Categorie
Politica

Municipio II, Giovannelli: “Entro agosto saranno completati i lavori su alcune importanti strade”

L'Assessore ai Lavori Pubblici del II Municipio, Giampaolo Giovannelli, è stato intervistato oggi pomeriggio da Silvia Cangelosi. Ai microfoni di Radio Roma Capitale ha affermato: "I lavori a via Masaniello sono già partiti dopo tanta insistenza da parte del nostro Municipio. La gara del Simu era partita a febbraio dello scorso anno ed è passato troppo tempo. Abbiamo sollecitato continuamente nel corso dell'anno e finalmente i lavori si stanno facendo e si prevede la riapertura per la fine di agosto. Grande soddisfazione per il nostro municipio perchè è una grande via di comunicazione". 
Per quanto riguarda, invece, via della Lega Lombarda, l'Assessore ha assicurato che entro la prossima settimana verrà rifatto il manto stradale da Largo delle Crociate in avanti. Un'altra arteria stradale che necessita d'intervento è via Arduino che verrà rifatta totalmente entro il 20 di agosto, per evitare i disagi che subiscono i residenti con le vibrazioni che ci sono (sono infatti oltre 700 i passaggi di mezzi pesanti sulla via che l'hanno reso disastrata). Su questo intervento Giovannelli ha precisato: "Siamo riusciti a recuperare alcune risorse molto limitate perchè il Comune ci ha dato e ci fornisce pochissimo, ma era una necessità e urgenza intervenire".
Per quanto riguarda il problema buche si è parlato anche di via Mascagni e Giovannelli ha rassicurato così gli ascoltatori:" Abbiamo programmato un intervento convenzionato con fondi promessi dal Comune e abbiamo presentato un progetto, ma siamo in attesa della messa a disposizione. Stiamo aspettando i fondi dal Comune e, una volta pronti, saremo pronti ad intervenire". 
Alla domanda di un ascoltatore in diretta sulla rimozione della vecchia Tangenziale Est e riqualificazione della zona, l'Assessore ha spiegato: "Si tratta di un progetto vecchio che era stato proposto dalla giunta Marino ed è stato rifinanziato recentemente. Una gara europea è stata indetta e, considerando che avrà durata un anno, l'intervento non avrà inizio prima del 2019".
 

Categorie
Politica

Rifiuti, addio alla plastica: ecco il piano della Regione Lazio

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha presentato questa mattina il piano “Lazio Plastic Free”, il progetto in cinque punti per ridurre l'uso della plastica e stimolarne il riciclo e la rigenerazione. L'iniziativa è stata illustrata all'Ondina Generali, il nuovo circolo sportivo sul Tevere recentemente ristrutturato e inaugurato la scorsa settimana. Le linee guida sono contenute in una memoria approvata oggi dalla Giunta: il Lazio, è stato detto, è la prima regione in Italia ad aver avviato un programma così articolato per il contrasto all'uso della plastica, favorendone riciclo e riuso.
Ad illustrare il piano è stato l'assessore ai Rifiuti Massimiliano Valeriani: le parole chiave sono «riduzione, recupero, riciclo, rigenerazione e riuso», ha spiegato, con l'ambizione di rendere nei prossimi anni il Lazio la prima regione completamente plastic free. Questi obiettivi saranno perseguiti tramite accordi con la grande distribuzione e con gli ospedali per la riduzione del packaging (che saranno sottoscritti entro fine 2018); l'istituzione del “Premio Comune Plastic Free”; il protocollo della scorsa settimana con Corepla e Arpa per favorire il recupero e il riciclo della plastica in mare; un accordo per l'installazione di ecocompattatori nei punti vendita della grande distribuzione (entro la fine del 2018); agevolazioni e penalità per Comuni e imprese sulla produzione di rifiuti in plastica.
La delibera prevede anche l'istituzione della figura del Green Manager (primo corso a settembre), che favorirà la corretta gestione del ciclo dei rifiuti negli enti pubblici, negli ospedali, nelle scuole e nelle grandi aziende, oltre alla realizzazione di centri per il riuso. 

