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Stadio Roma, la Cassazione: Luca Parnasi resta in carcere

(Fonte: Il Messaggero, di Valentina Erranti) – Resta in carcere Luca Parnasi, l'imprenditore considerato dalla procura la mente di un'associazione a deinquere e finito al centro dell'inchiesta sullo stadio di Tor di Valle. La sesta sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa che chiedeva l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare del gip Maria Paola Tomaselli, accogliendo la tesi del procuratore generale Perla Lori. Il pg, ieri mattina, aveva sollecitato la corte a dichiarare inammissbile il ricorso. La decisione è arrivata in nottata dopo una lunga camera di consiglio, i giudici si sono pronunciati solo sull'ordinanza di custodia, senza tenere conto del lungo interrogatorio reso dall'indagato. Un verbale già "bocciato" dallo stesso gip, che ha respinto l'istanza di scarcerazione presentata dai difensori.

IL RICORSO – Parnasi è accusato di aver creato un sistema corruttivo trasversale nella Capitale e di avere "comprato" con accordi corruttivi il via libera al progetto dello stadio. Nel ricorso in Cassazione gli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini lamentavano la carenza di motivazioni sulle esigenze cautelari. La difesa aveva depositato l'istanza nei giorni successivi all'arresto, scegliendo di non fare ricorso al tribunale del Riesame ma chiedendo direttamente alla Cassazione di verificare se fossero fondate e adeguatamente motivate le esigenze alla base della misura cautelare in carcere. In particolare, i legali sostenevano che l'associazione per delinquere, contestata dalla procura insieme ai dipendenti, di fatto non sussistesse, dal momento che i presunti sodali erano, in realtà, persone professionalmente subordinate. Il collegio, presieduto da Giorgio Fidelbo ha respinto il ricorso, condannando Parnasi al pagamento delle spese. L'Interrogatorio Un altro “no” a Parnasi era arrivato venerdì scorso, quando il gip aveva respinto la richiesta di scarcerazione presentata dopo l'interrogatorio fiume, durato 11 ore nel carcere di Rebibbia. Sebbene la procura avesse di fatto dato parere favorevole alla concessione dei domiciliari per le sostanziali ammissioni dell'imprenditore, il giudice aveva concluso: «Non risulta aver preso le distanze dal collaudato sistema corruttivo dallo stesso creato ma, risulta, al contrario, averlo protetto e preservato così da mantenerne intatta l'operatività».

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Croce Rossa: “La nostra missione è salvare vite, non fare polemiche politiche”

"Polemiche strumentali che non fanno altro che trascinare nell'agone politico un tema di umanità". Così la Croce Rossa Italiana commenta le recenti dichiarazioni del fondatore di Emergency Gino Strada nella trasmissione 'In onda' su La 7 e le conseguenti dispute scaturite da esse ed enfatizzate sui social media. "Nelle ultime ore siamo stati inconsapevolmente protagonisti di un dibattito ideologico da cui prendiamo immediatamente le distanze. Eppure però teniamo a sottolineare alcuni punti sostanziali per restituire verità a tutta l'operazione SAR nel Mar Mediterraneo di cui ci siamo fatti carico nel 2016. 

La Croce Rossa Italiana è salpata con proprio personale medico-sanitario a bordo di entrambe le imbarcazioni del MOAS, Phoenix e Responder, tra giugno e agosto del 2016 fino alla conclusione dell'operazione nel dicembre dello stesso anno. Quella missione, grazie alla quale sono state tratte in salvo più di 9 mila persone in 5 mesi, è stata resa necessaria dall'interruzione del programma 'Mare nostrum' e dall'aumento delle vittime in mare. Si è trattato, quindi, di un'operazione temporanea e cuscinetto, tesa a riempire quel vulnus creato dall'assenza di politiche sufficienti.   

