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Cultura

“Opera in Mostra” sbarca a Palazzo Braschi

Sabato 27 gennaio, presso il Museo di Roma a Palazzo Braschi, i nuovi talenti di “Fabbrica" YAP II edizione 2018/2019 del Teatro dell’Opera di Roma si esibiranno nel primo appuntamento di OPERA IN MOSTRA: un programma di sette concerti con celebri arie da opere di Verdi, Leoncavallo, Mascagni e autori francesi, abbinati ad altrettante visite guidate alla mostra “Artisti all’Opera. Il Teatro dell’Opera di Roma sulla frontiera dell’arte. Da Picasso a Kentridge (1880-2017)” che, in corso presso il Museo fino all’11 marzo, sta registrando un notevole successo di pubblico. L’iniziativa, in calendario ogni settimana fino al 9 marzo, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. L’evento, con ingresso previo acquisto del biglietto d’ingresso alla mostra, avrà inizio alle ore 17.30 con la visita guidata all’esposizione a cura di Francesco Reggiani (responsabile Archivio storico del Teatro dell’Opera di Roma), cui seguirà alle ore 18.15 il concerto di “Fabbrica” nel Salone d’Onore. Alla visita guidata potranno partecipare massimo 50 persone, con prenotazione allo 060608. La partecipazione al concerto sarà consentita fino al riempimento della sala.  Il programma del primo appuntamento propone un concerto con famose arie dalle opere Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Si esibiranno: il baritono Andrii Ganchuk nel “Prologo” da Pagliacci; il mezzosoprano Irida Dragoti in “Voi lo sapete o mamma” da Cavalleria rusticana: il tenore Murat Can Guvem nella “Serenata di Arlecchino” da Pagliacci. Pianista: Susanna Piermartiri. Il calendario degli altri appuntamenti, tutti con inizio alle ore 17.30: Rigoletto, venerdì 2 e 9 febbraio; Tutto Verdi, sabato 17 febbraio; Vive La France!, sabato 24 febbraio; Tutto Verdi venerdì 2 marzo; Cavalleria rusticana e Pagliacci, venerdì 9 marzo. Con le esibizioni dei talenti di “Fabbrica" YAP II edizione 2018/2019 prende vita così un’altra iniziativa che avvicina il Teatro dell’Opera alla città, con l’obiettivo di favorire la trasmissione di sapere e la promozione di nuovi talenti italiani e stranieri, e dare loro la possibilità di inserirsi nel campo dell’opera lirica. L’esposizione celebra il rapporto del Teatro dell’Opera con i più grandi artisti del novecento: il teatro come universo di artisti: musicisti, compositori, registi, pittori e artisti figurativi, costumisti, stilisti. Il Teatro dell’Opera di Roma si racconta attraverso l’infinita bellezza dei suoi allestimenti, figli del lavoro intrecciato di alcune tra le più grandi figure dell’arte del Novecento: da Pablo Picasso a Renato Guttuso, da Giorgio De Chirico ad Afro, da Alberto Burri a Giacomo Manzù, da Mario Ceroli ad Arnaldo Pomodoro fino ad arrivare a William Kentridge. La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna. Si ringrazia l’Istituto Luce e la collaborazione di SIAE. La mostra è a cura di Gian Luca Farinelli con Antonio Bigini e Rosaria Gioia, con la curatela storico-scientifica di Francesco Reggiani e Alessandra Malusardi dell’Archivio Storico e la collaborazione di Anna Biagiotti della Sartoria della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Catalogo Electa. È raccontata la storia di un Teatro, l’Opera di Roma, che ha sempre camminato sul filo rosso di un rapporto cercato e trovato con l’arte figurativa, portando quindi alla vista dello spettatore scene e costumi nati dal genio di grandi artisti, così come piccoli capolavori inusuali, bozzetti, figurini (ovvero i disegni dei singoli personaggi), maquette (i modellini delle scenografie), fino a pezzi di inestimabile valore, come il sipario lungo 15 metri dipinto da De Chirico per un Otello rossiniano.

