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Ostia Antica, in fiamme il ristorante “Al contadino”. “Si valuta l’ipotesi attentato”

(Fonte: la Repubblica, di Federica Angeli) – Poco dopo la mezzanotte un incendio doloso ha distrutto il ristorante Al Contadino in Via della Macchiarella 128 a Ostia Antica. Il locale sottratto a coloro che sono stati indicati dall'operazione Alba Nuova come i prestanome del clan Fasciani, la famiglia Ciolli, è gestito da due anni dagli stessi amministratori giudiziari che gestiscono lo stabilimento Village e tutti i beni sottratti al clan di don Carmine.

Lo scorso giugno Al Contadino è passato dal sequestro alla confisca, come tutti i beni dei Fasciani su disposizione del presidente del tribunale per i beni confiscati Gugliemo Muntoni. Il rogo del locale arriva a tre giorni dall'aperitivo della Legalità organizzato dall'associazione Antimafia Noi proprio in quello che è stato lo stabilimento a loro sottratto. E arriva anche dopo una serie di angherie e dispetti durati mesi.

I Ciolli mandati via dal Contadino hanno aperto un ristorante a pochi metri da quello e sulla loro pagina Facebook, ancora intestata al vecchio locale, hanno scritto il 4 luglio un post in cui, parafrasando i nomi dei due amministratori giudiziari, Angelo Oliva e Francesca Bastiani, accusano loro di andare a braccetto con l'illegalità. Diverse autobotti dei vigili sono ancora al lavoro per domare le fiamme. Sull'episodio indaga la procura di Roma.

L’Associazione Antimafia NOI esprime totale solidarietà agli amministratori e ai dipendenti del ristorante, per quella che sembra essere, a tutti gli effetti, un’azione intimidatoria. “A tre giorni dall’Aperitivo per la legalità, un atto inqualificabile che ha colpito gli amici che, insieme a NOI, stanno lavorando per riportare la legalità nel X Municipio”, ha commentato Massimiliano Vender, presidente dell’Associazione, il quale prosegue sottolineando che “noi non abbiamo paura e continueremo a impegnarci per impedire che simili avvenimenti possano minare il cammino che abbiamo iniziato e che proseguirà con rinnovato vigore. Voi volete distruggere il presente, NOI vogliamo costruire il futuro. Lanceremo un appello a tutti i nostri iscritti per ricostruire insieme il locale andato in fiamme”.

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E’ morto Sergio Marchionne, l’uomo che salvò l’auto italiana. Elkann: “Per sempre riconoscenti”

(Fonte: la Repubblica, di Paolo Griseri) – Aveva pianificato tutto, una pausa di pochi giorni per poi tornare immediatamente al lavoro. Marchionne, 66 anni compiuti a giugno, è morto all'ospedale universitario di Zurigo dove era stato ricoverato il 27 giugno per un intervento alla spalla destra. John Elkann, il presidente della holding Exor e della stessa Fca, ha affidato a poche righe il suo pensiero: "E' accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l'uomo e l'amico, se n'è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell'esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler. Rinnovo l'invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio".

L'ultima uscita pubblica del manager era stata due giorni prima del ricovero, a Roma, alla consegna di una Jeep all'Arma dei carabinieri. Era già affaticato, chi lo ha visto quel giorno ricorda che parlava con difficoltà. Ma per lui, figlio di carabiniere, quell'appuntamento era irrinunciabile. È stato il suo ultimo saluto, per molti aspetti simbolico, la chiusura del cerchio di un'esperienza umana e professionale.

Dopo l'intervento alla spalla destra, a fine giugno, le sue condizioni parevano nella norma. Dieci giorni fa l'aggravamento per quelle che i sanitari hanno definito "complicanze postoperatorie". La situazione sarebbe precipitata all'inizio di questa settimana. L'amministratore delegato di Fca ha perso conoscenza. Venerdì John Elkann ha constatato che "Marchionne non potrà tornare a fare l'amministratore delegato".

