Categorie
Cronaca

restrizione della libertà per i membri della banda giovanile che terrorizzava i ragazzi di Vescovio

Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione di polizia giudiziaria nel quartiere Vescovio di Roma. Agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Vescovio (Polizia di Stato) stanno dando esecuzione a 4 provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi dal GIP di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica ed a 6 avvisi di conclusione indagini emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. Individuati tutti e 10 i componenti della banda giovanile che per mesi ha terrorizzato i ragazzi residenti; rapine e lesioni i reati contestati.

Categorie
Cronaca

Roma, Pronto soccorso San Camillo: meno ricoveri, si muore di più

(Fonte: la Repubblica, di Carlo Picozza) – Al San Camillo raddoppia il numero delle morti in Pronto soccorso, mentre si dimezza quello dei pazienti assistiti. Nel 2000 gli accessi nella prima linea dell'ospedale si aggiravano sui 300 al giorno e alla fine dell'anno si contarono 64 decessi. L'anno scorso, le persone arrivate in Pronto soccorso sono state 160 ogni 24 ore e le morti registrate a fine anno si sono attestate a quota 400 (91 di questi pazienti erano arrivati da cliniche e hospice per malati terminali). Quest'anno la tendenza non sembra abbia invertito rotta, anzi, nei primi tre mesi i decessi sono saliti a 131 (31 i pazienti giunti da altri centri). E dalle corsie del reparto delle urgenze sono gli stessi medici a lanciare l'allarme, dietro la promessa dell'anonimato: "Qui si sta consumando una strage, dobbiamo ancora tacere?". Dalla Regione e dalla direzione dell'ospedale, però, scuotono la testa: "Si tratta di dati fuorvianti".

Non la pensano così i medici della front line ospedaliera: "Arrivano qui malati per i quali non c'è più niente da fare se non accompagnare con compassione i loro ultimi istanti", spiegano. "E questa è una delle ragioni alla base dell'impennata dei decessi in Pronto soccorso", ammettono. "Un'altra ragione, però – precisano – va ricercata nella drammatica carenza di posti letto, ne abbiamo persi 600 negli ultimi anni, e nella scarsità del personale in campo, costretto ad assistere decine di pazienti che, non trovando altro posto, sostano su una barella in Pronto soccorso anche per dieci giorni".

Medici, infermieri e ausiliari della prima linea sono pochi di fronte all'onda d'urto di un assalto quotidiano che, è questo il punto nodale, va ad aggiungersi alla massa incredibili (fino a 60 pazienti), che in Pronto soccorso ha trovato il suo reparto perché in quello giusto non c'è posto. Così si moltiplicano l'impegno e gli affanni del personale che, con carichi di lavoro estenuanti, non riesce a dare una risposta adeguata né alle funzioni del Pronto soccorso né a quelle di un reparto improvvisato e inappropriato.

"Sono dati fuorvianti perché riferiti a due Sanità diverse nello stesso ventennio " , replica il direttore del San Camillo, Fabrizio d'Alba. "In Pronto soccorso non arriva più la massa di pazienti con patologie lievi, che trovano risposte più appropriate dal medico di base e dai servizi territoriali; anche perciò è cresciuta la complessità dei casi soprattutto negli ospedali di grandi dimensioni come il nostro".

"Sono dati che non mi sorprendono" , aggiunge l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, "sui dipartimenti di Emergenza di secondo livello si concentrano i casi più critici. Va detto anche che i tassi mortalità nelle patologie tempo- dipendenti, dall'ictus all'infarto, al trauma stradale grave, hanno registrato riduzioni consistenti. Ogni giorno – conclude D'Amato – nei Pronti soccorsi del Lazio si registrano 5.000 accessi; di questi, 250 sono i codici rossi che si concentrano in prevalenza nei grandi ospedali dove vengono salvati nell'85 per cento dei casi".

Categorie
Cronaca

Pista ciclabile di via Tuscolana, Vitrotti: “Le vere esigenze dei cittadini sono altre”

Valeria Vitrotti, consigliera municipale del PD del VII Municipio, è intervenuta a Radio Roma Capitale, intervistata da Andrea Pranovi, per chiarire la posizione del Partito Democratico sulla costruzione della pista ciclabile in via Tuscolana.

