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Castel Romano, sassi contro le auto per rapinare i conducenti. La Stradale: non fermatevi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Raffaella Patricelli)Indagini serrate da parte della Polizia Stradale di Aprilia sulla serie di danneggiamenti avvenuta nella notte sulla Pontina in direzione di Roma all’altezza di Castel Romano: almeno 6 automobili sono state raggiunte da alcuni sassi. Due persone sono rimaste ferite, per fortuna in modo non grave. Il sasso ha sfondato il parabrezza, ma il conducente ha proseguito la marcia. Gli agenti – diretti dal comandante Massimiliano Corradini – stanno indagando per rintracciare i responsabili. Per puro caso infatti la sassaiola non è degenerata in una tragedia. Non è la prima volta che capita: mesi fa fu preso di mira anche un pullman Cotral. Questa volta però il sospetto è che ignoti lancino sassi per far fermare gli ignari automobilisti per poi rapinarli. Per questo la Stradale consiglia di non fermarsi se si dovesse venire coinvolti in un caso del genere. 

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Roma, via Colli della Farnesina chiusa dal Comune e aperta dai residenti

(Fonte: Corriere della Sera, di Claudio Rinaldi) – Nella città dove bastano tre ore di pioggia intensa per mandare in tilt la circolazione, succede anche che una strada venga chiusa a tempo indeterminato nonostante le proteste degli abitanti del quartiere. La causa è banale: la potatura degli alberi. È normale infatti che il verde venga curato, asportando i rami ingombranti. Anzi, è quello che chiedono i romani per evitare che querce, platani e pini diventino ostacoli pericolosi e inaspettati. Decisamente meno normale è però scoprire che quella strada chiusa il 30 giugno dopo più di venti giorni sia ancora abbandonata a se stessa, sbarrata con un bel cartello che ne indica il divieto di transito. Se poi si considera che non stiamo parlando di un’arteria secondaria insignificante, bensì di via dei Colli della Farnesina, snodo importante che da via della Camilluccia porta a via del Foro Italico offrendo dunque un’alternativa al traffico di ponte Milvio e di via Cassia, la faccenda si fa ancor più seria.

Ma non è finita qui. La strada è sì formalmente chiusa perché invasa dai rami tagliati che la restringono a una sola carreggiata, ma è di fatto aperta. Qualcuno infatti stanco di aspettare che gli alberi vengano rimossi, invece di allungare di alcuni chilometri il suo ritorno a casa ha pensato bene di spostare le barriere. Risultato: via dei Colli della Farnesina è chiusa, ma aperta. Le transenne ci sono, ma di lato. Una corsia è invasa dai rami lasciati sull’asfalto e l’altra dalle macchine e dai motorini che si incrociano nei due sensi di marcia, accentuando così solo il pericolo di incidenti. E i vigili? «Passano due o tre volte al giorno», commenta il portiere del condominio al civico 144. «Vengono, si fermano, rimettono a posto le barriere e vanno via. Dopo mezz’ora però la situazione torna come prima: qualcuno si infastidisce, scende dalla macchina, sposta le transenne lasciando libero il passaggio. E piano piano la circolazione riprende come se la strada fosse regolarmente aperta». In effetti nessuno tra automobilisti, tassisti e motociclisti si preoccupa del divieto. Tutti rallentano, aspettano che la strettoia d’ingresso sia libera e attraversano la via per entrare nei complessi residenziali o per raggiungere la zona nord della città.

