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Nomine CSM e Consulta, Punto Donna: “Mattarella striglia i politici”

Il Presidente della Repubblica Mattarella, che spesso si è espresso sulla parità di genere, ha commentato la dibattuta questione delle nomenine al Consiglio Superiore della Magistratutra e alla Consulta: "Il mondo – sentenzia Mattarella – non è composto solo dal genere maschile". La dichiarazione viene rilasciata dopo l’appello delle 60 costituzionaliste italiane in proesta per la nomina di 21 uomini e nessuna donna. La denuncia delle professoresse ordinarie associate di diritto costituzionale è chiara: "Ci sono solo uomini negli organi di garanzia".

Tale circostanza ha portato le donne dell'associazione italiana costituzionalisti alla mobilitazione e, in particolare, alla stesura di una lettera diretta ai  Presidenti delle Camere. Le profesessoresse si dicono stupite e preoccupate per la decisione, presa in evidente violazione dell’art. 51 della Costituzione, che assicura il diritto di uomini e donne ad accedere in uguaglianza agli uffici pubblici.

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Matteo Barbieri, ira della madre: «Ricerche in ritardo». Accuse sul web: non è stato un incidente

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Rosalba Emiliozzi)E' solo un incidente o c'è qualcos'altro dietro la morte di Matteo Barbieri? Il mondo del web in queste ore sta avanzando dubbi e si rincorrono, con il meccanismo moltiplicatore della condivisioni, tesi che ragionano sull'omidicio stradale, sull'ipotesi che un eventuale pirata, forse ubriaco, possa aver incrociato sulla sua strada la moto di Matteo, l'abbia centrato scaraventandolo via e uccidendolo. Per evitare arresto e processo, il pirata avrebbe nascosto il cadavere senza soccorrere il ragazzo. «Io, al momento, credo si sia trattato di un incidente, ad altro non credo e non so perché stanno scrivendo queste cose su mio figlio – dice al telefono la madre di Matteo, Maria Mogavero – se ci sono altre ipotesi sarà la magistratura a doverle accertare, ma per ora non abbiamo comunicazioni in tal senso». La donna è disperata, è appena finita l'autospia del figlio, il 18enne della Baldunina trovato morto sulla pericolosa strada Braccianese a nove giorni da quello che, ad oggi,  sembra un incidente autonomo. Appena il magistrato darà il nulla osta saranno celebrati i funerali, che non sono stati ancora fissati.
GLI ACCERTAMENTI. Dopo il ritrovamento gli agenti del distaccamento Polstrada di Monterosi hanno fatto ulteriori accertamenti sulla morte del Matteo, scomparso la notte del 12 luglio scorso e ritrovato senza vita in prossimità del km 5+200 della strada provinciale Braccianese. Il ragazzo, in sella alla sua moto Honda, avrebbe dovuto far rientro da Roma ad Anguillara Sabazia. Dai rilievi è emerso che nel tratto di strada a doppio senso, all'altezza di una curva a sinistra, il centauro è uscito di strada e, dopo aver urtato un albero, ha finito la sua corsa all'interno di un canale nascosto dai cespugli. I poliziotti stanno effettuando ulteriori accertamenti per chiarire quali possono essere state le cause che hanno portato al decesso: un animale che ha attraversato all'improvviso, un colpo di sonno, una distrazione o anche l'ipotesi di un'eventuale collisione con un altro mezzo. Quest'ultima tesi è stata rilanciata ieri sulla sua pagina Facebook da Riccardo Corsetto, come la «teoria del gatto nero» con gli «strani movimenti della sim» di Matteo e il corpo che non viene visto da amici e parenti che in quel punto, dove si aggancia il telefono di Matteo per l'ultima volta, hanno affisso manifesti e fatto ricerche.

LA RABBIA. Ed è proprio sulle ricerche che mamma Maria è molto arrabbiata: «E' stato un incidente sì, ma si è proceduto male, per allontamento volontario solo perché mio figlio era maggiorenne, ma Matteo non si sarebbe mai allontanato, non ne aveva motivo. Poi ci sono stati problemi nelle ricerche ritardate e, successivamente, nel reperire tutti gli oggetti di mio figlio, trovati non dagli investigatori ma da mio padre o da amici sul posto». Il corpo senza vita è stato ritrovato solo dopo nove, lunghissimi, giorni. «E io non posso neanche riconoscerlo visivamente, non posso neanche vederlo, sono passati otto giorni, c'è stato il diluvio, immagini come è ridotto. Ho anche questo grande dolore di non poter rivedere mio figlio».