"I lavori – dice la consigliera – devono ancora iniziare. Un tratto di via Appia è, al momento, chius per lavori. Quindi, non si potevano creare tanti disagi bloccando l'accesso alle due arterie contemporaneamente. I lavori – spiega però Valeria Vitrotti – dovrebbero partire alla fine del mese". La posizione del Partito Democratico rispetto a questa iniziativa è di opposizione: "Non si è tenuto conto dei costi (che sono molto alti), dell’impatto sul quadrante e delle vere esigenze del territorio nel suo complesso. Noi – conclude la capogruppo del PD nel VII Municipio – pensavamo che i fondi potevano essere spesi diversamente". 

Categorie
Cronaca

Ecopass, Grassi: “Stefàno dice cose inesatte”

Raimondo Grassi, presidente di Roma sceglie Roma, si esprime sulla questione Ecopass, sulla quale l’associazione sta indagando a fondo, tanto da aver anche iniziato un’opera di informazione tramite volantinaggio. La vicenda è diventata pubblica per via del video pubblicato dal presidente della commissione Mobilità in Campidoglio Enrico Stefàno che, trovando uno di questi volantini in metri, lo ha bollato come inesatto.

Grassi, intervistato da Andrea Pranovi su Radio Roma Capitale, ha commentato: “Noi vogliamo informare quanti romani possibile sulle misure della giunta capitolina nella mobilità. Da Ecopass all’aumento del costo dei parcheggi, noi riteniamo che il Comune stia prendendo delle misure volte a mettere le mani nelle tasche dei cittadini.  Ecopass potrebbe effettivamente essere positivo per l’ambiente e per il traffico, ma a Roma il trasporto pubblico non è pronto ad affrontare un sovraccarico come quello che deriverebbe da Ecopass. Come esempi, si citano sempre Milano e Londra. Tuttavia, queste città sono ben più attrezzate della Capitale per quanto riguarda la mobilità. Mi dispiace – specifa Grassi – che Stefàno abbia ritenute false le argomentazioni di Roma sceglie Roma, ma il consigliere comunale è stato alquanto inesatto: per migliorare il servizio di trasporto serve comprare bus. E’ di poco fa la notizia del bando di gara per l'acquisto 120 bus rimasto vuoto. Chiaramente, non è tutta colpa della sindaca Raggi (che ha trovato una situazione già drammatica), però il Campidoglio si presenta completamente incapace di far fronte alla situazione. Se mancano i soldi, bisogna attivarsi con i fondi europei. Inoltre la soluzione non è sviluppare la metro: a Roma non si può. Serve sviluppare un sistema ramificato in superficie. Magari, anche con incentivi e defiscalizzazione per i tassisti in modo che possano offrire un servizio che ora è visto come un lusso".

Categorie
Cronaca

Roma, vigili all’inseguimento dei venditori abusivi: la merce nascosta nel confessionale di una chiesa a Trevi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Avevano nascosto nell confessionale della Chiesa in via Poli la merce contraffatta così da alleggerirsi e darsi alla fuga, ma gli agenti del Pronto Intervento Centro Storico sono riusciti a scovare il nascondiglio e a sequestrare il materiale. Nel corso dell'intervento anti degrado e anti abusivismo nelle vie adiacenti a Fontana di Trevi, alcuni cittadini di nazionalità nordafricana si sono dileguati portando via la merce. Il personale si è messo sulle tracce dei venditori abusivi scappati ai controlli, che pensavano di trovare in un luogo sacro un deposito sicuro per la mercanzia. Altro venditore abusivo ha pensato di trovare rifugio nel bagno di un bar in piazza Barberini. Anche in questo caso è stato scoperto dai caschi bianchi. Oltre al sequestro della merce, è stato identificato e sanzionato un cittadino del Bangladesh di 35 anni. Grazie all'uso delle moto, gli agenti hanno potuto muoversi tra le diverse aree del centro rapidamente ed il bilancio della giornata è stato di 3.000 articoli sequestrati. Borse, portafogli, cinte, ombrellini da sole, accessori per telefonia, giocattoli, abbigliamento, scarpe e bigiotteria. Tra questi numerosi i sequestri a carattere penale. I controlli finalizzati al contrasto di tali fenomeni di degrado proseguiranno nei prossimi giorni.

