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Roma, ramo cade su un’auto: ferito il conducente

(Fonte: www.repubblica.it)
(di Valentina Lupia)Ancora un ferito sulle strade di Roma a causa della caduta di arbusti. L’ultimo, in ordine di tempo, risale alle 13 in piazza delle Crociate, nei pressi del cimitero monumentale del Verano. A essere colpito dal grosso ramo di un pino è stato un 55enne a bordo di una Peugeot 208. L’uomo, che ha riportato qualche ferita, è stato trasportato in codice verde al policlinico Umberto I. Sul posto, i pompieri hanno provveduto a rimuovere il ramo e a ripulire l’area, mentre i vigili hanno chiuso momentaneamente la strada. “La zona era stata monitorata dal Comune – spiega Rosario Fabiano, assessore all’Ambiente del II municipio – E’ necessario che dal Campidoglio si diano una mossa: ne va della sicurezza di tutti”, conclude. Circa dieci giorni, nello stesso municipio, un albero d’alto fusto si era abbattuto sulla carreggiata di via Lanciani, nei pressi di Villa Blanc, danneggiando due macchine in transito: una donna era rimasta lievemente ferita, ma aveva preferito non essere accompagnata in ospedale. Poche ore prima il grosso ramo di un platano era caduto in viale Regina Margherita, sfiorando un’automobile in transito e bloccando i tram 3 e 19 per diverse ore.

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Ladri in azione nei ristoranti: 5 arresti

Nell’ambito dei capillari servizi di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Roma nelle zone “calde” della Capitale, in questi giorni prese d’assalto da migliaia di turisti italiani e stranieri, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno arrestato 5 persone, sorprese a rubare borse, tra i tavoli di ristoranti del centro storico. A distanza di poche ore, in due episodi distinti, i  Carabinieri della Stazione San Lorenzo in Lucina, hanno arrestato 4 cittadini di origini sudamericane. 

In via Borgognona, una coppia, lei cittadina cubana, lui cittadino messicano, entrambi 53enni e con precedenti, è entrata  in azione tra i tavoli esterni di un ristorante, rubando una borsa, appesa alla spalliera di una sedia occupata da un’avventrice.

Nel secondo episodio, i militari sono intervenuti in un ristorante di via Santa Maria, dove un’altra coppia, lui di 33 e lei di 56 anni, entrambi cubani, si sono finti clienti e, una volta all’interno della sala, hanno rubato una borsa di una turista, originaria della Sicilia,  approfittando di un suo momento di distrazione. 

In un fast-food di via del Tritone, i Carabinieri della Stazione Roma Vittorio Veneto, hanno arrestato un cittadino iracheno di 18 anni, sorpreso a rubare uno zaino di un turista spagnolo, intento a mangiare un panino seduto  a uno dei tavoli del ristorante.

Tutta la refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari mentre i 5 borseggiatori sono stati trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.

 

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Roma, bimba rom ferita da un piombino, Procura apre fascicolo contro ignoti

(Fonte: www.repubblica.it)
È ancora ricoverata all'ospedale pediatrico Bambino Gesù, la bimba di un anno ferita ieri alla schiena da un piombino, sparato probabilmente da un'arma ad aria compressa, mentre era in braccia alla mamma su via Togliatti,  La piccola, di origini nomadi, ha subito un delicato intervento chirurgico e la prognosi resta riservata. La Procura di Roma ha aperto oggi un fascicolo di indagine contro ignoti per il reato di lesioni gravissime.
Martedì intorno alle 14 i familiari hanno raccontato agli inquirenti che la bambina era in braccio alla madre in strada, su via Palmiro Togliatti, quando la donna si è accorta che usciva sangue dalla schiena della piccola. La bimba è stata portata all'ospedale Pertini e poi trasferita al Bambino Gesù e sottoposta a un intervento chirurgico durante il quale le hanno estratto un piccolo corpo estraneo metallico molto simile a un piombino. In molti hanno chiesto di far luce sulla vicenda soprattutto per verificare se non si sia trattato un folle gesto a sfondo razzista

