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Brundibàr al Teatro dell’Opera

Le giovani stelle del Teatro dell’Opera di Roma, della Scuola di Canto Corale e della Youth Orchestra, tornano ad essere protagoniste con Brundibár, l’opera per bambini di Hans Krása, al Teatro Nazionale sabato 20 (ore 18) e domenica 21 gennaio (ore 16.30). Scritta nel 1938 su libretto di Adolf Hoffmeister, Brundibár vuole essere un’ “opera per non dimenticare” nel mese in cui ricorre la giornata della Memoria: è infatti andata in scena per la prima volta il 23 settembre 1943 nella fortezza di Terezín, a circa 60km da Praga, controllata dal 1941 dalle SS che, a puro scopo propagandistico, concedevano l’organizzazione di attività culturali. In questo ghetto-prigione transitarono 140.000 ebrei cechi tra cui compositori, strumentisti e cantanti, che poterono continuare a svolgere la loro professione, nonostante il regime concentrazionario. La presenza nel lager di Terezín di circa 11.000 bambini, protagonisti delle cinquantacinque repliche di Brundibár (dal 1943 al 1944), è testimoniata da oltre 4.000 disegni da loro eseguiti e ritrovati nelle valigie di Friedl Dicker-Brandeis, pittrice viennese deportata a Terezín nel 1942 e morta a Birkenau nel 1944. In occasione della messa in scena, al Teatro Nazionale e per la prima volta in Italia, verranno esposti i disegni dei bambini del ghetto di Terezín, in una mostra organizzata in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Ceca presso la Santa sede e il Museo Ebraico di Praga. Lo spettacolo è un allestimento del Teatro dell’Opera di Roma e va in scena per la regia di Cesare Scarton, le scene di Michele Della Cioppa, i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Patrizio Maggi. La direzione della Youth Orchestra è affidata ai maestri Carlo Donadio e Roberto Di Maio.

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Bibliomakers è realtà

Il 16 gennaio alle ore 10.00 si è tenuta l’inaugurazione ufficiale del primo Makerspace di una biblioteca comunale di Roma. A promuovere e sostenere il progetto è il Goethe-Institut in collaborazione con le Biblioteche di Roma. L’iniziativa è a cura della Fondazione Mondo Digitale. Ad inaugurare lo spazio dentro la Fabrizio Giovenale di Casal dei Pazzi sono stati il vicesindaco Luca Bergamo e l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano. All’evento erano presenti anche il presidente delle Biblioteche di Roma, Paolo Fallai, la direttrice del Goethe-Institut, Gabriele Kreuter-Lenz, la direttrice generale di Fondazione Mondo Digitale, Mirta Michilli, e il presidente del Forum del Libro, Maurizio Caminito. Bibliomakers, così si chiama lo spazio, è dotato di strumenti di fabbricazione digitale, come stampanti 3D, laser cutter, plotter da taglio, saldatori, un nuovo centro di creatività al servizio della cittadinanza. La biblioteca si trasforma in un vero e proprio luogo del fare, una fabbrica delle idee. Il movimento dei maker è in rapidissima crescita e ormai ogni città medio-grande ha il proprio FabLab o un Makerspace allestito presso le biblioteche pubbliche. In Germania, come ad esempio nella Biblioteca civica di Colonia che è partner del progetto, già da diversi anni biblioteche e musei si sono trasformati in veri e propri luoghi del “fare”, in cui gli utenti possono trovare e imparare ad usare strumenti di fabbricazione digitale come stampanti 3d e laser cutter. «La digitalizzazione e l’innovazione tecnologica – ha commentato Gabriele Kreuter-Lenz, direttrice del Goethe-Institut in Italia – avanzano rapidamente. Come si riesce a mantenere il passo con il progresso senza restarne schiacciati? Come riusciamo a utilizzare le tecnologie senza che a farne le spese siano la nostra fantasia, creatività e spontaneità? Sono questi i temi principali del FabLab creato insieme a Biblioteche di Roma. Una Fabbrica delle Idee!». Bibliomakers è curato dalla Fondazione Mondo Digitale, il cui FabLab a Roma è divenuto in poco tempo un luogo fertile di innovazione er scambio, frequentato quotidianamente da una importante e brillante comunità di makers, artisti, professionisti e giovani di tutte le età. «Il nostro compito primario è garantire il libero accesso ai saperi, a maggior ragione quando l’evoluzione tecnologica crea nuove opportunità – ha dichiarato Paolo Fallai Presidente delle Biblioteche di Roma – e rischia di creare nuove distanze. Il Makerspace sarà un luogo aperto e inclusivo dove tutti potranno confrontarsi con il futuro». È Biblioteche di Roma con la Fondazione a gestire lo spazio della Fabrizio Giovenale, sia fornendo assistenza agli utenti che vogliono usare le attrezzature, sia ideando e gestendo i laboratori per le famiglie e le scolaresche. Grazie alla collaborazione con il Forum del Libro i corsi sono aperti anche agli insegnanti e bibliotecari. «Siamo molto orgogliosi di poter mettere il nostro know how a disposizione del circuito Biblioteche di Roma per offrire servizi sempre più innovativi alle scuole e a tutta la cittadinanza. Con il sostegno del Goethe-Institut il nostro modello di Palestra dell’Innovazione può crescere e affermarsi anche in luoghi tradizionali della cultura e del fare», ha dichiarato Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale. Il Goethe-Institut nell’ambito del proprio progetto Creatività 4.0 e grazie alla lunga collaborazione con le Biblioteche di Roma, si è impegnato a finanziare lo startup del nuovo Makerspace, oltre al suo mantenimento per sei mesi. L’obiettivo condiviso con i partner del progetto è quello di realizzare un prototipo replicabile successivamente in altre biblioteche o spazi pubblici. Lo spazio sarà aperto fino a fine marzo e ogni martedì e giovedì, su prenotazione, è a disposizione delle scuole di ogni ordine e grado con attività collegate alla fabbricazione digitale, al coding e all’arte digitale. Gli incontri si tengono dalle 9 alle 13 e la partecipazione è gratuita.