Categorie
Cronaca

Droni in volo per Matteo Barbieri La mamma Maria: lo aspettiamo

(Fonte: Corriere della Sera, di Valeria Costantini) – Lo stanno cercando persino dal cielo, con l’aiuto dei droni a sorvolare le periferie della Capitale fino ad Anguillara. Matteo Barbieri ormai è scomparso da sei, lunghi giorni insieme alla sua Honda. «Non riesco a evitare di pensare al peggio, che qualcuno gli abbia fatto del male, fisicamente…»: per la mamma Maria Mogavero la speranza si alterna all’angoscia straziante, quella che spezza il fiato, che toglie il sonno. Anche ieri familiari e amici erano in giro a cercare il 18enne sparito dalla notte di mercoledì scorso. Gli ultimi spostamenti sono noti. A mezzanotte e mezza Matteo è uscito dal ristorante «Capperi» al Trionfale per tornare in moto all’appartamento di Anguillara Sabazia (paesino a metà strada con Viterbo) che divide con un amico. L’ultimo messaggio alla fidanzata Diana – «Amore sto tornando a casa» – e poi il nulla.

«Matteo stava bene, era felice del suo lavoro, io spero ormai in un allontanamento volontario perché altre ipotesi non posso prenderle in considerazione», sospira la giovane che da un anno condivide con il 18enne sogni e futuro. Un mistero assoluto la sua scomparsa. I carabinieri della compagnia Trionfale, che coordinano le ricerche a tutto campo e con il massimo impegno, non possono escludere invece alcuna ipotesi, nemmeno quella peggiore. Ieri mattina i militari hanno sequestrato il computer di Matteo per scoprire eventuali minacce, qualche amicizia sospetta o possibili guai in cui si possa essere andato a cacciare a sua insaputa. L’unico neo nella vita di questo «bravo ragazzo che mai ha dato problemi» è stata la decisione di lasciare la scuola (l’Itis Fermi di Roma) a soli due mesi dal diploma.

Un dispiacere, racconta ora con rammarico la mamma, che aveva creato con il figlio qualche discussione: lei, preoccupata per il suo futuro, tuttavia non gli ha mai negato né affetto né sostegno. «Ci manca terribilmente», la voce di Maria è ferma ma carica di sofferenza quando si rivolge direttamente a Matteo: «Voglio che sappia che qualunque cosa sia successa, qualunque problema abbia avuto, nulla è troppo grande da non poterlo superare insieme…. noi lo aspettiamo». Così la mamma si rivolge al figlio dallo sguardo trasparente e il sorriso dolce. Le ricerche non si sono mai interrotte: da giorni cacciatori, ciclisti, motociclisti sono in giro senza tregua a setacciare le strade tra Roma e Anguillara (ma non solo) o a distribuire volantini.

Ieri un amico del papà Angelo ha anche fatto volare un drone nell’area tra La Storta e la Braccianese, la zona dove è comparso per l’ultima volta giovedì il segnale Gps del cellulare del giovane cameriere. Le segnalazioni giunte ai militari sono decine, per ora senza risultati; il nome e il volto di Matteo sono inseriti in ogni database delle forze dell’ordine in Italia, in attesa di qualunque «alert». «Noi non ci fermiamo, chiediamo a tutti di aiutarci a cercare Matteo e riportarlo a casa», l’appello di una mamma non conosce la parola resa.

Categorie
Cronaca

Genzano, camion si ribalta nel giardino di una villa e schiaccia due auto: un ferito grave

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Due auto schiacciate e un ferito grave per il ribaltamento di un camion nel giardino di una villa in via Montecagnolo a Genzano, sui castelli romani: la strada ha ceduto sotto il peso del mezzo impiegato per trasportare bitume per asfalto. Per fortuna intorno alle 15.30 nel giardino della villa abitata da due famiglie non c'era nessuno. Il conducente del camion, un Iveco Stralis è rimasto gravemente ferito: per i soccorsi sono intervenuti il 118 di Lanuvio e l'eliambulanza, atterrata in un campo adiacente per poi trasportare il ferito M.A. un 63enne di Prossedi (Latina) in codice rosso al policlinico di Tor Vergata. I rilievi sono affidati agli agenti della polizia locale di Genzano, in sostegno anche l'autoradio dei carabinieri del radiomobile di Velletri: la strada è stata chiusa.