Categorie
Politica

Campidoglio, al via l’assunzione di 200 dipendenti entro ottobre

Entro ottobre Roma Capitale procederà all’assunzione di altri 200 dipendenti, individuati tra i candidati risultati “idonei” nell’ambito del cosiddetto “concorsone” del 2010. È quanto prevede una integrazione al Piano assunzionale 2018, che già prevedeva l’entrata in servizio di 467 lavoratori, tra i quali 350 agenti di Polizia locale. Il numero complessivo dei dipendenti che entreranno in servizio, durante l’anno in corso, sale così a 667. Tra le ulteriori figure professionali che verranno assunte ci sono 100 istruttori amministrativi, 30 funzionari amministrativi, 20 ingegneri, 15 esperti di normativa dei lavori pubblici e di finanza di progetto, 14 istruttori dei servizi culturali, 10 funzionari economico-finanziari, 10 istruttori economici e 1 geologo. «Prosegue lo scorrimento delle graduatorie degli ‘idonei’ del maxi-concorso del 2010 – dichiara il delegato della Sindaca al Personale e alle Relazioni sindacali, Antonio De Santis – grazie a un’integrazione del Piano assunzionale già previsto per il 2018. Oltre a dare finalmente una risposta ai candidati che da anni attendono di poter lavorare per il Campidoglio, rafforziamo ulteriormente la macchina amministrativa con l’ingresso di personale altamente qualificato. La professionalità dei 200 nuovi dipendenti sarà essenziale per rilanciare l’azione istituzionale e garantire ai cittadini livelli di servizi sempre più alti».

Categorie
Politica

Roma, Raggi in diretta Fb: “Buche? Tempi lunghi a causa dei bandi”. E sui rifiuti attacca la Regione