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Arriva in Italia “Dorian Gray- La bellezza non ha pietà”

L’immortale Dorian Gray esce dalle pagine del capolavoro di Oscar Wilde e diventa teatro musicale firmato Pierre Cardin. "Dorian Gray – La bellezza non ha pietà" dopo il successo al Teatro La Fenice di Venezia nel 2016 ha già conquistato il pubblico di Parigi, Barcellona, Astana (Kazakistan), Atene e arriva in Italia cominciando da Roma, Teatro Sistina, dal 1 al 3 Febbraio. Lo spettacolo sarà poi atteso al Teatro Colosseo di Torino (13-16 febbraio), al Teatro Arcimboldi di Milano (4-6 maggio), al Teatro Il Celebrazioni di Bologna (11-12 maggio), al Teatro della Pergola a Firenze (17-20 maggio), al Teatro Petruzzelli di Bari (22-23 giugno), al Teatro di San Carlo a Napoli (31 luglio-1 agosto) per concludere, così come aveva iniziato, al Teatro La Fenice di Venezia (3-5 agosto). "Dorian Gray – La bellezza non ha pietà" seduce lo spettatore in un’ora e mezza di viaggio intenso e solitario, un incastro maledetto di paura e ossessione, tra monologhi, arie musicali dall’orchestrale al rock, videoproiezioni 3D, disegni di luce, per rivivere le istanze esistenziali più profonde immortalate da Wilde. L’opera moderna in atto unico vede in scena due protagonisti: Federico Marignetti veste i panni di Dorian Gray ma diventa anche Basil, Lord Henry Wotton, Sybil Vane; Marco Vesprini, ballerino, incarna l’anima di Dorian rappresentando l’eterna dialettica interiore dell’essere umano. Nell’epoca dell’utilizzo intensivo dei social media, il legame con l’estetica della propria immagine argomentato da Oscar Wilde, viene riproposto in chiave contemporanea dall’autore Daniele Martini con la mise en scène firmata dal regista Emanuele Gamba. Produzione e costumi sono firmati Pierre Cardin che nel 70° anno della sua carriera, assieme al nipote Rodrigo Basilicati, ha fortemente voluto la produzione di tale opera per dare spazio a giovani talenti autentici affrontando il tema della bellezza e della sua immortalità agli occhi del tempo.

 

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Sempre più Art of the Brick

La Gotham City di 2000 mq nel cuore di Roma ha conquistato pubblico e critica. Di qui la decisione degli organizzatori di prorogare fino al prossimo 8 aprile la mostra DC Super Heroes di Nathan Sawaya, artista LEGO® più famoso al mondo, allestita a Palazzo degli Esami, a Trastevere. «Questa mostra è stata per noi un vero successo – precisa Fabio di Gioia di LiveTree, curatore italiano dell’esposizione – e l’entusiasmo e l’interesse suscitati soprattutto tra i giovani, ci hanno spinto a posticipare la chiusura, viste le migliaia di visitatori che affollano la mostra ogni settimana, provenienti anche da altre città. Un pubblico molto eterogeneo vista la capacità dell’artista di sorprendere e affascinare tutti, provocando un veloce ed entusiastico passaparola. La proroga sarà anche l’occasione per la visita delle scuole e le mille attività didattiche e educational che si possono realizzare coi mattoncini». Un successo indiscusso quindi per Superman, Batman e Wonder Woman protagonisti della nuova mostra di Nathan Sawaya, avvocato prestato all’arte che è riuscito a trasformarsi nel guru dei mattoncini LEGO®. Per la prima italiana di DC Super Heroes ne ha utilizzati oltre due milioni per realizzare le 120 opere ispirate al mondo dei Super Eroi della DC, compresa l’ammiratissima Batmobile, su scala reale, costruita con mezzo milione di mattoncini LEGO®.

