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Camping River, Civica (Uil): lo sgombero è inaccettabile e inumano

il segretario generale della Uil del Lazio Alberto Civica ha commentato in maniera decisa quanto accaduto al Camping River: “È inaccettabile quanto accaduto al camping River. Inaccettabile e indegno di una società. Buttare per strada 350 persone come fossero oggetti non rientra in alcuna logica civile. Lasciare queste persone sui marciapiedi o sotto i ponti, incrementare altri campi Rom dove sono costretti a rifugiarsi in molti, risolverebbe la presunta emergenza igienico sanitaria a cui si appella il Campidoglio? Dividere i nuclei famigliari a cosa servirebbe se non ad evocare spettri non più così lontani, purtroppo? Togliere le persone dalle proprie abitazioni, qualunque esse siano, senza garantire loro un’alternativa è un’operazione disumana che ricorda i periodi più bui della nostra storia. Temiamo per tutto quello che sta accadendo in questa città che ultimamente sembra essere tornata indietro di quasi un secolo”. 

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Atac Roma, il tribunale dà l’ok al concordato preventivo

(Fonte: www.repubblica.it)
Il Tribunale fallimentare di Roma ha ammesso la società al concordato preventivo. Il tribunale, ha scritto Atac in una nota, "ha valutato positivamente il lavoro effettuato dalla società, concretizzatosi nel Piano industriale depositato a gennaio 2018 e nella proposta concordataria, tesa a garantire la migliore soddisfazione possibile dei creditori, in discontinuità rispetto al passato e nel pieno rispetto delle regole". "Sono molto soddisfatto – ha dichiarato il presidente Atac Paolo Simioni – Quando sono arrivato a agosto 2017 l'azienda non riusciva più a pagare gli stipendi, i fornitori non rispondevano al telefono ed erano arrivati i primi pignoramenti dei conti correnti. Abbiamo subito preso atto della gravità della crisi e ci siamo messi immediatamente al lavoro. Grazie all'impegno di Atac e dei consulenti legali e finanziari siamo riusciti a costruire un Piano Industriale credibile che, come oggi viene sancito dal Tribunale, è in grado di garantire la migliore soddisfazione dei creditori e consentire il risanamento e rilancio della societa'. È stato un lavoro intensissimo, di una complessità unica per le tematiche affrontate e le eccezionali dimensioni dell'impresa". "Oggi Atac – prosegue Simioni – è un'azienda che paga regolarmente gli stipendi a oltre 11.000 dipendenti, versa i contributi, paga i fornitori a trenta giorni, effettua importanti investimenti in autofinanziamento, il tutto in attuazione del Piano industriale depositato a gennaio. La società ha migliorato sensibilmente tutti gli indicatori finanziari e economici. Con il decreto di ammissione, il Tribunale e la Procura riconoscono all'azienda che la strada che abbiamo intrapreso a settembre era quella giusta: si è trattato di una scelta non facile, ma che abbiamo preso con coraggio e portata avanti con ferma determinazione. Non è stato sempre facile tenere dritta la barra. Le criticità sono state molte, ma non abbiamo mai perso di vista l'obiettivo: ripagare il debito attraverso la continuità aziendale e risanare Atac, nel rispetto delle regole, insieme ai nostri dipendenti e fornitori. La strada ora è segnata, a fine anno ci aspetta l'assemblea dei creditori. Siamo fiduciosi – conclude – che il Piano e la Proposta Concordataria consentiranno a tutti i creditori di valutare positivamente la nostra proposta, forti del positivo riconoscimento del Tribunale, della consistenza dei flussi che garantiremo loro, della nuova solidità che stiamo dimostrando giorno per giorno". La sindaca Virginia Raggi, con un tweet, ha definito l'ok al concordato come "un passo decisivo verso il risanamento e il rilancio dei trasporti a Roma".
 