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo)Diretta Facebook della sindaca Virginia Raggi tra buche, rifiuti e trasporti. Primo passaggio sul dossier voragini. "Abbiamo finito la mappatura delle strade, sia per quanto riguarda le arterie della grande viabilità che le vie di competenza dei municipi. I bandi? A volte servono mesi prima di far partire i lavori. Spesso si tratta di procedimenti lunghissimi. Bisogna attendere qualche mese, talvolta di più. Ora comunque le gare sono avviate, così come i lavori. Un mese fa per esempio siamo andati in via dell'Archeologia, a Tor Bella Monaca, una zona critica". Il passaggio più polemico arriva sulla spazzatura: "Dalla chiusura di Malagrotta nel 2013, la Regione non ha mai fatto niente per trovare una soluzione. Si va avanti con autorizzazioni spot per portare i rifiuti in altre regioni. Quando si bloccano partono i problemi. Roma ha inviato immondizia in Puglia per solo per un mese, 200 tonnellate al giorno. Ora quell'accordo si è esaurito. La Regione Lazio non ha impianti? Allora si avvalga della normativa nazionale. Chieda alle altre regioni. Qui ogni volta si combatte una battaglia a colpi di titoli di giornali. Altrove non succede niente. Solo qui si fa politica coi rifiuti, è una questione piccola e squallida. Noi stiamo facendo tutto quello che è necessario, ora serve un impegno ufficiale da parte della Regione. Dal 2013 la Pisana è a braccia conserte". Poi la notizia: "Abbiamo appena scongiurato lo sciopero dei lavoratori Ama, chiedono più assunzioni. Anche noi saremo contenti se potremo avere più operatori". Infine, per chiudere il capitolo spazzatura, i dati sulla differenziata: "Al ghetto è schizzata all'84 per cento. Abbiamo replicato quel modello nei municipi VI e X, dove abitano 500 mila abitanti. A Fontana Candida e all'Axa abbiamo raggiunto le stesse percentuali e siamo pronti a spostarci in altre zone. Per noi si tratta di step molto importanti. Ama, poi, dovrebbe potersi occupare di tutta la filiera. Per questo abbiamo presentato richieste di autorizzazioni per due impianti di compostaggio per l'umido. Vorremmo che quegli scarti fossero trattati dalla municipalizzata, senza scontare le difficoltà di aziende terze".
Chiusa la fase delle accuse, ritorno sulla sicurezza stradale e sul progetto che riguarda l'abbattimento dei pini che, con le loro radici, rendono ingestibili arterie come la Cristoforo Colombo e la via Ostiense: "A Roma abbiamo 80 mila alberi sulle pubbliche vie. Molti sono anziani, a fine ciclo vita, e con radici affioranti che possono creare pericoli. Dove è stato possibile fresarle, abbiamo proceduto con lavori poco invasivi. Nel momento in cui troveremo alberi che per età e condizioni di salute non sono più gestibili, dovremo prendere una decisione. Dolorosa, ma scontata. Dobbiamo avere il coraggio di abbattere e ripiantare altrove. La vita di una persona vale più di quella di un albero".
Deviazione sul report mobilità con il corridoio laurentino per i 45 filobus acquistati in era Alemanno ("Lo stiamo per completare") e il nuovo assetto di viale Marconi: "Quando finiremo la manutenzione stradale, procederemo con le piste ciclabili e i tram. La mobilità su ferro è l'unica cura per deflazionare l'uso del mezzo privato". Le linee tramviarie più che le metro: "La stazione San Giovanni della tratta C è bellissima, un museo. Ma questa ricchezza archeologica significa pure che Roma non sarà come New York, Londra o Parigi a livello di rete metropolitana. I reperti sono un piccolo ostacolo a questo tipo di sviluppo. Ci sono i progetti delle metro D ed E. Ma prima bisogna pensare ad altro, alle preferenziali per far aumentare velocità commerciale degli autobus e ai tram".
Sui bus, nel frattempo, sono arrivati i tornelli: "La città è di tutti e ogni romano deve essere il primo a controllare il suo vicino. Non possiamo avere un controllore per ogni passeggero. Dobbiamo far sì che l'attenzione civica ricominci a essere patrimonio di ognuno di noi. Se riusciamo a stimolare riprovazione sociale nei confronti di chi non si comporta bene, registreremo un successo".
Prima di chiudere con l'incontro con il vicepremier Luigi Di Maio al ministero del Lavoro ("Abbiamo dato vita a una cabina interministeriale per lo sviluppo di Roma, vogliamo competere con le altre capitali internazionali e avere interlocuzioni con i ministri in maniera diretta"), ecco il passaggio sulla sicurezza: "L'ordine pubblico non è affidato ai vigili urbani, ma alle forze dell'ordine. C'è un tavolo costantemente aperto in prefettura, organo che rappresenta il ministero dell'Interno e che con noi collabora su alcune delle situazioni più sentite. Roma ha determinate situazioni su cui bisogna intervenire. Per esempio abbiamo cancellato i murales della vergogna al municipio VI che rappresentavano i boss locali. Ed è servita la presenza della polizia e dei carabinieri per portare a termine questo compito".

Categorie
Politica

Regione Lazio in risposta alla Raggi: Il Comune non fornisce le aree idonee per la localizzazione degli impianti per la gestione dei rifiuti

«Il Sindaco Raggi è un disco rotto: continua con questa storiella sulle presunte responsabilità della Regione Lazio sul tema dei rifiuti. La verità, come tutti sanno, è che non si riesce a chiudere il piano regionale perché il Comune di Roma e la Città metropolitana, di cui è sempre Sindaco Virginia Raggi, non forniscono le aree idonee per la localizzazione degli impianti per la gestione dei rifiuti e per la chiusura del ciclo dei rifiuti della Capitale, a differenza di quanto hanno fatto tutte le altre province. Ci fa piacere che però oggi, oltre alle storielle, il Sindaco Raggi abbia finalmente assicurato che il Comune di Roma collaborerà per stabilire queste aree. Forse, finalmente, così si potrà chiudere il ciclo dei rifiuti a Roma ed evitare il pendolarismo dei rifiuti della Capitale in tutta la regione, in Italia e in Europa». Così la Regione Lazio in una nota.