IL RICORDO.  La mamma traccia il ritratto del ragazzo, studente dell'Enrico Fermi, eccellente in informatica e con la voglia di riprendere gli studi e fare l'università. «Era un bravissimo ragazzo – dice la mamma – quest'anno, per un problema di assenze, non aveva voluto fare la maturità ed era andato a lavorare come cameriere per non pesare sulla famiglia, l'aveva fatto anche a 17 anni, anche se non ne aveva bisogno. I soldi gli servivano per la moto, la benzina e piccole spese». Da qualche tempo Matteo era andato a vivere ad Anguillara da un amico e nella notte tra l’11 e il 12 agosto, dopo il turno di lavoro al ristorante “Capperi!” alla Balduina, aveva inviato un messaggio alla fidanzata, Diana: «Amore sto tornando a casa». Un sms era arrivato anche alla mamma, prima di mettersi in moto e andare sulla Braccianese dove ha perso la vita e dove solo dopo appelli strazianti dei genitori e continue ricerche è stato ritrovato. «Matteo non è riuscito a godersi la sua vita», dice la mamma.

 

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Francesca Del Bello: “Piazza Mancini e Villaggio Olimpico parte dell’opera di riqualificazione del verde di Flaminio”

La Presidente del II Municipio Francesca Del Bello, si è espressa ai microfoni di Radio Roma Capitale sul restyling di Piazza Mancini, la cui inaugurazione si terrà oggi alle 18:00.

Piazza Mancini – dice Francesca Del Bello – negli ultimi anni aveva subito un utilizzo non proprio da parte di alcune persone. L’intervento di restyling aveva ricevuto i finanziamenti nel 2015. Siamo intervenuti su tutta l’area verde, realizzando un’area giochi per bambini recintata da una cancellata e abbiamo sistemato le aiuole. 

Abbiamo voluto, inoltre, realizzare eventi culturali che, chiaramente, possono essere gli elementi giusti per tirare fuori la piazza dalla situazione di degrado in cui si trova. Anche quest'anno si realizzerà un’arena all’aperto con un palco (che è attivo da un mese). Si è tenuta, tra l’altro, una rappresentazione teatrale in ricordo della strage di via D’amelio. L’intervento vuole essere parte dell'opera di riqualificazione dello spazio verde del Flaminio

La sfida maggiore – continua la Presidente del II Municipio – è mantenere la zona in questa condizione.In questo senso, stiamo tentando di avere competenza sull’area verde, in modo tale da poter manutenere l’area. Vorremmo anche portare decoro anche sulla fermata del bus.

Allo stesso tempo, stiamo tentando di fare un lavoro di persuasione nei confronti della comunità peruviana che frequenta la piazza e, a volte, tiene comportamenti illegali. La polizia locale e il Commissariato di Villa Gloria collaboreranno per tenere l’area sicura.

Oltre a piazza Mancini, ci stiamo concentrando sul Villaggio Olimpico di cui, però, la competenza è ripartita tra varie istituzioni. Con l’auditorium abbiamo una convenzione da circa un mese. Come da progetto, concederemo l’uso dell’area pedonale al complesso culturale. L’auditorium provvederà a manutenere la strada e il verde ( aiuole e una parte del parco di via Germania). Sul villaggio olimpico abbiamo partecipato ad un bando con architetti e ASL. Lo scopo è la partecipazione del Municipio alla rifunzionalizzazione degli spazi verdi del villaggio.

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La Corte Europea ferma lo sgombero di Camping River previsto per oggi

La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, attraverso l’adozione di una misura di emergenza, ha ordinato al Governo italiano di non procedere allo sgombero dell’insediamento di Camping River, previsto per la giornata di oggi a Roma, ovvero 48 ore dopo la notifica agli abitanti dell’Ordinanza n.122 del 13 luglio 2018 firmata dalla sindaca Virginia Raggi.