Dario è un avvocato, ha uno scooter e abita in via Cortina d’Ampezzo. È consapevole di commettere un’infrazione, ma si giustifica così: «Sono passati più di venti giorni. Abbiamo aspettato, ma nessuno si è preoccupato di risolvere il problema. E allora meglio fare da soli». «Sì è vero, il pericolo c’è – commenta una signora dalla sua auto -. Chi passa da qui sa però che deve ridurre la velocità. D’altronde se il Comune non ci aiuta, ci aiutiamo da soli». Non ci sono solo cittadini stufi di aspettare, ignorano indisturbati i cartelli persino le camionette dell’Ama e gli autobus «fuori servizio» dell’Atac. Non il 188 però, la linea circolare devia il suo percorso e dal capolinea in largo Diaz attraversa via Cassia, piazza dei Giuochi Delfici e via Nemea. «Per arrivare alla fermata più vicina – si lamenta il signor Massimo, 76 anni – ora devo fare quasi un chilometro. Le sembra giusto? E solo perché nessuno si è degnato di completare il lavoro. Fanno bene i cittadini che da soli hanno riaperto la strada, ormai possiamo contare solo su noi stessi».

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Punto Donna, Marino: Roma è sicura e i reati sono in decrescita

Paola Guerci, nella sua rubrica “Punto Donna”,  parla di sicurezza. Oggi, infatti, si è espresso il questore di Roma Guido Marino, dedicando ampio spazio proprio sulla sicurezza e sulla sua percezione della sicurezza. Marino ha sentito l’esigenza di sottolineare il trend negativo dei dati sui reati perpetrati e, allo stesso tempo, l’ampiezza del fenomeno di percezione d'insicurezza dei cittadini romani: uno su tre, per l’appunto, non si sente sicuro nel proprio quartiere. Il questore ha evidenziato che Roma è una città sicura e che il tema della percezione è contrassegnato da una forte dose di retorica e di scarsa informazione. Secondo Guido Marino è necessario evitare l’allarmismo mediatico, che è ciò che trasmette insicurezza. D’altro canto, "nei grandi eventi che la Capitale ha ospitato, non c’è mai stato alcun problema né scontro. E questo perché la Polizia di Stato è affidabile e composta di professionisti".

Il questore si esprime anche sull’arrivo in dotazione dei teaser: “L’ntroduzione, l’uso e i limiti dello strumento sono sottopostoi alla disciplina e alle direttive che riguarderanno la questura di Roma come tutti gli uffici della Polizia. In dotazione alla Polizia ci sono poi altri strumenti collaudati come, per esempio, lo spray al peperoncino.

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Roma, trovato l’uomo che ha sparato un piombino alla bambina rom

(Fonte: www.repubblica.it)
(di Giuseppe Scarpa)Da un balcone un italiano di 50enne ha sparato alla bambina rom, martedì scorso a Roma, con una arma ad aria compressa. I carabinieri ne sono praticamente certi. Alla piccola, 13 mesi appena compiuti, il pallino, è entrato nella scapola destra ed è arrivato vicinissimo al cuore, provocando una lesione vertebrale che potrebbe causarle una paralisi. La bimba versa ancora in condizioni critiche all'ospedale Bambino Gesù. Gli investigatori per ora non contestano l'odio razziale. Una perquisizione è stata fatta a casa dell'uomo. Gli inquirenti hanno trovato, oltre ad una pistola, anche una carabina ad aria compressa. L'uomo, che è indagato per lesioni gravissime, si è giustificato dicendo che voleva provare le nuove armi che aveva appena comprato. La madre della vittima aveva sempre sostenuto che qualcuno aveva sparato. La donna però, che teneva, in braccio la figlia, non aveva visto l'autore del colpo. Ecco la sua ricostruzione fornita agli investigatori. Lo ha ripetuto in lacrime, senza sosta: “Qualcuno ha sparato a mia figlia”. È la madre della piccola Asia, il nome è di fantasia. Una scricciola di 13 mesi appena compiuti la cui vita, da martedì, è appesa a un filo. È una coppia di nomadi, del campo di via Salone periferia est della Capitale, che denuncia ai carabinieri l’episodio. Martedì la coppia – lo riferisce la madre di Asia ai carabinieri – percorre viale dei Romanisti accanto al parco dei Romanisti, nel quartiere di Torre Spaccata periferia est della Capitale. Alle 14.00 la donna cammina per la strada, ha la figlia in braccio. Accanto a lei c’è il marito. All’improvviso Asia inizia a piangere. La madre cerca di tranquillizzarla. Poi si accorge del sangue, della ferita. La donna guarda il compagno spaventata. La piccina viene portata all’ospedale Sandro Pertini. Qui i medici la visitano e si rendono conto che Asia è in condizioni critiche. Si decide di operarla, ma in un’altra struttura. Con un'ambulanza viene trasportata in codice rosso al Bambino Gesù: La bimba ha un foro all’altezza della scapola. Il piombino ha attraversato il torace della piccina da destra verso sinistra. Ha danneggiato i polmoni, procurato una lesione vertebrale e si è fermato vicino al cuore. I camici bianchi estraggono il piombino. Adesso Asia non è più in pericolo di vita.