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Roma, bambino di 5 anni travolto da auto mentre va in bici: è in ospedale

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Un bambino di cinque anni è stato travolto da un'auto ieri sera mentre era in bicicletta. È accaduto alla periferia di Roma, in via Cartoceto, zona Castelverde. Il bimbo è ricoverato in ospedale in prognosi riservata. Al volante dell'auto una cittadina romena di 37 anni che si è fermata a prestare soccorso. Sul posto per i rilievi la polizia locale. A quanto ricostruito finora dai vigili, il bimbo si è allontanato con la sua bici da casa avrebbe preso una curva larga e si è scontrato con la macchina che veniva in senso contrario.

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Roma, inchiesta Casamonica: prescrizioni e «favori» nella carriera del boss Bìtalo

(Fonte: Corriere della Sera, di Fulvio Fiano) – Salvato dalla prescrizione (sei anni per una sentenza di appello), scarcerato già prima come tossicodipendente (frequentava il locale dove spacciava la famiglia), beneficiato dal misterioso smarrimento della denuncia di una sua vittima, trattato come un delinquente comune pur avendo un già ricco curriculum criminale. La resistibile ascesa del boss Giuseppe Casamonica ha goduto di benevoli ostacoli, se non addirittura colpose agevolazioni. Circostanze raccolte dal pm Giovanni Musarò a corredo degli oltre 30 arresti eseguiti il 17 luglio contro il ramo della famiglia sinti che ha nel 46enne Bìtalo (padre di quattro figli e già nonno) il suo capo indiscusso.

Già nel 1996 una sentenza contro il cassiere della Magliana, Enrico Nicoletti, indicava i Casamonica come i veri temuti esattori della famigerata associazione criminale. Eppure, racconta la pentita Debora Cerreoni all’inizio della sua collaborazione, maggio 2015, nessuna speciale sorveglianza c’è su di loro in carcere. «A Rebibbia — dice la donna fuggita dal clan — i colloqui con i bambini avvengono presso l’area verde, dove non c’è il rischio di essere intercettati». Ed è durante questi colloqui privati, hanno poi dimostrato le indagini, che Giuseppe impartisce alla sorella Liliana le indicazioni per gestire gli affari all’esterno.

In quell’epoca Bìtalo sta scontando una condanna definitiva a 10 anni, che riconosce fin dal 2009 l’esistenza di una associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con base in vicolo di Porta Furba. Ma la sua permanenza in carcere sarebbe potuta essere più lunga se non fossero intervenuti due fattori. Il primo è che una ulteriore condanna a sei anni del giugno 2008 (estorsione ai danni di una pizzeria sulla Tuscolana) non produce effetti perché la sentenza di secondo grado arriva solo nel 2014 e il reato viene dichiarato prescritto dalla Corte d’appello, che pure riconosce la «configurabilità dei delitti».

Il secondo alleggerimento della sua detenzione arriva in virtù di un’ordinanza del Tribunale di sorveglianza del marzo 2017, che accoglie la richiesta di trasferimento in una struttura di recupero per tossicodipendenti a Trivigliano, nel frusinate, per scontare l’ultimo anno di pena. Un affidamento in prova così motivato: «La misura appare idonea ad assicurare per il condannato una possibilità di recupero e il contenimento della sua pericolosità sociale (…) Egli non commette reati dal 2009 (era in carcere da quasi 10 anni, ndr)». La sua condizione di cocainomane, annota ancora il giudice, è aggravata dal fatto che «occupandosi della gestione di un locale notturno a Roma è entrato in contatto con ambienti sociali nei quali era diffuso e abituale l’uso di sostanza stupefacenti (…) La famiglia per lui rappresenta un valido sostegno». Un anno dopo, Bìtalo tornerà in carcere con l’accusa di gestire assieme a figli e familiari un traffico di droga, fornita dalla ‘ndrangheta degli Strangio.

