hanno visto spuntare dei ciuffi di una pianta a dir poco sospetta dal giardino di un'abitazione: a seguito di un controllo più accurato, i carabinieri hanno scoperto 7 rigogliose piante di marijuana. Il "coltivatore", un italiano di 50 anni, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Bracciano  con l'accusa di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L'uomo è stato messo ai domiciliari. 
Nel corso della perquisizione domiciliare, i militari hanno trovato una busta contenenti 60 grammi dello stupefacente e tutto il materiale per la coltivazione ed il confezionamento della droga.  

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Cronaca

Prati, il declino costante del quartiere tra rifiuti, buio e alberi caduti

(Fonte: Corriere della Sera, di Flavia Taggiasco) – Erano quasi le otto di sera di sabato 7 luglio quando uno degli eleganti platani di viale Angelico cadeva sotto il peso dell’incuria e del degrado. Un meraviglioso albero di dieci metri crollato, per fortuna senza danno. Beh, da allora viale Angelico è chiusa al traffico. Mucchi di rami e foglie raccolti qua e là e segatura sparsa su tutta la carreggiata, come un tappeto. Sembra una strada chiusa da anni. Ecco, questa è una delle vie principali del rione Prati, la strada che porta dal Vaticano allo Stadio Olimpico. Arteria importante di una importante capitale europea. Chiusa. Sine die.

Vivo in questo meraviglioso quartiere da quasi 40 anni. Un quartiere ordinato, frutto di un piano regolatore con un buon equilibrio tra verde e palazzi, strade quasi tutte delineate da alberi di ogni genere.

Un quartiere che, come il resto della città, ha vissuto un’inesorabile declino che sembra non aver fine. Ogni giorno arriva la notizia di un albero caduto o, forse ancor più triste, di una nuova incursione del Comune con il compito di radere al suolo alberi giudicati malati.

Piazza Bainsizza, sorprendentemente riorganizzata architettonicamente qualche anno fa, con bellissimi pioppi secolari, sembra oggi una landa deserta, abbandonata, brulla, con i tristi monconi dei pioppi ora senza vita. Oggi è colpa del caldo secco, in inverno del vento e della neve. Ma come mai nelle altre capitali europee questi problemi non ci sono? E sì che non abbiamo né inverni siberiani e nemmeno estati tropicali.

Non voglio neanche pensare cosa succederà agli alberi che hanno una grande x gialla sul tronco. Saranno sorvegliati speciali o per loro la sentenza è già scritta. Chissà? Davanti al portone di casa mia hanno fatto la stessa fine tre alberi, lasciando tre grandi buchi. Sotto la giunta precedente era stata lanciata la campagna “Adotta un albero”: cittadini pagavano l’amministrazione comunale per l’acquisto e la posa in opera delle piante.

Due anni fa il mio condominio ha stanziato i fondi per l’acquisto dei tre alberi, ma purtroppo era maggio, mese non adatto per piantare, così mi hanno detto. Poi il programma è finito. Ho mandato mail, chiamato ma non ho ottenuto niente. Credo che il mio condominio sarebbe ancora disposto a spendere quei soldi, ma so che senza le necessarie autorizzazioni non si può toccare nulla. In alcune zone gli abitanti hanno piantato abusivamente i loro alberi e in alcuni casi sono riusciti a farla franca. Ma è possibile che ciò che ci spetta di diritto dobbiamo farlo noi cittadini, di nascosto, con il rischio di passare guai?

Nell’area cani di viale Angelico c’è addirittura un albero crollato che non è stato rimosso e i monconi sradicati ovunque sono abbandonati lì, una specie di lapide in onore dell’albero che fu. Una signora mi raccontava che le aiuole centrali di viale Mazzini, non ricordava bene quando, forse primi anni Ottanta, erano state ristrutturate con gran cura. I sanpietrini di porfido sistemati, le zone verdi abbellite con piante di rose, prati curati e un sistema di irrigazione efficiente. Oggi i sanpietrini sono stati in parte rubati e quelli rimasti sono dissestati, delle rose non c’è più traccia e al loro posto ci sono erbacce alte oltre un metro.

E l’immondizia? Cartacce e plastica ovunque. Nessun cestino per i rifiuti, quasi un invito a gettare tutto per terra. Richiamo per torme di topi e branchi di scarafaggi. Nel quartiere Prati di notte può saltare l’illuminazione pubblica.Nelle scorse sere le strade erano al buio più pesto, cosa che succede abbastanza spesso. Troppo spesso. Ho portato il cane a passeggio con l’aiuto della torcia del telefonino, nella speranza di non cadere in qualche buca e di non calpestare cose o animali indesiderati. Una grande capitale europea? Già.