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Roma, «Libera e felice», lacrime e fiori per l’ultimo saluto a Caterina

(Fonte: Corriere della Sera, di Maria Rosaria Spadaccino) – Libera e felice. La pensano così i suoi amici, i compagni di liceo, le amiche dell’università. Questa scritta luminosa, contornata da rose bianche e girasoli, firmata «Gli amici» è l’ultimo regal0. Insieme ad un cartellone con le foto dei viaggi, delle feste, delle passioni condivise. Lunedì Caterina Pangrazi, studentessa romana di 22 anni, uccisa lo scorso giovedì da un autobus a corso Vittorio, è stata salutata da parenti ed amici nella chiesa di san Lorenzo in Lucina. È sempre difficile partecipare – e quindi scrivere – ad un funerale. Ancor di più quando chi muore è così giovane. Ma è davvero arduo quando un dolore così profondo si esprime con una compostezza rigorosa.

La chiesa gremita

La sobrietà rende la tragedia ancora più profonda: ancor di più se una madre distrutta riesce anche a sorridere alle amiche della figlia in lacrime, un padre disperato parla agli amici della sua primogenita che non vedrà mai più raccontando «quando siamo uguali io e lei, per questo stavamo sempre a litigare», e un fratellino raccoglie una rosa bianca in terra e la poggia sulla bara della sorella scoppiando in lacrime. Lacrime silenziose, che nasconde ai tre fratelli più piccoli. Ieri alle 10 Caterina ha percorso per l’ultima volta le strade della sua adorata città, «no papà io alla Bocconi, a Milano non ci voglio andare io sono romana e qui voglio restare, Voglio studiare a Roma» racconta ancora suo padre. La basilica di San Lorenzo in Lucina è grande, ma non è sufficiente per accogliere tutti, non basta neanche lo spazio esterno antistante per raccogliere i fiori, firmati da amici e da tanti commercianti, associazioni e ristoratori del centro storico.

Il dolore degli amici

Caterina viveva in centro con la sua famiglia, da sempre. È tutti conoscevano lei, i suoi quattro fratelli (due maschi e due femmine) e i suoi genitori. Il microfono dall’altare funziona male, il celebrante si lamenta che forse non tutti riescono a sentire, ma poi continua la messa, il silenzio è cosi profondo che le parole del prete arrivano anche in fondo alle grandi navate. «Vi ringraziamo per l’attenzione, davvero, ma vi chiediamo di restare fuori. È il nostro saluto a Caterina vogliamo restare soli con lei», è la garbata richiesta dei familiari a chi deve seguire questo commiato funebre per lavoro. Una richiesta che non si può non accogliere. Così fuori davanti alla chiesa si condivide il dolore di decine di ventenni che non si danno pace, che hanno gli occhi persi nel vuoto, che non piangono per quanto hanno gia pianto. Ventenni belli, eleganti, come se fosse la festa di Caterina. Come se davvero stessero assistendo alla sua partenza per un bel viaggio, per un luogo dove essere sempre «Libera e felice».