Infine un episodio rimasto senza spiegazioni. Una delle vittime citate nell’ultima ordinanza, Ernesto Sanità, al quale è stata tolta la casa da Giuseppe Casamonica per pagare un debito, già nel giugno 2007 era andato in commissariato a denunciare. Denuncia regolarmente protocollata ma, come ricostruito dagli accertamenti chiesti dal pm, mai trasmessa in procura. «Suddetta carenza — annota l’informativa della questura — è da ricondursi al mancato sviluppo dell’indagine che avrebbe consentito l’identificazione completa dell’autore del fatto, per come può evincersi dagli elementi raccolti».

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Via dei Gordiani, controlli all’interno del campo nomadi da parte della Polizia

Continuano i controlli straordinari predisposti dal Questore Guido Marino, con specifica ordinanza di servizio, a Torpignattara e all’interno del campo nomadi di via dei Gordiani.
Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di zona, diretto dal dr. Giuseppe Amoruso, con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, della Polizia Stradale, del Reparto Mobile, hanno identificato, nel campo, circa 100 persone di varie etnie.
Un cittadino rom è stato denunciato in stato di libertà per violazione della legge sull’immigrazione, mentre un altro è stato accompagnato negli uffici del Gabinetto della Polizia Scientifica per identificazione.
Particolare attenzione alle autovetture presenti all’interno del campo dove personale della Polizia Stradale, ultimati gli accertamenti, ha elevato 5 contravvenzioni per violazione al codice della strada e al sequestro di due autovetture presenti.
Presente sul posto personale dell’Ama che ha monitorato le condizioni igienico sanitarie dei luoghi per eventuali futuri interventi.
Durante i controlli, gli investigatori hanno arrestato,  per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, T.A., 47enne di origine albanese, poiché trovato in possesso di 140 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento – indagati in stato di libertà 3 cittadini di origine rumena per ricettazione in concorso tra loro in quanto trovati con 100 Kg. di rame.
Infine sono stati effettuati controlli amministrativi presso due attività commerciali, i c.d. “Compro Oro”, e accompagnati negli uffici competenti 3 cittadini stranieri per essere identificati.

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Roma, 8 volte no alle case offerte dal Comune: a Strasburgo il report sui rom del River

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – I sì dei Camen e dei Filip: i primi a Craiova da qualche giorno riabbracciano i tre nipoti e l’unica figlia che era rimasta in Romania; i secondi, col sostegno economico del Campidoglio, già in affitto a Brasui Postouaro – centro urbano 120 chilometri a nord di Bucarest – e col lavoro assicurato in un cantiere edile del posto. Ma soprattutto i tantissimi no – detti in rumeno, bosniaco e kosovaro – che hanno segnato l’ultimo mese di trattative tentate dal Comune di Roma in vista dello sgombero del Camping River, il villaggio con 400 rom sulla Tiberina.

I verbali relativi a due anni di tentativi, i report quotidiani degli operatori sociali e del pool di psicologi mandati dal Comune, le video-storie e le coordinate delle famiglie che hanno detto no per continuare a vivere dentro al River nonostante l’avviso di sfratto notificato dal Comune, sono stati inviati ieri a Strasburgo alla Corte europea dei diritti dell’uomo dopo che i giudici hanno deciso per la sospensione (fino a domani) dello sgombero coatto. Giga e giga di dati a testimonianza dello sforzo dell’amministrazione nel proporre alle famiglie rom delle alternative a degrado, miseria e illegalità. Dal contributo all’affitto alle soluzioni di accoglienza presso le strutture capitoline fino al rientro volontario assistito, opzione quest’ultima sostenuta da un contributo di 3 mila euro all’anno prelevato dalle casse comunali. Tutte proposte formulate ad ogni colloquio con i nuclei familiari in questione, e quasi tutte puntualmente rispedite al mittente: alcune famiglie hanno rifiutato otto offerte del Comune.