Tutta la missione si è svolta in un quadro di aiuto internazionale, seppur gestita dalla CRI. La Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, infatti, ha finanziato l'intera operazione grazie a un appello internazionale, interno al nostro network cui hanno risposto diverse Società Nazionali, fornendo fondi, personale sanitario e logistico, kit igienico sanitario e materiale utile all'assistenza sia a bordo delle navi, sia durante lo sbarco. Non sono stati utilizzati quindi finanziamenti pubblici italiani, ma ovviamente si è lavorato nel pieno rispetto delle Convenzioni e degli accordi internazionali e delle leggi di questo Paese, in pieno coordinamento con le autorità statali e la Guardia Costiera.  

Il costo totale dell'operazione quindi, citato da Gino Strada durante la trasmissione tv, non solo non ha pesato in alcun modo sulle casse dello Stato Italiano, ma è stato impiegato per l'utilizzo di ben due imbarcazioni. Fin da subito la nostra condizione per un eventuale accordo con il MOAS prevedeva l'esclusività dell'intervento a bordo, lontano quindi da altre organizzazioni che potessero in qualche modo politicizzare il tema del soccorso in mare. Il principio di neutralità, per noi imprescindibile, ci permette di avere un unico obiettivo: salvare vite umane. Le dispute e le contese non ci interessano. Un approccio politicizzato e ideologico, infatti, rispetto al tema della salvaguardia e del rispetto dell'essere umano non fa altro che creare fazioni, enfatizzare la percezione distorta sul tema del soccorso in mare e aumentare la distanza da soluzioni umanitarie efficaci e condivise”.

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Cosentino (CISL Funzione Pubblica): telelavoro, l’iniziativa per lavorare anche da casa

Giancarlo Cosentino, segretario CISL Funzione Pubblica di Roma e Lazio, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale per parlare di telelavoro, l’iniziativa del Comune per permettere ai dipendenti di operare direttamente dal proprio domicilio: “Inizieranno in 500: si partecipa tramite bando. L’iniziativa è stata pensata per i dipendenti che hanno svantaggi come la distanza o problemi familiari. Una parte del lavoro – specifica Cosentino – sarà svolta in casa, una parte in ufficio”. 

Sono molte le multinazionali che operano snellimenti di questo genere: “Questo porta ad una produttività maggiore: maggiore è il benessere del lavoratore, maggiore  è la produttività. L’iniziativa – precisa Cosentino – è stata anche adottata da aziende pubbliche, come la Camera di Commercio e la Regione. Dove è stato adottato abbiamo incrociato le esigenze dell’azienda e quelle dei lavoratori, aumentando anche la qualità dei servizi per i cittadini

"Le esperienze – chiude il segretario di Cisl Funzione Pubblica -ci hanno insegnato che è una scelta giusta. Tenteremo di ampliare i numeri, questo è solo un esame di cui l’obiettivo è estendere la platea.. Bisogna studiare modalità per snellire e semplificare il lavoro, questa è Una scommessa sul benessere organizzativo".

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Via al piano anti-buche di Tappami, si parte con Prati e Farnesina

(Fonte: Corriere della Sera, di Valeria Costantini) – Si parte dalla zona Prati con l’operazione «segnala e tappa la buca». L’avevano annunciata la neo-nata squadra d’assalto anti-voragini e ormai è una realtà. La mamma ormai nota in tutta la Capitale (e non solo), Graziella Viviano, che ha perso la figlia Elena in un incidente sulla via Ostiense, si è unita nella sua battaglia con l’Associazione di volontari «Tappami». Da settimane la campagna promossa dalla signora di Monteverde ha visto aderire centinaia di romani che, armati di bombolette spray, hanno iniziato a colorare e quindi evidenziare i dissesti nella rete viaria.

Un modo per segnalare appunto il pericolo, affinché nessun altro motociclista possa rischiare di non vederlo. I segni gialli e verdi si sono moltiplicati in ogni quartiere romano, lunedì il blitz anche sull’Ostiense dei biker con commoventi dediche proprio per Elena. Il passo successivo però – ha sempre sostenuto anche Graziella – è quello della messa in sicurezza dei crateri. Così da oggi a ricoprire le buche arriveranno i volontari di Tappami, attivi ormai dal 2015 e a quota oltre cinquemila dissesti risolti. Un accordo vero e proprio, spiega la signora Viviano, «i cittadini romani devono sapere che ogni buca che segneranno verrà chiusa da loro».