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“Magma”, l’arte femminista

Dal 25 gennaio al 2 aprile 2018 l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma ospita la mostra "Magma". Il corpo e la parola nell’arte delle donne tra Italia e Lituania dal 1965 ad oggi, curata da Benedetta Carpi de Resmini e Laima Kreivyte. Il progetto Magma, il cui titolo riprende quello di una delle prime rassegne al femminile  curata da Romana Loda nel 1977, intende approfondire la nascita e l’origine dell’arte femminista e del femminismo in Italia, mettendole a confronto con le origini e le diverse condizioni del femminismo Lituano, nato in anni molto più recenti, così da aprire nuove e più documentate prospettive di studio che approfondiscano una delle pagine più originali e controverse della nostra storia recente.  Il titolo si rifà anche alla materia viva che brucia sotto la terra come il messaggio che si evince dalle opere delle più di quaranta artiste in mostra, ma può essere letto e scomposto in sillabe differenti: MA – MA che si riferiscono alla donna come mamma e la G nel mezzo che rimanda al corpo di una donna. Magma è la seconda parte, ampliata con una selezione di più di 60 opere, del progetto già iniziato nell’aprile del 2017 presso la National Gallery of Art di Vilnius. L’esposizione vuole evidenziare come l’utilizzo del corpo e quello della parola vengano per la prima volta impiegati come strumento di lotta per conquiste politiche e artistiche; la mostra si snoda attraverso un percorso che mette in luce i procedimenti creativi caratteristici delle artiste attive dal 1965 sino ai giorni nostri, in Italia e in Lituania. Le installazioni, i video, le performance, le immagini fotografiche, i collage realizzati con ritagli di giornali, i manifesti e i libri esposti delineano l’immagine di un’arte totale, creando punti di vista inediti da cui osservare la multiforme compenetrazione fra immagine, segno verbale e segno grafico. In esposizione le opere realizzate da artiste come Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Suzanne Santoro e Kristina Inciuraite, Paulina Pukite, Egle Rakauskaite, Marija Terese Rožanskaite. E ancora si potranno ammirare i lavori di Chiara Fumai, Giosetta Fioroni, Nicole Gravier, Maria Lai, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Elisa Montessori e tante altre ancora che hanno fatto la storia dell’arte italiana dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri. Una sezione della mostra inoltre sarà interamente dedicata alla produzione di libri d’artista, libri oggetto, volantini, riviste e manifesti, strumenti necessari per distinguere i diversi approcci dimostrati dalla componente femminista del movimento italiano e di quello lituano. Durante il periodo della mostra sono in programma una serie di eventi legati allo studio e all’approfondimento sull’argomento, tavole rotonde, proiezioni di film e video e una serie di performance storiche delle più rappresentative artiste del movimento. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Quodlibet (Inglese – Italiano), con saggi delle due curatrici e testi del comitato scientifico composto da Giuseppe Garrera, Laura Iamurri, Giedre Jankeviciute e Angelandreina Rorro, oltre che a testi di Daniela Ferrari, Maria Antonella Fusco, Lolita Jablonskiene, Raffaella Perna, Antonella Renzitti e Audrone Žukauskaite.

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“Made in Internet” sbarca all’Atlantico

Favij e Mates sono tra i Creator più famosi del momento, un fenomeno esplosivo che i giovanissimi tra i 10 e i 17 anni hanno fatto crescere a suon di clic su internet. Una popolarità che continua a lievitare, video dopo video, e che li ha portati
a diventare delle vere e proprie celebrità venerate come rock star dai teenager e seguite su Youtube, Instagram e Facebook da milioni di utenti. Dopo lo straordinario successo registrato nel loro primo tour, nel 2018 torneranno in diverse città italiane con lo show “Made in Internet” che attraverserà lo Stivale dando modo a migliaia di follower di incontrare dal vivo i propri idoli, tutti appartenenti alla factory di Web Stars Channel che conta oltre 36 milioni di fan. Sarà uno show esclusivo, nel quale i creator più amati della rete si alterneranno sul palco tra momenti di intrattenimento, challenge e sketch divertenti, il tutto accompagnato da tanta buona musica con Klaus in consolle. Inoltre ogni tappa di “Made in Internet” vedrà sul palco anche una guest star, che per la data romana sarà LaSabri, una delle youtuber più seguite d’Italia. Il tour, ideato a quattro mani dall’agenzia “Non c’è Problema” e da Web Star Channel, toccherà molte città, tra le altre Firenze, Milano, Maglie, Torino, Napoli e Bologna, ma la prima data è in programma per domenica 4 febbraio 2018 all’Atlantico Live di Roma. Concluse le performance, Favij, Mates e La Sabri incontreranno tutti i fan in possesso del biglietto Premium in un “meet and greet” durante il quale firmeranno autografi e scatteranno
foto. Inoltre il giorno dell’evento saranno estratti a sorte 100 fortunati in possesso del biglietto Basic che potranno a loro volta incontrare i propri idoli dopo lo show.

