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Licenziata la legge elettorale regionale

Scompare il listino. Introdotte la parità di genere e la garanzia di almeno un consigliere regionale per ogni provincia. Istituito il divieto del terzo mandato consecutivo per il presidente della Regione. Elezioni entro tre mesi in caso di scioglimento anticipato del Consiglio. Ampliati i casi di esenzione dall’obbligo di raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali. Sancita l’ineleggibilità dei sindaci dei comuni con più di 20 mila abitanti. Sono queste alcune delle novità introdotte dal Consiglio regionale con l’approvazione all’unanimità (44 voti a favore su 44 votanti) della proposta n. 372 di riforma della legge elettorale del Lazio. Dichiarazioni di voto a favore da parte di tutti i gruppi, sebbene con alcuni distinguo, e in gran parte manifestando soddisfazione per l’avvenuta abolizione del listino. Dopo mesi di discussioni e alcune marce indietro, finalmente l'aula ha licenziato il provvedimento.

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Roma, “Dramma lavoro per altri ventimila”: Allarme dei sindacati

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Salvatore Giuffrida) – Ceto medio, addio. La crisi del lavoro a Roma ha il volto di un disagio sociale che emerge da un numero sempre maggiore di lavoratori precari e aziende a rischio fallimento: a lanciare l'allarme sono i sindacati, Cgil in testa, che ha elaborato uno studio che porterà all'attenzione della prossima riunione del tavolo su Roma al ministero dello Sviluppo economico, in programma entro dicembre.I numeri sono drammatici e descrivono bene ciò che sindacati e lavoratori chiamano macelleria sociale.

Secondo l'Osservatorio sul lavoro della Cgil, al momento nel limbo del precariato ci sono almeno 19.300 lavoratori di cui più di 3mila già licenziati e vicini alla fine dei sussidi statali, 5mila in cassa integrazione e oltre 4mila in esubero: un eufemismo per dire che potrebbero non rientrare nei piani aziendali e quindi sono a rischio di licenziamento immediato. Ma ci sono anche più di 3mila lavoratori che faticano ad arrivare a fine mese perché devono fare i conti con ritardi sugli stipendi di almeno due o tre mesi. Non solo.Dallo studio della Cgil emerge che nell'ultimo anno solo 135 dipendenti hanno accettato il trasferimento disposto dall'azienda in altre città: gli altri sono entrati nella lista dei quasi ventimila precari censiti dalla Cgil e ora si chiamano "lavoratori in esubero".

È una crisi che colpisce tutti i settori ma soprattutto i dipendenti a tempo indeterminato, dai 35 ai 50 anni, stipendio medio da 1200 a 1400 euro, specializzati e con almeno dieci anni di esperienza ma poche possibilità di rientrare nel mondo del lavoro: è l'identikit di quello che una volta si chiamava ceto medio e ora si rende conto che sta perdendo la sfida dell'economia digitale e globalizzata.
La crisi riguarda aziende di grande e media dimensione. A rischio immediato ci sono più di 400 lavoratori nel settore alberghiero, oltre mille nella sanità, quasi 5mila nella grande distribuzione.

La Cgil cita i casi di Unicoop, Gruppo Tuo, Skybet, Fiorucci, Alfasigma, Eriksson e l'indotto delle aziende, soprattutto catering e pulizia, che lavorano per Alitalia; non sta meglio il settore della sicurezza privata, con quasi 1500 vigilantes a rischio. A questi si aggiungono i lavoratori, tutti over 35, che negli ultimi due anni hanno perso il lavoro perché l'azienda ha chiuso: la Cgil cita gli 80 tecnici di telefonia mobile della Telis, i 30 della Telmec, i 50 di Oms, i 20 di Technosystem. In totale almeno 860 persone, tra ingegneri e tecnici specializzati. Anche loro fanno parte del ceto medio fatto di figli (piccoli) a carico, mutui da 600 a 800 euro, quartieri a ridosso del Raccordo e poche speranze di ritrovare un lavoro garantito. Almeno a tempo indeterminato.