La decisione della Corte è giunta in seguito al ricorso sollevato da 3 abitanti del “campo”, supportati da Associazione 21 luglio.
La Corte «ha deciso, nell'interesse delle parti e del corretto svolgimento del procedimento dinanzi ad essa, di indicare al Governo italiano, a norma dell'articolo 39, di sospendere lo sgombero previsto fino al venerdì 27 luglio 2018» e, nell’attesa, ha chiesto al Governo italiano di indicare nelle prossime ore le misure alloggiative previste per i richiedenti, la data prevista per lo sgombero esecutivo e qualsiasi sviluppo significativo dello sgombero di Camping River.

Le tre persone rom ricorrenti, hanno vissuto per alcuni anni nell’insediamento di Camping River in cui attualmente risiedono circa 300 persone, esclusivamente rom, secondo Associazione 21 luglio "segregate su base etnica e i cui diritti umani sono stati ripetutamente violati dalle istituzioni capitoline nelle diverse azioni previste dal Piano rom”.

Dopo le azioni inclusive organizzate dal Comune di Roma, il 19 luglio 2018 ad ogni famiglia dell’insediamento è stata notificata l’Ordinanza sindacale n.122 del 13 luglio 2018 con la quale la sindaca Virginia Raggi ha ordinato «l’allontanamento dall’area […] di tutte le persone presenti, a qualsiasi titolo, entro il termine perentorio di quarantotto (48) ore dalla notifica della presente ordinanza, per scongiurare i rischi sulla loro salute» senza fornire alcuna soluzione alternativa adeguata, lasciandole di fatto per strada, aumentando la loro vulnerabilità.
 
La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo può indicare “misure ad interim” in casi di emergenze, in modo da fermare un “rischio imminente di danno irreparabile”. Sempre più di frequentemente, riceve richieste di adozione di misure per fermare sgomberi, ma si limita a farlo solo in particolari circostanze. Vittime di violazioni di diritti umani possono rivolgersi alla Corte Europea solo se non dispongono di mezzi efficaci per fare ricorso davanti ai Tribunali nazionali. I tre autori dell’azione hanno, con successo, dimostrato che i Tribunali italiani, visto il brevissimo tempo concesso, non hanno fornito loro mezzi efficaci per fronteggiare il rischio dello sgombero.

Associazione 21 luglio accoglie con grande soddisfazione la decisione della Corte Europea e auspica che il Comune di Roma possa coglierne l’importanza per una profonda revisione del “Piano rom” e per avviare una rinnovata e genuina consultazione con le persone dell’insediamento.
 
Secondo Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, «il fatto che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia deciso di intervenire in modo così eccezionale dimostra quanto la situazione romana sia assolutamente fuori controllo. Oggi viene certificato come il “Piano rom” della città di Roma calpesta gli impegni assunti dall’Italia a livello europeo a fine di garantire un trattamento egualitario dei rom. Ma tutto ciò non basta! Da una parte è urgente promuovere nuove consultazioni con gli abitanti dell’insediamento, dall’altra è importante conoscere i nomi degli esecutori di un “Piano” irrealistico, scellerato, costoso e lesivo dei diritti umani. Chiediamo alla sindaca di individuare e punire i responsabili delle diverse azioni che negli ultimi mesi si sono succedute a Camping River e cha hanno portato ad una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle famiglie residenti. Chi ha sbagliato – conclude – è giusto che paghi. Dare la colpa della mancata inclusione ai rom, come fatto anche in questo caso, è un atto scorretto e ingiusto».
 
Nella giornata odierna, alle ore 15,30, una delegazione di Associazione 21 luglio si recherà in Campidoglio per consegnare, presso la segreteria della sindaca Virginia Raggi, la risposta della Corte e le centinaia di firme raccolte in questi giorni nella mobilitazione on line organizzata per chiedere la sospensione delle azioni di sgombero. Nel corso della consegna è previsto un breve incontro con la stampa presente.