Categorie
Cronaca

«La famiglia faceva la spesa gratis» Lo strapotere a Ostia di Spada & C.

(Fonte: Corriere della Sera, di Ilaria Sacchettoni) – Quando Roberto Spada si trasforma in ariete nei confronti del giornalista Daniele Piervincenzi, l’8 novembre 2017, Ostia ha da poco tagliato il suo cupo traguardo. Sono trascorsi esattamente dieci anni dalla seconda gambizzazione di Vito Triassi, punto di riferimento dei Caruana Cuntrera e di Cosa nostra sul litorale. È lo spartiacque: il X municipio, da qui in poi, diventa territorio di intimidazione, violenza, omertà. Per capire la Ostia di oggi, in cui gli ex alleati degli Spada pretendono di fare la spesa gratis alla Conad di via Cagni, bisogna saper leggere quella di ieri. Così spiega, nell’aula bunker di Rebibbia, il capitano Gianluca Ceccagnoli che, dal 2015, guida il Nucleo investigativo dei carabinieri del litorale. E per capire l’ascesa degli Spada bisogna sapere interpretare gli equilibri criminali della zona.

«Nel 2009 — elenca il capitano — viene ucciso Emidio Salomone legato alla banda della Magliana. A luglio 2011 è assassinato il cognato di Ottavio Spada, Marco Salera. In seguito si verificano un attentato dinamitardo e il duplice omicidio di Francesco Antonini conosciuto come “Sorcanera” e Giovanni Galleoni, detto “Baficchio”. A luglio 2013, a pochi passi dalla caserma, c’è una violenta colluttazione con un reciproco tentativo di omicidio fra Ottavio e Marco Esposito». Al rosario di episodi sgranato da Ceccagnoli vanno aggiunti i 14 incendi in due anni appiccati a stabilimenti, ristoranti e chioschi della zona e ricostruiti dai pm Ilaria Calò e Mario Palazzi. «Ostia — sottolinea Ceccagnoli — è uno scacchiere criminale complesso in cui operano diverse organizzazioni. Dal clan Spada ai Triassi fino ai Fasciani. All’interno di questi gruppi si stringono alleanze oppure ci si scontra e in quel caso abbiamo iniziative anche gravi. Non va dimenticata la miriade di danneggiamenti contro operatori commerciali di questo periodo, perché le voci dell’economia di Ostia sono la gestione degli stabilimenti e il traffico di stupefacenti». In questo «continuo riposizionamento delle zone di influenza» come lo definiscono gli investigatori, la famiglia Spada beneficia della perdita di influenza dei Triassi e alterna vittorie a sconfitte sia nell’usura che nello spaccio.

Lo strapotere dei clan ha la sua quotidiana celebrazione: «A ottobre 2015 presso la Conad si presentano due Cardoni che fanno spesa gratis e costringono il proprietario a dargli trenta euro» racconta il capitano. Il clan è in guerra contro lo Stato di cui occupa le case e contro cui, all’occorrenza, manifesta con forza. «Il 19 ottobre 2015 — ricorda il capitano — facciamo un controllo su Massimiliano Spada che resiste e che viene portato in caserma lungo la zona di via Zambrini. Ma accade qualcosa. In cinquanta si radunano lì sotto, urlando e tentando di forzare il cancello. Fra loro Silvano Spada e Maria Dora Spada ma anche Massimo Cardoni che giorni dopo sarà gambizzato. Anche lui reclama la liberazione di Spada». Dalla gambizzazione di Cardoni parte l’operazione Suburbe che oggi ha portato al processo. «Intercettiamo Massimiliano Spada — spiega Ceccagnoli — e scopriamo che il contrasto con Cardoni era per il controllo di un’occupazione delle case popolari». Mercoledì la nuova udienza.