Si parte alle 11 da piazza dei Quiriti in zona Prati, poi la task-force si muoverà nell’area della Farnesina e, in seguito, a seconda delle segnalazioni di «cerchiaggi» giunte in questi giorni alla pagina Facebook di Tappami. «Ci siamo coordinati con Graziella, mano a mano che arrivano foto e indicazioni da parte dei volenterosi cittadini, noi ci muoveremo con il nostro furgone, ormai siamo pratici!», spiega il piano anti-buche Cristiano Davoli, tra gli ideatori dell’associazione che vorrebbe portare il proprio modello all’attenzione del Campidoglio. Del resto hanno già una convenzione con il II Municipio che funziona, una specie di supporto alle istituzioni, dove bandi lenti e burocrazia fanno fatica ad agire rapidamente. A vedere la quantità di cerchiaggi degli ultimi giorni di certo il lavoro non mancherà. «E’ un segnale quello che vogliamo dare, – riassume Davoli – uomini e volontà ci sono, sarebbero strumenti utili per il Comune che però, finora, non ci ha mai ricevuti».

Insomma i volontari sono più che disponibili a sostenere la Raggi in quegli «sforzi sul tema del rifacimento del manto stradale», che ha citato ieri in diretta Facebook. La sindaca però ha precisato il suo punto di vista sul tema, «la chiusura delle buche è un intervento spot ma non è quello definitivo», più efficace la futura mappatura delle strade insieme alla programmazione. «Vorremmo dare risposte immediata, – ha spiegato – ma le procedure non ce lo consentono. Ora che le gare sono avviate, i lavori si iniziano a vedere con continuità su tutta Roma». Tempi quindi lunghi ovviamente per molti cantieri, non certo l’intervento immediato augurato dalla stessa Graziella che ha ideato il piano «segnala e tappa» proprio per non attendere «le chiacchiere e i buoni propositi istituzionali, perchè intanto le persone cadono e si fanno male. E questo è inaccettabile».

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Roma, buche, alberi cadenti, rifiuti: la realtà virtuale di Raggi

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Gli appunti ripassati fino all'ultimo istante e il cellulare sempre collegato a Facebook. Per controllare il numero di utenti collegati, non per rispondere alle loro domande. Il botta e risposta promesso lunedì sera dalla sindaca Virginia Raggi ai suoi follower ieri si è risolto in un lungo soliloquio, come ha fatto notare più di uno degli spettatori. Un monologo con effetti speciali – low cost, come lo stacco sulla schermata dei commenti per mostrare gli interventi degli utenti in tempo reale – a mitigare l'amarezza dell'audience per l'assenza di dialogo con la prima cittadina grillina. Tant'è. Lo show andato in onda nel pomeriggio, dopo il meeting mattutino con il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, è filato via tra annunci e rimpalli di responsabilità. Irrinunciabile la polemica con la Regione, di nuovo sui rifiuti.

Le buche – L'esordio è tutto dedicato alla prima piaga capitolina: voragini e crateri. Sorvolando, però, sulla campagna spray " segnala una buca" lanciato dagli attivisti di Tappami e dalla madre di Elena Aubry, la ragazza morta il sei maggio in moto lungo la via Ostiense. La sindaca ieri si è tolta d'impaccio ricordando i lavori in via dell'Archeologia, a Tor Bella Monaca, per poi prendersela con i tempi lunghi dei bandi: "Spesso si tratta di procedure lunghissime " . Sms al governo amico: rivediamo il codice degli appalti.

I rifiuti – Il secondo messaggino, alla vigilia dell'incontro in programma oggi alla Pisana sul piano rifiuti, è invece diretto alla Regione: " Dal 2013, dalla chiusura di Malagrotta, è rimasta con le braccia conserte. Ora si è chiuso l'accordo con la Puglia. Solo qui si fa politica coi rifiuti, è una questione piccola e squallida ". Immediata (e altrettanto velenosa) la replica dello staff del governatore Nicola Zingaretti: " È un disco rotto. La verità è che il piano non si riesce a chiudere perché il Comune e la Città Metropolitana, di cui è sempre sindaca Raggi, non forniscono le aree idonee per la localizzazione degli impianti".