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“Ti parlerò d’amor” al Teatro Dell’Angelo

Una storia in cui si affronta la tematica razziale così come la persecuzione degli omosessuali ricordando il paragrafo 175 (articolo del codice penale tedesco risalente al 1871 i cui procedimenti vennero ampliati dai nazisti nel 1935) che causò la morte di migliaia di persone. Due vite legate l'una all'altra da un sodalizio artistico e da un amore incondizionato. Al Teatro dell’Angelo dal 25 gennaio al 4 febbraio 2018 approda l’Operetta “Ti parlerò d’amor”. Una coproduzione Golden Show Trieste e Comune di Muggia, Trieste, lo spettacolo di Gianni Gori e Alessandro Gilleri  con Marzia Postogna e Andrea Binetti, si avvale della regia di  Tommaso Tuzzoli, delle scene e dei costumi di Pierpaolo Bisleri e delle musiche Weil, Stolz, Hollender, Gershwin. Siamo nella Berlino del 1936, nei giorni delle Olimpiadi. Rinchiusi in un piccolo appartamento ingombro di valigie dove si respira un clima d'attesa troviamo immersi i personaggi di Ti parlerò d'amor. Due cabarettisti, un uomo ed una donna, costretti a nascondere il proprio passato e la propria origine per non cadere vittime delle assurde leggi del regime nazista. Una storia in cui si affronta la tematica razziale così come la persecuzione degli omosessuali ricordando il paragrafo 175 (articolo del codice penale tedesco risalente al 1871 i cui procedimenti vennero ampliati dai nazisti nel 1935) che causò la morte di migliaia di persone. Due vite legate l'una all'altra da un sodalizio artistico e da un amore incondizionato. Lei sogna l'America ma nel contempo nega l'amara realtà in cui resta schiacciata a causa di un amore senza limiti per la propria città: Berlino. Lui sogna di raggiungere la libertà scappando a Parigi con lei, e cerca di dissuaderla dall'idea di restare. Se il piano reale vive di tensione, silenzi, piccoli litigi, confessioni inattese, l'unione artistica nel suo manifestarsi cerca di ricreare un'atmosfera ironica, sognante, fatta di canzoni e vecchi numeri di cabaret come fuga dalla brutalità dell'uomo. Un testo tra prosa e musica, un omaggio al mondo del cabaret tedesco e a quegli autori che dovettero fuggire dalla Germania per evitare le persecuzioni naziste. Un testo dove le canzoni assumono la funzione per i due protagonisti ora di dialogo ora di monologo. Gli arrangiamenti delle canzoni, eseguite al pianoforte dal maestro Corrado Gulin, seguono l'andamento emotivo degli interpreti. La scenografia realizzata da Pier Paolo Bisleri su cui si muovono i protagonisti rappresenta il perimetro della stanza dove si svolge la vicenda. Una stanza il cui freddo pavimento marmoreo rispecchia i lavori dell'architetto nazista Albert Speer, mentre la presenza delle valigie raccontano da un lato la condizione di chi vive il mondo dello spettacolo, dall'altro di chi è pronto alla fuga. La mancanza di pareti permette alla stanza di trasformarsi in un luogo surreale, sospeso. Le luci realizzate da Nino Napoletano creano atmosfere in bilico tra realtà, ricordo di un passato artistico e nuove speranze.L'utilizzo dei tagli di luce freddi e dei controluce ora sostengono la tensione e i silenzi ora disegnano lo spazio con delicati colori pastello da sogno. La storia di quegli anni ha mostrato l'uomo nel suo essere disumano, eppure quella catastrofe, deve sempre continuare a farci chiedere, guardandoci negli occhi, perché.