Categorie
Cronaca

Casamonica, giornalisti aggrediti e minacciati con i bastoni alla Romanina

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
In un video pubblicato da Repubblica, si vedono alcune donne che chiedono più volte ai reporter di andare via fino a minacciarli con alcuni bastoni. «Andate via da qui, non c'è niente da vedere, andatevene», le urla contro i giornalisti. Un uomo insegue una reporter in una delle stradine del quartiere, mentre altri membri del clan cercano di bloccare le telecamere. L'aggressione ha subito portato alla mente la violenza ai danni dei  giornalisti della Rai Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi avvenuta ad Ostia il 7 novembre scorso da parte di Roberto Spada che per quei fatti è stato rinviato a giudizio assieme al suo complice Ruben Nelson Del Puerto. Sempre alla Romanina, la mattina di Pasqua alcuni esponenti dei Casamonica al Roxy Bar aggredirono il proprietario del bar e una ragazza disabile che era all'interno. Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Ordine dei giornalisti e Usigrai hanno espresso «vicinanza e solidarietà ai colleghi di Repubblica e del Tg2 aggrediti». «I parenti degli arrestati si sono scagliati con i bastoni contro i giornalisti Floriana Bulfon di Repubblica e Piergiorgio Giacovazzo del Tg2, »colpevoli« di essersi recati dove sono stati effettuati gli arresti per svolgere il loro lavoro. Una reazione inaccettabile», commentano i rappresentanti dei giornalisti. «Chiunque colpisca un giornalista – concludono Fnsi, Odg e Usigrai – colpisce il diritto dei cittadini ad essere informati e dunque uno dei pilastri della democrazia. La reazione scomposta dei familiari degli arrestati testimonia quanto il lavoro dei cronisti dia fastidio a chi vorrebbe coltivare nell'oscurità i propri loschi affari».

Categorie
Cronaca

Roma, allarme ragno violino: boom di segnalazioni nei quartieri sud

(Fonte: Il Messaggero, di Lorena Loiacono) – E’ allarme “ragno violino” a Roma sud: basta una sua puntura per finire d’urgenza in ospedale. Si chiama Loxosceles rufescens, viene descritto dagli esperti come piccolo e giallognolo, a tratti marrone. Le sue dimensioni possono arrivare a una lunghezza che varia dai 7 ai 10 millimetri circa. 

Il suo carattere è schivo, resta nascosto e vive in disparte, come fosse un eremita. Ma quando si arrabbia sono guai. Il ragno violino, infatti, è velenoso. Ne sanno qualcosa le persone finite al pronto soccorso per un suo morso. Di cui a volte neanche ci si accorge. Bisogna fare attenzione perché non sempre infatti il paziente, morso dal ragno, avverte dolore al momento del pizzico. Se ne accorge nelle ore seguenti. E in questi giorni, come riporta Leggo, i casi stanno aumentando: del resto questa è la stagione preferita del cosiddetto “ragno violino”, in quanto calda e afosa. Il ragno spopola infatti sia nelle aree di campagna sia in città. Si annida spesso nei solai così come nelle scarpe e in luoghi appartati e protetti. Come sta accadendo ora nella zona di via Ardeatina e via Laurentina dove vicino alle aree residenziali ci sono ampi spazi verdi. 

«È una brutta bestia: se vuole, sa far male – spiega l’infettivologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano – generalmente non attacca perché tende a restare in disparte ma, se si incattivisce, è pericoloso. Un suo morso può portare prurito e arrossamenti ma anche allergie e bruciori. Non solo, se intervengono batteri anaerobi si possono anche creare danni alla cute, danni muscolari e ai reni. I sintomi si manifestano entro due giorni dalla puntura: a quel punto è indispensabile correre in ospedale. È importante prendere l’animale, anche morto e schiacciato, o fargli una foto per mostralo poi al medico a cui ci si rivolge. Il mio consiglio è di andare subito in una struttura ospedaliera con un centro anti-veleni». Il ragno violino quindi, di piccole dimensioni e apparentemente innocuo, può portare conseguenze serie se sottovalutato.