"Porteremo al tavolo su Roma questi dati – spiega Donatella Onofri segretario regionale Cgil – ormai il metodo più diffuso è quello dei licenziamenti mascherati da trasferimenti che costringono il lavoratore a cambiare vita in condizioni impossibili e spesso è proposto da aziende che non hanno problemi di ordine economico ".

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Roma, Lombardi su Raggi: “Virginia ha avuto comportamenti non da M5S”

(Fonte: www.repubblica.it)

"Virginia inizialmente aveva comportamenti a mio avviso non coerenti con i valori dei 5 Stelle e ho ritenuto, forse con poca furbizia, di porre l'attenzione sugli atteggiamenti che non mi sembravano in linea. Salvo restando che quando ha seguito programma, sono stata la prima a riconoscerlo". Così la candidata del M5S Roberta Lombardi è tornata sul suo dualismo – tutto grillino – con la sindaca Raggi. Intervistata da Lilli Gruber a Otto e mezzo, la "Faraona" 5S ha detto la sua anche sulla richiesta di rinvio a giudizio per falso formulata dalla procura per l'inquilina del Campidoglio: "Come chiunque altro del M5S in caso di condanna penale di primo grado, la Raggi dovrebbe dimettersi se condannata. Tutti noi candidati regionali abbiamo sottoscritto un contratto con Casaleggio e Grillo che ci impegna alle dimissioni in caso di condanna di primo grado. E sono fiera di appartenere a una forza politica che vuole mantenere un così saldo rapporto tra l'eletto e l'elettore. Visto che la credibilità è il nostro patrimonio più grande, è giusto che queste regole siano rispettate".

Quindi il passaggio su Raffaele Marra, definito dalla stessa Lombardi "il virus che ha infettato il Movimento" nei giorni roventi in cui l'amministrazione capitolina a guida pentastellata sembrava destinata a precipitare. "La Raggi è partita con alcuni momenti di difficoltà, che hanno causato un iniziale rallentamento. Ma ereditiamo una città con un ritardo pesantissimo su tantissimi fronti. E le ultime votazioni nei comuni limitrofi di Roma ci fanno pensare che ci sia ancora la fiducia degli elettori. Basta girare per la città per vedere che sono partiti tutti i cantieri. Possiamo dire che il virus presente nella giunta Raggi ora è in isolamento, la giunta sta lavorando. Anche io da romana vorrei vedere subito i risultati ma mi rendo conto, anche parlando con i colleghi, che stanno lavorando" .

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Strage d’alberi, Roma in tilt: “Poche cure e tanti scavi ecco perché crollano”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Cecilia Gentile) – Il tassista è un miracolato. Il pino che ieri mattina si è schiantato sopra la sua auto in piazza delle Cinque giornate, zona Prati, lo ha mandato all'ospedale in codice giallo, ma poteva andare molto peggio. Le due turiste a bordo, miracolate anche loro, sono uscite illese dall'auto, ma il taxi è da buttare. Tre in tutto le macchine travolte dal tronco caduto. Due, il taxi e una Kia, erano in movimento.

E a questo punto non si può fare a meno di parlare di emergenza alberi, visto che continuano a cadere quasi ogni giorno come birilli.
Il pino crollato ieri era già stato monitorato nel corso delle attività del cosiddetto "appaltone". "Quel pino non aveva criticità – racconta Rosalba Matassa, direttrice ad interim del Servizio giardini – non doveva essere tagliato". Dunque perché si è abbattuto al suolo? I tecnici comunali che stanno effettuando una verifica hanno notato l'apparato radicale tranciato e avanzato l'ipotesi di scavi fatti male in passato da ditte al lavoro per le società dei servizi.

Ipotesi rilanciata dall'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari che si è recata subito sul posto ed è stata contestata duramente dai romani presenti. "C'è stato un intervento in un'area di cantiere, presumibilmente all'epoca di Alemanno, una parte delle radici sono state tagliate ", dice. E annuncia multe salatissime per chi ripeterà simili sfregi: "Su questo saremo tassativi. Nella bozza di regolamento del verde ribadiamo che chiunque apporta danni alle radici sarà pesantemente sanzionato".