Mentre scrivo dalle finestre spalancate sulla calda notte di luglio entra un vento carico di odore immondizia portato da un triste parente del vecchio Ponentino. Muore così una città? Amen.

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Cronaca

Morta in piscina a Sperlonga, accuse tra i due proprietari

(Fonte: la Repubblica, di Clemente Pistilli e Flaminia Savelli) – La farsa dopo la tragedia. A cinque giorni dalla morte di Sara Francesca Basso è scattato anche il rimpallo di responsabilità. Ancora non c’è una spiegazione su come sia stato possibile che una ragazzina di 13 anni possa aver perso la vita mentre nuotava nella piscina del Grand Hotel Virgilio di Sperlonga, bloccata sul fondo della vasca perché risucchiata dalla forza di un bocchettone. Buio pesto anche sulle ragioni che hanno consentito di far utilizzare ai clienti della struttura ricettiva un impianto abusivo, su cui da due anni pendeva un’ordinanza di demolizione. Ed ecco che i protagonisti della vicenda hanno iniziato a prendere le distanze dall’accaduto scaricando l’uno sull’altro la stessa responsabilità circa la gestione dell’hotel dove Sara e la mamma erano in vacanza.

Ascoltato dai carabinieri, Mauro Di Martino, ad della Virgilio srl, la società che gestirebbe di fatto la struttura ricettiva, ha sostenuto che lui fa l’architetto, vive ad Aversa, nel Casertano, e che ad occuparsi di tutto sarebbe il suocero, Francesco Saverio Emini. Quest’ultimo, l’imprenditore che acquistò il Grand Hotel Virgilio dopo essere diventato anche collaboratore di giustizia, avendo denunciato estorsioni e minacce dai Casalesi, ha invece affermato il contrario. Ovvero che con la struttura ricettiva non c’entra niente.

Posizioni che li hanno fatti finire entrambi indagati per omicidio colposo, insieme al manutentore Nicolangelo Viola e al costruttore della piscina incriminata, Ermanno Campolongo. L’avvocato Renato Archidiacono, legale della Hydrocomm, la ditta di Viola, ha poi precisato che l’azienda non si occupava della manutenzione, ma avrebbe solo fornito prodotti per il trattamento dell’acqua della piscina e realizzato “interventi di natura tecnica su specifica chiamata della proprietà”.

Lo stesso Viola, però, ascoltato dai carabinieri ha sostenuto qualcosa di più. Ovvero che, senza avere alcun contratto con l’hotel, di volta in volta si occupava di qualche riparazione delle valvole nei locali dove si trovano le pompe della piscina, aggiungendo anche che il tiraggio della pompa di aspirazione coperta dal bocchettone che ha bloccato la ragazzina sarebbe stata eccessiva e la griglia che la ricopriva non a norma. Sempre più complicato. Ma una risposta certa sulla morte della tredicenne di Morolo, in provincia dei Frosinone, è d’obbligo.

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Cronaca

Il Consiglio di Stato su Trastevere «Sì» ai tavolini sulle strisce blu

(Fonte: Corriere della Sera, di Giulio De Santis) – Contro il parere del Campidoglio, il Consiglio di Stato sdogana i tavolini sulle strisce blu. La decisione riguarda, per adesso, ristoranti, bar e birrerie che si trovano in via San Francesco a Ripa, in zona Trastevere. I giudici hanno, infatti, sospeso su questa strada il piano di massima occupabilità previsto dal Municipio che impediva in assoluto lo sfruttamento dello spazio riservato alla sosta tariffaria proprio per allargare i posti a sedere all’esterno di un locale.

D’ora in avanti, dopo l’ordinanza dei giudici amministrativi di secondo grado, gli esercenti di questa strada avranno la possibilità di sfruttare i parcheggi a pagamento per sistemarci tavoli e sedie, facendo domanda agli uffici municipali. I quali non potranno più negare il rilascio sulla base della semplice presenza delle strisce. L’ordinanza del Consiglio di Stato – chiamato a decidere su ricorso proposto dalla pizzeria «la Fraschetta», rappresentata dall’avvocato Andrea Ippoliti – è considerata una svolta giurisprudenziale. Ed è prevedibile che numerosi ricorsi in materia verranno proposti dai commercianti operativi nel campo della somministrazione di cibi e bevande in altre zone della Capitale dove sono in atto delibere dello stesso tipo.

