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Boccea, presunto spacciatore finisce in manette

Nel corso di uno specifico servizio antidroga, i Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo hanno arrestato un cittadino albanese di 24 anni per spaccio. Il ragazzo si trovava in Largo Boccea quando è stato sorpreso mentre spacciava ad un coetaneo una dose di cocaina. Presso la sua abitazione in piazza Cardinal Ferrari, sono stati rinvenuto ulteriori 22 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi e  relativo materiale utilizzato per il confezionamento. I Carabinieri hanno inoltre recuperato 1.850 Euro che il ragazzo aveva con se, ritenuti provento dell’attività di spaccio. L’arrestato è stato trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.

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Nomine CSM e Consulta, Punto Donna: “Mattarella striglia i politici”

Il Presidente della Repubblica Mattarella, che spesso si è espresso sulla parità di genere, ha commentato la dibattuta questione delle nomenine al Consiglio Superiore della Magistratutra e alla Consulta: "Il mondo – sentenzia Mattarella – non è composto solo dal genere maschile". La dichiarazione viene rilasciata dopo l’appello delle 60 costituzionaliste italiane in proesta per la nomina di 21 uomini e nessuna donna. La denuncia delle professoresse ordinarie associate di diritto costituzionale è chiara: "Ci sono solo uomini negli organi di garanzia".

Tale circostanza ha portato le donne dell'associazione italiana costituzionalisti alla mobilitazione e, in particolare, alla stesura di una lettera diretta ai  Presidenti delle Camere. Le profesessoresse si dicono stupite e preoccupate per la decisione, presa in evidente violazione dell’art. 51 della Costituzione, che assicura il diritto di uomini e donne ad accedere in uguaglianza agli uffici pubblici.

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Matteo Barbieri, ira della madre: «Ricerche in ritardo». Accuse sul web: non è stato un incidente

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Rosalba Emiliozzi)E' solo un incidente o c'è qualcos'altro dietro la morte di Matteo Barbieri? Il mondo del web in queste ore sta avanzando dubbi e si rincorrono, con il meccanismo moltiplicatore della condivisioni, tesi che ragionano sull'omidicio stradale, sull'ipotesi che un eventuale pirata, forse ubriaco, possa aver incrociato sulla sua strada la moto di Matteo, l'abbia centrato scaraventandolo via e uccidendolo. Per evitare arresto e processo, il pirata avrebbe nascosto il cadavere senza soccorrere il ragazzo. «Io, al momento, credo si sia trattato di un incidente, ad altro non credo e non so perché stanno scrivendo queste cose su mio figlio – dice al telefono la madre di Matteo, Maria Mogavero – se ci sono altre ipotesi sarà la magistratura a doverle accertare, ma per ora non abbiamo comunicazioni in tal senso». La donna è disperata, è appena finita l'autospia del figlio, il 18enne della Baldunina trovato morto sulla pericolosa strada Braccianese a nove giorni da quello che, ad oggi,  sembra un incidente autonomo. Appena il magistrato darà il nulla osta saranno celebrati i funerali, che non sono stati ancora fissati.
GLI ACCERTAMENTI. Dopo il ritrovamento gli agenti del distaccamento Polstrada di Monterosi hanno fatto ulteriori accertamenti sulla morte del Matteo, scomparso la notte del 12 luglio scorso e ritrovato senza vita in prossimità del km 5+200 della strada provinciale Braccianese. Il ragazzo, in sella alla sua moto Honda, avrebbe dovuto far rientro da Roma ad Anguillara Sabazia. Dai rilievi è emerso che nel tratto di strada a doppio senso, all'altezza di una curva a sinistra, il centauro è uscito di strada e, dopo aver urtato un albero, ha finito la sua corsa all'interno di un canale nascosto dai cespugli. I poliziotti stanno effettuando ulteriori accertamenti per chiarire quali possono essere state le cause che hanno portato al decesso: un animale che ha attraversato all'improvviso, un colpo di sonno, una distrazione o anche l'ipotesi di un'eventuale collisione con un altro mezzo. Quest'ultima tesi è stata rilanciata ieri sulla sua pagina Facebook da Riccardo Corsetto, come la «teoria del gatto nero» con gli «strani movimenti della sim» di Matteo e il corpo che non viene visto da amici e parenti che in quel punto, dove si aggancia il telefono di Matteo per l'ultima volta, hanno affisso manifesti e fatto ricerche.