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Geppetto e Geppetto

Dal 24 al 28 gennaio al Teatro India Tindaro Granata è autore, interprete e regista di uno spettacolo dedicato alle nuove famiglie, Geppetto e Geppetto, un bozzetto famigliare che racconta l’amore tra due uomini e il complicato percorso verso la paternità. Presentato in forma di reading a settembre 2015 nell’ambito del festival “Garofano Verde” di Rodolfo di Giammarco, Geppetto e Geppetto è una fiaba moderna, è la storia di un papà che vuole fare il papà e di un figlio che vuole fare il figlio, tra i due, all’apparenza, manca solo una mamma. È la storia di uno scontro tra due uomini, uno giovane e uno adulto, che cercano entrambi il riconoscimento di una paternità che non può avere la stessa funzione che avrebbe in una famiglia eterosessuale. È il toccante racconto del desiderio di un “Geppetto” di farsi amare da un figlio che non è sangue del suo sangue, e dell’esigenza di un ragazzo di ritrovare una figura paterna, vissuta nell’assenza di quella materna, che lo possa accompagnare nel mondo degli adulti senza il peso di questa mancanza. Come racconta l’autore e regista Tindaro Granata: «è possibile che 1 Geppetto + 1 Geppetto possano fare un figlio? Certo che è possibile, come una Fatina più un Geppetto possano fare un figlio! Anzi, sarebbe più facile, ma la storia avrebbe gli stessi problemi dei due Geppetti, se non ci fosse l’amore, l’importante in queste storie è che ci sia l’amore per i figli. Ecco “se ci sarebbe più amore”, come dicono i due personaggi in scena, è Geppetto e Geppetto».

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“Invisible Light”

