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Roma, smantellata la baby gang terrore del quartiere Vescovio: rapinava le paghette. «Siamo come Gomorra»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Erano in dieci e per mesi hanno terrorizzato i ragazzi residenti nel quartiere Vescovio a Roma. Rapinavano le loro giovanissime vittime di paghette settimanali, oggetti di valore e capi di abbigliamento firmati e sono stati individuati dalla polizia che terrorizzava i ragazzini dei quartieri Vescovio, Coppedè e Africano. Dopo i loro colpi non esitavano a esibire sui social come “trofei” per l'impresa compiuta. Le vittime, vessate in continuazione, per paura di incontrarli nuovamente limitavano le loro uscite o comunque cambiavano le loro abitudini, fino ad arrivare al punto di non indossare un capo di abbigliamento costoso, avendo il terrore di essere rapinati.
Per gli investigatori i componenti della gang agivano per «il gusto di farlo» come un atto di dimostrazione di forza con l'obiettivo di crearsi la fama di duri. Sui profili social sono state trovate frasi o video in cui prevale la violenza o l'appartenenza a un gruppo come modo di vita, alla pari delle serie televisive come Gomorra. Quattro i maggiorenni del gruppo che sono finiti in manette: tre ai domiciliari e uno in carcere.

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Casamonica, arrestati non rispondono Gip

(Fonte: www.ansa.it)
Sono iniziati oggi gli interrogatori di garanzia per le 33 persone, tutte appartenenti al clan dei Casamonica, arrestate ieri dai carabinieri nell'ambito di una inchiesta della Procura di Roma. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di fare parte di una associazione di stampo mafioso dedita al traffico e spaccio di droga, estorsione, usura e detenzione illegale di armi. Il primo a comparire davanti al gip è stato Angelo Di Guglielmi, difeso dall'avvocato Mario Giraldi, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Domani proseguiranno gli interrogatori e varranno ascoltati, tra gli altri, Consiglio, Luciano e Antonietta Casamonica.
   

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Lazio, una donna su 16 molestata al lavoro, è record: bollino per aziende etiche

(Fonte: Corriere della Sera, di Lilli Garrone) – Un triste record per il Lazio dove nel 2016 il 16,4% delle donne ha subìto molestie sul luogo di lavoro, contro una media nazionale dell’8,9%. È andata un po’ meglio agli uomini: a essere molestato è stato il 3% dei maschi. A diffondere i dati la Confcommercio, che ieri ha lanciato un certificato di qualità per le aziende virtuose in questo campo: si tratta del bollino «molestie free», pronto a settembre e della validità di due anni, del quale si fregeranno tutte quelle imprese che accetteranno di adeguarsi a norme ad hoc sul lavoro.

Il progetto è stato presentato dal commissario di Confcommercio Roma Renato Borghi, che ha ricordato come «la competitività di un’impresa è strettamente legata al personale» e come «le molestie abbiano un impatto negativo sull’intera forza lavoro e sulla produttività», mentre i consumatori premiano le aziende con responsabilità sociale. A ideare il bollino un quartetto di donne: Simona Petrozzi, presidente di «Terziario donna» della Confcommercio, l’avvocata Luciana Delfini, capo-progetto, la penalista Caterina Flick e la consulente aziendale Tiziana Tomei. «È spesso difficile per gli imprenditori capire cosa sono le molestie sul lavoro – ha esordito Petrozzi -, ma di certo hanno un impatto negativo sulla produttività: per questo si pensa anche alla creazione di una sorta di codice etico per le imprese».

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Irregolarità nei minimarket: raffica di multe tra Prati, San Pietro e Montesacro

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Raffica di multe in alcuni minimarket di Roma, tra merce senza indicazione di provenienza e scarsa igiene. Nell'arco di 48 ore, i carabinieri di Roma, unitamente a personale del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, hanno controllato i locali a Prati e San Pietro e nel quartiere Montesacro. I militari della Stazione Roma San Pietro hanno elevato sanzioni amministrative per un totale di oltre 5.000 euro. I carabinieri hanno sanzionato, per 1.100 euro, un 35enne del Bangladesh, gestore di un minimarket di via delle Fornaci, per aver omesso di indicare il paese di provenienza di alcune merci di ortofrutta. Sanzione di 2.100 euro, invece, per un 38enne, titolare di un minimarket di via Gregorio VII, per aver omesso di indicare il paese di provenienza di una partita di frutta e per le precarie condizioni igienico-sanitarie del locale, che hanno fatto scattare anche la segnalazione, da parte dei carabinieri, all’Asl. Stessa sanzione di 2.100 euro e stessa segnalazione all’Asl, è stata elevata a un 22enne del Bangladesh, titolare di un minimarket di via di Porta Cavalleggeri, per aver omesso di indicare il paese di provenienza sulla merce esposta e per le scarse condizioni igienico-sanitarie del locale. I carabinieri della Compagnia Roma Montesacro, invece, hanno controllato tre locali commerciali: un bar-pub e un bar-tavola calda, entrambi in viale Gottardo, e un bar-ristorante in viale Tirreno. Il legale rappresentante del pub, 33enne romano, è stato sanzionato di 2.000 euro per omessa compilazione delle schede di monitoraggio ricomprese nel manuale h.a.c.c.p.; il legale rappresentante del bar-ristorante, 61enne romano, è stato sanzionato di 1.500 euro per detenzione di alimenti privi di etichettatura di rintracciabilità con contestuale sequestro di 10 kg di alimenti vari. Elevate anche 3 sanzioni amministrative in relazione all’ordinanza del Comune di Roma inerente il divieto di vendita, somministrazione e consumo di bevande alcoliche e superalcoliche per 450 euro. Infine, 5 persone saranno segnalate all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma, quali assuntori, perché trovate in possesso di dosi di sostanza stupefacente – tra cocaina, hashish e marijuana – sottoposta a sequestro.
 