Era arrivato a Fca nel 2003, come consigliere di amministrazione. Avrebbe assunto la carica di ad l'anno successivo. "Perdiamo due milioni di euro al giorno, la situazione non è semplice", aveva constatato. La rinascita di Fca dopo la rottura del patto con Gm e la restituzione dei debiti alle banche, è stato il suo primo successo. L'azienda è solida ma il vento della crisi mondiale mette di nuovo tutto in difficoltà. Nel 2009 Marchionne cerca la salvezza nel salvataggio di Chrysler e nella fusione di Fiat con la casa americana. Con Fca nasce un colosso da 4,5 milioni di auto all'anno, il settimo costruttore mondiale. Nel 2010 lo scontro con la Cgil. Marchionne chiede la rinuncia allo sciopero, come aveva ottenuto in America. I sindacati si dividono. Il piano Fabbrica italia, travolto dalla crisi globale, non viene realizzato. Nel 2014 Marchionne fissa un nuovo obiettivo: entro fine 2018 azzeramento dei debiti e della cassa integrazione. Il primo viene centrato, la cassa riguarda ancora il 7 per cento dei dipendenti. Era il 27, quattro anni fa. Negli ultimi anni Marchionne tenta un nuovo accordo con Gm per creare il primo produttore mondiale e risparmiare sugli investimenti. Da Washington arriva un "no". Nel 2017 annuncia la sua uscita di escena da Fca. Dopo aprile 2019 sarebbe rimasto presidente di Ferrari.

Negli ultimi giorni Marchionne è stato assistito dai due figli, Alessio Giacomo e Johnatan Tyler, e dalla compagna Manuela. Già sabato i consigli di amministrazione hanno nominato i successori. In quel giorno, quando si è capito che le sue condizioni di salute erano ormai disperate, è stato sostituito negli incarichi da Mike Manley che oggi debutta davanti ai mercati come nuovo amministratore delegato, presentando i risultati semestrali del gruppo Fca. Gli ultimi raggiunti sotto la guida di Marchionne.

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Incendi ad Atene, si temono cento morti. Giallo sulle cause, il governo sospetta azione dolosa

 

(Fonte: la Repubblica) – ATENE (GRECIA) – L'ultimo bilancio ufficiale (Ore 7:00 del 25/7/2018) – Mentre finisce la prima notte dopo il dramma – è di 79 vittime accertate e almeno 550 feriti, tra cui 16 bimbi in gravi condizioni. Finora non ci sono italiani irreperibili. Ma le autorità locali temono che le vittime possano essere anche cento tra le migliaia di persone in  fuga dal nelle 24 ore di fiamme in due grandi foreste che lambiscono Atene e che centinaia di vigili del fuoco non riescono a domare, anche a causa del forte vento. Il premier Tsipras ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale, lo stato di emergenza e chiesto l'aiuto dell'Unione Europea.

La maggioranza delle vittime è stata ritrovata senza vita in casa o nell'auto, nel resort marino di Mati, una località turistica costiera nella regione di Rafina, a circa 40 km a nordest di Atene. Nella stessa località 26 corpi carbonizzati sono stati rinvenuti nel giardino di una villa. Altre vittime sono state trovate abbracciate l'una all'altra sulla spiaggia di Argyri, sempre a Mati: i corpi, tra i quali quelli di bambini, giacevano a una trentina di metri dal mare, nelle vicinanze di un ristorante molto frequentato. Nello stesso punto sono state trovate decine di automobili carbonizzate.  Sono almeno 550 le persone rimaste ferite negli incendi, almeno 16 i bambini in gravi condizioni, ha riferito la Croce Rossa.

Grecia, emergenza incendi: il villaggio di Mati è un cumulo di cenere

A migliaia, con i corpi neri dalla fuliggine, si sono riversati sulle spiagge o sono saliti su imbarcazioni per sfuggire alle fiamme. Navi militari sono state dislocate lungo le coste delle zone colpite da incendi, per evacuare via mare la gente intrappolata dai roghi. Cinque persone che si erano gettate in mare per sfuggire agli incendi che li avevano circondati nei pressi di Rafina, a nord di Atene, sono state salvate da una nave traghetto. 

Altri cinque, invece, non ce l'hanno fatta. L'ultimo corpo recuperato è quello di un uomo, che si presume sia affogato tentando di scampare alle fiamme. Gli altri cadaveri sono di tre donne e un bimbo. E si teme per la sorte di due turisti danesi, che con altre persone – tutte messe in salvo – hanno utilizzato un gommone per sfuggire ai roghi. L'Unità di crisi della Farnesina sta verificando l'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani. Sono circa 700 le persone salvate fino ad ora dalla Guardia Costiera.