Categorie
Politica

Roma, la protesta della vernice dilaga a Ponte Milvio, Farnesina e Flaminio

(Fonte: Corriere della Sera, di Rinaldo Frignani) – Verdi a Ponte Milvio, gialle alla Farnesina. A Roma Nord dilaga la «protesta della vernice»: in poche ore decine di buche cerchiate e segnalate dai cittadini, fino a piazza dei Giuochi Delfici e ancora oltre sulla via Cassia, mentre attorno all’Auditorium Parco della Musica ci si comincia ad accorgere soltanto oggi che ci sono strade a ridosso del Villaggio Olimpico, come viale Pietro de Coubertin, che sono a rischio praticabilità, tanto l’asfalto è ricoperto di crepe e avvallamenti, nonché di brecciolino, davvero micidiale per chi viaggia su moto e scooter. Tratti di strada sbriciolati che trasformano in un calvario qualsiasi spostamento, lasciati in abbandono pressoché totale, come del resto l’area dello stadio Flaminio, che dista solo qualche centinaio di metri. Per far scattare una bonifica si è atteso l’omicidio di uno dei tanti clochard che ci vivevano dentro.

Altro che quartiere della Roma bene, anche qui buche e voragini la fanno da padrone – come del resto in qualche punto della Tangenziale est, come quello all’uscita di via della Moschea – senza che nessuno sia ancora intervenuto per porre rimedio alla situazione. La mancanza di manutenzione non fa sconti a nessuno. E così, proprio come è accaduto in tante altre zone della Capitale (San Giovanni, Caracalla, Ostia, Settebagni), i residenti hanno deciso di intervenire di persona con un gesto dal profondo senso civico: evitare, per quanto possibile, che qualcuno perda il controllo del proprio veicolo a causa dei danni sulla carreggiata.

Nelle notti scorse più di qualcuno si è armato di bomboletta spray ed è andato a caccia di rattoppi saltati, tombini incassati nell’asfalto, screpolature sulle strade, per esaltarli, cercare di farli vedere anche al buio in modo da limitare il pericolo che possano diventare trappole per chi ci passa sopra, sia con le due ruote sia con le microcar. E questa volta quelli dei «giustizieri» delle buche non sembrerebbero nemmeno comportamenti collegati a iniziative di comitati di abitanti – come accaduto altrove -, piuttosto di singoli che hanno accolto l’appello di Graziella Viviana, madre di Elena Aubry, morta in moto sull’Ostiense all’inizio di maggio forse per colpa delle radici che hanno deformato la corsia laterale.

Non pochi avrebbero scelto anche di correre il rischio di essere multati, visto che il Codice della Strada considera verniciare l’asfalto alla stregua di un imbrattamento, anche quando è a fin di bene. Un atteggiamento che ormai non è più nemmeno romano. Perché proprio ieri a Milano è scoppiato un caso per una buca in via Filzi, di fronte al Pirellone. Proprio prendendo spunto dalla protesta della signora Graziella, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lombardia Franco Lucente ha annunciato: «Se il sindaco Sala continuerà a non mettere in sicurezza le strade, i milanesi dovranno aiutarsi da soli, segnalando le buche più pericolose. Verrò col catrame e ci penserò io».

Categorie
Politica

Disability Pride, Paola Guerci: “Roma non è una città per disabili”

Domenica prossima si terrà in Piazza del Popolo la IV edizione del Disability Pride, un'iniziativa dell'ONLUS "Disability Pride" finalizzata a rivendicare, per i disabili, le stesse opportunità dei normodotati, che purtroppo non sempre vengono loro garantite. "Al momento – dice Paola Guerci – la città è invasa dalle polemiche riguardo la presenza di una miriade di buche, che recano alle persone con disabilità, problemi ancora maggiori che per gli altri".

L'ex deputata del Partito Democratico Ileana Argentin, disabile, ha dichiarato di iniziare lo sciopero della fame per protestare sulla condizione delle strade: secondo l'onorevole Argentin le buche creerebbero per i disabili un ostacolo insormontabile che impedisce la possibilità di muoversi liberamente per la capitale. Altro importante problema per i disabili è la mancanza delle strisce pedonali che sono, a suo dire, sparite nelle periferie.

Accusata di essersi dimenticata dei disabili da Ileana Argentin, la sindaca Virginia Raggi ha dichiarato in occasione della presentazione del Disability Pride: "Abbiamo avviato una mappatura vera delle barriere architettoniche in città. E' fondamentale poter iniziare a capire le priorità per coprire in maniera complessiva tutta la città quando arriveranno le risorse".

