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Caso Regeni, Riccardo Noury (Amnesty) a Radio Roma Capitale: dibattito di ieri, salvo alcune eccezioni, imbarazzante. Si è sostituita la verità con la memoria; Governo debole

Riccardo Noury, portavoce di  Amnesty International Italia, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". Sull'informativa del ministro Alfano davanti alle Commissioni Esteri riunite, Noury ha dichiarato: "il dibattito, salvo alcune eccezioni, è stato sconcertante. L'informativa di Alfano non ha sopreso, ha detto quello che ci si aspettava. Ha detto cose molto affettuose su Giulio, ma questo non è bastato a toglierci la sensazione che sia stata fatta una scelta tra diritti umani e ragioni economiche, commerciali e strategiche. Quando un Governo fa una scelta di questo tipo è un Governo debole".

"Ieri – ha aggiunto il portavoce di  Amnesty International Italia – c'è stata una sostituzione: la memoria al posto della verità. Questo è ingeneroso e inaccettabile".

Noury ha inoltre affermato: "Dal dibattito di ieri è emersa l'impotenza di chiedere la verità a chi va chiesta e poiché va trovato un colpevole si cita Cambridge. Giulio Regeni è stato assassinato al Cairo, non a Cambridge".

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Emergenza acqua a Roma, rubinetti a secco tra taniche e autobotti

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Salvatore Giuffrida) – Torna l'emergenza idrica e la città si prepara ad affrontare i disagi. Acea metterà a disposizione 50 autobotti da 5mila e 30mila litri: le prime destinate ai residenti, le seconde a ospedali e caserme. E intanto l'emergenza fa scattare la campagna per l'uso responsabile mentre i cittadini si stanno attrezzando a fare scorte comprando taniche e bidoni per avere in casa una riserva d'acqua.

L'Acea dallo scorso 21 agosto ha fatto partire anche una campagna di sensibilizzazione. Ecco alcuni dei "semplici gesti quotidiani" suggeriti con i litri risparmiati: "Chiudi il rubinetto quando non ti serve: risparmi 5 mila litri l'anno; preferisci la doccia al bagno in vasca: risparmi 80/120 litri per doccia; non usare il wc per piccoli rifiuti e installa lo scarico differenziato: risparmi 10/30 mila litri l'anno". Ed ancor: "Avvia gli elettrodomestici solo a pieno carico: risparmi 8/11 mila litri l'anno; applica il frangigetto sui rubinetti: risparmi 6/8 mila litri l'anno. Ricicla l'acqua di cottura per l'innaffiamento: risparmi 1.400/1.800 litri".

In realtà i rubinetti di molti quartieri sono in sofferenza da tempo ancora prima della riduzione della pressione annunciata da settembre. Soprattutto per guasti alle rete idrica. Negli ultimi venti giorni il Codacons ha ricevuto segnalazioni di stop e cali di pressione dell'acqua soprattutto a Roma nord, a Torrevecchia, Trionfale e Ottavia. D'altronde le tubature sono vecchie, si rompono con estrema facilità e i rubinetti, almeno durante dei lavori di riparazione, rimangono a secco.

È successo, negli ultimi 20 giorni, a viale Angelico al Trionfale e a Ottavia, dove la rete idrica è così obsoleta che pochi giorni fa una conduttura a via Casal del Marmo si è rotta all'improvviso: disagi e cali di pressione in tutto il quartiere dopo che il 23 agosto i rubinetti erano già rimasti a secco a causa di alcuni problemi all'impianto idrico di via Trionfale. Disagi anche a Montemario e a Montesacro, dove una tubatura si è rotta, subito dopo Ferragosto, tra via Monte Faraone e piazza Sempione: strade allagate e rubinetti a secco per tutta la durata dei lavori di riparazione. Non va meglio nel XII municipio, dove già a fine luglio si era verificata una grossa perdita in via Folchi, a due passi dagli ospedali san Camillo e Spallanzani.

Pochi giorni dopo, il 4 agosto, una voragine si è aperta in una condotta di via Monteverde con uno spreco di centinaia di litri di acqua: per riparare il guasto l'azienda ha dovuto togliere l'acqua a circa 200 utenze tra via Emiliani e la Gianicolense.. Con il piano di riduzione della pressione dell'acqua durante le ore notturne a partire dalla settimana prossima, il problema sarà di tutta la città.

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Achille Serra a Radio Roma Capitale: positiva la decisione di Minniti di fermare gli sgomberi

Il prefetto Achille Serra, ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa", ha dichiarato: "Trovo positiva la decisione del ministro Minniti di fermare per ora gli sgomberi e di mettere a disposizione i beni confiscati alle mafie".

Sulla gestione dei flussi migratori, Serra ha affermato: "Mi sembra che il segnale dato da Minniti sia quello giusto".

In merito ai fatti di piazza Indipendenza, il prefetto ha dichiarato: "Il Comune doveva pensare a trovare una sistemazione a queste persone. Non trovo inoltre corretto che alcuni occupanti si rifiutino di andare nella sistemazione che viene indicata".

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Achille Serra a Radio Roma Capitale: bene forze dell’ordine e barriere in strada, ma non si possono prevenire attentati terroristici

Il prefetto Achille Serra, ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa", ha dichiarato: "Fa bene il Ministero a disporre uomini delle forze dell'ordine in strada e a mettere fioriere e dissuasori, sono cose giustissime. Ma non si può prevenire un attentato, i terroristi hanno un modus operandi sempre più variegato. Mi sembra improponibile militarizzare tutta la città". 

"L'atto terroristico – ha aggiunto Serra – si può prevenire solo con la fortuna e se i servizi segreti di tutto il mondo si scambiano le notizie".

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Virginia Raggi dopo l’incontro in Prefettura

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Marco Cardilli a Radio Roma Capitale: sgombero di via Curtatone, non confermo notizia albergo ma a breve ci sarà soluzione

Marco Cardilli, delegato alla Sicurezza del Comune di Roma, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". In merito allo sgombero di via Curtatone, Cardilli ha dichiarato: "Le prospettive sono molteplici, ci sono una serie di opportunità legate anche al confronto con i movimenti per il diritto alla casa. Il Campidoglio già lavorava ad alcune iniziative, sono progetti di media durata che ripartono dopo un periodo in cui sono stati fermi. Adesso anche il ministro dell'Interno ci sta dando una mano su questo fronte. Questi problemi si possono risolvere solo con una sinergia concreta: è importante ritrovare un'unitarietà di azione anche con la Regione, non ci sottraiamo ad un tavolo interistituzionale".

"La nostra presenza – ha aggiunto il delegato alla Sicurezza – non è mai venuta a mancare, c'ero anche io a piazza Indipendenza, anche se la situazione non ha permesso una presenza fissa delle istituzioni in piazza. Nell'immediatezza quello che si poteva fare era il tipo di assitenza che abbiamo offerto: quello che abbiamo detto abbiamo fatto. Entro ottobre avremo un quadro completo per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie".

"Al momento non mi sento di confermare che la soluzione sia quella dell'albergo, ma dal tavolo interistituzionale a breve ci sarà una soluzione".

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Roma, emergenza alloggiativa: “Un albergo per i rifugiati vicino a piazza Indipendenza”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Nella basilica di Santi Apostoli, in via dei Fori Imperiali e al Verano, in zona ex Baobab. I rifugiati, assieme ai rappresentanti dei movimenti per la casa, restano in strada. Ma la prefettura non vuole più aspettare. L'obiettivo è dare un tetto agli sgomberati, sanare una situazione obiettivamente insostenibile. Per questo – in attesa del faccia a faccia Raggi- Minniti – è convocato per le 12.30 di domani a Palazzo Valentini un vertice a tre tra la padrona di casa, la prefetta Paola Basilone, il Campidoglio e la Regione. Per il Comune ci sarà alcun delegato, ma la sindaca Virginia Raggi in persona. Una presenza dal forte valore simbolico, richiesta dall'etichetta, dall'emergenza e dal bisogno di mostrare che i rapporti tra le tre istituzioni non viaggiano soltanto sulle frequenze dello scontro e la polemica.

A quel punto, con tutte le parti attorno allo stesso tavolo, partirà la proposta della prefettura. L'idea sarebbe quella di ricalcare uno schema già visto in altre città: al Comune potrebbe essere chiesto di prendere in carico i rifugiati rimasti senza un tetto dopo gli ultimi blitz delle forze dell'ordine. Nelle ultime ore hanno rifiutato di nuovo qualsiasi soluzione, compresi i circa 70 posti ancora a disposizione nelle strutture di accoglienza gestite da Roma Capitale.

La nuova proposta potrebbe essere più allettante: il Campidoglio M5S sarà invitato a stipulare una convenzione con un hotel, a offrire una sistemazione temporanea per una settimana. Al massimo 10 giorni. Il tempo necessario per consentire agli assistenti sociali del Comune di mettere nero su bianco un censimento bis. Di individuare di nuovo le cosiddette "fragilità" (donne incinte, nuclei familiari con bambini e persone malate) tra gli eritrei e i somali che vivevano nelle occupazioni di via Curtatone, a due passi da piazza Indipendenza e dalla stazione Termini, e di via Quintavalle a Cinecittà. In pieno stato di emergenza, lo sforzo potrebbe essere coperto con una minima parte dei famosi 40 milioni che la Regione ha spiegato a più riprese di aver già messo a disposizione del Comune grillino per risolvere l'emergenza abitativa.

Incontrati Virginia Raggi e i rappresentanti della Pisana – a sedersi al tavolo di domani potrebbe essere l'assessore alle Politiche abitative Fabio Refrigeri o il segretario generale Andrea Tardiola – la prefetta Paola Basilone dovrà convincere anche i movimenti per la casa. Ieri hanno richiesto di partecipare al tavolo. Da cinque giorni schierati a supporto degli accampati di via dei Fori Imperiali, vorrebbero sedersi al vertice di mercoledì per far sentire la propria voce.

La speranza di Palazzo Valentini e che l'ipotesi dell'hotel e di un secondo censimento, al momento la più percorribile, possa essere accolta senza ulteriori polemiche. Anche perché le istituzioni faranno di tutto per venire incontro alle esigenze dei rifugiati: l'idea è quella di cercare una sistemazione non troppo distante da piazza Indipendenza. Soprattutto per favorire la continuità didattica dei bambini di via Curtatone. Secondo i dati raccolti dalle forze dell'ordine nei mesi precedenti al blitz, frequentano scuole e asili non troppo distanti dalla stazione.

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Marco Cardilli a Radio Roma Capitale: antiterrorismo, presto fioriere anche a via del Corso

Marco Cardilli, delegato alla Sicurezza del Comune di Roma, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". Per quanto riguarda le misure antiterrorismo, Cardilli ha affermato: "Nella ricerca spasmodica della sicurezza non dobbiamo perdere la vocazione turistica della città. Abbiamo posizionato le fioriere nelle parti che vengono considerate più a rischio, a breve verranno estese anche a via del Corso".

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Migranti a Roma, Raggi chiede aiuto a Minniti per trovare un tetto ai rifugiati

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Gli strascichi dell’operazione di via Curtatone si fanno sentire. E il quadro, tra le consuete polemiche, è in costante mutazione. Perché alle 60 famiglie di rifugiati che, sgomberate dall’altra occupazione di Cinecittà, vivono ormai da giorni nelle tende piazzate nella basilica di piazza Santi Apostoli si sommano gli accampati di via Tiburtina, zona ex Baobab, e quelli che ora per casa hanno un angolo di via dei Fori Imperiali.

Non si muoveranno da lì finché non otterranno un faccia a faccia con Comune, Regione o prefettura. Già oggi potrebbero essere ricevuti a Palazzo Valentini, in un incontro che aprirà la settimana calda dell’emergenza abitativa nella capitale. Il momento clou, il più atteso, sarà il vertice tra la sindaca Virginia Raggi e il ministro dell’Interno Marco Minniti.

L'appuntamento è stato ottenuto solo dopo un fitto scambio di comunicazioni. Prima parola all'inquilina del Campidoglio, sabato, con un sms. Replica positiva del Viminale. Poi è arrivata l'intervista rilasciata dalla prima cittadina alla Stampa: "Roma ha un carico di decine di migliaia di persone che non sono censite ufficialmente. Non si può far finta che queste persone non esistano perché non sono riportate in una tabella Excel. Manca una politica nazionale adeguata su immigrazione e accoglienza ". Parole che, alla vigilia di una riunione tanto delicata, hanno lasciato perplessi chi si era appena visto chiedere un incontro. A quel punto il Comune ha dovuto correggere il tiro, assicurando di avere "buoni rapporti e costanti contatti istituzionali" con la controparte. Riunione salva. A fatica.