"Per fortuna c'è il mare, siamo scappati in mare, perché le fiamme ci stavano inseguendo fino in acqua". Lo ha detto un testimone, Kostas Laganos, scampato alle fiamme in Grecia, citato dalla Bbc online. Il fuoco "ci ha bruciato la schiena e ci siamo tuffati in acqua. Ho detto 'mio Dio, dobbiamo correre a salvarci'".

Grecia, incendi. I superstiti di Mati: "Ci siamo tuffati in mare per salvarci" 

Un secondo rogo sta devastando le pinete in una zona a 50 chilometri a ovest di Atene. Il fumo denso, arrivato fin sulla capitale, ha costretto alla chiusura della principale autostrada di collegamento con il Peloponneso.

Al momento, hanno riferito i pompieri, ci sono ancora tre incendi in corso nella regione dell'Attica, ma altri roghi minacciano anche altre zone del Paese, in particolare a Corinto, nel Peloponneso e nell'isola di Creta. A rendere difficile il lavoro dei vigili del fuoco è il forte vento. Il portavoce del governo, Dimitris Tzanakopulos, ha annunciato per oggi l'arrivo di Canadair dalla Spagna e di volontari da Cipro.

Atene, emergenza incendi: le fiamme si avvicinano alla città

Soccorsi europei stanno affluendo anche in Svezia, dove da giorni si combatte contro le fiamme, con alcuni dei peggiori incendi boschivi che il Paese abbia mai visto. Dopo l'appello all'Ue lanciato da Stoccolma, Francia, Germania e Danimarca hanno inviato oltre 100 persone mentre la Polonia ne ha inviate 139 insieme a un gruppo di autopompe. Anche l'Italia ha messo a disposizione due Canadair, così come il Portogallo, mentre elicotteri sono arrivati da Norvegia, Germania e Lituana.

Ancora ignote le cause dell'incendio, ma il governo greco sospetta che siano di natura dolosa. "Nulla resterà senza risposta" ha dichiarato il premier greco Alexis Tsipras. Le fiamme sono divampate in luoghi diversi e distanti tra loro e anche per questo lo stesso Tsipras, in mattinata, aveva parlato di "incendi asimmetrici". Alcuni media greci ipotizzano, inoltre, che piromani siano entrati in azione per saccheggiare le case abbandonate dai turisti o per motivi di speculazione edilizia.

Il precedente di Olimpia. La Grecia ha vissuto altri tragici precedenti di devastanti incendi: undici anni fa, nel 2007, una serie di roghi divampati nell'ultima settimana di agosto, costarono la vita a 67 persone. Le fiamme interessarono principalmente il Peloponneso occidentale e meridionale e l'Eubea meridionale. Il fuoco minacciò anche la distruzione della città antica di Olimpia, evacuata il 26 agosto. Negli oltre 3mila incendi boschivi, di origine dolosa e favoriti dalle altissime temperature di quell'estate, sopra i 40 gradi, e dalla siccità, andarono in fumo 2.700 metri quadri (370 mila acri) di foreste, oliveti e vigne. Oltre 2.100 edifici furono distrutti dalle fiamme.

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Massaggio fatale per un cliente

(Fonte: Corriere della Sera, di Giulio De Santis) – Il sogno di rilassarsi con un massaggio professionale, cogliendo soprattutto l’occasione per vivere un’ora fuori dagli schemi. Con questi pensieri un signore di 52 anni, separato, è morto venerdì durante una seduta di happy ending. Massaggi pubblicizzati come romantici, mentre in realtà vanno considerati una terapia erotica di distensione dei muscoli.

Ora sul decesso dell’uomo la procura ha aperto un’inchiesta: il pm Attilio Pisani ha rinvenuto nella tragedia gli elementi costituitivi del reato di omicidio colposo. Al momento non ci sono indagati, ma è stata disposta l’autopsia per chiarire se le cause della morte siano legate al modo in cui è stato praticato il massaggio. La cui caratteristica principale – considerata legale – è appunto il finale hot. E saranno proprio gli effetti del happy ending– finito in passato nel mirino del Codacons che lo considera un modo per mascherare la prostituzione – a essere oggetto dell’esame autoptico disposto dal pm.