Gli alberi – L'indicazione, al contrario, arriva sugli 80 mila alberi a ridosso delle strade ad alto scorrimento. La questione è quella delle radici dei pini, che spaccano l'asfalto minando la sicurezza di autisti e scooteristi. Qui Raggi fa propria la proposta lanciata dalla sua assessora ai Trasporti, Linda Meleo, sulle pagine di Repubblica: "Tra una vita umana e quella di un albero, scelgo la prima. Si deve avere il coraggio di abbattere in caso di pericolo".

Trasporti – Il capitolo mobilità si completa con la " cura del ferro " . La giunta 5S punta sulle preferenziali per i bus e sui tram, a partire da quello che arriverà su viale Marconi. Sulle metro, invece, la sindaca mette le mani avanti: " La stazione San Giovanni della linea C è un vero museo. Ma questa ricchezza archeologica significa anche che Roma non sarà mai come New York e Londra. I reperti sono un ostacolo. Ci sono i progetti delle metro D ed E. Ma prima pensiamo ad altro".

La cabina interministeriale – Per esempio alla promessa strappata ieri mattina al vicepremier Di Maio a colpi di " storie" su Instagram e raccontata a posteriori da un videoclip con un sottofondo cinguettato ad accompagnare il gioco di sguardi tra i protagonisti. Filmato a parte, dal Tavolo per Roma di Calenda si passa alla "cabina interministeriale " . " Questa volta si fa sul serio " , assicura la sindaca riferendosi alle incomprensioni con l'ex ministro dem. Poi le richieste: la prima cittadina vuole l'attuazione dei decreti per Roma Capitale. Le garantirebbero poteri speciali e una gestione autonoma – senza passare per la Regione – degli stanziamenti statali. Quindi la " cabina " , subito criticata dal Pd e da Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera in quota FdI: "Nulla di nuovo, un altro passo indietro. Più che grillini… sono gamberi " . Polemiche a parte, si tratterà di un vertice permanente aperto a tutti i ministri per trovare soluzioni e fondi (almeno 1,8 miliardi di euro) per la capitale. Anche a Matteo Salvini: la sindaca lo incontrerà entro la fine del mese. " Al Viminale, non in un campo rom " , assicurano da palazzo Senatorio.

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36mila posti di lavoro a rischio, Terrinoni (CISL Lazio): “Comune immobile”

Paolo Terrinoni, segretario di Cisl Lazio, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale per chiarire i risultati del report sul lavoro, secondo cui nella Capitale sarebbero a rischio ben 36mila posti. L'analisi è stata effettuata su mille aziende e ha determinato anche quali siano i settori più a rischio (ristorazione e servizi). La farmaceutica e l'aerospazio sono i settori trainanti della regione. "Roma non è appetibile – dice Terrinoni – molte aziende si sono trasferite a Milano proprio per questo. Sull'informatica, per esempio, si soffre per ritardi nel campo della digitalizzazione. Nell'industria 4.0 – continua il sindacalista – sono in ritardo anche piccole e medie imprese, che cubano il 97% delle attività produttive e la maggior parte degli occupati.

Paolo Terrinoni si esprime anche sul lavoro delle istituzioni: "Abbiamo più volte chiesto al Campidoglio di parlare della digitalizzazione e proposto diverse iniziative. Per esempio, abbiamo chiesto l'allocazione di alcune start up nelle periferie. In cambio avremmo chiesto l'assunzione di giovani residenti. Questo avrebbe creato una struttura di opportunità nelle periferie estreme della Capitale. Non sarebbe costato nulla, ma la proposta è stata completamente dimenticata. La situazione in cui verte Roma non è, ovviamente, tutta colpa dell'amministrazione comunale: il Comune era già in ritardo. Quello che noi critichiamo è l'immobilismo". Il segretario di Cisl Lazio ha parlato anche della Regione: " Lì le cose vanno un po' meglio: la pianificazione dell'amministrazione è più lunga, essendo già in carica 5 anni." 