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Roma, Pronto soccorso San Camillo: meno ricoveri, si muore di più

(Fonte: la Repubblica, di Carlo Picozza) – Al San Camillo raddoppia il numero delle morti in Pronto soccorso, mentre si dimezza quello dei pazienti assistiti. Nel 2000 gli accessi nella prima linea dell'ospedale si aggiravano sui 300 al giorno e alla fine dell'anno si contarono 64 decessi. L'anno scorso, le persone arrivate in Pronto soccorso sono state 160 ogni 24 ore e le morti registrate a fine anno si sono attestate a quota 400 (91 di questi pazienti erano arrivati da cliniche e hospice per malati terminali). Quest'anno la tendenza non sembra abbia invertito rotta, anzi, nei primi tre mesi i decessi sono saliti a 131 (31 i pazienti giunti da altri centri). E dalle corsie del reparto delle urgenze sono gli stessi medici a lanciare l'allarme, dietro la promessa dell'anonimato: "Qui si sta consumando una strage, dobbiamo ancora tacere?". Dalla Regione e dalla direzione dell'ospedale, però, scuotono la testa: "Si tratta di dati fuorvianti".

Non la pensano così i medici della front line ospedaliera: "Arrivano qui malati per i quali non c'è più niente da fare se non accompagnare con compassione i loro ultimi istanti", spiegano. "E questa è una delle ragioni alla base dell'impennata dei decessi in Pronto soccorso", ammettono. "Un'altra ragione, però – precisano – va ricercata nella drammatica carenza di posti letto, ne abbiamo persi 600 negli ultimi anni, e nella scarsità del personale in campo, costretto ad assistere decine di pazienti che, non trovando altro posto, sostano su una barella in Pronto soccorso anche per dieci giorni".

Medici, infermieri e ausiliari della prima linea sono pochi di fronte all'onda d'urto di un assalto quotidiano che, è questo il punto nodale, va ad aggiungersi alla massa incredibili (fino a 60 pazienti), che in Pronto soccorso ha trovato il suo reparto perché in quello giusto non c'è posto. Così si moltiplicano l'impegno e gli affanni del personale che, con carichi di lavoro estenuanti, non riesce a dare una risposta adeguata né alle funzioni del Pronto soccorso né a quelle di un reparto improvvisato e inappropriato.

"Sono dati fuorvianti perché riferiti a due Sanità diverse nello stesso ventennio " , replica il direttore del San Camillo, Fabrizio d'Alba. "In Pronto soccorso non arriva più la massa di pazienti con patologie lievi, che trovano risposte più appropriate dal medico di base e dai servizi territoriali; anche perciò è cresciuta la complessità dei casi soprattutto negli ospedali di grandi dimensioni come il nostro".

"Sono dati che non mi sorprendono" , aggiunge l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, "sui dipartimenti di Emergenza di secondo livello si concentrano i casi più critici. Va detto anche che i tassi mortalità nelle patologie tempo- dipendenti, dall'ictus all'infarto, al trauma stradale grave, hanno registrato riduzioni consistenti. Ogni giorno – conclude D'Amato – nei Pronti soccorsi del Lazio si registrano 5.000 accessi; di questi, 250 sono i codici rossi che si concentrano in prevalenza nei grandi ospedali dove vengono salvati nell'85 per cento dei casi".

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Pista ciclabile di via Tuscolana, Vitrotti: “Le vere esigenze dei cittadini sono altre”

Valeria Vitrotti, consigliera municipale del PD del VII Municipio, è intervenuta a Radio Roma Capitale, intervistata da Andrea Pranovi, per chiarire la posizione del Partito Democratico sulla costruzione della pista ciclabile in via Tuscolana.