Il dramma è avvenuto in un centro benessere situato al civico 21 di via Val Passiria, a Montesacro. Il signore varca la soglia del locale nel pomeriggio. Le sue condizioni di salute sono buone. L’unica doglianza sono i normali acciacchi dovuti all’età. Si distende sul lettino, contento all’idea di godersi una parentesi lontana dalla routine quotidiana. Comincia il massaggio, dura qualche minuto senza problemi. Finché arriva l’istante culmine, quello più atteso, il cosiddetto happy ending. Che tuttavia diventa fatale per il signore, morto proprio nell’attimo più desiderato.

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Rusconi: “Sulla manutenzione degli edifici scolastici ancora molto da fare”

Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e Lazio, è intervenuto a Radio Roma Capitale per esprimersi sulla manutenzione delle scuole della Capitale.

“C’è ancora molto da fare, i municipi stanno operando a macchia di leopardo. Il primo e il secondo municipio hanno usato il lavoro dei genitori di buona volontà. Quando l’anno passato chiesi alla sindaca di favorire la partecipazione dei genitori, rispose che l’azione di manutenzione degli edifici scolastici spetta al pubblico. Io – spiega Rusconi – sono d’accordo che è lo Stato a dover intervenire". Tuttavia, se al settore pubblico mancano i fondi e non può provvedere, chiaramente bisogna valutare altre opzioni.   

"Una cosa che chiediamo da anni – prosegue il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e Lazio – è la ricognizione dei lavori da fare (intonaci, finestre, scale antincendio, manutenzione semplice e straordinaria). Non siamo mai stati accontentati”.

Mario Rusconi si sofferma poi sul concorso dei presidi: “ Non ha senso, però, fare la preselezione attraverso domande insensate e astruse. Ad un preside serve avere capacità relazionale, non imparare le cose mnemonicamente. 

Sull’abbandono scolastico, Rusconi lamenta l’alto tasso di abbandono scolastico: “Nel biennio degli istituti tecnici e professionali del sud, la percentuale d'abbandono è talmente alta che si capisce il ruolo della micro criminalità”.

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Atac cambia: si premia la produttività

 In coerenza con le previsioni del Piano Industriale, l'azienda e le parti sociali hanno siglato uno storico accordo che introduce un sistema di incentivi basato sulla produzione chilometrica di superficie, rivolto – in questa prima fase sperimentale – ad autisti ed operai. L'accordo è stato firmato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl autoferrotranvieri e Faisa Confail. Con il nuovo sistema, sarà premiato il personale appartenente alle singole rimesse che supererà la produzione assegnata nel periodo estivo e di riavvio del servizio scolastico. L'incentivo economico non sarà erogato a tutti indistintamente, ma soltanto ai dipendenti che avranno maggiormente contribuito al buon risultato della rimessa di appartenenza. Il premio verrà versato per scaglioni crescenti a seconda del livello di obiettivi raggiunti. 

L'accordo consentirà di migliorare il servizio per la città, attraverso la condivisione degli obiettivi, da un lato fra autisti ed operai, e dall’altro tra dipendenti e azienda. Questo nuovo approccio alle attività lavorative da parte di ogni famiglia professionale coinvolta farà crescere il senso di appartenenza, sia a livello aziendale che di singola rimessa, stimolando il lavoro di squadra e consentendo la distribuzione ai lavoratori di una parte dei ritorni economici generati dai recuperi di efficienza. Con quest'accordo si apre finalmente la strada verso lo sviluppo di un sistema premiante che coinvolgerà progressivamente tutte le risorse di Atac, nel solco di un miglior rapporto tra azienda e dipendente, che è la base per un nuovo e migliorato rapporto con la clientela.

Dichiarazione del Presidente, Paolo Simioni. "Questo accordo è un nuovo e fondamentale passo avanti nel risanamento e rilancio di Atac. Grazie anche allo  sviluppo di proficue relazioni con le organizzazioni sindacali, ora siamo in grado di distribuire ai lavoratori una parte della creazione di valore, secondo uno schema che si propone di  portare gradualmente l’efficienza del privato all’interno di un’azienda pubblica”.