Fino al 24 febbraio 2018, dal lunedì al venerdì con orario 10 alle 18, la Sala del Cenacolo del Complesso di Vicolo Valdina ospita "Invisible Light", mostra fotografica della canadese Sheila McKinnon, il cui lavoro pone l’attenzione su due dei più pressanti problemi del nostro tempo: diritti delle donne/educazione delle ragazze e cambiamenti climatici. Da una parte è una dei pochi fotografi che offre un’originale prospettiva di entrambi i problemi, in particolare il primo. Il suo lavoro sensibilizza gli spettatori sulla dignità ivi contenuta, la naturale joie de vivre, quando documenta le attività eseguite dalle donne e dalle ragazze in paesi in via di sviluppo con condizioni sociali che le lega ai sistemi nei quali sono inoculate, la continuità dei costumi e la tradizione di leggi ed atteggiamenti in corso da generazioni. Nelle sue immagini riguardanti il clima, McKinnon espone la bellezza del nostro pianeta, riassumendo l’impetuosità atmosferica che aleggia sopra e sotto, legata alla terra, in una tavolozza pittorica di spettacolari colori e disegnando la naturale fenomenologia che sgorga dalla pancia della terra. La sua fotografia e il processo creativo con cui viene presentato invitano a una discussione, che dovrebbe espandersi attorno a tutto il globo su vari livelli, sugli effetti del cambiamento climatico sulle popolazioni migranti, sul nostro approvvigionamento di cibo e acqua e sui tanti svariati modi in cui la nostra reale esistenza è minacciata dall’invasione del cambiamento climatico. Novantasette paesi sono d’accordo su questo e si sono impegnati a partecipare attivamente per invertire il problema. La mostra è patrocinata dall’Ambasciata del Canada e da Kyoto Club.

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Bibliomakers inaugura domani

Domani, 16 gennaio, alle 10, viene presentato alla biblioteca Fabrizio Giovenale, in via Fermo Corni, il primo maker space in una biblioteca pubblica romana: un progetto di Goethe-Institut Rom e Biblioteche di Roma a cura di Fondazione Mondo Digitale. BiblioMakers, il nuovo centro di creatività al servizio della cittadinanza, è dotato di strumenti di fabbricazione digitale, come stampanti 3D, laser cutter, plotter da taglio, saldatori. La biblioteca si trasforma così in un vero e proprio luogo del fare, una fabbrica delle idee, per promuovere la cultura dell’innovazione e della condivisione, con attività e laboratori dedicati a scuole, famiglie, giovani e a tutto il territorio. All'inaugurazione intervengono il vice sindaco di Roma Capitale con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo e l'assessora a Roma Semplice Flavia Marzano. Presentano il nuovo spazio il presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai, la direttrice del Goethe-Institut Rom Gabriele KreUter-Lenz e la direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale Mirta Michilli. Il racconto corale della prima esperienza di fabbricazione digitale in biblioteca è affidato alle diverse voci dell'Istituto comprensivo Giovanni Palombini di Roma: dirigente, docente e tanti giovanissimi maker.

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“I Masnadieri” al Teatro dell’Opera

Il cartellone lirico 2017/18 dell’Opera di Roma propone, dopo i recenti Fra Diavolo e La damnation de Faust inaugurale, un’altra opera di rara esecuzione: I masnadieri di Giuseppe Verdi, su libretto di Andrea Maffei da Die Räuber di Friedrich Schiller, rappresentata per la prima volta nel 1847 a Londra, quasi alla conclusione del periodo che lo stesso compositore definì dei suoi “anni di galera”. Al Costanzi prima di oggi c’era stata un’unica messa in scena, nel 1972, diretta da Gianandrea Gavazzeni con la regia di Mario Missiroli. Domenica 21 gennaio (ore 20) l’opera torna in un nuovo allestimento con la direzione di Roberto Abbado e firmato da Massimo Popolizio, alla sua prima regia lirica. Nella trama gotica e torbida dell’opera, fatta di losche manovre di potere e di passioni, si narra la vicenda della casata dei Moor: Massimiliano Conte di Moor è indotto dal subdolo figlio minore, Francesco, a diseredare il primogenito Carlo, giovane dai nobili sentimenti ma condotto a una vita sregolata dal temperamento esuberante. Cacciato dalla casa paterna Carlo si mette a capo di una banda di rivoluzionari che spargono il terrore nei boschi della Boemia, i masnadieri. Il sanguinoso scontro che nasce tra i due fratelli è reso ancora più aspro perché entrambi desiderano la stessa donna, Amalia. Il sovrintendente Carlo Fuortes, salutando gli artisti, ha ricordato la presenza “ormai annuale” in teatro del maestro Roberto Abbado e anche la novità costituita dal debutto nell’opera lirica del regista Massimo Popolizio. Si è anche congratulato, per la presenza, come unica interprete femminile dell’opera, di Roberta Mantegna, diplomatasi alla prima edizione di “Fabbrica”, l’innovativo programma di formazione del Teatro dell’Opera di Roma, «è motivo di orgoglio per il Teatro – ha sottolineato – il fatto che la Mantegna poco dopo aver concluso questo periodo di studio, possa sostenere un ruolo principale in quest’opera verdiana». Il maestro Abbado ha spiegato: «Quest’opera nasce dall’incontro di tre figure cardine della cultura dell’epoca Schiller, autore del dramma, Maffei, suo traduttore in italiano, e naturalmente Verdi. Il lavoro esprime in forma del tutto compiuta la personalità del compositore, che segue l’evolversi del suo percorso artistico, individuando di volta in volta i temi e i processi compositivi del suo teatro musicale. I masnadieri segnano l’ingresso di Verdi nella vita teatrale di una grande capitale europea, Londra. Il suo biglietto da visita era un linguaggio musicale audace e ricco di sfumature sonore, in cui orchestra e coro sono particolarmente in evidenza. Il coro in particolare ha un trattamento nuovo, ad esso non sono destinati pezzi chiusi ma con i suoi interventi partecipa allo sviluppo della vicenda. Se a questo si aggiunge una tinta drammatica scura e un’atmosfera romantica venata di introspezione, è facile rendersi conto come il Verdi degli “anni di galera” non fosse un apprendista in cerca della sua strada bensì un autore impegnato a compiere una profonda rivoluzione nel mondo operistico del primo Ottocento».