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Paola Guerci: Casi di violenza sulle donne rappresentano uno stato d’ emergenza

Oggi pomeriggio, durante Punto Donna, si è parlato di cronaca con il consueto sguardo al femminile. A Roma una donna è stata picchiata dal marito che è finito in manette. Ennesimo caso di violenza che si va ad aggiungere a quello di Latina dove un uomo ha tentato di molestare una ragazzina. Altro caso di cronaca con al centro la molestia nei confronti di una donna: l'uomo che aveva palpeggiato una ragazza sull'autobus è stato scarcerato dopo tre giorni.
La Guerci ha quindi sottolineato uno stato di emergenza nella capitale, ma non solo. C'è anche il caso di Reggio Emilia, dove una donna è stata violentata. Salvini è intervenuto sulla notizia per sottolineare che il presunto violentatore era un richiedente asilo. Lo stesso Ministro dell'Interno si era espresso a favore della castrazione chimica nei confronti di chi commette tale violenza. La Guerci, nel commentare il fenomeno sociale, ha riflettuto sui fondi che non riescono ad emarginare questo fenomeno sempre più diffuso. 
Non solo cronaca locale, ma anche europea: a Parigi si è tolta la vita Oxana Shachko, una delle tre fondatrici di Femen, movimento femminista di protesta. 
In Punto Donna si è parlato anche del dibattito sul vertice delle nomine importanti quali quelle delle Rai perchè, stando alle indiscrizioni, ci potrebbero essere molti nomi femminili presenti. La mancanza di donne ai vertici di governi importanti lascia intendere che c'è ancora molto da fare in tal senso. 
Va ricordato che questa mattina c'è stato il monito del Presidente Mattarella di non discriminare le donne, in risposta alla lettera di protesta scritta dalle donne che non sono state elette nel CSM.  Molte giuriste hanno sollevato la polemica di fronte a questo caso di disparità molto forte. Su 21 posizioni disponibili, infatti, sono stati scelti 21 uomini. 
In conclusione la Guerci ha parlato del caso di una mamma cacciata da un ristorante di Genova colpevole di disturbare la quiete allattando. Nuovamente sotto i riflettori il tema delle mamme e dell'allattamento in pubblico che, secondo un sondaggio, è ancora considerato come un tabù e come una cosa disdicevole da fare. Il Campidoglio sta aprendo a tal proposito dei baby pit stop dove le mamme possono allattare in tranquillità.

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Primavalle: arrestato corriere della droga con 1kg di cocaina

Lo hanno seguito fino a Guidonia convinti che lì avrebbe caricato la nuova fornitura di cocaina da smerciare  nel proprio quartiere. Fermato e perquisito dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Primavalle, all’interno della macchina in uso al 31enne non hanno trovato nulla. Non hanno tuttavia interrotto l’attività di indagine.

Appurato che L.E.W. utilizzava anche un altro veicolo e che con lo stesso aveva percorso tragitti apparentemente senza senso, sono tornati in via Suor Celestina Donati dove il giovane aveva lasciato l’autovettura posteggiata. Nascosta nel portabagagli gli investigatori hanno trovato 1 kg di cocaina. La sostanza stupefacente del tipo “Corona” avrebbe fruttato circa 5.500 dosi. Accompagnato negli uffici di polizia l’uomo è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

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Gisci, sul lavoro delle famiglie per le scuole: “Bellissimo esempio di partecipazione delle famiglie”

Emanuele Gisci, assessore alle Politiche e all'Edilizia Scolastica del II Municipio, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale per esprimersi sul provvedimento preso sulla manutenzione degli edifici scolastici, alla quale potranno legalmente partecipare i genitori degli alunni

Un’idea che apre una discussione sul ruote delle istituzione nella manutenzione della scuole. “Abbiamo pensato a questo provvedimento non come sostitutivo della funzione pubblica, ma semplicemente per normare qualcosa che già accade da tempo: quel bellissimo connubio tra le istituzioni e le famiglie. Questo – spiega Gisci – ha portato spesso al bellissimo esempio di partecipazione delle famiglie nell’abbellimento degli edifici (sostituzione di maniglie, pittura delle mura, organizzazione della giornata ecologica). Cose che, prima, venivano fatta sottobanco”.