"Su Roma avevamo lanciato un anno fa CIGL, CISL e UIL unconvegno. Il punto centrale era che Roma da sola non ce la può fare, tutti dobbiamo collaborare insieme per la città. C'è stato solo il tavolo di Calenda – commenta il Terrinoni –  ma non ha prodotto alcun risultato. Il ministro Di Maio e la sindaca Raggi vorrebbero iniziare a pianificare il lavoro, ma non è ancora certa la presenza della Regione o dei sindacati: noi non ancora ufficialmente invitati".

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La sindaca Raggi: «Roma non più ladrona. Io non batto cassa, chiedo poteri»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
«Roma non è più ladrona. Abbiamo trovato 1 miliardo e 300 milioni di debiti e siamo già scesi al di sotto del miliardo senza bloccare gli investimenti. Nessuno vuole battere cassa. Mi sono sempre spesa per competenze e poteri, a cui seguiranno fondi specifici, ma io chiedo competenze». Così la sindaca di Roma Virginia Raggi parlando durante la presentazione di una ricerca su Roma nel 2030. 
«Tutte le capitali mondo vengono supportate dal governo. La bella notizia è che ieri ho incontrato il vicepremier Di Maio e abbiamo aperto un ragionamento su Roma e convenuto sull'idea di dar vita ad una cabina interministeriale per lo sviluppo della città. Vogliamo portare Roma ad essere un interlocutore del governo per andare a relazionarsi con i ministeri. Vogliamo competere alla pari con Londra, Parigi e Shanghai. Nessuna capitale al mondo ce la può fare senza un governo che creda nella capitale come motore. E questa governo ha accettato la sfida», ha aggiunto la sindaca.
Proprio a proposito della ricerca, la sindaca ha sottolineato: «Questo è uno studio prezioso che ci serve per correggere la rotta, come stiamo facendo. Alcune cose vanno fatte oppure è meglio andare via, ma noi abbiamo intenzione di restare e invertire la rotta. È un onore essere la sindaca di Roma in un momento così particolare, la città sconta delle difficoltà e noi quando ci siamo insediati abbiamo deciso di iniziare dal principio e costruire le fondamenta per poi sviluppare un futuro solido. Dobbiamo uscire dalla logica delle emergenze e iniziare a pensare in grande guardando oltre, guardando al 2030 o al 2050: è quello che fanno in tutte le città del mondo e dobbiamo farlo anche noi. Scontiamo un piccolo gap, ma siamo pronti a colmarlo».
Ha annunciato che parterciperà «in autunno all'U20 (a Buenos Aires, ndr), un convegno tra tante città del mondo che pongono al governo dei temi. L'innovazione è la priorità delle priorità e si deve agganciare a tema della sostenibilità». E poi: «Stiamo pagando tutti i debiti fuori bilancio che abbiamo trovato. E quindi gli imprenditori che avevano fatto dei lavori e non erano stati pagati ora lentamente riavranno i loro soldi. Intanto, abbiamo abbattuto i tempi di pagamento per chi contratta e oggi siamo a poco meno dei 49 giorni»

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VII Municipio, Vivace: La sicurezza dei cittadini prima di tutto

 L'Assessore ai lavori pubblici del VII Municipio, Salvatore Vivace, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radio Roma Capitale per fare un punto sui vari dissesti del manto stradale presenti nel quartiere Appio Latino. Sono varie, infatti, le criticità che si sono registrate nel Municipio fra voragini e rischio cedimento di alcune vie. Vivace ha affermato: "In via dei Colli Albani c'è una voragine che stiamo monitorando, non è chiusa la strada, ma solo un tratto del marciapiede. La ditta municipale interverrà nel più breve tempo possibile, una volta finiti altri lavori. Su via Lanuvio c'era un danno idrico che è stato risolto nei giorni precedenti. Grosse problematiche su via Appia Nuova e sulla Circonvallazione Appia: qui ci sono stati dei cedimenti fognari e in entrambi i casi Acea sta lavorando per ripristinare il tratto fognario e la viabilità sull'intera tratta. Su via Appia Nuova stanno riparando i danni di una conduttura di ben cento anni e abbiamo chiesto di monitorare anche il tratto di Ponte Lungo per intervenire fin da subito. Stanno facendo varie ispezioni al momento per capire se ci sono dei cedimenti. L'Acea non ci ha detto ancora i tempi di riapertura perchè ancora non sono state concluse le varie situazioni di ripristino. Sulla Circonvallazione Appia ci sarà la riapertura entro qualche mese. Il VII Municipio soffre dell'anzianità dell'infrastrutture e ci sono state di conseguenza varie voragini. Abbiamo come Municipio un protocollo voragini per evitare problemi e assicurare la sicurezza dei cittadini, che viene prima di tutto. Per quanto riguarda la situazione di via del Mandrione, l'Assessore ha spiegato:"Ci sono stati dei cedimenti delle cavità nei pressi delle strade e il SIMU ci ha chiesto di chiudere un tratto di via. Abbiamo pensato ad una chiusura in grado di non creare troppi disagi. Sembrava un lavoro più semplice, ma le cavità sono capillari l'una sull'altra e sono collocate a differenze altezze. Il lavoro è più lento perchè prevede circa 40 minuti di cammino per l'operaio. Oggi sono arrivati nuovi elaborati tridimensionali sulle cavità e ho chiesto al SIMU di dedicarsi alla progettazione dell'intervento. Ci tengo a precisare che la viabilità è importante su via del Mandrione, ma non principale rispetto ad altre arterie". 

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Municipio VI: nessuno sgombero del centro antiviolenza

Il Municipio VI di Roma Capitale rende noto che non è in corso alcuno sgombero di un centro antiviolenza in via Amico Aspertini 393. L’associazione Cespp a cui erano stati originariamente assegnati i locali non risulta essere un Centro Anti Violenza e l’assegnazione stessa dell’immobile è scaduta e non rinnovata. La procedura di riacquisizione avviata dal Municipio VI è finalizzata ad un utilizzo dell’immobile sulla base dei bisogni individuati nel territorio.
L’associazione Cespp, la cui attività è stata impropriamente definita in alcune ricostruzioni circolate a mezzo stampa come un ‘centro antiviolenza’, non risulta avere contatti con i servizi sociali, possedere le caratteristiche previste dalla Legge Regionale del 19 marzo 2014 né aver vinto un bando con tale oggetto. Il centro non rispetta gli obblighi previsti dalla legge ed è aperto solamente su appuntamento o in rari momenti della settimana. Nel Municipio VI sono attive per tali finalità due strutture: il Centro comunale di accoglienza per le donne sole o con figli vittime di violenza “Donatella Colasanti e Rosaria Lopez” in via di Torre Spaccata e il Centro Anti Violenza in via Sisenna, quest’ultimo inaugurato lo scorso marzo. Tali strutture, in rete con le Istituzioni ed i Servizi Sociali Municipali, sono le uniche a garantire la presa in carico delle donne offrendo l’assistenza e la tutela necessarie nonché l’individuazione di progetti individuali finalizzati al reinserimento delle singole o, in caso di presenza di figli, dei nuclei familiari usufruendo delle case di semi-autonomia.

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Roma, Raggi in diretta Fb: “Buche? Tempi lunghi a causa dei bandi”. E sui rifiuti attacca la Regione