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La Sapienza, inizio da Nobel

Giovedì 18 gennaio presso l’Aula Magna del Palazzo del Rettorato si terrà la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2017-2018, 715° dalla fondazione. La cerimonia avrà inizio con il discorso di apertura del rettore Eugenio Gaudio. Seguiranno gli interventi di Marta Zingale, allieva del corso di laurea magistrale in Archeologia, in rappresentanza degli studenti e di Antonella Cammisa, direttore dell'Area Supporto alla ricerca e trasferimento tecnologico, a nome del personale tecnico-amministrativo. Yvon Berland, presidente di Aix Marseille Université, porterà un contributo sul tema "The Mediterranean Transnational Campus". Rainer Weiss, premio Nobel per la fisica 2017 per gli studi sulle onde gravitazionali, terrà la Lectio Magistralis, dal titolo "The Gravitational Wave Detection: the Long Way of a Success". Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia e delle finanze, pronuncerà la prolusione "Italia ed Europa: nuove sfide e nuove opportunità". I gruppi di Musica Sapienza proporranno momenti musicali, diretti dal Maestro Francesco Vizioli, con l'esecuzione del Gaudeamus igitur (MuSa Classica, MuSa Jazz e MuSa Coro, maestri del coro Paolo Camiz e Giorgio Monari), delle Enigma Variations – Nimrod di Edward Elgar e di Music for the Royal Fireworks – Ouverture di Georg Friedrich Händel (MuSa Classica).