"I lavori – dice la consigliera – devono ancora iniziare. Un tratto di via Appia è, al momento, chius per lavori. Quindi, non si potevano creare tanti disagi bloccando l'accesso alle due arterie contemporaneamente. I lavori – spiega però Valeria Vitrotti – dovrebbero partire alla fine del mese". La posizione del Partito Democratico rispetto a questa iniziativa è di opposizione: "Non si è tenuto conto dei costi (che sono molto alti), dell’impatto sul quadrante e delle vere esigenze del territorio nel suo complesso. Noi – conclude la capogruppo del PD nel VII Municipio – pensavamo che i fondi potevano essere spesi diversamente". 

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Ecopass, Grassi: “Stefàno dice cose inesatte”

Raimondo Grassi, presidente di Roma sceglie Roma, si esprime sulla questione Ecopass, sulla quale l’associazione sta indagando a fondo, tanto da aver anche iniziato un’opera di informazione tramite volantinaggio. La vicenda è diventata pubblica per via del video pubblicato dal presidente della commissione Mobilità in Campidoglio Enrico Stefàno che, trovando uno di questi volantini in metri, lo ha bollato come inesatto.

Grassi, intervistato da Andrea Pranovi su Radio Roma Capitale, ha commentato: “Noi vogliamo informare quanti romani possibile sulle misure della giunta capitolina nella mobilità. Da Ecopass all’aumento del costo dei parcheggi, noi riteniamo che il Comune stia prendendo delle misure volte a mettere le mani nelle tasche dei cittadini.  Ecopass potrebbe effettivamente essere positivo per l’ambiente e per il traffico, ma a Roma il trasporto pubblico non è pronto ad affrontare un sovraccarico come quello che deriverebbe da Ecopass. Come esempi, si citano sempre Milano e Londra. Tuttavia, queste città sono ben più attrezzate della Capitale per quanto riguarda la mobilità. Mi dispiace – specifa Grassi – che Stefàno abbia ritenute false le argomentazioni di Roma sceglie Roma, ma il consigliere comunale è stato alquanto inesatto: per migliorare il servizio di trasporto serve comprare bus. E’ di poco fa la notizia del bando di gara per l'acquisto 120 bus rimasto vuoto. Chiaramente, non è tutta colpa della sindaca Raggi (che ha trovato una situazione già drammatica), però il Campidoglio si presenta completamente incapace di far fronte alla situazione. Se mancano i soldi, bisogna attivarsi con i fondi europei. Inoltre la soluzione non è sviluppare la metro: a Roma non si può. Serve sviluppare un sistema ramificato in superficie. Magari, anche con incentivi e defiscalizzazione per i tassisti in modo che possano offrire un servizio che ora è visto come un lusso".

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Roma, vigili all’inseguimento dei venditori abusivi: la merce nascosta nel confessionale di una chiesa a Trevi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Avevano nascosto nell confessionale della Chiesa in via Poli la merce contraffatta così da alleggerirsi e darsi alla fuga, ma gli agenti del Pronto Intervento Centro Storico sono riusciti a scovare il nascondiglio e a sequestrare il materiale. Nel corso dell'intervento anti degrado e anti abusivismo nelle vie adiacenti a Fontana di Trevi, alcuni cittadini di nazionalità nordafricana si sono dileguati portando via la merce. Il personale si è messo sulle tracce dei venditori abusivi scappati ai controlli, che pensavano di trovare in un luogo sacro un deposito sicuro per la mercanzia. Altro venditore abusivo ha pensato di trovare rifugio nel bagno di un bar in piazza Barberini. Anche in questo caso è stato scoperto dai caschi bianchi. Oltre al sequestro della merce, è stato identificato e sanzionato un cittadino del Bangladesh di 35 anni. Grazie all'uso delle moto, gli agenti hanno potuto muoversi tra le diverse aree del centro rapidamente ed il bilancio della giornata è stato di 3.000 articoli sequestrati. Borse, portafogli, cinte, ombrellini da sole, accessori per telefonia, giocattoli, abbigliamento, scarpe e bigiotteria. Tra questi numerosi i sequestri a carattere penale. I controlli finalizzati al contrasto di tali fenomeni di degrado proseguiranno nei prossimi giorni.