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Roma, la madre al figlio: «Non ti darò più soldi». E lui incendia la casa

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Incendia la casa della madre che non vuole più dargli denaro. Ma lui si difende: «Non sono stato io, è tutta colpa di un lumino acceso». I carabinieri della Stazione di Mentana hanno arrestato ieri pomeriggio un 44enne del posto, già noto alle forze dell'ordine, per il reato di incendio aggravato. I militari sono intervenuti, su richiesta del Nue 112, in via Triventi 72, dove fiamme altissime stavano devastando il secondo piano di una palazzina su tre livelli. I carabinieri hanno subito fatto evacuare l'immobile mettendo in sicurezza la zona. Paura nel quartiere con fuggi fuggi generale. Le indagini hanno accertare che l'uomo, dopo un violento diverbio con la madre, aveva minacciato di dare fuoco all'abitazione. La ritorsione sarebbe stata fatta perché la donna, dope aver ceduto tante volte, ha rifiutato di dare denaro al figlio. Inoltre, l'uomo era stato visto allontanarsi  in evidente stato di ubriachezza, dall'abitazione  subito dopo il divampare dell'incendio. Le fiamme, spente dai vigili del fuoco di Roma, hanno completamente distrutto il secondo piano, danneggiando anche i piani dei vicini, che sono stati dichiarati inagibili. Sgomberati tre famiglie, che hanno trovato sistemazione provvisoria in strutture messe a disposizione dal comune di Mentana. L'uomo è stato arrestato e tradotto nel carcere di Roma Rebibbia, è a disposizione dell'Autorità giudiziaria di Tivoli.

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Salvini: «A Roma la situazione dei rom rom è un casino totale»

(Fonte: Corriere della Sera, di Maria Egizia Fiaschetti) – Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, prepara il terreno per l’incontro di domani con Virginia Raggi: «Il mio obiettivo è arrivare a zero campi rom». Parole che, oltre a tracciare la linea, danno la misura dell’approccio: se non muscolare, come quando il segretario della Lega evocava la ruspa, improntato alla fermezza. Tanto più, ed ecco la bordata, perché «a Roma la situazione sui rom è un casino totale».

Il vice premier rilancia la proposta di censire le presenze: «Mi hanno dato del nazista – contrattacca – ma possono esserci anche finlandesi nei campi. Vado a controllare chi c’è, possono essere italiani, romeni, slavi, extracomunitari, e l’obiettivo è arrivare a una chiusura progressiva». Se non fosse che, nelle stesse ore, slitta lo sgombero del Camping River . Scadeva lunedì il termine, notificato dall’ordinanza sindacale, entro il quale gli abitanti avrebbero dovuto lasciare l’insediamento. Si è deciso, tuttavia, di rinviarlo di qualche giorno (a martedì o mercoledì).

Dopo i primi rientri volontari, altre famiglie si sono rivolte ai servizi socialiper valutare le soluzioni messe in campo dall’amministrazione: dal rimpatrio al trasferimento da parenti o in affitto. Quanto alle frasi di Salvini, che rischiano di suonare come una stoccata, da Palazzo Senatorio dribblano le polemiche: «Il ministro dice di voler arrivare a zero campi con le buone maniere, educatamente, rispettosamente – fanno notare dal Campidoglio -. Sembra aver sposato la nostra linea, che punta sull’integrazione». Resta il problema del Camping River, non ancora sgomberato: «Il termine non era obbligatorio, si stanno verificando le condizioni… se poi l’Asl dice che lì non si può vivere…».

Dal Comune smentiscono che il rinvio sia dovuto al ricorso presentato dall’«Associazione 21 luglio» alla Corte di Strasburgo: «Le vicende non sono collegate. Dopo il viaggio della sindaca a Craiova (Romania) abbiamo ricevuto altre richieste di aderire alle iniziative dell’amministrazione, motivo per cui si è pensato di concedere agli abitanti qualche giorno in più». La trasferta in Romania, oltre a tessere rapporti diplomatici, ha aperto un canale con il mercato del lavoro in deficit di manodopera al punto da assumere operai vietnamiti. In questa prospettiva, si sta lavorando a un protocollo d’intesa con associazioni datoriali simili alle nostre Confcommercio e Confindustria, per favorire l’afflusso di forza lavoro. Craiova ha anche messo a disposizione 170 particelle di terreno edificabile, da assegnare gratis a quanti accetteranno di rientrare nel proprio Paese. Si ipotizzano accordi analoghi con altre città, mentre sono in corso contatti con l’associazione Parada (quella che a Bucarest si occupava dei ragazzi dei tombini) attiva anche nel sostegno alle minoranze. Sul River, nel frattempo, proseguono gli accertamenti patrimoniali, dopo che un abitante ha traslocato a bordo della Porsche Cayenne di un connazionale presentatosi come il fratello.