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo)Diretta Facebook della sindaca Virginia Raggi tra buche, rifiuti e trasporti. Primo passaggio sul dossier voragini. "Abbiamo finito la mappatura delle strade, sia per quanto riguarda le arterie della grande viabilità che le vie di competenza dei municipi. I bandi? A volte servono mesi prima di far partire i lavori. Spesso si tratta di procedimenti lunghissimi. Bisogna attendere qualche mese, talvolta di più. Ora comunque le gare sono avviate, così come i lavori. Un mese fa per esempio siamo andati in via dell'Archeologia, a Tor Bella Monaca, una zona critica". Il passaggio più polemico arriva sulla spazzatura: "Dalla chiusura di Malagrotta nel 2013, la Regione non ha mai fatto niente per trovare una soluzione. Si va avanti con autorizzazioni spot per portare i rifiuti in altre regioni. Quando si bloccano partono i problemi. Roma ha inviato immondizia in Puglia per solo per un mese, 200 tonnellate al giorno. Ora quell'accordo si è esaurito. La Regione Lazio non ha impianti? Allora si avvalga della normativa nazionale. Chieda alle altre regioni. Qui ogni volta si combatte una battaglia a colpi di titoli di giornali. Altrove non succede niente. Solo qui si fa politica coi rifiuti, è una questione piccola e squallida. Noi stiamo facendo tutto quello che è necessario, ora serve un impegno ufficiale da parte della Regione. Dal 2013 la Pisana è a braccia conserte". Poi la notizia: "Abbiamo appena scongiurato lo sciopero dei lavoratori Ama, chiedono più assunzioni. Anche noi saremo contenti se potremo avere più operatori". Infine, per chiudere il capitolo spazzatura, i dati sulla differenziata: "Al ghetto è schizzata all'84 per cento. Abbiamo replicato quel modello nei municipi VI e X, dove abitano 500 mila abitanti. A Fontana Candida e all'Axa abbiamo raggiunto le stesse percentuali e siamo pronti a spostarci in altre zone. Per noi si tratta di step molto importanti. Ama, poi, dovrebbe potersi occupare di tutta la filiera. Per questo abbiamo presentato richieste di autorizzazioni per due impianti di compostaggio per l'umido. Vorremmo che quegli scarti fossero trattati dalla municipalizzata, senza scontare le difficoltà di aziende terze".
Chiusa la fase delle accuse, ritorno sulla sicurezza stradale e sul progetto che riguarda l'abbattimento dei pini che, con le loro radici, rendono ingestibili arterie come la Cristoforo Colombo e la via Ostiense: "A Roma abbiamo 80 mila alberi sulle pubbliche vie. Molti sono anziani, a fine ciclo vita, e con radici affioranti che possono creare pericoli. Dove è stato possibile fresarle, abbiamo proceduto con lavori poco invasivi. Nel momento in cui troveremo alberi che per età e condizioni di salute non sono più gestibili, dovremo prendere una decisione. Dolorosa, ma scontata. Dobbiamo avere il coraggio di abbattere e ripiantare altrove. La vita di una persona vale più di quella di un albero".
Deviazione sul report mobilità con il corridoio laurentino per i 45 filobus acquistati in era Alemanno ("Lo stiamo per completare") e il nuovo assetto di viale Marconi: "Quando finiremo la manutenzione stradale, procederemo con le piste ciclabili e i tram. La mobilità su ferro è l'unica cura per deflazionare l'uso del mezzo privato". Le linee tramviarie più che le metro: "La stazione San Giovanni della tratta C è bellissima, un museo. Ma questa ricchezza archeologica significa pure che Roma non sarà come New York, Londra o Parigi a livello di rete metropolitana. I reperti sono un piccolo ostacolo a questo tipo di sviluppo. Ci sono i progetti delle metro D ed E. Ma prima bisogna pensare ad altro, alle preferenziali per far aumentare velocità commerciale degli autobus e ai tram".
Sui bus, nel frattempo, sono arrivati i tornelli: "La città è di tutti e ogni romano deve essere il primo a controllare il suo vicino. Non possiamo avere un controllore per ogni passeggero. Dobbiamo far sì che l'attenzione civica ricominci a essere patrimonio di ognuno di noi. Se riusciamo a stimolare riprovazione sociale nei confronti di chi non si comporta bene, registreremo un successo".
Prima di chiudere con l'incontro con il vicepremier Luigi Di Maio al ministero del Lavoro ("Abbiamo dato vita a una cabina interministeriale per lo sviluppo di Roma, vogliamo competere con le altre capitali internazionali e avere interlocuzioni con i ministri in maniera diretta"), ecco il passaggio sulla sicurezza: "L'ordine pubblico non è affidato ai vigili urbani, ma alle forze dell'ordine. C'è un tavolo costantemente aperto in prefettura, organo che rappresenta il ministero dell'Interno e che con noi collabora su alcune delle situazioni più sentite. Roma ha determinate situazioni su cui bisogna intervenire. Per esempio abbiamo cancellato i murales della vergogna al municipio VI che rappresentavano i boss locali. Ed è servita la presenza della polizia e dei carabinieri per portare a termine questo compito".