"Questa – commenta Paola Guerci – non è una città per disabili, per chi ha un problema anche lieve e, addirittura, per le mamme con le carrozzine. Non è giusto nel 2018 non essere in grado di far prendere un autobus ad un disabile, quando con la tecnologia – conclude Paola Guerci – riusciamo a fare cose incredibili".

In basso, il podcast…

Categorie
Politica

Roma, la grande crisi dell’industria: “36.000 posti a rischio”

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – L'edilizia paralizzata, il settore informatico e tecnologico bloccato dai mancati investimenti sulla banda larga e sulla digitalizzazione dei servizi. Le aziende di telecomunicazioni con gli organici in continua contrazione e le piccole e medie imprese che si occupano di installazioni e impiantistica piegate dall'indebitamento e dalla spietata concorrenza per aggiudicarsi anche il meno redditizio dei subappalti. La fotografia del settore produttivo romano scattata dalla Cisl è a tratti desolante: la crisi, come mette nero su bianco il sindacato nel suo ultimo report, è conclamata e " pesantissima " . E si accompagna a un'ormai cronica mancanza di risposte da parte delle istituzioni.

I numeri sono eloquenti. Le imprese in difficoltà sono 61, per un totale di 35.933 lavoratori senza certezze per il futuro. " Il settore che segna il maggior impatto in termini occupazionali – si legge nel dossier – è quello dell'edilizia". Anche in questo caso sono i dati a parlare: nel giro di otto anni, dal 2008 al 2016, gli iscritti alla Cassa Edile su Roma si sono più che dimezzati, passando da 64 mila a 31.329, "con una perdita media di 4.090 posti ogni dodici mesi " . Negli ultimi quattro anni, poi, hanno chiuso 1.188 aziende. Un'ecatombe che per le piccole e medie imprese si ripete nel settore dell'industria metalmeccanica.

 

Per la Cisl, poi, sono " previsti ulteriori ridimensionamenti occupazionali legati agli appalti della sanità pubblica" nel settore delle lavanderie industriali. Il destino di imprese come Sogesi, Adapta e Servizi Italia è direttamente legato all'esito delle prossime gare. In flessione anche il settore dell'editoria, tra esuberi e procedure di solidarietà per evitare tagli. L'unico barlume di speranza arriva dall'agroalimentare: se si escludono i 25 lavoratori in pensionamento anticipato di Unilever, in alcuni singoli casi è addirittura ripresa la contrattazione di secondo livello, con aumenti salariali per i dipendenti.

Nel settore delle telecomunicazioni, sono in sofferenza British Telecom Italia ed Ericsson: la prima è in una fase di ristrutturazione a livello mondiale con interventi sul costo del personale e la seconda sarebbe pronta a un nuovo taglio del personale per riportare in equilibrio i conti dopo aver perso la gestione della rete Wind 3. I finlandesi di Nokia, invece, sono già ai licenziamenti: su Roma, registra la Cisl, sono state aperte 15 procedure.

La cassa integrazione è invece il trattamento a cui sono sottoposti 500 lavoratori dell'Istituto di viglianza Città di Roma, i 350 metronotte di Securpol Group e i 78 dipendenti della Sipro. Migliaia i contratti di solidarietà nel panorama delle manutenzioni e della vendita al dettaglio: a preoccupare il sindacato qui sono i 335 accordi del gruppo Media World e Saturn e i 200 delle profumerie Limoni.

Per Paolo Terrinoni, segretario della Cisl di Roma, l'industria romana "vive spesso in solitudine sia i successi sia le difficoltà". Il territorio della capitale, riprende il sindacalista, "presenta notevoli carenze infrastrutturali e ritardi nell'implementazione dell'agenda digitale, nell'introduzione della banda larga o nella digitalizzazione dei servizi: se solo le istituzioni decidessero di investire in queste priorità, il tessuto produttivo romano potrebbe provare a ripartire". Una rivoluzione che, secondo Terrinoni, ha " bisogno di programmazione e visione strategica. Non si può affidare tutto al caso " . Governo, Regione e Comune: per la Cisl si può tornare a crescere " solo se tutti gli attori istituzionali convergono sugli stessi obiettivi e le medesime strategie ".