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Ruolo delle donne nelle organizzazioni mafiose, Paola Guerci: “le donne possono essere fondamentali nella lotta alla mafia”

Come ormai sembra chiaro, il clan dei Casamonica è una vera e propria organizzazione di stampo mafioso. Anche qui come, d’altronde, nelle organizzazioni mafiose più consolidate emerge il ruolo delle donne. "Sembra infatti cadere la subalterintà al genere maschile. "A svolgere un ruolo-chiave nell’indagine che ha portato all’ondata di arresti – sottolinea Paola Guerci – è stata proprio una donna, moglie di Massimiliano Casamonica (fratello di Giuseppe Casamonica). Il matrimonio, celebrato con rito Sinti, è durato per 12 anni. A far maturare la decisione di collaborare con le autorità sono stati i soprusi delle altre donne del clan, arrivate anche sequestrato lei e i suoi figli. La donna è la prima pentita del clan e, chiaramente, fa ora parte del programma di protezione testimoni. Di fatto – conclude Paola Guerci – le donne, possono essere fondamentali nella lotta alla mafia.

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Magliaro: “A Roma il trasporto non permette Ecopass. Ecco perchè in casi simili i tribunali si sono opposti”

Enrico Stefàno, consigliere comunale del M5S e presidente della commissione Mobilità, ha commentato il volantino di Roma sceglie Roma, l'associazione schierata in maniera così netta contro Ecopass. "Il sistema porterebbe al pagamento di un pedaggio per entrare nell'anello ferroviario romano. Ognuno avrà un pacchetto di bonus annuali, terminati i quali si dovrà pagare. Questo insieme alla ZTL" – dice Magliaro.

Il consigliere comunale, prendendo la metro, si è appunto trovato un volantino di Roma sceglie Roma tra le mani e si è espresso sulla mobilità e su Ecopass, chiarendo i benefici che avrebbe sul traffico e sull'incentivazione del servizio di trasporto pubblico. "L'idea non è negativa a priori – commenta il giornalista – Tuttavia, Roma è difficilmente raggiungibile con i mezzi e, per questo, in casi simili i tribunali si sono opposti alle decisioni del Comune (parliamo di Veltroni e Alemanno). 

 

 

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Roma, pedone investito e ucciso a Centocelle. Grave ciclista travolta da tir

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Un uomo di 89 anni è stato investito e ucciso in via dei Castani, a Centocelle, Roma. L'incidente mortale è avvenuto alle 9.13: i vigili del V Gruppo stanno cercando di ricostruire la dinemica della tragedia. L'investitore a bordo di una Opel Meriva si è fermato a prestare i soccorsi. Il conducente è stato portato all'ospedale Vannini per gli accertamenti tossicologici. Sempre questa mattina grave incidente intorno alle 10 in via di Portonaccio, all'altezza del semaforo con l'A24: a scontrarsi un camion e una ciclista che è stata portata in gravi condizioni all'Umberto I. Sul posto la polizia locale del Gruppo Tiburtino.

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Giallo ad Ariccia, diserbante sul campo di calcio dei bimbi. È caccia ai vandali

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Giallo ad Ariccia dove la notte tra domenica e lunedì è stato sabotato il campo di calcio "Arrigo Menicocci". Nel campo si allenano e giocano i bambini della scuola calcio. Qualcuno ha vandalizzato l'area sprozzando del diserbante che ha mangiato l'erba.
Ieri pomeriggio è scattato il sopralluogo della polizia locale insieme al consigliere comunale delegato allo sport Giorgio Leopardi e i responsabili dell'ufficio tecnico del Comune.
I guardiani del campo intanto hanno cambiato lucchetti, serrature ai cancelli e alle porte della struttura che ospitava fino a pochi giorni fa la Polisportiva Virtus Ariccia alla quale è stata revocata la concessione, per affidarla ad altra gestione tramite un bando comunale. «Siamo senza parole – hanno detto il consigliere comunale Giorgio Leopardi e il sindaco Roberto Di Felice – abbiamo subito proceduto a fare regolare denuncia presso la locale stazione carabinieri, che insieme alla polizia locale hanno avviato le indagini. Si stanno visionando le videocamere di sorveglianza del posto e ascoltando i residenti della zona per accertare se qualcuno abbia visto qualcosa». Leopardi e Di Felice parlano di «gesto vile e incivile, un atto cattivo fatto contro tutta la comunità sportiva su un campo dove giocano e si allenano ogni anno più di 100 bambini della scuola calcio. Abbiamo già attivato una ditta specializzata per riattivare l'erba e sistemare il prato erboso, affinché i bambini a settembre possano tornare a giocare e divertirsi, contro ogni cattiveria».