LA RABBIA. Ed è proprio sulle ricerche che mamma Maria è molto arrabbiata: «E' stato un incidente sì, ma si è proceduto male, per allontamento volontario solo perché mio figlio era maggiorenne, ma Matteo non si sarebbe mai allontanato, non ne aveva motivo. Poi ci sono stati problemi nelle ricerche ritardate e, successivamente, nel reperire tutti gli oggetti di mio figlio, trovati non dagli investigatori ma da mio padre o da amici sul posto». Il corpo senza vita è stato ritrovato solo dopo nove, lunghissimi, giorni. «E io non posso neanche riconoscerlo visivamente, non posso neanche vederlo, sono passati otto giorni, c'è stato il diluvio, immagini come è ridotto. Ho anche questo grande dolore di non poter rivedere mio figlio».

IL RICORDO.  La mamma traccia il ritratto del ragazzo, studente dell'Enrico Fermi, eccellente in informatica e con la voglia di riprendere gli studi e fare l'università. «Era un bravissimo ragazzo – dice la mamma – quest'anno, per un problema di assenze, non aveva voluto fare la maturità ed era andato a lavorare come cameriere per non pesare sulla famiglia, l'aveva fatto anche a 17 anni, anche se non ne aveva bisogno. I soldi gli servivano per la moto, la benzina e piccole spese». Da qualche tempo Matteo era andato a vivere ad Anguillara da un amico e nella notte tra l’11 e il 12 agosto, dopo il turno di lavoro al ristorante “Capperi!” alla Balduina, aveva inviato un messaggio alla fidanzata, Diana: «Amore sto tornando a casa». Un sms era arrivato anche alla mamma, prima di mettersi in moto e andare sulla Braccianese dove ha perso la vita e dove solo dopo appelli strazianti dei genitori e continue ricerche è stato ritrovato. «Matteo non è riuscito a godersi la sua vita», dice la mamma.

 

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Francesca Del Bello: “Piazza Mancini e Villaggio Olimpico parte dell’opera di riqualificazione del verde di Flaminio”

La Presidente del II Municipio Francesca Del Bello, si è espressa ai microfoni di Radio Roma Capitale sul restyling di Piazza Mancini, la cui inaugurazione si terrà oggi alle 18:00.

Piazza Mancini – dice Francesca Del Bello – negli ultimi anni aveva subito un utilizzo non proprio da parte di alcune persone. L’intervento di restyling aveva ricevuto i finanziamenti nel 2015. Siamo intervenuti su tutta l’area verde, realizzando un’area giochi per bambini recintata da una cancellata e abbiamo sistemato le aiuole. 

Abbiamo voluto, inoltre, realizzare eventi culturali che, chiaramente, possono essere gli elementi giusti per tirare fuori la piazza dalla situazione di degrado in cui si trova. Anche quest'anno si realizzerà un’arena all’aperto con un palco (che è attivo da un mese). Si è tenuta, tra l’altro, una rappresentazione teatrale in ricordo della strage di via D’amelio. L’intervento vuole essere parte dell'opera di riqualificazione dello spazio verde del Flaminio

La sfida maggiore – continua la Presidente del II Municipio – è mantenere la zona in questa condizione.In questo senso, stiamo tentando di avere competenza sull’area verde, in modo tale da poter manutenere l’area. Vorremmo anche portare decoro anche sulla fermata del bus.

Allo stesso tempo, stiamo tentando di fare un lavoro di persuasione nei confronti della comunità peruviana che frequenta la piazza e, a volte, tiene comportamenti illegali. La polizia locale e il Commissariato di Villa Gloria collaboreranno per tenere l’area sicura.

Oltre a piazza Mancini, ci stiamo concentrando sul Villaggio Olimpico di cui, però, la competenza è ripartita tra varie istituzioni. Con l’auditorium abbiamo una convenzione da circa un mese. Come da progetto, concederemo l’uso dell’area pedonale al complesso culturale. L’auditorium provvederà a manutenere la strada e il verde ( aiuole e una parte del parco di via Germania). Sul villaggio olimpico abbiamo partecipato ad un bando con architetti e ASL. Lo scopo è la partecipazione del Municipio alla rifunzionalizzazione degli spazi verdi del villaggio.

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Caterina Grassi: “Morso del ragno violino? Si può morire per le complicazioni della ferita”

Caterina Grassi, professoressa responsabile del Centro Antiveleni (CAV) del Policlinico Umberto I di Roma, è intervenuta ai microfoni di Radio Roma Capitale e, intervistata da Paolo Cento, ha fatto chiarezza sul morso del ragno violino, il pericoloso insetto che sta causando molto dibattito.

