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Ladri in azione nei ristoranti: 5 arresti

Nell’ambito dei capillari servizi di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Roma nelle zone “calde” della Capitale, in questi giorni prese d’assalto da migliaia di turisti italiani e stranieri, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno arrestato 5 persone, sorprese a rubare borse, tra i tavoli di ristoranti del centro storico. A distanza di poche ore, in due episodi distinti, i  Carabinieri della Stazione San Lorenzo in Lucina, hanno arrestato 4 cittadini di origini sudamericane. 

In via Borgognona, una coppia, lei cittadina cubana, lui cittadino messicano, entrambi 53enni e con precedenti, è entrata  in azione tra i tavoli esterni di un ristorante, rubando una borsa, appesa alla spalliera di una sedia occupata da un’avventrice.

Nel secondo episodio, i militari sono intervenuti in un ristorante di via Santa Maria, dove un’altra coppia, lui di 33 e lei di 56 anni, entrambi cubani, si sono finti clienti e, una volta all’interno della sala, hanno rubato una borsa di una turista, originaria della Sicilia,  approfittando di un suo momento di distrazione. 

In un fast-food di via del Tritone, i Carabinieri della Stazione Roma Vittorio Veneto, hanno arrestato un cittadino iracheno di 18 anni, sorpreso a rubare uno zaino di un turista spagnolo, intento a mangiare un panino seduto  a uno dei tavoli del ristorante.

Tutta la refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari mentre i 5 borseggiatori sono stati trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.

 

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Roma, bimba rom ferita da un piombino, Procura apre fascicolo contro ignoti

(Fonte: www.repubblica.it)
È ancora ricoverata all'ospedale pediatrico Bambino Gesù, la bimba di un anno ferita ieri alla schiena da un piombino, sparato probabilmente da un'arma ad aria compressa, mentre era in braccia alla mamma su via Togliatti,  La piccola, di origini nomadi, ha subito un delicato intervento chirurgico e la prognosi resta riservata. La Procura di Roma ha aperto oggi un fascicolo di indagine contro ignoti per il reato di lesioni gravissime.
Martedì intorno alle 14 i familiari hanno raccontato agli inquirenti che la bambina era in braccio alla madre in strada, su via Palmiro Togliatti, quando la donna si è accorta che usciva sangue dalla schiena della piccola. La bimba è stata portata all'ospedale Pertini e poi trasferita al Bambino Gesù e sottoposta a un intervento chirurgico durante il quale le hanno estratto un piccolo corpo estraneo metallico molto simile a un piombino. In molti hanno chiesto di far luce sulla vicenda soprattutto per verificare se non si sia trattato un folle gesto a sfondo razzista

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Roma, i rifugiati sudanesi: «Noi una famiglia, il Comune non ci divida»

(Fonte: Corriere della Sera, di Stefania Moretti) – Il buio arriva scambiandosi idee. L’assemblea pubblica in via di Scorticabove, a San Basilio, iniziata col sole, finisce sotto una falce di luna. Due ore e mezza a discutere, rifugiati e associazioni, davanti ai cancelli chiusi del civico 151, che adesso sono diventati attaccapanni: solo i vestiti stesi ad asciugare arrivano al di là delle inferriate. Gli uomini no.

Oltre la recinzione chiusa c’è lo stabile che per più di dieci anni è stata casa di 120 sudanesi titolari di protezione internazionale. Dal 5 luglio tutti sfrattati. Dal 14 non si entra più neanche per andare in bagno: la toilette è a cielo aperto. Come, del resto, il sonno o il pranzo.

Giacomo Gresta, dell’Usb, è realista: «Qua un po’ de tempo ce staremo, rega’. E bisogna provare a starci nel miglior modo possibile». Che fare dalla strada? Creare un’associazione? Stampare magliette da rivendere? Federica Borlizzi, giurista di Alter Ego-Fabbrica dei diritti, prende appunti. Sui materassi e le sedie in circolo siedono rappresentanti di Arci, A buon diritto, Baobab e Brigate di solidarietà attiva.