"Sono troppi decenni che gli alberi di Roma vengono lasciati senza manutenzione – dichiara Carlo Blasi, docente di Ecologia vegetale alla Sapienza e membro del comitato nazionale del verde pubblico – Le alberate vivono malissimo. I pini in particolare, che sono i più delicati. Non c'è nessuna attenzione per il loro apparato radicale, che è molto superficiale. Le radici dei pini non vanno tagliate in alcun modo perché l'esemplare si indebolisce e se ha una grossa chioma lasciata senza potatura tende a cadere. In più l'asfalto, spesso impermeabile, non fa passare acqua e aria. Infine il continuo passaggio delle auto comprime le radici sotto l'asfalto". Nessuna meraviglia, dunque, se un pino, che può raggiungere l'età di 100-150 anni, in città arriva molto prima a fine ciclo vita, in genere a 80-100 anni al massimo.

Sempre in mattinata, un altro albero caduto sui binari ha interrotto per un'ora il servizio della ferrovia Roma-Lido, nel tratto tra Magliana e Acilia. Non è la prima volta che gli alberi si schiantano sulla Roma-Lido: è già avvenuto lo scorso 6 agosto, quando un pioppo cadde all'altezza della stazione Stella Polare e il 13 agosto alla stazione Lido Centro.
Italia nostra Roma chiede di mettere in campo forze straordinarie "anche con la collaborazione del comando unità tutela forestale ambientale e agroalimentare dei carabinieri, per una diagnosi immediata sugli esemplari a rischio schianto e la messa in sicurezza. Italia nostra Roma chiede che con decisione intervenga anche il prefetto per tutelare l'incolumità dei cittadini. La sindaca Raggi e l'assessora Montanari devono prendere decisioni immediate,urgenti e indifferibili".

L'assessora si difende. "Servirebbero 110 milioni di euro per la manutenzione, la gestione e la sicurezza delle alberature e del verde della capitale. Questi fondi sarebbero parte di quelli inseriti dalla giunta Raggi nei lavori del tavolo per Roma con il governo e le parti sociali. Raccogliamo i frutti di 10 anni di incuria totale. Gli alberi non sono stati controllati nè potati. Questa attività andava fatta ogni anno".

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X Municipio, ministro Lorenzin a Radio Roma Capitale: autoniomia necessaria per un territorio abbandonato o depredato da Roma

"Avere più autonomia è una necessità per il territorio del X Municipio che è stato abbandonato o depredato da Roma". Lo ha dichiarato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ai microfoni di Radio Roma Capitale.

"Una delle priorità per il X Municipio – ha aggiunto il ministro – è ricostruire l'immagine di Ostia e del suo territorio come una città a vocazione turistica che intorno all'accoglienza crei sviluppo. L'immagine della suburra non appartiene a questo territorio. Ostia e l'entroterra sono state la periferia della periferia, il vero vulnus è stata l'assenza di servizi sociali, a cui si è associata la crisi economica".

Beatrice Lorenzin ha inoltre affermato: "Supporto la candidatura di Andrea Bozzi perchè è una persona seria, per bene e che conosce benissimo i problemi della città. Il punto di forza del suo programma è essersi messo a capo di una spinta autonomista per questo territorio. Bozzi è riuscito a mettere insieme persone che, a prescindere dalla propria appartenenza politica, hanno creduto in un progetto di rinnovamento". 

Per quanto riguarda la legge sull'obbligo vaccinale, il ministro ha dichiarato:" A circa un mese dall'inizio della scuola il bilancio è molto positivo. Ho accolto molto positivamente il parere del Consiglio di Stato, che ha riconosciuto la bontà del decreto e la volontà di tutelare la salute pubblica. Chi ha contestato la normativa non conosce il tema e non riconosce l'importanza della vaccinazione".