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“Terminididentità”

Da 155 anni la Stazione Termini accoglie i cittadini del mondo nella Città Eterna. Milioni di persone, ciascuna con la sua storia, la sua identità, i suoi sogni, la voglia di immergersi nella città che non ha eguali al mondo, o semplicemente cittadini che escono ed entrano in stazione per andare e tornare dal lavoro. Oggi Termini non è più solo il “terminale” del viaggiatore, ma sempre più un luogo da vivere appieno. L'architettura storica ha preso forma grazie alle tante attività presenti, capaci di trasformare la stazione in un cuore pulsante della vita del viaggiatore, del turista e del cittadino. Un luogo che sta trovando in fretta una nuova identità, diventando punto di riferimento per migliaia di persone che lo vivono nel tempo libero e non solo per la sua funzione di viaggio. Così gli ideatori di RomaID, il progetto che disegna la nuova identità visiva di Roma coinvolgendo i romani in prima persona, insieme a Mercato Centrale Roma, luogo d'eccellenza di aggregazione dove cultura e cibo si fondono per vocazione, e Rufa, il centro didattico internazionale in cui si contribuisce allo sviluppo e alla crescita di giovani talenti, hanno istituito la prima edizione di “Terminididentità”, un contest unico nel suo genere. Una giuria di esperti guidata da Solo, lo street artist romano di fama internazionale, selezionerà entro il 30 marzo le migliori 10 opere che, rimarranno in esposizione al Mercato Centrale Roma per una settimana e saranno votate online sul sito ufficiale www.romaid.it e sui canali social ufficiali. Al termine della settimana di esposizione, l’illustrazione più votata entrerà a far parte del merchandising RomaID e l’illustratore percepirà, oltre al premio previsto, offerto dall'agenzia di assicurazioni Assit (www.assit.it) e da Cieffe Consulting (www.cieffeconsulting.com), una percentuale sulle vendite dei prodotti. Due ulteriori premi verranno consegnati alla migliore illustrazione ideata dagli studenti Rufa e all’illustrazione più votata online. L'obiettivo è quello di rafforzare il legame con il territorio, valorizzando il quartiere Esquilino e la Stazione come luogo di aggregazione sociale, riaffermare Roma Termini come simbolo della città e scoprire nuovi talenti dell’illustrazione e sostenerli nel loro percorso artistico. Oggi, nel corso della presentazione alla stampa, è stata lanciata la Call to Action agli artisti, graphic designer, illustratori e studenti, in particolare a quelli che frequentano la Rufa, per realizzare un’illustrazione artistica della Stazione Termini. La premiazione avverrà in occasione di una serata evento, realizzata presso il Mercato Centrale Roma il 12 aprile 2018, alla presenza di illustratori di fama nazionale e internazionale. L’esposizione prevederà anche due opere di poesia di strada realizzate per l’occasione da Decle e Er Pinto, due affermati poeti di strada della scena romana, che scriveranno due poesie dedicate alla Stazione Termini e le riprodurranno in due installazioni. Su ogni prodotto venduto, inoltre, RomaID devolverà parte del ricavato a RomaID Cares, l'associazione che si occupa di raccogliere fondi per aiutare i bambini affetti da diabete mellito di tipo 1.

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“Voci sacre: tre fedi, un solo dio” a La Sapienza