Insomma, l'obiettivo è trovare quell'unità di intenti che in Campidoglio, almeno nei suoi uffici, sembra essersi smarrita. Come raccontato ieri da Repubblica, il segretariato del Campidoglio ha passato al setaccio 2.185 atti firmati dai manager capitolini nel 2017 e uno su dieci è da riscrivere o annullare per evitare guai maggiori. Ieri è successo di nuovo: il bando per l'assegnazione del servizio di rimozione delle auto posteggiate in sosta vietata o in seconda fila è stato ufficialmente congelato. Il Comune non assegna il servizio da tre anni e ora anche la nuova gara è al palo. Dopo i rilievi delle società interessate all'appalto, i vigili urbani sono corsi ai ripari. Il risultato? Appalto bloccato per riponderare il peso dei requisiti chiesti alle aziende. In attesa delle rettifiche, i potenziali concorrenti del settore tecnologico resteranno a bocca asciutt

Categorie
Politica

Roma, cartelli stradali divelti e distrutti nelle vie del centro storico

(Fonte: Corriere della Sera, di Lilli Garrone) – Quasi una risposta all’invito di Virginia Raggi a segnalare disfunzioni e problemi, ecco un dossier dell’Associazione abitanti centro storico sulla segnaletica stradale. Cartelli abbattuti, abbandonati per terra, illeggibili, nelle principali vie del centro della città. Ma è così quasi ovunque per le strade della Capitale, sia di grande viabilità sia municipali, come pure in Prati e al Flaminio dove molte indicazioni sono coperte dalle fronde degli alberi.

In corso Vittorio Emanuele il cartello dell’isola pedonale è tutta storta e sta per cadere, mentre in piazza Capranica è addirittura per terra. Stessa scena in via di Ripetta, dove l’indicazione di divieto di sosta con rimozione è addirittura buttata lungo il marciapiede. In piazza 16 Ottobre, invece, il segnale dell’area pedonale è stato divelto ed è appoggiato a un palo, mentre in via della Rotonda l’indicazione di divieto di sosta è piegata a metà. Un caso clamoroso in via Pietro de Coubertin di fronte l’ Auditorium: le folte fronde dell’oleandro nascondono sia l’obbligo di rotatoria che l’indicazione di direzione vietata. E sono solo alcuni esempi dello stato in cui versano le indicazioni stradali di Roma.

«L’Associazione abitanti centro storico ha ricevuto numerose foto dai cittadini che denunciano una segnaletica a dir poco obsoleta: cartelli stradali che danno l’esatto stato di indifferenza e degrado in cui versano la Capitale e il centro storico», afferma Viviana Piccirilli Di Capua. «Non esiste una via nei rioni in cui i cartelli, orizzontali o verticali, siano stati revisionati, aggiornati e quindi fatti rispettare – aggiunge -. Il risultato è che le aree pedonali, le piazze, le vie ed i vicoletti di Roma sono vittime di cittadini incivili e irrispettosi delle regole sancite». Per di più, sempre secondo l’Associazione, anche l’arredo urbano è eterogeneo e manca di manutenzione.

«Come molte cose di questa città anche la segnaletica orizzontale e verticale è divisa tra più competenze», spiega la presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi: «Quella relativa alle strisce blu, bianche o gialle è di Atac, quella della grande viabilità e della piccola è divisa tra i municipi e il Comune. Così – prosegue – spesso ci troviamo a cambiare i cartelli nelle vie di nostra competenza e quando giri sulla grande viabilità la situazione è diversa. E spesso c’è anche un conflitto di competenze». Quanto all’incredibile situazione del Flaminio con i cartelli coperti dalle fronde l’assessore ai Lavori pubblici del II Municipio, Gian Paolo Giovannelli, spiega: «Noi possiamo intervenire sulle situazioni più critiche, ma quando si tratta di alberature deve intervenire l’ufficio giardini. I casi che ci vengono segnalati li trasmettiamo subito al servizio competente proprio perché la segnaletica ha una sua ragion d’essere: altrimenti costituisce un pericolo. E le situazioni non sempre sono aggiornate se non ci vengono segnalate dai vigili o dai cittadini».