"Nella campagna elettorale per le prossime regionali – ha concluso Beatrice Lorenzin – sarà sicuramente centrale il tema della sanità. Spero che il Lazio esca presto dal piano di rientro. Al futuro governatore chiedo di togliere la super aliquota Irpef che serviva per ripianare un bilancio che è stato ripianato".

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Roma, disoccupati fanno irruzione nello stadio Flaminio: “A noi la manutenzione”

Blitz dei disoccupati allo stadio Flaminio. Una cinquantina di attivisti del Comitato per il lavoro minimo garantito venerdì hanno occupato l'impianto progettato da Antonio Nervi, inutilizzato dal 2011 e consegnato all'abbandono. L'associazione di disoccupati e precari si propone da anni "per la vigilanza, la manutenzione dello stadio". A sostenerli l'assessore allo Sport del municipio II, Rino Fabiano, l'ex consigliera comunale di Sel, Anna Maria Cesaretti. Sul posto sono arrivati alcuni agenti del commissariato Parioli e dopo aver interloquito con gli attivisti li hanno convinti a uscire, senza alcuna tensione.   

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Luca Monaco) – "Come municipio – fa notare Fabiano – già due mesi fa avevamo messo in piedi un tavolo con Ama, Servizio giardini e i dipartimenti allo Sport e alla Tutela ambientale del Comune: si era già deciso di investire 77mila euro per la messa in sicurezza, la sfalcio e la bonifica del verde intorno allo stadio. Siamo ancora in attesa dell'esecuzione di quelle decisioni".  

Lunedì prossimo i disoccupati saranno ascoltati in una commissione comunale Sport dedicata. Precari come Andrea, 27 anni, della rete territoriale Roma-Nord Ovest, nata due anni fa, torneranno a ribadire le loro istanze: "Secondo noi l'unica risposta all'abbandono è il lavoro". Gli attivisti del Villaggio Olimpico denunciano anche i ritardi nella pubblicazione dei bandi per l'affidamento delle aree da riqualificare. "Nel 2011 – racconta Tiziano, 35 anni – ripulimmo un'area abbandonata sotto il cavalcavia della Tangenziale, nacque una ciclo officina auto-organizzata, che chiuse a seguito di un incendio nel 2015. Da allora i bandi per l'affidamento delle aree non sono mai stati pubblicati".  

L'ex consigliera comunale di Sel, Anna Maria Cesaretti, ha appoggiato l'iniziativa "perché il problema del lavoro è centrale e si può coniugare benissimo  la rigenerazione urbana". Del resto proprio l'ex consigliera aveva ideato il progetto per l'istituzione dei manutentori civici: 50 ex disoccupati impiegati dal servizio giardini per la cura delle aree verdi.

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Marcia su Roma: dopo stop della questura Forza Nuova rinuncia a corteo del 28

(Fonte: www.repubblica.it)

Non ci saranno iniziative di Forza Nuova il 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma del 1922. L'organizzazione ha rinunciato dopo il divieto della questura arrivato già da giorni. Nel pomeriggio di giovedì "i promotori si sono presentati  comunicando nuove modalità di svolgimento dell'iniziativa, che sono oggetto di adeguate valutazioni – spiegano dalla questura – il 28 ottobre, quindi, non si terrà nessun evento". Forza Nuova ha dunque presentato il preavviso per un'altra data.

"Non abbiamo ancora sciolto la riserva sul 28 ottobre, stiamo cercando un modo per risolvere l'impasse", dice invece il leader di Forza Nuova Roberto Fiore sulla Marcia dei patrioti annunciata dal movimento di estrema destra ma vietata dal ministro dell'Interno Marco Minniti.

"Fino a venerdì mattina non sciogliamo la riserva – aggiunge Fiore – c'é un importante appello firmato da La Russa (parlamentare di Fratelli d'Italia, ndr) e dal generale Bertolini con cui si chiede di tenere il corteo il 28 ottobre".