Gisci parla poi di come la misura è stata accolta dalle persone: “ La Conferenza Scuola-Municipio, dove sono rappresentati sia i genitori che le scuole, ci chiedeva da tempo di intervenire. Il provvedimento – quindi -è stato accolto molto bene. Da ora – spiega Gisci – le famiglie avranno l’opportunità di vedere riconosciuto il proprio lavoro. Il Municipio, invece, dà così avvio al processo partecipativo nelle scuole del II Municipio.

L’assessore Gisci passa poi a  commentare la questione delle condizioni degli edifici scolastici: "Non si può lasciare che gli interventi vengano effettuati a settembre. Noi abbiamo prodotto un accordo quadro per dividere il mincipio in due parti e provvedere alla manutenzione ordinaria degli edifici scolastici. Il problema riguarda quelli straordinari. Oggi abbiamo zero in cassa".

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Roma, piazza di Spagna: “Hai un gatto sotto la ruota” e tenta di svuotargli l’auto

(Fonte: la Repubblica, di Francesco Salvatore) – “Hai un gatto sotto la ruota, attento che lo schiacci”. Non un avvertimento a scopi zoofili, bensì la nuova frontiera del raggiro. In questo modo bizzarro, infatti, un uomo di 33 anni di origine libica, in compagnia di un complice, voleva derubare di tutti gli oggetti che aveva all’interno dell’abitacolo della propria auto l’agente dei vip Paolo Mascelloni.

Il fatto è successo sabato sera intono alle 23 e 30 in piazza di Spagna, dove il manager aveva appena accompagnato l’attore Giulio Berruti. Appena salito in auto l’uomo è stato avvicinato dal furfante, che l’ha avvertito sulla presenza dell’animale: “Sta proprio lì sotto”. Dall’altra parte della macchina, però, il complice era pronto a sgraffignare quanto c’era dentro alla Bmw dell’agente, ovvero una macchina fotografica del valore di diverse centinaia di euro.

Sul posto, però, c’era una pantera della polizia e il raggiro è andato in fumo. Il 33enne è stato arrestato mentre il complice, invece, se l’è data a gambe levate.
Ieri, in tribunale, il giudice ha convalidato l’arresto. L’uomo, assistito dall’avvocato Alessandra De Grazia, non ha ammesso alcuna responsabilità: “Volevo solo metterlo in guardia del gatto, non volevo rubare niente”, ha spiegato. Poi, però, ha patteggiato una pena di 6 mesi di reclusione per tentato furto.

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Roma, picchia la moglie, in manette per lesioni

(Fonte: www.repubblica.it)
Ha picchiato la moglie causandole lesioni che le sono costate 30 giorni di prognosi. Un uomo di 46 anni, di origine romena, è stato arrestato dalla polizia. Gli agenti sono intervenuti dopo la segnalazione fatta da un vicino di casa tramite il 112 numero unico di emergenza. Arrivati in via Castagnito gli agenti del reparto volanti hanno chiamato il 118 per soccorrere la vittima, che ha raccontato agli agenti di essere stata appena picchiata dal marito. I poliziotti si sono dunque diretti verso l'abitazione dell'uomo che, trovato in casa, ha dichiarato di aver avuto una lite con la moglie, senza tuttavia spiegarne il motivo. I medici hanno riscontrato alla donna, anche lei di origine romena, una ferita lacero contusa del labbro superiore ed inferiore, ematomi multipli del viso e diverse costole rotte: è stata giudicata guaribile in 30 giorni salvo complicazioni. Per il 46enne si sono spalancate le porte del carcere e dovrà rispondere dinanzi all'autorità giudiziaria del reato di lesioni.