Anche perché da Forano arriva secco il "no" del Consiglio del paesino del reatino. Il piccolo Comune ieri ha votato contro il trasferimento di circa 40 degli sgomberati da via Curtatone, lo stabile finito più volte nel mirino delle forze dell'ordine negli ultimi anni per episodi di spaccio e compravendita di posti letto e poi svuotato con un blitz della polizia il 19 agosto. I rifugiati avrebbero dovuto avere di alcune villette – dichiarate però inagibili dal sindaco di Forano – della Sea, la società che gestisce in affitto il palazzone di Idea Fimit.

Insomma, le grane si sommano per chi deve trovare una soluzione. Mentre la prefetta Paola Basilone attende la prossima circolare del Viminale che dovrebbe formalizzare l'ipotesi circolata nelle ultime ore: utilizzare i beni confiscati alla mafia per risolvere l'emergenza casa. In termini numerici, ci sarebbero immobili a sufficienza. A Roma 452 (140 appartamenti, 36 abitazioni e 8 ville) sono ancora in carico all'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Il Comune, poi, gestisce altre 66 tra case, negozi e terreni. L'ex assessore al Bilancio Andrea Mazzillo ha messo a punto una delibera per rimettere a bando quei beni, fino ad oggi assegnati senza gara. Senza il via libera del Consiglio comunale, però, è paralisi: in una delle ultime commissioni patrimonio, i dirigenti degli uffici capitolini hanno chiarito che senza il nuovo regolamento non si andrà troppo lontano. Esempio: l'Agenzia vorrebbe consegare al Comune altre 17 unità immobiliari, ma attende ancora una replica del Campidoglio. Che, per la fine del 2019, conta di raggiungere la gestione di 300 abitazioni sottratte alla criminalità organizzata. Un obiettivo realistico? Si vedrà dopo la mappatura in programma entro il 30 ottobre.

Con le nuove direttive del ministro Minniti, in caso di inerzia del Comune, dovrebbe essere intanto la prefettura a poter sbloccare la partita. Sia sui beni confiscati alla mafia che su quelli pubblici. Non prima di aver interpellato il demanio, aver individuato gli immobili adatti all'operazione e aver sciolto il nodo dell'eventuale indennità di requisizione da versare all'amministrazione pubblica interpellata. Insomma, la partita potrebbe prendere intere settimane, mesi. Anche perché ci sarà da affrontare la questione graduatorie. A Roma in 10.500 attendono una casa popolare e il Comune ne può garantire circa 500 l'anno. Resta quindi da individuare la modalità di inserimento dei rifugiati nei listoni. L'ipotesi di un elenco bis scatenerebbe le proteste di chi aspetta da anni. Gli equilibri sono precarissimi.

Lo sa bene l'assessora alle Politiche sociali Laura Baldassarre. Ieri ha visitato i centri che ospitano circa 50 degli sgomberati di via Curtatone: "Abbiamo incontrato donne incinte, anziani e malati. Abbiamo visto bambini giocare. Ci siamo accertati delle loro condizioni". Per poi chiedere loro di farsi tramite della voce del Comune con gli altri ex occupanti: ci sono almeno altri 70 posti a disposizione. Letti, non tende.

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Manutenzione aree verdi: Campidoglio vuole polizze assicurative „ Aree verdi, il Campidoglio punta sui volontari. Ma per sfalciare i prati devono prima assicurarsi

(Fonte: RomaToday)

Per la "manutenzione occasionale" del verde il Comune chiede ad associazioni e comitati di presentare regolare domanda e di sottoscrivere una polizza assicurativa. Protestano i comitati: "Già paghiamo le tasse per servizi che non riceviamo. Se poi decidiamo di sfalciare un giardino incolto, ora dobbiamo anche pagare?"