Mai prima d’ora i giudici hanno sospeso un piano di massima occupabilità (ne sono operativi circa cento a Roma, ognuno in teoria con caratteristiche proprie) finalizzato a impedire ai ristoratori la collocazione dei tavolini della zona riservata alla sosta tariffaria. Con il provvedimento, il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar che in precedenza aveva dato torto al proprietario della pizzeria e dato invece ragione al Comune, costituitosi nella causa con l’intenzione di difendere la delibera. Bisogna ricordare che, in generale, un piano di massima occupabilità ha, tra gli obiettivi, proprio quello di garantire l’equilibrio tra lo sviluppo delle attività commerciale, la regolamentazione del traffico e la tutela della residenzialità dei cittadini.

I giudici, nel motivare la decisione, hanno fatto riferimento a loro decisioni analoghe in materia di strisce blu anche se mai si erano spinti sino a sospendere un piano di massima occupabilità. Ora è opportuno tornare al processo concluso con l’ordinanza di sospensione.Il proprietario della pizzeria «La Fraschetta» presenta domanda nell’ottobre del 2017 per ottenere il via libera all’occupazione del suolo pubblico dove ci sono le soste tariffarie. Lo scopo: migliorare il servizio al pubblico offrendo più posti a sedere in una via di intenso scorrimento pedonale.

Presupposto della richiesta: la presenza di tavolini non crea ingorghi e inoltre, in alcuni casi singoli, l’amministrazione ha concesso il permesso. Gli uffici municipali però respingono subito la richiesta, obiettando che esiste un piano e questo prevede il divieto assoluto all’uso del tratto di strada per piazzare tavolini.

Alla base del rifiuto, i tecnici pongono l’inclusione della strada come via incluso nella disciplina della viabilità principale, nonostante appartenesse alla viabilità locale. A quel punto, l’avvocato Ippoliti fa ricorso al Tar che lo scorso maggio sposa la posizione del Comune mirata a preservare lo scorrimento delle macchine sulla strada e a facilitarvi i parcheggi a pagamento. I giudici di primo grado osservano, nell’assecondare il Campidoglio, che il «piano generale del traffico urbano» vieta il rilascio del permesso dove c’è la sosta tariffaria nelle zone di viabilità locale.

Inevitabile l’appello al Consiglio di Stato, che, come detto, sospende con ordinanza il piano. Adesso il proprietario della pizzeria potrà riproporre la sua richiesta, mentre l’amministrazione dovrà studiare un nuovo piano sulla via.

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Cronaca

Raggi, prime testimonianze al processo per falso. La sindaca in aula

(Fonte: la Repubblica) – C'è anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, nell'aula 24 della palazzina B del Tribunale di piazzale Clodio, dove questa mattina entra nel vivo il processo davanti al giudice monocratico che la vede imputata per falso. In programma oggi la testimonianza di tre poliziotti, agenti della squadra mobile che avviarono i primi accertamenti su delega della procura di Roma.

Iniziano così le deposizioni nel procedimento in cui la prima cittadina deve rispondere della nomina di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro Raffaele, a capo della Direzione Turismo del Campidoglio. In particolare, secondo i magistrati di piazzale Clodio la prima cittadina avrebbe mentito all'Anticorruzione del Comune quando Renato Marra da dirigente dei vigili urbani venne nominato a capo del dipartimento Turismo con relativo incremento di stipendio pari a 20mila euro.

L'accusa alla Raggi, che si intestò la nomina, si riferisce proprio alle parole rilasciate all'Anticorruzione in cui definì il ruolo di Raffaele Marra, all'epoca a capo del Personale del Campidoglio, come di "mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali". Dichiarazioni che secondo l'accusa, sarebbero smentite da alcune chat finite nell'inchiesta.

A coordinare e a eseguire le verifiche sul procedimento alla sindaca Raggi sono stati il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Francesco Dall'Olio. Nei confronti della sindaca Raggi è già stata archiviata l'accusa di abuso d'ufficio per la nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica. La nomina di Renato Marra venne prima congelata e poi revocata anche alla luce dell'arresto di Raffale Marra per concorso in corruzione con l'imprenditore Sergio Scarpellini in un'altra inchiesta relativa a una somma di denaro utilizzata da marra per l'acquisto di una casa nella zona di Prati Fiscali.