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Boccea, presunto spacciatore finisce in manette

Nel corso di uno specifico servizio antidroga, i Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo hanno arrestato un cittadino albanese di 24 anni per spaccio. Il ragazzo si trovava in Largo Boccea quando è stato sorpreso mentre spacciava ad un coetaneo una dose di cocaina. Presso la sua abitazione in piazza Cardinal Ferrari, sono stati rinvenuto ulteriori 22 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi e  relativo materiale utilizzato per il confezionamento. I Carabinieri hanno inoltre recuperato 1.850 Euro che il ragazzo aveva con se, ritenuti provento dell’attività di spaccio. L’arrestato è stato trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.

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Nomine CSM e Consulta, Punto Donna: “Mattarella striglia i politici”

Il Presidente della Repubblica Mattarella, che spesso si è espresso sulla parità di genere, ha commentato la dibattuta questione delle nomenine al Consiglio Superiore della Magistratutra e alla Consulta: "Il mondo – sentenzia Mattarella – non è composto solo dal genere maschile". La dichiarazione viene rilasciata dopo l’appello delle 60 costituzionaliste italiane in proesta per la nomina di 21 uomini e nessuna donna. La denuncia delle professoresse ordinarie associate di diritto costituzionale è chiara: "Ci sono solo uomini negli organi di garanzia".

Tale circostanza ha portato le donne dell'associazione italiana costituzionalisti alla mobilitazione e, in particolare, alla stesura di una lettera diretta ai  Presidenti delle Camere. Le profesessoresse si dicono stupite e preoccupate per la decisione, presa in evidente violazione dell’art. 51 della Costituzione, che assicura il diritto di uomini e donne ad accedere in uguaglianza agli uffici pubblici.

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Matteo Barbieri, ira della madre: «Ricerche in ritardo». Accuse sul web: non è stato un incidente

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Rosalba Emiliozzi)E' solo un incidente o c'è qualcos'altro dietro la morte di Matteo Barbieri? Il mondo del web in queste ore sta avanzando dubbi e si rincorrono, con il meccanismo moltiplicatore della condivisioni, tesi che ragionano sull'omidicio stradale, sull'ipotesi che un eventuale pirata, forse ubriaco, possa aver incrociato sulla sua strada la moto di Matteo, l'abbia centrato scaraventandolo via e uccidendolo. Per evitare arresto e processo, il pirata avrebbe nascosto il cadavere senza soccorrere il ragazzo. «Io, al momento, credo si sia trattato di un incidente, ad altro non credo e non so perché stanno scrivendo queste cose su mio figlio – dice al telefono la madre di Matteo, Maria Mogavero – se ci sono altre ipotesi sarà la magistratura a doverle accertare, ma per ora non abbiamo comunicazioni in tal senso». La donna è disperata, è appena finita l'autospia del figlio, il 18enne della Baldunina trovato morto sulla pericolosa strada Braccianese a nove giorni da quello che, ad oggi,  sembra un incidente autonomo. Appena il magistrato darà il nulla osta saranno celebrati i funerali, che non sono stati ancora fissati.
GLI ACCERTAMENTI. Dopo il ritrovamento gli agenti del distaccamento Polstrada di Monterosi hanno fatto ulteriori accertamenti sulla morte del Matteo, scomparso la notte del 12 luglio scorso e ritrovato senza vita in prossimità del km 5+200 della strada provinciale Braccianese. Il ragazzo, in sella alla sua moto Honda, avrebbe dovuto far rientro da Roma ad Anguillara Sabazia. Dai rilievi è emerso che nel tratto di strada a doppio senso, all'altezza di una curva a sinistra, il centauro è uscito di strada e, dopo aver urtato un albero, ha finito la sua corsa all'interno di un canale nascosto dai cespugli. I poliziotti stanno effettuando ulteriori accertamenti per chiarire quali possono essere state le cause che hanno portato al decesso: un animale che ha attraversato all'improvviso, un colpo di sonno, una distrazione o anche l'ipotesi di un'eventuale collisione con un altro mezzo. Quest'ultima tesi è stata rilanciata ieri sulla sua pagina Facebook da Riccardo Corsetto, come la «teoria del gatto nero» con gli «strani movimenti della sim» di Matteo e il corpo che non viene visto da amici e parenti che in quel punto, dove si aggancia il telefono di Matteo per l'ultima volta, hanno affisso manifesti e fatto ricerche.