Come nel caso della famiglia G., nucleo di sei persone rumene, che nell’ultimo mese ha detto quattro volte no al Campidoglio nonostante il primo abbocco – lo scorso 23 maggio, già si sapeva che il campo doveva essere smantellato -, avesse lasciato presagire un esito positivo della trattativa pre-sgombero. Gli operatori avevano infatti incassato dai G. la disponibilità a esaminare le soluzioni dell’amministrazione, quindi avevano fissato la data per il colloquio ufficiale. Al quale, però, alla fine nessuno si è presentato, buca in piena regola. Un «silenzio dissenso» che, secondo Arun -capofamiglia dei G. – valeva come un «non ci interessa più».

Il secondo tentativo è del 14 giugno: ai G. viene offerta una possibilità in una struttura del Comune. Però il no viene messo a verbale quasi subito, perché al River si sa da tempo che in tante case accoglienza della Capitale alle famiglie tocca dividersi per sistemarsi – i padri da una parte, moglie e figli da un’altra – e Arun (comprensibilmente) non vuole. Così gli operatori sociali riprovano garantendo ai G. un posto nella struttura situata in via Toraldo: lì le famiglie possono restare unite, nessuna separazione, solo un trasloco. Ma il no arriva lo stesso, secco e definitivo su questa terza come sulla quarta opzione, ovvero un pacchetto di proposte messo a punto e finanziato dal Campidoglio: massimo 800 euro al mese di sostegno all’affitto, l’inserimento nel mondo del lavoro attraverso una serie di corsi di formazione oppure una fiche di 5 mila euro da investire per avviare un’attività. Ma niente da fare. A parte i 14 sì dei rom già rientrati a Craiova più le quattro famiglie che hanno trovato una casa da affittare e che quindi usufruiscono del gettone comunale, il Comune ha incassato solo dinieghi. Tutti dettagliati nel plico spedito a Strasburgo.

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Roma, accerchiano turista e gli strappano la collana: arrestati tre rapinatori

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
La scorsa notte, nell'ambito dei quotidiani servizi di controllo del territorio, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato tre persone, due cittadini iracheni, di 21 e 26 anni e un 35enne tunisino, per rapina aggravata in concorso. I tre, tutti con precedenti e irregolari sul territorio nazionale, in piazza dei Cinquecento, nei pressi del capolinea dell'autobus 60, hanno avvicinato un 23enne francese, a Roma in permesso studio e, dopo averlo accerchiato, lo hanno aggredito con calci e pugni per poi strappargli la collana d'oro dal collo. I Carabinieri, allertati da un cittadino che ha assistito alla scena, sono intervenuti dopo pochi minuti, acquisendo indicazioni utili sui tre rapinatori e in una strada vicino li hanno rintracciati e bloccati. Gli arrestati sono stati accompagnati in caserma dove saranno trattenuti in attesa di essere sottoposti al rito direttissimo. Il coltello usato per commettere la rapina è stato sequestrato.

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Roma, sgombero imminente per il Camping River: emergenza igienico sanitaria sblocca sospensiva Corte europea

(Fonte: Il Messaggero, di Lorenzo De Cicco) – E' iniziato lo sgombero dei nomadi dal Camping River. Nella baraccopoli di via Tiberina, a Roma Nord, sono arrivate decine di autopattuglie e blindati di Polizia, Carabinieri e Municipale. Da quanto apprende Il Messaggero, la sospensiva della Corte europea dei diritti dell'uomo, che scadrebbe domani, sarebbe stata sbloccata per via "dell'emergenza igenico sanitaria che è interesse preminente", spiegano fonti che stanno seguendo l'operazione.

La Corte Europea diritti dell'Uomo, cui il Campidoglio ha inviato le informazioni richieste sul tema, dopo il ricorso di 3 abitanti del campo aveva deciso la sospensione dello sgombero fino a domani. Al momento, a quanto si apprende, oltre a quelle già andate via dal campo, altre 20 persone hanno accettato l'offerta di accoglienza presso le strutture del sistema allestito dai servizi sociali di Roma Capitale.