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Real Illusion al Brancaccio

Noto come il David Copperfield europeo, Gaetano Triggiano è uno dei più grandi illusionisti a livello mondiale. Il nuovo tour “Real Illusion” arriverà in Italia dopo il debutto in Russia e in Germania, e dopo essere stato ospite a France 2 per i recenti festeggiamenti del Capodanno, dove Triggiano si è esibito a fianco dei più grandi artisti internazionali nel programma “Le plus grand cabaret du monde” (il più importante varietà francese in onda da vent’anni sulla rete televisiva di stato il sabato sera in prima serata). Il tour partirà da Roma, dove Triggiano si esibirà dal 27 al 29 marzo al Teatro Brancaccio. I biglietti sono in vendita su Ticketone. Può l’illusionismo andare oltre il mero stupore così da guidare il pubblico in un reale processo emozionale? E’ partendo da questa idea che Gaetano Triggiano ha concepito “Real Illusion”: un nuovo modo di fare magia, dove le illusioni non sono più elementi a sé stanti, ma inglobati in un linguaggio teatrale. Professionista quasi maniacale, con un continuo lavoro di perfezionamento e di ricerca, di studio e progettazione, Triggiano continua a stupire il pubblico creando le illusioni più strabilianti. Mistero, energia, rapidità, forza, passione, poesia, e soprattutto magia, saranno gli ingredienti di questo sorprendente spettacolo di altissimo livello internazionale, uno show di effetti speciali e grandi illusioni che trasporterà il pubblico in un mondo in cui ogni limite razionale è superato e dove le leggi della ?sica sono completamente stravolte. Sul palco tutta l’abilità dell’artista che darà vita a situazioni surreali attraverso apparizioni, colpi di scena e trasformazioni ad una  velocità estrema, garantendo un’esperienza coinvolgente e spettacolare. Storie avventurose, momenti di alta tensione ma anche brillanti e divertenti tra le sue più grandi ed incredibili illusioni. Gaetano Triggiano è oggi considerato uno dei più grandi illusionisti a livello mondiale. Toscano d’origine, ginnasta in gioventù, incanta da anni con i suoi numeri le platee di mezzo mondo, dall’Europa all’Asia, dall’America al Medio Oriente. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, e vanta collaborazioni con i migliori professionisti dello spettacolo, tra cui Serge Denoncourt, regista del Cirque du Soleil. Consulente artistico di importanti produzioni, è stato anche regista di Panariello Non Esiste e Panariello sotto l’albero, fondendo l’arte magica alla comicità. “Real Illusion” vanta la direzione artistica di Arturo Brachetti, che commenta: «Per questa sua ultima creazione mi sono divertito molto a discutere con lui l'ideazione, il suggestivo impianto scenico, lo sviluppo della macchina teatrale. Gaetano ha come sempre dedicato tutta la sua energia a pensare, costruire e metter in scena nuove ambientazioni e coreografie per le sue illusioni, sempre caratterizzate da ritmo incalzante ed energia pura. Per "Real Illusion" abbiamo immaginato un luogo surrealista, come lo scheletro di una fabbrica abbandonata da Gustave Eiffel sulle nubi, una specie di attracco vittoriano sospeso nei cieli, dove persino Giulio Verne avrebbe potuto agganciare una mongolfiera. In questo luogo senza tempo, la magia prende vita e ci abbandoniamo al viaggio di fantasia. Gaetano Triggiano è il timoniere e ci porta, come bambini estasiati e increduli a scoprire emozioni che avevamo dimenticato».

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Bibliomakers anche a Roma

Martedì prossimo, 16 gennaio, alle 10, viene presentato alla biblioteca Fabrizio Giovenale, in via Fermo Corni, il primo maker space in una biblioteca pubblica romana: un progetto di Goethe-Institut Rom e Biblioteche di Roma a cura di Fondazione Mondo Digitale. BiblioMakers, il nuovo centro di creatività al servizio della cittadinanza, è dotato di strumenti di fabbricazione digitale, come stampanti 3D, laser cutter, plotter da taglio, saldatori. La biblioteca si trasforma così in un vero e proprio luogo del fare, una fabbrica delle idee, per promuovere la cultura dell’innovazione e della condivisione, con attività e laboratori dedicati a scuole, famiglie, giovani e a tutto il territorio. All'inaugurazione intervengono il vice sindaco di Roma Capitale con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo e l'assessora a Roma Semplice Flavia Marzano. Presentano il nuovo spazio il presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai, la direttrice del Goethe-Institut Rom Gabriele KreUter-Lenz e la direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale Mirta Michilli. Il racconto corale della prima esperienza di fabbricazione digitale in biblioteca è affidato alle diverse voci dell'Istituto comprensivo Giovanni Palombini di Roma: dirigente, docente e tanti giovanissimi maker.

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Le Ragioni della Poesia

Incontro con la poesia a teatro, due mondi in dialogo profondo tra di loro, da giovedì 18 gennaio (ore 18.30) in scena al Teatro di Villa Torlonia un ciclo di letture di poeti a cura di Elio Pecora. Un itinerario poetico fino al mese di giugno con Le Ragioni della Poesia, 8 incontri con 39 poeti alla riscoperta dei confini della parola, il meglio della poesia italiana dei nostri anni declamata dalla voce stessa degli autori. Protagonisti del primo appuntamento, i poeti Luca Archibugi, Silvia Bre, Luca Baldoni e Giancarlo Pontiggia. «Tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Novanta ho curato in teatri, gallerie, caffè, un esteso numero di letture pubbliche di poesia a cui ho chiamato poeti di diversa età e fama, da Arbasino a Caproni, da Amelia Rosselini a Iolanda Insana, da Bellezza a Raboni – dichiara Elio Pecora – Guardavo a quelle letture come a vere antologie orali. Torno a quelle imprese con lo stesso intento. La scelta degli autori non è esaustiva, ma rappresenta una parte considerevole di quanto la poesia, in Italia, continui a manifestarsi e a consegnarsi come un sicuro nutrimento».