LA RABBIA. Ed è proprio sulle ricerche che mamma Maria è molto arrabbiata: «E' stato un incidente sì, ma si è proceduto male, per allontamento volontario solo perché mio figlio era maggiorenne, ma Matteo non si sarebbe mai allontanato, non ne aveva motivo. Poi ci sono stati problemi nelle ricerche ritardate e, successivamente, nel reperire tutti gli oggetti di mio figlio, trovati non dagli investigatori ma da mio padre o da amici sul posto». Il corpo senza vita è stato ritrovato solo dopo nove, lunghissimi, giorni. «E io non posso neanche riconoscerlo visivamente, non posso neanche vederlo, sono passati otto giorni, c'è stato il diluvio, immagini come è ridotto. Ho anche questo grande dolore di non poter rivedere mio figlio».

IL RICORDO.  La mamma traccia il ritratto del ragazzo, studente dell'Enrico Fermi, eccellente in informatica e con la voglia di riprendere gli studi e fare l'università. «Era un bravissimo ragazzo – dice la mamma – quest'anno, per un problema di assenze, non aveva voluto fare la maturità ed era andato a lavorare come cameriere per non pesare sulla famiglia, l'aveva fatto anche a 17 anni, anche se non ne aveva bisogno. I soldi gli servivano per la moto, la benzina e piccole spese». Da qualche tempo Matteo era andato a vivere ad Anguillara da un amico e nella notte tra l’11 e il 12 agosto, dopo il turno di lavoro al ristorante “Capperi!” alla Balduina, aveva inviato un messaggio alla fidanzata, Diana: «Amore sto tornando a casa». Un sms era arrivato anche alla mamma, prima di mettersi in moto e andare sulla Braccianese dove ha perso la vita e dove solo dopo appelli strazianti dei genitori e continue ricerche è stato ritrovato. «Matteo non è riuscito a godersi la sua vita», dice la mamma.

 

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Francesca Del Bello: “Piazza Mancini e Villaggio Olimpico parte dell’opera di riqualificazione del verde di Flaminio”

La Presidente del II Municipio Francesca Del Bello, si è espressa ai microfoni di Radio Roma Capitale sul restyling di Piazza Mancini, la cui inaugurazione si terrà oggi alle 18:00.

Piazza Mancini – dice Francesca Del Bello – negli ultimi anni aveva subito un utilizzo non proprio da parte di alcune persone. L’intervento di restyling aveva ricevuto i finanziamenti nel 2015. Siamo intervenuti su tutta l’area verde, realizzando un’area giochi per bambini recintata da una cancellata e abbiamo sistemato le aiuole. 

Abbiamo voluto, inoltre, realizzare eventi culturali che, chiaramente, possono essere gli elementi giusti per tirare fuori la piazza dalla situazione di degrado in cui si trova. Anche quest'anno si realizzerà un’arena all’aperto con un palco (che è attivo da un mese). Si è tenuta, tra l’altro, una rappresentazione teatrale in ricordo della strage di via D’amelio. L’intervento vuole essere parte dell'opera di riqualificazione dello spazio verde del Flaminio

La sfida maggiore – continua la Presidente del II Municipio – è mantenere la zona in questa condizione.In questo senso, stiamo tentando di avere competenza sull’area verde, in modo tale da poter manutenere l’area. Vorremmo anche portare decoro anche sulla fermata del bus.

Allo stesso tempo, stiamo tentando di fare un lavoro di persuasione nei confronti della comunità peruviana che frequenta la piazza e, a volte, tiene comportamenti illegali. La polizia locale e il Commissariato di Villa Gloria collaboreranno per tenere l’area sicura.

Oltre a piazza Mancini, ci stiamo concentrando sul Villaggio Olimpico di cui, però, la competenza è ripartita tra varie istituzioni. Con l’auditorium abbiamo una convenzione da circa un mese. Come da progetto, concederemo l’uso dell’area pedonale al complesso culturale. L’auditorium provvederà a manutenere la strada e il verde ( aiuole e una parte del parco di via Germania). Sul villaggio olimpico abbiamo partecipato ad un bando con architetti e ASL. Lo scopo è la partecipazione del Municipio alla rifunzionalizzazione degli spazi verdi del villaggio.