Un concerto dedicato alla musica sacra delle tre grandi religioni monoteiste, alla scoperta di tradizioni musicali antichissime, diverse ma anche con molti punti di contatto. Nel giorno della memoria, la IUC presenta sabato 27 gennaio alle 17.30 presso l’Aula Magna dell’Università La Sapienza il concerto “Voci sacre: tre fedi, un solo dio”. Questo progetto, che si ascolta per la prima volta a Roma, unisce la tradizione musicale sacra delle tre grandi religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo ed islamismo, ed è il punto di arrivo di un percorso di scoperta e approfondimento sulle tre religioni del libro e sui luoghi di pellegrinaggio, iniziato all’AMUZ di Anversa, uno dei più importanti centri europei per la musica antica. Patrizia Bovi, cantante e strumentista, nonché membro fondatore dell'ensemble Micrologus, specializzato nella musica del Medio Evo, ha invitato Fadia Tomb El Hage, libanese, e Françoise Atlan, di origini giudaico-berbere, per esplorare la musica della corrente mistica dell’Islam, la tradizione ebraica sefardita, i canti della chiesa maronita d’oriente e i canti del medioevo cristiano d'occidente. Diverse sono le tradizioni musicali e molteplici le lingue: ebraico, spagnolo, arabo, siriano, aramaico, greco. E anche dialetti di varie regioni. Alcuni brani vengono dalla tradizione sufi, come il canto iniziale del concerto Ayyhal Nas, un invito alla preghiera, e Tale’a a’alaynal. I canti della tradizione ebraica provengono dal Cantico dei Cantici o da repertori regionali, come il giudaico provenzale Adonai be kol shofar e Ay madre e Cum mucha lecenzia, che vengono invece dai Balcani e dal Marocco, dove gli ebrei di Spagna avevano trovato rifugio dopo la diaspora del 1492. I canti cristiani sono preghiere e inni alla Vergine Maria della mistica Ildegarda di Bingen o conducti e mottetti tratti dal Codice Las Huelgas del XIII secolo, un manoscritto in uso nel monastero femminile di Santa Maria di Las Huelgas a Burgos, oltre ad alcuni brani di tradizione orale come E lu giovedì sante, canto per la Passione delle donne di Ischitella (Puglia), e lo Stabat Mater di Calenzana (Corsica). Le voci di Françoise Atlan, Patrizia Bovi e Fadia Tomb El Hage saranno accompagnate da vari strumenti: l’oud e il liuto di Peppe Frana, le percussioni di Francesco Savoretti e l’arpa suonata dalla stessa Bovi.  

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Fiumicino, aperte le iscrizioni ai corsi di formazione

Sono aperte le iscrizioni ai corsi triennali di operatore del montaggio e della manutenzione di imbarcazioni da diporto, operatore del benessere indirizzo acconciatura e operatore elettrico, che si terranno presso il Centro di Formazione Professionale di Parco Leonardo”. Lo annuncia l’assessore al Lavoro del Comune di Fiumicino, Anna Maria Anselmi. «Si tratta di corsi che rilasciano attestati di qualifica regionale –spiega l’assessore- che daranno ai frequentanti delle competenze specifiche in questi settori e prevedono degli stage aziendali al secondo e terzo anno. Naturalmente sono finalizzati all’ingresso immediato nel mondo del lavoro. Anche i materiali e i sussidi didattici, esattamente come i corsi, saranno gratuiti. Possono iscriversi i ragazzi usciti dalla terza media fino a 18 anni non compiuti». La domanda va presentata entro il 6 febbraio, on line sul portale del MIUR (Codice meccanografico del Cfp: RMCF02500B) oppure cartacea direttamente al Centro di Formazione professionale in via Copenaghen 3. Per informazioni: 06/6590589 – e-mail: cfp@comune.fiumicino.rm.it

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“La Cena Perfetta” sul palco del Teatro Vittoria

Debutta sul palcoscenico del Teatro Vittoria la divertente commedia di Sergio Pierattini, che tanto successo ha riscosso in tutta Italia, per la regia di Nicola Pistoia e con la partecipazione di Nini Salerno. In una banlieue di Parigi, il “Girgenti", piccolo ristorante dalla conduzione scalcinata e familiare, si prepara ad accogliere la quanto mai insperata visita di un ispettore della Guida Michelin. L'esuberante proprietario del locale siciliano, lo chef Salvatore, insieme alla moglie Caterina, alla socia Lucia e al cameriere rumeno Cristian, attendono con ansia l’avvenimento, che amplifica tutti i conflitti di una gestione a dir poco disastrosa. Gli acquisti maniacali e dispendiosi dello chef (uniti alla sua tendenza ad alzare spesso il gomito), i debiti, l’eccentricità del cameriere, l'eccessiva generosità di Salvatore e le continue lamentele della moglie, stanno portando il locale al disastro. Per questo cresce l'attesa per l’arrivo del critico gastronomico: tutto potrebbe cambiare con l’attribuzione delle famosissime stelle Michelin, a patto però di realizzare una cena perfetta!Ma non tutto andrà come previsto…