"Il ragno violino, da sempre presente in Italia, prende il nome dalla peculiare macchia che porta sull'addome. E' un animale prevalentemente notturno, solitario e non  aggressivo, cosa che rende il suo morso, dato quando si sente disturbato, raro ed accidentale. Questo provoca nel soggetto punto un dolore urente a pochi minuti di distanza. Nelle successive 12 ore, si può formare una vescica circondata da un alone biancastro. E' anche possibile – continua la responsabile del CAV dell'Umberto I, che nelle successive 24-72 ore la vescica si possa trasformare in un'ulcera necrotica, accompagnata da nausea, viomito, febbre, brividi e mialgie. Per il morso – sottolinea Grassi – non si puo morire che in maniera indiretta: per le complicazioni riportate dall'eventuale infezione della ferita o per reazioni anafilattiche allergiche che non diferiscono da quelle causate dalla vespa o dall'ape specialmente. Infatti, non esistono antidoti o trattamenti tossicologici specifici per il morso del ragno violino. Nei rari casi in cui si verificano lesioni significative bisogna trattarlo con antibiotici e cortisoni o, se più grave, con un intervento chirurgico. Potrebbe anche verificarsi un'insufficienza renale ma, anche questa, è molto rara. Ad ogni modo, in caso di morso, bisogna pulire e disinfettare la ferita e recarsi al pronto soccorso o rivolgersi al CAV. Per quanto riguarda la prevenzione – continua la professoressa – bisogna pulire e disinfettare le case, soprattutto gli angoli bui".

Altro animale molto pericoloso, è la vipera che, sorprendentemente, si trova anche in città ed ha mietuto molte vittime: "Le vipere – dice Caterina Grassi – scendono a valle perchè assetate. Le riconosciamo dalla forma triangolare della testa e dagli occhi verticali. Come per i ragni, in caso di morso bisogna fotografare l'animale in modo da facilitare il riconoscimento dell'animale, operare un bendaggio a monte della lesione per non far circolare il sangue e tranquillizzare il paziente. Si tenga presente – specifica Grassi – che il 50% dei morsi sviluppa avvelenamento ma solo il 20% richiede un trattamento. Il siero antivipera va applicato solo in caso di reale necessità perchè è, a volte, causa di shock anafilattico. Per questa ragione, recarsi immediatamente al pronto soccorso, dove si dovrà restare in osservazione per 12-24h". 

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San Basilio, si presenta dai Carabinieri: “Arrestatemi”

Lo scorso pomeriggio, i Carabinieri della Stazione di Roma San Basilio hanno arrestato un uomo di 80 anni, vedovo e già conosciuto ai militari, domiciliato presso l’abitazione del figlio, in regime degli arresti domiciliari, con l’accusa di evasione.

L’uomo si è presentato presso la caserma dei Carabinieri di San Basilio chiedendo di essere arrestato perché nell’abitazione dove viveva, con il figlio e la sua famiglia, la situazione stava degenerando, poiché la sua presenza non era più gradita. L’uomo in effetti, nonostante fosse residente a Monterotondo era di fatto domiciliari presso l’abitazione della famiglia del figlio, ristretto agli arresti domiciliari, dopo essere stato arrestato lo scorso 30 aprile per omicidio.

L’anziano in quell’occasione aveva ucciso con una coltellata il figliastro dopo una violenta lite nata per una bolletta non pagata. I militari hanno proceduto all’arresto dell’uomo e il giorno successivo a seguito dell’emissione di una ordinanza di custodia cautelare, da parte del Tribunale di Tivoli, l’80enne è stato portato presso il carcere di Rebibbia.

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Giacomo Gresta: “Rifugiati di via Scorticabove? Pagina vergognosa della storia di Roma”

Giacomo Gresta, responsabile nazionale del USB E A.S.I.A, si è espresso a Radio Roma Capitale per commentare la questione dei rifugiati regolari che si sono ormai stabilizzati da anni in via Scorticabove. "Dal 2006 i rifugiati sono a via Scorticabove, dove sono stati legalmente vengono sistemati. Piu cooperative hanno presso in gestione il centro e si dice che abbiamo gestito oltre 1000 euro al giorno senza, però, portare avanti gli obblighi previsti per contratto. Nel 2015 la cooperativa, inclusa in mafia capitale è stata mandata via. Il proprietario, chiedendo il pagamento degli affitti, è arrivato a richiedere lo sfratto che, però, è stato notificato all'associazione (la quale non operava più) invece che alla comunità. Gli abitanti, di conseguenza, non erano informati di tutto ciò che accadeva.