Ora sul sul tavolo ci sarebbe l'ipotesi di posticipare al 4 novembre, giorno in cui si celebra l'Unità nazionale e delle forze Armate, la manifestazione di Forza Nuova nella Capitale. Il corteo potrebbe svolgersi sempre in zona Colosseo Quadrato all'Eur  come richiesto per la manifestazione del 28  ottobre, poi vietata dalla questura.

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VIDEO – La sindaca di Roma Virginia Raggi a Ponte di Nona

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Roma, nuovo stop per Multiservizi: l’Antitrust boccia il bando

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Salvatore Giuffrida) – Tutto da rifare per Virginia Raggi: l’Antitrust ha bocciato il bando pubblicato il 28 agosto dal Comune per affidare i servizi di manutenzione, gestione, guardiania e pulizia delle scuole e del verde della città. Una maxigara da 475 milioni che già un anno fa venne bloccata dal Tar perché ritenuta lesiva delle norme sulla concorrenza.

Il sindaco ci ha riprovato con una gara a doppio oggetto che oltre ad appaltare le attività, è chiamata a individuare anche una newco, ovvero una nuova società mista a maggioranza pubblica, a cui affidare i servizi previsti nel bando. A bocciarla ora ci ha pensato l’Autorità per la Concorrenza e Mercato, anche sulla base di un esposto inoltrato da Confartigianato e altre associazioni tra cui Aniem Lazio, assistiti dallo studio legale AdLaw e dagli avvocati Elisa Scotti e Carlo Contaldi La Grotteria.

Ma questa volta la bocciatura rischia di far davvero male alla giunta grillina: l’Authority ritiene che il nuovo bando viola non solo la sentenza del Tar di un anno fa, ma anche il decreto Madia sulle partecipate e le norme sulla concorrenza. In sostanza secondo l’Authority le attività messe a bando il 28 agosto non sono da considerare servizi di puro interesse pubblico come i trasporti per Atac e la raccolta dei rifiuti per Ama; pertanto devono essere appaltati fra tutte le imprese del mercato e non con un unico bando a cui può accedere di fatto una società mista a maggioranza pubblica.

E questo scombina i piani annunciati dal sindaco a giugno ai dipendenti di Multiservizi che al momento svolgono la gran parte delle attività messe a bando. Sul quale ora sono chiamati a pronunciarsi l’Anac e il Tar del Lazio: la prima sentenza è attesa per il 26 ottobre. Intanto secondo la Confartigianato emerge dell’altro. “In questi anni Multiservizi ha riappaltato fino a oltre il 50% dei lavori affidati dal Comune in proroga – spiega Mauro Mannocchi presidente di Confartigianato Roma – in sostanza con questo bando il Comune vorrebbe far proseguire gli affidamenti diretti alla Multiservizi camuffandoli come una gara pubblica”. Di fatto ora i 4500 dipendenti di Multiservizi rischiano di perdere il lavoro, ma intanto un’altra grana si profila all’orizzonte per l’amministrazione comunale che, come ricorda la Confartigianato, affida i lavori in proroga a Multiservizi dal 2013 con un assegno annuale da quasi 50 milioni.

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L’emergenza abitativa scuote l’Aula Giulio Cesare

Pomeriggio agitato in Campidoglio, per la protesta di alcune persone sfociata nel tentativo di invasione dell'Aula Giulio Cesare. Dopo il consiglio straordinario sui limiti di velocità per le vie Colombo, Aurelia e Salaria, il presidente dell'Aula De Vito aveva annunciato il rinvio per quello riguardante le problematiche inerenti le politiche abitative, causa la mancanza dell'assessore competente. A quel punto è scattata la protesta delle persone presenti (una ventina circa) che stavano attendendo delle risposte. Una protesta che è arrivata quasi ai banchi dei consiglieri, perché solo l'intervento della polizia municipale ha scongiurato un contatto fisico. Dopo alcuni minuti di proteste e urli, la situazione è tornata alla normalità quando De Vito ha annunciato la presenza dell'assessore Castiglione.