 

 

 

 

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Dott.ssa Doriano ospite in Punto Donna: “Neo papà spesso non riescono ad esplicitare le emozioni vissute”

Ospite in Punto Donna, con Paola Guerci, la Psicologa Antonella Doriano. Nel corso della trasmissione si è parlato del post gravidanza con uno sguardo al maschile. Quali sono i pensieri e le emozioni dei neo papà? La Dott.ssa Doriano ha detto che è un tema spesso poco affrontato erroneamente. Anche l'uomo vive sentimenti molto profondi nel periodo della gravidanza e andrebbe sostenuto. L'uomo non riesce ad esplicitare tutto quello che vive, secondo la psicologa. Quest'ultima ha parlato dei disturbi di ansia e angoscia che vivono i neo papà insieme alla paura di non essere all'altezza emotivamente. Molti uomini fanno infatti fatica a prendersi le responsabilità, mentre altri sono molto responsabili. Oltre a queste sensazioni, gli uomini sopesso vivono un senso di solitudine, abbandono e in questa fase rischiono di riemergere i disturbi narcisistici perchè l'uomo non si sente più centro dell'attenzione ed ha paura di perdere l'incastro trovato della coppia. La Guerci ha chiesto alla dottoressa se ci sono servizi di supporto verso il papà e la psicoterapeuta ha parlato di corsi pre parto che coinvolgono sempre di più l'uomo però uno spazio individuale dove poter condividere questi disturbi (che spesso faticano a dire) manca sul territorio. Sarebbe opportuno creare uno spazio di condivisione per i partner che si sono trovati a diventare genitori. La donna spesso vive un legame simbiotico con il proprio bambino rischiando di tenere più isolato il proprio compagno. Questo atteggiamento, per la Doriano, può essere pericoloso perchè comunque il marito è una risorsa in quel momento, ma se non si sente più partecipe possono sorgere dei problemi. 

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Maselli: moderati di centrodestra, ecco la Piattaforma Futuro

Paola Guerci, nella sua rubrica Punto Donna, ha intervistato l’on. Massimiliano Maselli, consigliere regionale di Noi con l'Italia e presidente della commissione Sviluppo Economico. Maselli si è espresso sulle misure prese dalle istituzioni sulla parità di genere, sull'audizione di Filippo Tortoriello tenutasi qualche giorno fa e sulla riorganizzazione dell'area moderata di centrodestra.

"Nel Lazio – dice il consigliere regionale – non manca una legislazione abbastanza puntuale come, per esempio, la legge del ’99 sull’imprenditoria femminile, quella sulla definizione del contratto sullo stalking e quella sulla sicurezza domestica. Il problema è, come si sa, che le risorse non sono mai sufficienti". 

L'audizione di Filippo Tortoriello, tenutasi in comissione Sviluppo Economico, è stata importante e partecipata, elevando il grado di consapevolezza della commissione e dei consiglieri.

"Tortoriello – spiega Maselli – parlava non solo a nome dell'industria, ma anche a nome di sindacati e associazioni. Hanno avuto la sensibilità di pensare ad un progetto vero, guardando nel futuro. La bozza di progetto riguarda Roma dal 2030 al 2050. E’ un piano che necessità di una visione, cosa che è mancata negli ultimi 25 anni. Solo così è possibile stare al passo di Londra e Berlino, rispetto alle quali siamo indietro sotto molti profili. Per esempio, c'è un ritardo infrastrutturale, abbiamo bisogno di una semplificazione della burocrazia ed è necessario costruire una città ad impatto 0. Serve anche risolvere il problema delle barriere architettoniche.

Massimiliano Maselli ha anche parlato del  futuro dell'area moderata del centrodestra: "Forza Italia, Noi con l’Italia ed Energie per l’Italia (l’area più liberal-popolare del centrodestra) sta soffrendo per una carenza di ptroposta politica. Abbiamo creato la Piattaforma Futuro per creare una classe dirigente proveniente dal basso. Parteciperanno sindaci, assessori regionali e municipali. L'obiettivo è quello di ripensare modelli poletici e riorganizzare l’area".

In basso il podcast dell'intervista in Punto Donna… Non perderlo!