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Roma, “Non si affitta a stranieri”: la denuncia del sindacalista dei braccianti

(Fonte: www.repubblica.it)
"Non si affitta a stranieri". È quanto si è sentito dire Aboubakar Soumahoro, il sindacalista dei braccianti dell'Unione sindacati di base, da un'operatrice di un'agenzia immobiliare di Roma che, dopo aver fissato già un appuntamento per lunedì 30 luglio alle ore 9, in zona Torre Spaccata, una volta sentito il nome dell'italo-ivoriano, ha pronunciato la frase "discriminatoria" cui sopra, incolpando tra l'altro del fatto il proprietario dell'immobile: "La colpa non è mia ma del proprietario dell'appartamento, i proprietari possono fare quello vogliono dei loro appartamenti". "Rimango senza parole", confessa Aboubakar. Non è la prima volta che a Soumahoro viene negata la possibilità di affittare casa perché "straniero". Così come per un nomade affittare casa a Roma è complicato, nonostante il contributo di 800 euro al mese per due anni messo a disposizione dal Comune di Roma. Ma l'attivista non si arrende perché "agirò nelle sedi opportune per fare accertare i fatti e la loro natura discriminatoria", si legge nel post.

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Roma, truffa sui celiaci: ai domiciliari leader di Forza Nuova

(Fonte: Corriere della Sera, di Ilaria Sacchettoni) – Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, promotore del movimento «Roma ai romani» e di manifestazioni anti-immigrati dal Trullo al centro storico, è finito ai domiciliari per truffa e falso. Tra una ronda e un presidio contro gli stranieri aveva dato il via ad alcune rivendite di prodotti per celiaci, la «Celiachia world», la «Biogluten» e la «Celiachia e benessere» che, nel 2017, avevano incassato 1 milione e 349mila euro di rimborsi regionali per gli intolleranti al glutine. Quei rimborsi, secondo il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Alberto Pioletti, sarebbero stati ottenuti presentando buoni contraffatti, imitazioni (approssimative) dei bonus attraverso i quali le aziende sanitarie locali erogano contributi a pazienti affetti da celiachia. Una truffa elaborata ipotizzando l’assenza di controlli. Alla luce della militanza un dubbio è lecito. Che i soldi servissero a finanziare i battage di Castellino? Al momento è giusto un’ipotesi.

Con il leader di Forza Nuova è stato arrestato anche l’imprenditore Giorgio Mosca, suo collega nella vendita di prodotti specializzati. Alle origini degli approfondimenti la denuncia di Loredana Vasselli, direttore della vigilanza Farmacie e depositi della Roma B. Siamo ai primi di novembre 2017 e la dirigente si presenta in procura con una copia dei ticket rimborsati. Visti da vicino, quei foglietti, paiono dei fac-simile: «Si trattava — è ricostruito nell’ordinanza di misure cautelari della gip Monica Ciancio — di buoni presentati in fotocopia, con lo stesso codice a barre (che invece avrebbe dovuto essere sempre differente) e con modifiche eseguite a penna in corrispondenza di alcuni campi». Ricapitolando, la manager pubblica si trova di fronte a una scoperta inquietante. Da un lato ci sono i soldi erogati dalla Asl (centinaia di migliaia di euro) dall’altra ci sono dei buoni evidentemente manipolati. La Vasselli informa gli investigatori che a loro volta delegano approfondimenti ai carabinieri del Nas.