Ai sudanesi accampati sotto i gazebo serviranno cibo e acqua, ma anche borse frigo e teli per ripararsi dal sole o dalla pioggia devastante come quella che, lunedì sera, ha allagato la tendopoli. «Ancora a parlare di cibo? – sbotta Musà -. Non ci serve il pranzo pronto. Ci serve di comunicare che siamo un presidio». Più che sopravvivere, ai rifugiati interessa restare compatti. Che poi, per loro, è la stessa cosa: si sopravvive insieme perché insieme ci si aiuta. Lo hanno fatto per anni dividendo i risparmi di chi lavorava, attivando sportelli di orientamento per i connazionali in arrivo e sensibilizzando sulla guerra dimenticata del Darfur.

«Questa comunità è un punto di riferimento per chi, dal Sudan, viene qui – spiega Federica che li assiste legalmente – In questo angolo di Tiburtina Valley sono un’oasi felice e un argine alla criminalità: vivono in pace, non spacciano, lavorano».

A Roma la comunità di Scorticabove sconta – suo malgrado – non solo il dramma del Darfur ma anche Mafia capitale e la speculazione sull’immigrazione. Dopo l’inchiesta, la coop che aveva preso in affitto i locali dove abitavano i sudanesi ha smesso di pagare. Da qui, lo sfratto per morosità della cooperativa. Quindi dei rifugiati che, negli ultimi tre anni, hanno vissuto completamente autogestiti.

Loro vorrebbero continuare così: autodeterminazione e niente più cooperative. Al Campidoglio hanno proposto il co-housing: alloggi singoli con spazi comuni in una struttura vuota da valorizzare. Un modello abitativo sperimentale in Italia. E, per Federica, la legge sulla rigenerazione urbana è dalla loro parte: «Il Comune individua il bene, la Regione metterebbe i soldi e il progetto di recupero dello stabile lo scriverebbero loro».

«Impossibile – secondo l’assessora capitolina Laura Baldassarre -. Non c’è modo di sistemare queste persone subito e tutte insieme in una stessa struttura. Magari in futuro, in un immobile confiscato alla mafia». Intanto l’amministrazione pensa a come strapparli dalla strada. «Abbiamo messo a disposizione i posti del circuito cittadino per migranti fragili – continua Baldassarre -. Quattro strutture in diverse zone della città».

Il 23 luglio il tavolo permanente con la comunità sudanese, l’assessorato, le associazioni e l’Unhcr si riunirà ancora. Ma è difficile dialogare senza parlare la stessa lingua. Per un problema complesso non esistono soluzioni tampone. E di parole che semplificano, come «accoglienza», «emergenza» o «assistenza» quaggiù ne hanno abbastanza. Per l’assessora c’è un malinteso: «Il circuito cittadino per migranti fragili non è come i centri di accoglienza dove sono stati dieci anni fa. Non farebbero un passo indietro nel loro percorso di inserimento sociale. Sono posti in cui stare per un periodo e poi rendersi autonomi». La paura, dopo anni passati a non pesare sulle spalle altrui, è di perdere l’autonomia. Ma anche la grande famiglia che hanno costruito. E soprattutto l’identità. Scorticabove è una sacca di resistenza all’oblio dov’è proibito dimenticare il Darfur, l’orrore, la dittatura che opprime ancora il Paese. Issam riassume: «Dividerci è come spezzare un’altra volta il legame con la nostra terra».

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Pista ciclabile di via Tuscolana, Vitrotti: “Le vere esigenze dei cittadini sono altre”

Valeria Vitrotti, consigliera municipale del PD del VII Municipio, è intervenuta a Radio Roma Capitale, intervistata da Andrea Pranovi, per chiarire la posizione del Partito Democratico sulla costruzione della pista ciclabile in via Tuscolana.

"I lavori – dice la consigliera – devono ancora iniziare. Un tratto di via Appia è, al momento, chius per lavori. Quindi, non si potevano creare tanti disagi bloccando l'accesso alle due arterie contemporaneamente. I lavori – spiega però Valeria Vitrotti – dovrebbero partire alla fine del mese". La posizione del Partito Democratico rispetto a questa iniziativa è di opposizione: "Non si è tenuto conto dei costi (che sono molto alti), dell’impatto sul quadrante e delle vere esigenze del territorio nel suo complesso. Noi – conclude la capogruppo del PD nel VII Municipio – pensavamo che i fondi potevano essere spesi diversamente". 

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Ecopass, Grassi: “Stefàno dice cose inesatte”

Raimondo Grassi, presidente di Roma sceglie Roma, si esprime sulla questione Ecopass, sulla quale l’associazione sta indagando a fondo, tanto da aver anche iniziato un’opera di informazione tramite volantinaggio. La vicenda è diventata pubblica per via del video pubblicato dal presidente della commissione Mobilità in Campidoglio Enrico Stefàno che, trovando uno di questi volantini in metri, lo ha bollato come inesatto.

Grassi, intervistato da Andrea Pranovi su Radio Roma Capitale, ha commentato: “Noi vogliamo informare quanti romani possibile sulle misure della giunta capitolina nella mobilità. Da Ecopass all’aumento del costo dei parcheggi, noi riteniamo che il Comune stia prendendo delle misure volte a mettere le mani nelle tasche dei cittadini.  Ecopass potrebbe effettivamente essere positivo per l’ambiente e per il traffico, ma a Roma il trasporto pubblico non è pronto ad affrontare un sovraccarico come quello che deriverebbe da Ecopass. Come esempi, si citano sempre Milano e Londra. Tuttavia, queste città sono ben più attrezzate della Capitale per quanto riguarda la mobilità. Mi dispiace – specifa Grassi – che Stefàno abbia ritenute false le argomentazioni di Roma sceglie Roma, ma il consigliere comunale è stato alquanto inesatto: per migliorare il servizio di trasporto serve comprare bus. E’ di poco fa la notizia del bando di gara per l'acquisto 120 bus rimasto vuoto. Chiaramente, non è tutta colpa della sindaca Raggi (che ha trovato una situazione già drammatica), però il Campidoglio si presenta completamente incapace di far fronte alla situazione. Se mancano i soldi, bisogna attivarsi con i fondi europei. Inoltre la soluzione non è sviluppare la metro: a Roma non si può. Serve sviluppare un sistema ramificato in superficie. Magari, anche con incentivi e defiscalizzazione per i tassisti in modo che possano offrire un servizio che ora è visto come un lusso".

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Roma, vigili all’inseguimento dei venditori abusivi: la merce nascosta nel confessionale di una chiesa a Trevi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Avevano nascosto nell confessionale della Chiesa in via Poli la merce contraffatta così da alleggerirsi e darsi alla fuga, ma gli agenti del Pronto Intervento Centro Storico sono riusciti a scovare il nascondiglio e a sequestrare il materiale. Nel corso dell'intervento anti degrado e anti abusivismo nelle vie adiacenti a Fontana di Trevi, alcuni cittadini di nazionalità nordafricana si sono dileguati portando via la merce. Il personale si è messo sulle tracce dei venditori abusivi scappati ai controlli, che pensavano di trovare in un luogo sacro un deposito sicuro per la mercanzia. Altro venditore abusivo ha pensato di trovare rifugio nel bagno di un bar in piazza Barberini. Anche in questo caso è stato scoperto dai caschi bianchi. Oltre al sequestro della merce, è stato identificato e sanzionato un cittadino del Bangladesh di 35 anni. Grazie all'uso delle moto, gli agenti hanno potuto muoversi tra le diverse aree del centro rapidamente ed il bilancio della giornata è stato di 3.000 articoli sequestrati. Borse, portafogli, cinte, ombrellini da sole, accessori per telefonia, giocattoli, abbigliamento, scarpe e bigiotteria. Tra questi numerosi i sequestri a carattere penale. I controlli finalizzati al contrasto di tali fenomeni di degrado proseguiranno nei prossimi giorni.

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Paola Guerci: “Ben venga l’iniziativa di Confcommercio Roma”

Oggi pomeriggio, nel corso di Punto Donna, Paola Guerci ha parlato di una statistica: una donna su 16 viene molestata sul posto di lavoro nel Lazio che si trova quindi a registrare questo triste record. La media nazionale è, infatti, molto più bassa e, di conseguenza, la nostra Regione ha ottenuto questo "primato". Questi dati sono stati emessi dalla Confcommercio che ha promosso anche un'iniziativa: l'inserimento di un bollino "Molestie free" per certificare le aziende che si impegnano ad evitare fenomeni di molestie nel luogo di lavoro. Ad ideare il bollino ci hanno pensato quattro donne con l'obiettivo di prevenire comportamenti scorretti  che hanno inoltre un impatto negativo anche sulla produttività. Forte iniziativa per far uscire fuori un fenomeno sommerso, spesso nascosto dalla paura di perdere il lavoro.
Si è parlato anche della medicina di genere sottolinenando come la maggior parte dei medicinali venga testata, prima di arrivare in farmacia, su un normotipo maschile. La donna, spesso, ha reazioni diverse a tanti farmaci (per esempio quelli sul diabete hanno conseguenze differenti se vengono somministrata a uomini rispetto a donne). Alla luce di ciò sono tanti i medici che chiedono ai Ministri della Salute di tutto il mondo di finanziare la ricerca di genere e d'intraprendere una via più forte. 
La Guerci ha parlato anche dell'iniazitiva del Campidoglio "PUMS" e delle priorità e richieste attuali dei romani. 

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Bimba rom di un anno ferita alla schiena: «Colpita da un piombino»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Una bimba romena di un anno è stata ferita alla schiena forse da un colpo di pistola ad aria compressa. L'episodio si è verificato ieri. La piccola vive nel campo nomadi di via di Salone a Roma. La bambina è stata sottoposta a intervento chirurgico: le è stato estratto un piccolo corpo estraneo metallico molto simile a un piombino di una pistola ad aria compressa. Sulla vicenda sono in corso indagini dei carabinieri della compagnia Casilina e della stazione Alessandrina. Sono stati ascoltati alcuni familiari che avrebbero raccontato che la bambina era in braccio alla madre in strada, su via Palmiro Togliatti, quando la donna si è accorta che le usciva sangue dalla schiena.

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Roma, smantellata la baby gang terrore del quartiere Vescovio: rapinava le paghette. «Siamo come Gomorra»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Erano in dieci e per mesi hanno terrorizzato i ragazzi residenti nel quartiere Vescovio a Roma. Rapinavano le loro giovanissime vittime di paghette settimanali, oggetti di valore e capi di abbigliamento firmati e sono stati individuati dalla polizia che terrorizzava i ragazzini dei quartieri Vescovio, Coppedè e Africano. Dopo i loro colpi non esitavano a esibire sui social come “trofei” per l'impresa compiuta. Le vittime, vessate in continuazione, per paura di incontrarli nuovamente limitavano le loro uscite o comunque cambiavano le loro abitudini, fino ad arrivare al punto di non indossare un capo di abbigliamento costoso, avendo il terrore di essere rapinati.
Per gli investigatori i componenti della gang agivano per «il gusto di farlo» come un atto di dimostrazione di forza con l'obiettivo di crearsi la fama di duri. Sui profili social sono state trovate frasi o video in cui prevale la violenza o l'appartenenza a un gruppo come modo di vita, alla pari delle serie televisive come Gomorra. Quattro i maggiorenni del gruppo che sono finiti in manette: tre ai domiciliari e uno in carcere.

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Casamonica, arrestati non rispondono Gip

(Fonte: www.ansa.it)
Sono iniziati oggi gli interrogatori di garanzia per le 33 persone, tutte appartenenti al clan dei Casamonica, arrestate ieri dai carabinieri nell'ambito di una inchiesta della Procura di Roma. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di fare parte di una associazione di stampo mafioso dedita al traffico e spaccio di droga, estorsione, usura e detenzione illegale di armi. Il primo a comparire davanti al gip è stato Angelo Di Guglielmi, difeso dall'avvocato Mario Giraldi, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Domani proseguiranno gli interrogatori e varranno ascoltati, tra gli altri, Consiglio, Luciano e Antonietta Casamonica.