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Tivoli, stop della Soprintendenza alla discarica vicino a Villa Adriana

(Fonte: www.repubblica.it)
Stop senza appello dalla Soprintendenza Speciale di Roma all'ipotesi di una discarica a pochi passi da Villa Adriana. Secondo quanto riferisce l'Adnkronos, infatti, i tecnici della Soprintendenza guidata da Francesco Prosperetti, nel parere inviato alla conferenza di servizi convocata dalla Regione Lazio, ritengono che non ci siano le condizioni per il rinnovo chiesto dalla Daf Srl delle autorizzazioni rilasciate nel maggio del 2008 per il conferimento di rifiuti inerti nella cava di Corcolle. Nel 2008, infatti, era stata concessa in regime di urgenza l'autorizzazione a utilizzare la cava di pozzolana di Corcolle come discarica per i rifiuti inerti provenienti dagli scavi per la realizzazione della Metro B di Roma, con l'obbligo di riqualificazione paesaggistica della zona. Per la Soprintendenza esistono dubbi perfino sulla legittimità della cava stessa: "La questione della legittimità della cava preesistente – scrivono i tecnici – non può considerarsi superata: perché il danno permanente causato dalla perdita di beni archeologici ha generato un'interruzione di un contesto di riconosciuto pregio per la densità delle stratificazioni, che testimonia un singolare connubio tra natura e manufatti di epoche diverse dell'antichità e della storia". Inoltre, sempre secondo la Soprintendenza, non è stato presentato un rilievo accurato dello stato di fatto dell'impianto con una relazione sui rischi ambientali, aggiornato ad oggi, e le autorizzazioni date nel 2008 si appellavano a un regime di emergenza che adesso non c'è più. Infine – conclude il parere dei tecnici – alla attuale conferenza di servizi non sono state invitate le Autorità di Bacino del Tevere e dell'Area Difesa del Suolo della Regione Lazio, nonostante quell'area "appartenga a un ambito a rischio idrogeologico, interessata dal corridoio ambientale del fosso dell'Acqua Rossa: come è registrato nella cartografia del Piano di Assetto Idrogeologico".

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Casamonica, 31 arresti nel clan. Il giudice: «droga, usura, estorsione con metodo mafioso» | L’operazione grazie alle parole dei pentiti

(Fonte: Corriere della Sera, di Fulvio Fiano) – «Una consorteria mafiosa dall’estrema pericolosità» è la descrizione che riassume nell’ordinanza di arresto l’operazione condotta questa mattina contro il clan Casamonica. Trentuno arresti, sei persone ricercate, sedici membri della famiglia in galera, 55 capi d’imputazione e reati che vanno dall’usura all’estorsione, all’intestazione fittizia dei beni, allo spaccio, tutto all’interno di una associazione mafiosa che si regge sulla «paura che tale cognome genera nella popolazione romana». Nell’inchiesta del pm Giovanni Musarò e coordinata dal capo della Dda della procura di Roma, Michele Prestipino, vengono coinvolti anche sei membri della famiglia Spada e un esponente del clan ‘ndranghetista degli Strangio. Anche loro figurano tra gli arresti eseguiti dai carabinieri del comando Provinciale e del gruppo Frascati, a testimonianza dei legami criminali tenuti dalla famiglia mafiosa che controlla i quartieri Appio e Tuscolano della Capitale, con il quartier generale nel vicolo di Porta Furba.

«Sono fortemente intimorito — dice un pentito in un passaggio dell’interrogatorio riportato nell’ordinanza del gip Gaspare Sturzo — perché se queste dichiarazioni dovessero essere rese pubbliche io sarei un uomo morto. Quelli sono i Casamonica e con quella gente non si scherza». Donne e uomini, giovani e meno giovani partecipano agli affari del sodalizio. C’è Antonietta, detta “Dindinella”, Consiglio, detto Simone, Domenico/Balù. E poi Ringo (Enrico), Balì (Giovannina), Ciufalo (Massimiliano) e Bìtalo (Giuseppe). Un altro passaggio della pentita Debora Cerreoni spiega il carattere fondante del clan: «Loro sono perfettamente consapevoli di avere un notevole potere intimidatorio, che esercitano nelle loro attività… i Casamonica incutono notevole timore e nessuno li denuncia mai». Un controllo del territorio, scrive ancora il gip «realizzato anche attraverso accordi con organizzazioni criminose omologhe, sopprimendo i soggetti che a quel controllo si contrappongono».

Eseguito insieme agli arresti anche il sequestro di un immobile e delle quote di cinque società, comprensive di conti correnti, beni, intestazioni e autorizzazioni all’esercizio dell’attività commerciale.