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Paola Guerci: “Ben venga l’iniziativa di Confcommercio Roma”

Oggi pomeriggio, nel corso di Punto Donna, Paola Guerci ha parlato di una statistica: una donna su 16 viene molestata sul posto di lavoro nel Lazio che si trova quindi a registrare questo triste record. La media nazionale è, infatti, molto più bassa e, di conseguenza, la nostra Regione ha ottenuto questo "primato". Questi dati sono stati emessi dalla Confcommercio che ha promosso anche un'iniziativa: l'inserimento di un bollino "Molestie free" per certificare le aziende che si impegnano ad evitare fenomeni di molestie nel luogo di lavoro. Ad ideare il bollino ci hanno pensato quattro donne con l'obiettivo di prevenire comportamenti scorretti  che hanno inoltre un impatto negativo anche sulla produttività. Forte iniziativa per far uscire fuori un fenomeno sommerso, spesso nascosto dalla paura di perdere il lavoro.
Si è parlato anche della medicina di genere sottolinenando come la maggior parte dei medicinali venga testata, prima di arrivare in farmacia, su un normotipo maschile. La donna, spesso, ha reazioni diverse a tanti farmaci (per esempio quelli sul diabete hanno conseguenze differenti se vengono somministrata a uomini rispetto a donne). Alla luce di ciò sono tanti i medici che chiedono ai Ministri della Salute di tutto il mondo di finanziare la ricerca di genere e d'intraprendere una via più forte. 
La Guerci ha parlato anche dell'iniazitiva del Campidoglio "PUMS" e delle priorità e richieste attuali dei romani. 

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Bimba rom di un anno ferita alla schiena: «Colpita da un piombino»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Una bimba romena di un anno è stata ferita alla schiena forse da un colpo di pistola ad aria compressa. L'episodio si è verificato ieri. La piccola vive nel campo nomadi di via di Salone a Roma. La bambina è stata sottoposta a intervento chirurgico: le è stato estratto un piccolo corpo estraneo metallico molto simile a un piombino di una pistola ad aria compressa. Sulla vicenda sono in corso indagini dei carabinieri della compagnia Casilina e della stazione Alessandrina. Sono stati ascoltati alcuni familiari che avrebbero raccontato che la bambina era in braccio alla madre in strada, su via Palmiro Togliatti, quando la donna si è accorta che le usciva sangue dalla schiena.

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Roma, smantellata la baby gang terrore del quartiere Vescovio: rapinava le paghette. «Siamo come Gomorra»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Erano in dieci e per mesi hanno terrorizzato i ragazzi residenti nel quartiere Vescovio a Roma. Rapinavano le loro giovanissime vittime di paghette settimanali, oggetti di valore e capi di abbigliamento firmati e sono stati individuati dalla polizia che terrorizzava i ragazzini dei quartieri Vescovio, Coppedè e Africano. Dopo i loro colpi non esitavano a esibire sui social come “trofei” per l'impresa compiuta. Le vittime, vessate in continuazione, per paura di incontrarli nuovamente limitavano le loro uscite o comunque cambiavano le loro abitudini, fino ad arrivare al punto di non indossare un capo di abbigliamento costoso, avendo il terrore di essere rapinati.
Per gli investigatori i componenti della gang agivano per «il gusto di farlo» come un atto di dimostrazione di forza con l'obiettivo di crearsi la fama di duri. Sui profili social sono state trovate frasi o video in cui prevale la violenza o l'appartenenza a un gruppo come modo di vita, alla pari delle serie televisive come Gomorra. Quattro i maggiorenni del gruppo che sono finiti in manette: tre ai domiciliari e uno in carcere.