Ma «a questo punto la segnaletica deve essere ripristinata e revisionata – conclude Piccirilli Di Capua – perché i segnali stradali non solo devono essere aggiornati, ma devono servire a dare un’immagine decorosa di questa città. Oltre che a imporre le regole del codice stradale».

Categorie
Politica

Roma, “sampietrini da rimuovere?” Raggi fa partire il referendum con un tweet

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Buche e sampietrini: dannazione grillina, primo cruccio della sindaca. Ieri mattina, dopo aver inaugurato il nuovo tratto pedonalizzato di via del Corso, la prima cittadina pentastellata è tornata sul tema. Un passaggio obbligato. Imposto dalla campagna spray ( "segnalate le voragini con una bomboletta gialla " ) lanciata dalla madre di Elena Aubry, la ragazza venuta a mancare lo scorso 6 maggio dopo aver perso il controllo della sua moto lungo la via Ostiense.

"L'amministrazione si sta impegnando moltissimo – è la versione dell'inquilina del Campidoglio – nel rifacimento del manto stradale per eliminare le buche". Secondo la sindaca, "la situazione delle strade di Roma sconta una mancata manutenzione per anni " e ora è arrivato il momento di "accelerare il più possibile" ed "evitare interventi spot che di fatto servono solamente per mettere una pezza che poi si riapre dopo qualche mese". Nessun commento, men che meno un endorsement, sui circoletti gialli che nel frattempo si stanno moltiplicando attorno alle voragini di mezza Roma. La mobilitazione social è tenuta in gran conto in Campidoglio, ma gli uffici e l'avvocatura hanno più di un dubbio: chi partecipa all'iniziativa mette a rischio la propria incolumità.
Per ora, quindi, il Comune non si sbilancia: non multerà i romani armati di bomboletta, ma non può nemmeno incoraggiarli. Da qui il silenzio di Raggi. Capitolo sampietrini: ieri, cinguettando, la prima cittadina ha rispolverato il dossier sui caratteristici selci capitolini.

L'idea è quella di avviare una consultazione tra i romani – come quella sull'eliminazione dei pini che con le loro radici minano la sicurezza delle più importanti arterie della viabilità capitolina – attraverso il nuovo portale del Comune. Tra le ipotesi, una volta avviato un dibattito pubblico sul tema, c'è anche quella di un referendum online. Una data, però, ancora non c'è. Anche perché l'operazione, al pari del barcollante " Piano Marshall" delle buche, non è di semplice realizzazione. Il Campidoglio, che ha scritto alla Sovrintendenza per avere un parere, deve fare i conti con i numeri. Roma è di fatto lastricata di sampietrini: stando ai primi rilievi del Simu sulla grande viabilità e sulle strade di competenza dei municipi, il dipartimento dei Lavori pubblici, ce ne sono per un milione e mezzo di metri quadrati. La giunta 5S, poi, sa che non può eliminarli senza ricollocarli. Un problema in più, perché sostituirli con una gettata d'asfalto garantirebbe un gradito risparmio: un metro quadrato di sampietrini costa circa 210 euro, il bitume ne costa appena 50.

Il primo intervento, consultazione o meno, è comunque già stato finanziato. Dopo l'estate verrà assegnata la gara per rimuovere i sampietrini dalla chicane di via IV novembre. Per via Nazionale, altra nota dolente per le schiene degli scooteristi e le sospensioni di auto e bus, invece non ci sono novità all'orizzonte: non è previsto un appalto, non ci sono finanziamenti. Per piazza Venezia c'è il progetto dell'Agenzia per la Mobilità, ma ci vorranno ancora mesi e mesi di discussioni. Forse anni per arrivare a una decisione. La rivoluzione, allora, potrebbe partire dalle vie meno centrali: in lizza ci sono viale Somalia e via Crescenzio. Quartiere Trieste e Prati. Ma anche in questo caso servirà il parere positivo della Sovrintendenza e un trasferimento dei ciottoli in eccesso, che non possono andare persi.