"Questa – sottolinea Gresta – è una pagina vergognosa della storia della città. Noi riteniamo che l'amministrazione comunale non si sia dimostrata all'altezza: avrebbe dovuto affrontare la situazione fin dal 2017: le cose non sarebbero arrivate a questo punto. Ora – spiega il responsabile nazionale del USB E A.S.I.A – ci sono decine di persone che vivono sulla strada, senza alcuna assistenza e in uno stato di abbandono e degrado. Quello che i ragazzi chiedono – continua Gresta – è che si trovi una soluzione di autogestione. Visto l'egregio lavoro sociale fatto, loro chiedono di essere inserite in un contesto sociale protetto e di costtruire al suo inteterno una propria comunià, la loro comunità. Non si vuole tornare indietro nei centri gestiti dalle cooperazioni. Inoltre – conclude Grassi – va aperto un progetto.  Quella dell'autogestione è una scleta innovativa che permetterebbe anche di risparmiare fondi comunali. Noi registriamo l'ostracismo dell'amministrazione comunale, che stiamo incontrando costantemente. Vogliamo rivolgerci anche alla regione, la quale ha delle competenze in merito e vedere se possiamo accedere a dei fondi europei. Chiaramente, ci deve essere la volontà politica di portare avanti questo proggetto".

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Camping River, arrivano i camion: si avvicina la chiusura del campo rom

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Si avvicina la chiusura del Camping River, il villaggio rom sulla Tiberina il cui smantellamento è rimandato dal luglio del 2017. Questa mattina sono arrivati alcuni camion all'interno della struttura, alla presenza della Polizia municipale. La settimana scorsa la sindaca Virginia Raggi fa ha firmato un’ordinanza che fissa lo sgombero entro 48 ore dalla notifica dello sfratto ai circa 200 occupanti rimasti nelle baracche. Le notifiche vanno consegnate una per una. L'operazione è stata avviata sabato e quindi dovrebbe essere conclusa, con la chiusura della struttura, nelle prossime ore. Proprio mercoledì, peraltro, la Raggi incontrerà il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini. 
 

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Sequestrati frigo e alimenti in un bar vicino a piazza Navona: tutto è partito da tavolino selvaggio

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Il controllo vicino a piazza Navona è partito dai tavolini all'aperto, sul marciapiedi e sulla sede stradale dove – spiega la Polizia municipale –  i gestori di un bar invitavano la clientela ad entrare ed esponevano i menu, nonostante l’intralcio alla circolazione e il fatto che al posto delle sedie ci fossero parcheggi regolari che le persone non potevano utilizzare. Gli agenti del reparto amministrativa del I gruppo Trevi e del PICS (Pronto Intervento Centro Storico), una volta accertata l’occupazione irregolare del suolo pubblico, hanno svolto una serie di verifiche all’interno del locale sequetrando 150 kg di alimenti e due frigoriferi. Un piano seminterrato ed un’area soppalcata, adibiti a somministrazione, risultavano privi dei regolari permessi edilizi e amministrativi. Nelle cucine sono stati trovati carne, pesce, pane ed altri alimenti non conservati secondo quanto indicato dalla legge, privi delle indicazioni sulla provenienza e delle etichettature previste dal decreto legislativo 231 del 2017 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. I frigo e i cibi conservati all’interno sono stati posti sotto sequestro: al titolare dell’attività, un italiano di 50 anni, è stata contestata una sanzione di 2.000 euro. L’uomo è stato denunciato per frode in commercio ai sensi dall'articolo 515 del Codice Penale. Ulteriori accertamenti sono tuttora in corso per verificare gli abusi edilizi ed altre irregolarità amministrative, tra cui un’insegna apposta su un palazzo di interesse storico di cui verrà informata la sovrintendenza capitolina. I caschi bianchi, durante gli stessi controlli del weekend sul rispetto dell’ordinanza anti-alcool e del codice della strada, hanno elevato solo sabato sera oltre 100 sanzioni e rimosso 46 veicoli per grave intralcio alla circolazione. Durante la stessa serata sono stati effettuati 300 controlli, riscontrate 3 violazioni per consumo di alcol in strada e multate 6 attività commerciali per irregolarità amministrative. Al Circo Massimo sono stati sequestrati 300 cornetti, 160 bracciali e 300 bandane vendute illegalmente durante il concerto di Laura Pausini. 

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Roma, schianto sul Gra tra due auto: ferite 4 persone, due sono gravi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Incidente sul Gra in carreggiata esterna prima dell'uscita Vitinia/Acilia/Ostia. Coinvolte due auto, una con 4 persone a bordo, l'altra con mamma e figlia. Due persone sono state portate in ospedale in codice rosso. L'incidente è avvenuto poco prima delle 4, ha comportato la chiusura totale della carreggiata, riaperta alle 05:15. La dinamica è ancora da accertare. Sul posto sono arrivati due Suv della polizia e le ambulanze. Le auto, nel'urto violento, ha spostato i "new jersey" di cemento messi a protezione della carreggiata.