(di Fabio Grilli) – Manutenzione aree verdi: Campidoglio vuole polizze assicurative

Per la manutenzione del verde, occorre chiedere un permesso. Addio ad iniziative improvvisate. I cittadini che vogliono darsi da fare per migliorare il decoro dei giardini pubblici, devono essere autorizzati. E devono disporre di una polizza assicurativa. Questi sono i requisiti che l’amministrazione ha deciso di fissare. Paletti che sono stati messi nero su bianco, il 3 agosto, da una determina dirigneziale firmata dal direttore del Dipartimento Ambiente.

Il form da compliare

Si parte da una delibera di Giunta capitolina (n.66/2017) e si arriva alla compilazione di un form in cui si chiede al singolo cittadino, di fornire una serie di indicazioni. Nel caso sia membro di un’associazione viene chiesto di riportare anche gli estremi della stessa, vale a dire la sede, i recapiti, la partita iva o il codice fiscale. E’ necessario poi che specifichi dove e quando intenda svolgere gli interventi di manutenzione e deve inoltre descriverne l’attività. Si va dalla manutenzione degli arredi urbani, alla potatura degli arbusti, da quella  degli alberi allo sfalcio del verde. Occorre anche indicare quali sono i dispositivi di protezione individuale che si andranno ad utilizzare e quali mezzi ed attrezzature saranno usate. Nel compilare il form, il cittadino deve dichiarare di essere in possesso di “apposita assicurazione per la copertura dei rischi occorrenti ai volontari, al personale professionale eventualemente impiegato nonché nei confronti di terzi”.  Infine, “ove necessario, dovrà essere prevista anche un’apposita cantierizzazione dell’area per la prevenzione dei rischi, sotto la supervisione del servizio giardini”.  

L'incentivo alla partecipazione

La determina si richiama espressamente alle "Linee guida per il regolamento del verde e del paesaggio urbano" che sono state approvate con la deliberazione della Giunta Capitolina n66/2017. In particolare si cita l’obiettivo “di coinvolgere il cittadino e promuovere le iniziative volte alla sensibilizzazione della comunità sul verde urbano, quale risorsa ed elemento identitario culturale della città”. Partecipazione che tuttavia, nonostante le intenzioni dichiarate, rischia di risultare troppo ingessata.

Le reazione dei volontari

“Due settimane fa, il nostro Comitato di Quartiere ha organizzato lo sfalcio della rotonda che si trova in piazza Hazon. In modo del tutto casuale, nella stessa giornata ci sono stati i volontari dell’Associazione Decima 50 che si sono dedicati alla sistemazione del parco di via Roberto Lordi – spiega il Presidente del CdQ Torrino Decima – e sempre quel giorno, che era un sabato, ci sono stati altri cittadini che hanno effettuato delle pulizie e la sistemazione di alcuni arredi nel parco giochi vicino l’ex scuola Ruffini”. Tutte iniziative spontanee. “Ora pretendono che per svolgere attività del genere, si debba chiederne l'autorizzazione. Non solo, vogliono farci pagare anche un’assicurazione. Quanto dobbiamo spendere, per supplire alle carenze dell'amministrazione? Mi sembra una follia”.

Già annullato un 'intervento di pulizia

La determina dirigenziale è stata notata anche dai residenti di un altro quartiere. “Credo che a questo punto noi si debba annullare la pulizia degli ingressi di Vitinia già programmata per sabato mattina -commenta Paolo, un attivista del Comitato di Quartiere e del gruppo Vitinia in Bici – con l’emanazione di questo atto, amministrativamente ineccepibile, credo sarà molto difficile procedere come sin qui fatto a interventi di pulizia basati sulla buona volontà delle persone”.

Bocciato il baratto amministrativo

La soluzione trovata dalla Giunta e sintetizzata nel modulo elaborato dal Dipartimento ambiente, sembra muoversi in direzione diversa da quanto richiesto dai cittadini. “Avevamo chiesto sgravi contribuitivi per continuare a dedicarci alla pulizia ed alla manutenzione degli spazi comuni – ricorda l’avvocato Canale del Coordinamento dei Comitati di Quartiere del IX Municipio – in altre città il baratto ammainistrativo già avviene, c’è una norma che lo prevede, l’ex articolo 24 dello Sblocca Italia. Non ce l’hanno concesso ed adesso capiamo anche il perché”.