La Asl apre i propri registri, spunta fuori altro: in quei buoni ci sono «incongruenze fra l’età del paziente e il suo codice fiscale nonché fra il numero del buono e il mese di riferimento, (sono, ndr) privi del numero progressivo e dell’età dell’assistito, con grafica, timbri e numerazioni difformi da quelli originali, uso di inchiostri di colori diversi, duplicazioni dei medesimi buoni e intestazione e assistiti di altri distretti». In qualche caso il ticket riporta il timbro di una dirigente che dal 2015 non è più in servizio. Delle contraffazioni evidenti. É solo una prima scoperta. Gli investigatori non fanno in tempo a ricostruire le origini di quella srl (la «Celiachia a benessere») che ha appena incassato dalla Roma B centinaia di migliaia di euro ed ecco che altri dirigenti di altre asl bussano in procura. Partono verifiche sui pazienti celiaci che però disconoscono le loro firme. Si ricostruisce, allora, la genesi delle srl e viene fuori che il capitale con cui sono state costituite è pari a 1 euro. Nel frattempo Castellino e Mosca continuano a esigere rimborsi sulla base dei soliti stravaganti buoni. Ma le asl bloccano il pagamento e i due finiscono sul registro degli indagati.

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Vende alcool a persona già ubriaca, denunciato proprietario del negozio

Un cittadino del Nepal di 22 anni è stato denunciato e il suo negozio di vicinato di via Foscolo sequestrato dai Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Dante perché sorpreso mentre vendeva alcolici ad una persona già in evidente stato di ubriachezza. La denuncia e il sequestro del negozio di vicinato sono giunti nel corso di una più ampia attività di controllo agli esercizi commerciali, svolta dai Carabinieri di Piazza Dante unitamente ai colleghi del Nas e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Roma nel quartiere Esquilino e a Colle Oppio che ha portato anche a sanzionare: un ristorante di via Manin perché sono state scoperte 6 persone che vi lavoravano in nero e riscontrate pessime condizioni igieniche dei locali; una rosticceria di via Gioberti per le pessime condizioni igienico sanitarie; due minimarket di via Manin per non aver esposto la tabella indicante i limiti orari di somministrazione e consumo di alcol; 3 minimarket di via degli Umbri, via dei Sardi e via degli Equi poiché al momento del controllo, somministravano sostanze alcoliche al di fuori dell’orario consentito. Sanzionati anche sette avventori perché consumavano bevande alcoliche oltre l’orario consentito.
Per altre quattro persone, due del Mali e due della Guinea, è stato proposto il “daspo urbano” perché, già arrestati e condannati definitivamente per spaccio di droga, sorpresi a ridosso di esercizi commerciali insistenti nello stesso quartiere.
 

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San Paolo, acquistava droga sul dark web: arrestato

M.F., romano di 34 anni, era riuscito ad introdursi nel “dark web” conosciuto anche come luogo di traffici illeciti illegali e virtuali del “deep web”, accessibile solo attraverso particolari software che consente di navigare in forma anonima e dove l’uomo, acquistava svariati tipi di stupefacente pagandolo con la moneta virtuale “Bit Coin”. La sua specializzazione però, non è sfuggita agli investigatori del commissariato San Paolo che, dopo una intensa attività di indagine, sono riusciti ad intercettare la sua dimora non censita. Attraverso appostamenti e indagini l’uomo è stato rintracciato e fermato dai poliziotti proprio sotto casa.

Con sé aveva le chiavi dell’abitazione segreta e, malgrado abbia tentato di sviare le indagini asserendo di abitare in altro luogo, i poliziotti sono comunque riusciti ad individuare il suo appartamento. Entrati all’interno si sono trovati davanti un vero e proprio deposito assortito da vari tipi di sostanze stupefacenti:  barattoli di vetro e  confezioni preparate per nascondere pasticche di MDMA in svariati colori e forme, quasi a simulare caramelle contenute all’interno di bustine trasparenti con cuoricini e fiori stampati.

La “collezione” che l’uomo aveva all’interno dell’appartamento, era stata meticolosamente catalogata con una apposizione scritta, su ogni bustina, indicante il tipo di sostanza in essa contenuta. Le sostanze, dal “crack” allo “shaboo”, dai francobolli di “lsd” alla comune “cocaina” erano sparse per tutta casa e addirittura, nel vano congelatore del frigorifero, accuratamente riposta per la conservazione ottimale del principio attivo, la comune “marijuana” mentre, all’interno di un contenitore per vivande, una sostanza spumosa bianca tipo sorbetto ma con odore pungente classificata come “anfetamina”. Tutto lo stupefacente è risultato puro al 100% e comunque con un principio attivo altissimo. M.F., accompagnato negli uffici di polizia è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio.